ITMI20132174A1 - Velocipede ad assetto variabile - Google Patents
Velocipede ad assetto variabileInfo
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Description
Descrizione del brevetto per invenzione industriale dal
Titolo: “VELOCIPEDE AD ASSETTO VARIABILE”
Testo delle descrizione
La presente invenzione è relativa ad un velocipede di nuova concezione, richiudibile o non, che si prefigge lo scopo di essere assai versatile all’uso, configurabile a seconda delle esigenze dell’utente ed anche dotato di buone prestazioni.
E’ noto che negli ultimi anni i velocipedi siano diventati oggetto di grande interesse e sviluppo, come forma di trasporto alternativa, ecologica, comoda, rapida ed economica. Ne è anche stata sottolineata e molto pubblicizzata la loro utilità come strumenti per allenamento e fitness, settore molto attraente per l’economia odierna e di peso in una società che tende a fare quanto possibile per mantenere la salute fisica, compatibilmente con il tempo, solitamente ridotto, di cui si dispone per dedicarsi ad attività sportive.
E’ stata fonte di ulteriore diffondersi dei velocipedi, e della loro diversificazione rispetto alle normali biciclette, il sempre maggior uso che se ne fa in città, per evitare il traffico, essere più indipendenti dai mezzi di trasporto sia privati che pubblici, poter transitare senza problemi anche in zone a traffico limitato, non avere problemi di parcheggio, fare un po’ di attività fisica quotidiana anche quando non si ha tempo per dedicarsi ad altro, ed essere eco-friendly.
Proprio per venire incontro a queste esigenze, si è sviluppato un settore di velocipedi sempre più ampio, che sono rivolti, con le loro caratteristiche, a soddisfare le richiesta del mercato, che non sono pienamente soddisfatte dalle comuni biciclette. Un esempio di velocipedi molto diffusi, e che paiono i meglio congegnati, versatili, e di ampia diffusione, sono ad esempio i velocipedi normali o integrati con trasmissione, o ad esempio runbike Laurini, o Q-bike, tutti veicoli ben noti agli appassionati del settore.
Considerando in questo caso, un veicolo del tipo Q-bike, come esempio d’interesse appartenente all’arte nota, ciò che appare vantaggioso di siffatto veicolo, è che sia particolarmente maneggevole, e la posizione mediamente elevata del sellino o seduta relativamente al fatto di essere un velocipede a trazione anteriore, rispetto ad una posizione media-bassa del sellino adottata solitamente dalla diffuse bici a trazione anteriore. Detta posizione permette di mantenere una postura abbastanza eretta vicina all’ asse dello sterzo. Inoltre, questa posizione fa sì che detto velocipede sia dotato di una visibilità attiva e passiva abbastanza buone, in quanto la posizione elevata del conducente permette di avere una miglior visuale su più ampi tratti di strada, ed individuare dunque eventuali ostacoli; ed ancora una posizione elevata permette di essere più visibili dagli eventuali automobilisti, a tutto guadagno sia della sicurezza del guidatore del velocipede, che degli altri guidatori. Detta postura eretta permette anche di assorbire meglio gli eventuali urti dovuti ad esempio ad un fondo strada sconnesso, che com’ è noto, riverberano sul guidatore. Ed ancora, anche le partenze da fermi sono agevolate da una postura più eretta del guidatore.
E’ in effetti noto che, una postura eretta del guidatore, permette di scaricare la gran parte di suddetti urti sui glutei e sul bacino, quando questi siano correttamente posizionati rispetto alla verticale del corpo; inoltre gli urti vengono scaricati anche sulle gambe, soprattutto nel caso in cui la posizione di seduta dell’utilizzatore rispetto ai pedali agevoli il suo sollevarsi dal sellino, a differenza di quanto accade invece nel caso in cui l’utilizzatore sia in una postura semisdraiata. Infatti, una postura in cui la schiena sia molto inclinata rispetto al bacino, o ad un asse perpendicolare al suolo, causa l’assorbimento degli urti in gran parte dalla colonna vertebrale e dal bacino stesso, a discapito ovviamente a lungo andare, della salute del conducente. Inoltre, il baricentro alto e posto vicino alla ruota motrice, rende più agevoli le salite impegnative per l’utilizzatore, grazia alla maggior spinta che buona parte dei guidatori riesce ad esercitare sui pedali, e soprattutto per la vicinanza del baricentro del veicolo alla ruota motrice, che non risulta così privata di pesi e dunque a rischio di slittamenti.
