ITMO20130123A1 - Metodo per il rivestimento murale - Google Patents
Metodo per il rivestimento muraleInfo
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Description
“METODO PER IL RIVESTIMENTO MURALE†.
DESCRIZIONE
La presente invenzione si riferisce ad un metodo per il rivestimento murale con pannelli.
È pratica comune rivestire le pareti delle stanze o altri ambienti interni con pannelli, ad esempio realizzati in legno, in materiale composito, in polivinilcloruro o altri materiali ancora.
In pannelli che rivestono la singola parete sono montati in sequenza, ad esempio uno alla volta, a due a due adiacenti e paralleli.
In dettaglio, essi sono montati sulla parete impiegando una staffatura formata da profili a cremagliera attrezzabili, fissati a parete tramite viti, sui quali i pannelli sono montati tramite mezzi di aggancio.
I pannelli sono idealmente montati verticali e si impiega come riferimento di montaggio il lato maggiore libero del ultimo pannello posato, cercando di disporre il pannello successivo coi propri lati maggiori paralleli al riferimento.
Impiegando il metodo di pannellatura noto, capita sovente che, a causa dei giochi inevitabilmente presenti tra le viti, i profili a cremagliera ed i citati mezzi di aggancio, uno (o più) dei pannelli della sequenza venga posato leggermente obliquo, vale a dire angolato rispetto alla verticale.
Dato che un lato maggiore di questo pannello funge da riferimento per il montaggio di quello successivo, il quale, una volta montato, definisce il nuovo riferimento e così via, allora à ̈ chiaro che la citata angolatura si trasferisce automaticamente ai pannelli montati dopo il primo pannello obliquo e spesso ampiezza di tale angolatura si amplifica fino al punto di compromettere in modo sostanziale effetto estetico del rivestimento e fino ad impedire una efficace prosecuzione della posa.
Di conseguenza, i posatori sono costretti a smontare tutti o comunque molti dei pannelli e dei profili a cremagliera e a tentare di rimontare in modo corretto tutta la sequenza di pannelli.
Pertanto, il metodo di pannellatura muraria noto può essere molto dispendioso ed inefficiente.
Il compito principale della presente invenzione à ̈ quello di escogitare un metodo per il rivestimento murale con pannelli che offra maggiori garanzie, rispetto ai metodi noti, in merito al corretto orientamento dei pannelli, così da definire una pannellatura uniforme.
di questo compito, uno scopo del trovato à ̈ quello di escogitare un metodo per il rivestimento murale con pannelli che permetta di rivestire le pareti in modo più veloce ed efficiente della tecnica nota, senza dover ripetere delle sessioni di pannellatura per la stessa superficie muraria.
Un ulteriore scopo del trovato consiste escogitare un metodo per il rivestimento murale con pannelli che permetta, dopo il montaggio, la rimozione individuale dei pannelli, cioà ̈ la rimozione di un singolo pannello qualsiasi per volta.
Ancora uno scopo del trovato à ̈ quello di escogitare un metodo per il rivestimento murale con pannelli in cui la pannellatura à ̈ completamente priva di viti a vista.
Altro scopo del presente trovato à ̈ quello di escogitare un metodo per il rivestimento murale che consenta di superare i menzionati inconvenienti della tecnica nota nell’ ambito di una soluzione semplice, razionale, di facile ed efficace impiego e dal costo contenuto.
Gli scopi sopra esposti sono raggiunti dal presente metodo per il rivestimento murale in accordo con la rivendicazione 1.
Altre caratteristiche e vantaggi della presente invenzione risulteranno maggiormente evidenti dalla descrizione di alcune forme di esecuzione preferite, ma non esclusive, di un metodo per il rivestimento murale, illustrate a titolo indicativo, ma non limitativo, nelle unite tavole di disegni in cui:
la figura 1 Ã ̈ una vista assonometrica in esploso del retro di un panello impiegato nel metodo secondo il trovato;
la figura 2 à ̈ una vista in esploso di un profilato a cremagliera associato a dei mezzi di fissaggio ed a dime impiegati/e nel metodo secondo il trovato; le figura 3 - 6 sono viste assonometriche che rappresentano diversi momenti dell’ applicazione del metodo secondo il trovato; e
la figura 7 Ã ̈ una vista assonometrica di un panello associato ad un profilato dotato di dime, impiegate in una particolare fase del metodo secondo il trovato.
