ITPC20000019A1 - Sistema per visione ingrandita basato su videocamera con schema ottico modificato mediante l'inserzione di un obiettivo aggiunto completo di - Google Patents

Sistema per visione ingrandita basato su videocamera con schema ottico modificato mediante l'inserzione di un obiettivo aggiunto completo di Download PDF

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ITPC20000019A1
ITPC20000019A1 ITPC20000019A ITPC20000019A1 IT PC20000019 A1 ITPC20000019 A1 IT PC20000019A1 IT PC20000019 A ITPC20000019 A IT PC20000019A IT PC20000019 A1 ITPC20000019 A1 IT PC20000019A1
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Descrizione del brevetto per Invenzione Industriale avente per titolo: “Sistema per visione ingrandita basato su videocamera con schema ottico modificato mediante l'inserzione di un obiettivo aggiuntivo completo di diaframma variabile”
DESCRIZIONE
Questo sistema consente la ripresa di immagini di dimensioni millimetriche, utilizzando una economica videocamera amatoriale, di cui viene modificato lo schema ottico dell’obiettivo incorporato mediante l’inserzione di uno obiettivo aggiuntivo completo di diaframma variabile, che consente la messa a fuoco di soggetti ravvicinati a tutte le lunghezze focale dell’obiettivo incorporato nella videocamera: ciò permette di variare il rapporto di ingrandimento cambiando solo la lunghezza focale deH'obiettivo incorporato nella videocamera, senza dover sostituire l’obiettivo aggiuntivo né spostare la videocamera o il soggetto. Le immagini così acquisite possono essere visionate immediatamente nei mirino o su di uno schermo televisivo, e/o venire registrate per successive utilizzazioni. Il sistema è completato dal supporto della videocamera, che ha lo scopo di spostare il punto di ripresa sia come inclinazione che come distanza rispetto al soggetto, e dal sistema di illuminazione.
Stato dell'arte preesistente
Per i campi di applicazione per cui questo sistema è stato studiato, cioè per la visione immediata su schermo elettronico o per l’archiviazione elettronica delle immagini o filmati di soggetti di dimensioni millimetriche, i sistemi appartengono a queste categorie principali:
1. Microscopio ottico tradizionale· completato con sensore di visione: il microscopio tradizionale è costituito da un obiettivo, oculare/i, illuminatore e una struttura meccanica che save a posizionare le lenti dello schema ottico rispetto al soggetto: consente la visione immediata mediante oculari, che mettono a fuoco l'immagine ingrandita direttamente sulla retina dell'operatore; per i scopi sopra descritti, alcuni tipi consentono l'installazione di un sensore di immagine opzionale mediante un prisma ed ulteriori lenti;
2. Sensore di immagine con obiettivo macro: in questo caso il sistema non consente una visione immediata per via ottica mediante oculari, in quanto rimmagine ingrandita dall'obiettivo macro viene resa disponibile soltanto al sensore di immagine e necessita per la visione immediata almeno di un supporto regolabile, di un monitor e del sistema di illuminazione;
3. Videocamera professionale ad otiche intercambiabili dotata dì obiettivo macro: questa include al suo interno uno o più sensori d’immagine, i sistemi elettronici e meccanici per la visione immediata in un mirino o mini schermo, per la registrazione delle immagini su nastro, il controllo di luminosità e messa fuoco, una batterìa per l’alimentazione autonoma ed un attacco meccanico elettrico per gli obiettivi, che sono intercambiabili e possono essere per riprese a distanza ravvicinata e a forte ingrandimento. Questo è l’unico sistema che consente riprese in esterni e rende disponibili degli automatismi, ma il peso, l’ingombro e soprattutto il suo costo, il più elevato fra tutte le soluzioni, ne limita fortemente l’impiego.
Per quanto riguarda le prime due soluzioni, i svantaggi sono per entrambe: 1. i costi dei singoli componenti, soprattutto il sensore di immagine e delle lenti, che sono prodotti in modeste quantità; significativo è anche il costo del supporto meccanico del microscopio e delle lenti dell’ottica macro, che dovendo, per la messa a fuoco, regolare in maniera molto fine le posizioni delle lenti e del soggetto, richiedono lavorazioni di alta precisione.
