ITMI992510A1 - Bastone da passeggio autoreggente - Google Patents
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Description
DESCRIZIONE dell’invenzione industriale dal titolo:
“BASTONE DA PASSEGGIO AUTOREGGENTE ”
La presente invenzione riguarda un bastone da passeggio particolarmente adatto per gli anziani o per le persone con difficoltà di deambulazione, in particolare essa riguarda un bastone in grado di sostenersi autonomamente in posizione verticale quando lasciato dall’utente.
E noto che uno dei principali inconvenienti dei tradizionali bastoni da passeggio è che essi devono essere tenuti in mano dall’utente anche quando egli smette di camminare ed ha invece la necessità di avere le mani libere; infatti spesso non è disponibile una parete o un oggetto al quale il bastone possa essere appoggiato. Inoltre, anche quando così appoggiato, il bastone può facilmente scivolare e cadere a terra, mettendo in grande difficoltà un utente anziano o handicappato che non può piegarsi per raccoglierlo.
E noto dal brevetto US 5,755,245 un bastone da passeggio provvisto di due piedini retrattili i quali, nella posizione estesa o attiva, forniscono un appoggio a V rovesciato per il bastone sostenendolo in posizione leggennente inclinata. Detti due piedini sono montati e ruotano su altrettanti perni fissati in posizione laterale all’interno del corpo cavo del bastone. I due piedini interagiscono, mediante un meccanismo a pignone e cremagliera, con un’asta di trasmissione alloggiata internamente a detto corpo cavo ed azionata per mezzo di un meccanismo a pulsante presente all’estremità superiore del bastone.
Tuttavia, un primo inconveniente del bastone autoreggente descritto nel suddetto brevetto statunitense è che il sistema di supporto sul quale esso si basa è efficace solo su un terreno perfettamente orizzontale. Infatti, essendo appoggiato su due soli punti di appoggio, il bastone assume una determinata inclinazione che dipende dalla lunghezza e dalla disposizione dei piedini e che non può superare un certo valore senza che il bastone stesso cada. Di conseguenza una pendenza anche piccola del terreno può facilmente provocare la caduta del bastone. D’altra parte, a causa del notevole ingombro dei piedini e dei relativi perni all’interno del corpo cavo del bastone, non è possibile aumentare il numero dei piedini cosi da migliorare la stabilità del bastone stesso.
Inoltre, tale bastone della tecnica nota non può essere appoggiato su superfici irregolari come erba o ghiaia; infatti i suoi due piedini, che hanno necessariamente uno spessore molto sottile, si inseriscono nelle piccole rientranze presenti in tali terreni, mentre l’estremità inferiore del bastone, che costituisce il terzo punto di appoggio, non può inserirsi nelle suddette piccole rientranze a causa del suo spessore rilevante e rimane perciò appoggiata ad un livello superiore rispetto a detti due piedini. Naturalmente in tale situazione il bastone non è stabile e perciò cade.
Un ulteriore inconveniente del bastone autoreggente sopra descritto consiste nel fatto che il suo sistema di supporto non è dotato di elasticità e risulta di conseguenza particolarmente fragile. Per esempio, i suddetti piedini possono essere facilmente rotti o piegati se, quando si trovano nella posizione estesa, vengono inavvertitamente calpestati o urtati.
Un ultimo inconveniente del bastone autoreggente divulgato nel suddetto brevetto statunitense è la complessità del suo meccanismo, che implica tra l’altro un costo di produzione elevato.
È noto inoltre, dal brevetto EP 943258, un ombrello comprendente un puntale formato da una pluralità di piedini metallici, i quali sono imperniati alla estremità inferiore dell’asta dell’ombrello e possono essere estesi o retratti operando un dispositivo di comando che è disposto in prossimità del manico. Poiché, sia nella posizione estesa che retratta, i piedini rimangono esterni all’asta deH’ombfello, formandone il puntale, il loro numero può anche essere superiore a due. Non si presentano infatti in questo caso quei problemi di ingombro dei piedini all’interno dell’asta stessa, illustrati per il bastone descritto nel sopra citato brevetto statunitense.
Tuttavia, un primo inconveniente del puntale descritto nel suddetto brevetto europeo è che, a causa della sua scarsa robustezza e resistenza all’usura, esso è destinato ad essere applicato esclusivamente a ombrelli, e non ad un bastone da passeggio il cui normale uso implica necessariamente una sollecitazione continua della sua estremità inferiore. Dette continue sollecitazioni tendono infatti a deteriorare i piedini ed a farli aprire, determinandone così la rottura.
