ITMI951449A1 - Idrossi derivati di azabicicloottil-tetra-e-esaidrobenz(d,e) isochinolone - Google Patents

Idrossi derivati di azabicicloottil-tetra-e-esaidrobenz(d,e) isochinolone Download PDF

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ITMI951449A1
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Robin Douglas Clark
Paul Edward Weller
Douglas Leslie Wren
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Abstract

La presente invenzione riguarda il 2-(l'-azabiciclo[2.2.2]ott-3'S-il)-6-idrossi-2, 4, 5, 6-tetraidro-1Hbenz delisochinolin-1-one e 2-(l'-azabiciclo [2.2.2]ott-3'Sil)-6-idrossi-2, 3, 3a, 4, 5, 6-esaidro-1H-benz delisochinolin-l-one e loro singoli stereoisomeri e impieghi e procedimenti per la loro produzione.

Description

DESCRIZIONE dell'invenzione industriale
La presente invenzione riguarda un composto di formula I:
in cui la linea tratteggiata indica un doppio legame (formula la) oppure in cui il legame non è presente (formula Ib) e i loro sali farmaceuticamente accettabili, riguarda singoli stereoisomeri, miscele di stereoisomeri. derivati di N-ossidi e loro O-fl-D-glucuronide coniugati.
Più in particolare, la presente invenzione riguarda il 2- (l'-azabiciclo[2.2.2]ott-3'S-il)-6-idrossi-2, 4, 5,6-tetraidro-lH-benz [de]isochinolin-1-one e il 2- (l-azabiciclo[2.2.2]ott-3'S-il) -6-idrossi-2,3, 3a,4,5,6-esaidro-lH-benz [de]isochinolin-l-one e loro singoli stereoisomeri e impieghi e procedimenti per la loro preparazione.
Un secondo aspetto della presente invenzione è una composizione farmaceutica che è costituita da una quantità terapeuticamente efficace di un composto di formula I, oppure di un singolo isomero, una miscela di isomeri, un sale farmaceuticamente accettabile oppure sali oppure loro N-ossido derivati farmaceuticamente accettabili, in combinazione con uno o più eccipienti farmaceuticamente accettabili.
Un terzo aspetto della presente invenzione è l'impiego dei composti di formula I come sostanze farmaceutiche, in particolare per il trattamento di una condizione scelta tra emesi, disturbi gastrointestinali, disturbi del CNS (sistema nervoso centrale), disturbi cardiovascolari oppure dolori mediante somministrazione di una quantità terapeuticamente efficace di un composto di formula I oppure di un suo sale o di suoi sali farmaceuticamente accettabili, singoli stereoisomeri, miscele di stereoisomeri, N-ossido derivati oppure loro coniugato di O-B-D-glucuronide.
Un quarto aspetto della presente invenzione sono i procedimenti per la preparazione dei composti di formula I.
La serotonina, un neurotrasmettitore con caratteristiche farmacologiche miste e complesse, è stata scoperta dapprima nel 1948 e successivamente è stato oggetto di notevoli ricerche. La serotonina, denominata anche 5-idrossitriptamina (5-HT), agisce, sia centralmente che perifericamente, su singoli recettori 5-HT. Il recettore 5-HT è attualmente delineato in quattro principali sotto-classificazioni, ossia recettori 5-HT1, 5-HT2, 5-HT3 e 5-HT4, ciascuno dei quali può anche essere eterogeneo. I recettori della sottoclasse 5-HT3 pervadono neuroni autonomi e risulta che essi regolano la cessione di svariati neurotrasmettitori nel tratto gastrointestinale, nel sistema cardiovascolare e nel sistema nervoso centrale.
I recettori 5-HT3 sono situati, con elevata densità su neuroni associati con il riflesso emetico e i farmaci che bloccano le interazioni della serotonina in corrispondenza del livello dei recettori 5-HT3, ossia, gli antagonisti dei recettori 5-HT3 possiedono potenti caratteristiche antiemetiche. Tali antagonisti si dimostrano utili per contrastare gli effetti emetici della chemioterapia e della radioterapia contro il cancro (vedi Drugs Acting on 5-Hydrozytryptamine Receptors: The Lancet 23 settembre 1993 e riferimenti ivi citati).
Disturbi intestinali funzionali sono prevalenti in buona parte del mondo industrializzato. La malattia del riflusso gastroesofageo cronico, da sola, può essere presente, per esempio, nel 15% della popolazione. L'impiego di sostanze prochinetiche è uno dei metodi più efficaci noti per trattare tali malattie. Poiché molti antagonisti 5-HT3 possiedono caratteristiche .procinetiche e sono relativamente privi di effetti collaterali, essi sono particolarmente utili nel trattamento di malattie gastrointestinali (vedi Reynolds R.C. Prokinetic Agent: A Key in thè Future of Gastroenterology. Gastroenterology Clinics of North America 1989; 18: 437-457).
I recettori 5-HT3 sono presenti in quelle zone del cervello che controllano l'umore, le emozioni, la rimunerazione e la memoria. Gli antagonisti dei recettori 5-HT3 fanno diminuire i livelli di dopamina mesolimbici, una caratteristica necessaria per ottenere una attività antipsicotica. Tali antagonisti, inoltre, fanno aumentare il tono colinergico nella regione limbico-corticale, e ciò può spiegare i loro effetti di aumento del potere conoscitivo. Inoltre, gli antagonisti 5-HT3 possiedono proprietà ansiolitiche, dimostrano una attività per venire impiegati nel trattamento di disturbi da dipendenza e sono sottoposti a ricerca in pazienti affetti da schizofrenia (vedi l'articolo di The Lancet precedentemente indicato).
Risulta evidente che i recettori 5-HT3 hanno una azione di mediazione nei confronti dell'input dei nocicettori nei confronti di neuroni afferenti (vedi Laura, 5., Proudfit, H.K., and Anderson, E.G.; Neurosci. Lett. 1988; 95:313). Pertanto, gli antagonisti 5-HT3 possono essere importanti nel controllo del dolore, in particolare della emicrania (vedi Peatfield R.; Drugs and thè Treatment of Migraine. Trends Pharmacol. Sci. 1988; 9: 141).
L'antagonista dei recettori 5-HT3 indicato con ICS 202-930, inibisce le aritmie in svariati modelli di animali ed esercita proprietà miste di antiaritmia della classe III e della classe I in miociti ventricolari (vedi Schlltysik, G. Imoto, Y., Yatani, A. e Brown, A.M.: J. Pharmacol. Exp. Ther. 1988; 245: 773 e riferimenti ivi citati). Pertanto, gli antagonisti 5-HT3 possono venire usati nel trattamento o nella prevenzione di aritmie.
Il brevetto U.S. NO. 5.202.333 descrive composti triciclici dotati di caratteristiche di antagonismo nei confronti dei recettori 5-HT3. Nell'ambito degli antagonisti di recettori 5-HT3 triciclici descritti nel brevetto U.S. 5.202.333 vi sono il (1-azabiciclo
[2.2.2]ott-3S-il)-2,3,3a,4,5,6-esaidro-lH-benz[de] isochinolin-l-one e il 2-(1-azabiciclo[2.2.2]ott-3S-il)-2,4,5,6-tetraidro-lH-benz [de]isochinolin-l-one ed è ora noto che il 2-(l-azabiciclo[2.2.2]ott-3S-il)-6-idrossi-2,3,3a,4,5,6-esaidro-lH-benz [de]isochinolinl-one e il 2-(1-azabiciclo[2.2.2]ott-3S-il-6-idrossi-2,4,5,6-tetraidro-lH-benz [de]-isochinolin-l-one, rispettivamente, sono loro metaboliti umani.
Definizioni:
Così come vengono qui usate:
'Gruppo uscente' ha il significato tradizionalmente associato con esso in chimica organica sintetica, ossia, un atomo oppure un gruppo spostabile in condizioni alchilanti e comprende ossidrile, alogeno, (C1-4)alcossile (per esempio, metossi, etossi e simili), arilossi (per esempio fenossi e simili), (C1-4)alchiltio (per esempio metiltio, etiltio e simili), ariltio (per esempio feniltio e simili) e alcan- oppure aren-solfonilossi (per esempio, mesilossi, etansolfonilossi, benzensolfonilossi, trifluoromentasolfonilossi, tosilossi e simili).
'Alogeno' significa fluoro, cloro, bromo oppure iodio.
'Gruppo protettivo' ha il significato tradizionalmente associato con esso nella chimica organica di sintesi, ossia un gruppo che blocca selettivamente un sito reattivo in un composto plurifunzionale in modo che una reazione chimica possa venire effettuata selettivamente in corrispondenza di un altro sito reattivo non protetto. Certi procedimenti della presente invenzione si basano su gruppi protettivi che bloccano gruppi ossidrilici reattivi presenti nei reagenti. Tra i gruppi idrossi-protettivi accettabili sono compresi metile sostituito (per esempio metossimetile, metiltiometile, benzilossimetile, tertbutossimetile, benzile, ecc.), etile sostituito (per esempio, 1-etossietile, 1-metil-l-metossietile, ecc.), silile (per esempio, trimetilsilile, trietilsilile, tert.-butildifenilsilile, ecc.) e simili.
'Deprotezione' è il procedimento mediante il quale un gruppo protettivo viene rimosso dopo che reazione selettiva è terminata, ottenendo cosi il prodotto non protetto desiderato con resa ragionevole.
'Animale' comprende l'uomo, mammiferi non uomini, per esempio, cani, gatti, conigli, buoi, cavalli, pecore, capre, maiali e cervi e animali non mammiferi, per esempio uccelli e simili.
'Malattia' specificamente comprende qualsiasi condizione di non salute di un animale oppure di una parte di esso e comprende una condizione di non salute che può venire provocata oppure può essere in relazione con una terapia medica o veterinaria applicata ad un animale, ossia, gli 'effetti collaterali' di tale terapia.
'Farmaceuticamente accettabile' significa che il prodotto è utile nel preparare una composizione farmaceutica che è generalmente sicura, non-tossica, è non biologicamente indesiderabile, ne altrimenti indesiderabile e detto termine comprende il fatto che il prodotto è accettabile per un impiego veterinario e anche per un impiego farmaceutico per l'uomo.
'Sali farmaceuticamente accettabili' significa sali che sono farmaceuticamente accettabili, come definito sopra, e che possiedono l'attività farmacologica desiderata. I composti di formula 1, 2, 3 e 4 hanno un azoto basico che può reagire con acidi organici oppure inorganici per formare un sale di addizione con acidi. Tra gli acidi inorganici accettabili sono compresi acido cloridrico, acido bromidrico, acido solforico, acido nitrito, acido fosforico e simili. Tra gli acidi organici accettabili sono compresi acido acetico, acido propionico, acido esanoico, acido eptanoico, acido ciclopentanpropionico, acido glicolico, acido piruvico, acido lattico, acido maionico, acido succinico, acido malico, acido maleico, acido fumarico, acido tartarico, acido citrico, acido benzoico, acido o- (4-idrossibenzoil)benzoico, acido cinnamico, acido mandelico, acido metansolfonico, acido etansolfonico, acido 1,2-etandisolfonico, acido 2-idrossietansolfonico, acido benzensolfonico, acido p-clorobenzensolfonico, acido 2-naftalensolfonico, acido p-toluensolfonico, acido canforsolfonico, acido 4-metilbicic-lo[2.2.2]ott-2-ene-l-carbossilico, acido glucoeptonico, acido 4,4'-metilenbis (3-idrossi-2-ene-1-carbossilico) , acido 3-fenilpropionico, acido trimetilacetico, acido butilacetico terziario, acido lauril solforico, acido gluconico, acido glutammico, acido idrossinaftoico, acido salicilico, acido stearico, acido muconico e simili.
'N-ossido derivato' significa un composto di formula I in cui l'atomo di azoto nella porzione 1-azabiciclo[2.2.2]ott-3'S-ile è in uno stato ossidato. Si possono preparare facilmente derivati di N-ossidi mediante metodi noti a coloro che sono dotati di una usuale esperienza nel settore. Per esempio, si possono preparare i derivati di N-ossidi dei composti di formula I trattando una forma non ossidata del composto di formula I con un ossidante (per esempio, acido trifluoroperacetico, acido permaleico, acido perbenzoico, acido peracetico, acido meta-cloroperossibenzoico, ecc.) in un adatto solvente (per esempio un idrocarburo alogenato come cloruro di metilene) a circa 0°C. Si possono preparare composti di formula I in forma non ossidata da N-ossidi di composti di formula I mediante trattamento con un riducente (per esempio, zolfo, anidride solforosa, trifenil fosfine, boroidruro di litio, boroidruro di sodio, tricloruro di fosforo, tribromuro di fosforo, ecc.) in un adatto solvente (per esempio acetonitrile, etanolo, diossano acquoso, ecc.) a 0 -80°C.
