ITMI980167A1 - Perno portabobina - Google Patents
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Description
"Perno portabobina
L’invenzione tratta gruppi di bobinatura per avvolgere fili chimici, in particolare la configurazione di un perno portabobina per gruppi di questo tipo. Il nuovo perno è previsto per l'applicazione in una macchina automatica che permette un cambio delle bobine sostanzialmente senza perdite, non è però limitato a questo impiego.
Stato della tecnica
Un perno portabobina o rispettivamente un fuso per l'avvolgimento di fili chimici normalmente è montato come struttura supportata volante in un supporto (per esempio in una cosiddetta testa a revolver). Il numero di giri (massimo ammissibile) del perno è determinante per la velocità di avvolgimento (massima possibile), quest'ultima velocità normalmente dovendo essere mantenuta il più possibile costante all'atto dell'avvolgimento. In dipendenza della lunghezza del perno e del diametro massimo previsto di confezionamento (bobina) risulta quindi un campo di numero di giri (impiego) per una data struttura di perno. Questo campo di impiego nella pratica viene limitato verso l'alto da almeno un numero di giri critico che porta (per via di vibrazioni) ad un comportamento instabile, cioè ad un comportamento che pregiudica o rispettivamente mette in pericolo il funzionamento sicuro del gruppo.
Oggi giorno è però del tutto usuale che il numero di giri critico, limitante il campo di impiego, non sia il numero di giri critico più basso ("il primo"). Invece allo stato della tecnica convenzionale è normale lavorare al di sopra del primo numero di giri critico, il primo campo critico venendo attraversato durante il passaggio a regime.
Un primo principio di soluzione viene illustrato dalle pubblicazioni US-B-3813051; US-B-3917182; EP-A-167708 e EP-A-234844.
Una struttura di perno o rispettivamente di fuso che dovrebbe evitare oscillazioni o rispettivamente vibrazioni, è mostrato nella pubblicazione statunitense US-B-3813051. Su un albero a sbalzo, collegato fissamente con il corpo della macchina, sono montati cuscinetti a rotolamento che a loro volta accolgono una parte portabobina cilindrica, girevole. Anche se il brevetto (colonna 2, righe da 6 a 11) si riferisce sia all'azionamento del perno sia anche all'azionamento di rulli a frizione, la esecuzione rappresentata palesemente è stata concepita in modo primario per l'ultimo detto tipo di azionamento.
La pubblicazione US-B-3917182 (DE-A-2261709) mostra un perno portabobina che è dotato di un azionatore del perno ed è strutturato in modo che "il numero di giri critico" (colonna 3, righe da 41 a 45) si trovi chiaramente al di sotto del campo dei numeri di giri di funzionamento del perno (con o senza bobina). Questo perno comprende un albero centrale girevole che è supportato in cuscinetti a rotolamento che si trovano in un braccio cilindrico fissamente applicato al corpo.
La pubblicazione EP-A-167708 (US-B-4575015) mostra un perfezionamento che tratta un altro problema (cioè l'alimentazione di un fluido sotto pressione attraverso un canale longitudinaie nell'albero centrale del perno), essendo stato mantenuto il principio di supporto rappresentato in DE-A-2261709. EP-A-234844 descrive infine un metodo per equilibrare un perno secondo EP-A-167708.
Un secondo principio di soluzione viene illustrato sulla base di US-B-3030039; DE-A-2356014 e EP-B-217276:
La pubblicazione US-B-3030039 tratta la struttura di un perno per l'avvolgimento contemporaneo di più fili senza tener conto in modo speciale della problematica delle vibrazioni. Il perno è concepito come braccio girevole. La soluzione tratta un fuso centrale a guisa di un albero che è supportato girevolmente in un supporto, il fuso stesso servendo come supporto ad una struttura che comprende una parte cilindrica accogliente tubetti. Il sistema di serraggio dei tubetti deve essere montato entro l'ultima parte.
