ITPD20120061A1 - Unità di impilatura di lamelle su semiscalette di sostegno per la produzione di tende veneziane e metodo di applicazione combinata di ganci e di semiscalette ad una lamella - Google Patents
Unità di impilatura di lamelle su semiscalette di sostegno per la produzione di tende veneziane e metodo di applicazione combinata di ganci e di semiscalette ad una lamella Download PDFInfo
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Description
DESCRIZIONE
Campo di applicazione
Forma oggetto della presente invenzione un’unità di impilatura di lamelle su semiscalette di sostegno per la produzione di tende veneziane, nonché un metodo di applicazione combinata di ganci e di semiscalette ad una lamella.
Stato della tecnica
Come à ̈ noto, le tende veneziane sono costituite da una pluralità di lamelle, disposte parallelamente tra loro e mantenute in posizione tramite strutture di sostegno in corda. Tali strutture sono essenzialmente di due tipi.
Un primo tipo di struttura à ̈ denominato a “scaletta completa†, cioà ̈ costituito da due costole parallele (disposte nel senso dell’altezza della tenda) e da una pluralità di traversi che le collegano tra loro a distanze regolari. A ciascun traverso va associata una lamella, in appoggio (se il traverso à ̈ singolo) oppure in inserimento (se il traverso à ̈ multiplo).
Un secondo tipo di struttura à ̈ denominato a “scalette separate†o a “semi-scaletta†, cioà ̈ à ̈ costituito da due cordini separati tra loro e dotati ciascuno di una pluralità di occhielli in corda, distribuiti a distanze regolari lungo il singolo cordino. I cordini di sostegno vengono posizionati a coppie su lati opposti delle lamelle, generalmente allineati trasversalmente. I cordini vengono associati alle lamelle in corrispondenza degli occhielli tramite graffette o ganci fissati sui bordi laterali delle lamelle stesse. Le lamelle, che possono avere qualsiasi sezione ad esempio a forma di C, di Z o di S, devono avere bordi ripiegati (come illustrato nella Figura 1) così da costituire una zona rinforzata capace di sostenere rigidamente un gancio o una graffetta.
Le graffette sono elementi di fissaggio strutturati per bloccare un singolo occhiello direttamente a contatto del bordo del lamella. L’occhiello viene interposto tra la lamella e la graffetta. Generalmente, questa operazione viene condotta manualmente con l’ausilio di pistole per l’applicazione delle graffette.
I ganci possono essere di molti tipi, ma tutti caratterizzati dal fatto che l’occhiello viene bloccato sul gancio e non direttamente sulla lamella.
Un tipo di gancio molto diffuso à ̈ illustrato nella Figura 2 ed à ̈ costituito da un elemento ad U, che definisce la porzione di ancoraggio del gancio alla lamella, e da un anello aperto, che si estende dall’elemento ad U in posizione opposta rispetto alle due estremità di libere della U e in corrispondenza del quale va infilato l’occhiello. L’anello aperto viene, quindi, chiuso dopo l’infilaggio dell’occhiello.
Sono noti dispositivi per l’applicazione automatica dei ganci ad U con anello sui bordi delle lamelle. Più in dettaglio, tali dispositivi sono costituiti da una guida centrale lungo la quale scorre la lamella. Lateralmente a tale guida à ̈ posizionato su ciascun lato una matrice per il bloccaggio del bordo ripiegato della lamella. Tale matrice à ̈ costituita da due parti accoppiate ed apribili, che racchiudono tra loro a morsa il bordo della lamella in una sede opportunamente sagomata. A ciascuna matrice à ̈ associato un elemento spintore ed un alimentatore di ganci. L’elemento spintore à ̈ guidato per entrare all’interno della sede interna della matrice portando davanti a sé un singolo gancio da applicare al bordo. I ganci vengono posizionati davanti alla testa dell’elemento spintore tramite uno scivolo collegato all’alimentatore. Tali dispositivi di applicazione possono essere inseriti in linea su un impianto di produzione (profilatura, punzonatura, ecc) delle lamelle. L’applicazione dei ganci à ̈ più lenta delle operazioni di produzione e di lavorazione delle lamelle e diventa il collo di bottiglia del processo. La configurazione in linea à ̈ quindi accettabile solo in impianti dimensionati per piccole produzioni.
Per produzioni a livello industriale la configurazione in linea non à ̈ invece accettabile. L’applicazione dei ganci viene quindi effettuata fuori linea, su apposite stazioni separate dalla linea di produzione e lavorazione delle lamelle.
Generalmente, l’operazione finale di aggancio delle semiscalette ai ganci già fissati alle lamelle viene condotta manualmente, spesso anche per produzioni industriali.
Esistono tuttavia anche sistemi automatici di aggancio delle semiscalette ai ganci già ancorati alle lamelle. Questa sistemi sono collocati in apposite stazioni separate da quelle di applicazione dei ganci, in corrispondenza delle quali avviene anche l’assemblaggio finale delle tende veneziane con l’impilatura delle lamelle.
Ad oggi, l’operazione di fissaggio dei ganci à ̈ stata sempre mantenuta completamente separata dall’operazione di aggancio delle semiscalette ai ganci a causa delle complicazioni impiantistiche ed operative, non ancora superate, che la combinazione di tali due operazioni comporta. Ciò rallenta il processo di assemblaggio delle tende veneziane, introducendo tempi morti e imponendo la duplicazione delle stazioni di lavorazione.
