ITNA20090028A1 - Contenitore intelligente dotato di sistema rfid in grado di tracciare, individuare e riconoscere oggetti. - Google Patents
Contenitore intelligente dotato di sistema rfid in grado di tracciare, individuare e riconoscere oggetti. Download PDFInfo
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Description
DESCRIZIONE DELL'INVENZIONE AVENTE PER TITOLO "CONTENITORE INTELLLIGENTE DOTATO DI SISTEMA RFID PER LA TRACCIATURA, INDIVIDUAZIONE DI OGGETTI TAGGATI"
DESCRIZIONE
Campo di applicazione
Contenitori dotati di lettore RFID ad ampia portata di rilevazione, di antenne disposte in modo da garantire la migliore condizione di copertura elettromagnetica tale da rendere possibile la rilevazione dei tag di tipo UHF integrati su oggetti anche piccoli qualunque sia la loro posizione spaziale, di dispositivo di chiusura e apertura, che può essere sbloccato previa identificazione univoca dell'operatore, effettuata tramite diversi sistemi di riconoscimento dell'utente.
Controllori dotati di middleware implementato secondo standard EPC GLOBAL, in grado di agire da strato intermedio tra i contenitori e l'applicativo di gestione delle informazioni, generalizzando le librerie di cui sono dotati i singoli lettori e consentendo una rilevazione periodica ed affidabile degli oggetti; di base dati, per la persistenza delle informazioni; di interfaccia per mettere a disposizione dell'operatore l'informazione aggiornata sullo stato corrente degli oggetti.
Il sistema trova diverse applicazioni, tra cui a titolo esemplificativo:
individuazione di fascicoli documentali, testi o opere d'arte muniti di tag indipendentemente dall'archiviazione, ad ogni spostamento dell'oggetto dal suo contenitore,
inventariazione continua dei farmaci, registrazione delle eventuali operazioni di asporto dell'operatore responsabile e verifica del corretto abbinamento farmaco-paziente,
tracciatura delle merci movimentate tra diversi scaffali, tra differenti magazzini di uno stesso operatore logistico o in un sistema di filiera,
controllo degli utensili della manutenzione aeronautica al fine di eliminare i cosiddetti "danni da oggetti estranei",
tracciatura del percorso dei visitatori e valutazione - ad es. - del numero complessivo di ospiti del singolo stand e del tempo medio di permanenza.
Stato dell'arte
La tecnologia RFID (di seguito per "IDENTIFICAZIONE a RADIO FREQUENZA"), nata essenzialmente per soppiantare il codice a barre, trova molte applicazioni nei più disparati ambiti civili e industriali. Rispetto al codice a barre e ad altre tecnologie di identificazione, la tecnologia a radiofrequenza offre infatti numerosi vantaggi: la lettura non richiede contatto diretto, né "vista ottica", e quindi non c'è bisogno di una particolare orientazione verso il lettore o scanner.
Diversi tag (marcatori per RFID) possono essere letti contemporaneamente; essi possono lavorare in ambienti sporchi, contaminati e resistere anche a condizioni (agenti ambientali, sollecitazioni termiche, chimiche, meccaniche) molto difficili. Sono quindi più durevoli e contengono più dati rispetto al barcode e possono essere riscritti e aggiornati con nuove informazioni. Inoltre il codice a barre identifica solo il tipo di prodotto, ma non univocamente il singolo oggetto. Il tag, invece, può contenere un numero di serie unico e univoco per identificare ogni singolo prodotto fabbricato nel mondo.
Le applicazioni della tecnologia RFID attualmente più diffuse vanno dalla tracciabilità delle merci all'interno della supply chain in attività di tipo industriale e commerciale, all'identificazione di persone, animali e cose; tali applicazioni pongono problemi tecnici e risultano onerose anche a causa delle soluzioni sin ora disponibili allo stato della tecnica.