Un secondo inconveniente di tale puntale consiste nel fatto che, essendo costituito da una molteplicità di elementi sottili imperniati solo superiormente, esso non fornisce un appoggio sufficientemente saldo, quale è richiesto da un bastone da passeggio per persone con difficoltà di deambulazione. Data la necessità di estensione dei piedini, inoltre, esso non può essere inferiormente ricoperto con un materiale antiscivolo, il che è desiderabile per ottenere una maggiore sicurezza nell’impiego.
Scopo della presente invenzione è pertanto quello di fornire un bastone autoreggente esente da tali inconvenienti. Detto scopo viene conseguito con un bastone autoreggente le cui caratteristiche principali sono specificate nella prima rivendicazione ed altre caratteristiche sono specificate nelle rivendicazioni successive.
Un primo vantaggio del bastone autoreggente secondo la presente invenzione consiste nel fatto che, grazie alla presenza di almeno tre piedini retrattili, il suo sistema di supporto mantiene il bastone sollevato da terra ed in posizione verticale. La stabilità del bastone autoreggente secondo la presente invenzione è pertanto molto superiore rispetto a quella dei bastoni autoreggenti noti, ed è buona anche su terreni pendenti o irregolari, come per esempio su erba o ghiaia. Infatti, in virtù del loro sottile spessore, tutti i piedini possono inserirsi anche nelle più piccole rientranze di tali terreni, raggiungendo una posizione finale salda, mentre il bastone stesso risulta sollevato rispetto al piano di appoggio definito dai tre punti e non disturba tale posizione di equilibrio.
Un secondo vantaggio del bastone autoreggente secondo la presente invenzione consiste nel fatto che, grazie alla presenza di un elemento ammortizzatore, i piedini non sono rigidamente bloccati nella posizione estesa, ma possono essere flessi senza provocare una rottura dei piedini stessi o del loro sistema di estensione. Di conseguenza, poiché a piedini estesi l’estremità inferiore del bastone risulta sollevata da terra, un eventuale colpo dato o una pressione esercitata involontariamente sui piedini non ne provoca la rottura o la piegatura, ma provoca solamente l’abbassamento del corpo del bastone fino a che questo non tocca terra. Inoltre, grazie alla presenza dell’elemento ammortizzatore, è possibile estendere i piedini anche se il bastone è appoggiato a terra, oppure inclinare il bastone a piedini estesi, senza che questi movimenti determinino la rottura dei piedini.
Un terzo vantaggio del bastone autoreggente secondo la presente invenzione è che la sua estremità inferiore può essere vantaggiosamente provvista di una copertura in gomma, che rende il bastone un sostegno più affidabile e previene gli slittamenti su superfici lisce.
Un ulteriore vantaggio del bastone autoreggente secondo la presente invenzione è la semplicità del suo meccanismo e del suo sistema costruttivo, che ne determina costi di produzione inferiori ed una maggiore robustezza rispetto ai bastoni autoreggenti noti nella tecnica.
Ulteriori vantaggi e caratteristiche del bastone autoreggente secondo la presente invenzione risulteranno evidenti agli esperti del ramo dalla seguente dettagliata descrizione di una sua forma realizzativa con riferimento agli annessi disegni in cui: - la figura 1 mostra una vista in sezione longitudinale del bastone autoreggente secondo tale forma realizzativa della presente invenzione, con i piedini di sostegno in posizione estesa;
- la figura 2 mostra una vista laterale parziale del bastone autoreggente di figura 1 ; e - la figura 3 mostra una vista in sezione longitudinale del bastone autoreggente di figura 1, con i piedini di sostegno in posizione retratta.
Con riferimento alla figura 1, si vede che il bastone autoreggente secondo la presente invenzione è costituito da un corpo tubolare 1 chiuso alla sua estremità superiore da un manico 2 di forma tradizionale qualsiasi. All 'interno del corpo tubolare 1 si estende longitudinalmente un elemento di trasmissione 3, costituito da un’asta metallica provvista, nella regione centrale, di una molla a trazione 3a. L’elemento di trasmissione 3 potrebbe anche essere costituito da un filo metallico che, nella regione centrale, è ripetutamente avvolto in modo da formare le spire della suddetta molla a trazione 3a. L’estremità superiore di detto elemento di trasmissione 3 è fissata ad un dischetto 4 di diametro coincidente con il diametro interno del corpo tubolare 1, mentre la sua estremità inferiore è solidale ad un elemento 5 che verrà descritto in seguito. Sia il dischetto 4 che l’elemento 5 sono atti a scorrere verticalmente al’interno di detto corpo tubolare 1 del bastone tra una posizione di fine corsa superiore ed una posizione di fine corsa inferiore.