Ancora, detti velocipedi sono semplici da manovrare, in rapporto alle dimensioni dei componenti (baricentro alto, e asse di sterzo vicino al cavallo del conducente) e richiedono – in determinate configurazioni – una limitata manutenzione. Ulteriormente, quando detti veicoli siano privi di catena da ingrassare periodicamente, anche il rischio di sporcarsi con il grasso della catena risulta eliminato, a tutto vantaggio qualitativo del veicolo.
Tali veicoli inoltre, possono essere resi facilmente scomponibili, o con pochi accorgimenti, pieghevoli in modo da avere conformazione particolarmente compatta e dunque comoda per il trasporto.
Appare evidente che, detto veicolo d’arte nota, in particolare dunque un velocipede di tipo Q-bike, abbia in effetti numerosi aspetti vantaggiosi, che sono dovuti a determinate caratteristiche, tra cui molte descritte tra quelle qui citate.
Nondimeno, dette caratteristiche che contraddistinguono il veicolo di tipo Qbike, hanno anche effetti negativi rilevanti, inficianti e limitanti l’uso di detto veicolo.
Alcuni esempi di prestazioni non ottimali, sono la scarsa stabilità e altri ancora che vedremo citati qui di seguito.
Lo scopo dunque della presente invenzione è descrivere un velocipede che mantenga le caratteristiche positive che contraddistinguono i qui sopra citati modelli di velocipede, ma che risolva anche i problemi che si accompagnano a questo tipo di veicoli.
In effetti, come ogni veicolo di questo genere, la scelta di assetti più o meno alti, di modalità di cambio etc., comprende vantaggi e svantaggi. In questo caso, un assetto rialzato come quello di una Q-bike, permette di avere sì una maggiore visibilità su strada, ma questo avviene a discapito della stabilita del conducente, in quanto un baricentro rialzato fa perdere di equilibrio e sopratutto tenuta di strada. Detta minor tenuta di strada assume infatti aspetti problematici soprattutto nei tratti curvilinei dei percorsi, ove la forza centrifuga dovuta alla velocità, che agisce particolarmente in caso di baricentro rialzato, causa notevole instabilità e perdita di aderenza su strada. Questo , unitamente alla scarsa aerodinamicità data da una posizione sempre rialzata, fa sì che, di conseguenza la velocità, e dunque le performance di un veicolo di tal genere siano limitate, e dunque l’uso vantaggioso che se ne può fare è ristretto ad un determinato ambito, come ad esempio l’uso in città, o in salite, di tipo anche impegnativo, (che possono essere tanto più impegnative, quanto è alta la seduta) ma non su strade a più ampia e veloce percorrenza, o strade comprendenti discese impegnative. In effetti, è stato verificato che il baricentro altro, seppure come detto, vantaggioso per vari aspetti, causa anche maggior rischio di ribaltamento in frenata, in particolare per i veicoli a trazione anteriore, oltre ad esporre, ( per la postura tenuta dal conducente un fase di pedalata), il conducente stesso ad impatti più dannosi in caso di caduta frontale dal veicolo.
Ancora, si noti che, seppure la postura più eretta e l’appoggio semi-verticale sui pedali aiutino ad ammortizzare maggiormente gli urti, è altrettanto vero che proprio questa configurazione dell’assetto favorisce, nei guidatori uomini, problemi alla prostata, che risente delle continue sollecitazioni, così come ne risente anche la cervicale del guidatore in fase di corsa, che data la posizione piegata in avanti della schiena, è sempre rivolta in avanti e verso l’alto per poter vedere la strada. in modo del tutto innaturale rispetto ad una postura corretta. Appare evidente che ciò abbia effetti decisamente negativi sulla salute di tutta la colonna vertebrale.