Presentazione dell'invenzione
Pertanto, scopo della presente invenzione à ̈ quello di eliminare in tutto o in parte gli inconvenienti della tecnica nota sopra citata, mettendo a disposizione un’unità di impilatura di lamelle su semiscalette di sostegno per la produzione di tende veneziane, che consenta di effettuare in modo combinato l’operazione di fissaggio dei ganci alla lamella e l’operazione di aggancio delle semiscalette ai ganci.
Un ulteriore scopo della presente invenzione à ̈ quello di mettere a disposizione un’unità di impilatura di lamelle su semiscalette di sostegno che sia semplice da gestire. Un ulteriore scopo della presente invenzione à ̈ quello di mettere a disposizione un’unità di impilatura di lamelle su semiscalette di sostegno che sia di semplice ed economica realizzazione.
Un ulteriore scopo della presente invenzione à ̈ quello di mettere a disposizione un metodo di applicazione combinata di ganci e di semiscalette ad una lamella che consenta di combinare le due operazioni in modo semplice e affidabile.
Breve descrizione dei disegni
Le caratteristiche tecniche dell'invenzione, secondo i suddetti scopi, sono chiaramente riscontrabili dal contenuto delle rivendicazioni sottoriportate ed i vantaggi della stessa risulteranno maggiormente evidenti nella descrizione dettagliata che segue, fatta con riferimento ai disegni allegati, che ne rappresentano una o più forme di realizzazione puramente esemplificative e non limitative, in cui:
- la Figura 1 mostra in vista prospettica un esempio di lamella con bordi ripiegati;
- la Figura 2 mostra in vista prospettica un esempio di gancio con anello aperto;
- la Figura 3 mostra una vista prospettica complessiva di un’unità di impilatura secondo una forma realizzativa preferita della presente invenzione, illustrata in una fase operativa precedente all’applicazione dei ganci e delle semiscalette al bordo di una lamella;
- la Figura 4 mostra una vista prospettica dell’unità di impilatura di Figura 3, illustrata in una fase operativa di sollevamento dopo l’applicazione dei ganci e delle semiscalette;
- la Figura 5 mostra una vista prospettica dell’unità di impilatura di Figura 3 e 4, illustrata in una fase operativa di inserimento di una nuova lamella;
- le Figure 6 e 7 mostrano una vista rispettivamente dall’alto e laterale dell’unità di impilatura di Figura 3; - le Figure da 8 a 16 mostra in sequenza le fasi di applicazione di un gancio e infilaggio di una semiscaletta tramite una unità di impilatura secondo una forma realizzativa preferita della presente invenzione, le immagini sono relative ad un dettaglio di una gruppo di assemblaggio dove alcune parti sono state asportate per meglio evidenziarne altre;
- le Figure 17 e 18 mostrano due viste in sezione laterale di un dettaglio relativo ad una matrice in due differenti posizioni operative.
Descrizione dettagliata
Con riferimento agli uniti disegni à ̈ stata indicata nel suo complesso con 1 un’unità di impilatura di lamelle su semiscalette di sostegno per la produzione di tende veneziane secondo l’invenzione.
Come sarà descritto chiaramente nel seguito, l’unità di impilatura 1 secondo l’invenzione consente di effettuare in modo combinato l’operazione di fissaggio dei ganci alla lamella e l’operazione di aggancio delle semiscalette ai ganci.
Si farà riferimento ad una semiscaletta S’ di tipo noto, avente una costola longitudinale P da cui si estendono occhielli O disposti a distanza regolare. Si farà riferimento ad un gancio G, di tipo noto, un esempio del quale à ̈ illustrato nella Figura 2, comprendente una porzione di ancoraggio G1 alla lamella L ed un anello aperto G2, che si estende in posizione opposta rispetto alla porzione di aggancio ed à ̈ destinato ad impegnare un occhiello O di una semiscaletta. La porzione di ancoraggio à ̈ costituita da due appendici parallele G1’ e G1†, che al momento dell’ancoraggio si deformano in presa sul bordo della lamella assumendo la forma di uncini.
In particolare, l’unità di impilatura 1 à ̈ destinata ad essere associata ad una o più unità identiche per costituire una stazione di assemblaggio di tende veneziane. In particolare, le unità 1 sono mobilmente associate ad una barra longitudinale di sostegno (non illustrata) lungo la quale vengono fatte scorrere le lamelle. Le unità 1 possono essere riposizionate lungo tale barra per adattarsi alla lunghezza delle lamelle. Tale stazione di assemblaggio può essere posta in linea con una macchina di produzione della lamelle, oppure essere posta fuori linea per non rallentare il più veloce processo di produzione delle lamelle.
Qui e nel seguito della descrizione e delle rivendicazioni, si farà riferimento all’unità di impilatura in condizione di utilizzo. In questo senso dovranno dunque essere intesi i riferimenti ad una posizione inferiore o superiore.
In accordo ad una forma realizzativa generale dell’invenzione, l’unità di impilatura 1 comprende almeno un gruppo 2 per assemblare su una lamella L un gancio G e una semiscaletta S’. Tale gruppo di assemblaggio 2 à ̈ posizionato lateralmente rispetto ad un asse longitudinale X lungo il quale scorrono le singole lamelle L per impegnare un bordo longitudinale B di una lamella L.
