ITMI20131553A1 - Testa di reggiatura compatta. - Google Patents
Testa di reggiatura compatta.Info
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Description
TESTA DI REGGIATURA COMPATTA
DESCRIZIONE
Campo dell'invenzione
La presente invenzione si riferisce ad una testa di reggiatura per macchine reggiatrici, in particolare una testa di reggiatura di ridotte dimensioni.
Tecnica antecedente
Come noto, una tecnica di imballaggio molto utilizzata prevede di fasciare strettamente un carico da trasportare con uno o più anelli di reggia. La reggia è un nastro sottile, normalmente di materiale plastico (ma in alcuni casi anche metallico), che viene strettamente avvolto ad anello intorno ad un carico, chiudendolo in modo permanente tramite punti di saldatura tra i due lembi terminali.
La saldatura impedisce una riapertura dell'anello di reggia, che quindi deve essere poi reciso per liberare l'imballaggio.
Le modalità di saldatura possono essere molteplici, a seconda anche del tipo di materiale della reggia. Tuttavia, tutte le macchine di reggiatura sostanzialmente ricorrono ad una testa di reggiatura che ha due funzioni complementari ed integrate: da una parte, il lancio ed il successivo recupero della reggia con serraggio intorno al prodotto da imballare e, dall'altra, la saldatura dei due lembi terminali.
Normalmente un'unica testa di reggiatura, montata al di sotto del piano di transito del carico, incorpora una serie di dispositivi ed organi di movimento che svolgono tutte le funzioni suddette, ossia alimentano e lanciano la reggia intorno al carico, partendo da una bobina di magazzino, bloccano l'estremità libera e recuperano il tratto di base, sino a strozzare un anello di reggia intorno al carico; infine eseguono la saldatura nella zona di chiusura dell'anello e lo separano dal resto della reggia che proviene dalla bobina.
Questo gruppo è piuttosto complesso ed ingombrante. Esso infatti comprende diversi organi di trasmissione, camme di azionamento, rotismi e motori, il tutto montato su un robusto telaio di contenimento. Ciò fa si che l'intera testa pesi diverse decine di chili e sia quindi scomoda da movimentare. Viceversa, per diverse operazioni di manutenzione, sarebbe gradito poter smontare e movimentare facilmente la testa, così da sostituirla facilmente o eseguire comodamente le ispezioni del caso.
A tal fine, è stato già proposto di suddividere la testa di reggiatura in almeno due gruppi principali, uno delegato alla funzione di lancio e di recupero della reggia, con la relativa motorizzazione, mentre l'altro delegato alla saldatura ed al taglio della reggia, con relativa motorizzazione. La scomposizione in due gruppi presenta il vantaggio di migliorare decisamente la possibilità di ispezione e di sostituzione. Alcuni esempi coerenti con questo approccio sono rappresentati da EP1275586 e dalla domanda italiana MI2010A2231 a nome della stessa Richiedente.
Benché alcuni di questi sistemi siano vantaggiosi, ci si è resi conto che l'utilizzatore di queste apparecchiature gradirebbe comunque di poter disporre - almeno nelle applicazioni meno gravose - di un'unica testa di reggiatura, possibilmente compatta e leggera da poter essere comodamente manipolata.
La Richiedente si è dunque concentrata ulteriormente sul problema di rendere leggera e compatta una testa di reggiatura integrale. Nell'affrontare tale problematica, ci si è resi conto che un vincolo costruttivo delle teste note è quello di dover movimentare con alberi rotanti (quelli dei motori elettrici) sia elementi con un movimento principale longitudinale (l'asse di lancio e recupero della reggia) sia elementi con un movimento principale trasversale (i componenti del sistema di saldatura). Ciò implica di prevedere trasmissioni a camme su piani ortogonali, che hanno un'occupazione spaziale significativa, determinano dei vincoli progettuali e, per via della loro ciclicità sul singolo giro di albero motore, richiedono complessi rotismi di trasmissione per definire le leggi di movimento adeguate ai vari organi di movimentazione. Tutto ciò finisce per avere un'influenza negativa sia sui costi di fabbricazione che sul peso dell'apparecchiatura.
