ITPD20100207A1 - Vite di ancoraggio ortodontico e procedimento per la sua realizzazione - Google Patents

Vite di ancoraggio ortodontico e procedimento per la sua realizzazione Download PDF

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ITPD20100207A1 IT000207A ITPD20100207A ITPD20100207A1 IT PD20100207 A1 ITPD20100207 A1 IT PD20100207A1 IT 000207 A IT000207 A IT 000207A IT PD20100207 A ITPD20100207 A IT PD20100207A IT PD20100207 A1 ITPD20100207 A1 IT PD20100207A1
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Description

VITE DI ANCORAGGIO ORTODONTICO E PROCEDIMENTO PER LA SUA
REALIZZAZIONE
DESCRIZIONE
Campo di applicazione
La presente invenzione concerne una vite di ancoraggio ortodontico ed un procedimento per la sua realizzazione secondo il preambolo delle rispettive rivendicazioni indipendenti.
La vite di cui trattasi à ̈ destinata ad essere impiegata in ambito ortodontico, in particolare per fornire un punto di ancoraggio extradentale fisso per l’attacco di apparecchi ortodontici, allo scopo di determinare lo spostamento di uno o più denti mal posizionati ed il loro allineamento nella corretta posizione.
La presente invenzione, pertanto, si inserisce nell'ambito dell'ortodonzia dentale ovvero di quella branca dell'odontoiatria che si occupa della prevenzione e della cura delle malocclusioni e, più in generale, delle anomalie di posizionamento dei denti.
Stato della tecnica
Nella pratica ortodontica à ̈ invalso l’uso di apparecchi per la correzione di malocclusioni e in generale per la correzione di difetti di posizionamento dei denti. Tali difetti, infatti, sono causa di disagio per il paziente, dal momento che possono provocare alterazioni all’estetica del volto ed al contempo possono influire negativamente sulle funzioni della respirazione, della masticazione e della fonazione.
Operativamente, gli apparecchi ortodontici sono atti ad esercitare una forza di trazione ovvero di spinta su uno o più denti, al fine di spostarli gradualmente nel tempo nella corretta posizione. Gli apparecchi ortodontici tradizionalmente impiegati possono essere di tipo mobile o di tipo fisso e sono progettati ad hoc per il singolo paziente, in relazione allo specifico obiettivo di trattamento.
Nel caso di importanti anomalie di posizionamento dei denti, à ̈ generalmente preferibile l’impiego di apparecchi fissi.
Questi ultimi comprendono una pluralità di attacchi incollati o cementati ai denti, ed una pluralità di elementi meccanici di trazione e/o di spinta, costituiti ad esempio da fili metallici, elastici o ganci, agganciati ai denti mal posizionati mediante i suddetti attacchi ed assicurati ad opportuni ancoraggi per applicare ad uno o più denti forze di trazione e/o di spinta volte a portare questi ultimi nelle posizioni corrette.
Recentemente, sono stati messi a punto ancoraggi del tipo intraorale, i quali prevedono l’utilizzo di viti di ancoraggio extradentale fissate al tessuto osseo. Queste ultime sono dotate di un gambo filettato e di una testa sulla quale sono predisposti mezzi di impegno suscettibili di accogliere e trattenere un filo metallico, capace di imprimere una azione di correzione sul dente che deve essere riposizionato, ovvero sui denti che devono essere riposizionati.
Le viti di ancoraggio sono destinate ad essere posizionate all’interno del cavo orale, nella volta palatale, ovvero nello spazio interradicolare tra due denti adiacenti, con il gambo filettato inserito nel tessuto osseo e la testa sporgente da quest’ultimo. Quando la vite à ̈ osteointegrata, su di essa possono essere applicate forze di trazione e/o spinta anche notevoli, senza che essa subisca spostamenti.
Il brevetto WO 02/03880 descrive un esempio di vite di ancoraggio ortodontico, la quale comprende una testa dotata di una porzione inferiore, che si sviluppa dal gambo filettato, e di una porzione superiore allargata sulla quale sono previsti due intagli ricavati a partire dalla sua superficie frontale, perpendicolari tra loro e perpendicolari all’asse di sviluppo principale della vite. In particolare, un primo intaglio à ̈ atto ad accogliere un filo metallico, mentre il secondo intaglio à ̈ atto a ricevere la punta di un cacciavite per avvitare e svitare la vite in e dal tessuto osseo. Il filo metallico à ̈ trattenuto all’interno del primo intaglio mediante mezzi di legatura, quali ad esempio un sottile filo di legatura, i quali sono stretti attorno alla porzione inferiore della testa della vite.
La vite di ancoraggio sopra brevemente descritta si à ̈ dimostrata nella pratica non scevra di inconvenienti. Innanzitutto l’operazione di legatura del filo metallico alla testa della vite eseguita mediante il filo di legatura, risulta complicata e laboriosa da eseguire per l’ortodonzista. Inoltre, le estremità libere del filo di legatura sporgono dalla testa della vite di ancoraggio e possono procurare fastidio e/o lesioni alla lingua o alle mucose orali del paziente.
E’ nota ad esempio dal brevetto IT 1307114 una vite di ancoraggio ortodontico, la quale à ̈ dotata di una testa provvista di una porzione inferiore, che si sviluppa a partire dal gambo filettato, e di una porzione superiore sulla quale sono previsti mezzi di presa per un utensile atto ad avvitare e svitare la vite in e dal tessuto osseo, costituiti ad esempio da uno o più intagli atti ad accogliere un cacciavite. Nella porzione inferiore della testa sono predisposti mezzi di impegno per un filo metallico atto ad esercitare una sollecitazione di correzione su uno o più denti. Più in dettaglio, tali mezzi di impegno comprendono una scanalatura periferica, entro la quale può essere avvolto e fissato il filo metallico, e due fori passanti, perpendicolari tra loro e perpendicolari all’asse di sviluppo principale della vite entro i quali viene inserito il filo metallico, per garantire un miglior fissaggio di quest’ultimo alla testa della vite.
Tuttavia, anche la vite di ancoraggio di tipo noto sopra descritta presenta alcuni inconvenienti.
Innanzitutto, tale vite di ancoraggio à ̈ di difficile impiego. Risulta, infatti, complicato e laborioso per l’ortodonzista inserire il filo metallico in uno dei fori passanti della testa della vite di ancoraggio e poi ripiegarlo all’interno della scanalatura periferica, date le dimensioni ridotte della vite stessa e data la posizione di difficile accesso in cui essa à ̈ generalmente avvitata all’interno del cavo orale del paziente.
