ITMO20120230A1 - Mulino ad impatto per la macinazione di materiale incoerente - Google Patents

Mulino ad impatto per la macinazione di materiale incoerente Download PDF

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ITMO20120230A1
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Gabriele Marchetti
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Gei S R L
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    • B02CCRUSHING, PULVERISING, OR DISINTEGRATING IN GENERAL; MILLING GRAIN
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Description

“MULINO AD IMPATTO PER LA MACINAZIONE DI MATERIALE INCOERENTE†.
DESCRIZIONE
La presente invenzione si riferisce ad un mulino ad impatto per la macinazione di materiale incoerente.
I mulini ad impatto per la macinazione di materiale incoerente comprendono generalmente un rotore principale mobile in rotazione attorno ad un relativo asse e provvisto di uno o più martelli atti a frantumare il materiale in ingresso. I mulini ad impatto di tipo noto presentano anche un rotore secondario provvisto di una pluralità di pale atte ad inviare il materiale da macinare verso il rotore principale. Il rotore principale ed il rotore secondario sono disposti, rispettivamente, all’interno di una camera di macinazione e di una camera di ingresso tra loro comunicanti.
II rotore principale presenta un nucleo centrale a conformazione cilindrica che si sviluppa attorno all’asse di rotazione ed al quale sono associati solidalmente i martelli di frantumazione. Più in particolare, i martelli di frantumazione presentano una porzione che fuoriesce dal nucleo centrale e che à ̈ atta ad impattare il materiale da macinare ed una porzione che invece à ̈ contenuta all’interno del nucleo di base per consentirne il fissaggio allo stesso.
I mulini di tipo noto possono essere classificati come mulini ad asse orizzontale o mulini ad asse verticale, in funzione della disposizione spaziale dell’asse di rotazione del rotore principale.
La presente invenzione si riferisce in particolare ai mulini ad asse orizzontale.
Due esempi di mulini ad impatto ad asse orizzontale sono descritti in W02002022269 ed in W02008 105019, in entrambi i quali il rotore secondario à ̈ disposto superiormente al rotore principale e ruota attorno ad un relativo asse disposto sostanzialmente parallelo all’asse di rotazione del rotore principale stesso.
In entrambi questi mulini ad impatto, il materiale da macinare viene introdotto all’intemo della camera di ingresso in corrispondenza della estremità superiore della stessa.
Un inconveniente di questo tipo di mulini à ̈ legato al fatto che le pale del rotore secondario tendono ad impuntarsi in corrispondenza della zona di ingresso del materiale da macinare. Il materiale in arrivo dal condotto di inserimento si accumula infatti per gravità in questa zona e si interpone, durante la rotazione delle pale, tra le pale stesse e la parete laterale della camera di ingresso.
Questo inconveniente provoca una rapida usura delle pale, dovuta all’azione di sfregamento delle stesse sul materiale così interposto. L’usura delle pale ha come diretta conseguenza un’inefficiente distribuzione del materiale da frantumare all’ interno della camera di macinazione, in quanto una parte di tale materiale riesce a by-passare le pale finendo direttamente nella camera di macinazione e perdendo così il sincronismo con i martelli. Nel caso in cui il materiale da macinare sia di grossa pezzatura, l’interposizione dello stesso tra le pale del rotore secondario e la parete laterale della camera di ingresso può addirittura provocare la rottura delle pale stesse o degli organi di trasmissione che le movimentano a causa della resistenza offerta dal materiale così interposto.
Un altro inconveniente ancora di questa tipologia di mulini noti consiste nella difficile esecuzione delle operazioni di manutenzione del rotore secondario, che implicano di conseguenza elevati costi e lunghi tempi di fermo macchina.
Inoltre, la conformazione del rotore secondario e della relativa camera di ingresso dei mulini di tipo noto consente la lavorazione solo di ridotte quantità di materiale per volta impedendo così il completo sfruttamento della capacità volumetrica della camera di ingresso stessa.
Un altro inconveniente ancora dei mulini noti consiste nell’elevato spreco di materiale connesso all’usura dei martelli di frantumazione. Infatti, una volta che la loro porzione sporgente verso l' esterno del nucleo di base si usura occorre sostituire il martello nel suo complesso, per cui la porzione contenuta all’ interno del nucleo di base non può essere sfruttata per il processo di macinazione.