O -B-D-glucuronide coniugato' significa un composto di formula I, in cui il gruppo ossidrilico in corrispondenza della posizione-6 forma un prodotto di coniugazione con l'acido glucuronico. Tali prodotti di coniugazione sono idrolizzabili in vivo e possono agire come profarmaci. I prodotti di coniugazione di Ο-β-D-glucuronide possono venire preparati mediante metodi a coloro che hanno una usuale esperienza nel settore. Per esempio, i prodotti di coniugazione di Ο-β-D-glucuronidi dei composti di formula I possono venire preparati facendo reagire una forma non coniugata dei composti di formula I con metil (2,3,4-tri-O-acetil-a-D-glucopiranosil bromuro)uronato e quindi effettuando la deprotezione mediante idrolisi alcalina (vedi Bollenback, G.N., Long, J.W. Benjamin, D.G., Lindquist, J.A.; J. Am. Chem. Soc. 1955, 77, 3310-3315). Come alternativa, si possono preparare i prodotti di coniugazione di Ο-β-D-glucuronidi dei composti di formula I mediante sintesi enzimatica usando un preparato immobilizzato di giutadionetransferasi microsomale epatici solubilizzata (vedi Pallante, S.L., Lisek, C.A., Dulik, D.M., Fenselau, C.F.; Drug Metabolism and Dìsposition 1986; 14(3): 313-318) .
'Facoltativo' oppure 'facoltativamente' significa che l'evento successivamente descritto o la circostanza successivamente riferita può avvenire oppure può non avvenire e che la descrizione comprende casi nei quali l'evento o la circostanza avviene e casi nei quali l'evento o la circostanza non avviene. Per esempio, 'eventuale trasformazione del 2- (1'-azabiciclo[2.2.2]ott-3'S-il)-6-idrossi-2,3,3a,4,5,6-esaidro-lH-benz [de]-isochinolin-l-one in un sale di addizione con acidi farmaceuticamente compatibile' significa che la trasformazione nel sale di addizione con acidi può venire effettuata oppure può non venire effettuata affinché il procedimento descritto rientri nell'ambito della presente invenzione, e la presente invenzione comprende quei procedimenti nei quali la trasformazione avviene e quei procedimenti nei quali essa non avviene.
'Quantità terapeuticamente efficace' significa quella quantità che, quando viene somministrata ad un animale per il trattamento di una malattia, è sufficiente per effettuare tale trattamento per la malattia.
'Trattare' oppure 'trattamento' di una malattia significa:
(1) impedire che la malattia si manifesti in un animale che può essere predisposto alla malattia, ma che è ancora in atto e non presenta ancora sintomi della malattia,
(2) inibire la malattia, ossia, arrestarne lo sviluppo, oppure
(3) alleviare la malattia, ossia, provocare una regressione della malattia.
Isomerismo è il fenomeno nel quale i composti hanno identiche formule molecolari, ma differiscono nella natura o nella sequenza di legame dei loro atomi oppure nella disposizione spaziale dei loro atomi. Isomeri che differiscono nella disposizione spaziale dei loro atomi vengono denominati 'stereoisomeri' . Stereoisomeri che non sono immagini speculari l'uno dell'altro, vengono denominati 'diastereomeri' e stereoisomeri che sono immagini speculari non sovrapponibili vengono denominati 'enantiomeri' oppure talvolta isomeri ottici. Un atomo di carbonio legato a quattro sostituenti non identici viene denominato 'centro chirale'.
Un composto avente un centro chirale ha due forme enantiomeriche dotate di chiralità opposta e può esistere come un singolo enantiomero oppure sotto forma di una miscela di enantiomeri. Una miscela contenente uguali quantità di singole forme enantiomeriche dotate di chiralità opposta viene denominata una 'miscela racemica'. Un composto che ha più di un centro chirale ha 2 coppie enantiomeriche, in cui n è il numero di centri chirali. Composti aventi più di un centro chirale possono esistere sotto forma di singoli diastereomeri oppure sotto forma di una miscela di diastereomeri, denominata una 'miscela diastereomerica'. Ai fini di questa domanda di brevetto, una miscela di stereoisomeri contenente una o più coppie enantiomeriche viene denominata 'enantiomerica' ed una miscela di stereoisomeri senza i loro rispettivi enantiomeri presenti viene denominata ’non-enantiomerica'.
Quando un centro chirale è presente, uno stereoisomero può essere caratterizzato dalla configurazione assoluta di detto centro chirale. Configurazione assoluta significa la disposizione spaziale dei sostituenti collegati al centro chirale. I sostituenti collegati al centro chirale che viene preso in considerazione sono disposti secondo la Regola di Sequenza di Cahn, Ingold e Prelog e il descrittore assoluto R o S è citato tra parentesi seguite da una lineetta di unione e dal nome chimico del composto (per esempio, (S)-2-(1'-azabiciclo [2.2.2]ott-3-ilanunina).
Ai fini di questa domanda di brevetto, quando sono presenti due o più centri chirali, il descrittore viene citato immediatamente dopo il numero del centro chirale così come esso appare nel nome del composto. Quando un centro chirale può essere dotato di una configurazione individuale oppure può essere una miscela in uguali quantità oppure in altre quantità oppure quando un centro chirale può esistere soltanto sotto forma di una miscela delle due configurazioni:, in uguali quantità oppure in quantità diverse, non compare alcun descrittore. Pertanto, il composto di formula I nel quale il legame facoltativo non è presente e ciascun centro chirale è in una configurazione-S ossia, il composto avente la formula
viene denominato 2- (1'-azabiciclo[2.2.2]ott-3' S-il)-6S-idrossi-2, 3, 3aS,4,5,6-esaidro-lH-benz [de]ischinolin-l-one.
Forme di realizzazione preferite:
Mentre l'ampiezza dei composti che rientrano nell' ambito della presente invenzione viene riportata nel Riassunto della presente Invenzione, certi composti sono preferiti. Per esempio, composti preferiti sono i composti di formula I, in cui l'eventuale legame non è presente e, più preferibilmente, in cui il composto è costituito dai suoi diastereomeri- (3aS,3'S), in particolare il suo diastereomero- (6R,3aS,3'S) , ossia il 2- (1'-azabiciclo- [2.2.2]ott-3' S-il)-6R-idrossi-2, 3,3aS,4,5, 6-esaidro-lH-benz [de]isochinolin-l-one .
Farmacologia e utilità:
L'affinità di legame del recettore 5-HT3 dei composti della presente invenzione può venire determinata facilmente effettuando una prova in vitro usuale# mediante la quale si misura l'affinità del composto in esame per i recettori 5-HT3 in membrane preparate da cellule NB 108-15. La prova del legame di affinità del recettore 5-HT3, adattata per esaminare i composti di formula I, è descritta nell'esempio 9.
Inoltre, l'attività di antagonismo dei recettori 5-HT3 dei composti della presente invenzione può venire determinata mediante una prova in vivo nota nel settore mediante la quale si misura l'inibizione provocata da un composto in esame del riflesso di Bezold-Jarisch in ratti anestetizzati (per esempio, vedi Butler, A., Hill, J.M., Irlanda, S.H. Hordon, C.C., Tylers, M.B.; Brit. J. Pharmacol. 1988; 94: 397-412; Cohen, M.L., Bloomquist, W., Gidda, J.S., Lacefield, W.; J. Pharmacol. Exp. Ther. 1989; 248: 197-201; Fozard, J.R.; MDL 72222: Areh. Pharmacol.
1984; 326: 36-44). La prova con gli antagonisti dei recettori 5-HT3, adatta per esaminare i composti di formula I è descritta nell'esempio 10.
Come antagonisti dei recettori 5-HT3, si possono usare i composti di formula I per trattare una ampia gamma di malattie in animali, in particolare nell'uomo. Per esempio, si possono usare i composti di formula I nel trattamento della emesi, di disturbi gastrointestinali, di disturbi del sistema nervoso centrale (CNS), di disturbi cardiovascolari oppure del dolore.
Tra le emesi trattabili con i composti di formula I sono compresi emesi provocate da anestesia chirurgica, stress psicologici, gravidanza, certi stati di malattia, radioterapia, avvelenamento da radiazioni e sostanze tossiche. Tra gli stati morbosi che sono noti per provocare emesi sono comprese condizioni come per esempio ostruzione intestinale, pressione intracranica aumentata, infarto miocardico acuto, dolori di testa di tipo emicrania e crisi da adrenalina. Tra le sostanze tossiche che provocano emesi sono comprese tossine sotto forma di metaboliti anormali oppure di accumulo anormale di sostanze che si trovano in natura associate con condizioni come per esempio coma epatico, insufficienza renale, chetoacidosi diabetica, crisi ipertiroidea, ipoparatiroidismo e iperparatiroidismo e morbo di Addison oppure tossine ingerite, per esempio enterotossine in un cibo contaminato da stafilococchi oppure farmaci somministrati per scopi terapeutici, per esempio digitale, emetina oppure sostanze chemioterapeutiche.
I composti di formula I sono particolarmente importanti nel trattamento (in particolare nella prevenzione) della emesi provocata da avvelenamento da radiazione, trattamento del cancro mediante radioterapia oppure mediante chemioterapia con agenti citotossici oppure terapia con farmaci in generale in cui un effetto laterale significativo è la emesi (per esempio la anfotericina B nel trattamento di pazienti immunosoppressi, zidovudina (AZT) nel trattamento di AIDS e la interleuchina nel trattamento del cancro).
Malattie gastrointestinali che possono venire trattate con i composti di formula I comprendono malattie dello stomaco, dell'esofago e dell'intestino crasso e dell'intestino tenue. Esempi di malattie specifiche comprendono, senza alcuna limitazione, dispepsia (per esempio dispepsia non ulcerosa), stasi gastrica, ulcera peptica, esofagite di riflusso, flatulenza, sindrome di riflusso della bile (che può dare come risultato una stitichezza cronica e diarrea), malattia dovuta alla presenza di diverticoli, dismotilità biliare (che può dare come risultato disfunzione dello sfintere del duodeno e deposito di 'limo' oppure di cristilli microscopici nella cistifellea), paresi dello stomaco (per esempio diabetica, postchirurgica oppure idiopatica), sindrome irritabile dell'intestino e svuotamento ritardato dello stomaco. I composti di formula I sono utili anche come procinetici a breve termine per facilitare la radiologia diagnostica e la intubazione dell'intestino. Inoltre, i composti sono utili per trattare diarrea, in particolare diarrea provocata da colera e sindrome carcinoide.
Malattie del sistema nervoso centrale che possono venire trattate con i composti di formula I comprendono disturbi della conoscenza, psicosi, comportamento ossessivo/coer.citivo e ansia/depressione. I disturbi della conoscenza comprendono deficit di attenzione oppure della memoria, demenza conclamata (che comprende demenza senile o il morbo di Alzheimer e invecchiamento) , insufficienza vascolare cerebrale e morbo di Parkinson. Le psicosi che possono venire trattate impiegando i composti di formula I comprendono paranoia, schizofrenia e autismo. Stati rappresentativi di ansia/depressione che possono venire trattati comprendono ansia preventiva (per esempio prima di un intervento chirurgico, di un lavoro dal dentista, ecc.), depressione, manie, convulsioni e ansia provocata dalla astinenza da sostanze stupefacenti come oppiacei, benzodiazepine, nicotina, alcol, cocaina e altri farmaci di abuso.
Le malattie cardiovascolari che possono venire trattate con i composti di formula I comprendono aritmie e ipertensione. Il dolore che può venire trattato con i composti di formula I comprende il dolore associato con cefalee ripetute, emicranie, nevralgie del trigemino e dolori viscerali come quelli provocati da un rilassamento anormale degli organi viscerali cavi.
L'attività antiemetica dei composti di questa invenzione può venire determinata mediante un saggio convalidato nel settore che misura la diminuzione prodotta dal composto in esame di una emesi indotta con cisplatina in furetti (per esempio, Costali, B., Domeney, A.M., Naylor, R.J., and Tattersall, F.D.; Neuropharmacology 1986, 25(8): 959-961; Miner, W.D. and Sanger, G.J.; Brit. J. Pharmacol. 1986; 88: 497-499). Il saggio antiemetico con furetti, adattato per valutare composti di formula I viene descritto nell'esempio 11.
L'attività antiemetica dei composti di questa invenzione può venire determinata mediante un saggio ben noto nel settore, che misura la diminuzione prodotta dal composto in esame di emesi indotta da cisplatina in cani (per esempio Smith, W.L., Alphin, R.S., Jackson, C.B., and Sancilio. L.F.; J. Pharm.
Pharmacol. 1989; 41: 101-105; Gylys, J.A.; Res. Commun. Chem. Pathol. Pharmacol. 1979; 23(1): 61-68). Il saggio antiemetico sui cani, adattato per valutare i composti di formula I, viene descritto nell'esempio 12.
L'attività procinetica di composti di questa invenzione può venire determinata misurando l'aumento nella velocità dello svuotamento dello stomaco in ratti dopo somministrazione orale del composto in esame. Il saggio procinetico sul ratto è un modello ben consolidato per identificare composti che possiedono una attività procinetica (per esempio, vedere Droppleman, D., Gregory, R., Alphin, R.S.; J. Pharmacol. Methods 1980; 4(3): 227-30) ed è descritto nell'esempio 13.
