ITPD20090093A1 - Dispositivo di smorzamento di vibrazioni, particolarmente per ammortizzatori idraulici per veicoli - Google Patents
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Description
DISPOSITIVO DI SMORZAMENTO DI VIBRAZIONI, PARTICOLARMENTE PER AMMORTIZZATORI IDRAULICI PER VEICOLI
DESCRIZIONE
Il presente trovato ha per oggetto un dispositivo di smorzamento di vibrazioni, particolarmente per ammortizzatori idraulici per veicoli.
Sono oggi noti e adottati con successo in molte tipologie di motocicli, ad esempio per gare su pista, ammortizzatori di tipo idraulico dotati di dispositivi in grado di smorzare le vibrazioni del fondo stradale, le quali altrimenti si scaricherebbero sulle braccia e sulla schiena del pilota rendendo la guida faticosa e logorante.
Il funzionamento di tali ammortizzatori idraulici si basa sul principio del trafilamento di un fluido viscoso tipo olio fra le due camere definite all’interno di un corpo tubolare chiuso in estremità , da uno stantuffo mosso da uno stelo uscente dal corpo tubolare e da associare ad un telaio o ad una ruota.
Di tali due camere una si dice di alta pressione e una di bassa pressione.
Il moto del pistone determina il trafilamento di fluido attraverso gli orifizi calibrati dello stantuffo dalla camera di alta pressione verso la camera di bassa pressione.
Negli ammortizzatori idraulici di tipo noto, generalmente alla camera di alta pressione à ̈ associata una camera di compensazione, preposta a fare spazio all'olio spostato dall'ingresso dello stelo nel corpo tubolare, definita sovente in una vaschetta esterna al corpo principale dell’ammortizzatore, a volte con interposizione di mezzi valvolari di regolazione dei flussi d'olio, tipo una valvola a due vie o simili.
Tale vaschetta esterna à ̈ tipicamente costituita da un corpo tubolare chiuso a tenuta da coperchi d’estremità , nel quale à ̈ alloggiato un setto, scorrevole o elasticamente deformabile, definente due camere in una delle quali trafila il fluido incomprimibile proveniente dalla camera in pressione dell’ammortizzatore, nella seconda di tali camere della vaschetta essendo posto fluido comprimibile definente il mezzo di ritorno elastico in estensione dell’ammortizzatore.
Tale vaschetta esterna ha il compito di assorbire le variazioni di volume all'interno del corpo tubolare, dovute all'ingresso dello stelo pistone, nonchà ̈ le variazioni di volume del fluido incomprimibile a causa del suo riscaldamento, e di rendere meno brusco e al contempo non troppo ritardato il passaggio dalla fase di compressione alla fase di estensione dell'ammortizzatore.
Gli ammortizzatori aventi una struttura sostanzialmente come quella sopra descritta, sono attualmente impiegati con efficacia, e pur tuttavia non sono privi di inconvenienti.
Un primo di tali inconvenienti à ̈ da leggersi nel determinarsi di alta pressione nei mezzi di ritorno elastico a fluido comprimibile nella vaschetta esterna, i quali, come detto, sono necessari per assorbire il volume d'olio che non può permanere nella camera di alta pressione, ma che non contrastano efficacemente l'alta pressione trasmessa dalla associata camera di alta pressione; ne risulta quindi che la forza che si desidera sviluppare con il movimento del pistone non à ̈ proporzionale soltanto alla resistenza che gli orifizi di passaggio per il fluido incomprimibile oppongono al passaggio del medesimo dalla camera di alta pressione alla camera di bassa pressione, ma anche alla risposta elastica degli stessi mezzi di ritorno elastico a fluido comprimibile presenti nella vaschetta.
Ciò determina un certo ritardo nella risposta del pistone nel passaggio da una fase di compressione ad una di estensione dell’ammortizzatore o viceversa, ritardo che ovviamente si ripercuote sulla mancanza del corretto assetto della moto al sopraggiungere della successiva sollecitazione, e quindi sul pilota.
