ITPC20120001U1 - Modulo strutturale ad incastro per sistemi automatici tipo miniload - Google Patents

Modulo strutturale ad incastro per sistemi automatici tipo miniload

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ITPC20120001U1
ITPC20120001U1 ITPC20120001U ITPC20120001U1 IT PC20120001 U1 ITPC20120001 U1 IT PC20120001U1 IT PC20120001 U ITPC20120001 U IT PC20120001U IT PC20120001 U1 ITPC20120001 U1 IT PC20120001U1
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IT
Italy
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structural module
automatic warehouses
shelf
upright
slot
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Application number
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English (en)
Inventor
Gianluca Cammi
Original Assignee
Struttura System S R L
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  • Coupling Device And Connection With Printed Circuit (AREA)

Description

Descrizione del brevetto per modello d’utilità avente per titolo:
“MODULO STRUTTURALE AD INCASTRO PER SISTEMI AUTOMATICI TIPO MINILOAD
La presente innovazione concerne un modulo strutturale ad incastro per magazzini automatici a mensole, e in particolare un modulo strutturale per la realizzazione di scaffalature di detti magazzini.
I magazzini automatici a mensole sono magazzini nei quali le scaffalature sono configurate per ospitare unità di carico omogenee, come ad esempio vassoi, contenitori o scatole, e nei quali le operazioni di prelievo e deposito sono effettuate in maniera completamente automatizzata.
Nel dettaglio la movimentazione è effettuata da trasloelevatori miniload, comprendenti ad esempio carrelli computerizzati a più assi, in grado di lavorare ad altissima velocità, in spazi ristretti, anche a grandi altezze.
Generalmente questi magazzini comprendono una scaffalatura composta da elementi sostanzialmente verticali denominati spalle e da elementi orizzontali denominati mensole.
Fra una coppia di spalle affacciate, ciascuna provvista di una mensola, è definito un vano di carico atto a ospitare una unità di carico come quelle sopracitate.
A questo scopo dette mensole in genere possiedono un profilo configurato per poter sostenere, ciascuno, detta unità di carico lungo un suo bordo laterale.
Più precisamente nella maggior parte dei casi detti sostegni comprendono una mensola la cui porzione orizzontale e sporgente funge da appoggio per detto bordo laterale dell’unità di carico.
Detti magazzini della tecnica nota presentano però alcune limitazioni e più nello specifico presentano una serie di svantaggi durante le operazioni di installazione o riconfigurazione delle scaffalature.
Difatti, in queste scaffalature note, il collegamento fra i montanti e le mensole, è realizzato quasi esclusivamente tramite giunzioni imbullonate oppure tramite rivettatura.
Entrambi i suddetti sistemi di collegamento richiedono un enorme dispendio di manodopera per il serraggio dei bulloni o per l’applicazione dei rivetti, considerato che un magazzino di medie dimensioni può comprendere migliaia di elementi da collegare, fra montanti e mensole.
Allo stesso modo eventuali operazioni di riconfigurazione, anche di una sola parte del magazzino, ad esempio per variare il volume dei vani di carico, richiederebbero altrettanta mano d’opera per la rimozione e la nuova applicazione dei bulloni in differenti punti dei montanti.
Dette giunzioni imbullonate inoltre, col passare del tempo, sono soggette a graduali allentamenti della presa causati dalle vibrazioni e dai continui cicli di carico/ scarico a cui è sottoposta la struttura durante la movimentazione delle unità di carico da parte dei trasloelevatori.
Periodicamente è quindi necessaria una verifica delle stesse per evitare la formazioni di giochi eccessivi fra i vari elementi che ne comprometterebbero la sicurezza o comunque un buon funzionamento.
In questo contesto, lo scopo della presente innovazione è proporre un modulo strutturale per magazzini automatici, che superi gli inconvenienti della tecnica nota sopra citati.
In particolare è scopo dell’innovazione proporre un modulo strutturale per magazzini automatici, che consenta una più rapida e agevole installazione delle scaffalature di detti magazzini.
Nel dettaglio è scopo dell’innovazione proporre un modulo strutturale per magazzini automatici provvisto di mezzi di connessione fra i vari montanti che rendano rapido e semplice il collegamento o la separazione dei vari elementi della struttura.
Ulteriore scopo della presente innovazione è quello di fornire un modulo strutturale per magazzini automatici, più robusto e che non richieda una manutenzione periodica.
Gli scopi summenzionati sono sostanzialmente raggiunti da un modulo strutturale per magazzini automatici, conforme ad una o più delle rivendicazioni allegate.
