ITMO20080251A1 - Contenitore per prodotti fluidi, particolarmente farmaceutici, cosmetici, alimentari o simili - Google Patents

Contenitore per prodotti fluidi, particolarmente farmaceutici, cosmetici, alimentari o simili Download PDF

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ITMO20080251A1
ITMO20080251A1 IT000251A ITMO20080251A ITMO20080251A1 IT MO20080251 A1 ITMO20080251 A1 IT MO20080251A1 IT 000251 A IT000251 A IT 000251A IT MO20080251 A ITMO20080251 A IT MO20080251A IT MO20080251 A1 ITMO20080251 A1 IT MO20080251A1
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IT
Italy
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container
cap
neck
fluid products
operative position
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IT000251A
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Antonio Fontana
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Lameplast Spa
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Description

“CONTENITORE PER PRODOTTI FLUIDI, PARTICOLARMENTE FARMACEUTICI, COSMETICI, ALIMENTARI O SIMILI†.
DESCRIZIONE
La presente invenzione si riferisce ad un contenitore per prodotti fluidi, particolarmente atto a contenere prodotti utilizzati in ambito farmaceutico e cosmetico, oppure in quello medicale e odontoiatrico, ma anche in quello alimentare o simili.
E noto l’impiego di contenitori realizzati in materiale polimerico per il confezionamento di una o più dosi di prodotti fluidi, siano essi paste, gel o liquidi; a seconda del numero di dosi presenti, i contenitori noti possono essere di tipo monouso oppure richiudibile e pluridose.
Generalmente, essi comprendono un corpo di contenimento di una dose predeterminata di prodotto, di conformazione sostanzialmente tubolare ed allungata, che ha un’estremità provvista di un collo, alla sommità del quale à ̈ definita una bocca di erogazione del prodotto.
L’estremità opposta del corpo di contenimento à ̈ provvista di un’apertura atta all’introduzione del prodotto, la quale viene chiusa a riempimento avvenuto, ad esempio, per saldatura.
Mezzi di chiusura, associabili amovibilmente al contenitore in corrispondenza del collo, consentono l’occlusione della bocca di erogazione.
Il corpo di contenimento ed i mezzi di chiusura possono essere realizzati separatamente, mediante tecniche di formatura quali lo stampaggio ad iniezione, e successivamente assemblati tra loro o, in alternativa, possono essere realizzati in pezzo unico e successivamente separati prima dell’utilizzo da parte di un utente.
Il corpo di contenimento, inoltre, Ã ̈ provvisto di una coppia di alette che sono atte a facilitare la presa del contenitore da parte di un utente e che si prolungano, tra loro diametralmente opposte, dalla superficie laterale esterna del corpo di contenimento stesso.
I contenitori noti possono essere prodotti in singole unità o tra loro associati in serie (stecche); in quest’ultimo caso le alette dei corpi di contenimento di due contenitori successivi sono tra loro associate temporaneamente in corrispondenza di linee di prefrattura predefinite.
Con particolare riferimento ai mezzi di chiusura ed alla loro conformazione in base alle differenti modalità di impiego e di realizzazione, sono note differenti tipologie di contenitori.
Una prima tipologia di contenitori noti prevede, ad esempio, l’impiego di un cappuccio provvisto di una porzione fissata al collo in fase di stampaggio e lungo zone di rottura prestabilite, ad occludere la bocca di erogazione.
II cappuccio comprende inoltre una cavità atta ad alloggiare il collo del contenitore, provvista di un elemento otturatore della bocca di erogazione, e inizialmente rivolta all’esterno, dalla parte opposta rispetto alla porzione inizialmente fissata al collo.
Il contenitore à ̈ aperto per la prima volta distaccando il cappuccio dalla bocca di erogazione in corrispondenza delle zone di rottura e, successivamente al’utilizzo del prodotto, il contenitore à ̈ richiuso capovolgendo il cappuccio e calzando nella cavità il collo, con il posizionamento dell' elemento otturatore al’intero della bocca di erogazione.
