ITPD20060332A1 - Processo per la rimozione di acrilammide da alimenti - Google Patents

Processo per la rimozione di acrilammide da alimenti Download PDF

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ITPD20060332A1
ITPD20060332A1 IT000332A ITPD20060332A ITPD20060332A1 IT PD20060332 A1 ITPD20060332 A1 IT PD20060332A1 IT 000332 A IT000332 A IT 000332A IT PD20060332 A ITPD20060332 A IT PD20060332A IT PD20060332 A1 ITPD20060332 A1 IT PD20060332A1
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torr
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Monica Anese
Maria Cristina Nicoli
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Univ Degli Studi Udine
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Description

PD200 6 A 000332 7661 PTIT Notarbartolo & Gervasi S.p.A.
Descrizione dell’invenzione industriale dal titolo:
“Processo per la rimozione di acrilammide da alimenti”
a nome di: Università degli Studi di Udine
con sede a: Udine
inventori designati: NICOLI, Maria Cristina; ANESE, Monica
CAMPO DELL’INVENZIONE
L’invenzione è relativa ad un processo per la rimozione dell’acrilammide
da alimenti.
STATO DELLA TECNICA
È noto che in alimenti contenenti carboidrati, ed in particolare alimenti
contenenti amidi, sottoposti a trattamenti termici intensi si sviluppa
acrilammide. Si tratta di una sostanza a basso peso molecolare inodore
ed incolore, e quindi non rilevabile con i sensi, e molto solubile in acqua,
a cui si associa una potenziale azione cancerogena. È noto infatti, che in
animali di laboratorio esposizioni di alti livelli di acrilammide e per tempi
prolungati sono carcinogenetici.
Sulla base di questi risultati, nonostante non siano noti i livelli di rischio in
campo umano, si è creato un notevole allarme nei confronti di questa
sostanza, soprattutto in seguito alla pubblicazione di dati ottenuti su
alimenti da autorità pubbliche di controllo degli stessi, come il Swedish
National Food Administration e il British Food Standards Administration,
e da questi comunicati nel 2002. I prodotti maggiormente a rischio di
contenere elevati livelli di acrilammide sono tutti quelli a base amidacea
e sottoposti a trattamenti di cottura ad alte temperature come frittura,
7661 PTIT Notarbartolo & Gervasi S.p.A.
cottura al forno e tostatura quindi una vasta gamma di alimenti quali patate fritte, pane, prodotti a base di cereali tostati, biscotti e caffè.
Brevemente, l’acrilammide si forma per reazione tra raminoacido asparagina ed il gruppo carbonilico di uno zucchero riducente in seguito a trattamenti termici condotti a temperature superiori a 120°C (Stadler R.H. et al., 2002 Nature, 419, 449-450), anche se non si escludono altri meccanismi di reazione.
Nonostante le numerose ricerche volte alla comprensione dei meccanismi e dell’influenza delle molteplici variabili alla base della formazione di questa sostanza, non è stato possibile tracciare linee guida efficaci atte a minimizzarne lo sviluppo nei prodotti alimentari. Infatti, nella maggior parte dei casi questi interventi portano aN’ottenimento di prodotti finiti poco accettabili sotto il profilo sensoriale. Le ragioni di ciò sono essenzialmente riconducibili a: i) incompleta comprensione dell’influenza di variabili di processo e di prodotto sulla formazione di acrilammide (in particolare awe stato fisico); ii) stretta relazione tra formazione di acrilammide e sviluppo di proprietà sensoriali desiderate dei prodotti trattati termicamente.
Nonostante ciò, vista la rilevanza sociale di un potenziale effetto carcinogenetico dell’acrilammide e la rilevanza economica del settore industriale agro-alimentare, sono state proposte alcune strategie
tecnologiche volte alla riduzione della formazione dell’acrilammide nei cibi cotti. Queste sono relative a;
- selezione di materie prime “povere “ di precursori dell’acrilammide (Biedermann M. et al., 2002 Mitteilungen aus