Lo scopo della presente invenzione è dunque descrivere un veicolo che abbia i vantaggi caratterizzanti i veicoli di tipo Q-bike, ma che risolva anche i problemi di detti veicoli, e ancor di più, che riesca a racchiudere in un unico veicolo sia i vantaggi di velocipedi noti che le caratteristiche ancor più performanti di versatilità d’uso o configurabilità personalizzabile a seconda delle esigenze e caratteristiche fisiche dell’utilizzatore.
Uno scopo della presente invenzione è dunque realizzare un velocipede con una buona guidabilità, e maneggevolezza, senza rinunciare ad un buon assetto e alla stabilità.
Un ulteriore scopo del velocipede secondo la presente invenzione, è essere adatto all’uso sia in ambienti cittadini, che in ambienti esterni, con tratti a più veloce percorrenza, salite, discese, etc., dove dunque le esigenze di prestazioni e guidabilità sono del tutto differenti.
Un altro scopo della presente invenzione è realizzare un veicolo dotato di aerodinamicità superiore allo standard dei velocipedi di tipo Q-bike, senza rinunciare ad alcun vantaggio dato da detta tipologia di veicolo.
In particolare, uno scopo della presente invenzione è realizzare un veicolo che permetta di variare l’assetto del conducente, in modo semplice ed immediato.
E’ dunque uno scopo della presente invenzione realizzare un veicolo che vantaggiosamente, sia dotato di una gamma di assetti a scelta, e che dunque permetta al guidatore di regolare la posizione preferita in base alle esigenze ad alla situazione l’assetto del veicolo nel modo più conveniente.
E’ di conseguenza uno scopo della presente invenzione ridurre le problematiche di rischio di ribaltamento in frenata, garantendo una maggior stabilità al veicolo.
E’ ancora uno scopo della presente invenzione descrivere un veicolo assai versatile e che permette di modificarsi in modo da adattarti al meglio alla seduta ed alla postura della schiena dell’utilizzatore, sia al fine di maggior comodità che per tutelare la salute dell’utilizzatore.
E’ infine uno scopo della presente invenzione descrivere un veicolo che sia facilmente trasportabile quando non in uso, e che dunque sia leggero, maneggevole e non implichi il rischio di sporcarsi, oltre ad essere, eventualmente, richiudibile per essere trasportato con più agio o riposto in spazi ristretti.
E’ un ulteriore scopo della presente invenzione realizzare un velocipede di dimensioni estremamente compatte, che sia utilizzabile anche da due utenti contemporaneamente.
Questi ed ulteriori scopi qui descritti, verranno realizzati grazie al velocipede secondo la presente invenzione, in cui detto veicolo è dotato di un sellino o seduta con assetto variabile, che consenta ad uno o più utilizzatori di spostare il baricentro della seduta di detto veicolo, per modificarne le caratteristiche d’uso aerodinamico e non.
Si noti in particolare che il velocipede secondo la presente invenzione ha l’asse su cui agiscono i pedali coincidente con quello di rotazione dell’asse anteriore.
Il velocipede secondo la presente invenzione, inoltre concentra tutto il sistema di trasmissione in un diametro più circoscritto di quello della ruota anteriore, ovvero inscritto nel cerchio formato dai pedali, e questo consente di avere un veicolo agevolmente richiudibile. Ancora, rispetto ai comuni veicoli richiudibili, per detto veicolo non è necessario prendere in considerazione la non comprimibilità e la coassialità dell’asse di azione sui pedali rispetto a quello delle ruote - un veicolo di questo genere si può compattare in un spazio più ristretto e anche con maggior semplicità, ovvero impiegando meno mosse/passaggi per richiuderlo, inoltre la struttura appare leggera e dunque comoda da trasportare e maneggiare in caso di utilizzo in città, per cui detto veicolo può essere agevolmente caricato su un comune mezzo di trasporto come treno, od anche un autobus, o simili, o anche in macchina.