La particolare conformazione del cappuccio porta però alla possibile esposizione della cavità e dell’elemento otturatore ad agenti inquinanti esterni precedentemente al primo utilizzo del contenitore, non garantendo pertanto l’integrità del prodotto durante gli impieghi successivi.
Per limitare le possibilità di contaminazione del prodotto, à ̈ nota una seconda tipologia di contenitori richiudibili, realizzati in un corpo unico, che comprendono mezzi di chiusura dotati di un elemento otturatore, del tipo di un perno o simili, inserito a tenuta all’interno della bocca di erogazione, ed elementi deformabili o fratturabili che collegano, senza soluzione di continuità, i mezzi di chiusura al corpo del contenitore.
Tali elementi deformabili o fratturabili sono atti a segnalare all’utente la possibile presenza di contaminazioni del prodotto dovute ad eventuali manomissioni e/o all’accidentale apertura del prodotto, svolgendo quindi una funzione di sigilli di sicurezza.
E’ nota, inoltre, una terza tipologia di contenitori, in cui i mezzi di chiusura ed il corpo di contenimento sono realizzati in pezzi separati, successivamente assemblati tra loro.
I mezzi di chiusura di tali contenitori comprendono, generalmente, un’impugnatura provvista di un elemento di otturazione, del tipo di un perno o simili inseribile a tenuta allintero della bocca di erogazione, ed un collare anulare fissabile coassiale, tramite incastro, saldatura o incollaggio, in corrispondenza del collo del corpo di contenimento.
L’impugnatura à ̈ associata rimovibile in corrispondenza della superficie esterna del collare mediante un’opportuna zona indebolita, costituita, ad esempio, da linee di prefrattura, da ponticelli lacerabili, da sezioni trasversali ridotte od altro.
L’impugnatura, il collare ed il perno sono quindi realizzati in un pezzo unico, separatamente dal corpo di contenimento, ed il collare à ̈ successivamente fissato al collo per incastro, saldatura o incollaggio, con chiusura della bocca di erogazione mediante il perno.
Questi contenitori noti presentano tuttavia alcuni inconvenienti.
A questo proposito si sottolinea il fatto che per alcune particolari applicazioni à ̈ necessario che i prodotti contenuti nei contenitori vengano miscelati tra loro prima di utilizzarli.
A tale scopo occorre aprire due contenitori diversi e versare i singoli contenuti in un recipiente che li accolga prima di impiegare la miscela cosi ottenuta.
La duplice operazione di apertura e versamento consiste ovviamente in uno sconveniente intervento aggiuntivo di scarsa praticità e comporta tempi di esecuzione non trascurabili, senza contare che in questi casi occorre essere provvisti di due o più contenitori separati, con conseguente incremento degli ingombri complessivi.
Per ovviare almeno in parte a tali inconvenienti sono stati messi a punto contenitori per prodotti farmaceutici, cosmetici, alimentari o simili, in cui il corpo di contenimento à ̈ suddiviso in due o più vani tramite un setto di separazione, ogni vano essendo destinato a contenere prodotti fluidi differenti.
Su ogni vano, inoltre, si apre una corrispondente bocca di erogazione chiudibile con un rispettivo elemento otturatore; una volta estratti gli elementi otturatori, lo schiacciamento del contenitore porta alla fuoriuscita in contemporanea dei prodotti fluidi.
Anche questi contenitori perfezionati, tuttavia, sono suscettibili di ulteriori perfezionamenti mirati in particolare ad incrementarne la praticità e refficienza d’uso.
A tale riguardo si evidenzia il fatto che nei contenitori provvisti di setto di separazione la fuoriuscita dei prodotti fluidi avviene senza che essi si mescolino intimamente tra loro, oppure con una miscelazione solamente parziale.