Vi sono, infatti, ancora alcune problematiche non ancora ben risolte relative all'uso delle onde elettromagnetiche. In sistemi RFID a tag passivi - come d'altra parte succede anche per i radar - il trasmettitore invia un'onda elettromagnetica ed il ricevitore rileva lo scattering (impropriamente detto anche "riflessione") generato da un oggetto sul quale l'onda incide. Quando il ricevitore è co-locato con il trasmettitore, il fenomeno è chiamato backscattering (nel seguito, per semplicità il backscattering verrà anche chiamato riflessione, pur nella relativa improprietà del termine). Lo scattering è definito come "il processo per il quale l'energia di un'onda viaggiante viene dispersa rispetto alla direzione di propagazione, a causa dell'interazione con le non omogeneità del mezzo". Questo avviene quando un'onda elettromagnetica incide su un oggetto ed induce cariche oscillanti e correnti nell'oggetto e sulla sua superficie e, di conseguenza, si genera un nuovo campo elettromagnetico. I tag RFID modulano il backscattering attraverso la variazione dell'impedenza della propria antenna, e ciò consente la comunicazione con il lettore RFID, detto anche reader o scanner.
Un altro problema è che nel raggio di copertura di un reader possono essere presenti diversi tag da identificare. Quando i tag sono irradiati dal campo elettromagnetico del reader possono rispondere simultaneamente generando delle collisioni. E' necessario quindi dotare il sistema di comunicazione reader <-> tag di un meccanismo anticollisioni. Nei tag è presente un codice univoco di identificazione chiamato SID (Simulaneous I Dentifier) che permette l'identificazione simultanea di più tag all'interno del campo dello stesso reader. Il processo di comunicazione tra reader e tag può essere sintetizzato in due momenti: il reader invia un messaggio di interrogazione REQ (request) indicando al tag il tipo di operazione da eseguire; il tag risponde con un messaggio ATQ (Answer to Request) nel quale è presente il SI D, eventuali dati aggiuntivi, la correttezza del dialogo, la presenza di errrori, l'esito e il risultato delle operazioni eseguite. Esistono due modelli di gestione del meccanismo anticollisione:
Deterministico (ISO 14443 part 3 type A - "Binary search tree");
Stocastico (ISO 14443 part 3 type B - "Slotted Aloha") il cui principio di funzionamento è basato sull'accesso multiplo a divisione di tempo TDMA (time division multiple access).
Le problematiche relative ai protocolli anticollisione sono di fondamentale importanza in situazioni in cui nella zona di interrogazione vi è la presenza di molti tag. All'aumentare dei tag infatti le collisioni aumentano e cresce il tempo in cui tutti i tag vengono rilevati correttamente. Tale crescita non è però lineare ma esponenziale: all'aumentare del numero di tag infatti, aumentano in modo significativo gli errori e bisogna impostare un ciclo di lettura più lungo.
Il collocamento del tag senza rispetto della polarizzazione del campo generato dal reader provoca significative riduzioni nella distanza operativa; un tag orientato ortogonalmente rispetto al campo generato dal reader potrebbe non essere letto. Gli apparati con accoppiamento EM passivi devono tener conto di due caratteristiche principali delle antenne (sia del reader sia del tag):
Diagramma di radiazione
Polarizzazione del campo EM
Il diagramma di radiazione è la rappresentazione tridimensionale del guadagno d'antenna, quest'ultimo misurato (in unità logaritmiche-dB) per confronto tra l'antenna considerata e un'antenna di riferimento isotropa (cioè che irradia egualmente in tutte le direzioni). Solitamente si preferisce considerare le sezioni orizzontali e verticali del diagramma (tridimensionale) di radiazione. L'intensità del campo generato da un'antenna è funzione del diagramma di radiazione dell'antenna medesima. Per il trasferimento ottimale di potenza tra reader e tag, i vettori di massima intensità dei diagrammi di radiazione delle due antenne devono essere allineati.
I tag passivi usano tecniche a modulazione di ampiezza e ricevono la potenza dal campo del reader. Il trasferimento di energia avviene in regime di "campo lontano". In questa regione dello spazio, nella teoria elettromagnetica, le componenti elettrica e magnetica del campo irradiate da un conduttore (antenna) si propagano nello spazio libero come un'onda combinata (onda elettromagnetica). Ad altissime frequenze (UHF) si opera sempre in "campo lontano" ovvero a distanze a cui l'accoppiamento induttivo non è più l'effetto prevalente, in modo che le antenne (tipicamente a dipolo) dei tag possano catturare il campo elettromagnetico come nei tradizionali sistemi di radiocomunicazione. Quando l'onda elettromagnetica emessa dal reader incide sull'antenna del tag una parte dell'energia è assorbita per fornire potenza al tag (attraverso un ordinario circuito rettificatore da tensione alternata a continua); una piccola parte, invece, è riflessa all'indietro verso il reader come backscattering.