Il metodo proposto à ̈ stato congegnato per rivestire le pareti con pannelli lastriformi 1, , 1†, realizzati con i più diversi materiali quali, in via esemplificativa ma non esaustiva, legno, materiali compositi, materiali lapidei, materiali plastici, vetro, cartongesso, ecc. . .
I pannelli 1, , 1†impiegati nel metodo sono quadrangolari, di preferenza rettangolari, sono dotati ciascuno di una faccia a vista 2’, 2†, destinata in uso ad essere accessibile, ed un’opposta faccia posteriore 3, destinata in uso a restare nascosta alla vista e a disporsi di fronte alla parete 4 da rivestire.
I pannelli 1, , 1†possono anche essere del tipo attrezzabile, ad individuare nell’insieme, una volta attuato il metodo dell’ invenzione, una nuova parete attrezzata che riveste una parete 4 della stanza.
In altre parole, tale nuova parete definita dalla pannellatura può avere una funzione portante essa stessa.
Nel prosieguo, per ragioni di comodità esplicativa, ci riferiremo, senza perdita di generalità , al caso di pannelli 1, , 1†rettangolari, destinati a rivestire la relativa parete 4 disposti in verticale, vale a dire con il proprio asse longitudinale mediano A disposto in verticale, parallelo ad un ideale filo a piombo.
Quando nella presente descrizione si parla di †̃lato’ del pannello, si intende chiaramente uno dei bordi (o spessore).
II metodo prevede di impiegare una pluralità di profilati 5, 5’, 5†, 5†’ a cremagliera attrezzabili, realizzati di preferenza in alluminio oppure in acciaio.
Tali profilati 5, 5’, 5†, 5†’ hanno conformazione allungata, sostanzialmente del tipo a nastro, ed hanno un proprio asse longitudinale B centrale di simmetria che ne definisce una prima ed una seconda metà , identificate rispettivamente con i numeri 6, 7, 6’, 7’, 6†, 7†. Queste metà possono presentare, in corrispondenza dei bordi laterali, ma anche dell’asse di simmetria B, opportune piegature, a definire uno specifico profilo del relativo profilato.
È possibile sia la soluzione in cui il profilo (ovvero la sezione trasversale) di tutti i profilati a cremagliera sia uguale oppure la soluzione con profilati di profilo diverso; quest’ultima soluzione à ̈ particolarmente utile per l’esecuzione delle parti terminali della pannellatura e per tenere conto degli angoli interni ed sterni che forma la parete da rivestire.
In riferimento alle tavole di disegno allegate, la prima metà 6, 6’, 6†di ciascun profilato 5, 5’, 5†, 5’†à ̈ quella rappresentata a sinistra, mentre la seconda metà 7, 7’, 7†à ̈ quella di destra, tale convenzione valendo per l’esempio rappresentato ma non avendo uno scopo limitativo.
Ciascuna metà 6, 7, 6’, 7’, 6†, 7†à ̈ dotata di più asole passanti, distribuite sulla propria lunghezza in almeno una fila parallela all’asse di simmetria B, le quali asole saranno descritte in dettaglio nel prosieguo.
Come mostrato in figura 1, sulla faccia posteriore 3 di ciascun pannello 1, , 1†, sono montati, in almeno una prima ed una seconda fila 8, 9 parallele e simmetriche rispetto all’asse mediano A, dei mezzi di aggancio laterali 10, congegnati per agganciare in modo rilasciabile il pannello 1, , 1†ad uno o più profilati 5, 5’, 5†, 5’†.