In particolare questi scopi sono raggiunti da Modulo strutturale per magazzini automatici, comprendente almeno una coppia di spalle, ciascuna spalla essendo provvista di una coppia di montanti, detti montanti essendo collegati da una mensola longitudinale configurato in maniera da sostenere una unità di carico lungo un bordo laterale, caratterizzato dal fatto che detti montanti e detta mensola sono provvisti di mezzi di connessione amovibili ad incastro.
Più in dettaglio detti mezzi di connessione comprendono almeno una asola ricavata su una faccia laterale di ciascun montante e una aletta ricavata su una porzione di detta mensola alle rispettive estremità, detta aletta potendo inserirsi in detta asola.
Il modulo strutturale così configurato consente di facilitare e velocizzare le operazioni di montaggio delle scaffalature, riducendo la manodopera necessaria.
Una volta accoppiati, detti mezzi di connessione inoltre risultano stabili e non necessitano quindi di particolari operazioni di manutenzione.
Ulteriori caratteristiche e vantaggi appariranno maggiormente chiari dalla descrizione indicativa, e pertanto non limitativa, di un esempio di realizzazione preferita, ma non esclusiva dell’innovazione, come illustrato nelle figure allegate in cui:
• la figura 1 è una vista prospettica di un modulo strutturale per magazzini automatici, secondo l’innovazione;
• le figure 2a e 2b sono rispettivamente una vista laterale e una frontale del modulo strutturale di figura 1;
• la figura 3 è una vista in sezione di un montante del modulo strutturale di figura 1;
• la figura 4 è una vista laterale interna di una porzione del montante di figura 3;
• la figura 5 è una vista in sezione di una mensola del modulo strutturale di figura 1, in corrispondenza dei mezzi di connessione;
• la figura 6 è una vista frontale della mensola di figura 5;
• la figura 7 è una vista in sezione di un montante e di una mensola collegati, in corrispondenza dei mezzi di connessione.
Con riferimento alle figure 1 e 2 allegate, il modulo strutturale 1 per magazzini automatici comprende una coppia di spalle 2 affacciate fra le quali è definito un vano di carico V atto a ospitare una unità di carico U come ad esempio vassoi, contenitori, scatole.
Una pluralità di moduli strutturali 1 disposti affiancati e sovrapposti fra loro costituiscono una scaffalatura (non illustrata in figura) di un magazzino automatico con un determinato numero di vani di carico V.
Nel dettaglio ciascuna spalla è provvista di una coppia di montanti 3 uniti da una mensola longitudinale 4. Ciascun modulo strutturale è quindi provvisto di una coppia di mensole longitudinali disposti affacciati nel vano di carico V atti a sostenere ciascuno l’unità di carico lungo un suo bordo laterale L.
Con riferimento alle figure 3 e 4, nel dettaglio detti montanti 3 presentano un profilo sostanzialmente a C aperto su un lato 5 per consentire rinserimento delle estremità di elementi diagonali (non illustrati nelle figure) interposti fra due montanti di una spalla.
A questo scopo in corrispondenza di detto lato aperto 5 il profilato presenta due bordi 6 ripiegati verso l’esterno provvisti di fori 7 per l’alloggiamento di bulloni di fissaggio di detti elementi diagonali.
Le mensole 4, preferibilmente, presentano un profilo a L con una prima porzione 4a per mezzo della quale sono fissati ai montanti, e una seconda porzione 4b, sostanzialmente perpendicolare alla prima, che funge da appoggio per il bordo laterale L di un unità di carico U. Conformemente all’innovazione, dette mensole 4 consentono l’alloggiamento, il prelievo e il deposito di unità di carico come vassoi, scatole o contenitori per mezzo di trasloelevatori miniload di tipo noto. Preferibilmente sia i montanti sia le mensole sono realizzati in acciaio, come ad esempio strutturale S235-S355, e sono ottenuti ripiegando e sagomando opportunamente elementi lastriformi in detto materiale.
Lo spessore dei profilati dei montanti in genere varia fra 1 e 3 mm in funzione del peso dell’unità di carico, in genere compresa fra i 30 e 100 kg per questo tipo di magazzini automatici, e del numero di vani in altezza.
Come già accennato, caratteristica dell’innovazione è quella di prevedere detti montanti 3 e dette mensole 4 provvisti di mezzi di connessione amovibili ad incastro.
Più in dettaglio ciascun montante 3 di un modulo strutturale è provvisto, su una faccia laterale 8, di almeno una asola 9 atta ad alloggiare una aletta 10 in corrispondenza di ciascuna estremità della mensola 4.
