ITPD20060373A1 - Impianto per la distribuzione di gas in sicurezza - Google Patents

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ITPD20060373A1
ITPD20060373A1 IT000373A ITPD20060373A ITPD20060373A1 IT PD20060373 A1 ITPD20060373 A1 IT PD20060373A1 IT 000373 A IT000373 A IT 000373A IT PD20060373 A ITPD20060373 A IT PD20060373A IT PD20060373 A1 ITPD20060373 A1 IT PD20060373A1
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IT
Italy
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gas
plant according
duct
shutter
secondary duct
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IT000373A
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English (en)
Inventor
Alessandro Bozzoli
Guido Cicalini
Giuseppe Fontanazzi
Alberto Zanetti
Marisa Zeni
Original Assignee
Eurostandard Spa
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    • B63—SHIPS OR OTHER WATERBORNE VESSELS; RELATED EQUIPMENT
    • B63B—SHIPS OR OTHER WATERBORNE VESSELS; EQUIPMENT FOR SHIPPING 
    • B63B29/00—Accommodation for crew or passengers not otherwise provided for
    • B63B29/02—Cabins or other living spaces; Construction or arrangement thereof
    • F—MECHANICAL ENGINEERING; LIGHTING; HEATING; WEAPONS; BLASTING
    • F16—ENGINEERING ELEMENTS AND UNITS; GENERAL MEASURES FOR PRODUCING AND MAINTAINING EFFECTIVE FUNCTIONING OF MACHINES OR INSTALLATIONS; THERMAL INSULATION IN GENERAL
    • F16K—VALVES; TAPS; COCKS; ACTUATING-FLOATS; DEVICES FOR VENTING OR AERATING
    • F16K1/00—Lift valves or globe valves, i.e. cut-off apparatus with closure members having at least a component of their opening and closing motion perpendicular to the closing faces
    • F16K1/32—Details
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    • F16K17/24—Excess-flow valves actuated by the difference of pressure between two places in the flow line acting directly on the cutting-off member
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Description

IMPIANTO PER LA DISTRIBUZIONE DI GAS IN SICUREZZA
D E S C R I Z I O N E
Campo di applicazione
La presente invenzione si riferisce ad un impianto per la distribuzione di gas in sicurezza.
L’impianto di cui trattasi, come descritto nel preambolo della rivendicazione 1, è destinato a portare il gas alle utenze mediante una rete di distribuzione costituita da almeno una condotta principale e da una pluralità di condotte secondarie connesse alla condotta principale ed alle utenze.
Più in particolare, l’invenzione si inserisce nell’ambito industriale della produzione di impianti per la distribuzione di gas dotati di dispositivi di sicurezza per salvaguardare le utenze nei confronti delle fughe di gas.
Tali dispositivi di sicurezza sono per tale scopo montati all’interno delle condotte secondarie in modo da intercettare automaticamente il flusso di gas in caso di fughe che si possono presentare nelle stesse condotte secondarie in seguito a guasti o rotture.
In normali condizioni di esercizio, la pressione all’interno delle reti di distribuzione del gas è sostanzialmente allo stesso valore. Pertanto, nel range di portate per cui le condotte secondarie sono dimensionate, la pressione all’interno della condotta principale equivale a quella all’interno delle condotte secondarie poste in derivazione dalla condotta principale.
Il dispositivo di intercettazione è usualmente montato in prossimità dell’allacciamento tra la condotta secondaria e la condotta principale, in modo da intervenire per un qualunque guasto che si verificasse nella condotta secondaria.
In condizioni di normale esercizio, il dispositivo si pone in una prevista posizione di apertura, in cui consente il libero flusso del gas dalla condotta principale a quella secondaria.
Diversamente, quando nella condotta secondaria a valle della sezione in cui il dispositivo di sicurezza è inserito, si verifica una notevole e repentina variazione della pressione del gas dovuta ad una rottura della tubazione che costituisce la condotta secondaria, il dispositivo sottoposto a tale differenza di pressione si sposta in una prevista posizione di chiusura, in cui interrompe o riduce a livelli non pericolosi il passaggio del gas.
Stato della tecnica
Attualmente, sono noti numerosi impianti dotati di dispositivi di sicurezza volti a minimizzare il rischio di perdite di gas dovute a guasti nelle condotte secondarie.