Preferibilmente, come illustrato nelle Figure da 3 a 7 e come sarà ripreso più avanti, l’unità di impilatura 1 comprende due gruppi di assemblaggio 2’, 2†disposti su posizioni opposte rispetto all’asse longitudinale (X) per impegnare entrambi i bordi longitudinali (B) di una lamella (L) e consentire quindi l’applicazione di ganci e semiscalette in contemporanea su entrambi i lati della lamella.
Come risulterà chiaro dalla descrizione che segue, in accordo alla soluzione realizzativa preferita, il singolo gruppo di assemblaggio 2’, 2†ha una struttura asimmetrica rispetto ad una direzione trasversale rispetto all’asse X. In considerazione di questa struttura asimmetrica, à ̈ preferibile che i due gruppi di assemblaggio 2’ e 2†siano del tutto identici. La disposizione dei due gruppi di assemblaggio in posizioni frontali opposte rispetto all’asse longitudinale X consente tuttavia che le forze applicate sulla lamella vengano bilanciate, riducendo il rischio di deformazioni della lamella stessa.
In accordo alla suddetta forma realizzativa generale, ciascun gruppo di assemblaggio 2’, 2†a sua volta comprende una matrice 11, 12 che definisce una cavità 13 parallela all’asse longitudinale X per alloggiare una porzione di bordo B di una lamella.
Operativamente, la matrice 11, 12 ha la funzione di trattenere la porzione di bordo B della lamella in corrispondenza della quale va applicato il gancio G, così da assorbire la forza impulsiva applicata sul gancio per consentirne l’ancoraggio e imporre alle appendici di ancoraggio G1’ e G1†di piegarsi contro il bordo della lamella dopo averlo perforato. A tale scopo, in particolare la matrice à ̈ provvista in corrispondenza della cavità 13 di apposite sedi 13a per guidare la piegatura di tali appendici.
La matrice comprende una prima apertura 14 ed una seconda apertura 15 di accesso alla cavità 13. Tra tali due aperture di accesso – parallelamente alla direzione longitudinale X - à ̈ ricavata nella matrice stessa una apertura passante 16. La funzione di tali apertura verrà spiegata nel seguito.
Vantaggiosamente, come illustrato nelle Figure 17 e 18, la matrice à ̈ divisa in due porzioni: una porzione inferiore 11, che à ̈ posizionata al di sotto del bordo B della lamella, e una porzione superiore 12, che à ̈ posizionata sopra a tale bordo B. La suddetta cavità 13 à ̈ ricavata all’interfaccia tra tali due porzioni 11 e 12.
Preferibilmente, la prima 14 e la seconda apertura 15 sono ricavate nella porzione superiore 12. L’apertura passante 16 può attraversare entrambe le porzioni secondo una direzione che à ̈ incidente rispetto alla superficie di interfaccia oppure solo la porzione superiore 12.
In accordo ad una soluzione realizzativa non illustrata nelle Figure allegate, le due porzioni della matrice si sovrappongono almeno parzialmente e le due aperture di accesso alla cavità sono ricavate anch’esse all’interfaccia tra le due porzioni.
In accordo alla soluzione realizzativa preferita illustrata nelle Figure allegate, le due porzioni 11 e 12 della matrice sono movimentabili una rispetto all’altra tra una posizione accostata, in cui trattengono tra loro in morsa la porzione di bordo B della lamella L in corrispondenza della cavità 13, e almeno una posizione parzialmente separata, in cui tali due porzioni sono allontanate una dall’altra per allargare la cavità 13 in senso trasversale così da permettere lo scorrimento relativo dell’anello G2 di un gancio G ancorato al bordo B all’interno della cavità . In particolare, come risulterà chiaro dal seguito della descrizione, la parziale separazione delle due porzioni à ̈ finalizzata a consentire lo scorrimento di tale anello dalla prima apertura 14 fino alla seconda apertura 15, passando per l’apertura passante 16.
Vantaggiosamente, tali due porzioni 11, 12 della matrice possono essere movimentate in separazione oltre tale posizione parzialmente separata fino a raggiungere una posizione completamente separata, in cui le due porzioni 11, 12 della matrice sono allontanate una dall’altra per liberare completamente dalla cavità 13 il bordo B della lamella ed un gancio G ad essa associato e permettere in questo modo l’allontanamento della lamella (con l’associato gancio e la semiscaletta) dal gruppo di assemblaggio 2’, 2†.
Le due porzioni 11 e 12 della matrice sono movimentabili tramite attuatori 17, costituiti da esempio da pistoni elettrici, pneumatici o oleodinamici.
Sempre in accordo alla suddetta forma realizzativa generale, ciascun gruppo di assemblaggio 2’, 2†comprende un dispositivo 10,31 per applicare ganci G al bordo B di una lamella L in corrispondenza della prima apertura 14. Tale dispositivo di applicazione 10, 31 posiziona il singolo gancio G sul bordo B con la porzione di ancoraggio G1 in presa sul bordo stesso e con l’anello G2 posizionato all’interno della cavità 13 della matrice.