11 sopra menzionato manico 2 è provvisto di una cavità interna 6 di forma cilindrica e disposizione coassiale con la comunicante cavità del corpo tubolare 1. In detta cavità 6 è alloggiata una molla a spirale 7, la cui estremità superiore è solidale al corpo del manico 2, mentre quella inferiore è appoggiata al dischetto 4, il quale limita l’estensione della molla 7 all’ interno del coipo tubolare 1. Al dischetto 4 è inoltre fissata una coppia di pomelli 8 e 8’, i quali sono disposti sul suo perimetro esterno, l’uno in posizione diametralmente opposta rispetto all’altro, e fuoriescono dal corpo tubolare 1 attraverso due corrispondenti aperture 9 e 9’.
Come risulta dalla figura 2, che ne mostra solo una, le aperture 9 e 9’ hanno la fonila di una L rovesciata e cioè sono formate da un tratto orizzontale superiore e da un tratto verticale inferiore. Esse sono poi disposte sul coipo tubolare 1 in posizione reciprocamente simmetrica rispetto all’asse del corpo tubolare 1. In altre parole, esse risultano disposte in posizione simmetrica l’una rispetto all’altra considerando come asse di simmetria l’asse del corpo tubolare 1. In tale figura 2 il pomello 8 risulta disposto nel tratto orizzontale dell’apertura 9, che corrisponde alla posizione di fine corsa superiore del dischetto 4. A tale disposizione corrisponde una compressione della molla a spirale 7 e di conseguenza, come si vedrà meglio in seguito, la posizione estesa dei piedini di sostegno.
Tornando alla figura 1, si vede che l’elemento 5 ha una forma sostanzialmente cilindrica e diametro coincidente con il diametro interno del corpo tubolare 1, ed è lateralmente provvisto di una molteplicità di scanalature circolari, orizzontali ed equidistanti, e corrispondenti rilievi. L’insieme di dette scanalature e rilievi costituisce una particolare dentatura 5a, circolare e continua, la quale può impegnarsi contemporaneamente con una molteplicità di ruote dentate verticali. In una forma realizzativa alternativa, l’elemento 5 ha la forma di un prisma triangolare, ed i tre spigoli verticali di detto prisma sono provvisti di una dentatura verticale e possono essere impegnati con tre ruote dentate offrendo, rispetto alla dentatura circolare 5a, una maggiore superficie di contatto dei denti.
Esternamente al corpo tubolare 1 sono disposti tre piedini di supporto 10, (uno dei tre non è visibile nella figura) regolarmente distanziati ed in posizione estesa. Detti piedini 10 sono costituiti da una stanghetta metallica provvista di una estremità dentata IOa di forma semicircolare, nonché di una porzione centrale 10b avente spessore preferibilmente maggiore rispetto al resto della stanghetta. Ciascuna estremità dentata IOa è inserita in una corrispondente fessura longitudinale 11, che è praticata sul corpo tubolare 1 ad un’altezza corrispondente a quella della parte inferiore della dentatura 5a, quando l’elemento 5 è nella posizione di fine corsa superiore.
Le estremità dentate IOa sono a loro volta provviste di forellini centrali, i quali sono attraversati da un unico anello metallico 12 disposto esternamente al corpo tubolare 1 e provvisto di un taglio (non visibile) per consentire il suo inserimento in delti forellini. Detto anello 12 costituisce Γ imperniatura dei piedini 10, e mantiene le estremità dentate IOa impegnate con la dentatura 5a dell’elemento 5.
Con riferimento alla figura 3, si vede che l’anello metallico 12 è mantenuto in posizione da un elemento di fissaggio 13, il quale è costituito da un breve segmento di tubo infilato sul corpo tubolare 1 ed aderente a quest’ultimo, ed avente un’altezza uguale alla distanza tra la posizione dell’anello metallico 12 e l’estremità inferiore del corpo tubolare 1. Il bordo superiore di tale elemento di fissaggio 13 è provvisto di una scanalatura circolare alta ad alloggiare l’anello metallico 12, e presenta inoltre tre tagli verticali equidistanti (non visibili) che costituiscono le sedi delle estremità dentate IOa dei tre piedini 10.