Una delle più comuni cause di fuga di gas risiede nel danneggiamento delle condotte secondarie provocato nel corso di lavori di escavazione, in particolare per la posa o manutenzione di fognature, impianti idraulici, elettrici od altro.
In passato, anche operazioni inadeguate all’intemo degli edifici o usi impropri delle utenze sono stati causa di guasti, che hanno determinato fughe di gas con conseguente intervento dei dispositivi di sicurezza, quando presenti.
Funzionalmente, il dispositivo di sicurezza si chiude automaticamente in una frazione di secondo quando, in seguito ad un danneggiamento, la pressione nella condotta secondaria scende al di sotto di un valore prestabilito.
Tipicamente ad esempio, il flusso del gas viene bloccato dal dispositivo, nel caso in cui la condotta secondaria presenti un guasto che comporti una sezione di fuoriuscita di dimensione pari ad almeno il 5-15% rispetto alla sua sezione trasversale.
Generalmente, i dispositivi di sicurezza trovano alloggiamento all'interno di una porzione della condotta secondaria interposta tra un accoppiatore elettrosaldabile e la condotta principale oppure interposta tra due accoppiatori elettrosaldabili.
Più in dettaglio, usualmente i dispositivi di sicurezza sono formati da un corpo principale normalmente di forma tubolare, il quale definisce internamente una camera entro cui trova alloggiamento un otturatore suscetibile di scorrere in modo coassiale all’ interno della camera.
Lo scorrimento dell’ otturatore avviene tra una posizione di apertura, in cui l’oturatore consente il passaggio del gas durante il normale esercizio della rete, ed una posizione di chiusura, in cui l’otturatore, in caso di guasto, si pone a contato di una battuta ricavata nella camera per interrompere il flusso di gas.
Sono previsti mezzi elastici agenti sull’ otturatore per tratenerlo nella posizione di apertura durante la normale condizione di esercizio.
Una perdita di gas dalla condotta secondaria si traduce in una differenza di pressione sull’otturatore che, vincendo la forza esercitata sullo stesso otturatore dai mezzi elastici, determina il passaggio del dispositivo dalla posizione di apertura a quella di chiusura.
Tali mezzi elastici sono generalmente costituiti da una molla metallica la cui forza di reazione consente di definire la soglia di sicurezza a cui far intervenire la chiusura del dispositivo in seguito ad una perdita imprevista di gas.
Nel calcolo della soglia di sicurezza ovvero della forza che deve esercitare la molla vanno tenute presenti le condizioni di funzionamento reali del dispositivo, con fluidi comprimibili e moti non stazionari, che intervengono a modificare i parametri di calcolo teorici con opportuni fatori corretivi.
Alcuni dispositivi diffusi nel mercato, del tipo sopra sommariamente ricordato, sono dettagliatamente descriti ad esempio nei breveti EP 686795; US 4590962; US 4010770 e WO 0188420.
Più in detaglio, i dispositivi considerati nei breveti US 4590962 e US 4010770 sono destinati ad essere installati su condotte di diametro relativamente piccolo e sono montati in una interruzione della condotta mediante filettature previste alle estremità del corpo principale.
Il dispositivo descritto nel brevetto US4010770 prevede l’impiego di una sfera come otturatore per l' interruzione del flusso di gas e di una o più molle metalliche per la regolazione della posizione della sfera.
Diversamente, il dispositivo descritto nel brevetto WO 0188420 è posto internamente ad una porzione della condotta secondaria a cui è vincolato mediante una guarnizione esterna che agisce a tenuta sulla superficie interna della condotta medesima.
Più in particolare, quest’ultimo dispositivo è dotato di un otturatore cavo avente una porzione di forma sostanzialmente cilindrica che è contraffacciala alla parete interna del corpo principale, ed una porzione di testa di forma arrotondata, collegata con continuità alla porzione cilindrica e provvista di una guarnizione atta a fare tenuta sulla battuta del corpo principale.
La battuta è ottenuta mediante un restringimento della sezione interna.
Il passaggio del gas attraverso il dispositivo durante il normale esercizio della rete è garantito da un foro ricavato sulla porzione arrotondata dell’otturatore che interessa l’intera sezione della camera.
La molla è interposta tra due spallamenti ricavati l’uno alla base della porzione cilindrica dell’otturatore e l’altro nella parete della camera del corpo principale.