La tecnica nota offre rari esempi di teste di reggiatura in cui si fa impiego di comandi di forma alternativa. Uno di questi è rappresentato da US3759169, in cui parte di un azionamento è affidato ad una camma lineare, anzichè ad una classica camma rotante; in particolare il comando delle pinze di ritegno della reggia è affidato ad un azionamento pneumatico. Tuttavia, queste soluzioni note non si sono dimostrate efficaci perchè comprendono azionamenti misti e dunque complessivamente presentano ingombri significativi, nonchè presentano un comando pneumatico, dunque sono in grado di esprimere una bassa forza, sono poco controllabili e poco precisi. Descrizione sommaria dell'invenzione
Scopo della presente invenzione è dunque quello di fornire una testa di reggiatura che superi gli inconvenienti della tecnica nota. In particolare una testa di reggiatura che, tramite una diversa configurazione degli organi di trasmissione, consenta di compattare ed alleggerire la sua struttura, sino ad un limite di peso ed ingombro adatti ad una agevole manipolazione a mano, pur garantendo una elevata precisione e robustezza di comando.
Tale scopo viene conseguito tramite una testa di reggiatura e una relativa macchina di reggiatura come descritta nei suoi tratti essenziali nella allegata rivendicazione principale.
Altri aspetti inventivi del trovato sono descritti nelle rivendicazioni subordinate.
Breve descrizione dei disegni
Ulteriori caratteristiche e vantaggi della testa di reggiatura secondo l'invenzione risulteranno comunque meglio evidenti dalla descrizione dettagliata che segue di una preferita forma di esecuzione della stessa, data a titolo di esempio ed illustrata nei disegni annessi, nei quali:
fig. 1A è una vista in alzato laterale di un lato di lancio della testa di reggiatura (priva di un coperchio di chiusura) secondo l'invenzione;
fig. 1B è una vista in alzato frontale dell'estremità di destra di fig. 1A; fig. 2A è una vista in alzato laterale di dettaglio del gruppo di lancio e recupero reggia;
fig. 2B è una vista schematica delle ruote del gruppo di lancio e recupero di fig. 2A;
fig. 3A è una vista in sezione presa lungo la linea III-III di fig. 1A; fig. 3B è una vista di dettaglio secondo la vista di fig. 1A, del particolare illustrato anche in fig. 3A;
fig. 4 è una vista in prospettiva dall'alto e dal lato illustrato in fig. 1A, di una forma d'esecuzione preferita dell'invenzione;
figg. 4A-4D sono viste rispettivamente in alzato dai due lati e in pianta dall'alto e dal basso del solo componente di telaio C.
fig. 5 è una vista in alzato laterale del gruppo di lancio e recupero presa dalla parte opposta di fig. 1A;
fig. 6A è una vista in alzato laterale, con parti asportate, presa dalla parte opposta a quella di fig. 1A;
fig. 6B è una vista in sezione presa lungo la linea VI-VI di fig. 6A;
fig. 7 è una vista in alzato laterale, presa dallo stesso lato di fig. 6A, del dettaglio della camma lineare secondo l'invenzione;
fig. 8 è una vista interrotta, in pianta dall'alto, della slitta di riscontro nel gruppo di saldatura;
fig. 9 è una vista in prospettiva della testa secondo una preferita forma di esecuzione dell'invenzione, presa dall'alto e dal lato di fig. 6A.
Descrizione dettagliata di una preferita forma d'esecuzione
Una macchina di reggiatura (non illustrata) comprende, in modo di per sè noto, un telaio sul quale è prevista una pista di lancio di una reggia, disposta intorno ad un piano di appoggio e transito di un carico da imballare. Al disotto del piano di appoggio, in corrispondenza dell'ingresso sulla pista di lancio, è disposta una testa reggiatrice, concettualmente di per sè nota.
Si consideri che, nel seguito della descrizione, espressioni quali sopra/sotto o verticale/orizzontale sono fornite con riferimento ai disegni e all'assetto dell'apparecchiatura nella sua posizione installata e d'uso. Così pure termini come "longitudinale" e "trasversale", sono da intendersi riferiti al percorso di lancio e recupero della reggia.