Per alcune tipologie di prodotti fluidi, invece, à ̈ opportuno o addirittura necessario che, prima dell’applicazione, si raggiunga un grado di miscelazione e/o di omogeneizzazione dei prodotti particolarmente elevato. Il compito principale della presente invenzione à ̈ quello di escogitare un contenitore per prodotti fluidi, particolarmente farmaceutici, cosmetici, alimentari o simili, che possa essere utilizzato in modo pratico, agevole, funzionale e rapido e, al contempo, presenti ingombri complessivi particolarmente compatti e limitati.
Altro scopo della presente invenzione à ̈ quello di escogitare un contenitore per prodotti fluidi, particolarmente farmaceutici, cosmetici, alimentari o simili, che permetta di miscelare intimamente due o più prodotti fluidi senza particolari difficoltà per l’utilizzatore.
Ulteriore scopo della presente invenzione à ̈ quello di escogitare un contenitore per prodotti fluidi, particolarmente farmaceutici, cosmetici, alimentari o simili, che consenta di superare i menzionati inconvenienti della tecnica nota nell’ ambito di una soluzione semplice, razionale, di facile ed efficace impiego e dal costo contenuto.
Gli scopi sopra esposti sono raggiunti dal presente contenitore per prodotti fluidi, particolarmente farmaceutici, cosmetici, alimentari o simili, comprendente almeno un corpo cavo al cui interno à ̈ definito almeno un setto di separazione atto a suddividere il volume interno di detto corpo cavo in almeno due vani di contenimento di almeno due prodotti fluidi, almeno un collo che si estende da detto corpo cavo e che à ̈ provvisto di almeno due bocche di erogazione di detti prodotti fluidi, e mezzi di chiusura di dette bocche di erogazione, caratterizzato dal fatto che comprende almeno un elemento di miscelazione che à ̈ associabile a detto collo a definire una camera di miscelazione di detti prodotti fluidi in uscita da dette bocche di erogazione.
Altre caratteristiche e vantaggi della presente invenzione risulteranno maggiormente evidenti dalla descrizione di alcune forme di esecuzione preferite, ma non esclusive, di un contenitore per prodotti fluidi, particolarmente farmaceutici, cosmetici, alimentari o simili, illustrate a titolo indicativo, ma non limitativo, nelle unite tavole di disegni in cui: la figura 1 Ã ̈ una vista in assonometria di una particolare forma di attuazione di contenitori secondo il trovato raccolti in una stecca;
la figura 2 Ã ̈ una vista in esploso di uno dei contenitori di figura 1 prima del montaggio;
la figura 3 Ã ̈ una vista in sezione longitudinale del contenitore di figura 2 in configurazione di montaggio;
la figura 4 Ã ̈ una vista in assonometria, da altra angolazione, del contenitore di figura 2;
la figura 5 à ̈ una vista in sezione longitudinale del contenitore di figura 2 dopo l’apertura prima dell’uso;
la figura 6 Ã ̈ una vista in sezione trasversale lungo il piano di traccia VI -VI di figura 5;
la figura 7 à ̈ una vista in assonometria di un’alternativa forma di attuazione del contenitore secondo il trovato;
la figura 8 à ̈ una vista in sezione longitudinale del contenitore di figura 7 dopo l’apertura prima dell’uso;
la figura 9 à ̈ una vista in assonometria di un’altra forma di attuazione del contenitore secondo il trovato.
Con riferimento a tali figure, si à ̈ indicato globalmente con 1 un contenitore per prodotti fluidi, particolarmente farmaceutici, cosmetici, alimentari o simili.
A questo proposito si specifica che nella presente trattazione con il termine prodotti fluidi non si intendono solamente prodotti liquidi ma anche prodotti viscosi, ad esempio allo stato di pasta e di gel, e prodotti in polvere, in particolare polveri molto fini dotate di grande scorrevolezza. Con particolare riferimento alla forma di attuazione dell’invenzione illustrata nelle figure da 1 a 5, il contenitore 1 comprende un corpo cavo 2 che à ̈ destinato al contenimento di due prodotti fluidi P1, P2.