Nel dettaglio, i mezzi di aggancio 10 si agganciano ad apposite asole di aggancio 11 dei profilati 5, 5’, 5†, 5†’, i primi e le seconde avendo configurazioni atte a cooperare funzionalmente che saranno dettagliate in sede di descrizione di particolari forme di realizzazione dell’ invenzione. Di preferenza, la faccia posteriore 3 di ogni pannello 1, 1’, 1†comprende due porzioni superficiali opposte, che terminano in rispettivi lati maggiori 12, 13 del pannello 1, , 1†.
Tali porzioni opposte in sostanza individuano come delle bande laterali ideali, su cui sono fissati i mezzi di aggancio 10, disposti in più punti della lunghezza della rispettiva banda, a definire le file suddette 8, 9.
Il metodo prevede la fase di fissare un primo profilato 5’, di seguito chiamato profilato di riferimento 5’, alla parete da rivestire 4, disponendolo verticale, in modo che il suo asse centrale di simmetria B sia “a piombo†. Un altro aspetto importante del metodo à ̈ quello di rendere disponibile, su detto profilato di riferimento 5’, un riscontro di riferimento R parallelo all’asse di simmetria B e, di preferenza disposto proprio in corrispondenza di tale asse.
In questo ultimo caso, il riscontro di riferimento R si sviluppa su un piano che passa per l’asse di simmetria B ed à ̈ parallelo allo sviluppo sostanzialmente planare del profilato di riferimento 5’.
Per definire tale riscontro di riferimento, sono possibili due soluzioni.
Secondo la prima soluzione, i profilati dell’invenzione 5, 5’, 5†, 5†’ comprendono una prominenza mediana, in corrispondenza dell’asse di simmetria B, a conformare la sezione trasversale del profilato medesimo sostanzialmente come mia parantesi graffa oppure sostanzialmente come una T un Pi greco o simili.
Ciò si può realizzare tramite uno o più spallamenti perpendicolari allo sviluppo planare dei profilati o secondo altre modalità .
Nella seconda, preferenziale soluzione, il metodo dell’invenzione prevede di rendere disponibile una pluralità di dime 14, ciascuna agganciabile in modo rilasciabile ai profilati 5, 5’, 5†, 5†’.
Tali dime 14 sono dei mezzi di riferimento, ad esempio realizzate in acciaio, alluminio o altri materiali, che possono presentare un corpo principale 17 cilindrico, il cui diametro à ̈ scelto in base alle specifiche dimensionali di ciascuna pannellatura da realizzare, come sarà più chiaro nel prosieguo.
Dopodiché, si dispongono più dime 14 di riferimento uguali tra loro (cioà ̈ con lo stesso diametro del corpo principale), in punti diversi della lunghezza della prima metà 6’ del profilato di riferimento 5’, disposti su una linea parallela all’asse centrale B, a definire il riscontro R di riferimento verticale (si veda la figura 3).
In pratica, le dime 14 di riferimento sono disposte su un asse verticale. Nel prosieguo, per comodità descrittiva, si farà riferimento alla soluzione che prevede le dime 14, ma ciò che verrà detto in seguito in relazione al riscontro di riferimento R ed al ulteriore riferimento R†, che sarà introdotto in un paragrafo successivo, si applica anche la caso della prima soluzione suddetta relativa al particolare profilo dei profilati 5, 5’, 5†, 5†’ (tranne che ovviamente non à ̈ necessario applicare e rimuovere dime 14). Il metodo prevede una fase di montaggio preliminare, in cui la prima fila 8 dei mezzi di aggancio 10 di un pannello 1’ viene agganciata alla prima metà 6†di un ulteriore profilato 5†, sulla cui seconda metà 7†, o metà di destra, sono state disposte più dime 14 uguali (ad esempio identiche a quelle del profilato di riferimento 5’) in una fila parallela all’asse di simmetria B, a definire un ulteriore riferimento R†, in modo che un primo lato 12’ di detto pannello vada a battura con tale ulteriore riferimento R†.