Per consentire un agevole montaggio dell’anello metallico 12 e dell’elemento di Fissaggio 13 sul corpo tubolare 1, quest’ultimo è provvisto di brevi intagli longitudinali (non rappresentati) disposti nella sua parte inferiore. Sul bordo inferiore di tale corpo tubolare 1 è quindi montato un anello calibratore 14, atto ad impedirne eventuali deformazioni, nonché un gommino antiscivolo 15.
In tale figura 3 si vede inoltre che, quando i tre piedini 10 sono nella posizione retratta, le loro porzioni centrali 10b rientrano parzialmente nel corpo tubolare 1, attraverso altrettante fessure longitudinali 16 allineate sopra le fessure longitudinali 11 e opportunamente dimensionate.
Quando i pomelli 8 ed 8’ sono nella posizione di figura 1, e cioè bloccati nel tratto orizzontale superiore delle aperture 9 e 9’, il dischetto 4 e di conseguenza l’elemento 5 si trovano nella loro posizione di fine corsa superiore. Le estremità dentate IOa ingranano con la parte inferiore della dentatura 5a dell’elemento 5 ed i piedini 10 sono, come si è già detto, nella posizione estesa. Per retrarre i piedini, è sufficiente sbloccare i pomelli 8 ed 8’ portandoli nel tratto verticale delle aperture, lasciando poi che la molla 7 agisca sul dischetto 4 portandolo nella posizione di fine corsa inferiore. Per mezzo dell’elemento di trasmissione 3, anche l’elemento 5 viene portato nella sua posizione di fine corsa inferiore. La dentatura 5a, interagendo con le estremità dentate IOa, trasforma la traslazione dell’elemento 5 in una rotazione dei piedini 10, che si retraggono inserendosi nelle fessure 16.
In una forma realizzaliva preferita, la molla a spirale 7 è montata sotto torsione, pertanto i pomelli 8 ed 8’ si introducono automaticamente nei tratti orizzontali delle aperture 9 e 9’ appena ne hanno raggiunta imboccatura.
La molla a trazione 3a non interviene nelle normali operazioni di estensione e retrazione dei piedini 10, e rimane nel suo stato di equilibrio durante queste operazioni. La sua funzione è invece quella di estendersi nel caso in cui uno dei piedini 10 venga inavvertitamente calpestato mentre le leve 8 ed 8’ sono inserite nel tratto orizzontale delle aperture 9 e 9’, permettendo comunque la discesa del elemento 5 verso l’estremità inferiore del bastone ed il conseguente parziale ripiegamento dei piedini. Poiché normalmente, grazie all’opportuna lunghezza dei piedini 10, l’estremità inferiore del bastone è sollevata dal suolo, tale parziale ripiegamento dei piedini porterà il bastone a toccare terra.
Eventuali varianti e/o aggiunte possono essere apportate dagli esperti del ramo alla forma realizzativa qui descritta ed illustrata restando nell’ambito dell’invenzione stessa. Per esempio, il numero dei piedini 10 e delle corrispondenti fessure I I e 16 può essere superiore a tre, in particolare può essere di quattro o cinque. Conseguentemente, l’elemento 5 può avere sostanzialmente la forma di un prisma retto avente un numero di spigoli laterali corrispondente al numero dei piedini.
Inoltre, il sistema di comando dei piedini può essere realizzato, invece che mediante il dispositivo sopra descritto comprendente i pomelli 8, 8’, le fessure 9, 9’ e la molla 7, con altri dispositivi noti, per esempio mediante un meccanismo a leva o a pulsante.
Per la costruzione del bastone autoreggente secondo la presente invenzione è possibile utilizzare qualsiasi materiale noto ritenuto idoneo alla costruzione di bastoni di tipo convenzionale.
Claims (15)
- RIVENDICAZIONI 1. Bastone autoreggente comprendente un corpo tubolare (1) all’ interno del quale si estende longitudinalmente un elemento di trasmissione (3) azionato da mezzi di comando (7, 8, 8’, 9, 9’) e collegato ad almeno tre piedini (10), caratterizzato dal fatto che detti piedini (10) sono montati in modo girevole in prossimità della estremità inferiore di detto corpo tubolare (1) e possono ruotare tra una prima posizione retratta in cui sono parzialmente alloggiati nel corpo tubolare (1) ed una seconda posizione estesa, in cui mantengono detto bastone sollevato da iena ed in posizione verticale.
