ITPD20130169A1 - Dispositivo per la distribuzione di acqua in forni di cottura per la produzione di vapore all'interno delle camere di cottura di detti forni e forno includente detto dispositivo - Google Patents

Dispositivo per la distribuzione di acqua in forni di cottura per la produzione di vapore all'interno delle camere di cottura di detti forni e forno includente detto dispositivo

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ITPD20130169A1
ITPD20130169A1 IT000169A ITPD20130169A ITPD20130169A1 IT PD20130169 A1 ITPD20130169 A1 IT PD20130169A1 IT 000169 A IT000169 A IT 000169A IT PD20130169 A ITPD20130169 A IT PD20130169A IT PD20130169 A1 ITPD20130169 A1 IT PD20130169A1
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IT
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water
flow
cavity
duct
section
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Enrico Franzolin
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Unox Spa
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    • F24CDOMESTIC STOVES OR RANGES ; DETAILS OF DOMESTIC STOVES OR RANGES, OF GENERAL APPLICATION
    • F24C15/00Details
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    • F24C15/322Arrangements of ducts for hot gases, e.g. in or around baking ovens with forced circulation
    • F24C15/327Arrangements of ducts for hot gases, e.g. in or around baking ovens with forced circulation with air moisturising
    • AHUMAN NECESSITIES
    • A21BAKING; EDIBLE DOUGHS
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Description

Dispositivo per la distribuzione di acqua in forni di cottura per la produzione di vapore all’interno delle camere di cottura di detti forni e forno includente detto dispositivo
DESCRIZIONE
La presente invenzione concerne un dispositivo per la distribuzione di acqua all’interno della camera di cottura di un forno, per la produzione di vapore all’interno della camera di cottura, avente le caratteristiche enunciate nel preambolo della rivendicazione principale n. 1. L’invenzione à ̈ altresì diretta ad un forno di cottura comprendente il dispositivo anzidetto.
L’invenzione si colloca in modo particolare nello specifico ambito tecnico dei forni di cottura per alimenti in cui la produzione di vapore per la cottura à ̈ interna al forno e prevede dei sistemi atomizzatori di acqua iniettata all’interno della camera di cottura per facilitare la successiva evaporazione causata dalla temperatura del forno e/o da mezzi di riscaldamento.
Un sistema di atomizzazione noto prevede l’immissione dell’acqua direttamente in corrispondenza della zona di aspirazione del ventilatore, il quale à ̈ tipicamente previsto come ventilatore con pale radiali di tipo bidirezionale, concepito per essere azionato in entrambi i versi di rotazione, nell’esecuzione dei cicli di cottura previsti.
Il sistema anzidetto prevede di alimentare un flusso d’acqua di prefissata portata in prossimità della zona di aspirazione del ventilatore, in modo tale che tale flusso d’acqua, entrando nella zona di aspirazione, a causa dell’alta velocità dell’aria e/o del vapore aspirato dal ventilatore, si distribuisca abbastanza uniformemente sulla superficie interna delle palette le quali, girando ad alta velocità (tipicamente da 1000 a 3000 giri al minuto), riescono ad atomizzarlo.
Il riscaldamento della camera di cottura facilita la successiva evaporazione del flusso nebulizzato prodotto dall’impatto dell’acqua con la palettatura del ventilatore. Una applicazione tipica prevede, al riguardo, che siano utilizzate delle resistenze elettriche in forma di cavi scaldanti estesi in configurazioni coassiali con il ventilatore in modo da coprire la lunghezza delle pale e favorire lo scambio di calore con l’aria che trasporta il flusso nebulizzato d’acqua nella zona di mandata del ventilatore, facilitando in tal modo la generazione di vapore internamente alla camera di cottura.