Inoltre, i mezzi di presa previsti sulla parte superiore della testa della vite possono provocare fastidio al paziente al contatto con la lingua ovvero con le mucose orali ed essere alla lunga anche causa di lesioni o di piaghe.
Il brevetto US 2004/0152035 descrive una vite di ancoraggio ortodontico, la quale à ̈ stata progettata per ovviare all’inconveniente sopra citato. Tale vite di ancoraggio comprende una testa dotata di una porzione inferiore di forma conica, sviluppantesi a partire dal gambo filettato ed avente forma rastremata in direzione di quest’ultimo, di una porzione centrale, dotata di mezzi di presa di un utensile atto ad avvitare e svitare la vite al e dal tessuto osseo, e di una porzione superiore dotata di due intagli ricavati a partire dalla sua superficie. Tali intagli sono perpendicolari tra loro e perpendicolari all’asse di sviluppo principale della vite e sono destinati ad accogliere un filo metallico. Al fine di evitare che le discontinuità sulla superficie della testa della vite possano provocare lesioni alla lingua o alle mucose orali del paziente ed al fine di evitare che il filo metallico inserito all’interno degli intagli possa sporgere dalla testa della vite, su quest’ultima à ̈ applicato un composto adesivo il quale à ̈ successivamente reticolato ed indurito, ad esempio mediante l’applicazione di una radiazione ultravioletta.
La vite di ancoraggio ortodontico sopra descritta, tuttavia, non può essere facilmente rimossa, ed il filo metallico inserito all’interno degli intagli non può essere riposizionato in corso di trattamento, dal momento che la testa della vite à ̈ interamente coperta dal composto adesivo. Pertanto, per procedere alla rimozione del filo metallico dagli intagli della vite, ovvero per agire sui mezzi di presa per svitare la vite di ancoraggio, à ̈ necessario dapprima rimuovere il composto adesivo applicato e reticolato sulla testa della vite. Quest’ultima vite di ancoraggio à ̈ di complessa installazione da parte dell’ortodonzista.
Presentazione dell'invenzione
Il problema alla base della presente invenzione à ̈ pertanto quello di ovviare agli inconvenienti manifestati dalle soluzioni di tipo noto sopra citate, mettendo a disposizione una vite di ancoraggio ortodontico, la quale sia di facile impiego.
Un altro scopo del presente trovato à ̈ quello di mettere a disposizione una vite di ancoraggio ortodontico, la quale consenta di realizzare apparecchi ortodontici di facile installazione all’interno della cavità orale di un paziente.
Un ulteriore scopo del presente trovato à ̈ quello di mettere a disposizione una vite di ancoraggio ortodontico, la quale consenta di eseguire agevolmente operazioni di regolazione dell’apparecchio ortodontico o di sue parti, per variare l’azione di correzione applicata sui denti mal posizionati, durante il trattamento ortodontico.
Un altro scopo del presente trovato à ̈ quello di mettere a disposizione una vite di ancoraggio ortodontico la quale sia del tutto sicura per il paziente, ovvero non procuri lesioni o piaghe alla lingua o alle mucose orali di quest’ultimo.
Un ulteriore scopo del presente trovato à ̈ quello di mettere a disposizione una vite di ancoraggio ortodontico costruttivamente economica da realizzare, semplice da installare ed operativamente del tutto affidabile.
Un altro scopo del presente trovato à ̈ quello di mettere a disposizione un procedimento per la realizzazione di una vite di ancoraggio ortodontico semplice ed economico.
Breve descrizione dei disegni
Le caratteristiche tecniche dell'invenzione, secondo i suddetti scopi, sono riscontrabili dal contenuto delle rivendicazioni sotto riportate ed i vantaggi dello stesso risulteranno maggiormente evidenti nella descrizione dettagliata che segue, fatta con riferimento ai disegni allegati, che ne rappresentano alcune forme di realizzazione puramente esemplificative e non limitative in cui:
− le figure 1 e 2 mostrano due viste prospettiche dall’alto di una vite di ancoraggio ortodontico secondo la presente invenzione, in accordo con una prima forma realizzativa;
− la figura 3 mostra una prima vista laterale della vite di ancoraggio di figura 1;
− la figura 4 mostra una seconda vista laterale della vite di ancoraggio di figura 1, secondo una differente angolazione rispetto alla vite illustrata in Figura 3;
− le figure 5 e 6 mostrano due viste dall'alto della vite di ancoraggio di figura 1, in due differenti posizioni, ruotate di 90° l’una rispetto all’altra;
− le figure 7 e 8 mostrano due viste in sezione della vite di ancoraggio eseguite lungo la traccia VII-VII di figura 3, nelle due differenti posizioni delle figure 5 e 6, ruotate di 90° l’una rispetto all’altra;
− le figure 9 e 10 mostrano due viste prospettiche dall’alto di una vite di ancoraggio ortodontico secondo la presente invenzione, in accordo con una seconda forma realizzativa;
− la figura 11 mostra una vista dall’alto della vite di ancoraggio ortodontico illustrata nelle Figure 9 e 10;
− la figura 12 mostra la vite di ancoraggio ortodontico secondo la presente invenzione, in accordo con la prima forma realizzativa, in una prima possibile configurazione di impiego;
− la figura 13 mostra la vite di ancoraggio ortodontico secondo la presente invenzione, in accordo con la prima forma realizzativa, in una seconda possibile configurazione di impiego;
− le figure 14a – 14l illustrano alcune fasi di un procedimento per la realizzazione di una vite di ancoraggio ortodontico secondo la presente invenzione;
− la figura 15 illustra in dettaglio un primo ed un secondo stadio di una seconda, ovvero di una terza, fase di fresatura del procedimento per la realizzazione di una vite di ancoraggio ortodontico secondo la presente invenzione.
Descrizione dettagliata
Conformemente alle figure dei disegni allegati, Ã ̈ stata indicata nel suo complesso con 1 la vite di ancoraggio ortodontico oggetto del presente trovato.
La vite 1 in oggetto à ̈ destinata ad essere impiegata quale ancoraggio in apparecchi fissi per la correzione di disallineamenti delle arcate dentali superiori o inferiori ed à ̈ prevista in modo versatile per un impiego sia in apparecchi vestibolari sia in apparecchi linguali. Più in dettaglio, la vite 1 à ̈ atta ad essere fissata all’interno della cavità orale di un paziente, in particolare avvitata nel suo tessuto osseo della volta palatale, ovvero nel suo tessuto osseo mascellare o mandibolare nello spazio interradicolare tra due denti adiacenti. Allo scopo, la vite di ancoraggio 1 à ̈ vantaggiosamente realizzata in un materiale metallico biocompatibile e resistente alla corrosione. Preferibilmente, la vite di ancoraggio 1 oggetto della presente invenzione à ̈ realizzata in titanio o in una sua lega, ovvero in un acciaio inossidabile adatto alla realizzazione di prodotti medicali, quale ad esempio l’acciaio inossidabile 316.