In pratica, nel caso di pannello 1’ rettangolare, tale primo lato 12’ à ̈ un lato maggiore e, nel esempio illustrato, à ̈ quello di destra.
Dato che il primo lato 12’ à ̈ a riscontro perfetto con tutte le dime 14 che definiscono l’ulteriore riferimento R†, tale lato 12’ à ̈ solidalmente parallelo all’asse si simmetria B dell’ulteriore profilato 5†(si veda sempre la figura 3).
Si noti che, come sarà dettagliato al termine della spiegazione delle fasi principali del metodo, se il pannello da applicare à ̈ l’ultimo pannello del rivestimento, la relativa fase di montaggio preliminare à ̈ differente da quella spiegata nei due paragrafi precedenti.
È poi previsto, come rappresentato nella figura 4, che si agganci la seconda fila 9 dei mezzi di aggancio del pannello 1 alla seconda metà 7’ del profilato di riferimento 5’, in modo che un secondo lato 13’ (di sinistra) opposto al primo lato 12’ vada a battuta col riscontro di riferimento R sopra definito.
Dato che le dime 14 di riferimento sono disposte parallele all’asse di simmetria B del profilato di riferimento 5’, il quale à ̈ sicuramente verticale, allora i punti di contatto tra le dime 14 di riferimento ed il secondo lato 13’ del pannello sono tutti su un asse verticale, per cui tale lato 13’ risulta sicuramente verticale.
Pertanto anche il primo lato 12’ del pannello deve per forza essere verticale, così come l’asse di simmetria B dell’ulteriore profilato 5†e, quindi, l’asse su cui sono disposte le dime 14 della sua seconda metà 7†. Perché ciò si realizzi, à ̈ necessario che la dimensione della dima 14, cioà ̈ il diametro nell’esempio illustrato, sia tale che, quando il secondo lato 12’ del pannello à ̈ a riscontro con le dime 14 di riferimento, allora i mezzi di aggancio 10 sono nella corretta posizione per l’ancoraggio alla seconda metà 7’ del profilato di riferimento 5’ (cioà ̈ in corrispondenza di apposite asole di aggancio 11, come sarà spiegato in un paragrafo successivo).
A questo punto, si fissa l’ulteriore profilato 5†alla parete 4 (come indicato nella figura 4), con la certezza che sia verticale; la modalità preferenziale di fissaggio di questo profilato 5†, verrà spiegata in seguito, con l’ausilio della figura 5, dopo aver completato la descrizione della versione più generale del metodo proposto.
Successivamente, si tolgono le dime 14 dall’ulteriore profilato 5†.
Dopodiché, come schematicamente in dicato in figura 6, si procede ad applicare un nuovo pannello 1†, preventivamente agganciato ad un profilato dotato di dime 14, proprio come nella suddetta fase di montaggio preliminare, impiegando come profilato di riferimento non più il primo profilato 5’ montato, ma quello che nei paragrafi precedenti à ̈ chiamato †̃ulteriore profilato’ 5†, vale a dire il secondo che à ̈ stato montato a parete 4.
Come riscontro di riferimento R’ ovviamente non si usano le dime 14 di riferimento, ma il primo lato (destro) del pannello già montato, che à ̈ sicuramente verticale.
In questo modo, il nuovo pannello 1†à ̈ montato a fianco ed adiacente al primo pannello .
Questa operazione si ripete sistematicamente fino a rivestire tutta la parete 4 oppure comunque l’estensione desiderata, in modo da concludere la pannellatura programmata.
Dalla spiegazione sopra esposta, risulta chiaro che tutti i pannelli 1, , 1†del rivestimento murale realizzato impiegando il metodo dell’invenzione sono perfettamente verticali, e quindi nessuno di loro presenta le angolature di cui si à ̈ detto in sede di descrizione della tecnica nota.