II brevetto EP0686795 descrive un dispositivo di sicurezza che prevede l’impiego di un corpo rigido in cui è prevista una camera a forma di cono, che presenta una restrizione ad una estremità. Il dispositivo è provvisto di un otturatore a forma di ogiva dal diametro maggiore rispetto alla restrizione della camera, suscettibile di scorrere all’ interno del corpo rigido contro la forza di una molla, per appoggiarsi in battuta restrizione dell’alloggiamento.
Tutti i dispositivi del tipo noto sopra citato ed altri similari presentano l’inconveniente di essere costituiti da una pluralità di diversi componenti che comportano una significativa complessità costruttiva ed un elevato rischio di errori di assemblaggio.
La complessità costruttiva incide inoltre negativamente sui costi di costruzione che risultano particolarmente onerosi.
In generale, per esempio a causa delle impurità presenti nel fluido trasportato, ed in relazione ai diversi materiali con i quali è costruito il dispositivo di sicurezza, la durata nel tempo dello stesso dispositivo potrebbe essere compromessa.
Più in dettaglio, i dispositivi di tecnica nota impiegano solitamente componenti metallici, come la molla, lo stantuffo, le viti di regolazione, i quali sono soggetti a fenomeni di ossidazione che nel tempo possono produrre variazioni nelle loro caratteristiche meccaniche rispetto a quelle di progetto che compromettono il corretto funzionamento (rapidità di intervento e sicurezza operativa) dei dispositivi di sicurezza.
Presentazione dell’ invenzione
Lo scopo principale della presente invenzione è pertanto quello di superare gli inconvenienti manifestati dalle soluzioni di tecnica nota sopra descritte, mettendo a disposizione un impianto per la distribuzione di gas in sicurezza, il quale sia conveniente grazie all’impiego di dispositivi di sicurezza economici da produrre.
Un altro scopo del presente trovato è quello di mettere a disposizione un impianto per la distribuzione di gas dotato di dispositivi di sicurezza per l' intercettazione del flusso di gas in caso di fughe, il cui funzionamento sia semplice, ed operativamente del tutto affidabile.
Un altro scopo del presente trovato è quello di mettere a disposizione un impianto per la distribuzione di gas con dispositivi di sicurezza impiegabili per condotte secondarie e principali di diametri anche maggiori rispetto a quelli delle condotte in cui sono attualmente installati i dispositivi di sicurezza di tipo noto.
Ulteriore scopo del presente trovato è quello di mettere a disposizione impianti di distribuzione di gas con dispositivi di sicurezza atti a consentire un agevole ripristino della condizione di funzionamento in seguito al passaggio dei dispositivi dalla posizione di chiusura alla posizione di apertura.
Ulteriore scopo del presente trovato è quello di mettere a disposizione un impianto di distribuzione di gas, in cui i dispositivi di sicurezza mantengano inalterate nel tempo le loro caratteristiche meccaniche e la loro funzionalità.
Questi scopi ed altri ancora vengono tutti raggiunti dall’impianto di distribuzione di gas in sicurezza secondo la rivendicazione 1, il quale comprende: almeno una condotta principale di alimentazione; almeno una condotta secondaria in derivazione dalla condotta principale, alimentata da quest’ultima con un flusso di gas; almeno un dispositivo di sicurezza disposto airintemo della condotta secondaria per intercettare il flusso di gas in caso di fughe a valle della sua posizione di inserimento nella condotta.
Secondo la presente invenzione rimpianto si caratterizza per il fatto che il dispositivo è provvisto di un corpo di intercettazione dotato di una porzione fissa, rigidamente vincolata alla superficie interna della condotta secondaria, e di una porzione di otturazione formante corpo unico con detta porzione fissa e sagomata per deformarsi elasticamente tra una configurazione di apertura, in cui libera il passaggio di gas dalla condotta principale alla condotta secondaria ed una configurazione di chiusura, assunta automaticamente in presenza di un calo di pressione nella condotta secondaria, in cui interferisce con il passaggio di gas interrompendone o riducendone il flusso.