La vite di ancoraggio 1 à ̈ destinata ad essere impiegata in associazione ad uno o più attacchi ortodontici 24, ciascuno fissato ad un dente 4 sul quale si desidera imprimere una azione di correzione, ed in associazione ad uno o più fili metallici 7, ciascuno dei quali à ̈ impegnato alla vite di ancoraggio 1 e ad almeno un attacco ortodontico 24. Operativamente, ciascun filo metallico 7 esercita sulla corrispondente vite 1 e sul corrispondente attacco ortodontico 24 una sollecitazione di trazione o di spinta allo scopo di indurre il dente 4 (o i denti), al quale tale attacco 24 à ̈ fissato, a spostarsi nel tempo. Più in dettaglio, la vite 1 costituisce un punto di ancoraggio fisso e può essere sollecitata elasticamente in trazione e/o in spinta e/o in rotazione dal filo metallico 7, senza subire spostamenti, rotazioni o dare segni di mobilità in genere.
Il filo metallico 7 potrà essere ad esempio costituito da un filo in nichel-titanio, in nicheltitanio rame, in acciaio, in una lega metallica a memoria di forma o in altro materiale, potrà essere ottenuto con un unico filo oppure con più fili intrecciati, potrà essere modellato con finitura e forma variabili, in particolare potrà avere sezione tonda, rettangolare o quadrata, in funzione di specifiche esigenze applicative, potrà avere proprietà cosiddette superelastiche ovvero elasticità dipendente dalla temperatura. Il filo metallico 7, in particolare, potrà essere sagomato a piacimento per essere impegnato alla vite di ancoraggio 1, oggetto della presente invenzione, ed all’attacco ortodontico 24 fissato al dente 4 e per imprimere, mediante la sua forza di richiamo elastico, un’azione di correzione ottimale sul dente 4. Più in dettaglio, il filo metallico 7 potrà essere ad esempio dotato di pieghe o di eliche, allo scopo di aumentare la forza di richiamo elastico da esso esercitata sull’attacco ortodontico 24, ovvero sul dente 4.
Con particolare riferimento alla figura 1, la vite di ancoraggio ortodontico 1 comprende un gambo filettato 2, il quale presenta uno sviluppo prevalente lungo un asse longitudinale Z ed à ̈ destinato ad essere avvitato in un tessuto osseo all’interno della cavità orale del paziente.
Vantaggiosamente la vite 1 può essere autofilettante o, preferibilmente, autofresante, cosicché non sia necessario realizzare un foro di invito nel tessuto osseo prima di procedere all’inserimento della vite 1 stessa in quest’ultimo. Ciò rende più agevole l’installazione della vite di ancoraggio 1 e consente al contempo di ridurre i tempi di intervento.
La vite 1 comprende inoltre una testa 3, realizzata in corpo unico con il gambo filettato 2, la quale à ̈ provvista di una o più sedi 5, vantaggiosamente di due sedi 5’ e 5’’, suscettibili di accogliere al loro interno il filo metallico 7 capace di imprimere una azione di correzione ad uno o più denti 4 mal posizionati. Ciascuna sede 5, in particolare, si sviluppa sostanzialmente lungo una propria direzione di alloggiamento X (rispettivamente una prima ed una seconda direzione di alloggiamento X’ ed X’’), ortogonale all’asse longitudinale Z di sviluppo del gambo filettato 2.
La testa 3 della vite di ancoraggio 1 à ̈ collegata al gambo filettato 2 mediante una porzione di collegamento 21, rastremata in direzione del gambo filettato 2. Più in dettaglio, la porzione di collegamento 21 à ̈ raccordata al gambo filettato 2 mediante una superficie anulare 22 sostanzialmente ortogonale a quest’ultimo, la quale definisce un fine corsa per l’avvitamento della vite 1 nel tessuto osseo. Più chiaramente, quando la vite 1 viene avvitata nel tessuto osseo, la superficie anulare 22 à ̈ destinata ad andare in battuta contro quest’ultimo, al fine di evitare che la testa 3 della vite 1 possa affondare in esso. La porzione di collegamento 21 rastremata à ̈ suscettibile di inserirsi nella mucosa orale quando il gambo filettato 2 à ̈ avvitato nel tessuto osseo, cosicché solamente una porzione ridotta della testa 3 della vite di ancoraggio 1 sporge dalla mucosa orale. In tal modo, la vite di ancoraggio 1 risulta minimamente visibile e non procura alcun fastidio al paziente.
Al fine di consentire l’avvitamento della vite 1 nel tessuto osseo, la testa 3 à ̈ provvista di mezzi di presa 19 per un utensile atto ad avvitare e svitare la vite di ancoraggio 1 in e dal tessuto osseo. Tali mezzi di presa 19 comprendono, preferibilmente, una porzione a sezione poligonale 20, atta a ricevere in impegno di forma un rispettivo utensile, quale ad esempio una chiave.
La testa 3 à ̈ provvista di mezzi di impegno 8, atti a trattenere il filo metallico 7 all’interno di una delle due sedi 5 in essa ricavate.
In accordo con l’idea alla base della presente invenzione, i mezzi di impegno 8 comprendono due o più appendici sagomate 9, le quali si estendono da una base comune 18, ciascuna con un gambo sagomato 13 avente fissata alla estremità superiore una capocchia allargata 14. Secondo una forma realizzativa preferenziale della vite di ancoraggio 1 oggetto della presente invenzione, i mezzi di impegno 8 comprendono due appendici sagomate 9.
Le capocchie allargate 14 delle due appendici 9 definiscono tra loro, mediante due facce contrapposte 12, una fessura 6, la quale si sviluppa prevalentemente lungo una direzione trasversale Y, ortogonale all’asse longitudinale Z di sviluppo del gambo filettato 2, ed à ̈ destinata ad essere attraversata dal filo metallico 7 per l’inserimento di quest’ultimo in una delle due sedi 5.