Il compito principale della presente invenzione à ̈ quello di escogitare un mulino ad impatto che consenta di superare gli inconvenienti della tecnica nota.
In particolare la presente invenzione si propone di incrementare l’efficienza di macinazione riducendo al contempo il consumo energetico rispetto ai mulini di tipo noto.
All’interno di questo compito uno scopo del presente trovato à ̈ quello di ridurre l’usura delle parti in movimento, ed in particolare delle pale del rotore secondario.
Un altro scopo à ̈ quello di incrementare, rispetto ai mulini di tipo noto, lo sfruttamento del volume interno della camera di ingresso così da consentire la lavorazione di una maggiore quantità di materiale nell’unità di tempo. Un altro scopo ancora del presente trovato à ̈ quello di ridurre l’ingombro complessivo del mulino a parità di capacità di macinazione.
Non ultimo scopo del presente trovato à ̈ quello di ridurre lo spreco di materiale rispetto ai mulini di tipo noto, in particolare aumentando la porzione dei martelli di frantumazione sfruttabile nel processo di macinazione.
Altro scopo del presente trovato à ̈ quello di escogitare un mulino ad impatto per la macinazione di materiale incoerente che consenta di superare ÃŒ menzionati inconvenienti della tecnica nota nell' ambito di una soluzione semplice, razionale, di facile ed efficace impiego e dal costo contenuto. Gli scopi sopra esposti sono raggiunti dal presente mulino ad impatto perfezionato per la macinazione di materiale incoerente, comprendente: almeno un rotore principale mobile in rotazione attorno ad un primo asse all’interno di una camera di macinazione;
almeno un rotore secondario mobile in rotazione attorno ad un secondo asse all’interno di una camera di ingresso del materiale da macinare comunicante con detta camera di macinazione, detto rotore secondario essendo atto ad inviare il materiale da macinare all’interno di detta camera di macinazione;
detta camera di ingresso e detta camera di macinazione essendo delimitate da almeno due pareti laterali disposte sostanzialmente trasversali rispettivamente a detti primo e secondo asse e da almeno una parete di collegamento interposta tra le rispettive pareti laterali a circondare almeno in parte il relativo rotore, detti primo e secondo asse essendo disposti sostanzialmente orizzontali e paralleli tra loro; caratterizzato dal fatto che detta camera di ingresso presenta una luce di ingresso del materiale da macinare disposta in corrispondenza di una dette pareti laterali.
Altre caratteristiche e vantaggi della presente invenzione risulteranno maggiormente evidenti dalla descrizione di una forma di esecuzione preferita, ma non esclusiva, di un mulino ad impatto per la macinazione di materiale incoerente, illustrata a titolo indicativo, ma non limitativo, nelle unite tavole di disegni in cui:
la figura 1 Ã ̈ una vista assonometrica di un mulino secondo il trovato in una prima forma di realizzazione;
la figura 2 Ã ̈ una vista assonometrica in sezione del mulino di figura 1 ; la figura 3 Ã ̈ una vista in sezione in alzato laterale di un mulino secondo il trovato in una seconda forma di realizzazione.
Con particolare riferimento a tali figure, si à ̈ indicato globalmente con il numero di riferimento 1 un mulino ad impatto per la macinazione di materiale incoerente.
Il mulino 1 comprende almeno un rotore principale 2 disposto mobile in rotazione attorno ad un primo asse 3 all' intemo di una camera di macinazione 4.
Più in dettaglio, la camera di macinazione 4 à ̈ delimitata da due pareti laterali 4a, disposte trasversalmente rispetto al primo asse 3 da parti opposte rispetto al rotore principale 2, e da almeno una parete di collegamento 4b interposta tra le pareti laterali 4a e configurata in modo da circondare almeno in parte il rotore principale stesso. La parete di collegamento 4b si sviluppa quindi intorno al primo asse 3.
Il rotore principale 2 comprende, come visibile nelle figure 2 e 3, almeno due elementi di frantumazione 5 atti ad impattare il materiale da macinare. Non si escludono, tuttavia, alternative forme di realizzazione nelle quali il rotore principale comprende un numero maggiore di elementi di frantumazione 5.
Ciascun elemento frantumazione 5 Ã ̈ in pratica costituito da una relativa placca realizzata in materiale antiusura ed associata solidalmente, ad esempio mediante mezzi filettati, ad un nucleo di base 6.
