ITMI940808A1 - Apparecchiatura elettrica modulare con dispositivo di aggancio su rotaia - Google Patents

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ITMI940808A1
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Sergio Pianezzola
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Bticino Spa
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    • H02BBOARDS, SUBSTATIONS OR SWITCHING ARRANGEMENTS FOR THE SUPPLY OR DISTRIBUTION OF ELECTRIC POWER
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Description

DESCRIZIONE
La presente invenzione riguarda una apparecchiatura elettrica modulare con dispositivo di aggancio su rotaia.
Sono note apparecchiature elettriche modulari destinate ad essere installate in giustapposizione, l’una accanto all’altra, su una rotaia metallica di supporto estendentesi nella direzione di giustapposizione.
A questo scopo le apparecchiature sono provviste, su una faccia posteriore, di un recesso di alloggiamento della rotaia, formato tra un dente fisso di aggancio della apparecchiatura ed un dente mobile di aggancio di un dispositivo di aggancio contrapposto al dente fisso.
Il dispositivo di aggancio è costituito da una slitta, mobile in una sede formata nella apparecchiatura. La slitta è terminata con un dente di aggancio contrapposto al dente fisso.
La slitta è mantenuta da una molla in una posizione di lavoro in cui il dente di aggancio della slitta è accostato al dente fisso di apparecchiatura, assicurando l’aggancio della apparecchiatura su una rotaia (generalmente di tipo normalizzato o rotaia DIN).
Per ridurre al minimo il costo del dispositivo di aggancio, requisito essenziale per questo tipo di apparecchiature, di ampia diffusione sia per installazioni domestiche che industriali, la slitta viene realizzata in materiale plastico.
L’aggancio della apparecchiatura sulla rotaia avviene, con questi dispositivi, innestando un bordo della rotaia nella gola di ritenuta formata dal dente fisso ed esercitando una conveniente pressione sull’apparecchiatura per spingerla contro la rotaia.
In questo modo il dente mobile della slitta, provvisto di una rampa di invito, interferisce con l’altro bordo della rotaia e contrastando la spinta della molla, si allontana dal dente fisso consentendo l’inserzione della rotaia tra ambedue i denti.
Una volta che il bordo della rotaia ha superato l’estremità della rampa di invito e non interferisce più con il dente, la slitta viene richiamata elasticamente in posizione di riposo ed assicura l’aggancio della rotaia tra ambedue i denti.
La rimozione della apparecchiatura dalla rotaia avviene applicando ad una estremità della slitta, accessibile all’operatore, una forza che, contrastando l’azione della molla e allontana la slitta e disimpegna la rotaia dal dente della slitta.
Questo tipo di realizzazione, per quanto semplice ed economico, presenta gravi limitazioni:
l’aggancio alla rotaia avviene per pressione esercitata dalla apparecchiatura sulla rotaia con strisciamento del bordo della rotaia sulla rampa di invito e interferenza del dente.
Poiché la rotaia metallica è in generale ottenuta per tranciatura di lamiera e piegatura, senza operazioni di finitura che ne aumenterebbero il costo, il bordo tagliente della rotaia esercita sulla rampa del dente una elevata resistenza di attrito ed una severa azione abrasiva, rendendo faticosa l’operazione di aggancio e logorando il dente nel corso di poche operazioni di rimozione ed inserzione, quali possono essere richieste da normali modifiche di impianto.
Fatto ancor più grave è l’impuntamento del bordo della rotaia nel materiale plastico, con inceppamento della slitta che impedisce l’inserzione ed impone l’applicazione al corpo dell’apparecchiatura di una forza rilevante, con possibile rottura della slitta o del dente.
In condizioni di usura, il dente non è più in grado di assicurare un aggancio sicuro dell’apparecchiatura e, cosa ancor più grave, consentendo una certa libertà di movimento alla apparecchiatura pregiudica la stabilità delle connessioni elettriche che possono degradare provocando surriscaldamenti locali e, al limite, interruzioni di circuito.
Inoltre, la rimozione dell’apparecchiatura richiede l’applicazione continuata di una forza alla slitta con qualche attrezzo per tutto il tempo necessario all’operazione di sgancio, rendendo l’operazione particolarmente laboriosa e difficile.