Breve descrizione dei disegni
Le caratteristiche tecniche del trovato, secondo i suddetti scopi, sono chiaramente riscontrabili dal contenuto delle rivendicazioni sotto riportate ed i vantaggi dello stesso risulteranno maggiormente evidenti nella descrizione dettagliata che segue, fatta con riferimento ai disegni allegati, che ne rappresentano alcune forme di realizzazione puramente esemplificative e non limitative, in cui:
la FIG. 1 mostra schematicamente un esempio di impianto di distribuzione del gas oggetto della presente invenzione comprendente una rete esemplificativamente illustrata mediante una condotta principale ed una condotta secondaria, ed un dispositivo di sicurezza associato alla condotta secondaria;
la FIGG. 2 A e 2B mostrano schematicamente due impianti di distribuzione del gas secondo l’invenzione con il dispositivo di sicurezza posto in due differenti posizioni;
le FIGG. 3A, 3B mostrano due differenti viste di un particolare deH’impianto secondo l’invenzione relativo ad un primo esempio di dispositivo di sicurezza;
la FIG. 4 mostra un secondo esempio di dispositivo di sicurezza dell’impianto secondo l’invenzione;
la FIG. 5 mostra un terzo esempio di dispositivo di sicurezza dell’impianto secondo l’invenzione.
Descrizione dettagliata di alcuni esempi di realizzazione preferiti Con riferimento agli uniti disegni è stato indicato nel suo complesso con 1 rimpianto di distribuzione di gas oggetto della presente invenzione.
Tale impianto 1 si compone, in via del tutto generale, di ima rete di distribuzione formata da almeno una condotta principale 2 da cui sono derivate una pluralità di condotte secondarie 3 (di cui ne è stata rappresentata soltanto una) destinate al trasporto del gas alle utenze, generalmente costituite da locali abitativi, indicati schematicamente con 5.
Più in generale con l’espressione “condotta secondaria” si dovrà intendere nel seguito una condotta derivata a valle di un’altra condotta posta a monte e chiamata esemplificativamente “condotta principale”.
L’impianto 1 comprende inoltre un dispositivo di sicurezza 6, il quale è disposto all’ interno della condotta secondaria 3 per intercettare il flusso di gas in caso di fughe che si possano verificate a valle della sua posizione di inserimento nella stessa condotta 3.
Preferibilmente, il dispositivo 6 viene inserito in una porzione 4 della condotta secondaria 3, interposta tra una derivazione 7 della condotta principale ed un accoppiatore elettrosaldabile 8, da cui parte la condotta secondaria 3 per rifornire l’utenza 5.
Diversamente, la porzione 4 della condotta secondaria 3 potrà essere interposta tra due accoppiatori elettrosaldabili 8.
Più in dettaglio, il dispositivo 6 in accordo con l’idea alla base della presente invenzione è provvisto di un corpo di intercettazione 9 dotato di una porzione fissa 10, rigidamente vinco labile alla superficie interna 11 della condotta secondaria 3, e di una porzione di otturazione 12 formante corpo unico con la porzione fissa 10.
La porzione di otturazione 12 è sagomata per deformarsi elasticamente tra una configurazione di apertura 13, in cui libera il passaggio di gas dalla condotta principale 2 alla condotta secondaria 3, ed una configurazione di chiusura 14, in cui interferisce con il passaggio del gas interrompendone o riducendone il flusso.
Quest’ultima configurazione 14 è assunta automaticamente in presenza di un calo di pressione nella condotta secondaria 3.
II flusso di gas, indicato con una freccia nella allegate figure, consente di definire nella condotta secondaria 3 una sezione a monte M ed una a valle V del corpo di intercettazione 9, rispetto alle quali sezioni si determina una differenza di pressione in seguito al verificarsi di un guasto nella condotta secondaria 3.
Airintemo delle condotte 2, 3, in condizioni di normale funzionamento della rete di distribuzione, il gas ha sostanzialmente la stessa pressione sia nella condotta principale 2 sia in quelle secondarie 3 ovvero a monte M ed a valle V del corpo di intercettazione 9.
Funzionalmente, in caso di rottura di una condotta secondaria 3 si verifica una brusca variazione tra la pressione presente all’interno del condotto principale 2 e quella presente nella suddetta condotta secondaria 3. Tale variazione di pressione determina, come verrà meglio spiegato nel seguito, una forza F proporzionale alla caduta di pressione Δρ che porta a deformare la porzione di otturazione 12 con l’abbandono della configurazione di apertura e l’assunzione della configurazione di chiusura 14.
Vantaggiosamente, le porzioni fissa 10 e di otturazione 12 sono prodotte in corpo unico rendendo pertanto possibile realizzare il corpo di intercettazione 9 preferibilmente mediante un processo di stampaggio ad iniezione, in particolare di materiale plastico.