Più in particolare, ciascun elemento di frantumazione 5 presenta una faccia anteriore rivolta verso l esterno e destinata ad impattare il materiale ed una faccia posteriore associata al nucleo di base 6.
Il nucleo di base 6 à ̈ a sua volta associato solidalmente ad un albero di trasmissione del moto, non visibile in dettaglio nelle figure, che à ̈ azionabile in rotazione attorno al primo asse 3 secondo modalità note al tecnico del settore.
Preferibilmente, il nucleo di base 6 presenta almeno una superficie di raccordo 7, curvilinea e convessa, interposta tra due elementi di frantumazione 5 consecutivi. In particolare, la superfìcie di raccordo 7 corrisponde alla porzione di una superficie cilindrica disassata rispetto al primo asse 3. Più in dettaglio, nella forma di realizzazione rappresentata nelle figure, nella quale il rotore principale comprende due elementi di frantumazione 5 disposti da parti opposte rispetto al primo asse 3, il nucleo di base 6 presenta due raccordo 7. Ciascuna di tali di raccordo 7 presenta un’estremità disposta in corrispondenza dalla faccia anteriore di un elemento di frantumazione 5 e l’estremità opposta disposta in corrispondenza della faccia posteriore dell’altro elemento di frantumazione 5. Questa conformazione del rotore principale 2 non à ̈ comunque limitativa, per cui non si escludono alternative forme di realizzazione che non prevedono la presenza delle di raccordo 7 o che prevedono delle di raccordo aventi solo alcune delle caratteristiche sopraccitate.
Nelle preferite forme di realizzazione rappresentate nelle figure, la parete di collegamento 4b presenta, almeno in corrispondenza della porzione superiore della camera di macinazione 4, una pluralità di di impatto 8 tra loro inclinate e rivolte verso l interno della camera di macinazione stessa.
Tali superimi di impatto 8 sono inclinate in modo tale da definire una pluralità di sporgenze e di rientranze tra loro consecutive ed alternate.
Preferibilmente, almeno una rientranza formata da due da due superimi di impatto 8 consecutive definisce un angolo a compreso tra 80° e 110°, preferibilmente tra 90° e 110°. Questo si verifica in particolare per le superimi di impatto 8 che vengono interessate dal processo di frantumazione, ovvero quelle disposte in corrispondenza della porzione superiore della camera di macinazione 4.
Almeno una sporgenza formata da due superfici di impatto 8 consecutive definisce un angolo β compreso tra 210° e 240°.
Più in dettaglio, l’angolo di inclinazione delle superfici di impatto 8 e la velocità di rotazione del rotore principale 2 sono tali per cui il materiale colpito da uno degli elementi di frantumazione 5 viene scagliato contro una di tali superfici di impatto 8 a seguito dell' urto con la quale viene respinto e colpito nuovamente dall’altro elemento di frantumazione 5 che lo indirizza verso un’altra superficie di impatto 8. In questo modo, il materiale da macinare viene in pratica “rimbalzato†tra le superfici di impatto 8 e gli elementi di frantumazione 5, da cui ne risulta una frantumazione particolarmente efficace.
La camera di macinazione 4 presenta anche una zona di scarico 9 accessibile dall’esterno per prelevare il materiale macinato.
Il mulino 1 comprende poi anche un rotore secondario 10 disposto mobile in rotazione attorno ad un secondo asse 11 all’interno di una camera di ingresso 12 comunicante con la camera di macinazione 4.
Anche la camera di ingresso 12 Ã ̈ delimitata da due pareti laterali 12a disposte trasversalmente al secondo asse 11 da parti opposte rispetto al rotore secondario 10 e da almeno una parete di collegamento 12b interposta tra le pareti laterali 12a a circondare almeno in parte il rotore secondario stesso. Preferibilmente, la parete di collegamento 12b che circonda almeno in parte il rotore secondario 10 presenta uno sviluppo sostanzialmente circolare.
Il primo ed il secondo asse 3 e 1 1 sono sostanzialmente orizzontali e sono disposti tra loro sostanzialmente paralleli.