Anche l’assemblaggio dell’apparecchiatura è reso difficoltoso perché la slitta deve essere inserita nella sua sede nel corso dell’assemblaggio insieme ad altri elementi costitutivi dell’apparecchiatura e l’operazione di inserzione non può essere effettuata ad assemblaggio ultimato. Per risolvere almeno il problema dell’usura del dente, è stato proposto di usare un rinforzo metallico applicato alle sue facce di scorrimento o incorporato nel dente, come inserto, nel corso delle operazioni di stampaggio. Rimangono tuttavia presenti le altre limitazioni indicate ed il costo del dispositivo è aumentato.
Ovvia a tutte le limitazioni già indicate il dispositivo di aggancio e di apparecchiatura elettrica modulare secondo la presente invenzione comprendente una slitta con dente di aggancio a superficie protetta da un’elemento metallico elastico convenientemente ripiegato a formare un cavaliere che, avvolgendo il dente, ne impedisce l’usura per attrito con la rotaia, rendendo anche più agevole l’operazione di aggancio.
A sua volta il cavaliere è resistente all’usura grazie all’impiego di un materiale convenientemente duro come acciaiò.
La conformazione a cavaliere dell’elemento ed un alloggiamento predisposto nella slitta, assicurano una agevole connessione stabile di tipo a scatto dell’elemento alla slitta, quindi un allestimento rapido ed economico. Inoltre, e significativamente l’elemento metallico è formata da nastro e filo metallico elastico, preferibilmente: acciaio armonico, in modo da sostituirsi alla molla di carico della slitta e da svolgere una funzione di polarizzazione della slitta in posizione di aggancio.
A questo scopo la porzione di cavaliere contenuta nell’alloggiamento si estende in una seconda porzione libera di deformarsi elasticamente che interferisce con un rilievo di battuta fissa alla apparecchiatura e che impone alla slitta una posizione di riposo corrispondente alla posizione di aggancio del dente, questo operando come supporto a sbalzo per la terminazione libera dell’elemento elastico.
Secondo un ulteriore aspetto della presente invenzione, con una conveniente sagomatura della estremità libera della linguetta, viene assicurata alla slitta la possibilità di assumere, oltre una posizione di aggancio, polarizzata elasticamente, anche una posizione stabile aperta che consente una agevole rimozione della apparecchiatura dalla rotaia di supporto.
Secondo ulteriori aspetti della presente invenzione, la slitta è provvista di denti di tenuta che consentono l’inserzione della slitta nella sua sede ad apparecchiatura assemblata, ne assicurano l’imperdibilità e definiscono la corsa della slitta nella sua sede. Secondo un ulteriore aspetto della presente invenzione l'elemento elastico interferisce con il rilievo di battuta con l’interposizione di un braccio elastico solidale alla slitta.
Le caratteristiche ed i vantaggi dell’invenzione risulteranno più chiari dalla descrizione che segue di una forma preferita di realizzazione e dai disegni allegati in cui:
- la figura 1 rappresenta in vista prospettica esplosa una forma preferita di realizzazione di apparecchiatura elettrica modulare con dispositivo di aggancio su rotaia secondo l’invenzione;
- la figura 2 rappresenta in sezione mediana, secondo la vista A- A di figura 1, la reciproca disposizione di due elementi, slitta e l’elemento di protezione, del dispositivo di aggancio di figura 1;
- la figura 3 rappresenta in sezione mediana, secondo la vista A-A di figura 1 l’apparecchiatura elettrica modulare di figura 1 in posizione di aggancio relativamente ad una rotaia di supporto;
- la figura 4 rappresenta l’apparecchiatura elettrica di figura 1 in posizione agganciata;
- la figura 5 rappresenta l’apparecchiatura elettrica di figura 1 con dispositivo di aggancio in posizione aperta;
- la figura 6 rappresenta in sezione, secondo la vista B-B di figura 7, una prima realizzazione alternativa di dispositivo di aggancio;
- la figura 7 rappresenta in sezione secondo la vista C-C di figura 6 la realizzazione di figura 6;
- la figura 8 rappresenta in vista prospettica esplosa una seconda forma realizzativa di dispositivo di aggancio secondo l’invenzione;
- la figura 9 rappresenta in vista prospettica una terza forma realizzativa di dispositivo di aggancio secondo l’invenzione.
- la figura 10 rappresenta in vista prospettica un elemento elastico rocavato da filo metallico per il dispositivo di figura 9;
- la figura 11 rappresenta in vista prospettica una quarta forma realizzativa di dispositivo di aggancio secondo l’invenzione.