Preferibilmente, come illustrato nelle Figure allegate, il dispositivo di applicazione ganci 10 comprende un alimentatore 20 di ganci G che tramite un scivolo 21 posiziona un gancio alla volta sulla matrice 13 in prossimità della prima apertura 14. L’alimentatore può essere del tipo a pila oppure a vibrazione e consente di alimentare i ganci G posizionandoli con la porzione di ancoraggio G1 rivolta verso la prima apertura 14 e con l’apertura dell’anello G2 rivolta trasversalmente (i.e. parallelamente alla direzione longitudinale X) verso la seconda apertura 15.
In accordo alla soluzione realizzativa preferita illustrata nelle Figure allegate, il dispositivo applicatore 10 comprende un primo elemento spintore 31 movimentabile lungo una prima direzione di lavoro Y1, incidente il bordo (B), tra:
- una posizione di spinta, in cui tale spintore 13 impegna la cavità 13 della matrice passando attraverso la prima apertura 14 per spingere un gancio G posizionato in prossimità della prima apertura 14 contro il bordo B così da portare la porzione di ancoraggio G1 in presa sul bordo e lasciare l’anello G2 esterno al bordo B all’interno della prima apertura 14, ed
- una posizione di rilascio, in cui esso non impegna la cavità 13 liberando la prima apertura 14.
Come si può osservare in particolare dalle Figure da 8 a 13, il primo elemento spintore 31 scorre all’interno di una guida 34, in corrispondenza della quale à ̈ collocata l’uscita dello scivolo 21 dell’alimentatore. L’elemento spintore 31 funge da elemento di regolazione per il movimento di discesa dei ganci dallo scivolo. In particolare, quando l’estremità di punta dell’elemento spintore 31 occupa la guida 34 oltrepassando l’uscita dello scivolo 21, la discesa dei ganci à ̈ impedita.
Ciascun gruppo di assemblaggio 2’, 2†comprende:
- un dispositivo 40 per guidare una semiscaletta S’ lungo una direzione di posizionamento Z che attraversa la matrice 13 in corrispondenza dell’apertura passante 16; e - un dispositivo 32 per chiudere l’anello aperto G2 di un gancio G, tale dispositivo di chiusura 32 essendo posizionato per operare in corrispondenza della seconda apertura 15 della matrice.
Più in dettaglio, il dispositivo di guida 40 comprende una guida lineare 41 che trattiene al suo interno lungo la suddetta direzione di posizionamento Z la costola longitudinale P della scaletta S’, lasciando un occhiello O all’esterno in corrispondenza dell’apertura passante 16 e rivolto verso l’interno della cavità 13.
L’unità di impilatura 1 comprende mezzi 4,5 per generare un movimento relativo tra la lamella L e la matrice 13 parallelamente alla direzione longitudinale X per un tratto equivalente alla distanza D esistente tra la prima 14 e la seconda apertura 15.
Operativamente, come già accennato, grazie a questo movimento relativo, un anello G2 di un gancio G - già ancorato al bordo B tramite il dispositivo applicatore 31 in corrispondenza della prima apertura 14 - si sposta lungo la cavità 13 da tale prima apertura 14 fino alla seconda apertura 15 attraversando l’apertura passante 16. Durante tale movimento relativo lungo la cavità 13, l’anello aperto G2 impegna l’occhiello O ivi posizionato e lo trascina con sé fino alla seconda apertura 15, dove l’anello G2 con impegnato l’occhiello O al suo interno viene chiuso tramite il dispositivo di chiusura 32.
Preferibilmente, per consentire o semplicemente facilitare (in funzione della conformazione della cavità ) il suddetto movimento di scorrimento relativo le porzioni della matrice vengono portate nella suddetta posizione parzialmente separata.
Preferibilmente, il suddetto movimento relativo viene ottenuto movimentando solo la matrice e lasciando invece ferma lamella L.
In accordo alla soluzione realizzativa preferita, tali mezzi per generare un movimento sono costituiti da mezzi 4,5 per movimentare il gruppo di assemblaggio 2 rispetto ad una struttura fissa di supporto 3 parallelamente alla direzione longitudinale X.
Più in dettaglio, come illustrato in particolare nelle Figure 3 e 7, l’unità di impilatura 1 comprende una struttura fissa di supporto 3. A questa struttura fissa 3 à ̈ mobilmente collegata una piastra mobile di supporto 5 tramite guide 4 parallele alla direzione longitudinale X. La piastra mobile 5 supporta un singolo gruppo di assemblaggio 2. La movimentazione della piastra 5 e del gruppo ad essa associato à ̈ effettuata tramite uno o i più attuatori dedicati 6.
Vantaggiosamente, il dispositivo di chiusura comprende un secondo elemento spintore 32 movimentabile lungo una seconda direzione di lavoro Y2, incidente il bordo B o passante in prossimità ad esso, tra una posizione di spinta, in cui esso impegna la cavità 13 della matrice passando attraverso la seconda apertura 15, ed una posizione di rilascio, in cui esso non impegna la cavità 13.
In accordo alla soluzione realizzativa illustrata nelle Figure allegate, le due direzioni di lavoro Y1 e Y2 dei due elementi spintori sono tra loro parallele e complanari.
Vantaggiosamente, i due elementi spintori 31, 32 sono movimentati da un attuatore comune 33 tra le posizioni di spinta e di rilascio.