Un secondo inconveniente à ̈ dato dal fatto che una vaschetta esterna, con o senza valvola interposta, comporta la produzione e l’installazione di un certo numero di componenti, con aggravio sia in termini di peso della forcella del motociclo che di costi di produzione, montaggio e manutenzione. In particolare, a riguardo del peso della forcella, quest’ultima à ̈ una massa non sospesa, l'inerzia della quale influisce sull’equilibrio ciclistico della motocicletta; inoltre il moto alternativo della ruota, collegata rigidamente al piedino di forcella risente molto, soprattutto alle alte frequenze, dell’inerzia degli elementi esterni collegati al fodero della stessa forcella.
Tali inconvenienti fino a qui descritti per un motociclo, possono presentarsi allo stesso modo per i mezzi di ammortizzazione di un automobile, o di un altro veicolo in generale, come anche per i mezzi di ammortizzazione di attrezzature, macchine utensili e macchinari in generale che prevedano lo sviluppo di vibrazioni e sollecitazioni continue ma di frequenza ed intensità variabile. Compito principale del trovato à ̈ quello di mettere a punto un dispositivo di smorzamento di vibrazioni, particolarmente per ammortizzatori idraulici per veicoli, capace di ovviare ai citati inconvenienti relativi agli ammortizzatori idraulici di tipo noto.
In particolare, nell'ambito del compito principale, importante scopo del trovato à ̈ quello di mettere a punto un dispositivo di smorzamento di vibrazioni, facilmente allestibile anche su ammortizzatori di tipo noto, senza la necessità di allestire vaschette esterne o simili.
Un altro collegato scopo del trovato à ̈ quindi quello di mettere a punto un dispositivo smorzatore di vibrazioni che rendano una forcella di motociclo inerzialmente più equilibrata e quindi tale da assicurare una guida più confortevole ad un pilota.
Un ulteriore scopo del trovato à ̈ quello di mettere a punto un dispositivo smorzatore di vibrazioni che consenta di ottenere una risposta idraulica dell'ammortizzatore meno ritardata rispetto agli ammortizzatori noti.
Un altro scopo del trovato à ̈ quello di mettere a punto un dispositivo smorzatore di vibrazioni più economico in quanto tale e meno oneroso in termini di manutenzione.
Non ultimo scopo del trovato à ̈ quello di proporre un dispositivo di smorzamento di vibrazioni, particolarmente per ammortizzatori idraulici per motocicli, strutturalmente semplice, di facile assemblaggio, e che possa essere prodotto con impianti ed attrezzature noti a costi contenuti. Questo compito, nonchà ̈ questi ed altri scopi che meglio appariranno in seguito, sono raggiunti da un dispositivo di smorzamento di vibrazioni, particolarmente per ammortizzatori idraulici per veicoli, che si caratterizza per il fatto di comprendere due cartucce, ciascuna delle quali da associare a mezzi di ammortizzazione integrati in un componente di un veicolo, di un macchinario o simile, entrambe dette cartucce comprendendo un corpo tubolare chiuso a tenuta alle estremità , contenente un pistone definente due camere a volume variabile di fluido incomprimibile, una prima camera di compressione, ed una seconda camera di estensione, ciascun pistone essendo portato da uno stelo uscente da una estremità di detto corpo tubolare ed associato ad una parte dei mezzi di ammortizzazione, detto pistone recando orifizi di trafilamento per l’ olio in pressione, e corrispondenti mezzi otturatori e parzializzatori di flusso per detti orifizi,
- una prima cartuccia presentando nella camera di estensione, di bassa pressione nel movimento di compressione di primi mezzi di ammortizzazione, un setto, mobile o elasticamente deformabile, preposto a definire una camera a fluido comprimibile di compensazione volumetrica e di spinta del fluido incomprimibile all'inversione di movimento del pistone,
- la seconda cartuccia presentando nella camera di compressione, di bassa pressione nel movimento di estensione di secondi mezzi di ammortizzazione, un corrispondente setto, mobile o elasticamente deformabile, preposto a definire una camera a fluido comprimibile di compensazione volumetrica e di spinta del fluido incomprimibile all'inversione di movimento del pistone.