7661 PTIT Notarbartolo <& Gervasi S.p.A.
Lebensmitteluntersuchung und Hygiene 93,668-687; Amrein T.M. et al., 2003 J. Agric. Food Chem. 51, 5556-5560):
- pretrattamenti basati su riduzione della concentrazione di zuccheri ed asparagina ed abbassamento del pH (Tareke E. et al., 2002 J. Agric. Food Chem. 50, 4998-5006; Jung M.Y. et al., 2003 J. Food Sci. 68, 1287-1290; Zyzak D.V. et al., 2003 J. Agric. Food Chem. 51, 4782-4787; Pedreschi F. et al., 2004 Lebensmittel-Wissensschaft und -Technologie 37, 679-685);
- modificazioni della formulazione originaria del prodotto alimentare attraverso l’impiego di composti in grado di competere con l’asparagina o di ridurre il pH della formulazione (Vattem D.A., Shetty K., 2003 Innovative Food Sci. and Emerging Technologies 4, 331-338; Grob K. et al., 2003 Eur. Food Res. Technol. 217, 185-194; Fiselier K. et al., 2004 Eur. Food Res. Techn. 219, 111-115; Amrein T.M. et al., 2004 J. Agric. Food Chem. 52, 4282-4288; Brathen E. et al., 2005 J. Agric. Food Chem. 53, 3259-3264);
- modificazioni delle condizioni di processo, principalmente attraverso la riduzione delle temperature e/o dei tempi di cottura (Grob K. et al 2003 re†. cit.\ Granada C. et al., 2004 J. Food Sci. 69, E405-E411).
Avendo i metodi sopraccitati un carattere di tipo preventivo, comportano
sostanziali cambiamenti di formulazione e/o di processo nella preparazione degli alimenti e tali cambiamenti possono non essere accettabili da un punto di vista del loro apprezzamento da parte del consumatore.
7661PTIT Notarbartolo & Gervasi S.p.A.
Con lo scopo di rimuovere l’acrilammide dopo la preparazione di alimenti e non solo di prevenirne la formazione, la domanda di brevetto US 2003/0219518 descrive un processo che prevede condizioni di vuoto, e temperature elevate sino a 125°C e preferibilmente tra temperatura ambiente e 125°C e ancora più preferibilmente tra 87°C e 125°C. In un'altra realizzazione del processo oltre al vuoto ed alla temperatura sopra menzionati è previsto anche un trattamento con radiazioni luminose, radiazioni nel campo del visibile, ultravioletto, raggi x e gamma, per indurre la polimerizzazione dell’acrilammide. Ancora, in un’altra realizzazione oltre al vuoto ed alla temperatura sopra menzionati è previsto anche un trattamento con ozono, per indurre la degradazione ossidativa dell’acrilammide. In ogni caso il tempo di trattamento non pare abbia un’influenza significativa sulla rimozione, essendo questa ragionevole in considerazione delle condizioni drastiche adottate e del fatto che le temperature identificate sono di gran lunga superiori alla temperatura di sublimazione. Inoltre l’insegnamento derivante dagli esempi è di usare comunque in ogni caso un vuoto molto spinto di 0.01 torr e temperature di 85°C per almeno un’ora quando questi trattamenti non sono associati al trattamento con radiazioni luminose.
Il processo descritto incontra la sua maggior limitazione nel fatto che si tratta di condizioni molto drastiche di difficile applicazione industriale o
applicabile con elevati costi di gestione. A questi limiti si aggiunge che queste condizioni drastiche determinano conseguenze sulla qualità del prodotto finito. È noto infatti che l’adozione di temperature elevate è responsabile dell'Induzione e/o accelerazione di processi degradativi 7661PTIT Notarbartolo & Gervasi S.p.A.
dell’alimento. Le condizioni specifiche del processo descritto nella domanda di brevetto citata, ed in particolare il trattamento condotto a 0.01 torr e 85°C possono causare cambiamenti indesiderati delle caratteristiche compositive, nutrizionali e sensoriali dell’alimento.
È quindi evidente che esiste la necessità di un processo di rimozione dell’acrilammide in alimenti a base amidacea e sottoposti a trattamenti termici con temperature elevate e tali da indurre la formazione di acrilammide.
È quindi uno scopo della presente invenzione la messa a punto di un processo efficiente di rimozione dell’acrilammide su alimenti finiti che preveda condizioni di trattamento blande e tali da non determinare cambiamenti sensoriali nell’alimento stesso.
È ancora uno scopo della presente invenzione la messa a punto di un processo efficiente di rimozione dell’acrilammide su alimenti finiti che sia facilmente industrializzabile e che abbia contenuti costi di gestione.
SOMMARIO
Nell’adempimento degli scopi indicati, di conseguenza la presente invenzione fornisce un processo di rimozione dell’acrilammide in alimenti in condizioni blande e tali da non determinare alterazioni sensoriali nello stesso.
Il processo oggetto dell’invenzione rimuove acrilammide da alimenti per
via fisica sfruttando il passaggio di fase solido-vapore della sostanza.
È quindi oggetto della presente invenzione un processo per la rimozione dell’acrilammide da alimenti caratterizzato dal fatto che tale rimozione è ottenibile sottoponendo gli alimenti ad un trattamento in adeguate
7661PTIT Notarbartolo & Gervasi S.p.A.
condizioni di pressione e temperatura in cui la pressione è compresa tra
0.02 e 0.5 torr a la temperatura è compresa tra 35°C e 75°C.