I gambi sagomati 13 delle due appendici 9 delimitano, unitamente alle capocchie allargate 14, le due sedi 5, ciascuna delle quali à ̈ in comunicazione con la fessura 6 per il passaggio del filo metallico 7 ed il suo inserimento nella rispettiva sede 5. La direzione di alloggiamento X in cui si sviluppa la sede 5 à ̈ inclinata rispetto alla direzione trasversale Y in cui si sviluppa la fessura 6.
Più in dettaglio, le capocchie allargate 14 delle appendici 9 sono provviste ciascuna di una o più porzioni di trattenimento 10, le quali si estendono al di sopra delle sedi 5. Vantaggiosamente, ciascuna capocchia allargata 14 à ̈ provvista di due porzioni di trattenimento 10’ e 10’’, ciascuna destinata a trattenere superiormente il filo metallico 7 all’interno di una delle due sedi 5. Allo scopo, le porzioni di trattenimento 10 sono suscettibili di interferire con il filo metallico 7, posto nella sede 5, lungo almeno una direzione di impegno W, avente almeno una componente parallela all’asse longitudinale Z di sviluppo del gambo filettato 2 della vite 1, come illustrato nella Figura 1.
Ciascuna porzione di trattenimento 10 delimita parzialmente la sede 5 mediante una faccia inferiore 17, di forma sostanzialmente triangolare, rivolta contraffacciata verso la base comune 18.
Come messo in evidenza nelle figure 5 e 6, ciascuna appendice 9 à ̈ provvista di una prima porzione di trattenimento 10’, la quale si estende parzialmente al di sopra della prima sede 5’, e di una seconda porzione di trattenimento 10’’ la quale si estende parzialmente al di sopra della seconda sede 5’’.
Vantaggiosamente, il gambo sagomato 13 di ciascuna appendice 9 à ̈ dotato di una prima parete laterale 15 e di una seconda parete laterale 16 sostanzialmente parallele rispettivamente alla prima parete laterale 15 ed alla seconda parete laterale 16 dell’altra appendice 9. Secondo una forma realizzativa preferenziale della presente invenzione, illustrata nelle allegate figure, ciascun gambo sagomato 13 presenta una sezione trasversale di forma sostanzialmente triangolare con la prima e la seconda parete laterali sostanzialmente piane. Diversamente, la prima parete laterale 15 e la seconda parete laterale 16 di ciascun gambo sagomato 13 potranno essere curve o presentare forma irregolare, senza per questo uscire dall’ambito di tutela della presente privativa.
La sede 5 à ̈ delimitata da una coppia di pareti laterali appartenenti ciascuna ad un distinto gambo sagomato 13 delle due appendici 9, e preferibilmente da una coppia di pareti parallele, appartenenti l’una ad una appendice, l’altra all’altra appendice.
In particolare, in accordo con la forma realizzativa preferenziale illustrata nelle allegate figure e come precedentemente riportato, la testa 3 della vite 1 à ̈ provvista di due sedi: la prima sede 5’, delimitata da una prima coppia di prime pareti laterali parallele 15 dei due gambi sagomati 13, e la seconda sede 5’’, delimitata da una seconda coppia di seconde pareti laterali parallele 16 dei due gambi sagomati 13. La prima sede 5’ e la seconda sede 5’’ sono suscettibili di accogliere selettivamente al loro interno il filo metallico 7, rispettivamente lungo una prima direzione di alloggiamento X’ e lungo una seconda direzione di alloggiamento X’’.
Vantaggiosamente, la prima parete laterale 15 e la seconda parete laterale 16 di ciascun gambo sagomato 13 sono contigue e definiscono congiuntamente un angolo α. In accordo con la forma realizzativa preferenziale illustrata nelle allegate figure, l’angolo α à ̈ di 90°. Diversamente, tale angolo potrà presentare un’ampiezza maggiore e comunque preferibilmente inferiore a 135° affinché le facce inferiori 17 delle porzioni di trattenimento 10 delle appendici 9 siano sufficientemente estese per trattenere in maniera sicura il filo metallico 7 all’interno della sede 5.
Ciascuna sede 5 risulta pertanto delimitata inferiormente dalla base comune 18, ai lati da una coppia di pareti laterali 15 o 16 vantaggiosamente parallele dei gambi sagomati 13 delle due appendici 9, e superiormente dalle facce inferiori 17 delle porzioni di trattenimento 10 delle due appendici 9 associate alle corrispondenti pareti laterali 15 o 16. Il filo metallico 7, allorché disposto in posizione operativa all’interno di un impianto montato nella bocca del paziente, lavora in appoggio su una coppia di pareti laterali 15 o 16 delle due appendici 9, generando conseguentemente un momento torcente sulla vite 1, con verso sinistrorso ovvero destrorso, a seconda della sede 5 impegnata dal filo metallico 7, ovvero a seconda della coppia di pareti laterali 15 o 16 su cui à ̈ disposto elasticamente in spinta il filo metallico 7.
Per passare da una sede all’altra, il filo metallico 7 deve lasciare l’appoggio da una coppia di pareti laterali 15 o 16, uscire dal di sotto delle facce inferiori 17 delle porzioni di trattenimento 10 (delle due appendici 9) associate a tale sede, e trasferirsi al di sotto delle facce inferiori 17 delle porzioni di trattenimento 10 associate all’altra sede, andando in appoggio contro la coppia di pareti laterali 16 o 15 delimitanti l’altra sede.
Ad esempio, per passare dalla prima sede 5’ alla seconda sede 5’’, il filo metallico 7 deve lasciare l’appoggio dalla coppia di prime pareti laterali 15, uscire dal di sotto della facce inferiori 17 delle porzioni di trattenimento 10’ associate alla prima sede 5’, e trasferirsi al di sotto delle facce inferiori 17 delle porzioni di trattenimento 10’’ associate alla seconda sede 5’’, andando in appoggio contro la coppia di seconde pareti laterali 16.
La posizione dell’una o dell’altra sede potrà essere scelta ruotando la testa 3 della vite 1 nella posizione più opportuna.
La prima direzione di alloggiamento X’ della prima sede 5’ e la seconda direzione di alloggiamento X’’ della seconda sede 5’’ definiscono con la direzione trasversale Y di sviluppo della fessura 6 due angoli acuti β’ e β’’ uguali e preferibilmente ciascuno di 45°. Diversamente, qualora l’angolo α definito dalla prima parete 15 e dalla seconda parete 16 del gambo sagomato 13 sia maggiore di 90°, gli angoli acuti β’ e β’’ saranno inferiori a 45°.