I tag passivi non hanno fonti proprie di energia per trasmettere. Per la comunicazione tra tag e reader, quindi, si sfrutta la modulazione dell'effetto backscattering. La modulazione del backscattering è ottenuta tramite variazione cTimpedenza dell'antenna del tag durante la trasmissione del segnale da parte del reader. Il compito del reader è quello di captare le conseguenti variazioni nel segnale riflesso.
L'uso della tecnica della modulazione del backscattering in campo lontano introduce problemi differenti da quelli che si manifestano nei sistemi a frequenza più bassa. Uno dei maggiori problemi è dovuto al fatto che il campo emesso dal reader, non è riflesso solo dall'antenna del tag ma anche da tutti gli oggetti circostanti con dimensioni paragonabili alla lunghezza d'onda adoperata. Questi campi riflessi (cammini multipli o multipath) si sovrappongono al campo principale emesso dal reader e possono provocarne 10 smorzamento o perfino la cancellazione. Inoltre si potrebbero verificare problemi derivati dal segnale di risposta (modulato) sulla stessa frequenza del segnale di interrogazione del reader.
11 campo elettromagnetico è rappresentabile con due vettori campo elettrico E e magnetico H ortogonali tra loro e rispetto all'asse x di propagazione del segnale. Se la direzione dei due vettori rimane inalterata e solo l'intensità ed il verso variano in modo sinusoidale, il segnale si dice polarizzato linearmente. Se i vettori del campo elettrico E e magnetico H ruotano attorno all'asse x (direzione di propagazione del segnale), il segnale è detto a polarizzazione circolare. Una direzione parallela dei due vettori di campo elettrico (e necessariamente anche i due di campo magnetico) delle antenne del tag e del reader provoca il massimo trasferimento di energia. In altri termini, se le antenne sono a polarizzazione lineare è necessario che i relativi dipoli siano paralleli. Se almeno una della antenne è a polarizzazione circolare, quest'ultima condizione non è necessaria, ed è sufficiente che coincidano gli assi di massima propagazione del segnale.
Tali problematiche tecniche - come illustrati nelle pubblicazioni e nelle domande brevettuali già riscontrate e di sotto riportate - hanno sollevato diverse importanti questioni che sono state affrontate e risolte per la realizzazione del contenitore sopra descritto.
Pubblicazioni e privative anteriori
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[6] Tesi di Laurea: "APPLICAZIONI DELLA TECNOLOGIA RFI D" Davide Brognoli Anno Accademico 2004-2005 UNIVERSITÀ' CATTOLICA DEL SACRO CUORE, SEDE DI BRESCIA Facoltà di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali
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[23] Augustus Janssen, Marc de Jong. "Analysis of Contention Tree Algorithm". IEEE trans, on information theory, voi. 46, no.6, pp.2163-2172. September 2000.
[24] M. Kaplan, E. Gulko, "Analytic properties of Multiple Access Trees". IEEE trans, on information theory, vol.it-31,no.2, pp. 255-263. March 1985.
[25] G. Fayolle, P. Flajolet,M. Hofri and P. Jacquet, "Analysis of a Stack Algorithm for Random Multi-Access Communication". IEEE trans. on information theory, vol.it-31, no.2, pp. 244-254, March 1985.
[26] Marta Cavagnaro "Dosimetria dei campi elettromagnetici" Dip. Ing. Elettronica -Università "La Sapienza" di Roma ICEmB - Centro Interuniversitario Interazione tra Campi Elettromagnetici e Biosistemi
DESCRIZIONE DEL TROVATO
Il trovato consiste in un sistema integrato macchine o calcolatori / programmi o applicativi (hardware/software) che consente di individuare, riconoscere, tracciare, controllare, in modo automatico (Fig.5) gli oggetti immagazzinati all'interno di un contenitore chiuso o in uno spazio definito dai volumi dei solidi di irradiazione delle antenne in esso poste.
La soluzione tecnica prevede che ciò debba essere realizzato attraverso un sistema di rilevazione che sia:
indipendente dall'utilizzatore degli oggetti;
indipendente dalla marca e dal modello del lettore;
utilizzabile dovunque sia collocato il contenitore;
capace di raccogliere e gestire le informazioni relative agli oggetti contenute nei tag;
modulare e scalabile.
Il sistema è costituito da contenitore e controllore.
Il contenitore
Il contenitore è un comune deposito, in cui è integrato un insieme di antenne ed un lettore RFID. All'interno del contenitore le antenne sono posizionate in modo da consentire la migliore condizione di copertura elettromagnetica tale da rendere possibile la rilevazione di tag qualunque sia la loro posizione spaziale.