La proprietà di aumentare le caratteristiche conoscitive dei composti di questa invenzione può venire determinata mediante il saggio del labirinto in acqua di Morris che misura i cambiamenti nel comportamento conoscitivo di ratti. Il saggio del labirinto in acqua di Morris è un modello ben consolidato per dimostrare una attività che fa aumentare la conoscenza (per esempio vedere Morris, R.G.M., Garrud, P-, Rawlins, J.N.P., O'Keefe, J.; Nature. 1982 ; 297: 681-683) e viene descritto nell'esempio 16.
L'attività ansiolitica viene determinata mediante il modello esplorativo a due scomparti di Crawley and Goodwin ben noto nel settore (per esempio vedere Kilfoil, T., Michel/ A., Montgomery, D., Whiting, R.L.; Neuropharmacology 1989; 28(9): 901-905). In breve, il metodo misura l'entità con cui un composto influisce sulla ansia naturale di topi in un ambiente nuovo fortemente illuminato. Il saggio di comportamento ansiolitico viene descritto nell'esempio 14.
L'attività ansiolitica durante l'astinenza da farmaci di abuso viene determinata mediante la prova di ansia da astinenza nel topo, un saggio ben consolidato (vedere, per esempio Carboni, E.; Acquas, E., Leone, P., Perezzani, L., Di Chiara, G.; Eur. J. Pharmacol. 1988; 151: 159-160). Questo procedimento utilizza il modello esplorativo descritto sopra per misurare l'entità con la quale un composto migliora i sintomi di astinenza che si hanno dopo trattamento cronico con una sostanza stupefacente e dopo interruzione improvvisa dei trattamenti. Il saggio di ansia dovuta ad astinenza, viene descritto nell'esempio 15.
Riassumendo, i composti di questa invenzione sono utili per trattare condizioni che possono venire migliorate mediante antagonismo dei recettori 5-HT3. Tali condizioni comprendono emesi, disturbi del sistema nervoso centrale, disturbi gastrointestinali, disturbi cardiovascolari e dolore.
Somministrazione e composizione farmaceutica:
In generale, i composti della invenzione verranno somministrati in quantità efficaci dal punto di vista terapeutico tramite uno qualsiasi dei modi usuali e accettabili noti nel settore o singolarmente oppure in combinazione con un altro composto di formula I oppure con un'altra sostanza terapeutica. Una quantità efficace dal punto di vista terapeutico può variare ampiamente a seconda della gravità della malattia, a seconda dell'età e dello stato di salute relativo del soggetto, a seconda della potenza del composto usato e di altri fattori. Una quantità efficace dal punto di vista terapeutico può variare tra circa 0,01 mg per Kg (mg/Kg) di peso corporeo al giorno fino a 10 mg/Kg di peso corporeo al giorno. Preferibilmente, la quantità sarà di circa 0,1 fino a 1 mg/Kg/giorno. Pertanto, una quantità efficace dal punto di vista terapeutico per un individuo di 70 Kg può variare tra 0,7 e 700 mg/giorno, preferibilmente tra 7 e 70 mg/giorno.
Chi è esperto nel settore del trattamento di tali malattie sarà in grado, con una opportuna sperimentazione e affidandosi alla sua personale conoscenza e alla descrizione di questa domanda di brevetto, accertare la quantità efficace dal punto di vista terapeutico di un composto di formula I per una determinata malattia.
In generale, i composti della invenzione verranno somministrati sotto forma di composizioni farmaceutiche tramite una qualsiasi delle seguenti vie di somministrazione: orale, sistemica (per esempio transdermica, intranasale. oppure mediante supposta) oppure parenterale (per esempio intramuscolare, endovenosa oppure sottocutanea) . Le composizioni possono avere la forma di compresse, pillole, capsule, prodotti semisolidi, polveri, formulazioni a cessione protratta, soluzioni, sospensioni, elisir, e aerosol oppure qualsiasi altra composizione adatta e sono costituite in generale da un composto di formula I in combinazione con almeno un eccipiente accettabile dal punto di vista farmaceutico. Eccipienti accettabili sono sostanze ausiliarie della somministrazione non tossiche che non influiscono in modo negativo sui benefici terapeutici del composto di formula I. Un tale eccipiente può essere qualsiasi eccipiente solido, liquido, semisolido oppure nel caso di una composizione di aerosol un eccipiente gassoso che in generale è usuale a chi è esperto nel settore.
Eccipienti farmaceutici solidi comprendono amido, cellulosa, talco, glucosio, lattosio, saccarosio, gelatina, malto, riso, farina, gesso, gel di silice, stearato di magnesio, stearato di sodio, glicerol-monostearato, cloruro di sodio, latte scremato essiccato e simili. Eccipienti liquidi e semisolidi possono venire scelti tra acqua, etanolo, glicerolo, propilenglicol e diversi oli ivi compresi quelli derivat» dal petrolio, di origine animale, vegetale oppure sintetica (per esempio olio di arachide, olio di soia, olio minerale, olio di sesamo ecc.). Sostanze-veicolo liquide preferite in particolare per soluzioni iniettabili comprendono acqua, soluzione salina, destrosio acquoso e glicoli.
I gas compressi possono venire usati per disperdere il composto della invenzione sotto forma di aerosol. Gas inerti adatti per questo scopo sono azoto, anidride carbonica, ossido nitroso, ecc. Altre sostanze-veicolo farmaceutiche adatte e le loro formulazioni vengono descritte in A.R. Alfonso; Remington's Phazmaceutical Sciences 1985; 17° edizione Easton, Pa: Mack Publishing Company.
La quantità di un composto della invenzione nella composizione può variare ampiamente a seconda del tipo di formulazione, della entità di un dosaggio unitario, del tipo di eccipienti e di altri fattori noti a coloro che sono esperti nel settore delle scienze farmaceutiche. In generale, la composizione finale conterrà 25% in peso fino a 75% in peso del composto di formula I, preferibilmente da 30% in peso a 50% in peso, il resto essendo costituito dall'eccipiente oppure dagli eccipienti.
Preferibilmente, la composizione farmaceutica viene somministrata in una forma di dosaggio singolo per un trattamento continuo oppure in una forma di dosaggio unitario singolo ad libitum quando si richiede in modo specifico la scomparsa dei sintomi. Le formulazioni farmaceutiche rappresentative che contengono un composto di formula I vengono descritte nell'esempio 8.
Procedimenti della invenzione:
I procedimenti di questa invenzione vengono illustrati nello schema di reazione che segue:
in cui L è un gruppo scindibile e R<1 >è (C1-4)alchile.
Si prepara una miscela diastereomera di 2-(l'-azabiciclo [2.2 .2]ott-3'-il) -6-idrossi-2, 3,3a,4,5, 6-esaidro-lH-benz [de]isochinolin-l-one (formula lb) idrogenando il 2- (1'-azabiciclo [2.2,2]ott-3-il)-6idrossi-2,4,5,6-tetraidro-lH-benz [de]isochinolin-1-one (formula la). L'idrogenazione può venire effettuata mediante qualsiasi metodo nel quale vengono idrogenate le posizioni 3 e 3a senza deidrossilare la posizione 6. Un tale metodo può comprendere la idrogenazione in presenza di un adatto catalizzatore (per esempio palladio al 10% su carbone (Pd al 10%/C), palladio al 5% su solfato di bario (5% Pd/BaSCM , palladio al 5% su allumina (5% Pd/Al2CO3), palladio al 10% su carbonato di stronzio (10% Pd/SrCOi), ecc., preferibilmente 5% Pd/BaSCM ed in un solvente organico adatto, in modo tipico un etere, un alcol, un acido carbossilico, un estere, un'ammide oppure un idrocarburo aromatico e preferibilmente un alcol (per esempio tetraidrofurano (THF), etanolo, acido acetico, etil acetato, N,N-dimetilformammide (DMF), toluene, ecc., preferibilmente etanolo), ad una temperatura compresa tra 10 e 78°C, in modo tipico compresa tra 15 e 30°C e preferibilmente a circa 20°C e ad una pressione compresa tra 0 e 200 psig, tipicamente compresa tra 0 e 100 psig e preferibilmente circa a pressione atmosferica e richiede da 24 a 80 ore. La preparazione di un composto di formula Ib è descritta nell'esempio 7.
Il composto di formula la viene preparato facendo reagire N- (1 -azabiciclo[2.2.2]ott-3' S-il) -5-idrossi-5, 6, 7,8-tetraidro-l-naf talencarbossammide protetta {formula 3) con 1-20 equivalenti molari, in particolare 1-10 equivalenti molari e preferibilmente circa 3 equivalenti molari di una dialchilformanunide, in modo tipico una di (C1-4)alchilformammide e preferibilmente DMF, acidificando e quindi eliminando il gruppo di protezione. La reazione con la formammide viene effettuata in presenza di una base forte, in modo tipico idruro di sodio oppure una base di alchilitio e preferibilmente butillitio (per esempio sec-butillitio, n-butillitio, ecc., preferibilmente sec-butillitio) e in un adatto solvente, in modo tipico un etere (per esempio dietiletere, dimetossietano, tetraidrofurano (THF) , ecc., preferibilmente THF), in una atmosfera inerte (per esempio azoto oppure argon) ad una temperatura compresa tra -20°C e -75°C, in modo tipico compresa tra -65 e -75°C e preferibilmente a circa -74°C e richiede da 0,5 fino a 5 ore. La miscela di reazione viene quindi riscaldata ad una temperatura compresa tra 0 e 30°C, in particolare tra 15 e 25°C e preferibilmente a circa 20°C e si aggiungono equivalenti molari in eccesso di un acido, in particolare da 5 a 15 equivalenti molari di un acido e preferibilmente circa 10 equivalenti molari di acido cloridrico e la miscela acidificata viene sottoposta ad agitazione per 2-5 ore.
L'eliminazione del gruppo di protezione può venire effettuata mediante qualsiasi metodo che allontana il gruppo di protezione ottenendo il prodotto desiderato non protetto con una resa ragionevole. Per esempio, un metodo di eliminazione del gruppo di protezione adatto, in particolare quando il gruppo di protezione è tert.-butildifenilsilile consiste nel fare reagire un composto protetto con fluoruro di tetrabutilammonio in un adatto solvente, in modo tipico un etere e preferibilmente THF. L'eliminazione del gruppo di protezione viene effettuata in un adatto solvente organico a 0-50°C, in modo tipico a 15-25°C e preferibilmente a circa 20°C e richiede da 1 ora a 24 ore. Una descrizione dettagliata delle tecniche applicabili ai gruppi di protezione e al loro allontanamento si può trovare in Greene, T.W.; Protective Groups in Organic Synthesis 1981; John Wiley & Sons, Ine. La preparazione di un composto di formula 2 viene descritta nell'esempio 5.
Il composto di formula 3 viene preparato facendo reagire un derivato protetto dell'acido 5-idrossi-1,2,3,4-tetraidro-l-naftoico (formula 5) con 1-azabiciclo[2.2.2]ott-3-ilammina (formula 4). La reazione viene effettuata sotto atmosfera di azoto in un adatto solvente organico inerte, in particolare un idrocarburo aromatico, un idrocarburo alogenato oppure un etere e preferibilmente in un idrocarburo aromatico (per esempio toluene, cloruro di metilene, THF, ecc., preferibilmente toluene), ad una temperatura compresa tra 20 e 200°C, in particolare a 90-130°C e preferibilmente a circa 120°C e richiede da 10 a 72 ore. La preparazione di un composto di formula 3 viene descritto nell'esempio 4.
La 1-azabiciclo[2.2.2]'ott-3-ilammina è disponibile in commercio oppure può venire facilmente preparata mediante metodi noti a coloro che hanno una esperienza normale nel settore. Il composto di formula 5 viene preparato sottoponendo a riduzione un derivato dell'acido 5-osso-l,2,3,4-tetraidro-lnaftoico (formula 6) ottenendo un corrispondente derivato non protetto dell'acido 5-idrossi-l,2,3,4-tetraidro-l-naftoico e quindi introducendo i gruppi di protezione. La riduzione può venire effettuata con un adatto agente riducente, preferibilmente un boroidruro di un metallo alcalino (per esempio boroidruro di sodio, boroidruro di litio, ecc. preferibilmente boroidruro di sodio) in un adatto solvente, tipicamente un alcol (per esempio metanolo, etanolo, propanolo, isopropanolo, ecc., preferibilmente etanolo), ad una temperatura compresa tra -20°C e -30°C, in particolare compresa tra -10°C e 30°C e preferibilmente a circa 0°C e richiede da 1 ora a 5 ore. Un adatto gruppo di protezione può venire introdotto facendo reagire il derivato dell'acido 5-idrossi-1, 2,3, 4-tetraidro-l-naftoico con 1 - 5 equivalenti molari di un agente di protezione adatto (per esempio tert.butildifenilsilil cloruro, tert.-butildimetilsilil cloruro, ecc., preferibilmente tert-butildifenilsilil cloruro) in un adatto solvente (per esempio DMF, cloruro di metilene, ecc., preferibilmente DMF) . Per esempio, un composto di formula 5 in cui P è tert-butildifenilsilile viene preparato facendo reagire il derivato non protetto dell'acido 5-idrossi-l, 2,3,4-tetraidro-l-naftoico con tert-butil-difenilsilil cloruro in presenza di immidazolo in DMF. La reazione viene effettuata ad una temperatura compresa tra 0 e 60°c, in particolare tra 0 e 40°C e preferibilmente a circa 20°C e richiede da 1 a 30 ore. La preparazione di un composto di formula 5 viene descritta nell'esempio 3.