Ulteriormente, in modo particolarmente vantaggioso, detto veicolo non necessita dì utilizzo di grasso per mantenere lubrificati gli organi di trasmissione interni, e questo evita vantaggiosamente che l utilizzatore si sporchi quando usa il veicolo, od in particolare lo apre e lo chiude. Esistono diverse tipologie di velocipedi, come appunto ad esempio Q-bike, od il veicolo secondo la presente invenzione, che operano facendo a meno del movimento centrale posto al di fuori dell’azze del mozzo delle ruota, su cui operano i pedali, che dunque si avvalgono di telai dalle dimensioni (uno dei motivi delle leggerezza) e dal passo ridotti, che inoltre vantaggiosamente sono puliti, ovvero non necessitano di grasso di lubrificazione ed hanno una limitata necessità di manutenzione meccanica.
Alcuni benefici delle semplificazione del meccanismo di trasmissione sono ovvi, come il minor peso del veicolo in assenza di una catena, con conseguenti minori problemi di rottura delle stessa, o di una caduta della catena.
Il velocipede secondo la presente invenzione ha dunque lo scopo di coniugare in un unico veicolo i vantaggi di un velocipede con baricentro non particolarmente arretrato rispetto all'asse motore, che porta dunque l’ utilizzatore e tenere una postura verticale, caratterizzata da una buona maneggevolezza e visibilità, ai vantaggi di un veicolo dove l’utilizzatore sia in posizione reclinata, con baricentro abbassato, che è la posizione ideale per le discese, e per raggiungere una maggior velocità.
Un notevole vantaggio e novità che contraddistingue il veicolo descritto dalla presente invenzione è la configurazione variabile della posizione della seduta dell’utilizzatore, che può essere modificata ancor più vantaggiosamente anche quando si è seduti sul sellino o seduta del velocipede secondo la presente invenzione.
Un veicolo reclinato con baricentro abbassato, vantaggiosamente, crea le condizioni per cui la posizione arretrata e più bassa del capo e del corpo, rendono detta configurazione più sicura, oltre che più aerodinamica. In aggiunta a ciò, ad esempio anche l’utilizzo di eventuali carenature può contribuire a rendere il veicolo ancor più sicuro ed incrementare l’aerodinamicità.
Inoltre, introducendo in detto veicolo uno snodo per il telaio, e/o eventualmente uno snodo per il manubrio, detto veicolo potrebbe costituire un'alternativa leggera e compatta alle normali biciclette pieghevoli, ed essere adatto ai medesimi usi.
Ancora, ad esempio, in caso di riduzione dei diametri delle ruote, si ridurrebbe ulteriormente il peso del veicolo, e si manterrebbe la possibilità di mantenere più di una seduta, a tutto beneficio delle versatilità del veicolo.
Ulteriormente, come già accennato, detto veicolo non può sporcare il conducente con grassi solitamente atti a mantenere scorrevole la trasmissione, ed inoltre la manutenzione del veicolo risulta particolarmente semplice e poco onerosa, dato la semplicità dei componenti da cui è costituiti /che vedremo descritti qui di seguito) che lo rendono sia leggero e maneggevole che semplice da gestire, ed ancor più versatile all’uso.