Il contenitore può essere configurato come recipiente chiuso, ovvero definito come spazio determinato dalla sovrapposizione dei volumi dei solidi di irradiazione di tutte le antenne collegate al lettore, per cui può essere, a titolo meramente esemplificativo, una stanza, un appartamento o un ufficio, un edificio, una città, a secondo di come e dove vengono distribuite le antenne.
Il sistema è in grado di individuare, riconoscere, tracciare, controllare gli oggetti presenti anche in più contenitori, nonché identificare il responsabile della operazione di spostamento degli stessi.
La funzionalità della rilevazione fisica, periodica e affidabile, degli oggetti è affidata ai lettori e alle antenne integrate all'interno dei contenitori. Le antenne rappresentano l'interfaccia tra il tag ed il lettore: sono a dipolo oppure di tipo patch (Fig.7); in quest'ultimo caso il campo elettromagnetico si propaga con polarizzazione sferica.
La rilevazione di ogni oggetto viene resa possibile pre-marcando ognuno di questi con un tag RFID. La banda di frequenze utilizzata dal sistema in esame è UHF, il che consente di avere tag di dimensioni sufficientemente piccole per essere integrati sui diversi oggetti e una portata sufficiente per la loro rilevazione. I tag UHF (Fig.6) rappresentano i marcatori per l'identificazione dei singoli oggetti da parte del sottosistema di lettura del contenitore. Ogni tag deve essere agganciato fisicamente ad un oggetto. Per ogni tipo di oggetto deve essere scelto il tipo di tag più opportuno in relazione alla sua forma e alle sue dimensioni e al tipo di applicazione. La forma del tag non deve essere distorta in quanto ogni deformazione ne inficia le prestazioni.
Individuato il meccanismo attraverso il quale il contenitore rileva gli oggetti dotati di tag, la funzionalità del sistema è realizzata attraverso la comunicazione del contenitore con un controllore che permette di mantenere in una base dati le informazioni relative agli oggetti che il contenitore ha rilevato o le operazioni su di essi registrate.
Ogni contenitore - in generale - si interfaccia attraverso una rete Ethernet o wi-fi con un server (Fig.9). Nel caso di contenitori mobili, deve essere prevista sia una connettività di rete wi-fi, attraverso la dotazione di un access point (Fig.8), sia un alimentatore (ad es. a batteria, a pannelli solari, etc.), solidale col contenitore, per fornire l'energia necessaria per il funzionamento del sistema di bordo.
Il controllore
Il controllore è - a sua volta - un sistema integrato hardware/software costituito da un calcolatore che gestisce i servizi (server), configurato con middleware, base dati, applicativi e interfacce, ossia programmi informatici atti a ricevere, elaborare, immagazzinare e presentare i dati provenienti dai contenitori e le informazioni degli utenti, dei contenitori stessi e degli oggetti.
La gestione delle informazioni ricevute dai tag attraverso i reader è soggetta a varie elaborazioni a seconda dello scopo a cui è destinato il sistema. Per rendere possibile la corretta gestione dei flussi di informazione lungo le fasi del processo di controllo dei tag è stato sviluppato un middleware in grado di agire da "interfaccia intelligente" tra il contenitore ed il sistema di gestione delle informazioni (Fig.l).
Il middleware del trovato è una nuova implementazione del modello dello standard EPC GLOBAL. Questo standard, oltre a considerare l'integrazione delle singole tecnologie RFID, ha fornito al progettista del sistema un'astrazione di più alto livello dei dispositivi rispetto a quella fornita dalle singole applicazioni che controllano i lettori (Fig.2).
La metodologia utilizzata si basa su tale modello indipendente dalla specifica piattaforma implementativa. Nella Fig.4 è riportato lo schema UML che descrive i vari moduli software che compongono l'intero applicativo sviluppato.
Il sistema di gestione della base dati è in grado di mantenere la persistenza dei dati, in particolare relativi a:
gli utenti e gli operatori,
i diversi contenitori,
gli oggetti presenti nei contenitori.
Ciò comporta che il sistema prevede tutte le funzionalità per l'inserimento, la modifica, la cancellazione, la visualizzazione e il report delle informazioni relative a ciascun utente, contenitore, oggetto.