I composti di formula 6 in cui L è ossidrile oppure (C1-4)alcossi possono venire preparati facendo reagire il 2-metil-5,6,7,8-tetraidro-2H-l-benzopiran-5-one rispettivamente con acido propiolico oppure con (C1-4)alchil propiolato. Preferibilmente la reazione viene effettuata con etilpropiolato ad una temperatura compresa tra 20 e 150°C, in particolare compresa tra 50 e 140°C e preferibilmente a circa 115°C e richiede da 1 ora a 5 ore. Si possono preparare. altri gruppi scindibili trattando un composto di formula 6 in cui L è ossidrile con un opportuno agente (per esempio metansolfonil cloruro, tionil cloruro, pentacloruro di fosforo, ossicloruro di fosforo, ecc.). Per esempio, si può preparare un composto di formula 6 in cui L è cloro facendo reagire l'acido 5-osso-5, 6,7,8-tetraidro-l-naftoico con tionil cloruro in un adatto solvente, in modo tipico un idrocarburo aromatico oppure un idrocarburo alogenato (per esempio toluene, cloruro di metilene, ecc., preferibilmente toluene), ad una temperatura compresa tra 25 e 50°C, in particolare compresa tra 40 e 50°C e preferibilmente a circa 50°C e richiede da 1 a 2 ore. La preparazione di un composto di formula 6 viene descritta nell'esempio 2.
Il 2-metil-5,6,7,8-tetraidro-2H-l-benzopiran-5-one viene preparato facendo reagire 1,3-cicloesandione con aldeide crotonica. La reazione viene effettuata in un adatto solvente (per esempio piridina, metilpiridina, 2,4-lutidina, pirrolidina, eco., preferibilmente piridina) in una atmosfera inerte (per esempio argon oppure azoto) ad una temperatura compresa tra 100° e 130°C, in particolare compresa tra 110 e 120°C e preferibilmente a circa 115°C e richiede da 1 a 24 ore. La preparazione del 2-metil-5,6,7,8-tetraidro-2H-l-benzopiran-5-one viene descritta nell'esempio 1.
A seconda delle condizioni di reazione, delle tecniche di isolamento/separazione e delle sostanze di partenza, i composti di formule 1, 2, 3 e 4 possono venire trasformati oppure possono venire preparati nelle loro forme di non sale oppure di sale. Così i composti di formula 1, 2, 3 e 4 possono venire utilizzati nei procedimenti di questa invenzione nella forma di non sale oppure nella forma di sale in modo che il procedimento descritto rientri nell'ambito della invenzione e l'invenzione comprende quei procedimenti nei quali i composti sono sotto forma di non sale e quei procedimenti nei quali i composti sono sali. Pertanto, mentre si preferiscono certe forme dei composti di formule 1, 2, 3 e 4, a meno che non venga altrimenti indicato, la descrizione oppure la citazione di un particolare composto nella descrizione oppure nelle rivendicazioni intende comprende sia la sua forma di non sale che le sue forme di sale, farmaceuticamente accettabili.
I composti di formule 1, 2, 3, 4 e 5 contengono ciascuno uno o più centri chirali e possono venire separati in singoli stereoisomeri e/o in miscele di stereoisomeri oppure possono venire preparati sotto forma di singoli stereoisomeri e/o sotto forma di miscele di stereoisomeri. Pertanto, mentre si preferiscono certi stereoisomeri oppure certe miscele di stereoisomeri dei composti di formule 1, 2, 3, 4 e 5, a meno che non venga altrimenti indicato, la descrizione oppure la citazione di un particolare composto chirale nella descrizione oppure nelle rivendicazioni tende a comprendere singoli stereoisomeri e loro miscele, loro forme racemiche o altro.
I singoli stereoisomeri del composto di formula 1 possono venire separati da una miscela di diastereomeri non enantiomera del composto di formula 1 mediante cromatografia, mediante tecniche di separazione/risoluzione che si basano sulle differenze di solubilità, mediante cristallizzazione diretta oppure selettiva oppure mediante qualsiasi altro metodo noto a chi ha una esperienza normale nel settore. Per esempio, il 2-(1'-azabiciclo[2.2.2]ott-3'S-il)-6R-idrossi-2,3,3aS,4,5, 6-esaidro-lH-benzo[de] isochinolirrl-one viene facilmente preparato da una miscela di diastereomeri del 2-(1'-azabiciclo[2.2.2] ott-3'S-il)-6R-idrossi-2,3,3a,4,5,6-esaidro-lH-benz [de]isochinolin-l-one mediante cromatografia in colonna su gel di silice e viene descritto nell'esempio 6.
Una miscela di diastereomeri non enantiomera del composto di formula 1 può venire preparata facendo reagire una miscela distereomera, enantiomera, con un acido otticamente attivo (per esempio acido tartarico, acido mandelico, acido malico, e gli acidi 2-arilpropionici in generale, acido canforsolfonico ecc.) per formare sali cristallini diastereomeri. La miscela non enantiomera dei sali cristallini viene quindi separata in singoli diastereomeri, mediante uno qualsiasi dei metodi descritti sopra e i diastereomeri puri del composto di formula I vengono recuperati insieme con l'acido otticamente attivo mediante qualsiasi metodo pratico che non dia come risultato una racemizzazione. Una descrizione più dettagliata delle tecniche applicabili alla preparazione di stereoisomeri si può trovare in Jean Jacques, Andre Collet, Samuel H. Wilen, Enantiomers, Racemates and Resolutions, John Wiley & Sons, Inc. (1981).
Una miscela diastereoraera non enantiomera dei composti di formula I contenente i diastereomeri (6R,3aR,3'S)-, (6S,3aS, 3'S)-, (6R,3aS,3'S)- e (65,3aR,3'S) può venire preparata procedendo come descritto sopra e idrogenando una miscela diastereomera di 2- (l'-azabiciclo[2.2.2]ott-3'S-il) -6-idrossi-2.4.5. 6-tetraidro-lH-benz [de]isochinolin-l-one . Una miscela diastereomera del composto di formula 1 contenente una miscela dei diastereomeri (6s,3aR,3'S)- e (6S,3aS,3'S)- oppure una miscela dei diastereomeri (6R,3aR,3' S)- e (6R,3aS,3'S) può venire preparata procedendo come descritto sopra e idrogenando rispettivamente il 2- (1'-azabiciclo [2.2.2]ott-3'S-il) -6S-idrossi-2, 4, 5,6-tetraidro-lH-benz [de]isochinolin-l-one oppure 2-(1'-azabiciclo [2.2.2]ott-3'S-il) -6R-idrossi-2, 4,5, 6-tetraedro- IH-benz [de]isochinolin-l-one. I singoli diastereomeri dei composti di formula I possono quindi venire preparati mediante una qualsiasi delle tecniche di separazione/risoluzione descritte sopra.
Il 2- (l'-azabiciclo[2.2.2]ott-3,S-il) -6-idrossi-2.4.5. 6-tetraidro-lH-benz [de]isochonolin-l-one può venire preparato sotto forma di una miscela di diastereomeri procedendo come descritto sopra e facendo reagire una miscela diastereoraera di N-(l'-azabiciclo [2.2.2]ott-3' S-il)-5-idrossi-5, 6,7, 8-tetraidro-l-naftalen-carbossammide protetta con una dialchilformammide in presenza di una base, acidificando e quindi eliminando i gruppi di protezione. I singoli diastereomeri del 2- (1'-azabiciclo[2.2.2 [ott-3'S-il) -6-idrossi-2, 4,5, 6-tetraidro-lH-benz [de]isochinolin-l-one possono venire preparati da una miscela diastereomera mediante una qualsiasi delle tecniche di separazione/risoluzione applicabili descritte sopra oppure procedendo come descritto sopra oppure dal corrispondente singolo diastereomero della N-(1'-azabiciclo [2.2.2]ott-3' S-il)-5-idrossi-5, 6,7,8-tetraidro-l-naftalencarbossammide protetta.
Una miscela diastereomera di N-(1'-azabiciclo [2.2.2]ott-3'S-il) -5-idrossi-5, 6,7, 8-tetraidro-l-naftalencarbossamraide protetta può venire preparata procedendo come descritto sopra e facendo reagire una miscela enantiomera del composto di formula 5 con (S)-l-azabiciclo[2.2.2]ott-3-ilammina. I singoli diastereomeri della N- (1'-azabiciclo [2.2.2]-ott-3'S-il)-5-idrossi-5, 6,7,8-tetraidro-l-naftalencarbossammide protetta possono venire preparati da una miscela dei diastereomeri mediante una qualsiasi delle tecniche di preparazione/risoluzione descritte sopra oppure possono venire preparati procedendo come descritto sopra e facendo reagire un singolo enantiomero del composto di formula 5 con (S)-l-azabiciclo [2.2.2]ott-3-ilammina.
I singoli enantiomeri dei composti di formula 5 possono venire preparati dai singoli enantiomeri del corrispondente derivato non protetto dell'acido 5-idrossi-1,2,3,4-tetraidro-l-naftoico. I singoli enantiomeri del derivato non protetto dell'acido 5-idrossi-1,2,3,4-tetraidro-l-naftoico possono venire preparati facendo reagire una miscela enantiomera con una base otticamente attiva in modo da formare sali cristallini diastereomeri, separando i sali diastereomeri mediante cromatografia, mediante tecniche di separazione/risoluzione basate sulla differenza di solubilità, mediante cristallizzazione diretta oppure selettiva oppure mediante un qualsiasi altro metodo noto a chi ha una esperienza normale nel settore e quindi recuperando gli enantiomeri puri insieme con la base otticamente attiva mediante un qualsiasi metodo pratico che non dia come risultato una racemizzazione (per esempio, vedere Enantiomers, Racemates and Resolutions 1981; John Wiley & Sons, Ine. citato sopra).
Come alternativa i singoli enantiomeri del derivato non protetto dell'acido 5-idrossi-l,2,3,4-tetraidro-l-naftoico possono venire preparati mediante una riduzione enantioselettiva del composto di formula 6. La riduzione enantioselettiva viene effettuata procedendo come descritto sopra e sottoponendo a riduzione il composto di formula 6 in presenza di una adatta sostanza ausiliaria chirale (per esempio azaossaborodina) oppure un agente riducente selettivo (per esempio clorodiisopinocanfeil-borano, tri-sec-butilboroidruro di litio, ecc.). Per esempio, un derivato non protetto dell'acido 5-idrossi-1,2,3,4-tetraidro-l-naftoico in cui il carbonio chirale si trova nella configurazione (R) può venire preparato procedendo come descritto sopra e riducendo il composto di formula 6 con diborano in presenza di (S)-l-aza-2-boro-3-ossa-4,4-difenil [3.3.0]dicicloottano. In modo simile, un derivato non protetto dell'acido 5-idrossi-l,2,3,4-tetraidro-lnaftoico in cui il carbonio chirale è nella configurazione (S) può venire preparato procedendo come descritto sopra e riducendo il composto di formula 6 in presenza di (R)-l-aza-2-boro-3-ossa-4,4-difenil[3.3.0]-bicicloottano. Per una descrizione più dettagliata delle tecniche applicabili alla riduzione enantioselettiva di chetoni asimmetrici vedere Singh, V.K.; Synthesis 1992; 7: 605.
La (S)-1-azabiciclo[2.2.2]ott-3-ilammina può venire preparata separando i singoli enantiomeri da una miscela enantiomera della ammina mediante una qualsiasi delle tecniche di separazione/risoluzione applicabili descritte sopra. Come alternativa, si può preparare la (S)-1-azabiciclo[2.2.2]ott-3-ilammina facendo reagire 1-azabiciclo[2.2.2]ott-3-one con una (R)-α-alchilbenzilammina, preferibilmente (R)-1-feniletilammina, ottenendo la corrispondente (R)-N-(α-alchilbenzil)-3-(1-azabiciclo[2.2.2]ottan)immina, sottoponendo a riduzione la immina ottenendo la corrispondente N-(lR-fenilalchil)-1-azabiciclo[2.2.2] ott-3S-ilammina e quindi sottoponendo ad idrogenolisi. La reazione con la (R)-a-alchilbenzilammina viene effettuata in presenza di ossido di litio in un adatto solvente organico, in modo tipico un etere e preferibilmente THF ad una temperatura compresa tra 10 e 40°C, in particolare tra 15 e 30°C e preferibilmente a circa 20°C e richiede da 12 a 84 ore. La riduzione della immina può venire effettuata mediante idrogenazione catalitica oppure con un adatto agente riducente chimico.