La pubblicazione DE-A-2356014 tratta il problema dello squilibrio in strutture di questo tipo, in particolare in collegamento con il sistema di serraggio. Le spiegazioni sono scarse, accennano però al fatto che il perno è stato composto da numerosé parti che dovevano essere "collegate" (in qualche maniera) con l'albero centrale.
Secondo la pubblicazione EP-B-217276 una parte cilindrica, portante tubetti del perno è formata in un solo pezzo con l'albero portato direttamente dai cuscinetti. Tutte le parti minori del perno vengono montate entro la parte cilindrica, esse potendo essere centrate rispetto alla superficie interna di questa parte e tenute contro la forza centrifuga. Il campo di impiego di questa struttura di perno è limitato con una lunghezza di perno di più di 1000 mm a velocità di avvolgimento minori di 4500 m/min, in quanto altrimenti il secondo numero di giri critico si troverebbe nel campo di impiego. La invenzione
L'invenzione prevede un perno portabobina con un braccio girevole, il braccio comprendendo una parte longitudinale interna e una parte esterna, accogliente un tubetto. La parte accogliente il tubetto è collegata in modo non girevole con la parte interna. I mezzi di collegamento sono disposti in modo che almeno in presenza di un numero di giri critico, il quale provocherebbe un comportamento instabile del perno, siano libere entrambe le parti a eseguire oscillazioni sotto forma nella propria forma. La parte longitudinale e la parte accogliente il tubetto vengono qui di seguito indicate insieme come "sistema".
La lunghezza del perno può essere maggiore di 1000 mm (per esempio 1200 o 1500 mm), la nuova struttura naturalmente essendo impiegabile anche per perni più corti. Anche nel caso di lunghezze maggiori dei perni la struttura può essere dotata in modo che il numero di giri più basso, critico per il sistema, il quale porta ad un comportamento instabile del perno (per esempio del sistema), si trovi al di sopra del campo di impiego. Nella preferita disposizione il numero di giri più basso, critico per il sistema, il quale porta a condizioni instabili, è il terzo numero di giri critico per il sistema che è dato dal secondo numero di giri critico della parte accogliente il tubetto. Il campo di impiego può trovarsi fra i secondi e i terzi numeri di giri critici per il sistema, la disposizione essendo realizzata preferibilmente in modo che i secondi e i terzi numeri di giri critici del sistema si trovino il più possibile ampiamente distanti fra loro.
Il sistema di serraggio dei tubetti preferibilmente è montato sulla superficie esterna della parte accogliente i tubetti, un dispositivo di azionamento perciò non può essere però disposto entro questa parte. Il dispositivo di azionamento comprende per esempio un pacco di serraggio che è distanziato dall'estremità esterna del perno, mezzi di trasmissione essendo previsti per trasmettere movimenti del pacco di serraggià fino alla estremità del perno.
La disposizione può essere realizzata per accogliere tubetti standard con un diametro della superficie interna cilindrica nel campo da 70 a 130 mm. Oggi giorno vengono impiegati tubetti con un diametro interno di 73, 94, 110 o 125 mm, la dimensione 125 valendo piuttosto come inusuale.
Il collegamento può avvenire mediante ritiro o rispettivamente incollaggio della parte accogliente il tubetto su elementi di collegamento sulla parte interna. Possono essere previsti per esempio due elementi di questo tipo che vengono formati con preferenza rispettivamente da un pezzo con la parte longitudinale. Può essere previsto però (anche) un elemento di sicurezza, per esempio una vite che comporta un collegamento ad accoppiamento geometrico fra le parti.
La parte longitudinale può essere conformata come albero cavo, lo spessore di parete dell'albero potendo variare lungo la lunghezza. La parte longitudinale può essere formata però anche come albero pieno o essa può essere dotata soltanto di un canale longitudinale per un fluido sotto pressione. La parte longitudinale può essere composta anche da più elementi.