In forni di cottura ove sia prevista la presenza di più ventilatori e rispettivi mezzi riscaldanti ad essi associati, tipicamente provvisti in sovrapposizione verticale l’uno all’altro, à ̈ necessario erogare in corrispondenza di ciascun ventilatore la stessa portata di acqua, per assicurare condizioni omogenee di temperatura all’interno della camera di cottura. Infatti il calore latente di evaporazione dell’acqua à ̈ molto elevato ed essendo il processo evaporativo dell’acqua nebulizzata sostanzialmente adiabatico, esso avviene provocando una riduzione sensibile della temperatura dell’aria; se c’à ̈ disomogeneità nelle portate d’acqua che vengono nebulizzate nei ventilatori si hanno flussi d’aria in uscita a diverse temperature. Una soluzione nota risponde a tale esigenza prevedendo per ciascun ventilatore un rispettivo condotto di alimentazione dell’acqua, separato e distinto dagli altri condotti, sul quale sono provvisti organi per il controllo della portata; detti organi possono comprendere orifizi calibrati ovvero valvole proporzionali di controllo della portata. Tutto ciò per garantire che ciascun ventilatore sia investito dalla stessa portata di acqua, al fine di assicurare una sostanziale uniformità nella generazione di vapore, atta a garantire condizioni di cottura uniformi per i cibi presenti nella camera di cottura. E’ facile intuire che, quanto maggiore à ̈ il numero dei ventilatori (sono usuali applicazioni anche con cinque ventilatori in forni per collettività) presenti nella camera di cottura, tanto più complesso diventa il sistema di distribuzione d’acqua da realizzare, sia per il numero di componenti ed ingombri relativi, con conseguente aggravio dei costi connessi (anche legati all’impiantistica richiesta), sia per il “layout†complessivo di impianto, posto che ciascun condotto di alimentazione, con relativi organi di controllo della portata, deve poi essere collegato ad una comune fonte esterna di alimentazione.
Il problema alla base del presente trovato à ̈ quello di mettere a disposizione un dispositivo per la distribuzione di acqua in un forno di cottura per la produzione di vapore all’interno della rispettiva camera di cottura, strutturalmente e funzionalmente concepito così da consentire il superamento dei limiti lamentati con riferimento alla tecnica nota citata. Questo problema à ̈ risolto dall’invenzione mediante un dispositivo realizzato in accordo con le rivendicazioni che seguono.
Ulteriori caratteristiche e vantaggi dell’invenzione meglio risulteranno dalla descrizione dettagliata che segue di un suo preferito esempio di attuazione illustrato, a titolo indicativo e non limitativo, con riferimento agli uniti disegni in cui:
- la figura 1 à ̈ una vista prospettica di un forno equipaggiato con un dispositivo di distribuzione d’acqua all’interno dello stesso realizzato in accordo con l’invenzione,
- la figura 2 Ã ̈ una vista prospettica di un particolare del dispositivo illustrato in figura 1,
- la figura 2A Ã ̈ una vista in sezione assiale ed in scala ingrandita del particolare di figura 2,
- le figure 3 e 4 sono viste in esploso prospettico ed in scala ingrandita del particolare di figura 2,
- la figura 5 Ã ̈ una vista schematica del dispositivo delle figure precedenti,
- la figura 6 Ã ̈ una vista schematica parziale del dispositivo delle figure precedenti in una variante realizzativa,
- la figura 7 à ̈ una vista prospettica corrispondente a quella di figura 1 di un forno secondo l’invenzione in una differente versione equipaggiata con cinque ventilatori.
Con riferimento alle figure citate, con 1 à ̈ complessivamente indicato un dispositivo distributore di acqua concepito per l’impiego all’interno di una camera di cottura 2 di un forno 3 per alimenti, quest’ultimo solo schematicamente e parzialmente rappresentato. Il dispositivo à ̈ parte di un sistema concepito per la produzione di vapore all’interno della camera di cottura, come emergerà più chiaramente nel seguito della descrizione.