Più in dettaglio, la porzione fissa 10 è ottenuta nella forma di un disco o di un anello, il quale è dotato di un bordo esterno 15 vincolabile alla superficie interna della condotta secondaria 3, e di un bordo interno 16 a cui è collegata la porzione di otturazione 12.
Dal bordo esterno 15 dell’anello si estende ortogonalmente un piede di appoggio 17 il quale è disposto parallelamente contraffacciato rispetto alla superficie interna 11 della condotta secondaria 3. Tale piede di appoggio 17 si sviluppa preferibilmente lungo tutta la circonferenza dell’anello per formare una boccola cilindrica facilmente ancorabile alla condotta secondaria 3, ad esempio mediante una guarnizione 18 montata in una opportuna sede realizzata anularmente sulla sua superficie esterna.
In accordo con una prima forma realizzativa della presente invenzione, illustrata nelle figure 3 A e 3B, la porzione di otturazione 12 risulta sagomata a forma di spirale.
Funzionalmente, quando si verifica una rottura in una tubazione che dia luogo a perdite significative nella condotta secondaria 3, la pressione nella sezione a valle V del corpo di otturazione 10 diminuisce bruscamente e si crea una differenza di pressione rispetto alla sezione a monte M, che genera una forza F proporzionale alla caduta di pressione Δρ. Tale forza F agisce sulla porzione di otturazione 6 deformandola e facendole assumere la configurazione di chiusura 14 di figura 3B, in cui le spire 20 della spirale si pongono con lo sviluppo dei loro contorni perimetralmente a tenuta l’una rispetto all’altra, ostruendo così la condotta secondaria 3 e quindi interrompendo l’alimentazione di gas alle utenze 5.
Diversamente, quando viene ripristinata la condizione di normale esercizio, si annulla la differenza di pressione Δρ e con essa anche la forza F generata sulle spire 20, che assumono quindi la configurazione di apertura 13 di figura 3 A, allargandosi lungo l’asse della spirale per consentire il passaggio del gas verso le utenze 5.
Pertanto, le spire 20 sono automaticamente suscettibili di comprimersi e estendersi elasticamente in direzione dell’asse della spirale per determinare la trasformazione della porzione di otturazione 12 tra la configurazione di chiusura 14 e quella di apertura 13.
La prima spira 20’ della spirale ha una parte o solo una estremità collegata in corpo unico senza soluzione di continuità all’anello che forma la porzione fissa 10, ed in particolare in corrispondenza del suo bordo interno 15.
Tale anello ha un foro centrale passante 21 ed è provvisto esternamente di una sede in cui è inserita la guarnizione 18 per l’ancoraggio alla superficie interna 11 della condotta 3.
In accordo con una seconda forma realizzativa, la porzione di otturazione 12 è formata da uno (figura 5) o più petali 24 (figura 4) e da una porzione elasticamente flessibile 22 atta a raccordare senza soluzione di continuità i petali 24 alla porzione fissa 10.
Nella porzione fissa 12 sono predisposte aperture 23, poste in corrispondenza della posizioni dei petali 24, suscettibili di essere chiuse da questi ultimi in seguito al loro spostamento nella configurazione di chiusura 14.
Preferibilmente le aperture 23 sono di forma controsagomata rispetto alla forma dei petali 24.
La deformazione della porzione elasticamente flessibile 22 permette ai petali di ostruire le aperture 23 e di raggiungere la configurazione di chiusura 14. L’elasticità della porzione elasticamente flessibile 22 consente il ripristino della configurazione di apertura 13 una volta che sia stato aggiustato il guasto nella condotta secondaria 3 e ripristinato il corretto funzionamento della rete di distribuzione del gas.
Anche in questo secondo esempio realizzativo la porzione fissa 10 è conformata ad anello o a disco a seconda della forma e del numero di petali 24.
Nell’esempio di figura 4 ciascun petalo 24 è formato da una lamella piana dotata di un gambo collegato centralmente alla porzione fissa discoidale attraverso un lato corto che può costituire la porzione elasticamente flessibile 22, che diversamente può interessare solo una breve porzione di raccordo in corrispondenza del lato corto.
Nel caso dell’esempio di figura 5 in cui è stato previsto un unico petalo 24 ed un’unica corrispondente apertura 23, la porzione di collegamento flessibile 22 si sviluppa a partire dal bordo interno dell’anello che forma la porzione fissa 10.