Alcune esecuzioni dell'Invenzione saranno ulteriormente illustrate qui di seguito come esempi con riferimento alle Figure dei disegni, in cui mostrano,
la Figura 1 una copia della Figura 1 della pubblicazione EP-C-217276 come base per la spiegazione degli ulteriori sviluppi secondo la presente invenzione,
la Figura 2 la parte terminale "interna" (di supporto) di un primo perno secondo la presente invenzione, la Figura 2A rappresentando un dettaglio di Figura 2 a una scala maggiore,
la Figura 3 la parte centrale dello stesso perno,
la Figura 4 la parte terminale esterna (libera) dello stesso perno,
le Figure 5 A fino a D sotto forma di diagramma "forme di oscillazione" del perno secondo le Figure da 2 a 4,
la Figura 6 una prima alternativa e
la Figura 7 una seconda alternativa.
11 perno portabobina 10, rappresentato schematicamente nella Figura 1, è costituito da una parte di supporto 12 e da una parte 14 portata volante dalla parte 12. La parte di supporto 12 comprende un corpo 16 con elementi di supporto 18 che definiscono un asse di rotazione 20. Gli elementi di supporto 18 accolgono un albero cavo 24 che è collegato in un solo pezzo con una parte cilindrica 22 accogliente tubetti. Nella Figura 1 sono mostrati soltanto due tubetti 26, 260, ma il perno 10 può essere concepito per la formazione contemporanea di più di due bobine 28. La cavità 30 entro la parte 22 è chiusa alla estremità libera del perno da un coperchio 32 e contiene il sistema di serraggio dei tubetti. Quest'ultimo comprende dispositivi di azionamento a pistone 36 per elementi di serraggio 34 di tubetti che possono essere spinti attraverso fori nella parete della parte 22 verso l'esterno contro il rispettivo tubetto. I dispositivi 36 possono essere azionati da aria compressa attraverso un tubo 38 che si trova in collegamento con un canale 40 di aria sotto pressione nell'albero 24.
Il tubetto interno 26 è posizionato nella direzione longitudinale del perno per mezzo di una battuta 42. Per (ogni) ulteriore tubetto (per esempio per il tubetto 260) devono essere previsti elementi di posizionamento 44 che possono essere spinti in fuoriuscita dallo spazio interno del perno o rispettivamente essere nuovamente ritirati in questo spazio. In questa maniera può essere lasciata libera una distanza 46 fra tubetti vicini 26, 260 in modo che elementi di raccolta di filo 48 fra i tubetti possano essere estratti dallo spazio interno del perno, dopo che sono stati posizionati i tubetti. Elementi di raccolta di questo tipo sono descritti nella pubblicazione.EP-C-217276, non sono però di importanza per la presente invenzione e vengono quindi qui trascurati. Nella cavità 30 sono previsti anche dispositivi di azionamento 50, 52 per gli elementi 44, 48 che qui non saranno ulteriormente spiegati, in quanto essi sono di irrilevanza per l'ulteriore sviluppo.
Il perno nuovo (Figure da 2 a 4) si distingue fondamentalmente dalla tecnica nota per il fatto che la parte 60 accogliente i tubetti non è più formata in un solo pezzo con l'albero cavo 64 (Figura 2) direttamente portata dai supporti 62. L'albero 64 è però dotato di una parte longitudinale cava, sporgente (parte di prolungamento) 66 che sarà qui di seguito ulteriormente illustrata con riferimento alle Figure 3 e 4. I supporti 62 vengono sistemati come prima in un corpo cavo 16 che può essere montato con un sostegno adatto (non mostrato) nella bobinatrice (per esempio in una macchina secondo la pubblicazione W093/17948 o EP 655409).