Il forno 3 à ̈ del tipo comprendente mezzi di ventilazione per la ricircolazione di aria all’interno della camera di cottura. Con riferimento alla figura 1, nell’esempio descritto detti mezzi di ventilazione comprendono tre giranti radiali 4’, 4†, 4†’ (con pale 4a) di rispettivi gruppi elettro-ventilatori, disposte in sovrapposizione verticale l’una all’altra, la cui funzione à ̈ quella di indurre una circolazione forzata di aria idonea a garantire lo scambio termico per convezione richiesto dai processi di cottura. Il forno à ̈ altresì provvisto di mezzi di generazione di calore, ad esempio includenti resistenze elettriche realizzate in forma di cavi scaldanti 5 avvolti ad anello esternamente a ciascuna girante, e solo schematicamente rappresentati in figura 1.
Nel forno 3 sono inoltre previsti mezzi per generare vapore acqueo internamente alla camera di cottura 2, i quali prevedono l’alimentazione di un flusso di acqua in fase liquida all’interno della camera di cottura, ed una nebulizzazione (o atomizzazione) di tale flusso, al fine di facilitare l’evaporazione dell’acqua causata dallo scambio termico con l’aria calda del forno e/o dalle resistenze scaldanti.
Il sistema di nebulizzazione anzidetto prevede che il flusso d’acqua alimentato da una sorgente esterna sia convogliato sino alla zona di aspirazione 4b di ciascuna girante. Un siffatto sistema à ̈ del tipo descritto ad esempio nella domanda italiana per modello di utilità n. PD2010U000039 a nome della stessa Richiedente.
L’acqua, entrando nella zona di aspirazione, a causa dell’alta velocità dell’aria e/o del vapore aspirato dal ventilatore, si distribuisce abbastanza uniformemente sulla superficie interna delle pale 4a le quali, girando al alta velocità riescono ad atomizzarla. Questo flusso di micro-gocce generato dall’impatto dell’acqua sulla palettatura à ̈ assoggettato poi ad evaporazione dal calore generato all’interno della camera di cottura.
Una delle principale prerogative del dispositivo di distribuzione dell’acqua all’interno del forno à ̈ quella di garantire uniformità di alimentazione del flusso d’acqua in ciascuna delle giranti previste, al fine di assicurare condizioni omogenee di temperatura dell’aria all’interno della camera di cottura.
Di seguito viene descritto in dettaglio un dispositivo 1 di distribuzione secondo l’invenzione concepito per alimentare una serie di tre giranti radiali 4’, 4†e 4†’, restando comunque inteso che gli stessi concetti inventivi sono ugualmente applicabili anche a sistemi di ventilazione e nebulizzazione che prevedano un diverso numero di giranti. Ad esempio, in figura 7 à ̈ rappresentata una versione di forno equipaggiata con cinque giranti, comunque provvista di dispositivi di distribuzione dell’acqua secondo la presente invenzione.
In figura 1 à ̈ rappresentata una configurazione preferita delle giranti, in cui esse sono disposte in sovrapposizione verticale l’una all’altra con assi di rotazione X paralleli fra loro ed intersecanti perpendicolarmente una comune direzione verticale, riferendosi con il termine “verticale†all’orientamento rispetto ad un ideale piano “orizzontale†di appoggio a terra del forno.
Il dispositivo 1 comprende un condotto tubolare 6 di alimentazione del flusso d’acqua da nebulizzare, il quale à ̈ esteso, a partire da una sua sezione di estremità 6a (posta in una zona sommitale della camera di cottura 2), idonea al collegamento con una sorgente esterna di alimentazione, lungo un primo tratto 7a di condotto sviluppato sino alla zona di aspirazione 4b di una prima girante 4’, collocata in prossimità della zona sommitale della camera. Il primo tratto 7a à ̈ prolungato ed in comunicazione di fluido con un secondo tratto 7b di condotto, a sua volta esteso sino alla zona di aspirazione di una seconda girante 4†verticalmente sottostante alla prima girante 4’. Il secondo tratto 7b di condotto à ̈ prolungato ed in comunicazione di fluido con un terzo tratto 7c di condotto terminante con una sezione di estremità nella zona di aspirazione di una terza girante 4’†, collocata in posizione sottostante alla girante 4†.