Potranno essere previste numerose varianti nella conformazione dei petali 24, delle aperture 23 o nella porzione fissa 10 tutte rientranti nell’ambito della tuteli definita dalla presente invenzione.
La porzione di collegamento flessibile 22 è stata indicata solo idealmente appartenere alla porzione di otturazione 12 piuttosto che alla porzione fissa 10 dato che le due porzioni fissa 10 e di otturazione 12 sono vantaggiosamente ottenute mediante un unico stampaggio in corpo unico.
Tale porzione di collegamento flessibile 22 sarà sagomata nel profilo e/o nella sezione per conferire a detto/detti petali la desiderata elasticità. Ad esempio il gambo citato in precedenza potrà avere spessore o larghezza atte a consentire ai petali di spostarsi in chiusura o apertura sulle aperture 23.
Preferibilmente, i petali rimangono piani e non partecipano alla deformazione elastica della porzione di otturazione 12 che è demandata alla sola porzione di collegamento flessibile 22.
Preferibilmente, la porzione di otturazione 12, ovvero i petali 24 o le spire 20, potrà definire una tenuta non totale nella sua configurazione di chiusura 14, e consentire invece il passaggio di un flusso secondario, molto contenuto e non pericoloso, di gas.
Grazie a tale flusso secondario, una volta aggiustato il guasto, la condotta secondaria 3 potrà raggiungere la pressione della condotta principale 2 per consentire alla porzione di otturazione 12 di tornare ad assumere la configurazione di apertura 13 e ripristinare in tal modo il corretto esercizio della rete.
La particolare caratteristica di costruzione del corpo di intercettazione in corpo unico consente di semplificare significativamente il processo produttivo e ovviare agli inconvenienti delle soluzioni note che necessitano di complesse fasi di montaggio.
La particolare realizzazione del corpo di intercettazione ottenuta per esempio tramite stampaggio per iniezione di materiale plastico (o similare) permette inoltre di superare i problemi di variazione delle caratteristiche progettuali del dispositivo dovuti all’utilizzo nelle soluzioni di tipo noto, di materiali metallici per la realizzazione di alcune componenti tra cui molle, viti, mezzi di ritegno e di fissaggio.
Il trovato così concepito raggiunge pertanto gli scopi prefissi.
Ovviamente, esso potrà assumere, nella sua realizzazione pratica anche forme e configurazioni diverse da quella sopra illustrata senza che, per questo, si esca dal presente ambito di protezione.
Inoltre tutti i particolari potranno essere sostituiti da elementi tecnicamente equivalenti e le dimensioni, le forme ed i materiali impiegati potranno essere qualsiasi a seconda delle necessità.

Claims (20)

  1. RIVENDICAZIONI 1. Impianto per la distribuzione di gas, in sicurezza, che comprende: almeno una condotta principale di alimentazione; almeno una condotta secondaria in derivazione da detta condotta principale ed alimentata da quest’ultima con un flusso di gas; almeno un dispositivo di sicurezza disposto all'interno della condotta secondaria per intercettare il flusso di gas in caso di fughe a valle della sua posizione di inserimento nella condotta, caratterizzato dal fatto che detto dispositivo è provvisto di: - un corpo di intercettazione dotato di una porzione fissa, rigidamente vincolata alla superficie interna di detta condotta secondaria, e di una porzione di otturazione formante corpo unico con detta porzione fissa e sagomata per deformarsi elasticamente tra una configurazione di apertura, in cui libera il passaggio di gas da detta condotta principale a detta condotta secondaria, ed una configurazione di chiusura, assunta automaticamente in presenza di un calo di pressione di detta condotta secondaria, in cui interferisce con il passaggio di gas interrompendone o riducendone il flusso.
  2. 2. Impianto secondo la rivendicazione 1, caratterizzato dal fatto che dette porzioni fissa e di otturazione di detto corpo di intercettazione sono ottenute in corpo unico in particolare mediante stampaggio ad iniezione, in particolare di materiale plastico.
  3. 3. Impianto secondo la rivendicazione 1, caratterizzato dal fatto che detta porzione fissa è provvista di un anello vincolabile perifericamente alla superficie interna di detta condotta secondaria e collegato mediante il suo bordo interno a detta porzione di otturazione.