La testa reggiatrice tipicamente comprende in sequenza, nella direzione di lancio della reggia, un gruppo di lancio e di recupero della reggia, provvisto di opportune ruote di azionamento, e poi un gruppo di saldatura, atto a bloccare l'estremità libera della reggia (una volta lanciata ed avvolta intorno al carico da imballare) contro una rimanente porzione di base della reggia ed a saldare insieme queste porzioni, così da definire un anello chiu so di reggia serrato intorno al carico da imballare. E' inoltre prevista una unità di taglio, per separare l'anello di reggia dalla rimanente porzione di alimentazione, al termine del ciclo di reggiatura.
La testa reggiatrice costituisce tipicamente un'apparecchiatura a sè stante, smontabile dal rimanente telaio della macchina per ordinarie operazioni di manutenzione e/o sostituzione.
Come rappresentato schematicamente in fig. 1A, una testa reggiatrice comprende un telaio scatolare C, che termina superiormente con costole di appoggio C1 di un piano di chiusura facente parte del piano di lavoro della macchina. All'interno del telaio scatolare C trovano posto tipicamente un gruppo di lancio e recupero della reggia 1, un dispositivo di pinzaggio e taglio della reggia 2 ed un dispositivo di saldatura 3.
Il gruppo di lancio e recupero 1 è meglio illustrato nelle figg. 2A, 2B e 5. Esso si compone, con modalità di per sè note, di una pluralità di ruote sulle quali è destinata a scorrere la reggia per essere condotta nelle due direzioni di lancio e di recupero.
In particolare, secondo la forma d'esecuzione illustrata nelle figure, il gruppo 1 si compone di una pluralità di ruote di comando di una reggia, che viene così condotta lungo un percorso sinuoso idoneo a trasferire la necessaria forza di trascinamento sulla reggia stessa. A tal fine, queste ruote presentano una superficie circonferenziale che stabilisce un contatto ad attrito con la reggia (non illustrata), così da poterne determinare il movimento come desiderato. Il gruppo 1 comprende una prima ruota motorizzata di lancio e recupero 10 ed una seconda ruota motorizzata di tiro 11.
Il comando di rotazione a queste due ruote proviene da un motore M1, disposto in asse con la prima ruota di lancio e recupero 10, che comanda anche la ruota di tiro 11 mediante un riduttore 12 ad essa accoppiato. Come visibile in fig. 5, il motore M1trasferisce forza motrice al riduttore 12 mediante una cinghia di trascinamento 13.
Il gruppo 1 comprende inoltre una prima ruota folle di pressione 14 ed una seconda ruota folle di contrasto 15. Queste due ruote folli sono montate basculanti intorno ad un centro di istantanea rotazione spostato rispetto al loro asse di rotazione. In questo modo, come schematicamente rappresentato in fig. 2B, le due ruote folli 14 e 15 possono passare alternativamente tra due diverse posizioni di contatto o di assenza di contatto con le vicine ruote motorizzate 10 e 11, stabilendo diversi stati di funzionamento. Il basculamento tra le diverse posizioni delle due ruote folli 14 e 15 viene determinato dall'azione contrastante del tiro della reggia che passa su di esse e di mezzi elastici registrabili, di per sè noti.
Il riduttore 12 è montato con la sua cassa di contenimento libera in rotazione su tre cuscinetti di appoggio esterni 12'. La parte posteriore della cassa di contenimento è inoltre solidale ad una leva 12a, quest'ultima mantenuta sospinta in una posizione operativa contro un microinterruttore fisso 12b, mediante mezzi a molla tarabili 12c. La leva 12a può ruotare solidalmente al riduttore 12, intorno al medesimo asse di istantanea rotazione definito dai tre cuscinetti 12', ma viene mantenuta stabile in appoggio contro il microinterruttore 12b mediante la molla 12c.
Durante la fase di tiro della reggia, il riduttore 12 subisce una reazione di torsione che tende a farlo ruotare, solidalmente alla leva 12a, torsione che tuttavia viene contrastata dal momento esercitato dalla molla 12c tramite il braccio della leva 12a. Quando invece il tiro sulla reggia supera una determinata soglia, la reazione di torsione è così elevata che la leva 12a vince la spinta della molla tarabile 12c e può quindi ruotare parzialmente, distaccandosi dal microinterruttore 12b: in questo modo viene generato un segnale dal microinterruttore 12b che arresta il funzionamento del motore M1e quindi arrestare la fase di recupero della reggia.