Nell’unità di impilatura 1 si può definire un piano di scorrimento m della singola lamella L, in corrispondenza del quale la lamella L va in appoggio con entrambi i propri bordi longitudinali B. Il piano di giacitura comune n tra le due direzioni di lavoro Y1, Y2 à ̈ angolato rispetto a tale piano di scorrimento m con un angolo a. Operativamente ciò facilita l’inserimento dei ganci nel bordo B.
Vantaggiosamente, come si può osservare ad esempio nelle Figure 11 e 15, la porzione di testa 32a del secondo elemento spintore 32 presenta una sede sagomata in modo tale che l’azione di spinta si concentri sull’anello deformandolo. Diversamente la porzione di testa 32a del primo elemento spintore 32 presenta una sede sagomata in modo tale che l’anello possa esservi completamente accolto e la spinta venga applicata ai lati dell’anello, in corrispondenza della base della porzione di ancoraggio G1. Preferibilmente, il dispositivo di guida 40 della semiscaletta S’ comprende mezzi per posizionare correttamente un singolo occhiello O della semiscaletta S’ in corrispondenza dell’apertura passante 16 della matrice. In accordo ad una soluzione realizzativa, il dispositivo di guida 40 comprende mezzi per movimentare la scaletta S’ nella guida lineare 41 secondo un verso di avanzamento A lungo la direzione di posizionamento Z per portare progressivamente ciascun occhiello O in corrispondenza dell’apertura passante 16. I mezzi di posizionamento comprendono almeno un sensore (non illustrato; preferibilmente di tipo ottico) per rilevare il passaggio di fronte ad esso di un occhiello durante un spostamento della scaletta lungo la direzione di posizionamento Z. Il sensore à ̈ affacciato sull’apertura passante 16 ad una predefinita distanza H dalla cavità 13 rispetto alla direzione di posizionamento Z. Operativamente, l’occhiello O à ̈ posizionabile in corrispondenza della cavità 13 azionando i mezzi di movimentazione per movimentare la scaletta per un tratto equivalente alla suddetta predefinita distanza H lungo la direzione di posizionamento Z nel momento in cui il sensore rileva il passaggio di un occhiello O.
Alternativamente, si possono prevedere mezzi di posizionamento di tipo meccanico, comprendenti ad esempio riscontri meccanici e sistemi di tensionamento verticale della scaletta (ad esempio tramite pesi).
Vantaggiosamente, il dispositivo di guida 40 della semiscaletta S’ comprende mezzi per trattenerla nella guida lineare 41. Tali mezzi possono essere semplici elementi frizionatori regolabili manualmente, oppure sistemi frizionatori controllabili in remoto che possono anche bloccare completamente la semiscaletta all’interno della guida.
In accordo alla soluzione realizzativa preferita, illustrata nelle Figure da 3 a 7, l’unità di impilatura 1 comprende almeno un caricatore 60 di lamelle.
Il caricatore può essere di qualsiasi tipo adatto allo scopo. In particolare, come illustrato nelle Figure allegate, il caricatore 60 può essere costituito da due barre 61 e 62 dotate di denti molleggiati per il posizionamento delle lamelle già inserite nella scaletta. Vantaggiosamente, l’unità di impilatura 1 comprende mezzi 60 per movimentare una lamella L da una posizione di applicazione di ganci e semiscaletta ad una posizione di deposito nel caricatore.
Operativamente, il movimento della lamella L fa avanzare per trascinamento la semiscaletta S ad essa associata nel dispositivo di guida 40.
Tali mezzi di movimentazione della scaletta possono essere costituiti ad esempio da un sollevatore 30, comprendente un cilindro pneumatico, idraulico o elettrico.
Vengono descritte brevemente le fasi operative di funzionamento dell’unità di impilatura 1 come appare dalla sequenza delle Figure da 8 a 16. La descrizione à ̈ finalizzata a mettere in evidenza i movimenti dei vari elementi nella zona di applicazione dei ganci e delle lamelle.
Nella Figura 8 la matrice à ̈ illustrata con le due porzioni 11 e 12 completamente separate; la lamella L à ̈ stata appena posizionata; la semiscaletta à ̈ già posizionata con un occhiello nell’apertura passante 16 in corrispondenza della cavità 13. Nella Figura 9 le due porzioni della matrice vengono chiuse e un gancio G viene posizionato in prossimità della prima apertura 14 (Figura 10). Nella Figura 11, il primo spintore 31 à ̈ stato azionato (assieme al secondo spintore 32 che va a vuoto) e il gancio à ̈ ancorato al bordo. Le due porzioni 11 e 12 della matrice vengono parzialmente separate (Figura 12) e tutto il gruppo di assemblaggio 2 viene movimentata parallelamente alla direzione X: il gancio già ancorato passa con l’anello G2 dalla prima apertura 14 alla seconda 15 passando attraverso l’apertura passante 16 dove impegna l’occhiello O trascinandolo con sé (Figura 13). La matrice viene nuovamente chiusa completamente (Figura 14) ed à ̈ quindi azionato il secondo spintore 32 (assieme al primo spintore 31 che va a vuoto) con chiusura dell’anello. La semiscaletta à ̈ ora associata al gancio. La matrice può essere aperta e la lamella solleva all’interno del caricatore trascinando con sé la semiscaletta.
Forma oggetto della presente invenzione anche un metodo di posizionamento di una scaletta di sostegno (comprendente una pluralità di coppie di traversi T1, T2), per la produzione di tende veneziane.