Questi ed ulteriori vantaggi caratterizzanti il velocipede secondo la presente invenzione risulteranno, evidenti dalla seguente descrizione dettagliata di alcune forme di realizzazione preferite, fatte con riferimento alle annesse tavole di disegni in cui:
In fig. 1 è rappresentato un velocipede di tipo Q-bike d’arte nota;
in fig. 2 è rappresentata una forma di realizzazione preferita del velocipede secondo la presente invenzione, in cui l’utente è in una possibile configurazione di seduta;
in fig. 3 è rappresentata un’ulteriore forma di realizzazione preferita del veicolo secondo la presente invenzione in cui il telaio ha forma lineare;
in fig. 4 è rappresentala la medesima forma di realizzazione del velocipede secondo la presente invenzione, in cui detto veicolo è utilizzato come tandem;
in fig. 5 è rappresentata un’ulteriore forma di realizzazione preferita secondo la presente invenzione, in cui la forma della parte di telaio su cui può/ possono essere posizionato/i uno o più sedili/sellini è curva;
in fig. 6a è rappresentata una forma di realizzazione preferita di un doppio pedale adatto all’utilizzo in tandem;
nelle fig. 6b, 6c, sono rappresentate due viste differente di un manubrio adatto all’utilizzo con un veicolo secondo una delle forme di realizzazione della presente invenzione.
Con riferimento dunque alle figure, in particolare in figura 1 è rappresentato un generico veicolo di tipo Q-bike 1’; come detto, allo stato dell’arte esistono diversi velocipedi con seduta 2’, con baricentro fisso, e l’asse del pedale coincidente con quello del mozzo 13’ della ruota anteriore, ed aventi sistemi di trasmissione in grado di moltiplicare, od eventualmente demoltiplicare, le rotazioni della ruota motrice 4’, rispetto a quelle dei pedali 3’. Esistono anche altri tipi di veicoli, qui non rappresentati, come i ben noti Schlumpf o Laurini, che permettono di avere una variazione nei rapporti di trasmissione, che sono applicabili anche a veicoli come quello qui rappresentato in figura 1, che è dotato di una ruota posteriore 5’, una seduta 2’, un manubrio 7’, tutti connessi tra loro da un telaio 8’, e un cannotto 9’, attraverso cui il manubrio 7’ è collegato alla forcella 10’, e detta forcella 10’ collega dunque detti elementi alle restanti parti di velocipede come descritto qui sopra.
Con riferimento invece alle figure dalla 2 alla 5, in cui sono rappresentati alcuni esempi di forme di realizzazione preferite del velocipede con baricentro regolabile e seduta configurabile; in figura 2 è rappresentata una forma di realizzazione preferita del velocipede secondo la presente invenzione, in cui il velocipede 1 è composto almeno da un telaio 8a, una ruota motrice anteriore 4, una ruota posteriore 5, almeno due sellini o sedute 2,3, una coppia di pedali 15, un meccanismo di trasmissione 6 ed un manubrio 7. L’utente che utilizza detto velocipede 1 in detta forma di realizzazione preferita, è vantaggiosamente in grado, come visibile nella figura 2 di modificare la posizione della seduta/sellino 2 o 3. Sia il sellino/seduta 2, che il sellino/seduta 3, possono essere posizionati in più punti lungo la direzione di sviluppo del telaio 8a, tramite appositi agganci 12, che permettono di variare, indipendentemente l’uno con l’altro, mutuamente la posizione di detti/o sellini/sellino o sedute/a 2 e/o3. In questo caso, ancor più vantaggiosamente, l’ utente può decidere di volta in volta se sedersi sul sellino/seduta 2, posto in posizione con baricentro ribassato rispetto al piano strada, oppure se sedersi sul sellino/seduta 3, posto in posizione con baricentro rialzato e più vicino alla ruota motrice 4 rispetto al piano strada. Appare immediatamente evidente che, grazie all’asse del pedale coincidente con l’asse del mozzo della ruota anteriore, e grazie alla forma del telaio 8a, l’utilizzatore si può spostare liberamente su uno od entrambi i sedili/sellini 2,3 collegati al telaio 8a del velocipede 1, mantenendo comunque un baricentro stabile: In questo caso, sarà possibile modificare a piacimento la posizione del baricentro dell‘ utilizzatore rispetto al piano strada, ed in modo particolarmente vantaggioso, l’ utilizzatore può modificare la sua posizione sul velocipede senza peraltro scendere dal velocipede 1 stesso. Infatti è sufficiente che l’utente poggi i piedi a terra e sposti la posizione di seduta da quella anteriore a quella posteriore, per modificare l’assetto baricentrico sul velocipede 1, senza perdere in ogni caso l’equilibrio. Ulteriormente, in modo particolarmente vantaggioso, il/la sedile/seduta 2,3 possono avere inclinazione variabile (fulcro di rotazione A), per meglio corrispondere alla caratteristiche fisiche dell’ utilizzatore.