La parte 60 accogliente tubetti comprende un corpo sostanzialmente tubolare ("tubo") con un diametro esterno il più possibile costante lungo la lunghezza e con estremità aperte. Il tubo 60 è collegato in corrispondenza di due punti 68 e rispettivamente 70 nella sua parte centrale (Figura 3) con la parte di prolungamento 66, entrambe le parti terminali del tubo 60 essendo libere di eseguire rispetto alle altre parti del perno oscillazioni, come questo sarà ulteriormente spiegato qui di seguito. In corrispondenza della sua estremità "interna" (nella prossimità dell'albero 64) il tubo 60 è dotato di un fermo 65 per il tubetto, il quale serve però anche come anello di equilibratura, come questo sarà parimenti ulteriormente qui di seguito illustrato.
La parte di prolungamento 66 non si estende fino nella parte anteriore (Figura 4) del tubo 60, ma questa parte contiene un pacco di molle (elastico) 72) che può essere conformato (a titolo di esempio) secondo la pubblicazione EP-B-270826 e serve all'azionamento di un sistema di serraggio 74 dei tubetti. Quest'ultimo sistema 74 è applicato alla superficie esterna cilindrica del tubo 60. La rappresentazione nelle Figure da 2 a 4 è puramente schematica, sistemi di serraggio di tubetti di questo tipo sono noti per esempio dalla macchina J7/A2 della ditta richiedente, rispettivamente dalle pubblicazioni DE-A-19607916; EP-A-234844; DE-A-3039064; EP-A-078978 o US-B-4223849. Un'asta 76 trasmette le forze elastiche o rispettivamente i movimenti di tensionamento del pacco 72 all'elemento a coperchio 78 che in questo caso non serve soltanto come chiusura terminale, ma anche come elemento di trasmissione per la trasmissione delle forze di tensionamento al sistema 74. L'elemento 78 può essere utilizzato anche per la equilibratura, questa funzione, potendo eventualmente essere assunta da un elemento dischiforme 73 entro il perno. Quest'ultimo elemento serve in ogni caso come guida per l'asta 76.
Lo spessore di parete della parte di prolungamento cava 66 è relativamente grande nella zona successiva all'albero 64, questo spessore di parete decrescendo nella direzione longitudinale della parte 66 in allontanamento dall'albero o gradualmente o come mostrato in una parte a spallamento ripida 79. La parte di prolungamento 66 è inoltre dotata di due elementi anulari 80 e rispettivamente 82 che sporgono radialmente verso l'esterno e definiscono i suddetti punti di collegamento 68, 70, l'uno degli anelli 82 essendo formato sull'estremità esterna (distanziata dall'albero 64) dalla parte del prolungamento 66. Ogni elemento anulare 80, 82 offre alla superficie interna del tubo una superficie di collegamento che può essere conformata per esempio cilindrica o conica. Il collegamento vero e proprio può avvenire per esempio con frizione, per esempio per il fatto che il tubo 60 viene fatto ritirare sugli elementi 80, 82, o che entrambi gli elementi vengono spinti per mezzo di un dispositivo adatto (non mostrato) l'uno contro l'altro e perciò radialmente verso l'esterno. In una alternativa una colla può essere introdotta/prevista fra le superfici degli elementi 80, 82 e la superficie interna del tubo 60, il che permette parimenti un .collegamento non girevole. Se necessario può essere previsto un elemento di sicurezza 81 (per esempio sotto forma di una vite o di una spina) per impedire una rotazione relativa dell'albero e del tubo.
Lo spessore di parete del tubo 60 è il più possibile costante lungo la parte maggiore della sua lunghezza, in entrambe le regioni terminali essendo previste rispettivamente una diminuzione graduata dello spessore di parete verso l'estremità del tubo, come questo sarà parimenti ulteriormente illustrato qui di seguito. Inoltre in un punto predeterminato è previsto un anello interno 84 (Figura 3) che serve come battuta per l'anello terminale 82 nella parte longitudinale. Nella prossimità di questo anello interno 84 si trova uno spallamento 86 (Figura 4) che serve come battuta terminale per un pistone 88 fissamente collegato con l'asta 76, la superficie interna del tubo 60 servendo come "cilindro" per questo pistone. Il pacco elastico 72 è compresso fra il pistone 88 e la battuta dischiforme 89.