Preferibilmente, ma non necessariamente, il metodo à ̈ applicato su un’unità di impilatura 1 secondo la presente invenzione.
In accordo ad una forma di implementazione generale, il metodo comprende le seguenti fasi operative:
a) predisporre un’unità di impilatura 1 di lamelle L comprendente lateralmente rispetto ad un asse longitudinale X lungo il quale scorrono le singole lamelle L una matrice 11, 12 che definisce una cavità 13 parallela all’asse longitudinale X per alloggiare una porzione di bordo B di una lamella e comprende una prima 14 ed una seconda apertura 15 di accesso alla cavità 13, tra le quali à ̈ ricavata una apertura passante 16;
b) posizionare una semiscaletta S’ attraverso detta apertura passante 16 con un occhiello O disposto all’altezza di tale apertura e rivolto verso la cavità 13 della matrice;
c) applicare un gancio G su detta porzione di bordo B in corrispondenza della prima apertura 14 con la porzione di ancoraggio G1 in presa sul bordo stesso e con l’anello G2 posizionato all’interno della cavità 13 della matrice e orientato con l’apertura rivolta in direzione della seconda apertura 15;
d) determinare un movimento relativo tra la lamella L e la matrice 13 in modo tale che l’anello G2 si sposti lungo la cavità (13) da tale prima apertura 14 alla seconda apertura 15 attraversando l’apertura passante 16 e impegni l’occhiello O ivi posizionato trascinandolo con sé fino alla seconda apertura 15; e
e) chiudere l’anello G2 con impegnato l’occhiello O al suo interno in corrispondenza della seconda apertura 15.
Le suddette fasi operative vengono ripetute ciclicamente su ciascuna lamella che viene inserita nell’unità di impilatura e associata tra la semiscaletta S’ alla lamella che l’hanno preceduta.
Vantaggiosamente, l’unità di impilatura 1 comprende due matrici 11, 12, disposte lateralmente rispetto all’asse longitudinale X in posizioni opposte per alloggiare ciascuna una porzione dei due bordi opposti B di una lamella. Le fasi operative da b) a d) del metodo vengono effettuate in corrispondenza di entrambe le matrici per i due bordi opposti. In tal modo si applicano contemporaneamente i ganci e le relative semiscalette su entrambi i lati della lamella.
L’invenzione permette di ottenere numerosi vantaggi in parte già descritti.
L’unità di impilatura 1 secondo l’invenzione consente di effettuare in modo combinato l’operazione di fissaggio dei ganci alla lamella e l’operazione di aggancio delle semiscalette ai ganci. Tali operazioni possono quindi essere condotte nella stessa stazione con riduzione dei tempi morti, ma anche con una minore complicazione impiantistica. L’infilaggio delle semiscalette non deve più richiedere una stazione dedicata.
Come appare chiaramente dalla descrizione precedente, l’unità di impilatura di lamelle su semiscalette di sostegno à ̈ semplice da gestire, ad esempio tramite un normale PLC.
L’unità di impilatura 1 risulta inoltre di semplice ed economica realizzazione, dal momento che sfrutta dispositivi almeno in parte già presenti sul mercato, come il dispositivo di applicazione dei ganci (senza chiusura dell’anello).
In particolare, nel caso del tutto preferito, di due gruppi di assemblaggio opposti, la lamella risulta equilibrata sotto il profilo degli sforzi applicati durante l’ancoraggio dei ganci e la chiusura degli anelli. Il metodo di applicazione combinata di ganci e di semiscalette ad una lamella consente di combinare le due operazioni in modo semplice e affidabile.
L’invenzione così concepita raggiunge pertanto gli scopi prefissi.
Ovviamente, essa potrà assumere, nella sua realizzazione pratica anche forme e configurazioni diverse da quella sopra illustrata senza che, per questo, si esca dal presente ambito di protezione.
Inoltre tutti i particolari potranno essere sostituiti da elementi tecnicamente equivalenti e le dimensioni, le forme ed i materiali impiegati potranno essere qualsiasi a seconda delle necessità .