In particolare detta aletta 10 è ricavata nella prima porzione 4a della mensola 4 disposta sostanzialmente parallela ed adiacente alla parete laterale 8 del montante.
Ancora più in dettaglio detta asola 9 presenta un profilo quadrilatero, preferibilmente trapezoidale isoscele con i lati 9a disposti convergenti verso il basso, ricavato da una tranciatura lungo un profilo chiuso.
Ancora più in dettaglio il profilo di detta asola presenta una prima porzione superiore 11 sostanzialmente rettangolare sovrapposta a una seconda porzione 12 di forma trapezoidale (fig. 4).
Detta aletta 10 invece è ricavata da una tranciatura lungo una linea aperta, effettuata sulla porzione 4a della mensola, e ripiegata in maniera da ottenere un primo tratto IOa sostanzialmente perpendicolare alla porzione 4a e un secondo tratto 10b sostanzialmente parallelo ad essa (fig. 5).
Detto secondo tratto 10b, similmente all’asola 9, presenta anch’esso un profilo quadrilatero, preferibilmente trapezoidale isoscele con i lati 13 disposti convergenti verso il basso (fig. 6).
Preferibilmente, secondo l’innovazione, il modulo strutturale 1 è provvisto di una coppia di asole 9 ciascun montante 3 atte ad ospitare altrettante alette 10 ricavate su ciascuna estremità della porzione 4a della mensola 4.
Più in dettaglio detta coppia di asole, e le relative alette, sono sovrapposte lungo una direzione verticale.
In questo modo il nodo di connessione fra il montante ed il corrente è in grado di impedire eventuali rotazioni fra i due elementi, garantendo una maggiore rigidità e stabilità alla scaffalatura.
Nella figura 7 sono illustrati un corrente ed un montante collegati tramite i suddetti mezzi di connessione.
Con riferimento a questa figura, rinserimento dell’aletta 10 nell’asola 9 avviene lungo una direzione sostanzialmente verticale verso il basso. In pratica la prima porzione 4a della mensola 4 è posta a contatto con la faccia laterale 8 del montante e l’aletta è fatta scivolare verso il basso fino a quando il primo tratto IOa contatta il bordo inferiore 14 dell’asola 9.
Vantaggiosamente per ridurre i giochi fra i due elementi (montante e corrente) e garantire una connessione più salda, la seconda porzione 10b dell’aletta 10 presenta un profilo ricurvo con una sporgenza 15 rivolta verso l’interno del vano di carico V.
Detta sporgenza è realizzata in maniera da interferire con la superficie interna 8a della faccia laterale 8 durante rinserimento dell’aletta nell’asola.
In questo modo l’aletta 10 subisce una leggera deformazione elastica che la mantiene sempre a contatto con detta superficie interna 8a.
La connessione fra i due elementi risulta così semplice, rapida e non richiede l’ausilio di attrezzi quali chiavi inglesi cricchetti o simili. Vantaggiosamente, per evitare una involontaria fuoriuscita dell’aletta dall’asola detti mezzi di connessioni comprendono anche una linguetta di sicurezza 16 ricavata su un bordo superiore 17 della prima porzione 4a della mensola.
Detta linguetta, originariamente disposta parallelamente alla prima porzione 4a, quando il montante e la mensola sono accoppiati, viene ribattuta e ripiegata verso attraverso l’asola 9.
In questo modo in caso in cui la mensola sia spinta dal basso verso l’alto, ad esempio a causa di urti accidentali provocati dai trasloelevatori, la parte superiore della linguetta interferirebbe con il bordo superiore 18 dell’asola 9 impedendo la fuoriuscita dell’aletta (fig· 7).
Preferibilmente il montante è provvisto di una pluralità di coppie di asole 9 collocate a distanze predeterminate (non illustrate in figura). In questo modo è possibile collocare le mensole a differenti altezze per ottenere un vano di carico con un volume desiderato sfruttando al massimo la capacità del magazzino.
Eventuali operazioni di riconfigurazione possono essere eseguite agevolmente, quanto quelle del montaggio, liberando la linguetta di sicurezza 16 e sollevando la mensola per far fuoriuscire le alette 10 dalle asole 9.
Come già accennato la scaffalatura per un magazzino automatico è composta da una pluralità di moduli strutturali disposti affiancati e sovrapposti. Vantaggiosamente a questo scopo i montanti 3 sono realizzati in un unico elemento provvisto di una pluralità di asole 9 per la connessione di più mensole ad altezze predefinite desiderate. Preferibilmente dette asole sono realizzate su entrambe le facce laterali 8 del montante (fig. 7) in maniera da potervi collegare due mensole alla medesima quota.