La idrogenazione della immina viene effettuata in presenza di un adatto catalizzatore, preferibilmente platino al 5%/carbone e in un adatto solvente organico, in particolare un alcol e preferibilmente etanolo ad una temperatura compresa tra 10 e 40°C, in particolare tra 15 e 30°C e preferibilmente a circa 20°C e ad una pressione compresa tra 0 e 100 psig, in particolare compresa tra 0 e 50 psig e preferibilmente a circa 20 psig e richiede da 1 a 48 ore- Come alternativa, la immina può venire ridotta con un adatto agente riducente chimico, preferibilmente un boroidruro di un metallo alcalino (per esempio boroidruro di sodio, boroidruro di litio, ecc., preferibilmente boroidruro di sodio), in un adatto solvente organico, in particolare un alcol e preferibilmente etanolo ad una temperatura compresa tra -15° e 50°C, in particolare compresa tra 15° e 30°C e preferibilmente a circa 20°C e richiede da 15 minuti a 3 ore.
La idrogenolisi viene effettuata mediante idrogenazione della N- (lR-fenilalchil)-1-azabiciclo [2.2.2]ott-3S-ilammina in presenza di un adatto catalizzatore (per esempio Pd al 10%/C, Pd al 20%/C, ecc., preferibilmente Pd al 10%/C) e in un adatto solvente organico, in particolare una miscela di un alcol e di acqua e preferibilmente una miscela di etanolo/acqua 5/1 fino a 2/1, ad una temperatura compresa tra 10 e 40°C, in particolare compresa tra 15 e 30°C e preferibilmente a circa 20°C, e ad una pressione compresa tra 0 e 100 psig, in particolare compresa tra 0 e 20 psig e preferibilmente a circa 5 psig e richiede da 5 ore a 48 ore.
Cosi, i composti di formule 1, 2, 3, 4 e 5 possono esistere sotto forma di singoli stereoisomeri e/o sotto forma di una qualsiasi miscela di stereoisomeri allo -scopo che il procedimento descritto rientri nell'ambito della invenzione e l'invenzione comprende quei procedimenti nei quali si usano singoli stereoisomeri e quei procedimenti nei quali si usano miscele di stereoisomeri. Un metodo esemplificativo per realizzare in pratica il procedimento di questa invenzione consiste:
(A) nel fare reagire una miscela enantiomera di un composto di formula 5 con (S)-1-azabiciclo[2.2.2] ott-3-ilammina ottenendo una miscela diastereomera di un composto di formula 3(a):
3 ( a )
in cui P è un gruppo di protezione;
(B) nel fare reagire la miscela diastereomera del composto di formula 3(a) con una dialchilformammide in presenza di una base forte, nell'acidificare, quindi nell'eliminare il gruppo di protezione ottenendo una miscela diastereomera del 2-(l'-azabiciclo [2.2.2]ott-3'S-il) -6-idrossi-2, 4,5, 6-tetraidro-lH-benzo [de]isochinolin-l-one;
(C) nel separare la miscela diastereomera del 2-(1'-azabiciclo [2.2.2]ott-3' S-il)-6-idrossi-2, 4,5,6-tetraidro-lH-benzo [de]isochinolin-l-one in singoli diastereomeri, ottenendo 2- (1'-azabiciclo [2.2.2]ott-3'S-il) -6R-idrossi-2, 4, 5,6-tetraidro-lH-benzo [de] isochinolin-l-one e 2- (1'-azabiciclo [2.2.2]ott-3'S-il)-6S-idrossi-2, 4,5,6-tetraidro-lH-benzo [de]isochino1 in-1-one;
(D) nell' idrogenare il 2- (1'-azabiciclo [2.2.2] ott-3'S-il) -6R-idrossi-2, 4,5, 6-tetraedro- 1H-benzo [de]isochinolin-l-one oppure il 2- (Ι'-azabiciclo [2.2.2]ott-3'R-il)-6S-idrossi-2, 4,5,6-tetraidro-ΙΗ-benzo [de]isochinolin-l-one ottenendo una miscela diastereomera rispettivamente di 2- (1'-azabiciclo [2.2 .2]ott-3'S-il) -6R-idrossi-2, 3,3a, 4,5,6-esaidro-ΙΗ-benzo [de]isochinolin-l-one oppure 2- (1'-azabiciclo [2.2 .2]ott-3'S-il) -6S-idrossi-2, 3,3a, 4,5,6-esaidroΙΗ-benzo [de]isochinolin-l-one;
(E) nel separare la miscela diastereomera di 2-(1'-azabiciclo [2.2.2]ott-3'S-il)-6R-idrossi-2, 3,3a,4, 5.6-esaidro-lH-benzo [de] isochinolin-l-one in singoli diastereomeri ottenendo 2- (1'-azabiciclo [2.2.2]ott-3'S-il) -6R-idrossi-2, 3, 3aR,4,5,6-esaidro-lH-benzo [de] isochinolin-l-one e 2- (l'-azabiciclo[2.2.2]ott-3'S-il)-6R-idrossi-2, 3,3aS,4,5, 6-esaidro-lH-benzo [de]isochinol in-1-one ;
(F) nel separare la miscela diastereomera del 2-(1'-azabiciclo [2.2.2]ott-3' S-il)-6S-idrossi-2, 3,3a, 4.5. 6-esaidro-lH-benzo [de]isochinolin-l-one in singoli diastereomeri ottenendo 2- (1'-azabiciclo [2.2 .2]ott-3'S-il) -6S-idrossi-2, 3,3aR, 4,5,6-esaidro-ΙΗ-benzo [de]isochinolin-l-one e 2- (1'-azabiciclo [2.2. 2]ott-3'S-il) -6S-idrossi-2, 3,3aS, 4,5,6-esaidro-ΙΗ-benzo [de]isochinolin-l-one; e
(G) nel trasformare un singolo diastereomero del 2- (1'-azabiciclo [2.2.2]ott-3'S-il)-6-idrossi-2, 3,3a, 4,5, 6-esaidro-lH-benzo [de]isochinolin-l-one in un sale farmaceuticamente accettabile.
ESEMPIO 1
2-metil-5 ,6,7,Q-tetraidro-2H-l -benzopiran-5-one Una soluzione di aldeide crotonica (72,74 g, 1,04 moli) in 500 mi di pirid’ina è stata aggiunta a 1,3-cicloesano-dione (110 g, 0,892 moli) in 500 mi di piridina e la miscela è stata riscaldata a riflusso sotto atmosfera di azoto per 1 ora. La miscela è stata raffreddata a temperatura ambiente e quindi è stata filtrata attraverso solfato di magnesio (328 g) . Il filtrato è stato concentrato fino a secco e il residuo è stato ripartito tra acqua e dietil etere. La fase acquosa è stata estratta con dietiletere e gli strati in dietil etere combinati sono stati lavati con acido cloridrico al 10% (3 x 150 mi). Lo strato in dietil etere è stato quindi lavato con acqua fino a neutralità, è stato anidrificato (solfato di magnesio), è stato filtrato e il filtrato è stato concentrato fino a secco. Il residuo è stato purificato mediante distillazione nel tubo a bolle (P.E. 109-112°C (1-2 mm)) ottenendo il 2-metil-5,6,7,8-tetraidro-2H-l-benzopiran-5-one (48,2 g, 0,294 moli), sotto forma di un olio.
ESEMPIO 2
Estere etilico dell'acido 5-osso-5,6,7,8-tetraidro-lnaftoico
Una miscela di 2-metil-5,6,7,8-tetraidro-2H-lbenzopiran-5-one (48,2 g, 0,294 moli), preparata come descritto nell'esempio 1 e 144 mi di etil propiolato è stata riscaldata a 115°C per circa 144 ore e quindi è stata concentrata sotto vuoto. Il residuo è stato purificato mediante cromatografia in colonna su gel di silice eluendo con miscele di etil acetato ed esano ottenendo l'estere etilico dell'acido 5-osso-5,6,7,8-tetraidro-l-naftoico (30,68 g, 0,141 moli), P.F. 39-41°C.
ESEMPIO 3
Estere etilico dell'acido 5-tert-butildifenilsilossi 5,6,7,8-tetraidro-l-naftoico
Una miscela di estere etilico dell'acido 5-osso-5,6,7,8-tetraidro-l-naftoico (30,67 g, 0,141 moli), preparato come descritto nell'esempio 2, e boroidruro di sodio (6 g) in 500 mi di etanolo è stato sottoposto ad agitazione a 0°C per 1,5 ore. La miscela è stata concentrata mediante evaporazione e il residuo è stato sciolto in etil acetato. La soluzione in etil acetato è stata lavata con acqua, con acido cloridrico diluito, con bicarbonato di sodio, con acqua e quindi con soluzione di cloruro di sodio ed è stata anidrificata (Na2S04). Concentrando mediante evaporazione, si è ottenuto l'estere etilico dell'acido 5-idrossi-5,6,7,8-tetraidro-l-naftoico (30,3 g, 0,138 moli) sotto forma di un olio.
Una miscela di estere etilico dell'acido 5-idrossi-5,6,7,8-tetraidro-l-naftoico (30,3 g, 0,138 moli), di tert-butilclorodifenilsilano (45,4 g, 0,165 moli) e di immidazolo (13,7 g, 0,201 moli) in 429 mi di dimetilformammide è stata sottoposta ad agitazione a temperatura ambiente per circa 24 ore. La miscela è stata versata in acqua ed è stata estratta con etilacetato (2 x 500 mi). Lo strato in etil acetato è stato lavato con acqua e quindi con soluzione di cloruro di sodio, è stato anidrificato (Na2S04), è stato filtrato e concentrato mediante evaporazione. Il residuo è stato purificato mediante cromatografia in colonna su gel di silice eluendo con miscele di etilacetato e di esano ottenendo l'estere etilico dell' acido 5-tert-butildifenilsilossi-5, 6,7, 8-tetraidro-l-naftoico (63,3 g, 0,138 noli).
ESEMPIO 4
N- (1'-azabiciclo [2.2.2]ott-3' S-il) -5-tert-butildifenilsilossi-5, 6,7,B-tetraidro-l-nafta.lencarbossammide Una miscela di (S)-l-azabiciclo[2.2.2]ott-3-ilammina (10,43 g, 0,083 moli) e di trimetilallumint’o (41 mi, 2,0 moli in toluene, 0,082 moli) in 250 mi di toluene è stata sottoposta ad agitazione sotto atmosfera di azoto a temperatura ambiente per 0,5 ore. Si è aggiunto l'estere etilico dell'acido 5-tert-butildifenilsilossi-5, 6,7,8-tetraidro-l-naf toico (31 g, 0,068 moli), preparato come descritto nell'esempio 3, in 110 mi di toluene e si è riscaldata la miscela a 110°C per 48 ore. La miscela è stata raffreddata a 0°C e quindi si sono aggiunti 30 mi di acqua. La miscela è stata sottoposta ad agitazione a temperatura ambiente per 1 ora e quindi è stata filtrata. Il filtrato è stato concentrato e il residuo è stato cristallizzato da etil acetato. Il prodotto cristallino è stato essiccato in un flusso di azoto ottenendo la N-(l'-azabiciclo[2.2.2]ott-3'S-il)-5-tert-butildifenil-silossi-5, 6,7,8-tetraidro-lnaftalencarbossammide (40,8 g, 0,078 moli), P.f. 164-166°C.
ESEMPIO 5
2- (1'-azabiciclo[2.2.2]ott-3'S-il)-6-idrossi-2,4,5,6-tetraidro-lH-benzo [de]isochinolin-1-one
Una soluzione di N-(1'-azabiciclo[2.2.2]ott-3'S-il)-5-tert .butildifenil-silossi-5,6,7,8-tetraidro-lnaftalen-carbossammide (10 g, 0,019 moli), preparata come descritto nell'esempio 4, in 400 mi di THF è stata raffreddata sotto atmosfera di azoto a -70°C e quindi si è aggiunto lentamente sec-butillitio (70 mi, 1,3 M in cicloesano, 0,091 moli) in modo che la temperatura della miscela di reazione rimanesse al di sotto di -65°C. La miscela è stata sottoposta ad agitazione per 10 minuti e quindi si è aggiunta N,Ndimetilformammide (8 ml, 0,103 moli). La miscela è stata lasciata riscaldare a temperatura ambiente ed è stata sottoposta ad agitazione per 0,5 ore. La miscela è stata quindi raffreddata a 0°C, è stata acidificata con 200 mi di acido cloridrico al 10% e quindi è stata sottoposta ad agitazione a temperatura ambiente per 2 ore. I solventi sono stati allontanati mediante evaporazione e il residuo è stato alcalinizzato con idrossido di sodio. La miscela alcalinizzata è stata estratta con etil acetato (4 x 250 mi). Gli estratti in etil acetato combinati sono stati lavati con soluzione di cloruro di sodio, sono stati anidrificati (MgSO4), sono stati filtrati e quindi sono stati concentrati fino a secco. Purificando il residuo mediante cromatografia in colonna su gel di silice, eluendo con miscele di metanolo e cloruro di metilenecon una traccia di idrossido di ammonio, si è ottenuto il 2-(l'-azabiciclo [2.2.2]ott-3'S-il)-6-tert-butildifenilsilossi-2,4,5,6-tetraidro-lH-benz [de)isochinolin-1-one (3,8 g, 6,9 mmoli).