Ulteriori caratteristiche e vantaggi del trovato risulteranno maggiormente dalla descrizione di una sua forma di esecuzione preferita, ma non esclusiva, del dispositivo di smorzamento di vibrazioni, particolarmente per ammortizzatori per veicoli secondo il trovato, illustrata, a titolo indicativo e non limitativo, negli uniti disegni, in cui:
- la figura 1 illustra una forcella di motocicletta, dotata di un dispositivo di smorzamento vibrazioni secondo il trovato;
- la figura 2 Ã ̈ una vista laterale in sezione longitudinale di uno dei due ammortizzatori di una forcella;
- la figura 3 Ã ̈ una sezione di una prima cartuccia del dispositivo secondo il trovato, che ben ne evidenzia la struttura interna;
- la figura 4 Ã ̈ una vista prospettica di un componente del pistone di una cartuccia del dispositivo secondo il trovato;
- la figura 5 Ã ̈ una sezione esplicativa del funzionamento di una prima cartuccia del dispositivo, al passaggio del fluido incomprimibile dalla camera di alta pressione alla camera di bassa pressione in una prima fase di compressione dell'ammortizzatore;
- la figura 6 Ã ̈ una vista laterale in sezione che rappresenta la seconda cartuccia del dispositivo secondo il trovato,
- la figura 7 Ã ̈ una sezione esplicativa del funzionamento della seconda cartuccia del dispositivo, al passaggio del fluido incomprimibile dalla camera di compressione alla camera di estensione in una seconda fase di compressione dell'ammortizzatore.
Con riferimento alle figure citate, un dispositivo di smorzamento di vibrazioni secondo il trovato, particolarmente per ammortizzatori idraulici per veicoli, Ã ̈ indicato complessivamente con il numero 10, come visibile in figura 1.
Tale dispositivo 10 comprende due cartucce, rispettivamente indicate con i numeri 11 una prima cartuccia, e 111 una seconda cartuccia.
Ciascuna di tali cartucce 11 e 111 Ã ̈ preposta ad essere montata all'interno di mezzi di ammortizzazione, come ad esempio, ma non esclusivamente, gli ammortizzatori di un motociclo; si indicano di seguito con il numero 12 primi mezzi di ammortizzazione, che si concretizzano in un primo ammortizzatore contenente la prima cartuccia 11, e con 13 secondi mezzi di ammortizzazione, che si concretizzano in un secondo ammortizzatore contenente la seconda cartuccia 111.
I mezzi di ammortizzazione possono dirsi essere genericamente integrati in un componente di un veicolo, di un macchinario o simile.
Nel presente esempio applicativo del trovato, tale componente si concretizza in una forcella 14 di un motociclo o simile.
Entrambe le cartucce 11 e 111 comprendono un corpo tubolare 15 e 115 rispettivamente, chiuso a tenuta alle estremità 16 e 17, e 116 e 117.
Ciascun corpo tubolare, 15 come 115, contiene un pistone 18 e 118 definente due camere a volume variabile di fluido incomprimibile 21 e 121.
La prima cartuccia 11 presenta una prima camera 19 detta di compressione, ed una seconda camera 20 Ã ̈ detta di estensione.
La seconda cartuccia 111 presenta, analogamente, una prima camera 119, di compressione, e una seconda camera 120, di estensione.
Il pistone 18 e 118 à ̈ portato da uno stelo 22 e 122, il quale stelo à ̈ uscente da una estremità , ad esempio la seconda estremità 17 e 117, del corpo tubolare 15 e 115.
Lo stelo 22 e 122 Ã ̈ associato ad un componente del corrispondente ammortizzatore idraulico 12 e 13.