Il funzionamento delle parti rappresentate sarà ora ulterior-mente spiegato sulla base delle viste schematiche della Figura 5·
Ciascuna delle Figure 5A fino a 5D mostra schematicamente i punti di supporto 62, l'albero 64 insieme con la parte di prolungamento 66 e il tubo 60. Questi elementi si comportano nella vista secondo la Figura 5A globalmente come un "rotore rigido" secondo i termini della tecnica di equilibratura, per esempio nel caso dei numeri di giri nella prossimità di zero. In presenza di un numero di giri relativamente basso (per esempio circa 600 giri) il perno si comporta secondo il campione raffigurato nella Figura 5B, cioè la parte di prolungamento 66 si inflette in modo crescente in direzione in allontanamento dal punto di supporto, il tubo 60 comportandosi ancora come un corpo "rigido". Il campione raffigurato nella Figura 5B rappresenta una prima "forma propria" per il comportamento vibratorio della parte di prolungamento 66. Il numero di giri che porta a questo stato può essere indicato come il "primo" numero di giri "critico" dalla parte di prolungamento 66. Questo numero di giri può essere indicato anche come primo numero di giri "critico del sistema". Esso è talmente basso che esso si trova chiaramente al di sotto del campo di impiego e dev'essere attraversato soltanto al passaggio a regime, il che può avvenire senza rischi.
In presenza di un maggior numero di giri, per esempio attorno a 6800 giri, anche il tubo 60 si inflette elasticamente rispetto ai punti di collegamento 68, 70, il tubo rimanendo al-1'incirca rettilineo. Ciò rappresenta la prima "forma propria" per il comportamento vibratorio del tubo 60 e da ciò si forma un campione oscillatorio secondo la Figura 5C. Il numero di giri che porta a questo campione può essere indicato come il "primo" numero di giri "critico" del tubo 60 e/o come "secondo" numero di giri "critico" del sistema. Questo numero di giri si trova nel campo di impiego del perno e rappresenta un problema che si comporta però "benevole" (entro limiti tollerabili). Il problema può essere combattuto con successo in molti casi con uno o altri (o rispettivamente più) dei seguenti accorgimenti:
1) con equilibratura (per esempio sul suddetto anello 65, Figura 2 o rispettivamente sull'elemento a coperchio 78, Figura 4),
2) con una adatta graduazione della diminuzione dello spessore di parete nelle regioni terminali del tubo 60,
3) con mezzi smorzanti vibrazioni in punti adatti.
Infine nel caso di un numero di giri ancora maggiore, per esempio nella prossimità di 23500 giri, anche il tubo 60 si inflette elasticamente nella propria direzione longitudinale, il che porta ad un campione vibratorio secondo la Figura 5D. Entrambi i punti di collegamento 68, 70 (Fiugra 3) sono posizionati il più possibile nella prossimità del "punto di nodo" di questa inflessione, il che significa che il pacco elastico 72 (Figura 4), con il suo rispettivo peso supplementare, é parimenti sistemato nella prossimità del punto di nodo. Il numero di giri che porta a questa seconda forma propria del tubo, può essere indicato come il "secondo" numero di giri "critico" del tubo 60 e/o il "terzo" numero di giri' "critico del sistema".
Gli effetti di queste vibrazioni possono essere attenuati fino ad un certo grado mediante equilibratura dinamica del tubo; il problema delle vibrazioni a questo numero di giri si comporta però non benevole, ma maligno. Ulteriori aumenti dei numeri di giri, dopo di che si è formata questa forma propria, portano prima o poi a condizioni instabili, ad una "avaria". La equilibratura dinamica viene effettuata il più possibile in almeno tre piani, per esempio ad entrambe le estremità del tubo 60 e in un punto adatto intermedio. Il limite superiore del campo di impiego (numero di giri) del perno viene determinato dalla qualità del procedimento di equilibratura. La parte di prolungamento 66 può essere formata in modo che il suo secondo numero di giri critico sia ancora chiaramente più alto rispetto al secondo numero dei giri critico del tubo 60 in modo che la seconda forma propria della parte di prolungamento non abbia alcun ruolo per la determinazione del campo d'impiego del perno.