Preferibilmente, la camera di ingresso 12 à ̈ disposta lateralmente rispetto alla camera di macinazione 4. Più in dettaglio, la camera di ingresso 12 à ̈ disposta al di fuori della proiezione verticale della camera di macinazione 4. Questa disposizione consente di ottimizzare l’efficienza di macinazione in quanto rende massima la corsa utile del rotore principale 2, ovvero la corsa durante la quale esso risulta attivo nel processo di frantumazione del materiale. Non si escludono, tuttavia, alternative forme di realizzazione nelle quali la camera di ingresso 12 à ̈ disposta in parte o del tutto al di sopra della camera di macinazione 4.
Secondo il trovato, la camera di ingresso 12 presenta una luce di ingresso 13 del materiale da macinare che à ̈ disposta in corrispondenza di almeno una delle pareti laterali 12a.
Preferibilmente, la luce di ingresso 13 à ̈ disposta lungo il secondo asse 11. Nelle preferite, ma non esclusive, forme di realizzazione rappresentate nelle figure, la camera di ingresso 12 presenta una sola luce di ingresso 13 definita su una delle pareti laterali 12a, l’altra parete laterale 12a essendo collegata all’albero di trasmissione del moto al rotore secondario 10. Nella forma di realizzazione di figure 3 la luce di ingresso 13 ha conformazione sostanzialmente circolare ed à ̈ disassata rispetto al secondo asse 1 1.
Il rotore secondario 10 comprende una piastra di base 14 sostanzialmente affacciata alla luce di ingresso 13 ed alla quale sono associati solidalmente in rotazione una pluralità di elementi di lancio 15 del materiale da macinare.
Gli elementi di lancio 15 si sviluppano a partire dal bordo perimetrale della piastra di base 14 verso il secondo asse 11.
Più in dettaglio, gli elementi di lancio 15 presentano un’estremità disposta in corrispondenza del bordo perimetrale della piastra di base 14 e l’estremità opposta distanziata dal secondo asse 1 1 in modo da definire una zona di ricezione 16 del materiale da macinare, in arrivo dalla luce di ingresso 13, libera e priva di sporgenze. Gli elementi di lancio 15 sono quindi disposti intorno a tale zona di ricezione 16, quest’ultima essendo disposta in corrispondenza della porzione centrale della piastra di base 14. Nella forma di realizzazione rappresentata nelle figure, la piastra di base 14 ha conformazione sostanzialmente circolare, gli elementi di lancio 15 hanno sviluppo sostanzialmente radiale e sono distanziati radialmente dal secondo asse 1 1. Più in dettaglio, nelle forme di realizzazione rappresentate nelle figure, il rotore secondario 10 presenta due elementi di lancio 15 disposti da parti diametralmente opposte della piastra di base 14. Non si escludono tuttavia forme di realizzazione alternative comprendenti un numero maggiore di elementi di frantumazione 15.
La camera di macinazione 4 e la camera di ingresso 12 sono tra loro comunicanti mediante una luce di collegamento 17 definita sulle rispettive pareti di collegamento 4a e 12a. La luce di collegamento 17 Ã ̈ disposta in modo tale che il materiale inviato dal rotore secondario 10 sia diretto verso la porzione inferiore della camera di macinazione 4.
La camera di ingresso 12 presenta, inoltre, una zona di raccolta 18 del materiale da macinare entrante dalla luce di ingresso 13.
Preferibilmente, la zona di raccolta 18 Ã ̈ disposta ad una quota inferiore rispetto alla zona di ricezione 16 ed alla luce di collegamento 17.
Opportunamente, il verso di rotazione del rotore secondario 10, la disposizione della zona di raccolta 18 e della luce di collegamento 17 sono tali per cui la corsa compiuta dagli elementi di lancio 15 per portare il materiale da macinare dalla zona di raccolta 18 alla luce di collegamento 17 à ̈ maggiore della corsa compiuta dal rotore secondario stesso per ritornare da quest’ ultima luce alla zona di raccolta.
Nella preferita, ma non esclusiva, forma di realizzazione rappresentata nelle figure, la camera di ingresso 12 comprende anche un canale di invio 19 del materiale. Tale canale di invio 19 comprende la luce di collegamento 17 ed à ̈ delimitato da almeno una parete di invio 20 sostanzialmente tangenziale al bordo periferico della traiettoria percorsa dagli elementi di lancio 15 ed inclinata rispetto ad una direzione orizzontale. L’inclinazione della parete di invio 20 rispetto ad una direzione orizzontale corrisponde sostanzialmente alla direzione di invio del materiale nella camera di macinazione 4. Preferibilmente, la parete di invio 20 à ̈ inclinata rispetto ad una direzione orizzontale di un angolo compreso tra 1° e 90°, preferibilmente tra 20° e 40°.