Inoltre, detti sedili/sedute 2,3, in modo particolarmente vantaggioso, possono essere regolati scorrevolmente sull’ asse del telaio, tramite ad esempio apposti agganci, in un numero variabile di una o più posizioni di regolazione 9, nella forma di realizzazione preferita qui rappresentata solo a titolo d’esempio, sono quattro per ogni seduta/ sellino 2,3.
Nelle figure 3 e 4, è rappresentata un’ ulteriore forma di realizzazione preferita della presente invenzione, in cui il telaio 8b del velocipede secondo la presente invenzione ha forma lineare. In detta forma di realizzazione sono presenti in ogni caso due sedute/sellini 2 e 3, utilizzabili, come si evince dalla figura 2, da un solo utilizzatore per variare il proprio posizionamento sul velocipede 1, quando detto utilizzatore desideri ad esempio, avere un baricentro ribassato per favorire la velocità in discesa ed avere maggior stabilità in curva, o scaricare la schiena per compensare gli urti dovuti al movimento; oppure detto utilizzatore può scegliere di posizionarsi ad esempio sul sellino/sedile 3, più vicino alla ruota anteriore, ed avere maggior visibilità sulla strada, avere un assetto che gli permette di scaricare meglio i contraccolpi stradali, ed ulteriori vantaggi già descritti qui in precedenza. In ogni caso, in questa forma di realizzazione di fig. 3 e 4, l’ utilizzatore ha sempre un assetto con buona stabilità sul veicolo, e detto veicolo è composto come appare evidente, da elementi che lo mantengono leggero e maneggevole, che è un aspetto decisamente innovativo e vantaggioso rispetto ai velocipedi d’arte nota. Ulteriormente vantaggioso ed evidente appare, in ogni forma di realizzazione della presente invenzione, osservando anche il manubrio 7, che detto velocipede sia un veicolo in cui tutti gli arti concorrono attivamente o nel produrre il moto o ad indirizzare il veicolo, senza che lo sterzo sia ottenuto tramite comandi agenti su leve, cavi od altri strumenti, ma facendo corrispondere direttamente la rotazione dell’asse di sterzo all’angolazione degli arti rispetto alla posizione assiale di seduta e di moto lineare. In modo ancor più vantaggioso, come è rappresentato in figura 4, detto velocipede 1, può essere utilizzato come tandem, grazie al semplice inserimento di un doppio pedale liberamente orientabile 25, visibile più nel dettaglio in fig. 6a, in cui sono ben visibili i due appoggi 25’ e 25’’ per il posizionamento contemporaneo di una coppia di piedi destri/sinistri di due utilizzatori, che agiscono facendo ruotare il pedale 25 attorno alla trasmissione con un movimento centrale, agendo entrambi gli utilizzatori contemporaneamente su detto pedale doppio 25. Appare evidente in ogni caso che detto doppio pedale 25 è adatto ad essere utilizzato da un unico utente, senza perdere alcuna caratteristica di performance.
In questo caso, le mani dell’utilizzatore che è seduto sul sedile/sellino posteriore 2, si reggono ad idonei sostegni qui non rappresentati.
Nel caso qui rappresentato, come nel caso di figura 3, in cui è presente un solo utilizzatore, i sedili/sellini 2 e 3 possono essere regolati ruotabilmente attorno ad un perno A, perché l’inclinazione del bacino risulti più comoda all’utilizzatore. Per regolare la giusta distanza del busto dai pedali 15, detti sellini o sedute 2,3 possono essere regolati/e come segue: il sellino/seduta 2, può essere settato tramite appositi agganci o perni 11, o altri elementi idonei allo scopo, orizzontalmente rispetto al una distanza D del bacino dai pedali; e la seduta/sellino 3, può essere regolata tramite ad esempio appositi perni di fissaggio 11, radialmente in direzione R rispetto al centro della trasmissione 6 del moto, che è anche il centro della ruota motrice 4.