Con riferimento alle figure 1 e 2, una apparecchiatura elettrica modulare 1 secondo l’invenzione comprende un corpo isolante genericamente a forma di parallelepipedo rettangolo, formato da due conchiglie 4,5 accoppiate tra loro per mezzo di organi di serraggio come viti 6,7 e alloggianti dispositivi elettrici non illustrati.
La faccia superiore del corpo, costituisce un dorso di apparecchiatura destinato a giustapporsi ad una rotaia di supporto non illustrata, ed è provvista di un recesso 8 di alloggiamento della rotaia, confinato tra un dente fisso di aggancio 9 ed un contrapposto dispositivo di aggancio.
Il dispositivo di aggancio è essenzialmente formato da una slitta 2 a forma generica di parallelepipedo allungato, alloggiata scorrevole nella direzione di maggiore lunghezza in una corrispondente sede scanalata 10 formata tra le due conchiglie 4,5.
La slitta 2 termina in un dente di aggancio 11, a dente di sega, con una rampa di invito per interferenza (o semplicemente rampa di interferenza) 12, ed una faccia di tenuta 13.
La sede scanalata 10 è provvista di due spalle di tenuta parallele 14,15 che, cooperando con due tenoni paralleli 16,17 della slitta, vincolano la slitta 2 nella sede 10 con un solo grado di libertà che consente lo scorrimento della slitta nella sede.
L’inserzione della slitta 2 nella sede 10 può essere effettuata, ad assemblaggio completato dei dispositivi elettrici nei due gusci, secondo la direzione rappresentata dalla freccia 18.
La slitta 2 è convenientemente ottenuta per stampaggio di materiale plastico che consente a basso costo di conformare l’elemento secondo le esigenze richieste e, dal punto di vista elettrico, per le sue caratteristiche isolanti non è fonte di rischi di contatti elettrici indesiderati.
Nelle apparecchiature elettriche modulari, destinate ad essere giustapposte l’una all’altra su un fianco, la superficie libera per le interconnessioni elettriche e la disposizione di organi di comando (come leve e pulsanti) o di segnalazione, è così limitata che pesanti condizionamenti vengono imposti alla disposizione, forma, dimensione, proprietà elettriche, di organi ausiliari come la slitta 2.
Vantaggiosamente la slitta 2 che occupa una rilevante parte del dorso dell’apparecchiatura, non è massiccia, ma presenta una feritoia allungata 19 confinata tra due stipiti strombati 20,21 estesi tra le due estremità della slitta.
La feritoia consente l’accesso dall’esterno ad una sottostante apertura 22 dell’apparecchiatura, in cui è convenientemente alloggiato uno zoccolo 23 (per esempio due ganasce contrapposte) di connessione elettrica con una spina o lama di contatto che, dall’esterno, passando nella feritoia 19 e guidata dagli stipiti strombati 20,21 si inserisce nello zoccolo.'
L’impiego di materiale plastico elettricamente isolante per la realizzazione della slitta 2, assicura una protezione che impedisce i contatti impropri ed accidentali con il sottostante zoccolo 23.
Al tempo stesso una spina o lama di contatto esterna viene guidata con precisione verso il sottostante zoccolo.
Vantaggiosamente i due stipiti strombati 20,21 sono provvisti (ciascuno o almeno uno di essi), sulla faccia esterna, di un dente di tenuta 24 sagomato a dente di sega ed allineato nella direzione di scorrimento della slitta con uno dei tenoni 16 o 17.
A sua volta la sede 10 di scorrimento della slitta 2, in corrispondenza delle scanalature di guida formate dalle spalle 14 e 15, è provvista di due denti o risalti di tenuta, uno dei quali 25 visibile in figura 1.
Quando la slitta viene inserita nella sua sede con una traslazione nella direzione della freccia 18, i denti come 24 interferiscono con i denti come 25 e provocano una deformazione elastica degli stipiti 20,21 che consente ai denti 24 di oltrepassare i risalti 25.
Dopo di che gli stipiti 20,21, riprendono la loro posizione indeformata.
Con la slitta in questa posizione i risalti 25 risultano interposti tra tenoni 16,17 e denti come 24 rendendo la slitta 2 imperdibile relativamente alla apparecchiatura ed al tempo stesso consentendo alla slitta 2 una corsa predeterminata definita dalla distanza tra tenoni e denti come 24 e dalla estensione dei risalti 25.