Inoltre, il metodo proposto premette di realizzare con grandissima velocità un rivestimento in pannelli che definisce una nuova parete formata dall’insieme delle facce a vista 2’, 2†dei pannelli montati, con i profili a cremagliera 5’, 5†, 5†’e tutti i mezzi di aggancio completamente nascosti alla vista.
Come sopra anticipato, nell’ultimo ciclo del metodo, la prima fila 8 dei mezzi di aggancio 10 dell’ultimo pannello da fissare viene preliminarmente agganciata alla seconda metà dell’ultimo profilato e non alla prima metà . Dopodiché, l’ultimo panello à ̈ montato a parete agganciando la seconda fila 9 dei mezzi di aggancio 10 alla seconda metà 7’ del profilato fissato a parete 4 nel ciclo precedente, in modo che il secondo lato di detto ultimo pannello vada a battuta con il riscontro di riferimento R’.
Di preferenza, il metodo proposto impiega dei profilati aventi 5, 5’, 5†, 5†’, su ciascuna metà 6, 7, 6’, 7’, 6†, 7†, almeno un occhiello passante 15 atto a ricevere mezzi a vite 16 per il fissaggio del rispettivo profilato 1, , 1 †alla parete 4 (si veda in particolare la figura 2).
In pratica, tali mezzi a vite possono essere costituiti da viti 16 autofilettanti, e ogni occhiello 15 può essere contornato da una flangia anulare atta al riscontro con la testa della vite 16 infilata nell’occhiello 15.
In questo caso, come sopra anticipato, la suddetta fase di fissaggio dell’ulteriore profilato 1†à ̈ attuata mediante le azioni seguenti: applicare i a vite 16 all’occhiello 15 della seconda metà 7†dell’ulteriore profilato 5†(cioà ̈ il secondo profilato da fissare al muro, si veda la figura 4); sganciare il pannello (cioà ̈ il primo pannello) dal profilato di riferimento 5’ e dall’ulteriore profilato 5†e poi applicare altri mezzi a vite 16 (in pratica, un’altra vite) all’occhiello 15 (od occhielli) della prima metà 6†dell’ulteriore profilato 5†(come mostrato nella figura 5).
In questo modo, si garantisce non solo il saldo ancoraggio dell’ulteriore profilato 5†alla parete, ma anche il suo bloccaggio antirotazionale.
A questo punto, il pannello 1†à ̈ riagganciato al profilato di riferimento 5’ ed all’ulteriore profilato 5†(vd. fig. 6).
Secondo un aspetto preferenziale dell’invenzione, il suddetto corpo principale 17 di ciascuna dima 14 conforma, in corrispondenza di una sua base, un membro di aggancio formato da un codolo conformato a guisa di fungo.
In dettaglio, il codolo comprende una testa 18 a forma di dado (si veda la figura 7), cioà ̈ in un elemento parallelepipedo o cubico, un gambo che unisce la testa al corpo principale 17 (tale gambo non essendo visibile nei disegni).
Di preferenza, il codolo à ̈ coassiale al corpo principale cilindrico e, definisce con esso uno sviluppo longitudinale della relativa dima, rispetto al quale il dado 18 sporge trasversalmente dal gambo.
In questo caso, al fine dell’aggancio della dima 14 ai profilati 5, 5’, 5†, questi ultimi comprendono, su ciascuna metà , almeno due fori passanti 19 (vd. figg. 2 e 7), disposti su una linea parallela all’asse di simmetria B succitato, i quali hanno una forma corrispondente alla sezione della testa 18 del codolo (quindi in sostanza quadrangolare), cosicché a seguito dell’ inserimento e della rotazione del codolo in detto foro 19, si realizza l’aggancio della dima 14 al profilato.
Dato poi che il corpo principale 17 della dima à ̈ cilindrico, il suo orientamento angolare rispetto al proprio asse à ̈ irrilevante ai fini della determinazione di un riscontro per i lati dei pannelli.
I suddetti mezzi di aggancio 10 dei pannelli possono comprendere diverse viti di aggancio 20 avvitate alla faccia posteriore 3 del rispettivo pannello 1 in modo da formare dette prima e seconda fila 8, 9.