2. la complessità di utilizzo, a causa della mancanza di automatismi della regolazione della messa a fuoco e la modifica del rapporto d'ingrandimento; queste regolazioni sono infatti esclusivamente manuali, essendo troppo costosi per produzioni in piccola serie gli obiettivi con servomotori della messa a fuoco e della lunghezza focale ed i loro sistemi di controllo;
3. di poter cambiare con continuità il rapporto di ingrandimento solo se l’obiettivo è di tipo zoom e comunque in un intervallo piuttosto ristretto; ciò non consente di effettuare una “visione panoramica” a basso ingrandimento per poter scegliere l'area ristretta dove aumentare l’ ingrandimento;
4. richiedono il ri-aggiustamento manuale della messa a fuoco quando il rapporto di ingrandimento viene variato;
5. necessitano della regolazione manuale della luminosità (diaframma dell'obiettivo) e non dispongono di dispositivi di protezione del sensore di immagine contro danni causati da eccessiva luminosità
6. funzionamento solo con l’alimentazione di rete, quindi non possono essere utilizzati per riprese in esterni.
7. se l'utente desiderasse archiviare le immagini o i filmati, ulteriori apparecchiature (videoregistratori, computer) si renderebbero necessarie; Descrizione funzionale del sistema
Per superare gli svantaggi delle soluzioni preesistenti, viene utilizzata una videocamera amatoriale (1) come elemento di acquisizione deirimmagine per il sistema di visione; ciò consente di avere a disposizione delle funzioni sofisticate, ad un costo reso molto interessante dalla produzione in larghissima serie destinata al settore amatoriale; alarne di queste funzioni sono disponibili su tutti i modelli di videocamere presenti sul mercato, e sono:
1. Obiettivo incorporato a lunghezza focale variabile azionato elettricamente; 2. Autoregolazione del livello di luminosità dell'immagine, con dispositivi di protezione del sensore di immagine da eccessiva luminosità;
3 . Controllo della messa a fuoco dell'immagine automatico (autofocus);
4. Bilanciamento automatico dei colori;
5 . Possibilità di effettuare video registrazioni su di una video cassetta interna; 6. Possibilità di registrare commenti audio durante la videoregistrazione o dopo; 7. Batteria ricaricabile per funzionamento indipendente dalla rete e disponibilità di alimentatore - caricabatteria per alimentazione da rete.
8. Presenza di mirino (8) per visione immediata e riproduzione dei filmati.
Altre funzioni utili a questa applicazione, disponibili solo su alcuni modelli, sono: 1. Disponibilità di un telecomando per comandare la lunghezza focale dello obiettivo e le altre funzioni della videocamera senza toccarla direttamente; 2. Presenza di un faretto incorporato, ad accensione automatica/manuale
3. Sistemi antivibrazioni dell'immagine, sia ottici che elettronici;
4. Possibilità di effettuare filmati o fotografie digitali e di trasferire successivamente ad un computer le immagini cosi memorizzate.
Le videocamere amatoriali però non dispongono della possibilità di riprendere soggetti molto piccoli ad una distanza tale da consentirne la manipolazione, in quanto le loro funzionalità “macro”, cioè la capacità di mettere a fuoco soggetti piccoli e ravvicinati, se presenti, sono generalmente disponibili solo alla lunghezza focale minore (grandangolare), costrìngendo a porre il soggetto a pochi millimetri dalla lente frontale, e comunque in tutti i casi il campo inquadrato è sempre di alcuni centimetri, quindi inadeguato per lo scarso ingrandimento alla ripresa di soggetti di dimensioni millimetriche.