Un elemento o linguetta metallica 3 ripiegata a S e ottenuta per esempio da un nastro di acciaio forma, con una sua porzione, un cavaliere o sella 26 che viene applicato sul dente 11, con un fianco 27 a contatto della rampa di interferenza 12 del dente 11 e l’altro fianco 28 alloggiato in un conveniente alloggiamento 29 formato nella slitta 2, posteriormente al dente 11.
Il cavaliere 26 protegge contro l’usura la rampa 12 e la faccia di tenuta 13 del dente 11.
Per quanto non indispensabile, è previsto un recesso 30 nella rampa 12 per alloggiare un dentino di tenuta 31, ricavato per tranciatura nel fianco 27 del cavaliere.
Il dente 31, inserito a scatto nel recesso 30, assicura l’imperdibilità del cavaliere relativamente alla slitta.
Come illustrato in figura 1 e 2 la linguetta 3 si estende oltre il cavaliere 26 a formare una seconda semionda 32, opposta al cavaliere 26, ed accolta parzialmente dall’alloggiamento 29.
L’estremità libera 33 della semionda 32 fuoriesce dall’alloggiamento 29 e quando la slitta è correttamente inserita nella sua sede, interferisce con un rilievo di battuta 34 formato sul fondo della sede 10.
Per effetto di questa interferenza, la semionda 32 viene compressa e caricata elasticamente in modo da applicare alla slitta una spinta che tende ad estrarla dalla sede ed a posizionarla in una posizione di aggancio.
La fuoriuscita della slitta dalla sede è impedita dall’interferenza del dente 24 con un dente come 25, che assicura altresì una adeguata condizione di carico della linguetta elastica 3.
L’interferenza di una rotaia con il dente 11 o più propriamente con la sella 26, contrastando la spinta esercitata dalla linguetta, sposte la slitta tra una posizione di aggancio ed una posizione instabile di sgancio attraverso tutte le posizioni intermedie.
Secondo un ulteriore aspetto della presente invenzione, l'estremità libera 33 della linguette è convenientemente ripiegate a formare un’onda piena con una cresta 35 seguita da un cavo 36 orientati verso il risalto 34.
La slitta 2 è provviste di una teste 37, sporgente dall’alloggiamento 10 per consentire di esercitare sulla slitta una forza che, contrastando la spinta della linguette elastica, porte la cresta 35 a scavalcare il risalto 34 e a disporsi stabilmente in un recesso 38 praticato sul fondo della sede 10.
In questa posizione il risalto 34 viene alloggiato nel cavo 36 ed il dente 11 risulte interamente retratto nella sede 10, consentendo una agevole rimozione dell’apparecchiatura 1 da una rotaia di supporto.
Questa posizione stabile di dente 11, quindi di slitte 2 è denominata posizione aperta.
Una spinta esercitata sulla teste della slitta in direzione opposta, consente di riportare la slitte in posizione di lavoro ossia di aggancio.
Le figure 3,4,5 mostrano in sequenza come l’apparecchiatura 1 viene agganciata ad una rotaia o da questa sganciate.
Per maggiore chiarezza l’apparecchiatura 1 è vista in sezione, così come parzialmente la slitta 2.
L'apparecchiatura 1 viene giustapposta ad una rotaia di supporto 40 in modo che un binario rilevato 41 della rotaia si impegni con il dente fisso 9, poi con una leggera rotazione dell’apparecchiatura 1 intorno al binario 41, indicata dalla freccia 42, il dente mobile di aggancio 11 della slitta 2 viene spinto contro il binario rilevato 43 di rotaia, parallelo al binario 41.
L’interferenza tra dente 11, protetto dal cavaliere 26, spinge il dente 11 internamente alla sede della slitta in posizione di sgancio consentendo al binario 43 di scavalcare la testa del dente.
In questa condizione l’estremità libera 33 della linguetta elastica 3, caricata per interferenza con il risalto 34, richiama il dente 11 (e la slitta 2) in posizione di aggancio, verso il dente fisso 9, assicurando l’aggancio stabile e senza gioco della apparecchiatura 1 sulla rotaia 40.
Questa condizione stabile è rappresentata in figura 4.