Per gli scopi della presente invenzione il trattamento degli alimenti alle
pressioni ed alle temperature individuate è condotto per un tempo di
almeno 30 min..
DESCRIZIONE DETTAGLIATA DELL’INVENZIONE
Gli scopi ed i vantaggi del processo di rimozione dell’acrilammide da
alimenti finiti, oggetto della presente invenzione, saranno meglio
compresi nel corso della descrizione dettagliata seguente dove, a titolo
esemplificativo ma non limitativo dell’invenzione, saranno descritti il
processo in generale ed esempi del processo applicato ad alimenti finiti.
Il processo di rimozione dell’acrilammide qui descritto trova una sua utile
applicazione nell’industria agro-alimentare ed in particolare nella
preparazione industriale di alimenti pronti per il consumo e sottoposti a
trattamenti termici contenenti carboidrati, ed in particolare in alimenti a
base amidacea quali patate e prodotti a base di patate, cereali e prodotti
a base di cereali, riso e prodotti a base di riso ed in particolare ad
esempio chips, patate fritte, pasta, pane, snack, biscotti e caffè.
Le condizioni in cui l’acrilammide passa dalla fase solida alla fase di
vapore sono note, e comprendono specifiche combinazioni di
temperatura e pressione, ad esempio ad una pressione di 5 torr
corrisponde una temperatura di 103°C ed a 0.01 torr una temperatura di
26°C.
Ciò nonostante non sono immediatamente evidenti le condizioni da
applicare per la rimozione dell’acrilammide solida, quando questa si trovi
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incorporata nella massa solida dell’alimento da trattare, come pure non sono evidenti le condizioni di processo adeguate a rimuovere l’acrilammide senza peraltro indurre processi di alterazione delle caratteristiche chimico-fisiche dell’alimento finito. È infatti molto importante per l’apprezzamento del prodotto che, non solo venga rimossa l’acrilammide, ma che non si inneschino processi degradativi e/o modifiche di carattere sensoriale del prodotto indesiderate per il consumatore.
Il processo oggetto dell’invenzione fornisce le condizioni per una rimozione efficiente dell’acrilammide senza intaccare le caratteristiche sensoriali dell’alimento trattato.
Per l’adempimento degli scopi perseguiti dall’invenzione le condizioni applicabili per la rimozione dell’acrilammide sono pressioni comprese in un intervallo tra 0.02 e 0.5 torr e temperature comprese in un intervallo tra 35°C e 75°C. Preferibilmente la pressione applicabile è compresa tra 0.05 torr e 0.2 torr e la temperatura è compresa tra 45°C e 62°C. Ancor più preferibilmente la pressione è di 0.1 torr e la temperatura di 55°C.
Gli alimenti possono essere sottoposti al trattamento sopradescritto per un tempo di almeno 30 min. e preferibilmente per un tempo compreso nell’intervallo tra 30 e 90 min. ed ancor più preferibilmente per un tempo di 60 min..
Applicando le condizioni di processo individuate con l’invenzione la rimozione dell’acrilammide è almeno del 50% e può raggiungere valori intorno al 80-95%.
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Infatti, In un sistema modello applicando un trattamento condotto a
pressione di 0.1 torr a temperatura di 55°C si ottengono i risultati
relativamente alla rimozione dell’acrilammide riportati nella seguente
tabella 1.
Tabella 1: concentrazione di acrilammide di un sistema modello durante
il trattamento condotto a pressione di 0.1 torr a temperatura di 55°C a
diversi tempi di trattamento.
Inoltre il processo oggetto dell’invenzione presenta un ulteriore vantaggio
di rimozione dell’umidità ad un livello accettabile industrialmente. Infatti
contestualmente si ottiene un decremento dell’umidità la cui percentuale
dipende dal suo contenuto iniziale dell’alimento. In alimenti con mediobasso tenore di umidità la rimozione dell’acqua nelle condizioni di
processo identificate è inferiore al 20%. Questa disidratazione è non solo
accettabile sotto il profilo industriale, ma anche usualmente perseguita
industrialmente con fasi di essiccamento dell’alimento. Infatti, ad
esempio la maggior parte dei prodotti da forno, snack a base di cereali e
patate, nei quali si forma acrilammide, necessita dopo cottura di essere
sottoposta ad una fase di essiccamento per ottenere valori di umidità
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inferiori al 3%. A questi valori di umidità, il prodotto è stabile dal punto di vista microbiologico ed accettabile sotto il profilo sensoriale.
Con il processo oggetto dell’invenzione si ottengono quindi due risultati entrambi importanti dal punto di vista industriale: da una parte la rimozione dell’acrilammide e dall’altra una disidratazione calibrata ed adatta alla conservazione dell’alimento con eliminazione di una fase ulteriore di essiccamento dello stesso. Tale vantaggio si aggiunge quindi ai vantaggi menzionati derivanti dal fatto che con il processo non si modifica né la formulazione dell’alimento né il processo di cottura.