Come si può osservare nelle figure 1 e 5 – 8, la prima sede 5’e la seconda sede 5’’ definiscono congiuntamente una sede allargata delimitata inferiormente dalla base comune 18 delle appendici 9, lateralmente dalle prime pareti laterali 15 e dalle seconde pareti laterali 16 dei due gambi sagomati 13 e superiormente dalle facce inferiori 17 delle porzioni di trattenimento 10 delle due appendici 9.
La base comune 18 à ̈ composta da una prima zona allargata 18’ e da una seconda zona allargata 18’’, le quali vanno via via rastremandosi linearmente verso una zona centrale 11 disposta a collegamento delle due zone allargate 18’ e 18’’. La suddetta zona centrale 11 à ̈ sormontata dalla fessura 6 e conseguentemente, in corrispondenza di tale zona centrale 11, i mezzi di impegno 8 non agiscono in presa sul filo metallico 7, disposto nella prima sede 5’ ovvero nella seconda sede 5’’.
Al fine di facilitare l’introduzione del filo metallico 7 nella prima sede 5’, ovvero nella seconda sede 5’’, la distanza L tra le due facce contrapposte 12 delle due appendici 9, le quali delimitano la fessura 6 di accesso alle sedi 5, à ̈ maggiore rispetto alla distanza d tra le prime pareti laterali 15 delle due appendici 9 e rispetto alla distanza d’ tra le seconde pareti laterali 16 delle due appendici 9, le quali delimitano rispettivamente la prima sede 5’ e la seconda sede 5’’.
Come precedentemente anticipato, il filo metallico 7 à ̈ impegnato alla vite di ancoraggio 1 e ad uno o più attacchi ortodontici 24 fissati ai denti mal posizionati 4, sui quali si desidera imprimere una sollecitazione di correzione. Il filo metallico 7 à ̈ sagomato dall’ortodonzista in funzione dello specifico obiettivo di trattamento. In particolare, il filo 7 à ̈ caricato elasticamente tra la vite ortodontica 1 e l’attacco 24 del dente 4, in modo da imprimere, con la sua reazione elastica, almeno una forza di correzione sul dente mal posizionato 4, ovvero sui denti mal posizionati 4. Un tale impegno del filo metallico 7 nella sede 5 produce un momento torcente T sulla vite di ancoraggio 1.
Più in dettaglio, con riferimento all’esempio delle allegate figure, il filo metallico 7 imprime un momento torcente negativo sulla vite di ancoraggio 1, ovvero sollecita la vite 1 a ruotare in senso orario, quando à ̈ posizionato all’interno della prima sede 5’, ed imprime un momento torcente positivo sulla vite di ancoraggio 1, ovvero sollecita la vite 1 a ruotare in senso antiorario, quando à ̈ posizionato all’interno della seconda sede 5’’. Nell’esempio di Figura 12, un apparecchio ortodontico à ̈ impiegato per distalizzare i denti molari dell’arcata superiore destra. Allo scopo, un attacco ortodontico 24 à ̈ fissato al primo molare 4’ e la vite di ancoraggio 1 à ̈ avvitata nel tessuto osseo mascellare, nello spazio interradicolare tra il secondo premolare 4’’ ed il primo molare 4’. Il filo metallico 7 à ̈ assicurato ad una sua prima estremità 23 alla vite di ancoraggio 1 ed à ̈ inserito in una apposita scanalatura prevista nell’attacco ortodontico 24. Il filo 7 à ̈ in particolare disposto nella seconda sede 5’’ della vite 1 e la sua prima estremità 23 à ̈ vantaggiosamente smussata, arrotondata o avvolta su sé stessa, al fine di evitare di procurare fastidio al paziente.
Il filo metallico 7 à ̈ inoltre preferibilmente dotato di un fermo 25, costituito ad esempio da una piega a V o da un’ansa, atto ad impedire il suo scorrimento all’interno della scanalatura dell’attacco ortodontico 24. Il filo metallico 7 à ̈ collegato alla vite 1 ed all’attacco 24 mediante deformazione elastica, allo scopo di imprimere, mediante la sua forza di richiamo elastica, una sollecitazione di spinta sul primo molare 4’ in allontanamento dal secondo premolare 4’’. Nella posizione illustrata in Figura 12, il filo metallico 7 imprime un momento torcente positivo T sulla vite di ancoraggio 1, sollecitando quest’ultima a ruotare in senso antiorario.
In base alle specifiche esigenze di terapia, ovvero in base alla posizione dei denti mal posizionati 4 sui quali si desidera imprimere una sollecitazione di correzione (ovvero a seconda che essi appartengano all’arcata superiore o inferiore, alla semiarcata destra o sinistra) ed in base alla posizione in cui la vite 1 à ̈ fissata al tessuto osseo rispetto ai denti mal posizionati 4, il filo metallico 7 potrà essere disposto dall’ortodonzista nella prima sede 5’, ovvero nella seconda sede 5’’, della vite di ancoraggio 1.
La vite di ancoraggio 1 secondo la presente invenzione, pertanto, può essere impiegata come punto di ancoraggio fisso nell’arcata superiore o inferiore, nella semiarcata di destra o di sinistra, per applicare sollecitazioni di correzione su denti che si trovino in posizione arretrata ovvero in posizione avanzata rispetto ad essa, selezionando la sede 5 più idonea entro cui disporre il filo metallico 7, con la compressione elastica volta al corretto spostamento del dente 4.
Inoltre, l’intensità della sollecitazione di correzione trasmessa dal filo metallico 7 al dente 4 mal posizionato potrà essere modulata anche parzialmente variando l’inclinazione della sede 5 entro cui si inserisce il filo metallico 7, ovvero mediante un maggiore o minore avvitamento della vite di ancoraggio 1 nel tessuto osseo. Di conseguenza, in base all’inclinazione della sede 5 entro cui à ̈ inserito, il filo metallico 7 imprimerà, per reazione, un momento torcente di differente intensità sulla vite di ancoraggio 1.
In accordo con una seconda possibile forma realizzativa della vite di ancoraggio 1 oggetto della presente invenzione, illustrata nelle figure 9-11, le due appendici 9 e, in particolare, le capocchie allargate 14 delle due appendici 9, pur mantenendo invariata la loro funzionalità, presentano una forma in pianta leggermente diversa l’una rispetto all’altra, come si può apprezzare in particolare nella figura 10. Tale differente forma delle appendici 9 consente all’ortodonzista di apprezzare in maniera immediata il grado di rotazione della vite di ancoraggio 1, durante l’avvitatura di quest’ultima nel tessuto osseo.