Claims (20)
- RIVENDICAZIONI 1. Unità di impilatura di lamelle su semiscalette di sostegno per la produzione di tende veneziane, comprendente almeno un gruppo (2) per assemblare su una lamella (L) un gancio (G) e una semiscaletta (S’) con occhielli (O) sporgenti da una costola longitudinale (P), ciascun gancio (G) comprendendo una porzione di ancoraggio (G1) alla lamella (L) ed un anello aperto (G2) per impegnare un occhiello (O), detto gruppo (2) essendo posizionato lateralmente rispetto ad un asse longitudinale (X) lungo il quale scorrono le singole lamelle (L) per impegnare un bordo longitudinale (B) di una lamella (L), detto gruppo (2) a sua volta comprendendo: - una matrice (11, 12) che definisce una cavità (13) parallela all’asse longitudinale (X) per alloggiare una porzione di bordo (B) di una lamella e comprende una prima (14) ed una seconda apertura (15) di accesso alla cavità (13), tra le quali à ̈ ricavata una apertura passante (16); - un dispositivo (10,31) per applicare ganci (G) al bordo (B) di una lamella (L) in corrispondenza di detta prima apertura (14), detto dispositivo applicando un gancio (G) sul bordo (B) con la porzione di ancoraggio (G1) in presa sul bordo stesso e con l’anello (G2) posizionato all’interno della cavità (13) della matrice; caratterizzato dal fatto che il gruppo di assemblaggio (2) comprende: - un dispositivo (40) per guidare una semiscaletta (S’) lungo una direzione di posizionamento (Z) che attraversa la matrice (13) in corrispondenza dell’apertura passante (16), detto dispositivo (40) comprendendo una guida lineare (41) che trattiene al suo interno lungo detta direzione di posizionamento (P) la costola longitudinale (Z) della scaletta (S) lasciando un occhiello (O) all’esterno in corrispondenza dell’apertura passante (16) e rivolto verso l’interno della cavità (13); - un dispositivo (32) per chiudere l’anello aperto (G2) di un gancio (G), detto dispositivo di chiusura (32) essendo posizionato per operare in corrispondenza della seconda apertura (15) della matrice; e dal fatto che l’unità di impilatura (1) comprende mezzi (4, 5) per generare un movimento relativo tra la lamella (L) e la matrice (13) parallelamente alla direzione longitudinale (X) per un tratto equivalente alla distanza (D) tra la prima (14) e la seconda apertura (15, in modo tale che un anello (G2) di un gancio (G) ancorato al bordo (B) tramite il dispositivo applicatore (10, 31) in corrispondenza della prima apertura (14) si sposti lungo la cavità (13) da tale prima apertura (14) alla seconda apertura (15) attraversando l’apertura passante (16), durante tale movimento relativo lungo la cavità l’anello aperto (G2) impegnando l’occhiello (O) ivi posizionato e trascinandolo con sé fino alla seconda apertura (15), dove l’anello (G2) con impegnato l’occhiello (O) al suo interno viene chiuso tramite il dispositivo di chiusura (32).
- 2. Unità di impilatura secondo la rivendicazione 1, in cui la matrice à ̈ divisa in una porzione inferiore (11) e in una porzione superiore (12), detta cavità (13) essendo ricavata all’interfaccia tra le due porzioni (11, 12).
- 3. Unità di impilatura secondo la rivendicazione 1 o 2, in cui la prima (14) e la seconda apertura (15) sono ricavate nella porzione superiore (12).
- 4. Unità di impilatura secondo la rivendicazione 2 o 3, in cui le due porzioni (11, 12) della matrice sono movimentabili una rispetto all’altra tra una posizione accostata, in cui trattengono tra loro in morsa la porzione di bordo (B) della lamella (L) in corrispondenza della cavità (13), e almeno una posizione parzialmente separata, in cui le due porzioni (11, 12) della matrice sono allontanate una dall’altra per allargare la cavità (13) in senso trasversale così da permettere lo scorrimento relativo dell’anello (G2) di un gancio (G) ancorato al bordo (B) dalla prima apertura (14) fino alla seconda apertura (15), passando per l’apertura passante (16).
- 5. Unità di impilatura secondo la rivendicazione 4, in cui le due porzioni (11, 12) della matrice sono movimentabili una rispetto all’altra tra detta posizione accostata e una posizione completamente separata, in cui le due porzioni (11, 12) della matrice sono allontanate una dall’altra per liberare completamente dalla cavità (13) il bordo (B) della lamella ed un gancio (G) ad essa associato.
- 6. Unità di impilatura secondo una o più delle rivendicazioni precedenti, in cui detto dispositivo di applicazione ganci (10) comprende un alimentatore (20) di ganci (G) che tramite un scivolo (21) posiziona un gancio alla volta sulla matrice (13) in prossimità della prima apertura (14), con la porzione di ancoraggio (G1) rivolta verso la prima apertura (14) e con l’apertura dell’anello (G2) rivolta verso la seconda apertura (15) parallelamente alla direzione longitudinale (X).
- 7. Unità di impilatura secondo una o più delle rivendicazioni precedenti, in cui detto dispositivo applicatore (10) comprende un primo elemento spintore (31) movimentabile lungo una prima direzione di lavoro (Y1), incidente il bordo (B), tra una posizione di spinta, in cui esso impegna la cavità (13) della matrice passando attraverso la prima apertura (14) per spingere un gancio (G) posizionato in prossimità della prima apertura (14) contro il bordo (B) così da portare la porzione di ancoraggio (G1) in presa sul bordo e lasciare l’anello (G2) esterno al bordo (B) all’interno della prima apertura (14), ed una posizione di rilascio, in cui esso non impegna la cavità (13) liberando la prima apertura (14).
- 8. Unità di impilatura secondo una o più delle rivendicazioni precedenti, in cui detto dispositivo di chiusura comprende un secondo elemento spintore (32) movimentabile lungo una seconda direzione di lavoro (Y2), incidente il bordo (B) o passante in prossimità ad esso, tra una posizione di spinta, in cui esso impegna la cavità (13) della matrice passando attraverso la seconda apertura (15), ed una posizione di rilascio, in cui esso non impegna la cavità (13).
- 9. Unità di impilatura secondo le rivendicazioni 7 e 8, in cui detta prima (Y1) e detta seconda direzione di lavoro (Y2) sono tra loro parallele e complanari.
- 10. Unità di impilatura secondo la rivendicazione 9, in cui à ̈ definito un piano di scorrimento (m) della singola lamella (L), in corrispondenza del quale la lamella (L) va in appoggio con entrambi i propri bordi longitudinali (B), il piano di giacitura comune (n) tra le due direzioni di lavoro (Y1, Y2) formando un angolo (a) con il piano di scorrimento (m).