Il corpo cavo 2 presenta una conformazione sostanzialmente tubolare ed allungata sulla cui superficie esterna à ̈ definita una prima coppia di alette di presa 3 associabili in modo removibile alle prime alette di presa 3 di uno o più contenitori 1 adiacenti, così da formare una stecca S di contenitori 1 (figura 1).
Ad un’estremità longitudinale, il corpo cavo 2 si estende in un collo 4 che presenta conformazione sostanzialmente tubolare e cilindrica con diametro inferiore rispetto al resto del corpo cavo 2, à ̈ allineato coassiale al corpo cavo 2 e termina in un piatto trasversale 5·
In corrispondenza delfestremità del corpo cavo 2 opposta al collo 4 à ̈ definita un’apertura di introduzione 6 destinata a consentire il riempimento del contenitore 1 con 1 prodotti fluidi P1, P2; la chiusura dell’apertura di introduzione 6 (ad esempio per saldatura dei labbri dell’apertura stessa) à ̈ effettuata ad introduzione dei prodotti avvenuta.
Utilmente, all’intemo del corpo cavo 2 à ̈ definito un setto di separazione 7 atto a suddividere il volume interno del corpo cavo 2 in un primo vano 8 e in un secondo vano 9 destinati al contenimento rispettivamente dei prodotti fluidi Pi, P2.
Il setto di separazione 7 si estende per tutta la lunghezza del corpo cavo 2, dal collo 4 fino all’ apertura di introduzione 6.
Tramite il setto di separazione 7, le pareti tubolari del corpo cavo 2 vengono suddivise in una prima parete 10 sostanzialmente curva, che assieme al setto di separazione 7 delimita il primo vano 8, e in una seconda parete 11 sostanzialmente curva, che assieme al setto di separazione 7 delimita il secondo vano 9; la prima e la seconda parete 10, 11 sono chiaramente indicate in figura 4.
Il setto di separazione 7, inoltre, à ̈ almeno in parte ripiegato su se stesso. Più in dettaglio, sezionando il corpo cavo 2 lungo un piano trasversale, il setto di separazione 7 à ̈ sagomato sostanzialmente ondulato e la sua estensione in lunghezza risulta sostanzialmente pari alla lunghezza delle pareti 10, 11 del corpo cavo 2.
Questa particolare conformazione del setto di separazione 7 fa sì che lo schiacciamento del corpo cavo 2 permette di distendere localmente sia le pareti 10, 1 1 che il setto di separazione 7 lungo una direzione trasversale al corpo cavo 2 e portare le pareti 10, 11 a contatto sostanzialmente combaciante con il setto di separazione 7.
Ciò, in particolare, risulta di grande utilità in fase di chiusura dell’apertura di introduzione 6 (figure 5 e 6), in quanto permette di schiacciare i labbri dell’apertura di introduzione 6 sul setto di separazione 7 senza formare increspature che potrebbero comprometterne la saldatura e pregiudicare la tenuta e la conservazione dei prodotti fluidi Pi, P2 all’intemo del contenitore 1.
Per la fuoriuscita dei prodotti fluidi Pi, P2 dai vani 8, 9, il collo 4 Ã ̈ provvisto di due bocche di erogazione 12, 13, una per ogni vano 8, 9, ricavate passanti sul piatto trasversale 5.
Sono possibili, tuttavia, alternative soluzioni realizzative in cui all’interno del corpo cavo 2 siano definiti due o più setti di separazione 7 a definire tre o più vani 8, 9 per il contenimento di tre o più prodotti fluidi; ovviamente, in questo caso il collo 4 risulta provvisto di tre o più bocche di erogazione 12, 13.
Vantaggiosamente il contenitore 1 comprende un elemento di miscelazione 14 che à ̈ associabile al collo 4 a definire una camera di miscelazione 15 dei prodotti fluidi Pi, P2 in uscita dalle bocche di erogazione 12, 13.