Per consentire una visione fortemente ingrandita di soggetti di dimensioni millimetriche, lontani alcuni centimetri dalla lente frontale, è necessario utilizzare l'obiettivo incorporato nella videocamera alle sue massime lunghezze focali e modificarne lo schema ottico, in modo da avvicinare il piano di messa a fuoco da infinito (l’obiettivo incorporato viene sempre progettato per mettere a fuoco ad infinito a tutte le possibili lunghezze focali) ad una distanza dalla lente frontale compresa fra 50 e 300 mm; queste sono le distanze più adatte per manipolare i soggetti senza impedimenti o rischi di urtare e graffiare la lente frontale.
Per modificare lo schema ottico come su indicato, l’aggiunta di una semplice lente convergente addizionale di lunghezza focale pari alla distanza desiderata dal soggetto comporta una perdita di nitidezza deU'immagine ai massimi ingrandimenti (soggetti millimetrici) inaccettabile, sia per la aberrazioni cromatiche che quelle sferiche, che vengono enfatizzate dai teleobiettivi a focale estremamente lunga come quelli presenti nelle videocamere amatoriali.
La modifica dello schema ottico si può invece efficacemente ottenere con l’aggiunta di un obiettivo completo (2), di lunghezza focale pari alla distanza desiderata dal soggetto, costituito da una o più lenti (4) e da un diaframma (3) ad apertura variabile per massimizzare la nitidezza alle diverse focali; il controllo dell’apertura di detto diaframma può essere manuale o automatico.
La videocamera continua a mantenere la finizione di messa a fuoco automatica, in un intervallo di distanze proporzionale alle dimensioni del soggetto.
L’immagine acquisita dalla videocamera può essere visionata immediatamente mediante il mirino (8) incorporato nella videocamera, o su di uno schermo di un monitor o di una televisione (6), oppure venire registrata sulla videocassetta nella videocamera o in un videoregistratore oppure inviata ad un personal computer. La posizione della videocamera può, mediante un supporto dotato degli opportuni gradi di libertà e di fiizioni per il loro bloccaggio, essere regolata sia in altezza che in inclinazione in maniera da ottenere il punto di ripresa desiderato.
Per l’illuminazione del soggetto si può utilizzare la luce ambiente, oppure il faretto incorporato nella videocamera, se presente., o altre sorgenti luminose (diodi ad emissione di luce, lampade ad incandescenza o fluorescenza) montate in posizione fissa attorno all’obiettivo aggiuntivo oppure su supporti flessibili e deformabili per essere posizionati a piacere intorno al soggetto cosi da eliminare le ombre ed i riflessi indesiderati e poterlo illuminare da qualsiasi direzione.
La dimensione del campo di ripresa viene scelta mediante i comandi di selezione della lunghezza focale dell’obiettivo della videocamera, che in molti modelli amatoriali sono disponibili anche da telecomando, consentendone il comando senza dover toccare la videocamera e quindi senza vibrazioni, cosi da poter variare l’ ingrandimento anche durante un filmato, senza doverlo interrompere.