Tipicamente il processo di rimozione dell’acrilammide oggetto dell’invenzione consiste nell’introduzione dell’alimento finito in una camera nella quale viene realizzata una delle condizioni di vuoto e temperature previste per il perseguimento degli scopi dell’invenzione e preferibilmente di 0.1 torr e 55°C. La permanenza dell’alimento alle condizioni di temperatura e pressione sopra indicate varia da 30 minuti a 90 minuti. Al termine del processo l’alimento viene rimosso e confezionato secondo le abituali modalità.
Esempio di rimozione dell’acrilammide da patatine chips
Aliquote di patatine chips pari a 100 g erano introdotte in una camera nella quale era realizzata successivamente una pressione di 0.1 torr ed una temperatura di 55°C. Gli esperimenti sono stati condotti mantenendo
nella camera i campioni per tempi compresi tra 30 min e 6 ore.
Quindi il contenuto di acrilammide ed acqua era misurato.
L’acrilammide era misurata mediante gas cromatografia-spettrometria di massa abbinata alla microestrazione in fase solida (SPME/GC-MS),
7661 PTIT Notarbartolo & Gervasi S.p.A.
secondo il metodo modificato di Lagalante e Felter (Lagalante, A.F., Felter, M.A., 2004 J.Agric.Food Chem. 52, 3744-3748). Brevemente, tale metodo consiste delle seguenti fasi consecutive: estrazione dell’acrilammide dalla matrice alimentare con acetonitrile in presenza dello standard interno (2,3,3[<2>H3] acrilammide) e successiva silanizzazione con bis(trimethilsilil)trifluoroacetamide (BSTFA); adsorbimento della fase vapore dell’acrilammide silanizzata su fibra di polidimetilsilossano; desorbimento termico dell’acriiammide nell’iniettore del gas-cromatografo; separazione, identificazione e quantificazione deiracrilammide (analisi GC-MS). L’umidità era misurata secondo il metodo AOAC (Officiai method 985.14, 1995), che consiste nel determinare la variazione di umidità dopo completo essiccamento del campione a 105°C per 15 ore.
I risultati ottenuti sono riportati nella tabella 2 seguente.
Tabella 2: concentrazione di acrilammide e contenuto di umidità di patatine chips durante un trattamento condotto a pressione di 0.1 torr e temperatura di 55°C a diversi tempi di trattamento

Claims (7)

  1. 7661PTIT Notarbartolo & Gervasi S.p.A. RIVENDICAZIONI 1. Processo per la rimozione dell’acrilammide da alimenti caratterizzato dal fatto che tale rimozione è ottenibile sottoponendo gli alimenti ad un trattamento in adeguate condizioni di pressione e temperatura in cui la pressione è compresa in un intervallo tra 0.02 e 0.5 torr e la temperatura è compresa in un intervallo tra 35°C e 75°C.
  2. 2. Processo per la rimozione deli’acrilammide da alimenti secondo la rivendicazione 1 in cui la pressione è compresa in un intervallo tra 0.05 torr e 0.2 torr e la temperatura è compresa in un intervallo tra 45°C e 62°C.
  3. 3. Processo per la rimozione dell’acrilammide da alimenti secondo la rivendicazione 1 in cui la pressione è di 0.1 torr e la temperatura di 55°C .
  4. 4. Processo per la rimozione dell’acrilammide da alimenti secondo le rivendicazioni 1-3 in cui il tempo di trattamento degli stessi è un tempo di almeno 30 min..
  5. 5. Processo per la rimozione dell’acrilammide da alimenti secondo la rivendicazione 4 in cui il tempo di trattamento degli stessi è un tempo compreso in un intervallo tra 30 e 90 min..
  6. 6. Processo per la rimozione dell’acrilammide da alimenti secondo le rivendicazioni 4 e 5 in cui il tempo di trattamento
    degli stessi è un tempo di 60 min..
  7. 7. Processo per la rimozione dell’acrilammide da alimenti caratterizzato dal fatto che tale rimozione è ottenibile PD 2 0 0 6 A 0 0 0 3 3 2 7661PTIT Notarbartolo & Gervasi S.p.A. sottoponendo gli alimenti ad un trattamento in adeguate condizioni di pressione e temperatura in cui la pressione è di 0.1 torr e la temperatura è di 55°C per un tempo di 60 min. (SL/EM/pd) Padova, 7 settembre 2006 p. Università degli Studi di Udine Il mandatario Silvana Lorenzi Notarbartolo & Gervasi S.p.a.
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