Più in dettaglio, gli elementi di lancio 15 trascinano il materiale da macinare verso la luce di collegamento 17 durante la loro rotazione attorno al secondo asse 11 e lo lanciano all’interno della camera di macinazione 4. Il rotore principale 2 ed il rotore secondario 10 sono tra loro sincronizzati in modo tale che il materiale da macinare impatti sostanzialmente in modo perpendicolare la faccia anteriore degli elementi di frantumazione 5 all’atto del loro passaggio.
Vantaggiosamente, in una forma di realizzazione non rappresentata nelle figure, il mulino 1 può comprendere due rotori principali 2 e due rotori secondari 10.
Più particolarmente, i due rotori principali 2 sono tra loro mobili in rotazione attorno al primo asse 3 con verso concorde e con la medesima velocità angolare. I due rotori principali 2 possono essere associati al medesimo albero di trasmissione del moto oppure a due alberi distinti. Inoltre, i due rotori principali 2 comprendono ciascuno due elementi di frantumazione 5 disposti tra loro diametralmente opposti, dove gli elementi di frantumazione 5 di uno di tali rotori principali 2 sono angolarmente sfalsati rispetto agli elementi di frantumazione 5 dell’altro rotore principale 2.
Analogamente, anche i due rotori secondari 10 sono entrambi mobili in rotazione attorno al secondo asse 11 con verso concorde e con la medesima velocità angolare. I due rotori secondari 10 possono anch’essi essere associati al medesimo albero di trasmissione del moto oppure a due alberi distìnti. Inoltre, i due rotori secondari 10 comprendono ciascuno due elementi di lancio 15 disposti tra loro diametralmente opposti, dove gli elementi di lancio 15 di uno di tali rotori secondari 10 sono angolarmente sfalsati rispetto agli elementi di lancio 15 dell’altro rotore secondario 10. Ancora, in questa forma di realizzazione ciascun rotore secondario 10 à ̈ disposto all’ interno di una relativa camera di ingresso 12 provvista a sua volta di una relativa luce di ingresso 13 del materiale da macinare.
Ciascun rotore secondario 10 à ̈ quindi atto ad inviare il materiale da macinare verso un rispettivo rotore principale 2. Lo sfalsamento dei rotori principali 2 e dei rotori secondari 10 consente di incrementare sensibilmente la produttività del mulino 1 rispetto alla presenza di una singola coppia rotore principale-rotore secondario.
Più in particolare, l’angolo di sfalsamento dei rotori principali 2 e dei rotori secondari 10 dipende dal numero di elementi di frantumazione 5 e di elementi di lancio 15 di cui sono rispettivamente dotati. Ad esempio, nel caso in cui i rotori principali 2 ed i rotori secondari 10 siano rispettivamente provvisti di due elementi di frantumazione 5 e di due elementi di lancio 15, essi saranno rispettivamente sfalsati di 90°. funzionamento del mulino secondo il trovato à ̈ il seguente.
Il materiale da macinare che viene introdotto attraverso la luce di ingresso 13 raggiunge la zona di ricezione 16 e, cadendo per gravità, si dispone nella zona di raccolta 18 disposta nella parte inferiore della camera di ingresso 12.
Il materiale da macinare si dispone quindi in appoggio contro la parete di collegamento 12b della camera di ingresso 12.
Durante il suo moto di rotazione attorno al secondo asse 11, il rotore secondario 10 trascina per mezzo degli elementi di lancio 15 il materiale da macinare dalla zona di raccolta 18 verso il canale di invio 1 9.
Il materiale da macinare viene quindi spinto dagli elementi di lancio 15 lungo una direzione sostanzialmente parallela alla parete di invio 20 ed entra nella camera di macinazione 4 passando attraverso la luce di collegamento 17.
Una volta giunto nella camera di macinazione 4 il materiale da macinare viene colpito da uno degli elementi di frantumazione 5 del rotore principale 2 che ruota in verso concorde al rotore secondario 10.