Dettagli costruttivi dell'invenzione
Le caratteristiche dell’invenzione verranno illustrati in questa descrizione dettagliata di una sua forma di realizzazione preferita ma non esclusiva, illustrata a titolo indicativo e non limitativo con riferimento ai disegni allegati di cui:
• la fig.1 mostra il disegno di un sistema di visione completo di videocamera, obiettivo aggiuntivo, struttura di supporto, televisore;
• la figura 2 mostra lo schema ottico dell’assieme costituito dal soggetto (6), il sensore d’immagine (32), l’obiettivo della videocamera alla sua minima lunghezza focale schematizzato come lente singola equivalente per focale ed apertura (33) e la sezione dell’obiettivo aggiuntivo nella versione a lunghezza focale fissa, con il sio diaframma (3) alla massima apertura
• la fìg. 3 mostra lo stesso assieme ma con l’obiettivo della videocamera alla sua massima lunghezza focaie schematizzato come una lente di pari focale ed apertura (34), e diaframma dell’obiettivo aggiuntivo (3) alla minima apertura, • la fig. 4 mostra la sezione frontale di un obiettivo aggiuntivo completo di sistema di controllo automatico del diaframma;
• le fig. 5 e 6 mostrano la sezione di un obiettivo aggiuntivo realizzato versione a lunghezza focale variabile mediante lo scorrimento del cilindro(35) che sposta alcune lenti (4c, 4d), illustrato nelle due posizioni estreme,
• la fig. 7 mostra la fotografia di un obiettivo aggiuntivo a focale fìssa;
• la fig. 8 mostra la fotografia di due faretti per lampade alogene dicroiche; • la fig. 9 mostra la fotografia di un sistema di visione completo;
• la fig 10 mostra lo schema di una struttura di sostegno di un sistema per visione ingrandita nella versione con basamento e i suoi possibili movimenti. Alla ghiera filettata dell’obiettivo incorporalo nella videocamera (preesistente nella maggior parte delle videocamere amatoriali per il montaggio di filtri e del tappo di protezione) viste applicato l'obiettivo aggiuntivo (2), che è costituito da una o più lenti (4a, 4b, 4c, 4d) realizzate con vetri ad indice di rifrazione diverso fra loro e con lunghezze focali individuali differenti, sia positive che negative, in modo da correggere le aberrazioni cromatiche, e di un diaframma (3) ad apertura variabile; l’obiettivo aggiuntivo è completalo dal contenitore (26) necessario per mantenere in posizione i singoli componenti, la ghiera filettata (27) con la filettatura complementare (maschio) a quella dell’obiettivo della videocamera (femmina) per fissare l’obiettivo aggiuntivo sullo stesso asse ottico (28), la ghiera filettata e stana (29) con una filettatura femmina per il fissaggio del tappo di protezione della lente frontale o di accessori ottici opzionali quali: filtri colorati, polarizzatori, ulteriori sistemi di lenti, ecc.
Il diaframma (3) deU’obiettivo aggiuntivo è ad apertura regolabile, per consentire di tenerlo il più possibile chiuso alla dimensione ottimale per nitidezza e la profondità di campo dell'immagine, compatibilmente con il vincolo che la videocamera non inquadri anche il diaframma dell'obiettivo aggiuntivo, oscurando gli angoli dell’ immagine o mostrando sullo schermo un'immagine circolare con contorni neri; per questa stessa ragione è anche necessario che tutte le lenti, il diaframma e le aperture delle loro montature che costituiscono l'obiettivo aggiuntivo abbiano rapatura intema per il passaggio della luce di diametro maggiore del campo di ripresa massimo alla distanza a cui posizionati, ovvero che lascino passare i raggi limite (30), il cui angolo di ripresa massimo (31) dipende dalla minima lunghezza focale dell’obiettivo incorporato nella videocamera (33) e dalle dimensioni del sensore (32) secondo la relazione:
angolo di ripresa massimo = 2 arcTg (diagonale sensore videocamera)
2 (lunghezza focale minima)
L'obiettivo aggiuntivo ha, allo scopo di variare l'apertura o chiusura del diaframma a seconda della lunghezza focale dello obiettivo incorporato nella videocamera, un comando meccanico manuale che può essere una levetta (S) e riporta al suo esterno delle indicazioni per Putente (46) sull’apertura da scegliere.
Il controllo dell’apertura del diaframma in funzione della lunghezza focale dello obiettivo incorporato nella videocamera può anche essere automatico, secondo lo schema a blocchi di fig.7 e realizzato come indicato nella fig. 4: sull’obiettivo aggiuntivo viene fissato un circuito stampato (36) con motore elettrico (37) che muove, mediante una cremagliera e una vite senza fine (38), il diaframma (3), la cui posizione viene controllata dai fine corsa (39) e da un microcontrollore (40) che riceve con un sensore ad infrarosso (41) lo stesso raggio ad infrarossi emesso dal telecomando per controllare la lunghezza focale dell’obiettivo incorporato nella videocamera (1) e da questa ricevuto con il proprio sensore infrarosso (42). L’alimentazione del sistema di controllo può essere la stessa della videocamera e per questo sulla scheda ci sono due connettori di alimentazione, uno per collegarsi alla batterìa o alimentatore fomiti con la videocamera amatoriale (44) e l’altro per portare energia alla videocamera (45).