- 2. Bastone autoreggente secondo la rivendicazione 1, caratterizzato dal fatto che ciascuno di detti piedini (10) è provvisto di una estremità dentata (IOa) di forma semicircolare, la quale è inserita in una apposita fessura (11) di detto corpo tubolare (1), e che detto elemento di trasmissione (3) è inferiormente collegato ad un elemento (5) il quale è atto a scorrere all’interno di detto corpo tubolare (1) tra una posizione di fine corsa superiore ed una posizione di fine corsa inferiore ed è provvisto di almeno una dentatura (5a) atta ad impegnare dette estremità dentate (IOa) dei piedini (10).
- 3. Bastone autoreggente secondo una delle rivendicazioni precedenti, caratterizzato dal fatto che detto elemento di trasmissione (3) è provvisto di un elemento ammortizzatore (3 a) atto a consentire un allungamento longitudinale di tale elemento di trasmissione (3).
- 4. Bastone autoreggente secondo la precedente rivendicazione, caratterizzato dal fatto che detto elemento ammortizzatore (3a) è costituito da una molla a trazione.
- 5. Bastone autoreggente secondo una delle rivendicazioni da 2 a 4, caratterizzato dal fatto che detto elemento (5) ha una forma sostanzialmente cilindrica e che detta dentatura (5a) è una unica dentatura circolare continua, costituita da una molteplicità di scanalature orizzontali circolari e corrispondenti rilievi provvisti sulla superficie laterale di detto elemento (5).
- 6. Bastone autoreggente secondo una delle rivendicazióni da 2 a 4, caratterizzato dal fatto che detto elemento (5) ha sostanzialmente la forma di un prisma retto avente un numero di spigoli laterali uguale al numero dei piedini (10), e che su ciascuno di detti spigoli laterali è presente una dentatura.
- 7. Bastone autoreggente secondo una delle precedenti rivendicazioni, caratterizzato dal fatto che dette estremità dentate (IOa) dei piedini (10) sono provviste di un foro attraverso il quale è inserito un unico anello (12) disposto esternamente a detto corpo tubolare (1) e sostenuto da mezzi di fissaggio (13)
- 8. Bastone autoreggente secondo la precedente rivendicazione, caratterizzato dal fatto che detti mezzi di fissaggio (13) consistono in un breve segmento di tubo infilato sulla estremità inferiore del corpo tubolare (1) e provvisto di una scanalatura circolare, atta ad alloggiare detto anello metallico (12), e di almeno tre tagli verticali equidistanti che costituiscono le sedi delle estremità dentate (IOa) dei piedini (10).
- 9. Bastone autoreggente secondo la rivendicazione 7 o 8, caratterizzato dal fatto che l’estremità inferiore di detto corpo tubolare (1) è provvista di brevi intagli longitudinali atti a consentire il montaggio di detto anello metallico (12) e di detti mezzi fissaggio (13).
- 10. Bastone autoreggente secondo la precedente rivendicazione, caratterizzato dal fatto che sulla estremità inferiore di detto corpo tubolare (1) è montato un anello calibratore (14) atto ad impedirne le deformazioni.
- 11.' Bastone autoreggenle secondo una delle rivendicazioni precedenti, caratterizzato dal fatto che detto corpo tubolare (l) è provvisto di almeno tre fessure (16) allineate e disposte al di sopra delle suddette fessure (1 1) ed atte ad alloggiare i piedini (10) in posizione retratta.
- 12. Bastone autoreggente secondo una delle rivendicazioni precedenti, caratterizzato dal fatto che detto elemento di trasmissione (3) è superiormente fissato ad un dischetto (4) atto a scorrere longitudinalmente all’interno del corpo tubolare (1), tra una posizione di fine corsa superiore ed una posizione di fine corsa inferiore, e provvisto di una coppia di pomelli (8, 8’) fuoriuscenti attraverso due aperture (9, 9’) di detto corpo tubolare (1).
- 13. Bastone autoreggente secondo la precedente rivendicazione, caratterizzato dal fatto che dette aperture (9, 9’) hanno la forma di una L rovesciata, e sono ricavate in posizione reciprocamente simmetrica rispetto all’asse del corpo tubolare (1).
- 14. Bastone autoreggente secondo la rivendicazione 12 o 13, caratterizzato dal fatto che detto dischetto (4) limita l’estensione di una molla (7) disposta all’interno del colpo tubolare (1) sul lato opposto rispetto all’elemento di trasmissione (3).
- 15. Bastone autoreggente secondo una delle rivendicazioni precedenti, caratterizzato dal fatto che l’estremità inferiore del corpo tubolare (1) è provvista di un gommino antiscivolo (15).
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