I tratti 7a, 7b e 7c del condotto 6 sono coassiali fra loro nonché di sviluppo rettilineo lungo una direzione verticale che interseca gli assi di rotazione X delle giranti.
In accordo con l’invenzione, tra il primo ed il secondo tratto 7a, 7b di condotto à ̈ provvisto un primo dispositivo deviatore di flusso, complessivamente indicato con 10, così come tra il secondo ed il terzo tratto di condotto 7b, 7c à ̈ provvisto un secondo dispositivo deviatore di flusso. Alla luce della sostanziale identità strutturale, solo il primo dispositivo deviatore 10 verrà descritto in dettaglio di seguito, con riserva di evidenziare, ove opportuno eventuali diversità funzionali.
In via principale, il deviatore 10 ha la funzione di dividere la portata d’acqua alimentata a monte del deviatore (rispetto alla direzione del flusso alimentato per gravità lungo la direzione verticale), in almeno due distinte portate in uscita dal deviatore , di prefissato valore, ed in cui una di tali portate à ̈ convogliata dal deviatore alla zona di aspirazione della prima girante 4’, mentre la seconda portata in uscita dal deviatore à ̈ convogliata lungo il secondo tratto 7b di condotto in direzione della sottostante girante 4†, sino ad interessare il secondo deviatore . Attraverso il secondo deviatore viene operata una ulteriore divisione della portata in ingresso in due distinte portate dirette alla seconda e alla terza girante 4†, 4†’.
In maggior dettaglio, il deviatore 10 comprende una prima cavità 11 ed una seconda cavità inferiore 12, la quale à ̈ associata in cascata verticale alla cavità 11, per permettere il passaggio di fluido per gravità dalla cavità 11 alla cavità 12 sottostante. Ciascuna cavità 11, 12 à ̈ definita in un rispettivo corpo 11a, 12a del deviatore , fra loro separati e distinti nonché vincolabili reciprocamente (figure 2 e 3).
Nella prima cavità 11 à ̈ prevista una imboccatura 13 per il collegamento con l’estremità del primo tratto 7a di condotto 6, detta imboccatura essendo contrapposta ad una superficie di fondo 14 della cavità 11, nella quale sono previste tre aperture passanti 15a, 15b e 15c, realizzate convenientemente in forma di fori a sezione circolare, fra loro contigui. Preferibilmente tutte e tre le aperture sono realizzate con una uguale e prefissata ampiezza della sezione circolare.
Le aperture 15a e 15c sono in comunicazione diretta con la sottostante cavità 12 al cui fondo à ̈ prevista una sezione di scarico 16, in forma di foro circolare passante destinato a porre in comunicazione di fluido la cavità 12 con il secondo tratto 7b di condotto. In altri termini, la porzione di portata alimentata nella cavità 11 e passante per caduta attraverso le aperture 15a, 15c, viene convogliata nel secondo tratto 7b di condotto 6.
L’apertura 15b à ̈ invece in comunicazione con un tratto di scarico 17, realizzato in forma di canale, separato dalla cavità 12, atto a scaricare dal deviatore 10 la porzione di portata alimentata nella cavità 11 e passante per caduta attraverso la sola apertura 15b, in corrispondenza della zona di aspirazione della girante 4’.
Realizzando le sezioni dei fori 15a-15c di uguale ampiezza e posizionandole in zone in cui gli arriva la stessa portata d’acqua, ne deriva che assumendo come Q la portata di flusso alimentata attraverso il primo tratto 7a di condotto, in ingresso nel deviatore, 1/3 della portata Q viene convogliato nella zona di aspirazione della girante superiore 4’ mentre 2/3 della portata Q vengono convogliati lungo il secondo tratto 7b di condotto per alimentare il secondo deviatore 10 posto inferiormente.