Operativamente, la vite di ancoraggio 1 viene avvitata al tessuto osseo all’interno della cavità orale nella posizione desiderata, arrestando l’avvitatura quando la sede 5 selezionata, entro la quale introdurre il filo metallico 7, presenta l’inclinazione desiderata per il posizionamento del filo 7 con la corretta sollecitazione elastica sull’attacco 24 del dente 4 e sulla vite 1. Il filo metallico 7 à ̈ introdotto nella sede 5 selezionata della vite 1 attraverso la fessura 6. In particolare, dopo l’introduzione del filo metallico 7 nella fessura 6, una sua rotazione in senso orario ne consente l’alloggiamento nella prima sede 5’, mentre una sua rotazione in senso antiorario ne consente l’alloggiamento nella seconda sede 5’’. Il passaggio del filo metallico 7 dalla fessura 6 alla sede 5, determina il bloccaggio del filo metallico all’interno della sede 5 stessa. Nel passaggio dalla fessura 6 alla sede 5, infatti, il filo metallico 7 va a posizionarsi al di sotto di due porzioni di trattenimento 10 delle capocchie allargate 14 delle appendici 9, con le facce inferiori 17 delle stesse porzioni 10 che vincolano il filo 7 nei confronti di spostamenti lungo direzioni operative interferenti con le stesse facce ed indicate genericamente con W in figura 1.
Vantaggiosamente la vite di ancoraggio 1 sopra descritta risulta di pratico e veloce utilizzo in quanto, diversamente dalle viti di ancoraggio finora presenti sul mercato, essa consente di bloccare il filo metallico 7 senza la necessità di utilizzare laboriose legature. Inoltre, la vite di ancoraggio oggetto della presente invenzione consente di sostituire o riposizionare il filo metallico 7 impiegato durante la terapia in modo del tutto agevole. Ancora, la vite di ancoraggio 1 oggetto della presente invenzione può essere facilmente rimossa e riposizionata durante il trattamento ortodontico, disponendo di mezzi di presa 19 facilmente raggiungibili con un utensile.
Forma oggetto della presente invenzione anche un procedimento per la realizzazione di una vite di ancoraggio ortodontico 1, in particolare del tipo sopra descritto, di cui si manterranno nel seguito i medesimi riferimenti per semplicità di esposizione.
Tale procedimento comprende le fasi operative qui di seguito descritte.
E’ innanzitutto prevista una fase di predisposizione di un’asta, preferibilmente cilindrica, in materiale metallico, avente sviluppo prevalente lungo un asse longitudinale Z. Più in dettaglio, tale asta metallica comprende una prima porzione 26 ed una seconda porzione 27, la quale à ̈ posta in continuità con la prima porzione 26. Quest’ultima à ̈ dotata di una faccia di estremità 28, sostanzialmente ortogonale all’asse di sviluppo longitudinale Z dell’asta metallica ed ottenuta mediante il taglio di uno spezzone dell’asta medesima. Vantaggiosamente, à ̈ prevista una fase di smussatura della prima porzione 26 dell’asta metallica, illustrata in figura 14a, durante la quale la faccia di estremità 28 della prima porzione 26 dell’asta metallica à ̈ smussata, al fine di evitare che nel prodotto finito, ovvero nella vite di ancoraggio 1, permangano spigoli vivi che potrebbero procurare fastidio al paziente.
E’ inoltre prevista almeno una prima fase di fresatura della prima porzione 26 dell’asta metallica, a partire dalla sua faccia di estremità 28, durante la quale si realizza un intaglio 31 mediante una prima fresatura effettuata lungo un primo piano parallelo all’asse longitudinale Z di sviluppo dell’asta metallica e centrato su di essa, come illustrato nella figura 14b.
E’ quindi prevista una seconda fase di fresatura della prima porzione 26 dell’asta metallica, realizzata a partire da una sua prima porzione laterale 29, in vicinanza della suddetta faccia di estremità 28. Durante tale seconda fase di fresatura, illustrata nella figura 14d, à ̈ ricavata, con almeno una seconda fresatura effettuata lungo un secondo piano ortogonale al suddetto primo piano, una prima nicchia 30 in comunicazione con l’intaglio 31 realizzato durante la prima fase di fresatura.
In una terza fase di fresatura della prima porzione 26 dell’asta metallica, realizzata a partire da una sua seconda porzione laterale 33 opposta alla prima, à ̈ ricavata, con almeno una terza fresatura effettuata lungo il secondo piano, una seconda nicchia 32 in comunicazione con la prima nicchia 30 e con l’intaglio 31, come illustrato nella figura 14d. La prima nicchia 30 e la seconda nicchia 32 rimangono così definite da una base comune 18, ortogonale all’asse longitudinale Z, nonché ciascuna da una o più pareti laterali 15 o 16 (preferibilmente sono delimitate ciascuna da due pareti laterali 15 e 16) con sviluppo dalla base comune 18 nella direzione dell’asse longitudinale Z di sviluppo prevalente dell’asta metallica, e rispettivamente da una o più facce inferiori 17 (preferibilmente due facce inferiori 17), le quali si sviluppano trasversalmente dalle pareti laterali 15 o 16 secondo un piano di giacitura parallelo alla base 18.
Preferibilmente, la seconda e la terza fase di fresatura sono precedute ciascuna da una fase di sgrossatura, illustrata nella figura 14c, mediante la quale à ̈ ricavata in modo incompleto la prima nicchia 30, ovvero la seconda nicchia 32.
Vantaggiosamente, la seconda fase di fresatura à ̈ realizzata in due stadi, illustrati in figura 15. In un primo stadio, una fresa 34, in particolare del tipo a candela, scavando la prima porzione dell’asta metallica, crea la prima parete laterale 15 di delimitazione della prima nicchia 30. In un secondo stadio, a seguito di una rotazione dell’asta metallica attorno al suo asse di sviluppo longitudinale Z, preferibilmente di un angolo di 90°, la stessa fresa 34 crea la seconda parete laterale 16 di delimitazione della prima nicchia 30. Diversamente, il primo ed il secondo stadio della seconda fase di fresatura potranno essere realizzati mediante uno spostamento della fresa 34 da una prima posizione, in cui essa crea la prima parete laterale 15, ad una seconda posizione, disposta vantaggiosamente a 90° rispetto alla prima posizione, in cui la fresa 34 crea la seconda parete laterale 16 della prima nicchia 30. Diversamente ancora, il primo ed il secondo stadio della seconda fase di fresatura potranno essere realizzati mediante due differenti frese, disposte vantaggiosamente a 90° l’una rispetto all’altra.