Una miscela di 2-(1'-azabiciclo[2.2.2]ott-3'S-il)-6-tert-butildifenil-silossi-2,4,5,6-tetraidro-lH-benz[de]isochinolin-l-one (3,8, 6,9 mmoli) e fluoruro di tetrabutilammonio (12 mi, 1 M in THF, 12 mmoli) è stata sottoposta ad agitazione a temperatura ambiente per circa 24 ore. Il solvente è stato allontanato mediante evaporazione e il residuo è stato alcalinizzato. La miscela alcalinizzata è stata estratta con etil acetato (6 x 100 ml). Gli estratti in etil acetato combinati sono stati lavati con soluzione di cloruro di sodio, sono stati anidrificati (MgSO«), sono stati filtrati e quindi concentrati. Il residuo è stato cristallizzato da acido cloridrico metanolico ottenendo una miscela diastereomera del cloridrato del 2—(1'-azabiciclo[2.2.2]ott-3'S-il)-6R-idrossi-2,4,5,6-tetraidro-lH-benzo [de]isochinolin-l-one e del cloridrato del 2-(1'-azabiciclo[2.2.2]ott-3'S-il)-6S-idrossi-2,4,5,6-tetraidro-lH-benzo [de]isochinolin-lone (1,2 g, 3,9 mmoli).
ESEMPIO 6
2-(l'-azabiciclo [2.2.2]ott-3'S-il)-6R-idrossi-2,4,5, 6-tetraidro-lH-benzo [de]isochinolin-l-one e 2-(l'~ azabiciclo [2.2.2]ott-3'S-il)-6S~idrossi-2,4,5,6-tetraidro-lH-benzo [de]isochinolin-l-one
Una miscela diastereomerica di 2-(1'-azabiciclo [2.2.2]ott-3'S-il)-6R-idrossi-2,4,5,6-tetraidro-lH-benzo[de]isochinolin-l-one e 2-(1'-azabiciclo[2.2.2] ott-3'S-il)-6S-idrossi-2,4,5,6-tetraidro-lH-benzo [de] isochinolin-l-one (2,3 g, 7,48 mmoli), preparata come descritto nell'esempio 5, è stata trasformata nella forma di non sale e quindi è stata separata nei singoli diastereomeri mediante cromatografia in colonna su gel di silice eluendo con 1% di idrossido di ammonio/10% di metanolo/cloruro di metilene. Si è isolato il diastereomero più polare ottenendo il 2-(l'-azabiciclo[2.2.2]ott-3'S-il)-6R-idrossi-2,4,5,6-tetraidro-lH-benzo [de]isochinolin-l-one (0,55 g, 1,79 mmoli), P.F. 205-206°C.
Si è isolato il diastereomero meno polare ottenendo il 2- (1'-azabiciclo[2.2.2]ott-3'S-il)-6S-idrossi-2,4,5,6-tetraidro-lH-benzo [de]isochinolin-lone (0,48 g, 1,55mmoli), P.F. 205-206°C.
ESEMPIO 7
2- (1'-azabiciclo[2.2.2]ott-3'S-il)-6R-idrossi-2,3,3aR, 4,5,6-esaidro-lH-benzo [de]isochinolin-l-one e 2-(l'-azabiciclo[2.2.2]ott-3'S-il)-6R-idrossi-2,3,3aS,U,5,6-esaidro-lH-benzo [de]isochinolin-1-one
Una miscela di 2-{l'-azabiciclo[2.2.2]ott-3'S-il)-6R-idrossi-2,4,5,6-tetraidro-lH-benzo [de]isochinolin-l-one (0,55 g, 1,79 mmoli), preparata come descritto nell'esempio 5 e palladio al 5%/BaSO4 (0,5 g) in 3 mi di etanolo è stata sottoposta ad agitazione sotto atmosfera di idrogeno a temperatura ambiente per circa 78 ore. La miscela è stata filtrata attraverso Celite e il filtro è stato lavato con etanolo. Concentrando il filtrato mediante evaporazione si è ottenuta una miscela diastereomera di 2- (1'-azabiciclo [2.2.2]ott-3'S-il) -6R-idrossi-2, 3/3aS,4,5, 6-esaidro-lH-benzo [de]isochinolin-l-one e 2- (Ι'-azabiciclo [2.2.2]ott-3'S-il) -6R-idrossi-2, 3,3aR, 4,5, 6-esaidro-lH-benzo [de]isochinolin-l-one, sotto la forma di un olio.
I diastereomeri sono stati separati mediante cromatografia in colonna su gel di silice eluendo con 1% di idrossido di ammonio/10% di metanolo/cloruro di metilene. Si è isolato il diastereomero più polare ottenendo il 2- (1'-azabiciclo [2.2.2]ott-3'S-il)-6R-idrossi-2, 3, 3aS,4,5,6-esaidro-lH-benzo [de]isochinolin-l-one (83,8 mg, 0,27 ramoli) sotto forma di un olio. NMR (CDC13): δ 7,99 (lH,d), 7,52 (lH,dd), 7,37 (IH,t), 4,85 (lH,bs), 4,77 (lH,bt), 3,65 (IH,dd), 3,35 (IH,dd), 3,38 (lH,dd), 2,7-3,2 (6H,m), 1,98 (IH,bs) , 1,6-2,4 (9H,m).
Si è isolato il diastereomero meno polare ottenendo il 2- (1'-azabiciclo [2.2.2]ott-3' S-il)-6R-idrossi-2, 3,3aR, 4,5,6-esaidro-lH-benzo [de]isochinolin-l-one (37,2 mg, 0,12 mmoli) sotto forma di un olio. <1>H NMR (CDCI3): δ 7,95 (lH,d), 7,45 (lH,t), 7,74 (lH,dd), 4,65-4,9 (2H,m), 3,6 (lH,dd), 3,2 (lH,m), 2,8-3,4 (7H,m), 2,05 (ΙΗ,m), 1,4-2,5 (9H,m).
ESEMPIO 8
Formulazioni
Di seguito vengono descritte formulazioni farmaceutiche rappresentative che contengono un composto di formula I.
Formulazione per via orale
Una soluzione rappresentativa per una somministrazione orale contiene:
Formulazione per via endovenosa
Una soluzione rappresentativa per una somministrazione per via endovenosa contiene:
Formulazione di compresse
Una forma di compresse rappresentativa di un
ESEMPIO 9
Saggio di legame del recettore 5-HT3
Di seguito si descrive un saggio in vitro per determinare l'affinità del legame per il recettore di5—HT3 dei composti di formula I. Nel metodo si misura l'affinità per i recettori 5-HT3 di membrane di cellule 108-15 NG radiomarcate con [<3>H]granisetrone.
Le cellule NG 108-15 sono state seminate in palloni per la cultura di tessuti da 225 cm<2 >contenenti 25 mi di mezzo di Eagle modificato da Dulbecco integrato con siero di vitello al 10% e con lx ipoxantina-arammopterina-timidina. Le cellule sono state fatte incubare a 37°C in anidride carbonica al 10% per 3 giorni e quindi sono state integrate 'fed'. Le cellule sono state quindi fatte incubare a 37°C ancora per 6-7 giorni e si sono effettuati passaggi ogni 3-4 giorni successivi. Il mezzo è stato versato via e le cellule sono state staccate dalla superficie di ciascun pallone esponendole a 5 mi di tripsina per circa 1 minuti sbattendo leggermente il pallone su una superficie piana. La miscela di cellule è stata combinata con 30 mi di mezzo di coltura e la miscela è stata sottoposta ad agitazione vorticosa ed è stata centrifugata (200 x g per 5 minuti) ottenendo un sedimento di cellule. Il surnatante è stato versato via e il sedimento di cellule è stato posto in sospensione in 2-3 ml di mezzo di coltura ed è stato pipettato in fiale da congelamento. Le sospensioni di cellule sono state conservate in azoto liquido fino a che era necessario.
Le cellule NG 108-15 ottenute da palloni di coltura di tessuti confluenti da 225 cm<2 >sono state poste in sospensione in 20 volumi (p/v) di un tampone di omogeneizzazione (Tris, 50 mM; Na2EDTA, 5 mM). Le cellule sono state omogeneizzate con un dispositivo per la rottura dei tessuti Polytron PIO (taratura 5, 2 x 10 sec.). Il prodotto omogeneizzato è stato centrifugato per 15 minuti a 19.500 giri/minuto in una centrifuga RC5C con un rotore SS34 (300.000-48.000 g). Il sedimento è stato messo in sospensione nel volume originale di tampone di omogeneizzazione con un dispositivo di rottura Polytron PIO (taratura 5, 5 secondi) e la sospensione è stata centrifugata per 15 minuti a 19.500 giri/minuto in una centrifuga RC5C con un rotore SS34 (300.000-48.000 g). Il sedimento è stato di nuovo posto in sospensione nel volume originale di un tampone di risospensione (Tris, 50 mM; EDTA 0,5 mM) e la sospensione è stata centrifugata per 15 minuti a 19.500 giri/minuto in una centrifuga RC5C con un rotore SS34 (300.000-48.000 g).
Il sedimento è stato di nuovo posto in sospensione in un piccolo volume di un tampone da
La sospensione di membrane è stata separata in porzioni da 1 ml ed è stata conservata sotto azoto liquido fino a che è stato necessario.
Le membrane delle cellule NG 108-15 congelate in porzioni da 1 mi sono state scongelate a temperatura ambiente e quindi sono state diluite con un tampone da saggio (si è determinato un rapporto di diluizione ottimale per ciascuna carica di membrane, in modo da assicurare che si leghi meno del 20% del [<3>H] granisetrone, il legame specifico è almeno 10 volte maggiore rispetto al valore di fondo della macchina di 23 dpm e si raggiunge il rapporto migliore tra legame specifico e legame totale. Le membrane sono state omogeneizzate con un dispositivo di rottura dei tessuti Polytron PIO (taratura 5, 5 secondi) e i recettori 5-HT3 presenti nelle membrane cellulari NG 108-15 sono stati marcati con 0,9-1,1 nM di [<3>H] granisetrone (attività specifica 84,5 Ci .mmoli; New England Nuclear) . Le membrane cellulari radiomarcate sono state fatte incubare in presenza di concentrazioni 1X10<-11>-1X10<-5>M del farmaco in esame a 25°C in un volume finale di 0,25 mi per 45 minuti e quindi la miscela da saggio è stata filtrata su feltri filtranti di fibre di vetro preventivamente trattati con 0,3% di polietilenimmina impiegando un dispositivo di raccolta delle cellule di Brandel. Le provette sono state risciacquate con cloruro di sodio 0,1 M freddo (3 x 8 secondi) e sono state essiccate facendo passare aria sul filtro per 10 secondi. La radioattività trattenuta sui filtri è stata determinata mediante conteggio a scintillazione di liquido. In modo simile, si è misurato il legame totale in assenza del farmaco in esame. Si è usata zacopride (0,1 pM) per definire il legame non specifico. Per ciascun farmaco esaminato si è determinata la concentrazione che ha prodotto una inibizione del 50% del legame (CI50) impiegando tecniche di adattamento a curve ripetute.
Procedendo come descritto nell'esempio 9, si sono esaminati i composti della invenzione e si è trovato che essi hanno affinità per il recettore 5-HT3.
ESEMPIO 10
Saggio antagonista verso il recettore 5-HT3 (dal riflesso di Bezold-Jarisch)
Di seguito si descrive un saggio in vivo per determinare una attività antagonista verso il recettore 5-HT3 dei composti di formula I.
Ratti maschi Spraque-Dawley (250-380 grammi) vengono anestetizzati con uretano (1,4 g/Kg, i.p.). Si effettua una tracheotomia e si inserisce un tubo nella trachea per facilitare la respirazione. La vena giugulare e la vena femorale vengono incannulate per la somministrazione endovenosa del farmaco. Il duodeno viene incannulato per la somministrazione intraduodenale del farmaco. Si controlla la frequenza cardiaca mediante amplificatori Gold ECG/Biotech. Dopo un periodo di taratura di almeno 30 minuti e prima di somministrare il composto in esame, si determinano le risposte di controllo ad una somministrazione per via endovenosa di 2-metil-5-idrossitriptamina (2-M-5-HT) e si sceglie una dose minima che produce una bradicardia sufficiente e consistente.
Le stimolazioni per via endovenosa verso 2-M-5-HT vengono somministrate ogni 12 minuti. Si somministra o la sostanza-veicolo oppure il composto in esame per via endovenosa 5 minuti prima di ciascuna stimolazione con 2-M-5-HT. Le risposte nei confronti di 2-M-5-HT sono rappresentate dalla diminuzione del picco nella frequenza cardiaca. Si aumenta nel dosaggio ciascuna somministrazione successiva del composto in esame fino a che vengono bloccate le risposte nei confronti di 2-M-5-HT. Da una curva dose-risposta così costruita, si ottiene la concentrazione del composto in esame necessaria per produrre una inibizione del 50% della risposta indotta da 2-M-5-HT.
ESEMPIO 11
Saggio di anti-emesi in furetti
Di seguito si descrive il procedimento per determinare gli effetti per via endovenosa (i.v.) dei composti di formula I su emesi indotta da cisplatina in furetti.