L’elemento di miscelazione 14 comprende un cappuccio 16 sostanzialmente cilindrico calzato a misura sul collo 4 in modo scorrevole longitudinalmente tra una prima posizione operativa, in cui il cappuccio 16 à ̈ disposto sostanzialmente avvicinato alle bocche di erogazione 12, 13, ed una seconda posizione operativa, in cui il cappuccio 16 à ̈ disposto sostanzialmente allontanato rispetto alle bocche di erogazione 12, 13 e assieme al piatto trasversale 5 del collo 4 delimita la camera di miscelazione 15.
In dettaglio, il cappuccio 16 Ã ̈ scorrevole longitudinalmente sul collo 4 tra la prima posizione operativa e la seconda posizione operativa.
Per agevolare lo scorrimento dell’elemento di miscelazione 14, sulla superfìcie laterale esterna del cappuccio 16 à ̈ definita una pluralità di nervature sporgenti 17 sostanzialmente circolari, che permettono di agevolare la presa da parte dell’utilizzatore e di imprimere su di esso la forza per spostarlo dalla prima alla seconda posizione operativa.
Utilmente, per bloccare lo scorrimento del cappuccio 16 nella seconda posizione operativa sono previsti appositi mezzi di arresto 18, 19.
I mezzi di arresto 18, 19 sono costituiti, ad esempio, da una sporgenza 18 che à ̈ definita sulla superficie interna del cappuccio 16 e da un dente di riscontro 19 che à ̈ ricavato in corrispondenza dell’estremità longitudinale del collo 4 ed à ̈ accoppiabile con la sporgenza 18 per impedire che il cappuccio 16 possa essere sfilato completamente dal collo 4.
Utilmente, il contenitore 1 Ã ̈ dotato di mezzi di chiusura 20, 21 per la chiusura delle bocche di erogazione 12, 13.
I mezzi di chiusura 20, 21 sono definiti da due elementi otturatori inseribili a tenuta nelle bocche di erogazione 12, 13.
Gli elementi otturatori 20, 21 sono sagomati a definire rispettivi perni associati all’ interno del cappuccio 16, sostanzialmente paralleli tra loro e alla direzione longitudinale del collo 4.
In questo modo, una volta disposto il cappuccio 16 nella prima posizione operativa, gli elementi otturatori 20, 21 vengono inseriti nelle bocche di erogazione 12, 13 così da chiudere ermeticamente i vani 8, 9 e salvaguardare i prodotti fluidi Pi, P2 in essi contenuti.
Nel passaggio dalla prima alla seconda posizione operativa, invece, il cappuccio 16 trascina con sé gli elementi otturatori 20, 21 estraendoli dalle bocche di erogazione 12, 13 per consentire la fuoriuscita dei prodotti fluidi Pi, P2,
L’elemento di miscelazione 14 à ̈ inoltre dotato di un becco 22 applicatore, che à ̈ sagomato sostanzialmente allungato e sul quale à ̈ ricavata un’apertura di uscita 23 per la fuoriuscita dei prodotti fluidi Pi, P2 dalla camera di miscelazione 15.
Per la chiusura dell’apertura di uscita 23 il contenitore 1 à ̈ dotato di appositi mezzi di otturazione 24.
Nella forma di attuazione del trovato illustrata nelle figure da 1 a 6 i mezzi di otturazione 24 sono costituiti da un elemento di rivestimento 25 calzabile sull’elemento di miscelazione 14 a copertura dell’apertura di uscita 23. L’elemento di rivestimento 25 à ̈ sagomato a definire due seconde alette di presa 26 che, nella conformazione a stecca S illustrata in figura 1, sono associabili in modo removibile alle seconde alette di presa 26 dei contenitori 1 adiacenti.
Per evitare che i prodotti fluidi Pi, P2 all ’interno del corpo cavo 2 possano essere volontariamente o accidentalmente alterati senza che l’utilizzatore se ne accorga, il contenitore 1 à ̈ provvisto di mezzi antimanomissione di sigillo 27, 28 che sono atti ad evidenziare l’avvenuta apertura del contenitore 1.