Con particolare riferimento ora alla figura 5, il telaio 8c di questa forma di realizzazione preferita del velocipede 1 è di forma curva, e si noti ulteriormente, che, seppure qui non rappresentato, appare evidente che, in modo particolarmente vantaggioso, detto tipo di telaio 8c descritto nella presente invenzione è adatto all’utilizzo con ruote di diametro variabile, ed anche con ruote anteriore e posteriore di uguale diametro, e ciò apportando come appare immediatamente evidente ad un esperto del settore, solamente delle piccola modifiche al telaio 8c del velocipede 1 realizzato secondo la presente invenzione.
Ancora, come rappresentato nella forma di realizzazione preferita di figura 5, è altresì possibile avere un velocipede 1, dotato di un sellino/seduta 2 o 3, regolabile tramite un comando di aggancio/sgancio 68, che agisce su appositi agganci 65, connessi a fori 66 dotati di cuscinetti 69. Si noti che detti agganci 65, e fori 66 dotati di cuscinetti 69 possono essere di qualsivoglia forma e regolati in molteplici modi più che noti, che dunque qui non verranno specificati, ma che sono comunque oggetto della presente invenzione. In figura 5 è dunque chiaramente rappresentato un unico sedile/sellino 2 o 3, regolabile, come detto, in posizione scorrevole sul telaio 8, e ruotabile attorno ad un perno A, per il corretto e comodo posizionamento del bacino dell’utilizzatore, ed ulteriormente regolabile lungo una distanza radiale R dal centro di trasmissione 6 del moto.
Nelle figure 6b e 6d sono inoltre rappresentate ulteriori possibili caratteristiche vantaggiose con cui implementare il velocipede 1 secondo la presente invenzione; in figura 6a è rappresentata una forma di realizzazione di un possibile manubrio orientabile 35 che può essere montato su ogni velocipede 1 realizzato secondo la presente invenzione. Detto manubrio orientabile 35, è dotato di una base 34 e di un braccio 36, e detto braccio 36 è fissabile in tre posizioni, per la presa delle mani, C, C’, C’’ tramite l’incastro del fermo 38 nei fori 39. Tirando detto fermo 38, grazie all’azione di spina e rilascio della molla 37 nella scatola 40 è possibile orientare detto manubrio 35 in tre posizioni diverse. Inoltre detto manubrio è dotato di una coppia manopola 41, freno 42 che ne rende agevole il direzionamento.
In fig 6b è semplicemente mostrata una veduta dall’alto delle tre posizioni che può assumere il manubrio orientabile 35 per farne meglio comprendere il meccanismo.
Queste sono solo alcune delle forme di realizzazione preferite del velocipede ad assetto variabile secondo la presente invenzione, si noti che qualunque velocipede a trazione anteriore, dotato di almeno due ruote, dotate di qualsivoglia diametro, adatto a montare un cambio sul mozzo delle ruota motrice, e che abbia un telaio di forma adatta a montare uno o più sellini/sedili con posizionamento regolabile, sia ruotabilmente attorno ad un centro di rotazione A, che traslabilmente lungo la struttura del telaio, che ancora regolabile su un asse porta-sellino, vincolato a detto telaio, in direzione radiale rispetto ad un centro posto in corrispondenza del mozzo della ruota motrice risultano oggetto della presente invenzione. In ogni caso, qualunque velocipede a trazione anteriore, seppur modificato, che abbia seduta ad assetto variabile ottenuta senza modificare la geometria del telaio e il relativo avancorsa, che permetta di variare il baricentro di uno o più utilizzatori, rispetto al velocipede, anche considerando le citate varianti di forma di telaio, diametro delle ruote, manubrio e/o altri elementi, appare oggetto delle presente invenzione, senza che dette varianti modifichino l’ambito di protezione della presente invenzione; così come detto velocipede e gli elementi costituenti, possono essere realizzati in materiali qualsiasi adatti allo scopo, nonché può presentare forme di realizzazione alternative a quelle preferite precedentemente descritte, in cui modifiche e cambiamenti riguardanti ad esempio le geometrie scelte per i singoli elementi mobili e fissi, i materiali adottati per ciascun organo, ed anche le specifiche dei vari sistemi di spostamento dei sellini/sedute, cosi come i meccanismi agenti sul veicolo, possono essere apportate senza per questo discostarsi dall’ambito di protezione della presente invenzione così come definita nelle annesse rivendicazioni.