  4. 4. Impianto secondo la rivendicazione 3, caratterizzato dal fatto che detto dispositivo di sicurezza è provvisto di un piede estendentesi dal bordo esterno di detto anello per vincolare detto corpo di intercettazione alla superficie interna di detta condotta secondaria.
  5. 5. Impianto secondo la rivendicazione 4, caratterizzato dal fatto che detto piede si estende circonferenzialmente dal bordo esterno dell’anello realizzando una boccola cilindrica che si contraffaccia alla superficie interna di detta condotta secondaria e che, in particolare, è provvista esternamente di una guarnizione per vincolare il corpo di intercettazione alla superficie interna di detta condotta secondaria.
  6. 6. Impianto secondo la rivendicazione 1, caratterizzato dal fatto che detta porzione di otturazione è sagomata a forma di spirale.
  7. 7. Impianto secondo la rivendicazione 6, caratterizzato dal fatto che quando la porzione di otturazione assume la configurazione di chiusura, le spire di detta spirale sono poste a tenuta, in particolare perimetralmente, l’una rispetto all’altra, mentre quando la porzione di otturazione assime la configurazione di apertura le spire si allargano lungo l’asse della spirale per consentire il passaggio di gas.
  8. 8. Impianto secondo la rivendicazione 6, caratterizzato dal fatto che le spire di detta spirale sono suscettibili di comprimersi e dilatarsi elasticamente rispetto all’asse di detta spirale nella trasformazione della porzione di otturazione tra la configurazione di chiusura e quella di apertura.
  9. 9. Impianto secondo le rivendicazioni 3 e 6, caratterizzato dal fatto che detta spirale presente una parte collegata in corpo unico senza soluzione di continuità al bordo interno di detto anello.
  10. 10. Impianto secondo la rivendicazione 1, caratterizzato dal fatto che detta porzione di otturazione è formata da uno o più petali connessi mediante una porzione elasticamente flessibile alla porzione fissa; e caratterizzato dal fatto che detta porzione fissa è provvista di una o più aperture suscettibili di essere almeno parzialmente chiuse da detti petali con il la porzione di otturazione in detta configurazione di chiusura, ed essendo distanziate da detti petali, con la porzione di otturazione in detta configurazione apertura.
  11. 11. Impianto secondo la rivendicazione 10, caratterizzato dal fatto che dette aperture sono sostanzialmente controsagomate rispetto a detti petali.
  12. 12. Impianto secondo la rivendicazione 10, caratterizzato dal fatto che detti petali sono connessi centralmente tra loro.
  13. 13. Impianto secondo la rivendicazione 10, caratterizzato dal fatto che detto almeno un petalo è formato da una lamella piana dotata di almeno un lato corto collegato a detta porzione fissa.
  14. 14. Impianto secondo la rivendicazione 10, caratterizzato dal fatto che ciascun detto petalo è provvisto di una porzione di collegamento flessibile che lo raccorda senza soluzione di continuità a detta porzione fissa.
  15. 15. Impianto secondo le rivendicazioni 3 e 14, caratterizzato dal fatto che detta porzione di collegamento flessibile si sviluppa a partire dal bordo interno di detto anello.
  16. 16. Impianto secondo la rivendicazione 14, caratterizzato dal fatto che detta porzione di collegamento flessibile è sagomata nel profilo e/o nella sezione per conferire a detta porzione di otturazione la desiderata elasticità per assumere le sudette configurazioni dì apertura e chiusura.
  17. 17. Impianto secondo una qualunque delle rivendicazioni precedenti, caratterizzato dal fatto che detto dispositivo è inserito in una porzione di detta condotta secondaria interposta tra un accoppiatore elettrosaldabile e detta condotta principale.
  18. 18. Impianto secondo una qualunque delle rivendicazioni precedenti, caratterizzato dal fatto che detto dispositivo è inserito tra due accoppiatori elettrosaldabili.
  19. 19. Impianto secondo una qualunque delle rivendicazioni precedenti, caratterizzato dal fatto che detta porzione di otturazione e detta porzione fissa definiscono un’apertura per il passaggio di un ridotto flusso di gas con detta porzione di otturazione in detta configurazione di chiusura.
  20. 20. Dispositivo di sicurezza destinato alfiimpianto secondo una qualunque delle rivendicazioni precedenti comprendente le caratteristiche secondo una qualunque delle rivendicazioni precedenti.
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