A seguito dell’urto con l’elemento di frantumazione 5 il materiale da macinare colpisce una delle superfici di impatto 8 della parete di collegamento 4b, risultandone ulteriormente frazionato. L’inclinazione delle superfici di impatto 8 fa sì che il materiale così frantumato venga respinto verso il rotore principale 2 in modo da colpire l’altro elemento di frantumazione 5 che nel frattempo ha compiuto mezzo giro. In questo modo, il materiale da macinare impatta più volte gli elementi di frantumazione 5 prima di raggiungere la zona di scarico 9.
Si à ̈ in pratica constatato come il trovato descritto raggiunga gli scopi proposti e in particolare si sottolinea il fatto che la disposizione rivendicata della luce di ingresso consente di evitare che il materiale introdotto nella camera di ingresso vada ad interporsi tra gli elementi di lancio e la parete di collegamento della camera di ingresso. Ne risulta quindi un usura degli elementi di lancio sensibilmente inferiore rispetto ai mulini di tipo noto ed un lancio più efficiente del materiale da frantumare al intemo della camera di macinazione.
Questa particolare conformazione, infatti, consente di ridurre l’ingombro verticale del mulino rispetto a quelli di tipo noto ed al contempo di mantenere il parallelismo tra gli assi di rotazione dei rotori, così che la direzione di lancio del materiale da macinare risulti sostanzialmente perpendicolare alla superficie di impatto degli elementi di frantumazione. Inoltre, la struttura del rotore secondario consente di ottimizzare la capacità volumetrica della camera di ingresso e, quindi, di inviare nella camera di macinazione una maggiore quantità di materiale nell’unità di tempo rispetto ai mulini di tipo noto.
Ancora, inclinazione delle superfici della parete di collegamento della camera di macinazione consente di ottenere una riduzione molto efficiente della granulometria del materiale, in quanto quest’ultimo viene ripetutamente colpito dagli elementi di frantumazione prima di raggiungere la zona di scarico del mulino stesso.
Non ultimo, la particolare conformazione del rotore principale consente di sfruttare a pieno lo spessore degli elementi di frantumazione, riducendo così gli sprechi di materiale ed i tempi di fermo macchina.

Claims (15)

  1. RIVENDICAZIONI 1) Mulino (1) ad impatto perfezionato per la macinazione di materiale incoerente, comprendente: almeno un rotore principale (2) mobile in rotazione attorno ad un primo asse (3) all’ interno di una camera di macinazione (4); almeno un rotore secondario (10) mobile in rotazione attorno ad un secondo asse (11) all’ interno di una camera di ingresso (12) del materiale da macinare comunicante con detta camera di macinazione (4), detto rotore secondario (10) essendo atto ad inviare il materiale da macinare all’ interno di detta camera di macinazione (4); detta camera di ingresso (12) e detta camera di macinazione (4) essendo delimitate da almeno due pareti laterali (4a, 12a) disposte sostanzialmente trasversali rispettivamente a detti primo e secondo asse (3, 1 1) e da almeno una parete di collegamento (4b, 12b) interposta tra le rispettive pareti laterali (4a, 12a) a circondare almeno in parte il relativo rotore (2, 10), detti primo e secondo asse (3, 11) essendo disposti sostanzialmente orizzontali e paralleli tra loro; caratterizzato dal fatto che detta camera di ingresso (12) presenta una luce di ingresso (13) del materiale da macinare disposta in corrispondenza di una dette pareti laterali (12a).
  2. 2) Mulino (1) secondo la rivendicazione 1, caratterizzato dal fatto che detta luce di ingresso (13) Ã ̈ disposta lungo detto secondo asse (11) di rotazione.
  3. 3) Mulino (1) secondo una o più delle rivendicazioni precedenti, caratterizzato dal fatto che detto rotore secondario (11) comprende una piastra di base (14) affacciata a detta luce di ingresso (13) ed alla quale sono associati solidalmente una pluralità di elementi di lancio (15) del materiale da macinare.
  4. 4) Mulino (1) secondo una o più delle rivendicazioni precedenti, caratterizzato dal fatto che detti elementi di lancio (15) si sviluppano a partire dal bordo perimetrale di detta piastra di base (14) verso detto secondo asse (1 1) e sono distanziati da quest’ultimo in modo da delimitare una zona di ricezione (16) del materiale sostanzialmente affacciata a detta luce di ingresso (13).