Nell'esempio applicativo qui descritto del dispositivo 10 secondo il trovato, gli ammortizzatori idraulici 12 e 13 sono del tipo ad elementi telescopici.
Tali ammortizzatori 12 e 13 si compongono di un fodero 12a e 13a e di uno stelo tubolare 12b e 13b traslante nel rispettivo fodero.
Il corpo tubolare 15 e 115 à ̈ fissato al piedino di forcella 32 e 132, che à ̈ associato alla ruota del motociclo, al quale piedino di forcella 32 e 132 à ̈ fissato anche lo stelo tubolare 12b e 13b dell'ammortizzatore 12 e 13.
La testa 33, visibile in figura 2, dello stelo 22, ma anche egualmente 122, del pistone 18 come anche 118, à ̈ invece fissata in estremità del fodero 12a, che a sua volta à ̈ associato al telaio del motociclo.
Negli ammortizzatori 12 e 13 esemplificati, à ̈ presente fluido incomprimibile, tipicamente olio, nell'intercapedine tra le cartucce 11 e 111 e lo stelo tubolare 12b e 13b corrispondente; tale fluido incomprimibile à ̈ anche presente tra lo stelo tubolare 12b e 13b ed il fodero 12a e 13a rispettivo.
Vi à ̈ una camera a fluido comprimibile 34 in corrispondenza del tratto d'estremità dello stesso fodero 12a; lo schema dell'ammortizzatore 12 di figura 2 vale anche per l'altro ammortizzatore 13, fatte salve le peculiarità delle cartucce nei due contenute.
Tale ammortizzatore 12 e 13 qui descritto non à ̈ da intendersi limitativo, ma solo esemplificativo delle possibilità applicative del dispositivo di smorzamento di vibrazioni 10 secondo il trovato. Il pistone 18, e 118, reca orifizi 23a e 23b, e 123a e 123b, di trafilamento per l’ olio in pressione, e corrispondenti mezzi 24 e 124 otturatori e parzializzatori di flusso, più sotto meglio descritti, per detti orifizi, il cui funzionamento à ̈ anch'esso più sotto descritto.
Lo stelo 22 e 122 presenta in corrispondenza del pistone 18 e 118, un ugello assiale 26 e 126 di portata variabile con mezzi di regolazione 28 (rappresentati a titolo esemplificativo per entrambi gli ammortizzatori sia 12 che 13 in figura 2) disponibili ad un utilizzatore sull’esterno degli ammortizzatori 12 come 13 a cui le cartucce 11 e 111 sono associate.
Nell'esempio applicativo descritto, i mezzi di regolazione sono dati da una asta 35 e 135 con testa con esagono incassato registrabile mediante brugola.
La rotazione dell'asta 35 determina, grazie all'accoppiamento vite-madrevite 36 e 136, lo spostamento assiale dell'otturatore troncoconico 37 e 137 dell'ugello 27 e 127; lo spostamento assiale di tale otturatore troncoconico 37 e 137 determina la maggiore o minore apertura del canale assiale 38 e 138 definito da un colletto tubolare 39 e 139 attraversante assialmente, e portante, il pistone 18 e 118, come ben visibile nelle figure 5 e 7, corrispondenti rispettivamente alla prima cartuccia 11 e alla seconda cartuccia 111.
La prima cartuccia 11, come da figura 3, presenta nella seconda camera 20, di estensione, che à ̈ di bassa pressione nel movimento di compressione dell'ammortizzatore 12, un setto 25, elasticamente deformabile, preposto a definire una camera a fluido comprimibile 26 di compensazione volumetrica e di spinta del fluido incomprimibile all'inversione di movimento del pistone.
La seconda cartuccia 111, come da figura 6, presentando nella camera di compressione 119, di bassa pressione nel movimento di estensione dell'ammortizzatore, un corrispondente setto 125, mobile, preposto a definire una camera a fluido comprimibile 126 di compensazione volumetrica e di spinta del fluido incomprimibile all'inversione di movimento del pistone.