In fase di configurazione del sistema si devono definire gli utenti, con i relativi dati di accesso. Il profilo deve essere stabilito in base al grado di accessibilità che si vuole garantire al sistema.
Per ogni contenitore il sistema centrale mantiene in un database una tabella con l'elenco corrente degli oggetti che contiene. Ogni contenitore è individuato da un nome logico univoco, un indirizzo IP, una porta logica di comunicazione e una maschera di sottorete.
Se tutti i contenitori comunicano con il controller (e non tra di loro, in rete a stella), quest'ultimo deve essere in grado di garantire lo scambio delle informazioni necessarie ai vari dispositivi per assicurare il funzionamento del sistema. In alternativa può essere sviluppata un applicativo distribuito su diversi controllori (ognuno integrato in un contenitore): in tal caso tutti i dispositivi comunicheranno tra loro in rete a maglia.
Il controllore è dotato di un'anagrafica di tutti gli oggetti. Il sistema prevede un'interfaccia di amministrazione per l'inserimento e la modifica delle informazioni relative ad ogni oggetto.
All'attivazione dei contenitori viene effettuata in modo automatico un'operazione di popolamento delle relative tabelle associate, attraverso la rilevazione dei tag presenti nel singolo contenitore e la comunicazione dei relativi dati al controllore. Dopodiché per ogni oggetto in anagrafica viene periodicamente aggiornata l'informazione di stato relativa alla sua presenza o assenza all'interno dei contenitori.
Quando un oggetto esce dal controllo del contenitore, questo rileva che tale oggetto non è più presente e informa il controllore. Fissato un istante di controllo, un oggetto verrà considerato "fuori controllo" in tale istante, quando il sistema non rileva la sua presenza in nessun contenitore. Nel caso in cui un oggetto prelevato, anziché essere riposto nel contenitore di provenienza, viene depositato in un contenitore diverso, quest'ultimo rileva questo evento e lo comunica al controllore che aggiorna in automatico le tabelle associate ai due contenitori.
Dopo il login (l'identificazione dell'utente mediante l'inserimento di una coppia di credenziali univoche e segrete), un operatore deve associarsi logicamente a un contenitore: in questo modo l'operatore assume il controllo del contenitore e, di conseguenza, anche degli oggetti in esso contenuti. Questa associazione può essere effettuata mediante una workstation, un palmare, o eventualmente un'interfaccia touchable, portatile o solidale al contenitore stesso, attraverso cui il sistema mette a disposizione dell'operatore anche tutte le informazioni -secondo il suo profilo - aggiornate sullo stato dei singoli oggetti in anagrafica.
Quando l'operatore effettua l'operazione di logout, o semplicemente di disassociazione dal contenitore, nell'eventualità in cui alcuni oggetti - prima presenti nel sistema - risultassero fuori controllo, riceve un warning, ovvero un messaggio di avviso o di attenzione, anche se ciò non risulta vincolante ai fini del logout.
Il login può essere effettuato mediante sistemi di riconoscimento automatico dell'utente (lettori di impronta digitale o altri sensori biometrici, lettori RFID più tipicamente HF, telecamere, ecc.). Anche le operazioni di associazione e di disassociazione possono essere automatizzate, attraverso ad es. serrature a relè.
Il soggetto responsabile della apertura viene registrato dal controller assieme all'eventuale operazione di sottrazione/inserimento di un oggetto.
In definitiva il contenitore permette di effettuare la rilevazione fisica degli oggetti, mentre il controllore rende tale operazione periodica ed affidabile.