Furetti castrati maschi adulti vengono lasciati con mangime ed acqua a libitum prima e durante il periodo di prova. Ciascun animale viene scelto a caso e viene anestetizzato con una miscela metofane/ ossigeno, viene pesato e viene assegnato ad uno di tre gruppi di prova. Mentre l'animale è ancora anestetizzato, si effettua una incisione lungo la regione cervicale ventrale avente una lunghezza di circa 2-4 cm. La vena giugulare viene quindi isolata e viene incannulata con un tubo di polietilene PE-50 riempito con soluzione salina chiuso con un tappo. La cannula viene lasciata sporgere all'esterno in corrispondenza della base del cranio e l'incisione viene chiusa con graffe per ferite. Gli animali vengono quindi riportati nelle loro gabbie e vengono lasciati riprendersi dall'anestesia prima di iniziare l'esperimento.
Si somministra la sostanza veicolo oppure il composto in esame per via endovenosa rispettivamente nella dose di 1,0 ml/Kg e 1,0 mg/kg. Entro 2,0 minuti dalla somministrazione della sostanza-veicolo oppure del composto in esame, si inietta per via endovenosa cisplatina nella dose di 10 mg/Kg. Gli animali vengono quindi posti sotto osservazione continua per un periodo di 5 ore e si registrano le risposte emetiche (ossia vomito e/o conati di vomito). Per gli scopi di questo esempio e dell'esempio 13, si definisce il vomito come la successiva evacuazione del contenuto dello stomaco e un singolo episodio di conati di vomito viene definito come sforzi, rapidi e successivi affinché avvenga il vomito entro un periodo di tempo di un minuto.
Le risposte emetiche vengono rappresentate come (1) il tempo in cui si ha l'inizio della emesi (2) episodi di vomito totale e (3) episodi di conati totali. Si confrontano le medie e le deviazioni standard dei gruppi in esame con quelle dei gruppi di riferimento. Si determina la significanza mediante la prova t di Student in cui si confronta un singolo gruppo di trattamento con il controllo trattato con la sostanza veicolo oppure mediante l'analisi comparativa di Dunnett quando si confronta più di un gruppo di trattamento con un singolo gruppo trattato con la sostanza veicolo.
Procedendo come descritto nell'esempio 12, però somministrando il prodotto in esame per via orale, si possono valutare gli effetti antiemitici dei composti di formula I.
ESEMPIO 12
Saggio anti-emesi in cani
Di seguito si descrive il procedimento per determinare gli effetti per via endovenosa (i.v.) dei composti di formula I sulla emesi indotta da cisplatina in cani.
Cani maschi e femmine (6-15 kg) vengono alimentati con una tazza di alimento per cani secco. Un'ora dopo l'alimentazione, si somministra cisplatina (cis-diammina-dicloro-platino) per via endovenosa nella dose di 3 mg/kg. Sessanta minuti dopo la somministrazione di cisplatina si inietta per via endovenosa o la sostanza-veicolo o il composto in esame rispettivamente nella dose di 0,1 ml/kg e 1,0 mg/kg. I cani vengono quindi osservati in modo continuo per un periodo di 5 ore e si registrano le risposte emetiche (ossia vomito e/o conati di vomito).
Le risposte emetiche vengono rappresentate con (1) il tempo in cui inizia la emesi (2) episodi di vomito totale e (3) episodi di conati totali. Media e le deviazioni standard dei gruppi in esame vengono confrontate con quelle dei gruppi di riferimento. Si determina la significanza mediante la prova t di Student quando si confronta un singolo gruppo di trattamento con il controllo trattato con la sostanza veicolo oppure mediante l'analisi comparativa di Dunnett quando si confronta più di un gruppo di trattamento con un singolo gruppo trattato con la sostanza veicolo.
ESEMPIO 13
Saggio procinetico
Di seguito si descrive un metodo in vivo per determinare l'attività procinetica misurando l'entità con la quale il farmaco influisce sul grado di svuotamento gastrico di ratti alimentati con un alimento di prova. Il metodo è quello descritto da Droppleman et al., precedentemente citato.
Si prepara il pasto di prova aggiungendo lentamente 20 g di gomma di cellulosa (Hercules Ine., Wilmington, Delaware) a 200 ml di acqua distillata fredda e si effettua la miscelazione in un miscelatore di Waring a circa 20.000 giri/minuto. Si continua a mescolare fino a che avviene una dispersione completa e fino a che avviene 1'idratazione della gomma di cellulosa (circa 5 minuti). Tre dadi di brodo di bue vengono sciolti in 100 mi di acqua calda e quindi vengono mescolati alla soluzione di cellulosa, quindi si aggiungono 16 g di caseina purificata (Sigma Chemical Co., St. Louis, MO), 8 g di zucchero in polvere per pasticceri, 8 g di amido di mais e 1 g di carbone in polvere. Ciascun ingrediente viene aggiunto lentamente e viene mescolato a fondo ottenendo circa 325 mi di una pasta omogenea di colore da grigio scuro a nero. Il pasto viene quindi posto in frigorifero durante la notte e durante questo tempo l'aria intrappolata sfugge. Prima del saggio, il pasto viene tolto dal frigorifero e viene lasciato riscaldare a temperatura ambiente.
Ratti Sprague-Dawley maschi adulti (170-204 g) vengono privati di alimento per 24 ore con acqua a libitum. Al mattino dell'esperimento ciascun animale viene pesato e viene assegnato a caso ai gruppi di trattamento costituiti da 10 animali per gruppo. Ciascun ratto riceve o la sostanza veicolo, il composto in esame oppure la metoclopramide standard di riferimento mediante iniezione intraperitoneale. In corrispondenza di 0,5 ore dopo l'iniezione a ciascun ratto si somministrano per via orale 3,0 ml di pasto in esame con una siringa da 5,0 mi monouso. Si pesano cinque campioni di pasto di prova su una bilancia analitica e questi pesi vengono trasformati in media in modo da trovare il peso medio del pasto di prova. In corrispondenza di 1,5 ore dopo l'iniezione, ciascun ratto viene sacrificato mediante asfissia con anidride carbonica e lo stomaco viene rimosso aprendo l'addome e chiudendo con pinze accuratamente e tagliando l'esofago appena al sotto della sfintere pilorico. Avendo cura di non perdere niente del suo contenuto, ciascuno stomaco viene posto su un piccolo piatto da 7 ml precedentemente pesato e corrispondentemente contrassegnato e viene immediatamente pesato su una bilancia analitica. Ciascun stomaco viene quindi tagliato lungo la curvatura minore, viene risciacquato con acqua del rubinetto viene leggermente asciugato per eliminare l'umidità in eccesso e viene pesato. La quantità di pasto di prova che rimane nello stomaco viene rappresentata dalla differenza tra il peso dello stomaco pieno e il peso dello stomaco vuoto. La differenza tra la quantità del pasto di prova che rimane e il peso medio del pasto di prova rappresenta la quantità di pasto di prova che viene evacuato durante il periodo di 1,5 ore dopo l'iniezione.
Le risposte vengono rappresentate come grammidi pasto di prova evacuato oppure come cambiamento percentuale rispetto al controllo. Le medie e le deviazioni standard dei gruppi in esame vengono confrontate con quelle dei gruppi di riferimento. Si determina la significanza tramite la prova t di Dunnett (Statistical Association Journal, dicembre 1955, 1096-112).
ESEMPIO 14
Saggio di comportamento ansiolitico
Di seguito si descrive un metodo in vivo per determinare l'attività ansiolitica determinando la misura con la quale il farmaco influisce sull'ansia naturale di topi quando vengono esposti ad un ambiente nuovo fortemente illuminato.
Topi maschi C5BI/6J, non trattati, 18-20 g vengono tenuti in gruppi di 10 topi in ambienti controllati per quel che riguarda suono, temperatura e umidità. Mangime e acqua sono disponibili ad libitum. I topi vengono tenuti con un ciclo di luce di 12 ore e buio per 12 ore, con luci accese in corrispondenza delle 6:00 antimeridiane e spente alle 6:00 postmeridiane. Tutti gli esperimenti iniziano almeno 7 giorni dopo l'arrivo dei topi sul luogo.
L'apparecchio automatizzato per rivelare cambiamenti nell'esplorazione viene ottenuto dalla Omni-Tech Electronics Columbus Ohio ed è simile a quello di Crewley and Goodwin (1980), come descritto in Kilfoil et al., come citato in precedenza. Brevemente, la camera è costituita da una scatola di plexiglass (44 x 21 x 21 cm), suddivisa in due camere da un setto di plexiglass nero. Il setto che divide le due camere contiene una apertura da 13 x 5 cm attraverso la quale il topo può facilmente passare. La camera al buio ha pareti chiare e un pavimento bianco. Una iute di un tubo fluorescente (40 watt) posto al di sopra delle camere fornisce la sola illuminazione. Il sistema di controllo dell'attività degli animali a scansione digitale RXYZCM16 (Omni-Tech Electronics) registra l'attività esplorativa dei topi all'interno delle camere di prova.
Prima di iniziare l'esperimento, i topi vengono tenuti per 60 minuti in modo da acclimatarsi all'ambiente di laboratorio. Dopo che un topo ha ricevuto una iniezione intraperitoneale (i.p.) o del composto in esame oppure della sostanza veicolo viene riportato nella sua gabbia normale per un periodo di post-trattamento di 15 minuti. Il topo viene quindi posto nel centro della camera illuminata e viene controllato per 10 minuti. Si osserva l'ansiolisi come aumento generale nell'attività esplorativa nella zona illuminata. Un aumento nella attività esplorativa viene riflessa da un tempo di latenza aumentato (il tempo fino a che il topo si muove verso la camera scura quando viene posto dapprima al centro della zona illuminata), dall'aumento nella attività di movimento alternato, in una attività di locomozione aumentata oppure inalterata (numero di linee di griglia attraversate) e nel tempo diminuito trascorso nello scomparto buio.
ESEMPIO 15
Saggio di ansia da astinenza
Di seguito si descrive un procedimento in vivo per determinare il miglioramento dei sintomi provocati da astinenza da stupefacenti determinando la misura nella quale il farmaco influisce sull'ansia che si verifica in topi dopo trattamento cronico con una sostanza stupefacente e quindi dopo improvvisa interruzione dei trattamenti.
Topi BKW maschi naturali (25-30 g) vengono disposti in gabbie in gruppi di dieci, in ambienti controllati per quel che riguarda rumore, temperatura e umidità. Alimento e acqua sono disponibili ad libitum. I topi vengono tenuti secondo un ciclo di luce per 12 ore e buio per 12 ore, le luci venendo accese alle 6:00 a.m. e venendo spente alle 6:00 p.m. Tutti gli esperimenti iniziano in corrispondenza di 7 giorni dopo l'arrivo sul luogo.
I livelli di ansia vengono determinati mediante il modello di esplorazione a due scompartì di Crawley and Goodwin (vedere esempio 14). L'ansiolisi viene osservata come un aumento generale nella attività esplorativa nella zona illuminata. Un aumento nella attività esplorativa viene riflessa da un aumentato tempo di latenza (il tempo che intercorre fino a che il topo si muove verso la camera scura quando viene posto dapprima al centro della zona illuminata), da una attività locomotoria aumentata oppure inalterata (numero di linee di griglia attraversate), un numero aumentato di sollevamenti e un tempo diminuito trascorso nello scomparto buio.
Una attività esplorativa aumentata nella zona illuminata viene indotta trattando i topi per 14 giorni con etanolo (8,0% p/v nell'acqua di abbeveraggio), nicotina (0,1 mg/kg, i.p., due volte al giorno) oppure con cocaina (1,0 mg/kg, i.p., due volte al giorno). L'ansiolisi viene valutata 1, 3, 7 e 14 giorni dopo l'inizio del trattamento con lo stupefacente . Il trattamento viene cessato improvvisamente e l'attività esplorativa nella zona illuminata viene determinata per le 8, 24 e 48 ore successive. Durante la fase di astinenza si somministrano o sostanza veicolo oppure i composti in esame mediante iniezione intraperitoneale. Le risposte sono rappresentate da una inibizione della diminuzione del comportamento ansiolitico dopo che è cessato il trattamento con etanolo, con cocaina oppure con nicotina.
ESEMPIO 16
Saggio di miglioramento dell'attività conoscitiva Di seguito si descrive un modello sperimentale per determinare l'attività di miglioramento della conoscenza misurando l'entità nella quale il composto può migliorare il deficit conoscitivo indotto da atropina (30 mg/kg, i.p.) adottando il metodo del labirinto in acqua di Morris.