I mezzi antimanomissione di sigillo 27, 28 sono costituiti, ad esempio, da un collare 27, di forma anulare, che à ̈ collegato all’elemento di rivestimento 25 lungo zone a frattura prestabilita 28.
Le zone a frattura prestabilita 28 sono costituite, ad esempio, da una serie di ponticelli lacerabili che collegano la superficie interna del collare 27 con il bordo del cappuccio 16.
II collare 27 à ̈ calzabile attorno al collo 4 ed à ̈ destinato ad essere reso solidale ad esso, ad esempio tramite un sistema di bloccaggio ad incastro, oppure tramite incollaggio o ancora per mezzo di saldatura (ad ultrasuoni, a caldo, o di altro tipo).
Si specifica, inoltre, che l’elemento di rivestimento 25, le seconde alette di presa 26 ed il collare 27 sono realizzati in corpo unico, ad esempio mediante tecniche di formatura quali lo stampaggio ad iniezione, impiegando materiali polimerici, del tipo di polietilene o di polipropilene. Analogamente, le stesse tecniche di formatura possono essere impiegate per ottenere gli elementi otturatori 20, 21, il cappuccio 16 ed il becco 22 a definire un secondo corpo unico monolitico, nonché il corpo cavo 2 ed il setto di separazione 16 a definire un terzo corpo unico monolitico.
Il corpo cavo 2 ed il setto di separazione 7 sono quindi inizialmente separati sia dall’elemento di miscelazione 14 che dalfelemento di rivestimento 25, come illustrato in figura 2.
Il contenitore 1 viene assemblato in un secondo momento facendo calzare l’elemento di miscelazione 14 sul collo 4 fino alla prima posizione operativa, con contestuale inserimento degli elementi otturatori 20, 21 all’interno delle bocche di erogazione 12, 13, e quindi facendo calzare l’elemento di rivestimento 25 sull’elemento di miscelazione 14 ed unendo solidamente il collare 27 al collo 4.
Il contenitore 1 così assemblato à ̈ illustrato in figura 3.
Dopo l’assemblaggio, i vani 8, 9 possono essere riempiti con i prodotti fluidi Pi, P2 facendoli passare attraverso l’apertura di introduzione 6, che à ̈ destinata ad essere chiusa al termine del riempimento.
I prodotti fluidi Pi, P2, quindi, rimangono conservati all’interno del corpo cavo 2 fino al loro impiego da parte dell’ utilizzatore finale.
Per la loro fuoriuscita dal contenitore 1, in sequenza si provvede a rimuovere l’elemento di rivestimento 25, lacerando i ponticelli lacerabili 28, a spostare l’elemento di miscelazione 14 dalla prima posizione operativa alla seconda posizione operativa, liberando le bocche di erogazione 12, 13 dagli elementi otturatori 20, 21, e infine ad erogare i prodotti fluidi Pi, P2 schiacciando le pareti 10, 11 del corpo cavo 2.
Durante la fuoriuscita, i prodotti fluidi Pi, P2 si spostano dai vani 8, 9 alla camera di miscelazione 15, dove si mescolano tra loro prima di uscire attraverso il becco 22.
Un’alternativa forma di attuazione del trovato à ̈ illustrata nelle figure 7 e 8. In questa forma di attuazione, il contenitore 1 presenta un corpo cavo 2 provvisto di un setto di separazione 7 e di un collo 4 sostanzialmente identici a quelli della forma di attuazione precedente e che, pertanto, non saranno oggetto di un’ulteriore spiegazione dettagliata, restando inteso che per essi conviene fare riferimento alla descrizione di cui sopra.
Anche nella forma di attuazione delle figure 7 e 8, inoltre, l’elemento di miscelazione 14 comprende un cappuccio 16 dotato di elementi otturatori 20, 21, ed un becco 22 sul quale si apre l’apertura di uscita 23, con la differenza, tuttavia, che i mezzi di otturazione 24 non sono costituiti da un elemento di rivestimento 25 ma altresì da un elemento a tappo 29 associato all’apertura di uscita 23 lungo una linea di lacerazione rimovibile a strappo. Anche in questa forma di attuazione, del resto, il contenitore 1 à ̈ dotato di seconde alette di presa 26 che, a differenza di quanto sopra, sono associate al cappuccio 16 dell’elemento di miscelazione 14.