In questo caso, ciascun profilato 5, 5’, 5†, 5†’ comprende, in entrambe le metà , più asole passanti di aggancio 11, ad esempio due, chiaramente disposte in una linea parallela all’asse di simmetria B (cioà ̈ verticale, una volta fissato il profilato alla parete) ognuna atta a ricevere in aggancio la testa di una vite di aggancio 20 (si confrontino in particolare la figura 1 e la figura 2; si veda inoltre la figura 7).
Ad esempio, ogni asola passante 11 può essere formata da un semi-foro di forma allungata, di larghezza inferiore alla testa delle viti di aggancio 20, che si apre in un semi-foro di larghezza maggiore di tale testa, che in uso va disposto superiormente al semi-foro più stretto.
Quindi, l’aggancio del panello 1, , 1†ai profilati 5, 5’, 5†, 5†’ avviene inserendo le viti di aggancio 20 nel semi-foro più largo e poi facendo scendere la vite ad inserirsi nel semi-foro più stretto, il cui orlo accoglie una sezione del gambo della vite 20.
Di preferenza, l’orlo delle asole passanti 11 può essere definito mediante una apposita imbutitura che consente di disporre i profilati 5, 5’, 5†, 5’†anche a soli 5 mm dalla parete in maniera da ottenere il minimo ingombro possibile della pannellatura rispetto alla parete 4 e permettere al contempo il perfetto montaggio dei pannelli tramite le viti 20.
I mezzi di aggancio 10, come mostrato in figura 1, possono comprendere degli elementi distanziali 21, di diversi formati, associati a rispettive viti di aggancio 20 per stabilire la distanza tra il pannello 1, , 1†ed i rispettivi profilati 5, 5’, 5†, 5†’, a seguito dell’aggancio.
I distanziali 21 sono molto utili perché un rivestimento murale può essere realizzato impiegando pannelli con spessori diversi (si pensi esemplificativamente al caso di una pannellatura che comprenda sia pannelli lignei che lapidei).
Un altro impiego dei distanziali 21 Ã ̈ quello di definire delle intercapedini tra il muro 4 e la pannellatura.
Tuttavia la pannellatura che riveste la medesima parete 3 deve avere una superficie esterna (formata dal insieme delle facce a vista 2) che giace su un medesimo piano, altrimenti si potrebbero scorgere dalTestemo i profili ed i vari mezzi di aggancio e fissaggio, il che sarebbe antiestetico.
I distanziali possono in pratica essere dei nottolini 21 anulari, in alluminio e/o comprendere mezzi elastici anulari di ammortizzazione ed in entrambi i casi possono essere realizzati con diverse lunghezze e formati.
In uso, il gambo della vite di aggancio 20 Ã ̈ fatto passare attraverso il distanziale 21, e poi avvitata nella faccia posteriore 3 del pannello, in modo che il distanziale 21 vada a battuta con tale faccia 3.
Perché ciò avvenga efficacemente, sono rese disponibili delle viti di aggancio 20 speciali, con sotto-testa piatto e testa pre-distanziata.
In pratica, la sezione del gambo della vite che origina dalla testa ha un diametro maggiore rispetto al resto del gambo, sufficientemente ampio da impedire il suo passaggio per il foro del distanziale, così da assicurare che la testa stia sempre ad una minima distanza dal distanziale (che corrisponde alle lunghezza della sezione), a consentire il suo inserimento ed aggancio nelle succitate asole di aggancio 11.
Di preferenza, la suddetta fase di montaggio preliminare à ̈ realizzata nella maniera seguente (si veda la figura 7).
Almeno due dime 14 uguali tra loro sono agganciate ad una metà 7 di un profilato 1.
Poi la faccia posteriore del pannello 3 à ̈ disposta a contatto con l’altra metà 6 (priva di dime 14) del profilato 1, ponendo uno dei lati 13 del pannello 1 a riscontro con le dime 14.