I mezzi a molla tarabili 12c sono in grado di esercitare una forza elastica di reazione più o meno elevata in base a quanto vengono compressi da una bussola di registrazione azionata da una manopola K. La manopola K è disposta all'esterno del telaio C, così da poter essere accessibile facilmente da un operatore. Pertanto, in base alla posizione assunta dalla manopola K, la molla tarabile 12c sospinge con una forza più o meno elevata la leva 12a contro il microinterruttore fisso 12b, determinando così il valore di soglia della coppia assorbibile dal riduttore 12 prima di aprire il microinterruttore e, in ultima analisi, il tiro imposto alla reggia in fase di recupero.
La reggia, provenendo dal magazzino di reggia sottostante alla testa di reggiatura, passa sulla ruota folle 14, avvolgendosi parzialmente in senso orario (nel piano di fig. 2A), poi in senso antiorario sulla ruota di tiro 11 e infine in senso orario sulla ruota folle 15, fuoriuscendo dalla testa di reggiatura attraverso la pista di lancio 16. Durante la fase di lancio (rotazione principale) e tutta la prima fase di recupero (rotazione inversa), la ruota di contrasto 15 viene mantenuta premuta contro la ruota di lancio 10 (che gira prima in un senso e poi nell'altro). Nella prima fase di tensionamento della reggia intorno al prodotto, la ruota di pressione 14 viene portata in appoggio verso la ruota di tiro 11, così da aumentare l'effetto di attrito. Nell'ultima fase di tensionamento della reggia, per effetto del tiro sulla reggia, anche la ruota di contrasto 15 viene spostata e spinta in appoggio verso la ruota di tiro 11, così da aumentare notevolmente l'attrito della reggia intorno alla ruota motorizzata di tiro 11 e completare l'ultima fase di tensionamento.
Secondo un aspetto vantaggioso, tutte le ruote di guida della reggia, ossia le ruote 10, 11, 14 e 15, sono installate dalla parte opposta delle ruote di trasmissione 12, 13 e del motore M1rispetto ad una paratia divisoria C2del telaio C. Infatti, secondo una forma d'esecuzione preferita, il telaio scatolare C della testa di reggiatura, presenta un diaframma divisorio longitudinale C2, provvisto di opportune boccole di cuscinetto e sfinestrature, preferibilmente ottenuto di pezzo (per esempio per fusione) con le rimanenti pareti del telaio C. Questa parete divisoria o diaframma costituisce una sorta di ordinata di irrigidimento del telaio scatolare, al quale possono essere fissati i vari organi di comando. Ciò comporta un duplice vantaggio. Da una parte, un diaframma longitudinale collabora alla rigidezza intrinseca del telaio, che quindi può essere complessivamente più leggero; d'altra parte, gli organi di comando possono essere vincolati alla parete divisoria C2centrale, protendendosi dalle due parti opposte, così da rendere superflue - da un punto di vista strutturale - le pareti opposte di chiusura del telaio scatolare, che così possono essere leggere e rimuovibili per un facile accesso all'interno della testa reggiatrice.
Come visibile bene in fig. 4, da una parte della parete divisoria C2sono installate le ruote di guida del gruppo di lancio e tensionamento 1, nonchè il dispositivo di saldatura 3, che si illustrerà più avanti.
Nella parte superiore del telaio C, sempre dal lato del gruppo di lancio e tensionamento 1, sono previste due porzioni della pista di lancio e recupero P1e P2, tra le quali è montata l'unità di taglio e saldatura 2: quest'ultima è posta a cavallo della parete divisoria C2del telaio C. A tal fine, la parete divisoria C2presenta una sfinestratura superiore C2' che accoglie i componenti - di per sè noti - per il serraggio, il taglio e la saldatura della reggia. In particolare, in corrispondenza della sfinestratura C2' è disposta una piastra di riscontro per il sistema di saldatura, che è montata scorrevole in senso trasversale, come si illustrerà più avanti.