Alla base del cappuccio 16, inoltre, sono associati anche i mezzi antimanomissione di sigillo 27, 28 costituiti da un collare 27 analogo a quello delle figure da 1 a 6, con la differenza che, tramite i ponticelli lacerabili 28, esso à ̈ collegato direttamente al bordo aperto del cappuccio 16.
In questa forma di attuazione, in pratica, il cappuccio 16, il becco 22, gli elementi otturatori 20, 21, i mezzi di otturazione 24 ed il collare 27 sono inizialmente realizzati in un corpo unico monolitico destinato ad essere calzato sul collo 4 del corpo cavo 2 dopo la formatura.
In configurazione di assemblaggio (figura 7), il collare 27 à ̈ reso solidale al collo 4, il cappuccio 16 à ̈ disposto nella prima posizione operativa e l’apertura di uscita 23 à ̈ chiusa dall’elemento a tappo 29.
Prima dell’uso à ̈ quindi necessario provvedere a strappare l’elemento a tappo 29 dall’apertura di uscita 23 e far scorrere il cappuccio 16 lungo il collo 4 fino a collocarlo nella seconda posizione operativa, liberando così le bocche di erogazione 12, 13 e permettere la fuoriuscita dei prodotti fluidi Pi, P2 (figura 8).
Non sì escludono, tuttavia, altre forme di attuazione del presente trovato come, ad esempio, quella illustrata in figura 9.
Questa forma di attuazione à ̈ sostanzialmente analoga alla forma di attuazione delle figure 7 e 8 e si differenzia da essa solamente per il fatto che il cappuccio 16 à ̈ privo delle seconde alette di presa 26 e che al loro posto sono definite altre due serie di nervature sporgenti 17 che permettono di agevolare la presa del cappuccio 16 da parte dell ’utilizzatore finale.
Si à ̈ in pratica constatato come l’invenzione descritta raggiunga gli scopi proposti.
A questo proposito si sottolinea il fatto che il particolare accorgimento di prevedere l’elemento di miscelazione secondo l’invenzione permette di ottenere un contenitore per prodotti fluidi, particolarmente farmaceutici, cosmetici, alimentari o simili, in cui à ̈ possibile mescolare i prodotti fluidi al suo interno e quindi erogarli all' esterno una volta miscelati in modo pratico, agevole e funzionale.

Claims (10)

  1. RIVENDICAZIONI 1) Contenitore (1) per prodotti fluidi, particolarmente farmaceutici, cosmetici, alimentari o simili, comprendente almeno un corpo cavo (2) al cui interno à ̈ definito almeno un setto di separazione (7) atto a suddividere il volume interno di detto corpo cavo (2) in almeno due vani (8, 9) di contenimento di almeno due prodotti fluidi (Pi, P2), almeno un collo (4) che si estende da detto corpo cavo (2) e che à ̈ provvisto di almeno due bocche di erogazione (12, 13) di detti prodotti fluidi (Pi, P2), e mezzi di chiusura (20, 21) di dette bocche di erogazione (12, 13), caratterizzato dal fatto che comprende almeno un elemento di miscelazione (14) che à ̈ associabile a detto collo (4) a definire una camera di miscelazione (15) di detti prodotti fluidi (Pi, P2) in uscita da dette bocche di erogazione (12, 13).
  2. 2) Contenitore (1) secondo la rivendicazione 1, caratterizzato dal fatto che detto elemento di miscelazione (14) comprende almeno un cappuccio (16) sostanzialmente calzato su detto collo (4) e mobile tra una prima posizione operativa, in cui à ̈ disposto sostanzialmente avvicinato a dette bocche di erogazione (12, 13), ed almeno una seconda posizione operativa, in cui à ̈ disposto sostanzialmente allontanato da dette bocche di erogazione (12, 13).