Claims (1)
- RIVENDICAZIONI dell’invenzione industriale avente per titolo “CONTENITORE INTELLLIGENTE DOTATO DI SISTEMA RFID PER LA TRACCIATURA, INDIVIDUAZIONE DI OGGETTI TAGGATI” Si rivendica quanto segue: 1. sistema integrato macchina/applicativo costituito da uno o più contenitori (recipienti chiusi o spazi determinati dalla sovrapposizione dei volumi dei solidi di irradiazione di tutte le antenne collegate al lettore a radiofrequenza) dotati di lettore a radiofrequenza e di antenne (ed eventualmente di access point e batteria ricaricabile), e da un controllore configurato con middleware, base dati, applicativi e interfacce di guisa in grado individuare, riconoscere, tracciare, controllare, in modo automatico, i marcatori RFID (tag) posti su oggetti e di comunicarne la presenza o l’assenza agli operatori ad esso collegati tramite una workstation, un palmare o altro strumento; 2. le antenne di cui alla rivendicazione 1 garantiscono la generazione di un campo elettromagnetico che si propaga all’interno del contenitore essendo disposte in modo da garantire la migliore condizione di copertura elettromagnetica tale da rendere possibile la rilevazione dei tag qualunque sia la loro posizione spaziale; 3. il contenitore di cui alla rivendicazione 1 può essere dotato di un dispositivo di chiusura e apertura, il quale può essere sbloccato previa identificazione univoca dell’operatore, effettuata tramite diversi sistemi di riconoscimento dell’utente. Il soggetto responsabile della apertura viene registrato dal controllore assieme all’eventuale operazione di sottrazione/inserimento di un oggetto; 4. il contenitore di cui alla rivendicazione 1 utilizza un lettore RFID ad ampia portata di rilevazione che permette di utilizzare tag di tipo UHF integrati su oggetti anche piccoli; 5. il controllore di cui alla rivendicazione 1 è dotato di un middleware implementato secondo standard EPC GLOBAL, in grado di agire da strato intermedio tra i contenitori per la rilevazione RFID e l’applicativo di gestione delle informazioni; 6. il middleware – di cui alla rivendicazione precedente – rappresenta una generalizzazione delle librerie di cui sono dotati i singoli lettori e quindi, attraverso tale middleware, l’applicativo è capace di comunicare con tutti i tipi di reader e consente una rilevazione periodica ed affidabile degli oggetti; 7. la base dati di cui alle rivendicazioni precedenti mantiene la persistenza delle informazioni e l’applicativo permette di configurare le anagrafiche descrittive degli oggetti dotati di tag, dei contenitori che li immagazzinano e degli utenti che operano, nonché di definire la responsabilità dei singoli operatori se un oggetto risulta “fuori controllo” ed il sistema, all’accensione, effettua il popolamento automatico delle tabelle associate dei contenitori; 8. una workstation, un palmare o un’interfaccia touchable, portatili o solidali ai contenitori, consentono al sistema di mettere a disposizione dell’operatore l’informazione aggiornata sullo stato corrente degli oggetti; 9. le rivendicazioni precedenti consentono – a titolo esemplificativo – la individuazione di fascicoli documentali, testi o opere d’arte muniti di tag indipendentemente dall’archiviazione, ad ogni spostamento dell’oggetto dal suo contenitore, il quale può essere configurato per la gestione di semplici armadi da ufficio fino a intere pinacoteche o biblioteche; 10. qualora il contenitore do cui alle rivendicazioni precedenti venga configurato come armadietto contenente farmaci, il sistema di cui alle rivendicazioni precedenti consente per ciascun farmaco di avere un inventario continuo, di registrare le eventuali operazioni di asporto dell’operatore responsabile e di verificare il corretto abbinamento farmacopaziente; in presenza di scaffali di magazzino il sistema di cui alle rivendicazioni precedenti può essere configurato per gestire la tracciatura delle merci movimentate tra i diversi scaffali, tra differenti magazzini di uno stesso operatore logistico o in un sistema di filiera; il sistema di cui alle rivendicazioni si può applicare anche al controllo degli utensili della manutenzione aeronautica al fine di eliminare i cosiddetti “danni da oggetti estranei”, dovuti tipicamente alla dimenticanza di un attrezzo a bordo in zona critica durante le operazioni di assemblaggio; Un esempio di contenitore immateriale può essere l’area espositiva di un ente in ambito fieristico: il sistema di cui alle rivendicazioni precedenti consente di tracciare il percorso dei visitatori e di valutare – tra l’altro – il numero complessivo di ospiti del singolo stand e il tempo medio di permanenza.
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|---|---|---|---|
| IT000028A ITNA20090028A1 (it) | 2009-05-26 | 2009-05-26 | Contenitore intelligente dotato di sistema rfid in grado di tracciare, individuare e riconoscere oggetti. |
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| IT000028A ITNA20090028A1 (it) | 2009-05-26 | 2009-05-26 | Contenitore intelligente dotato di sistema rfid in grado di tracciare, individuare e riconoscere oggetti. |
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|---|---|
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ID=42227797
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| IT000028A ITNA20090028A1 (it) | 2009-05-26 | 2009-05-26 | Contenitore intelligente dotato di sistema rfid in grado di tracciare, individuare e riconoscere oggetti. |
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|---|---|
| IT (1) | ITNA20090028A1 (it) |
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