- 11. Unità di impilatura secondo la rivendicazione 9 o 10, in cui i due elementi spintori (31, 32) sono movimentati da un attuatore comune (33) tra le posizioni di spinta e di rilascio.
- 12. Unità di impilatura secondo una o più delle rivendicazioni precedenti, in cui il dispositivo di guida (40) della semiscaletta (S’) comprende mezzi per posizionare un singolo occhiello (O) della semiscaletta (S’) in corrispondenza dell’apertura passante (16) della matrice.
- 13. Unità di impilatura secondo la rivendicazione 12, in cui il dispositivo di guida (40) comprende mezzi per movimentare la scaletta (S’) nella guida lineare (41) secondo un verso di avanzamento (A) lungo la direzione di posizionamento (Z) per portare progressivamente ciascun occhiello (O) in corrispondenza dell’apertura passante (16), i mezzi di posizionamento comprendendo almeno un sensore per rilevare il passaggio di fronte ad esso di un occhiello durante un spostamento della scaletta lungo la direzione di posizionamento (Z), il sensore essendo affacciato sull’apertura passante (16) ad una predefinita distanza (H) dalla cavità (13) rispetto alla direzione di posizionamento (Z), l’occhiello (O) essendo posizionabile in corrispondenza della cavità (13) azionando i mezzi di movimentazione per movimentare la scaletta per un tratto equivalente a detta predefinita distanza (H) lungo la direzione di posizionamento (Z) nel momento in cui il sensore rileva il passaggio di un occhiello (O).
- 14. Unità di impilatura secondo la rivendicazione 13, in cui il sensore à ̈ di tipo ottico.
- 15. Unità di impilatura secondo la rivendicazione 13 o 14, in cui il dispositivo di guida (40) della scaletta (S) comprende mezzi per trattenere la scaletta (S) nella guida lineare (41).
- 16. Unità di impilatura secondo una o più delle rivendicazioni precedenti, in cui i mezzi per generare un movimento relativo tra la lamella (L) e la matrice (13) sono costituiti da mezzi (4,5) per movimentare il gruppo di assemblaggio (2) rispetto ad una struttura fissa di supporto (3) parallelamente alla direzione longitudinale (X).
- 17. Unità di impilatura secondo una o più delle rivendicazioni precedenti, comprendente almeno un caricatore (60) di lamelle e mezzi (70) per movimentare una lamella (L) da una posizione di applicazione di ganci e semiscaletta ad una posizione di deposito nel caricatore, il movimento della lamella (L) facendo avanzare per trascinamento la semiscaletta (S) ad essa associata nel dispositivo di guida (40).
- 18. Unità di impilatura secondo una o più delle rivendicazioni precedenti, comprendente due gruppi di assemblaggio (2’, 2†) disposti su posizioni opposte rispetto all’asse longitudinale (X) per impegnare entrambi i bordi longitudinali (B) di una lamella (L).
- 19. Metodo di applicazione combinata di ganci e di semiscalette ad una lamella per la produzione di tende veneziane, ciascuna semiscaletta (S’) avendo una costola longitudinale (P) da cui si estendono occhielli (O), ciascun gancio (G) comprendendo una porzione di ancoraggio (G1) alla lamella (L) ed un anello aperto (G2) per impegnare un occhiello (O), il metodo comprendendo le seguenti fasi operative: a) predisporre un’unità di impilatura (1) di lamelle (L) comprendente lateralmente rispetto ad un asse longitudinale (X) lungo il quale scorrono le singole lamelle (L) una matrice (11, 12) che definisce una cavità (13) parallela all’asse longitudinale (X) per alloggiare una porzione di bordo (B) di una lamella e comprende una prima (14) ed una seconda apertura (15) di accesso alla cavità (13), tra le quali à ̈ ricavata una apertura passante (16); b) posizionare una semiscaletta (S’) attraverso detta apertura passante (16) con un occhiello (O) disposto all’altezza di tale apertura e rivolto verso la cavità (13) della matrice; c) applicare un gancio (G) su detta porzione di bordo (B) in corrispondenza della prima apertura (14) con la porzione di ancoraggio (G1) in presa sul bordo stesso e con l’anello (G2) posizionato all’interno della cavità (13) della matrice e orientato con l’apertura rivolta in direzione della seconda apertura (15); d) determinare un movimento relativo tra la lamella (L) e la matrice (13) in modo tale che l’anello (G2) si sposti lungo la cavità (13) da tale prima apertura (14) alla seconda apertura (15) attraversando l’apertura passante (16) e impegni l’occhiello (O) ivi posizionato trascinandolo con sé fino alla seconda apertura (15); e e) chiudere l’anello (G2) con impegnato l’occhiello (O) al suo interno in corrispondenza della seconda apertura (15).
- 20. Metodo di applicazione secondo la rivendicazione 19, in cui l’unità di impilatura (1) comprende due matrici (11, 12) disposte lateralmente rispetto all’asse longitudinale (X) in posizioni opposte per alloggiare ciascuna una porzione dei due bordi opposti (B) di una lamella, le fasi operative da b) a d) essendo effettuate in corrispondenza di entrambe le matrici per i due bordi opposti.
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