  3. 3) Contenitore (1) secondo la rivendicazione 2, caratterizzato dal fatto che detto cappuccio (16) Ã ̈ scorrevole longitudinalmente su detto collo (4) tra detta prima posizione operativa e detta seconda posizione operativa.
  4. 4) Contenitore (1) secondo una o più delle rivendicazioni precedenti, caratterizzato dal fatto che comprende mezzi di arresto (18, 19) di detto cappuccio (16) in detta seconda posizione operativa.
  5. 5) Contenitore (1) secondo la rivendicazione 4, caratterizzato dal fatto che detti mezzi di arresto (18, 19) comprendono almeno una sporgenza (18) definita su almeno uno tra detto cappuccio (16) e detto collo (4) ed almeno un dente di riscontro (19) ricavato sull' altro tra detto cappuccio (16) e detto collo (4) ed accoppiabile con detta sporgenza (18).
  6. 6) Contenitore (1) secondo una o più delle rivendicazioni precedenti, caratterizzato dal fatto che detti mezzi di chiusura (20, 21) comprendono almeno due elementi otturatori inseribili a tenuta in dette bocche di erogazione (12, 13).
  7. 7) Contenitore (1) secondo una o più delle rivendicazioni precedenti, caratterizzato dal fatto che detti elementi otturatori (20, 21) sono definiti da rispettivi perni sostanzialmente paralleli tra loro.
  8. 8) Contenitore (1) secondo una o più delle rivendicazioni precedenti, caratterizzato dal fatto che detti elementi otturatori (20, 21) sono associati a detto cappuccio (16), in detta prima posizione operativa del cappuccio (16) detti elementi otturatori (20, 21) essendo disposti inseriti in dette bocche di erogazione (12, 13) e in detta seconda posizione operativa del cappuccio (16) detti elementi otturatori (20, 21) essendo disposti estratti da dette bocche di erogazione (12, 13).
  9. 9) Contenitore (1) secondo una o più delle rivendicazioni precedenti, caratterizzato dal fatto che detto elemento di miscelazione (14) comprende almeno un’apertura di uscita (23) di detti prodotti fluidi (Pi, Pz) da detta camera di miscelazione (15).
  10. 10) Contenitore (1) secondo una o più delle rivendicazioni precedenti, caratterizzato dal fatto che detto elemento di miscelazione (14) comprende almeno un becco (22) sostanzialmente allungato sul quale à ̈ ricavata detta apertura di uscita (23). 1 1) Contenitore (1) secondo una o più delle rivendicazioni precedenti, caratterizzato dal fatto che comprende mezzi di otturazione (24) di detta apertura di uscita (22). 12) Contenitore (1) secondo una o più delle rivendicazioni precedenti, caratterizzato dal fatto che detti mezzi di otturazione (24) comprendono almeno un elemento di rivestimento (25) calzabile su detto elemento di miscelazione (14) a copertura di detta apertura di uscita (23). 13) Contenitore (1) secondo una o più delle rivendicazioni precedenti, caratterizzato dal fatto che detti mezzi di otturazione (24) comprendono almeno un elemento a tappo (19) associato a detta apertura di uscita (23) lungo almeno una linea di lacerazione rimovibile a strappo. 14) Contenitore (1) secondo una o più delle rivendicazioni precedenti, caratterizzato dal fatto che comprende mezzi antimanomissione di sigillo (27, 28) che sono atti ad evidenziare l’apertura di detto contenitore (1). 15) Contenitore (1) secondo una o più delle rivendicazioni precedenti, caratterizzato dal fatto che detti mezzi antimanomissione di sigillo (27, 28) comprendono almeno un collare (27) che à ̈ associabile a detto corpo cavo (2) ed à ̈ collegato ad almeno uno tra detto elemento di rivestimento (25) e detto cappuccio (16) lungo almeno una zona a frattura prestabilita (28).
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