I mezzi di otturazione e parzializzazione 24 e 124 dei pistoni 18 e 118 sono atti a determinare che - detta prima camera di compressione 19 di detta prima cartuccia 11 Ã ̈ l'unica camera in alta pressione in fase di compressione degli ammortizzatori 12, 13,
- mentre la detta seconda camera di estensione 120 di detta seconda cartuccia 111 Ã ̈ l'unica camera in alta pressione in fase di estensione degli ammortizzatori 12, 13.
Durante la fase di compressione degli ammortizzatori 12 e 13, il pistone 18 della prima cartuccia 11 muove verso la prima estremità 16 del corpo tubolare 15 e il fluido incomprimibile passa dalla prima camera 19 alla seconda camera 20 tramite primi orifizi 23a del pistone 18 e tramite il canale assiale 38.
I mezzi otturatori e parzializzatori di flusso 24 si concretizzano, in tale esempio realizzativo, in dischi elastici 50, disposti ad otturare i primi orifizi 23a dalla parte della seconda camera 20, di estensione, i quali dischi elastici 50 si deformano liberando una luce di passaggio, in modo proporzionale alla forza con cui spinge su di essi il fluido incomprimibile passando nei corrispondenti orifizi 23a.
Contemporaneamente, dalla parte opposta del pistone 18 ulteriori mezzi di ostruzione e parzializzazione sono dati da un dispositivo a membrana 51, spinto da un elemento elastico 52.
Tale dispositivo a membrana 51 occlude i secondi orifizi 23b impedendo che l'olio li attraversi in tale fase di compressione.
La luce dell'ugello 27 Ã ̈ preimpostata manovrando l'astina 35 come sopra descritto.
Nel movimento di compressione lo stelo 22, portante il pistone 18, entra nel corpo tubolare 15 occupando un volume che à ̈ proporzionale alla corsa eseguita.
Essendo l'olio fluido incomprimibile, tale volume dev'essere ceduto dalla camera 26 a fluido comprimibile, il quale fluido comprimibile può essere gas o aria a pressione diversa da quella atmosferica.
La seconda cartuccia 111, associata al secondo ammortizzatore 13, presenta il setto 125, rigido e traslabile, in corrispondenza del tratto del corpo tubolare 115 in prossimità della prima estremità 116 fissata al piedino di forcella 132.
Il setto traslabile 125 definisce una camera 126 di fluido comprimibile, in adiacenza alla prima camera 119, che à ̈ di compressione ma mai di alta pressione, come più sotto meglio spiegato.
Durante la fase di estensione il pistone 118 muove verso la seconda estremità 117 del corpo tubolare 115, e il fluido incomprimibile passa dalla seconda camera 120 alla prima camera 119 tramite secondi orifizi 123b del pistone 118 (figura 7) e tramite il canale assiale 138.
I dischi elastici 150 in questa seconda cartuccia 111 sono dalla parte della prima camera 119, di compressione, mentre il dispositivo a membrana 151 con elemento elastico 152 Ã ̈ dalla parte opposta del pistone 118.
Il dispositivo a membrana 151 occlude i primi orifizi 123a impedendo che l'olio li attraversi in tale fase di estensione.
I dischi elastici 50 e 150, e i dispositivi a membrana 51 e 151 con i corrispondenti elementi elastici di spinta 52 e 152 sono realizzati in modo tale che in fase di compressione dei due ammortizzatori 12 e 13, il fluido incomprimibile 17 della camera di compressione 19 della prima cartuccia 11 trafili più lentamente nella camera di estensione 20, rispetto a quanto avviene nella seconda cartuccia 111, e analogamente ma oppostamente, sono realizzati in modo tale che in fase di estensione dei due ammortizzatori 12 e 13, il fluido incomprimibile 117 della camera di estensione 120 della seconda cartuccia 111 trafili più lentamente nella camera di compressione 119, rispetto a quanto avviene nella prima cartuccia 11.