La Figura 2A mostra una esecuzione vantaggiosa della "parte di raccordo", dove l'albero 64 è raccordato al prolungamento 66. Secondo la Figura 2 in questa parte esiste una fessura anulare S fra 1'albero 64 o rispettivamente il prolungamento 66 e il tubo 60. La fessura S dovrebbe essere scelta talmente grande che le vibrazioni del tubo 60 non portino ad alcun contatto con le parti interne. Per sicurezza può essere però previsto un elemento elastico 90 (Fiugra 2A) per esempio un 0-ring nella fessura S, per escludere i detti contatti.
In certi casi non sarà però possibile tenere sotto controllo il problema delle vibrazioni al secondo numero di giri critico del sistema con i suddetti accorgimenti. In un caso di questo tipo può avvenire un "acquietamento" delle vibrazioni del tubo 60 al suo primo numero di giri critico per il fatto che queste vibrazioni vengono trasmesse parzialmente all'albero 64, preferibilmente attraverso un mezzo assorbente energià o rispettivamente assorbente vibrazioni. Questi mezzi formano un "giunto" e dovrebbero però perdere ih presenza di maggiori numeri di giri il loro effetto accoppiante, in quanto il tubo 60 al suo secondo numero di giri critico dovrebbe essere libero di effettuare vibrazioni nella forma propria. Un "giunto centrifugo" può soddisfare questa funzione. Una soluzione a tale scopo adatta può essere spiegata sulla base della Figura 2A. Il giunto è costituito da almeno un 0-ring 90 in gomma (tipo) che presenta al montaggio fra l'albero 64 e il tubo 60 una predeterminata sezione trasversale che riempie per. esempio la fessura S fraIliàlbero 64 e il tubo 60. Il materiale del 0-ring è scelto in modo che in presenza di numeri di giri del perno fino al secondo numero di giri critico del sistema venga sostanzialmente mantenuta la sezione trasversale predeterminata. Oscillazioni del tubo 60 al secondo numero di giri critico del sistema comportano alternativamente la compressione o rispettivamente espansione dell'O-ring. Il materiale dell'O-ring assorbe una parte di energia delle oscillazioni che quindi non viene trasmessa come energia cinetica all'albero 64 - questa energia assorbita viene ceduta per esempio come calore dall'elemento smorzante 90. Una ulteriore parte dell'energia cinetica delle oscillazioni viene trasmessa attraverso l'0-ring all'albero 64 e "annientata" nel materiale dell'albero.
L'0-ring 90 funziona come giunto fintanto è presente un contatto a tale scopo sufficiente fra l'O-ring 90 e l'albero 64. L'O—ring 90 è però talmente morbido·che esso si espande radialmente sotto l'azione della forza centrifuga, cioè la stessa superficie interna si allontana dall'albero 64, venendo deformata la sua sezione trasversale. Un contatto trasmettente vibrazioni con l'albero 64 è quindi possibile soltanto fino ad un predeterminato numero di giri, viene però eliminato appena l'O-ring 90 a numeri di giri maggiori viene premuto verso l'esterno contro la superficie interna del tubo 60. La rigidezza del materiale dell'0-ring può essere scelta in modo che si verifichi una eliminazione dell'effetto accoppìante (trasmettente) in un campo predeterminato dei numeri di giri fra il secondo e il terzo numero di giri, critici del sistema.