Il controllo automatico ha il duplice scopo di semplificare l'utilizzo del sistema e di evitare di toccare l’obiettivo e la videocamera, eliminando le vibrazioni, ma comporta un costo aggiuntivo che non sempre è accettabile per questi vantaggi. Poiché la chiusura del diaframma dell’obiettivo aggiuntivo riduce la quantità di luce disponibile al sensore, il sistema di controllo automatico dell’apertura del diaframma, se presente, controlla anche la quantità di luce emessa dalle sorgenti d’illuminazione, che possono essere diodi luminosi (43) montati direttamente sul circuito stampato (36) attorno l’obiettivo aggiuntivo come illustrato in fig.4 o montati su supporti flessibili, oppure da lampade fluorescenti o alogene (9).
Queste ultime, a causa della temperatura che raggiungono, devono essere montate all’interno di faretti (IO) per proteggere l'utente da contatti accidentali con le parti più calde delle lampade. A tale scopo i faretti, illustrati in fìg.8, sono stati realizzati con all’intemo il connettore per la lampada (47) in un tubo di alluminio (48), che riflette sulla sua superfìcie interna e disperde dalla apertura posteriore (49) la maggior parte del calore, emesso dalle lampade sotto forma di raggi infrarossi attraverso il riflettore dicroico^ a protesone della apertura posteriore del far etto viene montata una retina metallica (50) che viene trattenuta in posizione incastrandosi fra l'esterno del tubo deiralluminio e l'interno del tubo esterno di plastica (51), impiegato sulla superficie esterna perché è un cattivo conduttore di calore per contatto e quindi la parte di calore non riflessa ma assorbita dal tubo di alluminio interno viene trasferita con maggiori difficoltà alla superficie estorta con cui può entrare in contatto l’utente, anche per la presenza fra i due tubi di una intercapedine d'aria.
I faretti di illuminazione (IO) o i diodi luminosi possono venire sostenuti dai bracci di sostegno (11) realizzati in tubo flessibile semi-rìgido, allo scopo di poterli posizionare dove desiderato dall’utente, mantenendo successivamente la posizione: ciò permette di illuminare il soggetto da qualsiasi direzione ed in qualsiasi modo, sia con luce diretta che indiretta, in controluce o lateralmente.
Per evitare che durante lo spostamento delle luci vengano trasmesse vibrazioni, questi tubi sono di diametro particolarmente ridotto per essere deformati con il minimo sforzo; perciò i faretti devono essere leggeri, per evitare che, lasciati in posizione, si abbassino per la deformazione dei tubi causata dal loro stesso peso. La videocamera viene montata mediante il suo fòro filettato di fissaggio presente sul iato inferiore della maggior parte delle videocamere amatoriali sulla struttura di supporto, che può essere un comune treppiede - cavalletto per uso fotografico normalmente disponibile in commercio, eventualmente corredato di guide di scorrimento lineare per regolare più comodamente la distanza fra la videocamera ed il soggetto: ciò è particolarmente indicato per utilizzo in esterni.
Per un migliore utilizzo del sistema di visione sopra ad un piano di lavoro, una struttura a basamento è più indicata: la videocamera viene fissata mediante il suddetto foro filettato ed una vite ad una guida lineare (23) che serve a muovere finemente, mediante la sua manopola (24), la videocamera lungo l’asse ottico, qualunque sia la posizione o l’inclinazione; la guida lineare (23) viene fissata mediante una o più viti (22) alla squadretta di fissaggio (19), la quale viene montata sul braccio (17) mediante un bullone di perno (20), che una volta allentato ne consente la rotazione rispetto un asse orizzontale, consentendo la regolazione dell’ inclinazione del punto di vista.