Claims (10)
- RIVENDICAZIONI 1. Velocipede (1) a trazione anteriore, comprendente almeno una ruota anteriore (4), con asse del pedale (15) coincidente con l’asse anteriore del mozzo (13) di detta ruota anteriore (4), un telaio (8), una forcella (10) un sellino o seduta (2,3), un meccanismo di trasmissione (6), un manubrio (7), ed una ruota posteriore (5), caratterizzato dal fatto che l’assetto del baricentro di almeno un utilizzatore di detto velocipede (1) è variabile, mantenendo la stabilità di detto almeno un utilizzatore, in almeno due o più posizioni su relativi uno o più sellini/sedute (2) o (3) poste su di un telaio (8a,8b,8c), lungo la direzione di sviluppo di detto telaio (8a,8b,8c).
- 2. Velocipede (1) secondo la rivendicazione 1, in cui detto velocipede comprende almeno due o più sedute/sellini (2,3) sui quali l’utilizzatore può cambiare posizione, e dunque baricentro rispetto a detto velocipede (1), mantenendo detto baricentro stabile per il guidatore.
- 3. Velocipede (1) secondo la rivendicazione 1, in cui detto velocipede (1) è dotato di telaio lineare (8a) o curvo (8c) o di forma a scalino (8b) od altra forma adatta ad una variazione di assetto del baricentro di un utilizzatore di detto velocipede (1).
- 4. Velocipede (1) secondo la rivendicazione 1, in cui detto meccanismo di trasmissione (6) è coincidente con l’asse del mozzo (13).
- 5. Velocipede (1) secondo la rivendicazione 1, in cui detto almeno un sellino o seduta (3) è regolabile almeno lungo un asse radiale (R), sul telaio (8b,8c) e l’asse del mozzo (13) tramite mezzi di regolazione (11), e/o detto almeno sellino o seduta (2) è regolabile lungo un asse (D), definito dalla distanza tra un fulcro di rotazione (A) e l’ asse del mozzo (13), tramite mezzi di regolazione (11).
- 6. Velocipede (1) secondo la rivendicazione 1, in cui detti almeno un sellino o seduta (2,3) è/sono regolabili almeno lungo la direzione di sviluppo del telaio (8a,8c) tramite appositi mezzi (12, 65,66,68).
- 7. Velocipede (1) secondo le rivendicazioni precedenti, in cui detto velocipede può avere almeno una ruota posteriore (5) di qualunque diametro uguale o minore rispetto alla ruota anteriore (4) di trazione.
- 8. Velocipede (1) secondo la rivendicazione 2, in cui detto veloc di telaio (8b) è adatto ad ospitare due utilizzatori contemporaneamente, rispettivamente su di almeno un sellino/seduta (2) ed su di almeno un sellino/seduta (3).
- 9. Velocipede (1) secondo la rivendicazione 8, in cui detto velocipede (1) comprende una coppia di pedali (25) dotati di appoggio doppio per due coppie di piedi di detti due utilizzatori, ed aventi asse di rotazione coincidente con l’asse del mozzo (13).
- 10. Velocipede (1) secondo le rivendicazioni precedenti, in cui detto manubrio (7) può essere un manubrio orientabile (35) avente almeno tre posizioni (C,C’,C’’) di orientamento per la presa delle mani su detto manubrio orientabile (35) .
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