Per la rimozione dell’apparecchiatura dalla rotaia, come illustrato in figura 5, è sufficiente agire mediante attrezzo opportuno, per esempio un cacciavite 44, sulla testa sporgente 37 della slitta 2, all’uopo provvista di un conveniente recesso od occhiello 45 in. modo da tirare la slitta 2 verso l’esterno della sua sede nella direzione indicata dalla freccia 46.
Per effetto della forza applicata, la cresta 35 della linguetta elastica 3 scavalca il risalto 34 e si dispone stabilmente nel recesso 38 come illustrato in figura 5.
Questa posizione viene mantenuta anche quando viene a cessare l’azione dell’attrezzo 44 (che può essere rimosso) ed assicura una agevole rimovibilità dell’apparecchiatura.
Come già detto è poi sufficiente una pressione sulla testa 37 per riportare la slitta 2 ed il dente 11 in posizione di lavoro.
Come appare evidente dalle figure 3,4,5, per tutte le posizioni che la slitta può assumere, quando correttamente inserita nella sua sede, l’estremità libera 33 della linguetta elastica, interferendo con il risalto 34 o con il fondo dell’alloggiamento 8 di rotaia impedisce al cavaliere 26 di sfilarsi dal dente 11.
La funzione del dente 31 e del corrispondente recesso 30 è quindi puramente ausiliaria, assicurando l’imperdibilità della linguetta 3 relativamente alla slitta 2 anche quando la slitta non è inserita nella sua sede.
Per assicurare uno stabile posizionamento della linguetta nella direzione di estensione in larghezza del dente 11, la slitta ed il dente hanno, in direzione perpendicolare ed alla lunghezza della slitta, una larghezza alquanto maggiore della larghezza di linguetta, in modo che l’alloggiamento 29 può essere formato come recesso contenuto tra due fianchetti che convenientemente si estendono fino alla faccia di tenuta 13 del dente 11. Uno di questi fianchetti, indicato con il numerale 47 è chiaramente visibile in figura 2.
Il dispositivo di aggancio descritto soddisfa quindi una pluralità di requisiti:
- previene l’usura del dente di aggancio, assicurando un migliore scorrimento relativo tra dente e rotaia,
- consente di realizzare un aggancio stabile meccanicamente, caricato e senza giochi,
- consente di ottenere una posizione stabile di apertura per una agevole rimozione,
- opera come protezione isolante e come invito per una spina di connessione elettrica,
- assicura l’imperdibilità dei componenti.
Il tutto viene ottenuto con una struttura particolarmente semplice ed economica.
E’ chiaro che la descrizione che precede riguarda solo una forma preferita di realizzazione e che molte varianti possono essere apportate.
In particolare, per consentire l’installazione di ,una apparecchiatura elettrica su rotaia, senza necessità di rotazione, anche se minima, sul bordo della stessa, con una sola traslazione secondo una direzione predeterminata, imposta per esempio da spine o lame che devono essere inserite negli zoccoli come 23 di figura 1, è possibile sostituire al dente fisso 9 un dispositivo di aggancio a slitta identico a quello descritto.
Inoltre la linguetta 3 non è necessariamente ottenuta per formatura da nastro metallico e può anche essere ottenuta per tranciatura da lamierino o anche per sagomatura di filo metallico.
Per esempio come illustrato nelle figure 6 e 7, la linguetta elastica che forma il cavaliere 50 di protezione del dente 51, si può divaricare in due bracci elastici 52, 53 convenientemente ripiegati ad U che si estendono esternamente ad un alloggiamento 54 di slitta 55 in modo da interferire con il fondo delle scanalature di guida 56,57 formate nella apparecchiatura per guidare la slitta 55.
Il profilo del fondo delle scanalature di guida 56,57 è convenientemente sagomato a formare mezzi di tenuta imperdibile 58,59 della slitta e risalti 61,62 di battuta per i bracci elastici, con funzioni del tutto equivalenti a quelle dei denti 25 e del risalto 34 di figura 1.
La figura 8 rappresenta invece in vista prospettica esplosa una slitta 64 ed un elemento metallico 65 formato da un filo metallico, preferibilmente acciaio armonico.
Il filo metallico è ripiegato ad U e ulteriormente piegato a formare una coppia di S affiancate e parallele che ripetono la curvatura dell’elemento 3 di figura 1.