Il modulo strutturale secondo l’innovazione consente quindi di realizzare una scaffalatura per magazzini automatici con un risparmio notevole di tempo e di manodopera preposta al montaggio.
La struttura inoltre risulta più economica essendo composta da un minor numero di elementi, così come risultano economiche le lavorazioni di tranciatura per realizzare le asole 9 sui montanti e le alette 10 sulle mensole.
Grazie alla conformazione dei mezzi di connessione la scaffalatura non necessita si particolare manutenzione, se non in caso di riconfigurazione dei vani di carico che può comunque essere effettuata in maniera più rapida e semplice rispetto alle scaffalature note.
La presente innovazione, così come descritta e illustrata, è suscettibile di numerose modifiche e varianti tutte comprese neH’ambito del concetto inventivo; inoltre, tutti i dettagli potranno essere sostituiti da altri elementi tecnicamente equivalenti.

Claims (11)

  1. RIVENDICAZIONI 1. Modulo strutturale per magazzini automatici, comprendente almeno una coppia di spalle affacciate (2) definenti un vano di carico (V), ciascuna spalla essendo provvista di una coppia di montanti (3), detti montanti essendo collegati da una mensola longitudinale (4) configurata in maniera da sostenere una unità di carico (U) lungo un bordo laterale (L), caratterizzato dal fatto che detti montanti (3) e detta mensola (4) sono provvisti di mezzi di connessione amovibili ad incastro.
  2. 2. Modulo strutturale per magazzini automatici, secondo la rivendicazione 1, caratterizzato dal fatto che detti mezzi di connessione comprendono almeno una asola (9) ricavata su una faccia laterale (8) di ciascun montante e almeno una aletta (10) ricavata in corrispondenza di ciascuna estremità di detto corrente (4), detta aletta potendo inserirsi in detta asola.
  3. 3. Modulo strutturale per magazzini automatici, secondo la rivendicazione 2, caratterizzato dal fatto che detta asola (9) presenta un profilo trapezoidale isoscele con i lati (9a) convergenti verso il basso.
  4. 4. Modulo strutturale per magazzini automatici, secondo la rivendicazione 2 o 3, caratterizzato dal fatto che detta aletta (10) è ricavata su una prima porzione (4a) di detta mensola (4) sostanzialmente parallela ed adiacente alla faccia laterale (8) del montante (3).
  5. 5. Modulo strutturale per magazzini automatici, secondo la rivendicazione 4, caratterizzato dal fatto che detta aletta (10) comprende un primo tratto (10a) sostanzialmente perpendicolare detta prima porzione (4a) del corrente (4) e un secondo tratto (10b) sostanzialmente parallelo ad essa.
  6. 6. Modulo strutturale per magazzini automatici, secondo la rivendicazione 6, caratterizzato dal fatto che detto secondo tratto (10b) presenta un profilo trapezoidale isoscele con i lati (13) disposti convergenti verso il basso.
  7. 7. Modulo strutturale per magazzini automatici, secondo la rivendicazione 7, caratterizzato dal fatto che detto secondo tratto (10b) presenta un profilo ricurvo con una sporgenza (15) rivolta verso rinterno del vano di carico (V) .
  8. 8. Modulo strutturale per magazzini automatici, secondo una qualsiasi delle rivendicazioni da 4 a 7, caratterizzato dal fatto che detti mezzi di connessione comprendono una linguetta di sicurezza (16) ricavata detta prima porzione (4a) della mensola, detta linguetta potendo essere ripiegata per interferire con un bordo superiore (18) dell’asola 9 impedendo la fuoriuscita dell’aletta (10).
  9. 9. Modulo strutturale per magazzini automatici, secondo una qualsiasi delle rivendicazioni da 2 a 8, caratterizzato dal fatto che detti mezzi di connessione comprendono una coppia di asole (9) ricavate ciascun montante (3) atte ad ospitare altrettante alette (10) ricavate su ciascuna estremità della mensola (4), dette asole (9) e dette alette (10) essendo sovrapposte lungo una direzione verticale.
  10. 10. Modulo strutturale per magazzini automatici, secondo una qualsiasi delle rivendicazioni da 2 a 9, caratterizzato dal fatto che il montante è provvisto di una pluralità di coppie di asole (9) collocate a distanze predeterminate.
  11. 11. Modulo strutturale per magazzini automatici, secondo una qualsiasi delle rivendicazioni da 2 a 10, caratterizzato dal fatto che dette asole (9) sono ricavate su entrambe le facce laterali (8) del montante (3).
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