In maniera del tutto analoga, la terza fase di fresatura à ̈ vantaggiosamente realizzata mediante un terzo ed un quarto stadio, durante i quali la fresa 34 crea rispettivamente la prima parete laterale 15 e la seconda parete laterale 16 di delimitazione della seconda nicchia. Ovviamente, la sequenza con cui vengono eseguiti il primo, il secondo, il terzo ed il quarto stadio della seconda e della terza fase di fresatura potrà essere diversa da quella sopra descritta. Potranno, ad esempio, essere eseguiti dapprima il primo ed il terzo stadio rispettivamente della seconda e della terza fase di fresatura, allo scopo di creare la prima parete laterale 15 di delimitazione rispettivamente della prima e della seconda nicchia, e successivamente il secondo ed il quarto stadio rispettivamente della seconda e della terza fase di fresatura, allo scopo di creare la seconda parete laterale 16 di delimitazione rispettivamente della prima e della seconda nicchia.
E’ preferibilmente prevista una quarta fase di fresatura, come illustrato nella figura 14e, durante la quale sono eliminate eventuali bave presenti nell’intaglio 31 ricavato durante la prima fase di fresatura, al fine di evitare che nel prodotto finito, ovvero nella vite di ancoraggio 1, permangano discontinuità o appendici che potrebbero ostacolare l’inserimento di un filo metallico 7 attraverso l’intaglio 31, ovvero potrebbero procurare fastidio al paziente.
Vantaggiosamente, à ̈ prevista inoltre una quinta fase di fresatura, illustrata nella figura 14f, durante la quale un primo tratto 35 della prima porzione 26 dell’asta metallica, prossimo alla prima ed alla seconda nicchia 30 e 32 ed opposto alla faccia di estremità 28 rispetto a queste ultime, à ̈ sfaccettato lungo una pluralità di piani paralleli all’asse longitudinale Z di sviluppo dell’asta metallica, ricavando un contorno poligonale.
Mediante una fase di tornitura della seconda porzione 27 dell’asta metallica à ̈ ricavato, nell’asta metallica stessa, un gambo filettato 2.
Preferibilmente, la fase di tornitura à ̈ preceduta da una fase di svasatura di un secondo tratto 36 della seconda porzione 27, prossimo al primo tratto 35 della prima porzione 26 dell’asta metallica, in direzione del gambo filettato 2, come illustrato in figura 14g. Tale fase di svasatura à ̈ realizzata mediante tornitura.
E’ quindi prevista una fase di taglio del gambo filettato 2, durante la quale una lama procede a rastremare l’estremità del gambo filettato 2 opposta alla prima porzione 26 dell’asta metallica, fino a separarla dalla restante parte dell’asta metallica.
L’intaglio 31, la prima nicchia 30 e la seconda nicchia 32 delimitano con le suddette fasi parzialmente due appendici 9 sagomate a fungo, le quali si estendono in sporgenza dalla base comune 18 e ciascuna comprende un gambo sagomato 13, provvisto delle suddette una o più pareti laterali 15 o 16 (due pareti laterali in accordo con l’esempio delle allegate figure), ed una capocchia allargata 14 fissata sopra al gambo sagomato 13 e provvista delle suddette una o più facce inferiori 17. Le capocchie allargate 14 delle appendici delimitano una fessura 6, la quale si sviluppa preferenzialmente lungo una direzione trasversale Y.
Una parete laterale di ciascun gambo sagomato 13 Ã ̈ destinata a ricevere in appoggio un filo metallico 7, al di sotto della faccia inferiore 17 della capocchia allargata 14 lungo almeno una direzione di alloggiamento X, inclinata rispetto alla direzione trasversale Y della fessura 6.
Vantaggiosamente, la fase di tornitura, la prima, la seconda e la terza fase di fresatura sono realizzate mediante un tornio-fresatore a controllo numerico.
Il trovato così concepito raggiunge pertanto gli scopi prefissi.
Ovviamente esso potrà assumere, nella sua realizzazione pratica, anche forme e configurazioni diverse da quella sopra illustrata senza che, per questo, si esca dal presente ambito di protezione. Inoltre, tutti i particolari potranno essere sostituiti da elementi tecnicamente equivalenti e le forme, le dimensioni ed i materiali impiegati potranno essere qualsiasi a seconda delle esigenze.

Claims (12)

  1. RIVENDICAZIONI 1. Vite di ancoraggio ortodontico comprendente: - un gambo filettato (2), avente sviluppo prevalente lungo un asse longitudinale (Z), destinato ad essere avvitato in un tessuto osseo; - una testa (3) in corpo unico con detto gambo filettato (2), provvista di almeno una sede (5), la quale si sviluppa sostanzialmente lungo una direzione di alloggiamento (X) ortogonale all’asse longitudinale (Z) di sviluppo di detto gambo filettato (2), ed à ̈ destinata ad alloggiare un filo metallico (7) capace di imprimere una azione di correzione ad almeno un dente mal posizionato (4), detta testa (3) essendo provvista di mezzi di impegno (8), atti a trattenere detto filo metallico (7) in detta sede (5); caratterizzata dal fatto che detti mezzi di impegno (8) comprendono almeno due appendici sagomate (9) estendentesi da una base comune (18), ciascuna con un gambo sagomato (13) avente superiormente fissata una capocchia allargata (14); le capocchie allargate (14) di dette appendici sagomate (9) definendo superiormente tra loro una fessura (6) per l’inserimento di detto filo metallico (7), avente sviluppo prevalente lungo una direzione trasversale (Y), ortogonale all’asse longitudinale (Z) di sviluppo di detto gambo filettato (2) ed inclinata rispetto alla direzione di alloggiamento (X) di detta almeno una sede (5); i gambi sagomati (13) di dette appendici (9) delimitando unitamente a dette capocchie allargate (14) detta almeno una sede (5), la quale à ̈ in comunicazione con detta fessura (6) per ricevere detto filo metallico (7).
  2. 2. Vite di ancoraggio ortodontico secondo la rivendicazione 1, caratterizzata dal fatto che il gambo sagomato (13) di ciascuna di dette appendici (9) à ̈ provvisto di una prima parete laterale (15) e di una seconda parete laterale (16) rispettivamente sostanzialmente parallele alla prima parete (15) ed alla seconda parete (16) dell’altro gambo sagomato
  3. 3. Vite di ancoraggio ortodontico secondo la rivendicazione 2, caratterizzata dal fatto che la testa (3) di detta vite (1) à ̈ provvista di una prima sede (5’) e di una seconda sede (5’’), ciascuna delle quali à ̈ delimitata da una coppia di pareti laterali parallele di detti gambi sagomati (13) ed à ̈ suscettibile di accogliere selettivamente al suo interno detto filo metallico (7), lungo una rispettiva prima direzione di alloggiamento (X’) ed una seconda direzione di alloggiamento (X’’).