Il braccio (17) è fissato, mediante un altro bullone di perno (18) che consente la regolazione dell’inclinazione del braccio, alla slitta (1S) di una guida verticale (14), die ne consente al gruppo braccio - squadretta - videocamera il movimento verticale di posizionamento, mediante la manopola (16).
La guida verticale (14) viene fissata in maniera rigida ai basamento (13), realizzato con materiali particolarmente pesanti (ad esempio: metalli o pietra naturale) allo scopo di conferire stabilità contro le vibrazioni, che disturberebbero la visione; il basamento funge anche da contenitore per parti accessorie per il sistema come, ad esempio: rinterruttore d'accensione sul frontale (12), la presa di corrente ausiliaria per l'alimentazione del televisore ed il porta fusibile di protezione contro i sovraccarichi sul pannello posteriore, l'alimentatore della videocamera, l’alimentatore ausiliario per l’illuminazione se necessario, ecc.
Il sistema può venire liberamente spostato sul piano di lavoro (25) in quanto non è a questo fissato rigidamente, ma semplicemente appoggiato: il notevole peso del suo basamento ed il basso baricentro ne garantiscono comunque la stabilità, inoltre la struttura è realizzata in modo da non frapporsi fra il soggetto (6) ed il piano di lavoro (25), in modo da poter ossavare ingrandito il soggetto mentre viene lavorato su macchine o attrezzature fissate sopra al piano di lavoro.
Vantaggi
Il sistema cosi realizzato consente di ottenere rapporti d’ingrandimento adeguati alla ripresa di soggetti di dimensioni millimetriche, con i seguenti vantaggi : 1. Economici: per gli elevatissimi volumi di produzione dei prodotti amatoriali, sia videocamere che televisori, le parti più costose di un sistema di visione elettronico (sensore, ottica e monitor) hanno in questo caso un costo modesto, 2. Facilità di utilizzo, sia dei singoli apparecchi che, destinati ad una utenza non professionale, sono stati progettati appositamente perché loro utilizzo risulti semplice ed immediato (anche grazie ad automatismi che non possano essere adottati da sistemi a basso volume di produzione, a causa della loro altissimo costo di sviluppo; ad esempio: messa a fuoco automatica, sistema antivibrazioni, bilanciamento dei colorì automatico, protezioni antiabbagliamento), sia del sistema completo, che consente una vasta scelta delle dimensioni del campo di ripresa, anche mediante telecomando, con una escursione pari a quella della focale deirobiettivo della videocamera.
3. Disponibilità di nuove funzioni rispetto ai sistemi di visione preesistenti; fra queste ricordiamo le possibilità di: registrare filmati senza alcuna apparecchio aggiuntivo, di registrare e di doppiare il commento audio, di sovrapporre titoli e descrizioni alle immagini; se la videocamera include la funzione di macchina fotografica digitale anche di memorizzare immagini statiche, di trasferirle a computer, e da quest'ultimo a Internet.