Nelle figg. 3A e 3B è illustrato in dettaglio un possibile dispositivo di saldatura, essendo inteso che i principi essenziali dell'invenzione rimangono immutati anche impiegando un diverso dispositivo di saldatura. Un saldatore ad ultrasuoni (sonotrodo) 3 è disposto con il suo asse principale ortogonale al piano di saldatura, ossia in assetto verticale nella testa come installata. Il saldatore è convenientemente fissato alla paratia divisoria C2del telaio C e la sua attivazione è comandata con un leverismo 31 che attraversa una sfinestratura C2'' della paratia C2, sino ad impegnarsi con un'asta di comando 32 azionata con una modalità innovativa che si illustrerà nel seguito.
L'attivazione del sonotrodo 3 trasferisce energia ad ultrasuoni alla soprastante unità di taglio e saldatura 2 entro alla quale avviene l'unione delle due porzioni di reggia e dunque la chiusura dell'anello di imballaggio. Ulteriori dettagli sulla composizione e funzionamento della unità di serraggio, taglio e saldatura non verranno forniti, poichè sono noti ai tecnici del settore e non formano specifico oggetto della presente invenzione.
Nell'unità di taglio e saldatura 2 è prevista anche una piastra di riscontro 21 con la quale coopera la testa del sonotrodo 3 per completare la saldatura. Come accennato sopra, la piastra di riscontro 21 è montata scorrevole in direzione trasversale all'asse longitudinale della testa di reggiatura: essa, infatti, funziona da contrasto al dispositivo di saldatura 3 nella fase di chiusura dell'anello di reggia, ma poi deve essere estratta trasversalmente al percorso della reggia, per poter liberare l'anello di reggia chiuso e quindi il pacco imballato.
A tal fine, la piastra di riscontro 21 è montata scorrevole su guide laterali 21a e 21b ed una guida centrale 21c ed è comandata nella sua corsa da un leverismo 22, a sua volta azionato dall'intervento contrastante di un'asta di spinta elastica 23 e di una camma profilata 24. Secondo un aspetto essenziale dell'invenzione, sul quale si tornerà più avanti, la camma profilata 24 è una camma lineare, ossia è costituita da un profilo sagomato dotato di movimento rettilineo alternato secondo la freccia F.
In fig. 8 è rappresentata la posizione tipica di intervento della piastra di riscontro 21, nella quale essa sporge al di sopra della zona interessata dalla reggia (non mostrata) per esercitare la sua funzione di cooperazione con il sottostante dispositivo di saldatura. Questa posizione viene mantenuta attivamente grazie alla spinta esercitata sul leverismo 22 dall'asta elastica 23. Quando occorre liberare il pacco imballato, al termine del ciclo di reggiatura, la piastra scorrevole 21 viene fatta arretrare (ossia risalire verso l'alto nel disegno di fig. 8) mediante l'intervento della camma lineare 24, che vince la reazione dell'asta elastica 23.
Secondo un aspetto particolarmente vantaggioso dell'invenzione, l'intervento su tutti i vari organi di comando della piastra di riscontro 21 (più in generale, sull'intera unità di taglio e saldatura 2), del dispositivo di saldatura 3 e del gruppo di lancio e tensionamento 1, viene conseguito con un'unica camma lineare 4 movimentata da un rispettivo motore di azionamento M2.
Come ben rappresentato nelle figg. 6A e 7, la camma lineare 4 è in forma di una piastra piana opportunamente sagomata, vincolata al telaio C - meglio, alla parete divisoria C2- secondo un movimento lineare alternato lungo l'asse longitudinale della testa di reggiatura. In particolare, la camma lineare 4 è montata scorrevole su un binario 41 fissato alla parete divisoria C2del telaio C.
Sulla camma lineare 4 sono ricavate superfici sagomate di camma, sia lungo i rispettivi bordi, come ad esempio le porzioni 4a, 4b e l'asola 4c (per definire comandi di camma sul piano di scorrimento, ossia sul piano verticale), sia lungo profili ad essi ortogonali ricavati su basette fissate alla piastra piana 4, come ad esempio il profilo 24 (per definire comandi di camma ortogonali al piano di scorrimento, ossia sul piano orizzontale).