La slitta 64, simile alla slitta di figura I, è provvista sulla superficie di interferenza 66 di una gola 67 sagomata ad U che assicura il posizionamento reciproco corretto tra dente della slitta e doppio cavaliere formato dall’elemento metallico 65. Inferiormente al dente di aggancio il doppio cavaliere viene alloggiato in un alloggiamento o preferibilmente due alloggiamenti parzialmente visibili e identificati dai numerali 68,69, in modo del tutto simile alla linguetta 3 di figura 1.
L’elemento 65 è provvisto di una coppia di libere terminazioni elastiche 70,71 formanti una seconda prozione di elemento, libera di deformarsi elasticamente e in grado di interagire con un risalto (come 34 di Fig.l) presente nella sede della slitta.
Il funzionamento della slitta 64, con l’elmento 65, è quindi identico a quello della slitta 2 e già’ descritto.
La Figura 9 rappresenta in vista prospettica, parzialmente in sezione, una combinazione slitta, elemento metallico, funzionalmente equivalente a quelle già* descritte in cui le terminazioni libere del cavaliere metallico non interagiscono direttamente con il rilievo di battuta, formato nella sede della slitta, ma per interposizione di un braccio resiliente formato nella slitta.
La figura 10 rappr in vista prospettica l’elemento metallico 72 impiegato nella slitta 73 di Fig.9.
L’ elemento 72, ricavato da filo armonico è ripiegato a U e poi sagomato e. formare una coppia di cavalieri affiancati.
Le terminazioni libere 74,75 dell'elemento 72 sono ripiegate l'una verso l’altra e, una volta inserite in un alloggiamento 76 della slitta 73, si appoggiano ad un braccio a sbalzo 77, formato nella slitta internamente all’alloggiamento 76.
Due ginocchi 78,79 del doppio cavaliere 72 puntano contro due spalle di tenuta della slitta, una delle quali 80 è visibile in Fig.9.
L’elemento elastico 72 tende quindi a spingere verso il basso (con riferimento alla vista di Fig.9) l’estremità del braccio 77, provvista di un dente 81.
L’ interferenza del dente 81 con un risalto di battuta presente nella sede della slitta, assicura le funzionalità già descritte.
Con questa soluzione realizzativa, le sollecitazioni prodotte dall’interferenza del dente 81 con il risalto della sede, nella direzione di scorrimento della slitta, sono interamente assorbite dal braccio 77 e direttamente trasferite alla slitta.
Le terminazioni libere dell’elemento elastico 72 risultano quindi sollecitate in direzione perpendicolare alla direzione di scorrimento della slitta e viene esclusa qualsiasi sollecitazione che tenda a sfilare l’elemento elastico 72 dal suo alloggiamento.
Del tutto simile è la realizzazione di figura 11 che differisce da quella di figura 9 e 10 per il solo fatto che la slitta 90 è provvista di due bracci resilienti 91,92.
Le estremità libere dell’elemento elastico 93 (una delle quali, 94, è visibile) sono in questo caso aperte in opposizione l’una all’altra e puntando contro le estremità dei bracci 91 e 92 tendono a divaricarli.
Le estremità dei bracci 91 e 92 sono ciascuna provvista di un dente 95,96.
Questi denti interferiscono con corrispondenti risalti della sede della slitta, del tutto simili ai risalti 60,61 di figura 6.

Claims (10)

  1. RIVENDICAZIONI 1. Apparecchiatura elettrica modulare con dispositivo di aggancio su rotaia comprendente una slitta in materiale plastico a forma generica di parallelepipedo, allungato in una direzione e alloggiata, scorrevole nella direzione di maggiore lunghezza, in una corrispondente sede della apparecchiatura modulare per assumere una posizione di aggancio e una posizione di sgancio, detta slitta essendo terminata in un dente di aggancio su rotaia avente una rampa di interferenza contrapposta ad una faccia di tenuta, caratterizzata da ciò che detto dispositivo comprende un elemento metallico elastico, piegato a formare un cavaliere, detto cavaliere avvolgendo detto dente di aggancio e sovrapponendosi a detta rampa di interferenza e detta contrapposta faccia di tenuta in modo da evitare usura di detto dente per attrito con detta rotaia, detto parallelepipedo allungato essendo provvisto di un alloggiamento per alloggiare, con una configurazione predeterminata, una prima porzione di detto elemento, una seconda porzione di detto elemento estendendosi da detto alloggiamento, libera di deformarsi elasticamente, a formare mezzi elastici di polarizzazione di detta slitta in posizione di aggancio.