4. E’ possibile di utilizzare come sistema di visione la sola videocamera, senza ulteriori apparecchiature elettroniche, in quanto dotata di mirino o mini schermo per la visione immediata o la riproduzione delle immagini registrate. S. Leggerezza, trasportabilità e possibilità di funzionare a batteria, qui possibilità di essere impiegato dove l’alimentazione di rete non è disponibili

Claims (1)

  1. Rivendicazioni Con questo brevetto intendo rivendicare il diritto di costruzione e di applicazione: 1. dell’obiettivo aggiuntivo, così detto perché studiato per l’uso in aggiunta ad un altro obiettivo a lunghezza focale variabile, allo scopo di modificarne la lunghezza focale e/o la minima distanza di messa a fuoco, realizzato con una o più lenti costituenti uno schema ottico convergente e dotato di un diaframma ad apertura variabile ad azionamento manuale o elettrico, per consentirne l’utilizzo con tutte le lunghezze focali dell’obiettivo originale; 2. dell’impiego all’interno dell’obiettivo aggiuntivo come in rivendicazione 1 di uno schema ottico acromatico o apocromatico, cioè realizzato posizionando a distanze fìsse fra loro più lenti, sia convergenti che divergenti e realizzate in materiali diversi in modo che lo schema ottico complessivo sia convergente e con la medesima lunghezza focale per la luce di 2 o più colori differenti. 3. dell’impiego all’interno dell’obiettivo aggiuntivo come in rivendicazione 1 di una o più lenti asferiche, cioè con curvatura della superficie non costante, progettate in modo da migliorare la risoluzione ai bordi dell’immagine; 4. dell’impiego all’interno dell’obiettivo aggiuntivo come in rivendicazione 1 di uno schema ottico variabile, cioè realizzato posizionando a distanze regolabili fra loro più lenti, sia convergenti che divergenti e realizzate in materiali diversi in modo che lo schema ottico complessivo sia convergente e con la possibilità di regolarne la lunghezza focale risultante, quindi di regolarne la distanza di messa a fuoco del soggetto; 5 . di un sistema per visione ingrandita e/o ripresa video ingrandita che impieghi per l’acquisizione dell’immagine una videocamera compieta di obiettivo incorporato il cui schema ottico originale viene modificato mediante l’inserzione davanti al proprio obiettivo incorporato di un obiettivo aggiuntivo realizzato come da rivendicazione 1 o 2 o 3 oppure 4; 6. dell’impiego in un sistema per visione ingrandita e/o ripresa video ingrandita come da rivendicazione 5 di un sistema di illuminazione costituito da una o più sorgenti luminose, che possono essere diodi ad emissione di luce (LED) e/o lampade ad incandescenza e/o a fluorescenza, orientate per illuminare il soggetto con intensità costante o variabile mediante un circuito di regolazione della luminosità, sia automatica che manuale, con alimentazione dalla stessa sorgente della videocamera o da una sorgente esterna indipendente e con la possibilità di essere montate rigidamente attorno ad un obiettivo aggiuntivo come da rivendicazione 1 oppure di essere supportate da supporti deformabili dall’utente ma in grado di mantenere la posizione in cui vengono deformati; 7. dell’impiego con un sistema per visione ingrandita e/o ripresa video ingrandita come da rivendicazione S di un circuito elettronico per il controllo automatico, in funzione della lunghezza focale dell’obiettivo incorporato nella videocamera scelta dall’utente per l’ingrandimento desiderato, dell 'apertura del diaframma del obiettivo aggiuntivo di rivendicazione 1, e/o dell’intensità della luce emessa dal sistema d’illuminazione di rivendicazione 6, in particolare per quanto riguarda; • la ricezione e la memorizzazione, durante la fase d’impostazione iniziale, dei codici corrispondenti ai comandi di variazione della lunghezza focale dell’obiettivo incorporato nella videocamera, inviati mediante raggi infrarossi dal telecomando della videocamera; • ricezione e decodifica dei comandi di variazione della lunghezza focale dell'obiettivo incorporato nella videocamera, inviati mediante raggi infrarossi dal telecomando della videocamera; • il controllo di posizione del motore per l’azionamento del diaframma; • la parzializzazione dell’illuminazione; 8. di una struttura di sostegno di un sistema per visione ingrandita e/o ripresa video ingrandita come da rivendicazione 5, particolarmente per l’utilizzo del braccio (17) scorrevole verticalmente e a inclinazione regolabile, della squadretta (19) ad inclinazione regolabile e del basamento (13) come contenitore per le parti accessorie del sistema; 9. della realizzazione del sistema d’illuminazione di cui alla rivendicazione 6 mediante lampade alogene con riflettore dicroico montate in faretti realizzati con un riflettore interno in metallo, con apertura/e dal lato opposto a quello di emissione della luce per disperdere il calore emesso dalle lampade sotto forma di raggi infrarossi attraverso il riflettore dicroico delle lampade stesse, con intercapedine d’aria fra riflettore interno in metallo e parte esterna in plastica o altro materiale termicamente isolante e per il montaggio di detti faretti su tubi flessibili semi rigidi di sostegno.
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