In questo secondo deviatore di flusso 10, strutturalmente identico al deviatore posto superiormente sul condotto 6, à ̈ previsto che una delle aperture 15a, 15c venga tappata con un idoneo elemento di chiusura 18, così che la portata entrante nel deviatore, pari a 2/3 Q venga divisa in due portate di uguale valore (1/3 Q), una diretta alla zona di aspirazione della seconda girante 4†e l’altra diretta lungo il terzo tratto 7c di condotto in direzione della zona di aspirazione della terza girante 4†’ (in uscita dal tratto 7c di condotto). In tale modo, il dispositivo secondo l’invenzione assicura che su ciascuna delle tre giranti venga alimentata una stessa portata del flusso d’acqua, specificamente pari ad 1/3 della portata Q alimentata all’interno della camera di cottura. Il valore della portata Q può inoltre essere regolato o calibrato attraverso idoneo organi, quali un orifizio calibrato ovvero una valvola proporzionale di controllo della portata (non rappresentati), posti lungo la linea di alimentazione d’acqua, a monte del condotto 6.
In alternativa alla intercettazione (tramite tappatura con elemento 18) di una delle aperture 15a, 15c nel secondo deviatore inferiore 10, à ̈ previsto che quest’ultimo possa essere realizzato con una sola coppia di aperture nel fondo 14 della cavità 11, una (15a) in comunicazione diretta con la cavità 12 sottostante, l’altra (15b) in comunicazione con il tratto di scarico 17. In accordo con tale struttura, e realizzando i fori 15a, 15b con sezioni di uguale ampiezza, la portata alimentata all’ingresso del deviatore viene divisa in due distinte portate in uscita di uguale valore (pari alla metà della portata entrante). In figura 6 à ̈ rappresentata in modo schematico questa variante di forma realizzativa del dispositivo deviatore 10.
Da notare che tramite la combinazione di dispositivi deviatori 10 del tipo descritto, ovvero aventi due o tre aperture passanti nel fondo della cavità superiore, e realizzando le sezioni di passaggio di tali aperture di ampiezza opportuna, à ̈ possibile concepire un sistema di distribuzione dell’acqua, che in funzione del numero di giranti di ventilatore previste nel forno, assicuri una uniforme distribuzione del flusso d’acqua in ciascuna di tali giranti, così da garantire omogeneità delle condizioni di produzione del vapore all’interno della camera di cottura del forno.
Ritornando alla struttura del dispositivo deviatore 10, con particolare riferimento alle figure 3 e 4, à ̈ previsto che ciascuna cavità 11, 12 sia formata nel rispettivo corpo contenitore 11a, 12a, i quali sono realizzati separati fra loro e reciprocamente associabili mediante impegno di un bordo perimetrale 11b sporgente esternamente dal fondo del corpo 11a, in una corrispondente sede 12b ricavata perimetralmente lungo il profilo sommitale del corpo 12.
Una tale conformazione - bordo-sede in reciproco impegno - si estende anche al contorno della apertura 15b e alla corrispondente porzione del tratto di scarico 17, come chiaramente illustrato nelle figure 3 e 4.
Con 19 à ̈ inoltre indicato un setto eretto dal fondo della cavità 12 atto a chiudere l’estremità del tratto di scarico 17 in corrispondenza dell’apertura 15b, in modo da mantenere separati il flusso passante attraverso l’apertura 15b dal flusso entrante nella cavità 12 attraverso le aperture 15a,15c.
Per garantire inoltre il bloccaggio relativo fra i corpi 11a, 12a à ̈ previsto che una appendice a perno 20 del contenitore 12a, sporgente nella cavità 12, sia inseribile con incastro a pressione in una corrispondente cavità cilindrica 21 di un collare 22 eretto esternamente dal fondo 14 del corpo contenitore 11a. Più in particolare, l’appendice a perno 20 à ̈ trattenuta nel corpo 12a tramite tre ponticelli radiali 23 estesi in corrispondenza dell’apertura 16, come chiaramente illustrato in figura 4. In figura 2A à ̈ illustrata la condizione di inserimento a pressione del perno nella cavità cilindrica per il conseguente bloccaggio relativo fra i corpi 11a, 12a.