  2. 2. Apparecchiatura elettrica come a Riv. 1 in cui detta seconda porzione preme, per detta predeterminata posizione di aggancio di slitta, contro un rilievo di battuta di detta sede, l’interferenza tra detta seconda porzione e detto rilievo di battuta polarizzando elasticamente in posizione di aggancio della slitta.
  3. 3. Apparecchiatura come a Riv. 2, in cui detto elemento metallico è formato da un nastro metallico e detta seconda porzione libera forma una linguetta sagomata a onda piena con una cresta e una cavità orientate verso detto rilievo di battuta, detta cresta interferendo con detto rilievo di battuta per posizioni di detta slitta comprese tra detta posizione di aggancio ed una posizione di sgancio, detta, cavità alloggiando detto rilievo di battuta ed assicurando una stabile posizione aperta a detta slitta per una escursione di detta slitta oltre detta posizione di sgancio.
  4. 4. Apparecchiatura come a Riv. 1 in cui detto elemento metallico è formato da un filo metallico ripiegato a formare un doppio cavaliere avvolgente detto dente di aggancio e provvisto di una coppia di libere terminazioni elastiche, detti mezzi elastici di polarizzazione di detta slitta in posizione di aggancio comprendendo detta coppia di libere terminazioni elastiche.
  5. 5. Apparecchiatura come a Riv. 4 in cui dette libere terminazioni elastiche sono sagomate ad onda piena con una cresta e una cavità orientate verso un rilievo di battuta in detta sede, detta cresta interferendo con detto rilievo di battuta per posizioni di detta slitta comprese tra detta posizione di aggancio ed una posizione di sgancio, detta cavità alloggiando detto rilievo di battuta ed assicurando una stabile posizione aperta a detta slitta per una escursione di detta slitta oltre detta posizione di sgancio.
  6. 6. Apparecchiatura come a Riv. 1 in cui detto elemento metallico è formato da un filo metallico ripiegato a formare un doppio cavaliere avvolgente detto dente di aggancio e provvisto di una coppia di libere terminazioni elastiche, -detta slitta comprende almeno un braccio resiliente terminato in un dente di polarizzazione di detta slitta in posizione di aggancio, detta coppia di libere terminazioni elastiche agendo su detto braccio per imporgli una condizione di carico e -detta sede di slitta comprende almeno un rilievo di battuta, detto dente di polarizzazione di slitta interferendo con detto rilievo di battuta per posizioni di slitta comprese tra detta posizione di aggancio e una posizione di sgancio, detto dente di polarizzazione oltrepassando detto rilievo di battuta e assicurando una stabile posizione aperta a detta slitta per una escursione di detta slitta oltre detta posizione di sgancio.
  7. 7. Apparecchiatura come a Riv.6 in cui detta slitta comprende una coppia di bracci resilienti contrapposti, ciascuno terminato in un dente di polarizzazione di slitta, ciascuna di dette terminazioni elastiche agendo su uno dei bracci di detta coppia di bracci per imporgli una condizione di carico e detta sede di slitta comprende una coppia di rilievi di battuta, detto dente di polarizzazione di ciascuno di detti bracci interferendo con uno di detti rilievi di battuta per posizioni di detta slitta comprese tra detta posizione di aggancio e detta posizione di sgancio, detto dente di polarizzazione oltrepassando detti rilievi di battuta e assicurando una stabile posizione aperta a detta slitta per una escursione di detta slitta oltre detta posizione di sgancio.
  8. 8. Apparecchiatura come a rivendicazioni 1 o 2 o 3 o 4 o 6 o 7 in cui detta slitta comprende una feritoia allungata nella direzione di maggiore lunghezza.
  9. 9. Apparecchiatura come a rivendicazione 8, in cui detta slitta comprende almeno un dente di tenuta cooperante con mezzi di tenuta in dette sede per impedire la rimozione di detta slitta da detta sede e definire la corsa di detta slitta in detta sede.
  10. 10. Apparecchiatura come a rivendicazioni precedenti comprendente una coppia di dette slitte ed una coppia di dette sedi, allineate in detta direzione di maggiore lunghezza, detto dente di aggancio di una slitta della coppia essendo affacciato contrapposto al dente di aggancio dell’altra slitta della coppia.
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