  5. 5) Mulino (1) secondo una o più delle rivendicazioni precedenti, caratterizzato dal fatto che detta camera di ingresso (12) e detta camera di macinazione (4) sono tra loro comunicanti mediante ima luce di collegamento (17) definita sulle rispettive pareti di collegamento (4b, 12b), detta luce di collegamento (17) essendo disposta in modo tale che il materiale inviato da detto rotore secondario (10) sia diretto verso la porzione inferiore di detta camera di macinazione (4).
  6. 6) Mulino (1) secondo una o più delle rivendicazioni precedenti, caratterizzato dal fatto che detta camera di ingresso (12) presenta una zona di raccolta (18) del materiale da macinare entrante da detta luce di ingresso (13), detta zona di raccolta (18) essendo disposta ad una quota inferiore rispetto a detta zona di ricezione (16) ed a detta luce di collegamento (17).
  7. 7) Mulino (1) secondo una o più delle rivendicazioni precedenti, caratterizzato dal fatto che detta camera di ingresso (12) comprende almeno un canale di invio (19) del materiale definente detta luce di collegamento (17), detto canale di invio (19) essendo delimitato da almeno una parete di invio (20) sostanzialmente tangenziale al bordo della traiettoria percorsa da detti elementi di lancio (15) ed inclinata rispetto ad una direzione orizzontale.
  8. 8) Mulino (1) secondo la rivendicazione 7, caratterizzato dal fatto che detta parete di invio (20) Ã ̈ inclinata di rispetto ad una direzione orizzontale di un angolo compreso tra 20° e 40°.
  9. 9) Mulino (1) secondo una o più delle rivendicazioni precedenti, caratterizzato dal fatto che detti elementi di lancio (15) sono atti a trascinare il materiale da macinare verso detta luce di collegamento (17) durante la loro rotazione attorno a detto secondo asse (11) ed a lanciarlo all’ interno di detta camera di macinazione (4) e dal fatto che detto rotore secondario (10) e detto rotore principale (2) ruotano in senso concorde e sono tra loro sincronizzati in modo tale che il materiale da macinare impatti sostanzialmente perpendicolarmente la superficie di detti elementi di frantumazione (15) all’atto del loro passaggio.
  10. 10) Mulino (1) secondo una o più delle rivendicazioni precedenti, caratterizzato dal fatto che la parete di collegamento (4b) di detta camera di macinazione (4) presenta, almeno in corrispondenza della porzione superiore della camera di macinazione stessa, una pluralità di superfici di impatto (8) tra loro inclinate in modo da definire una pluralità di sporgenze e di rientranze tra loro consecutive ed alternate.
  11. 11) Mulino secondo la rivendicazione 10, caratterizzato dal fatto che dette superfici di impatto (8) sono sostanzialmente piane e sono tra loro inclinate in modo definire almeno una sporgenza avente angolo compreso tra 80° e 1 10° ed almeno una rientranza avente angolo compreso tra 210° e 240°.
  12. 12) Mulino (1) secondo una o più delle rivendicazioni precedenti, caratterizzato dal fatto che detto rotore principale (2) comprende una pluralità di elementi di frantumazione (15) destinati ad impattare il materiale inviato da detto rotore secondario (10).
  13. 13) Mulino (1) secondo una o più delle rivendicazioni precedenti, caratterizzato dal fatto che detto rotore principale (2) comprende almeno una superficie di raccordo (7) interposta tra due di detti elementi di frantumazione (5) consecutivi, detta superficie di raccordo (7) essendo convessa e curvilinea.
  14. 14) Mulino (1) secondo la rivendicazione 14, caratterizzato dal fatto che detta superficie di raccordo (7) ha sviluppo sostanzialmente circolare ed à ̈ disassata rispetto a detto primo asse (3).
  15. 15) Mulino (1) secondo una o più delle rivendicazioni precedenti, caratterizzato dal fatto di comprendere almeno due di detti rotori principali (2) presentanti sostanzialmente il medesimo primo asse (3) di rotazione ed i cui elementi di frantumazione (5) sono tra loro sfalsati e almeno due di detti rotori secondari (10) presentanti sostanzialmente il medesimo secondo asse (11) di rotazione ed i cui elementi di lancio (15) sono tra loro sfalsati, ciascuno di detti rotori secondari (10) essendo atto ad inviare il materiale da macinare verso un rispettivo rotore principale (2).
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