Il trovato risolve così il problema proposto superando i limiti delle soluzioni note e conseguendo numerosi vantaggi rispetto alla tecnica anteriore nota. Un principale vantaggio risiede nel fatto che tramite il dispositivo di distribuzione d’acqua secondo l’invenzione viene semplificata in maniera significativa la realizzazione della linea di distribuzione e divisione del flusso d’acqua, sia per numero di componenti ed ingombro dei medesimi sia per l’attività di impiantistica richiesti. Basti pensare che unicamente tramite spezzoni di condotto rettilinei ed un numero appropriato di deviatori di flusso in accordo con il trovato à ̈ possibile allestire, in modo semplice e rapido, qualsiasi sistema di distribuzione d’acqua richiesto in funzione del numero di ventilatori presenti nel forno di cottura. Tale sistema risulta inoltre con un layout estremamente semplice in cui la distribuzione d’acqua avviene lungo una unica linea verticale di alimentazione. Grazie alla unica linea di alimentazione presente (collegata alla sorgente esterna di alimentazione) à ̈ inoltre richiesto un numero più limitato di organi di regolazione della portata alimentata a monte del distributore, potendosi limitare alla previsione di un solo foro/orifizio calibratore ovvero di un solo organo valvolare proporzionale di controllo della portata.
Un altro vantaggio risiede nel fatto che i tratti di condotto nonché i dispositivi deviatori composti dai due corpi contenitori sono facilmente smontabili (perché semplicemente incastrati l’uno sull’altro) e quindi agevolmente pulibili. Questa prerogativa risulta importante perché tali componenti possono essere soggetti a sporcamento durante le cotture.

Claims (10)

  1. RIVENDICAZIONI 1.Dispositivo per la distribuzione di acqua all’interno della camera di cottura di un forno, per la produzione di vapore all’interno della camera di cottura, il forno essendo del tipo comprendente almeno una prima ed una seconda girante di rispettivi gruppi elettroventilatori disposte verticalmente una sopra l’altra, mezzi riscaldanti per la generazione di calore all’interno della camera di cottura ed almeno una linea di alimentazione di acqua in corrispondenza della zona di aspirazione di ciascuna corrispondente girante di ventilatore, per una conseguente nebulizzazione del flusso d’acqua aspirato dalla girante, per effetto dell’impatto dell’acqua con la palettatura di detta girante, nonché per la successiva evaporazione dell’acqua nebulizzata, grazie al regime termico creato dai mezzi riscaldanti nella camera di cottura, caratterizzato dal fatto di comprendere: - un condotto di alimentazione dell’acqua da nebulizzare esteso, a partire da una sua prima sezione di estremità per il collegamento con una sorgente esterna di alimentazione, lungo un primo tratto di condotto sviluppato sino alla zona di aspirazione della prima girante, detto primo tratto essendo prolungato ed in comunicazione di fluido con un secondo tratto di condotto esteso sino alla zona di aspirazione della seconda girante, e dal fatto di comprendere - almeno un dispositivo deviatore di flusso provvisto tra detto primo e secondo tratto di condotto, atto a dividere la portata d’acqua convogliata, lungo il primo tratto di condotto, in ingresso nel deviatore , in almeno una prima ed una seconda portata di uscita dal deviatore , dette portate in uscita essendo di prefissato valore, detta prima portata in uscita dal deviatore essendo convogliata nella zona di aspirazione della prima girante, la seconda portata in uscita essendo convogliata lungo il secondo tratto di condotto in direzione della zona di aspirazione della seconda girante, così che ciascuna di dette giranti sia investita da una portata di acqua di prefissato valore.
  2. 2. Dispositivo secondo la rivendicazione 1, in cui detto almeno un dispositivo deviatore à ̈ provvisto di almeno una coppia di aperture, attraverso una delle quali à ̈ convogliata parte dell’acqua verso la zona di aspirazione della prima girante, attraverso l’altra di dette aperture essendo convogliata l’acqua verso il secondo tratto di condotto, dette aperture essendo posizionate e conformate in modo da dividere il flusso d’acqua entrante nel dispositivo deviatore nei due flussi uscenti con un rapporto prefissato.