Le Figure 6 e 7 mostrano rispettivamente una variante dell'albero 64 secondo le Figure da 2 a 4. L'albero 92 secondo la Figura 6 -è formato sostanzialmente come albero pieno (al posto di un albero cavo, come l'albero 64), un canale 94 estendendosi lungo l'asse longitudinale. Questo canale 94 portaui '.fluido sotto pressione al pacco elastico 72 che rimane invariato rispetto alla Figura 4. La Figura 7 mostra di nuovo una variante con un albero cavo 96 che viene risvoltato però come elemento separato su uno "zoccolo" 98, il che aumenta sensibilmente la rigidezza dell'albero nella prossimità della parte di supporto.
Claims (12)
- RIVENDICAZIONI 1. Un perno portabobina con un braccio girevole, il braccio comprendendo una parte longitudinale interna (66) e una parte esterna (60) accogliente tubetti e la parte (60) accogliente tubetti essendo collegata in modo non girevole con la parte interna (66), caratterizzato dal fatto che il collegamento (68, 70) è disposto in modo che almeno al secondo numero di giri critico del sistema entrambe le parti (60, 66) siano libere di effettuare oscillazioni nella forma propria.
- 2. Un perno secondo la rivendicazione 1, caratterizzato dal fatto che la lunghezza del perno è maggiore di 1000 mm (per esempio 1200 mm).
- 3. Un perno secondo la rivendicazione 1 o 2, caratterizzato dal fatto che la struttura è adottata in modo che il numero di giri critico più basso, portante a condizioni instabili, si trova al di sopra del campo di impiego.
- 4. Un perno secondo la rivendicazione 3, caratterizzato dal fatto che il numero di giri più basso, portante a condizioni instabili, è il secondo numero di giri critico della parte (60) accogliente tubetti.
- 5. Un perno secondo una delle precedenti rivendicazioni, caratterizzato dal fatto che è presente un mezzo di trasmissione per trasmettere oscillazioni da una parte all'altra, l'effetto trasmettente essendo eliminato con numero di giri crescente.
- 6. Un perno secondo una delle rivendicazioni da 1 a 5, caratterizzato dal fatto che il sistema di serraggio (74) dei tubetti è montato sulla superficie esterna della parte (60) accogliente tubetti, un dispositivo di azionamento (86, 72, 76) per il sistema di serraggio (74) dei tubetti essendo disposto entro la parte (60) accogliente tubetti.
- 7. Un perno secondo la rivendicazione 6, caratterizzato dal fatto che il dispositivo di azionamento comprende per esempio un pacco elastico (72) che è distanziato dall'estremità esterna del perno, mezzi di trasmissione (76) essendo previsti per trasmettere movimenti del pacco elastico (72) fino alla estremità del perno.
- 8. Un perno secondo la rivendicazione 7 e la rivendicazione 5, caratterizzato dal fatto che il pacco (72) è montato nella prossimità del punto di nodo della forma propria della parte (60) accogliente i tubetti in corrispondenza del suo secondo numero di giri critico.
- 9. Un perno secondo una delle precedenti rivendicazioni, caratterizzato dal fatto che il collegamento ha luogo in corrispondenza di due elementi (80, 82) della parte longitudinale interna (66), presentanti fra loro una distanza.
- 10. Un perno secondo una delle precedenti rivendicazioni, caratterìzzato dal fatto che il collegamento ha luogo con la formazione di una superficie di frizione, per esempio con ritiro della parte (60) accogliente i tubetti su elementi di collegamento (80, 82) sulla parte longitudinale interna (66).
- 11. Un perno secondo una delle rivendicazioni da 1 a 9, caratterizzato dal fatto che il collegamento ha luogo con incollaggio, per esempio con incollaggio della parte (60) accogliente i tubetti su elementi di collegamento (80, 82) sulla parte longitudinale interna (66).
- 12. Un perno secondo la rivendicazione 10 o 11, caratterizzato dal fatto che è previsto un collegamento di sicurezza ad accoppiamento geometrico.
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