Secondo la forma d'esecuzione illustrata, i comandi di camma sul piano verticale sono quelli del profilo 4a che agisce sul comando delle ruote di lancio e recupero reggia, del profilo 4b che agisce sul comando delle pinze di serraggio della reggia disposte al di sotto della piastra di riscontro 21, e dell'asola 4c che agisce sull'asta 32 (tramite la bussola 33 guidata nell'asola 4c) di azionamento del dispositivo di saldatura 3. Il comando sul piano orizzontale è quello del profilo 24 - sagomato sul piano orizzontale - che agisce sul leverismo 22 della piastra di riscontro 21. Il medesimo leverismo, lungo una parte della sua corsa, comanda anche lo spostamento di una piastra di riscontro inferiore che agisce anche da taglierina della reggia (fase non illustrata).
Affinchè il comando di camma avvenga negli istanti desiderati del ciclo di lavoro della testa di reggiatura, la camma lineare 4 è vantaggiosamente comandata in traslazione da un motore passo-passo e da un meccanismo di trasmissione 5 a vite/madrevite, più preferibilmente una vite a ricircolo di sfere.
Come ben rappresentato nelle figg. 6A e 6B, un motore M2, preferibilmente un motore passo-passo, comanda in rotazione una ruota motrice 51 tramite una trasmissione a cinghia 52. Sull'asse di rotazione della ruota motrice 51 è montata, solidale in rotazione, una vite a scanalatura elicoidale 53 (schematizzata nelle figure come alberino liscio) che si prolunga secondo l'asse longitudinale della testa di reggiatura, parallelamente al percorso lineare di movimento della camma lineare 4. La vite scanalata 53 è impegnata in un corrispondente corpo a chiocciola a ricircolo di sfere 54 che è fissato solidale alla piastra della camma lineare 4. Con questa configurazione, la rotazione del motore M2provoca una corrispondente rotazione della vite a scanalatura elicoidale 53 e di conseguenza uno spostamento lineare del corpo a chiocciola 54 e della camma lineare 4.
Grazie all'impiego di un motore passo-passo ed alla trasmissione a vite/madrevite, è possibile controllare con elevata precisione la posizione e la velocità di spostamento della camma lineare 4, così da avere una significativa flessibilità e precisione nella definizione delle leggi di azionamento degli organi di comando. Si noti che, potendo regolare bene anche la velocità di spostamento della camma lineare 4, si possono prevedere tempi di stasi significativi all'interno di un ciclo di reggiatura, sfruttando comunque bene la corsa di spostamento della camma, che può essere così molto ridotta.
Tipicamente i profili di camma sono concepiti per funzionare attivamente in una certa direzione di avanzamento della camma lineare 4, per esempio da sinistra a destra nella fig. 6A. La corsa di ritorno della camma 4 può essere svolta nel tempo morto del ciclo di lavoro, costituito dalla fase di allontanamento del pacco imballato e di arrivo del nuovo pacco da imballare, fase in cui la testa di reggiatura non deve eseguire alcuna operazione attiva. Questa fase, che nei tradizionali comandi a camme circolari, occupa inutilmente una notevole porzione angolare di ciascuna camma, viene sinergicamente sfruttata dalla configurazione secondo l'invenzione, perchè la si impiega per il ritorno a vuoto di una camma lineare, di cui invece si possono sfruttare le vantaggiose caratteristiche nella fase attiva di andata.
La previsione di una camma lineare, che agisce su uno dei due lati della parete divisoria C2, sfruttando la corsa sulla lunghezza longitudinale della testa di reggiatura, comporta una serie di vantaggiosi risultati.
La legge di azionamento dei vari organi di comando è configurabile in modo preciso e flessibile, anche grazie all'impiego di un motore passo-passo che agisce con una trasmissione vite/madrevite. Sfruttando la corsa della camma lineare sulla lunghezza della testa, non è necessario impiegare grandi e pesanti camme girevoli, a salvaguardia del peso e dell'ingombro della testa reggiatrice. Con una semplice coppia di motori, l'uno M1per la movimentazione delle ruote del gruppo 1 e l'altro M2per il controllo di tutti gli organi di comando tramite la camma lineare, è possibile fornire tutti gli azionamenti necessari al funzionamento della testa di reggiatura. Infine, il fissaggio dei vari elementi componenti alle pareti di testa e alla parete divisoria C2del telaio C, permette di semplificare notevolmente quest'ultimo, a beneficio della leggerezza e della accessibilità di manutenzione: l'intera testa finisce per avere una lunghezza dell'ordine di 400 mm e una larghezza nell'ordine di 160 mm, per un peso complessivo dell'ordine di soli 20 Kg.