  3. 3. Dispositivo secondo la rivendicazione 2, in cui detto dispositivo deviatore à ̈ realizzato in due parti, una prima parte incastrata nel primo tratto di condotto, la quale convoglia la portata di acqua nella seconda parte, detta seconda parte essendo provvista di aperture posizionate e conformate in modo tale da dividere il flusso entrante in due flussi uscenti con un rapporto prefissato, detta seconda parte essendo posizionata in corrispondenza della zona di aspirazione della prima girante nonché collegata ad incastro con il secondo tratto di condotto.
  4. 4. Dispositivo secondo la rivendicazione 1, in cui detto dispositivo deviatore comprende una prima ed una seconda cavità, la seconda cavità essendo associata in cascata verticale sottostante alla prima cavità, per permettere il passaggio di fluido per gravità dalla prima alla seconda cavità, la prima cavità recando una imboccatura per il collegamento con il primo tratto di condotto, contrapposta ad una superficie di fondo di detta prima cavità provvista di almeno una prima ed una seconda apertura passante, detta prima apertura essendo in comunicazione con la sottostante seconda cavità, detta seconda cavità recando nel suo rispettivo fondo una sezione di scarico per il collegamento con il secondo tratto di condotto, detta seconda apertura passante essendo in comunicazione con un tratto di scarico, distinto e separato dalla seconda cavità, detto tratto di scarico essendo atto a scaricare dal deviatore la quota di portata di acqua alimentata nella prima cavità e passante per caduta attraverso la seconda apertura, in corrispondenza della zona di aspirazione della prima girante.
  5. 5. Dispositivo secondo la rivendicazione 4, in cui dette prima e seconda apertura sono conformate come fori passanti a sezione circolare di uguale ampiezza.
  6. 6. Dispositivo secondo la rivendicazione 4 o 5, in cui il primo ed il secondo tratto di condotto presentano sviluppo longitudinale rettilineo e sono estesi in prolungamento l’uno dell’altro in direzione verticale, così che il flusso d’acqua in ingresso nel deviatore attraversi per gravità le cavità del deviatore .
  7. 7. Dispositivo secondo una delle rivendicazioni da 4 a 6, in cui la prima cavità comprende ulteriormente una terza apertura passante attraverso la superficie di fondo ed in comunicazione con la seconda cavità sottostante, così che il flusso d’acqua che, dalla prima cavità attraversa per caduta la prima e la terza apertura, sia convogliato nella seconda cavità e da questa nel secondo tratto di condotto, detto flusso essendo destinato ad essere ulteriormente separato in cascata, per alimentare la zona di aspirazione di giranti di ventilatori sottostanti.
  8. 8. Dispositivo secondo la rivendicazione 7, in cui dette prima, seconda e terza apertura passante sono conformate come fori passanti a sezione circolare di uguale ampiezza.
  9. 9. Dispositivo secondo una delle rivendicazioni da 4 a 8, in cui detta prima e seconda cavità sono definite in rispettivi corpi contenitori realizzati separati fra loro e reciprocamente accoppiabili mediante impegno di un bordo perimetrale sporgente oltre il fondo del primo corpo contenitore, in una corrispondente sede ricavata alla sommità del secondo corpo contenitore.
  10. 10. Forno di cottura , particolarmente per alimenti comprendente una camera di cottura, mezzi di ventilazione includenti almeno una coppia di giranti con relativi gruppi elettro-ventilatori, almeno una linea di alimentazione di acqua per introdurre nella camera un flusso d’acqua da nebulizzare, mediante l’aspirazione di detto flusso attraverso le giranti dei ventilatori e per far evaporare detto flusso nebulizzatore con mezzi riscaldanti, ed almeno un dispositivo di distribuzione dell’acqua all’interno della camera di cottura in corrispondenza delle zone di aspirazione di dette giranti, realizzato in accordo con una o più delle rivendicazioni precedenti.
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