  4. 4. Vite di ancoraggio ortodontico secondo la rivendicazione 2, caratterizzata dal fatto che la prima parete laterale (15) e la seconda parete laterale (16) di ciascuno di detti gambi sagomati (13) sono contigue e formano tra di loro un angolo α di almeno 90°.
  5. 5. Vite di ancoraggio ortodontico secondo la rivendicazione 1, caratterizzata dal fatto che le capocchie allargate (14) di dette appendici sagomate (9) sono provviste di due facce contrapposte (12) le quali delimitano detta fessura (6).
  6. 6. Vite di ancoraggio ortodontico secondo la rivendicazione 3, caratterizzata dal fatto che le capocchie allargate (14) di dette appendici (9) sono provviste superiormente a ciascuna di dette pareti laterali di almeno una porzione di trattenimento (10) suscettibile di interferire con detto filo metallico (7), alloggiato in una di dette sedi (5), lungo almeno una direzione di impegno (W) avente almeno una componente parallela all’asse longitudinale (Z) di sviluppo di detto gambo filettato (2).
  7. 7. Vite di ancoraggio ortodontico secondo la rivendicazione 3, caratterizzata dal fatto che la prima direzione di alloggiamento (X’) di detta prima sede (5’) e la seconda direzione di alloggiamento (X’’) di detta seconda sede (5’’) definiscono con la seconda direzione trasversale (Y) di sviluppo di detta fessura (6) due angoli acuti β’ e β’’ uguali e preferibilmente ciascuno di 45°.
  8. 8. Vite di ancoraggio ortodontico secondo le rivendicazioni 3 e 5, caratterizzata dal fatto che la distanza L tra le due facce contrapposte (12) di dette due appendici (9), le quali delimitano detta fessura (6) di accesso a detta almeno una sede (5), à ̈ maggiore rispetto alla distanza d tra dette prime pareti laterali (15) e rispetto alla distanza d’ tra dette seconde pareti laterali (16).
  9. 9. Vite di ancoraggio ortodontico secondo la rivendicazione 1, caratterizzata dal fatto che detto filo metallico (7), à ̈ destinato a posizionarsi all’interno di detta prima sede (5’) per imprimere con ritorno elastico un momento torcente a detta vite di ancoraggio (1), opposto a quello che à ̈ suscettibile di imprimere quando à ̈ posizionato all’interno di detta seconda sede (5’’).
  10. 10. Vite di ancoraggio ortodontico secondo la rivendicazione 3, caratterizzata dal fatto che detta prima sede (5’) e detta seconda sede (5’’) sono impegnate da detto filo metallico (7) elasticamente in battuta contro una detta coppia di pareti laterali parallele di dette appendici (9) al di sotto di dette porzioni di trattenimento (10).
  11. 11. Vite di ancoraggio ortodontico secondo la rivendicazione 1, caratterizzata dal fatto che la testa (3) di detta vite (1) Ã ̈ provvista di mezzi di presa (19), in particolare comprendenti una porzione a sezione poligonale (20), per un utensile atto ad avvitare e svitare detta vite di ancoraggio (1) in e da detto tessuto osseo.
  12. 12. Procedimento per la realizzazione di una vite di ancoraggio ortodontico (1), in particolare secondo le rivendicazioni precedenti, caratterizzato dal fatto di comprendere le seguenti fasi operative: - almeno una fase di predisposizione di un’asta metallica, avente sviluppo prevalente lungo un asse longitudinale (Z); - almeno una prima fase di fresatura di una prima porzione (26) di detta asta metallica a partire da una sua faccia di estremità (28) sostanzialmente ortogonale all’asse longitudinale (Z) di detta asta metallica ed ottenuta mediante il taglio di uno spezzone di detta asta medesima; detta prima fase di fresatura realizzando un intaglio (31) mediante una prima fresatura effettuata lungo un primo piano parallelo all’asse longitudinale (Z) di sviluppo prevalente di detta asta metallica e centrato su di essa; - almeno una seconda fase di fresatura di detta prima porzione (26) di detta asta metallica realizzata a partire da una sua prima porzione laterale (29), durante la quale seconda fase à ̈ ricavata con almeno una seconda fresatura effettuata lungo un secondo piano ortogonale a detto primo piano, una prima nicchia (30) in comunicazione con detto intaglio (31); - almeno una terza fase di fresatura di detta prima porzione (26) di detta asta metallica realizzata a partire da una sua seconda porzione laterale (33) opposta alla prima, durante la quale terza fase à ̈ ricavata, con almeno una terza fresatura effettuata lungo detto secondo piano, una seconda nicchia (32) in comunicazione con detta prima nicchia (30) e con detto intaglio (31); detta prima nicchia (30) e detta seconda nicchia (32) rimanendo definite: - da una base comune (18) ortogonale all’asse longitudinale (Z) di sviluppo prevalente di detta asta metallica; - rispettivamente da almeno una parete laterale (15 o 16) con sviluppo da detta base comune (18) nella direzione di detto asse longitudinale (Z); - rispettivamente da almeno una faccia inferiore (17) sviluppantesi trasversalmente da detta parete laterale (15 o 16) secondo un piano di giacitura parallelo a detta base comune (18); - almeno una fase di tornitura di una seconda porzione (27) di detta asta metallica, posta in continuità con detta prima porzione (26), durante la quale à ̈ ricavato un gambo filettato (2); detto intaglio (31) e dette prima e seconda nicchia (30 e 32) delimitando parzialmente due appendici sagomate a fungo (9) estendentesi in sporgenza da detta base comune (18) e ciascuna comprendente un gambo sagomato (13), provvisto di detta almeno una parete laterale (15 o 16), ed una capocchia allargata (14) fissata sopra a detto gambo sagomato (13) e provvista di detta almeno una faccia inferiore (17); le capocchie allargate (14) di dette appendici sagomate (9) delimitando una fessura (6), la quale si sviluppa preferenzialmente lungo una direzione trasversale (Y); detta almeno una parete laterale (15 o 16) di ciascun gambo sagomato (13) essendo destinata a ricevere in appoggio un filo metallico (7) al di sotto di detta faccia inferiore (17) di detta capocchia allargata (14) lungo almeno una direzione di alloggiamento (X) inclinata rispetto alla direzione trasversale (Y) di detta fessura (6).
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