A questo punto, i punti in cui fissare le viti di aggancio 20 alla faccia posteriore 3, al fine di definire una delle suddette file 8, 9 di mezzi di aggancio 10, Ã ̈ individuato dalla sovrapposizione tra ciascuna asola di aggancio 11 e la faccia posteriore 3.
Nel caso in cui le viti di aggancio 20 siano fissate senza distanziale 21, à ̈ possibile avvitarle direttamente attraverso le asole 11, altrimenti à ̈ sufficiente segnare i punti di fissaggio, togliere il profilato 1 e poi avvitare le viti di aggancio 20 con i loro distanziali 21 nei punti segnati.
Si à ̈ in pratica constatato come l’invenzione descritta raggiunga gli scopi proposti e in particolare si sottolinea il fatto che essa rende disponibile un metodo per il rivestimento murario che assicura una pannellatura omogenea in cui i pannelli sono tutti perfettamente paralleli.
Inoltre, vantaggiosamente, dalla spiegazione sopra esposta si evince che, una volta realizzata la pannellatura, i pannelli sono singolarmente rimuovibili e riapplicabili a piacere ed in pratica, pur definendo assieme una nuova parete di riferimento, restano del tutto indipendenti.
Claims (4)
- RIVENDICAZIONI 1) Metodo per il rivestimento murale con pannelli (1, , 1†), comprendente le fasi seguenti: a. rendere disponibile una pluralità di profilati (5, 5’, 5†, 5’†) a cremagliera attrezza ciascun profilato avendo un asse longitudinale centrale (B) di simmetria che ne definisce una prima ed una seconda metà (6, 7, 6’, 7’, 6†, 7†); b. rendere disponibile una pluralità di pannelli quadrangolari (1, , 1†), ognuno avente una faccia a vista (2’, 2†) ed un’opposta faccia posteriore (3) sulla quale sono montati, in almeno una prima ed una seconda fila (8, 9) parallele e simmetriche rispetto ad un asse mediano (A) del rispettivo pannello (1, , 1†), dei mezzi di aggancio (10) per agganciare in modo rilasciabile il rispettivo pannello a uno o più di detti profilati (5, 5’, 5†, 5†’); c. rendere disponibile, su un profilato di riferimento (5’), un riscontro di riferimento (R) parallelo a detto asse longitudinale centrale (B); d. fissare detto profilato di riferimento (5’) ad una parete (4), disponendolo verticale; e. agganciare detta prima fila (8) dei mezzi di aggancio (10) di un pannello ( ) alla prima metà (6†) di un ulteriore profilato (5†), in modo che un primo lato (12’) di detto pannello ( ) riscontri un ulteriore riferimento (R†) reso disponibile su detto ulteriore profilato (5†), parallelo a detto asse longitudinale centrale (B); f. agganciare detta seconda fila (9) dei mezzi di aggancio (10) di detto pannello (1’) alla seconda metà (7’) di detto profilato di riferimento (5’), in modo che un secondo lato (13’) opposto a detto primo lato (12' ) di detto pannello ( ) vada a battuta con detto riscontro di riferimento (R, R’); g. fissare detto ulteriore profilato (5†) a detta parete (4); e h. ripetere ciclicamente le fasi dalla e. alla g., applicandole ad un nuovo pannello (1†) e considerando l’ultimo profilato (5†) fissato nel ciclo precedente come detto profilato di riferimento ed il primo lato (12’) del pannello montato ( ) nel ciclo precedente come detto riscontro di riferimento (R’).
- 2) Metodo secondo la rivendicazione 1, caratterizzato dal fatto di comprendere le azioni seguenti: rendere disponibile una pluralità di dime (14), agganciabili in modo rilasciabile a detti profilati (5, 5’, 5†, 5’†); nella fase c., disporre più dime (14) di riferimento uguali tra loro in punti diversi della lunghezza della prima metà (6’) di detto profilato di riferimento (5’), a definire detto riscontro di riferimento (R); nella fase e., disporre sulla seconda metà (7†) di detto ulteriore profilato (5†) più dime (14) uguali, in punti diversi della sua lunghezza, in modo da definire detto ulteriore riscontro (R†); dopo la fase g., togliere dette dime (14) dalla seconda metà (7†) di detto ulteriore profilato (5†).