Ratti Sprague Dawley (240-260 g) vengono posti in laboratorio la notte prima della prova e vi rimangono per tutta la durata dell'esperimento. Il labirinto in acqua di Morris è costituito da una vasca circolare di plexiglass nero (diametro 122 cm, altezza 46 cm, con un bordo di 15 cm), riempita con acqua opaca fino ad una altezza di 35 cm. Una piattaforma nascosta di plexiglass nero è stata posta 1-2 cm al di sotto della superficie dell'acqua. La vasca è stata suddivisa in quattro quadranti, arbitrariamente corrispondenti a nord, sud, est e ovest. La piattaforma è stata situata nel quadrante sud, a circa 24 cm dal lato. Intorno alla camera si sono posti oggetti ad elevato contrasto che servivano come indicazioni spaziali. Una videocamera seguiva il percorso natatorio dei ratti e si sono esaminati i dati così ottenuti per determinare il tempo in secondi che i ratti impiegano per trovare la piattaforma (tempo latente di fuga). Si sono iniziati stadi di prova ponendo un ratto in uno dei quattro quadranti, di fronte alla parete. La prova consisteva in un blocco di sei stadi (partendo dapprima nel quadrante nord, quindi nei quadranti est, sud, ovest, nord e alla fine est) in ciascuno di due giorni consecutivi. Durante ciascun stadio, il ratto è stato lasciato 90 secondi per trovare la piattaforma. Quando il ratto ha trovato la piattaforma, ad esso sono stati lasciati 30 secondi per 'studiare' le indicazioni spaziali. Quando il ratto non riusciva a trovare la piattaforma entro 90 secondi, ad esso è stato dato un punteggio di 90 secondi ed è stato posto sulla piattaforma per 30 secondi.
Si sono usati i seguenti gruppi di 8 ratti ciascuno: 1) controlli trattati con la sostanzaveicolo; 2) controlli trattati con atropina; 3) atropina più farmaco in esame. Così gli studi erano destinati a determinare se il farmaco in esame era in grado di migliorare il deficit conoscitivo provocato da atropina (30 mg/kg, i.p.). Si sono applicate prove statistiche per esaminare la eterogeneità delle curve di apprendimento e la separazione delle curve di apprendimento.
Mentre la presente invenzione è stata descritta riferendosi a sue forme di realizzazione specifiche, risulterà evidente a coloro che sono esperti nel settore, che si possono effettuare diversi cambiamenti e si possono adottare forme equivalenti senza allontanarsi dal vero spirito e dal vero ambito della invenzione. Si intende che tutte tali modifiche rientrano nell'ambito delle rivendicazioni allegate.

Claims (21)

  1. RIVENDICAZIONI 1. Un composto di formula I I in cui la linea tratteggiata indica un doppio legame (formula la) oppure in cui il legame non è presente (formula Ib) e suoi sali farmaceuticamente accettabili/ singoli stereoisomeri, miscele di isomeri, N-ossido derivati e suoi prodotti di coniugazione con Ο-β-D-glucuronide.
  2. 2. Il composto di formula Ib secondo la rivendicazione 1 ossia il 2-(1'-azabiciclo[2.2.2]ott-3'S-il)-6-idrossi-2,3,3a,4,5,6-esaidro-lH-benz [de] isochinolin-l-one oppure un suo sale farmaceuticamente accettabile.
  3. 3. Il composto di formula Ib secondo le rivendicazioni 1 o 2 che è 2- (1'-azabiciclo [2.2.2]ott-3'S-il)-6R-idrossi-2,3,3aS,4,5,6-esaidro-ΙΗ-benz[de]isochinolin-l-one oppure un suo sale farmaceuticamente accettabile.
  4. 4. Il composto di formula Ib secondo le rivendicazioni 1-3 che è 2-(1'-azabiciclo [2.2.2]ott-3'S-il)-6R-idrossi-2,3,3aS,4,5,6-esaidro-lH-benz [de] isochinolin-l-one cloridrato.
  5. 5. Il composto di formula Ib secondo le rivendicazioni 1 e 2 che è 2- (1'-azabiciclo [2 .2.2]ott-3'S-il) -6S-idrossi-2, 3,3aS, 4,5,6-esaidro-ΙΗ-benz [de]isochinolin-l-one oppure un suo sale farmaceuticamente accettabile.
  6. 6. Il composto di formula Ib secondo le rivendicazioni 1, 2 e 5 che è 2- (1'-azabiciclo [2.2.2]ott-3' S-il) -6S-idrossi-2, 3,3aS, 4,5,6-esaidro-ΙΗ-benz [de]isochinolin-l-one cloridrato .
  7. 7. Il composto di formula Ib secondo le rivendicazioni 1 e 2 che è 2- (1'-azabiciclo [2.2.2]ott-3'S-il) -6R-idrossi-2, 3,3aR, 4,5,6-esaidro-ΙΗ-benz [de]isochinolin-l-one oppure un suo sale farmaceuticamente accettabile.
  8. 8. Il composto di formula Ib secondo le rivendicazioni 1, 2 e 7 che è 2- (1'-azabiciclo [2.2 .2]ott-3'S-il) -6R-idrossi-2, 3,3aR, 4,5,6-esaidro-ΙΗ-benz [de]isochinolin-l-one cloridrato .
  9. 9. Il composto di formula Ib secondo le rivendicazioni 1 e 2 che è 2- (1'-azabiciclo [2.2 .2]ott-3'S-il) -6S-idrossi-2, 3,3aR, 4,5,6-esaidro-ΙΗ-benz [de]isochinolin-l-one oppure un suo sale farmaceuticamente accettabile.
  10. 10. Il composto di formula Ib secondo le rivendicazioni 1, 2 e 9 che è 2- (1'-azabiciclo [2 .2.2]ott-3'S—il)-6S-idrossi-2, 3,3aR,4,5, 6-esaidro-ΙΗ-benz [de]isochinolin-l-one cloridrato .
  11. 11. Il composto di formula la secondo la rivendicazione 1, ossia 2-(l'-azabiciclo[2.2.2]ott-3'S-il) -6-idrossi-2, 4,5, 6-tetraidro-lH-benz [de]isochinolin-l-one oppure un suo sale farmaceuticamente -accettabile.
  12. 12. Il composto di formula la secondo le rivendicazioni 1 e 11, che è 2- (1'-azabiciclo [2.2 .2]ott-3'S-il) -6R-idrossi-2, 4,5, 6-tetraidro-lH-benz [de]isochinolin-l-one oppure un suo sale farmaceuticamente accettabile.
  13. 13. Il composto di formula la secondo le rivendicazioni 1, 11 e 12, che è 2- (1'-azabiciclo [2 .2.2]ott-3'S-il) -6R-idrossi-2, 4,5, 6-tetraidro-lH-benz [de]isochinolin-l-one cloridrato.
  14. 14. Il composto di formula la secondo le rivendicazioni 1 e 11, che è 2-(1'-azabiciclo [2 .2.2]ott-3'S-il) -6S-idrossi-2, 4,5, 6-tetraidro-lH-benz [de]isochinolin-l-one oppure un suo sale farmaceuticamente accettabile.
  15. 15. Il composto di formula la secondo le rivendicazioni 1, 11 e 14, che è 2- (1'-azabiciclo [2 .2.2]ott-3'S-il) -6S-idrossi-2, 4,5, 6-tetraidro-lHbenz [de]isochinolin-l-one cloridrato.
  16. 16. Una composizione farmaceutica che comprende una quantità efficace dal punto di vista terapeutico di un composto secondo la rivendicazione 1, in combinazione con un eccipiente accettabile dal punto di vista farmaceutico.
  17. 17. Un procedimento per la preparazione di 2-(1'-azabiciclo [2.2.2]ott-3'S-il)-6-idrossi-2, 4,5,6-tetraidro-lH-benz [de]isochinolin-l-one avente la formula la oppure di un suo sale accettabile dal punto di vista farmaceutico, di un singolo stereoisomero, di una miscela di stereoisomeri, di un derivato costituito da un N-ossido oppure di un suo prodotto di coniugazione con Ο-β-D-glucuronide, il quale procedimento comprende: singoli stereoisomeri, miscele di stereoisomeri, N-ossidi derivati oppure un suo prodotto di coniugazione con Ο-β-D-gucuronide, il quale procedimento consiste: (A) nel fare reagire il composto di formula 3(a) 3(a) in cui P è un gruppo di protezione; in presenza di una base forte, con un composto di formula HCON(R<1>^ in cui R<1 >è (C1-4)alchile, nell'acidificare la miscela e quindi eliminare i gruppi di protezione ottenendo il 2-(1'-azabiciclo [2.2.2]ott-3'S-il)-6-idrossi-2,4,5, 6-tetraidro-lH-benz[de]isochinolin-l-one; (B) nel separare eventualmente una miscela diastereomera di 2-(1'-azabiciclo[2.2.2]ott-3'S-il)-6-idrossi-2,4,5,6-tetraidro-lH-benz [de]isochinolin-lone in singoli diastereomeri; (C) eventualmente nell'ossidare il 2-(l'-azabiciclo [2.2.2]ott-3'S-il)-6-idrossi-2,4,5,6-tetraidro-lH-benz [de]isochinolin-l-one ottenendo un derivato costituito da un N-ossido; (D) eventualmente nel sottoporre a riduzione un N-ossido derivato del 2-(1#-azabiciclo[2.2.2]ott-3'S-il)-6-idrossi-2,4,5,6-tetraidro-lH-benz [de]isochinolin-l-one in una forma non ossidata; (E) eventualmente nel trasformare il 2-(l'-azabiciclo[2.2.2]ott-3'S-il)-6-idrossi-2,4,5, 6-tetraidro-lH-benz [de]isochinolin-l-one in un sale di addizione con un acido farmaceuticamente accettabile; (F) eventualmente nel trasformare la forma di sale del 2- (1'-azabiciclo[2.2.2]ott-3'S-il)-6-idrossi-2,4,5,6-tetraidro-lH-benz [de]isochinolin-lone nella forma di non sale; e (G) eventualmente nel trasformare il 2- (1'-azabiciclo [2.2.2]ott-3'S-il) -6-idrossi-2, 4,5,6-tetraidro-lH-benz [de]isochinolin-l-one in un prodotto di coniugazione con Ο-β-D-glucuronide.
  18. 18. Un procedimento per la preparazione di 2-(1'-azabiciclo [2.2.2]ott-3'S-il)-6-idrossi-2, 3,3a,4, 5,6-esaidro-lH-benz [de]isochinolin-l-one di formula Ib oppure di un suo sale farmaceuticamente accettabile, di un singolo stereoisomero, di una miscela di stereoisomeri, di un N-ossido derivato oppure di un suo prodotto di coniugazione con O-fi-D-glucuronide, e tale procedimento consiste: (A) nell'idrogenare il 2- (1'-azabiciclo [2.2.2] ott-3' S-il)-6-idrossi-2, 4,5,6-tetraidro-lH-benz [de] isochinolin-l-one di formula la ottenendo il 2-(l'-azabiciclo [2.2.2]ott-3'S-il) -6-idrossi-2, 3,3a,4,5,6-esaidro-lH-benz [de]isochinolin-l-one; (B) eventualmente nel separare una miscela diastereomera di 2- (1'-azabiciclo [2.2.2]ott-3'S-il)-6-idrossi-2, 3, 3a,4,5,6-esaidro-lH-benz [de]isochinolin-l-one nei singoli diastereomeri; (C) eventualmente nell' ossidare il 2-(1'-azabiciclo [2.2.2]ott-3'S-il) -6-idrossi-2/ 3,3a,4, 5,6-esaidro-lH-benz [de]isochinolin-l-one ottenendo un Nossido derivato; (D) eventualmente nel sottoporre a riduzione un N-ossido derivato del 2-(1'-azabiciclo[2 .2.2]ott-3'S-il)-6-idrossi-2,3,3a,4,5,6-esaidro-lH-benz [de]isochinolin-l-one in una forma non ossidata; (E) eventualmente nel trasformare il 2-(1'-azabiciclo [2.2.2]ott-3'S-il)-G-idrossi-2,3,3a,4,5,6-esaidro-lH-benz [de]isochinolin-l-one in un sale di addizione con un acido farmaceuticamente accettabile; (F) eventualmente nel trasformare la forma di sale del 2- (l'-azabiciclo[2.2.2Jott-3'S-il)-6-idrossi-2,3,3a,4,5,6-esaidro-lH-benz [de]isochinolinl-one nella forma di non sale; e (G) eventualmente nel trasformare il 2-(1'-azabiciclo [2.2.2]ott-37S-il)-6-idrossi-2,4,5,6-tetraidro-lH-benz[de]isochinolin-l-one in un prodotto di coniugazione con O-fì-D-glucuronide.
  19. 19. Composti secondo una qualsiasi delle rivendicazioni da 1 a 15 ogni qualvolta vengono preparati mediante procedimenti come rivendicati nelle rivendicazioni 17 e 18 oppure mediante suoi ovvi equivalenti chimici.
  20. 20. Composti secondo una qualsiasi delle rivendicazioni 1-15 da usare come sostanze farmaceuticamente attive, in particolare per il trattamento di condizioni scelte tra emesi, disturbi gastrointestinali trattabili con agenti procinetici, disturbi della conoscenza, psicosi, stato di ansia/ depressione, comportamento ossessivo/coercitivo, ipertensione, aritmia e dolore.
  21. 21. L'impiego di composti secondo una qualsiasi delle rivendicazioni 1-15 come sostanze farmaceuticamente attive, in particolare per il trattamento di condizioni scelte tra emesi, disturbi gastrointestinali trattabili con agenti procinetici, disturbi della conoscenza, psicosi, stato di ansia/ depressione, comportamento ossessivo/coercitivo ipertensione, aritmia e dolore oppure per la fabbricazione di farmaci.
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