S'intende comunque che l'invenzione non è limitata alla particolare configurazione illustrata sopra, che costituisce solo un esempio non limitativo della portata dell'invenzione, ma che numerose varianti sono possibili, tutte alla portata di un tecnico del ramo, senza per questo uscire dall'ambito dell'invenzione stessa come definita nelle rivendicazioni allegate.
Claims (10)
- RIVENDICAZIONI 1) Testa reggiatrice per una macchina di reggiatura, del tipo comprendente un telaio di contenimento (C) adatto ad ospitare almeno un percorso di lancio/recupero di una reggia definito da un gruppo di lancio/tensionamento (1) comprendente una pluralità di ruote di comando (10, 11, 12, 13, 14, 15) di detta reggia, un gruppo di saldatura (3) ed un dispositivo di pinzaggio e taglio (2) comprendente pinze di bloccaggio, una piastra mobile di riscontro e una taglierina, dette ruote di comando del gruppo di lancio/tensionamento essendo portate in rotazione da un primo motore di azionamento (M1) , caratterizzato da ciò che detto gruppo di lancio/tensionamento (1), gruppo di saldatura (3) e dispositivo di pinzaggio e taglio (2) presentano organi di controllo comandati in movimento mediante un'unica camma lineare (4) atta a muoversi in modo alternato nel senso longitudinale mediante un secondo motore di azionamento (M2).
- 2) Testa reggiatrice come in 1, in cui detto telaio di contenimento (C) è di forma scatolare ed è suddiviso da un diaframma longitudinale (C2), su cui sono fissati mezzi di guida a scorrimento (41) per detta camma lineare (4).
- 3) Testa reggiatrice come in 2, in cui detta camma lineare (4) è disposta da una prima parte di detto diaframma longitudinale (C2), mentre detto percorso di lancio/recupero della reggia è disposto dalla parte opposta.
- 4) Testa reggiatrice come in 2 o 3, in cui detto diaframma longitudinale (C2) presenta almeno una sfinestratura superiore (C2') che accoglie un percorso di spostamento trasversale di detta piastra mobile di riscontro (21).
- 5) Testa reggiatrice come in 2, 3 o 4, in cui dette ruote di comando (10, 11, 12, 13, 14, 15) sono condotte da alberi motore disposti trasversalmente a detto diaframma longitudinale (C2).
- 6) Testa reggiatrice come in una qualsiasi delle precedenti rivendica zioni, in cui detta camma lineare (4) è azionata da un secondo motore di azionamento (M2) attraverso mezzi di trasmissione a vite e mezzi di trasmissione a madrevite reciprocamente cooperanti.
- 7) Testa reggiatrice come in 6, in cui detti mezzi di trasmissione a vite sono in forma di una vite a scanalatura elicoidale (53) impegnata in detti mezzi di trasmissione a madrevite in forma di un corpo a chiocciola a ricircolo di sfere (54) solidale in traslazione con detta camma lineare (4).
- 8) Testa reggiatrice come in 6 o 7, in cui detto secondo motore di azionamento (M2) è connesso a detti mezzi di trasmissione a vite mediante una trasmissione a puleggia.
- 9) Testa reggiatrice come in una qualsiasi delle precedenti rivendicazioni, in cui detta camma lineare (4) è in forma di una piastra piana provvista di primi profili di camma (4a, 4b, 4c) ricavati su bordi sagomati, per definire comandi di camma sul piano di scorrimento, e secondi profili di camma (24), ortogonali a detti primi profili, ricavati su basette sporgenti dal piano della piastra, per definire comandi di camma ortogonali al piano di scorrimento.
- 10) Testa reggiatrice come in 9, in cui detta piastra mobile di riscontro del dispositivo di pinzaggio e taglio (2) è comandata trasversalmente da detti secondi profili di camma (24).
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