In tal modo la camera di compressione 19 della prima cartuccia 11 à ̈ la camera a più alta pressione nella fase di compressione, e tale prima camera 19, non essendo direttamente associata ad una camera di fluido comprimibile, consente l'esercizio immediato di forze elevate, non essendo direttamente associata ad una camera di fluido comprimibile ed eventuale relativa valvola. Similmente, per la fase di estensione degli ammortizzatori 12 e 13, la camera di estensione 120 della seconda cartuccia 111 à ̈ la camera a più alta pressione nella fase di estensione, e tale camera, non essendo direttamente associata ad una camera di fluido comprimibile, consente l'esercizio immediato di forze elevate, non essendo direttamente associata ad una camera di fluido comprimibile ed eventuale relativa valvola. I due setti, elastico 25 e traslabile 125, delle camere a fluido comprimibile entrano in gioco nella fase di compressione degli ammortizzatori, con l'ingresso degli steli 22 e 122 nei rispettivi corpi tubolari 15 e 115, essendo tali camere a fluido comprimibile associate alle rispettive camere di bassa pressione delle due cartucce 11 e 111.
Il dispositivo 10 secondo il trovato, Ã ̈ da intendersi allestibile anche in una soluzione che preveda le due cartucce all'interno di un medesimo ammortizzatore, ad esempio per un ciclo con ruota portata non da una forcella, o per le ruote di veicolo a quattro ruote.
Il dispositivo 10 secondo il trovato à ̈ da intendersi altresì allestibile su macchinari, attrezzature, ed impianti che siano dotati di mezzi di ammortizzazioni che presentino problematiche simili ed equivalenti.
Si à ̈ in pratica constatato come il trovato raggiunga il compito e gli scopi preposti.
In particolare con il trovato si à ̈ messo a punto un dispositivo di smorzamento di vibrazioni, facilmente allestibile anche su ammortizzatori di tipo noto, senza la necessità di allestire vaschette esterne o simili, grazie alle camere a fluido comprimibile 26 e 126 messe a punto all'interno delle cartucce 11 e 111 che definiscono il dispositivo 10 secondo il trovato. Inoltre, con il trovato si à ̈ messo a punto un dispositivo smorzatore di vibrazioni che rende, ad esempio, una forcella di motociclo inerzialmente più equilibrata e quindi tale da assicurare una guida più confortevole ad un pilota, non essendovi più la necessità di installare vaschette esterne. Va da sà ̈ che la realizzazione delle camere di compensazione in vaschette esterne, collegate con la camera a più bassa pressione, à ̈ da ritenersi comunque possibile, e come soluzione tecnica à ̈ da considerarsi rientrante nell'ambito inventivo del trovato.
Ulteriormente, con il trovato si à ̈ messo a punto un dispositivo smorzatore di vibrazioni che consente di ottenere una risposta idraulica dell'ammortizzatore meno ritardata rispetto agli ammortizzatori noti, grazie alla definizione di una camera di alta pressione per la fase di compressione e di una camera di alta pressione per la fase di estensione.
In più, con il trovato si à ̈ messo a punto un dispositivo smorzatore di vibrazioni più economico, in quanto composto di meno componenti rispetto ai dispositivi noti, e meno oneroso in termini di manutenzione nonchà ̈ di montaggio.
Non ultimo, con il trovato si à ̈ proposto un dispositivo di smorzamento di vibrazioni, particolarmente per ammortizzatori idraulici per veicoli, strutturalmente semplice, di facile assemblaggio, e producibile con impianti ed attrezzature noti a costi contenuti.
Il trovato, così concepito, à ̈ suscettibile di numerose modifiche e varianti, tutte rientranti nell'ambito del concetto inventivo; inoltre, tutti i dettagli potranno essere sostituiti da altri elementi tecnicamente equivalenti.
In pratica, i materiali impiegati, nonché le dimensioni e le forme contingenti, potranno essere qualsiasi a seconda delle esigenze e dello stato della tecnica.