- 3) Metodo secondo la rivendicazione 1 o la rivendicazione 2, caratterizzato dal fatto che in ciascuna di dette metà (6, 7, 6’, 7’, 6†, 7†) à ̈ ricavato almeno un occhiello passante (15) atto a ricevere mezzi a vite (16) per il fissaggio del rispettivo profilato (5, 5’, 5†, 5’†) a detta parete (4).
- 4) Metodo secondo la rivendicazione 3, caratterizzato dal fatto che la fase g. à ̈ attuata mediante le azioni seguenti: applicare detti mezzi a vite (16) a rispettivi occhielli (15) della seconda metà (7†) di detto ulteriore profilato (5†); sganciare deto pannello ( ) da deto profilato di riferimento (5’) e da deto ulteriore profilato (5†); e applicare deti mezzi a vite (16) a rispetivi occhielli (15) della prima metà (6†) di detto ulteriore profilato (5†)· 5) Metodo secondo la rivendicazione 4, caraterizzato dal fato che, dopo la fase g., deto pannello ( ) à ̈ riagganciato a deto profilato di riferimento (5’) e a detto ulteriore profilato (5†). 6) Metodo secondo una o più delle rivendicazioni dalla 2 alla 5, caratterizzato dal fato di impiegare delle dime (14) aventi un corpo principale (17) di forma cilindrica che conforma, in corrispondenza di una base, un membro di aggancio (18). 7) Metodo secondo una o più delle rivendicazioni precedenti, caratterizzato dal fato di impiegare dei mezzi di aggancio (10) comprendenti diverse viti di aggancio (20) avvitate a deta faccia posteriore (3) in modo da formare dete prima e seconda fila (8, 9), e dal fato che ciascun profilato (5, 5’, 5†, 5†’) comprende, in entrambe le metà , più asole di aggancio (11) distribuite sulla loro lunghezza, ognuna ata a ricevere in aggancio la testa di una di dette viti di aggancio (20). 8) Metodo secondo la rivendicazione 7, caratterizzato dal fato che deti mezzi di aggancio (10) comprendono degli elementi distanziali (21) associati a rispettive viti di aggancio (20) per stabilire la distanza tra il rispetivo pannello (1, Γ, 1†) e detti profilati (5, 5’, 5†, 5’†), a seguito dell’ aggancio. 9) Metodo secondo la rivendicazione 7 o la rivendicazione 8, caratterizzato dal fatto che l’applicazione delle viti di aggancio (20) a detta faccia posteriore (3) di ciascun pannello (1, , 1†) à ̈ realizzata nella maniera seguente: più dime (14) uguali tra loro sono agganciate lungo una delle metà (7) di un profilato (5); la faccia posteriore (3) di detto pannello (1) à ̈ disposta a contatto con l’altra metà (6) di detto profilato (1), ponendo uno di detti suoi lati (13) a riscontro con dette dime (14); ed il punto in cui fissare le viti di aggancio (20) a detta faccia posteriore (3) à ̈ individuato dalla sovrapposizione tra ciascuna asola di aggancio (11) e detta faccia posteriore (3). 10) Metodo secondo una o più delle rivendicazioni precedenti, caratterizzato dal fatto che la prima fila (9) dei mezzi di aggancio (10) dell’ultimo pannello da fissare viene preliminarmente agganciata alla seconda metà (7’) dell’ultimo profilato, dopodiché detto ultimo panello à ̈ montato a parete agganciando la seconda fila (9) dei mezzi di aggancio (10) alla seconda metà (7’) del profilato fissato a parete (4) nel ciclo precedente, in modo che il secondo lato di detto ultimo pannello vada a battuta con detto riscontro di riferimento (R’).
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