Ove le caratteristiche e le tecniche menzionate in qualsiasi rivendicazione siano seguite da segni di riferimento, tali segni sono stati apposti al solo scopo di aumentare l'intelligibilità delle rivendicazioni e di conseguenza tali segni di riferimento non hanno alcun effetto limitante sull'interpretazione di ciascun elemento identificato a titolo di esempio da tali segni di riferimento.
Claims (5)
- RIVENDICAZIONI 1) Dispositivo di smorzamento di vibrazioni (10), particolarmente per ammortizzatori idraulici per veicoli, che si caratterizza per il fatto di comprendere due cartucce (11, 111), ciascuna delle quali da associare a mezzi di ammortizzazione (12, 13) integrati in un componente (14) di un veicolo, di un macchinario o simile, entrambe dette cartucce comprendendo un corpo tubolare (15, 115) chiuso a tenuta alle estremità (16, 17, 116, 117), contenente un pistone (18, 118) definente due camere a volume variabile (19, 20, 119, 120) di fluido incomprimibile (21, 121), una prima camera (19, 119) di compressione, ed una seconda camera (20, 120) di estensione, ciascun pistone (18, 118) essendo portato da uno stelo (22, 122) uscente da una estremità di detto corpo tubolare (15, 115) ed associato ad una parte dei mezzi di ammortizzazione (12, 13), detto pistone (18, 118) recando orifizi (23a, 23b, 123a, 123b) di trafilamento per l’ olio in pressione, e corrispondenti mezzi (24, 124) otturatori e parzializzatori di flusso per detti orifizi, - una prima cartuccia (11) presentando nella camera di estensione (20), di bassa pressione nel movimento di compressione di primi mezzi di ammortizzazione (12), un setto (25), mobile o elasticamente deformabile, preposto a definire una camera a fluido comprimibile (26) di compensazione volumetrica e di spinta del fluido incomprimibile all'inversione di movimento del pistone, - la seconda cartuccia (111) presentando nella camera di compressione (119), di bassa pressione nel movimento di estensione di secondi mezzi di ammortizzazione (13), un corrispondente setto (125), mobile o elasticamente deformabile, preposto a definire una camera a fluido comprimibile (126) di compensazione volumetrica e di spinta del fluido incomprimibile all'inversione di movimento del pistone.
- 2) Dispositivo secondo la rivendicazione 1, che si caratterizza per il fatto che detto setto (25) Ã ̈ elasticamente deformabile.
- 3) Dispositivo secondo le rivendicazioni precedenti, che si caratterizza per il fatto che detto setto (125) à ̈ rigido e traslabile in corrispondenza del tratto del corpo tubolare (115) in prossimità della prima estremità (116) fissata al piedino di forcella (132).
- 4) Dispositivo secondo le rivendicazioni precedenti, che si caratterizza per il fatto che detti mezzi otturatori e parzializzatori di flusso (24, 124) sono dati da una parte del pistone (18, 118) da dischi elastici (50, 150), i quali si deformano liberando una luce di passaggio, in modo proporzionale alla forza con cui spinge su di essi il fluido incomprimibile passando nei corrispondenti orifizi (23a, 23b, 123a, 123b), e dalla parte opposta del pistone (18, 118) da un dispositivo a membrana (51, 151), spinto da un associato elemento elastico (52, 152), tali mezzi otturatori e parzializzatori di flusso (24, 124) essendo atti a determinare che - detta camera di compressione (19) di detta prima cartuccia (11) à ̈ la camera a più alta pressione in fase di compressione degli ammortizzatori (12, 13), - detta camera di estensione (120) di detta seconda cartuccia (110) à ̈ la camera a più alta pressione in fase di estensione degli ammortizzatori (12, 13).
- 5) Dispositivo di smorzamento di vibrazioni (10), particolarmente per ammortizzatori idraulici per veicoli, secondo una o più delle rivendicazioni precedenti, che si caratterizza per quanto descritto ed illustrato nelle allegate tavole di disegni.
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