ITPD20130184A1 - Impianto dentale endosseo - Google Patents
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Description
TITOLO
IMPANTO DENTALE ENDOSSEO
DESCRIZIONE
Il presente brevetto è attinente agli impianti dentali ed in particolare concerne un nuovo impianto dentale endosseo di lunghezza ridotta con connessione interna.
Sono note varie tipologie di protesi dentarie.
La funzione principale di ogni protesi dentaria è quella di sostituire parzialmente o totalmente la dentatura originaria del paziente, persa o compromessa a seguito di traumi, processi biologici degenerativi o altre cause.
Le protesi dentarie sono impiegate pertanto per sopperire ad eventuali carenze nella dentatura del paziente, sia per motivi funzionali che per motivi estetici.
La mancanza di uno o più denti, infatti, oltre che compromettere la capacità di masticare e rappresentare ovviamente un disagio per il paziente, provoca anche altre gravi conseguenze.
Ad esempio, se il dente manca completamente, cioè è assente non solo la corona ma anche la radice del dente, l’osso mascellare o mandibolare che accoglieva detta radice tende ad essere progressivamente riassorbito, cioè a ridursi con conseguente ritiro anche della gengiva.
Il ritiro della gengiva e dell’osso rappresenta un danno estetico piuttosto evidente, che porta a modificare anche il profilo del viso, poiché le labbra perdono il proprio sostegno interno e tendono a rientrare, conferendo al viso un aspetto senile.
Sono noti vari tipi di protesi fisse, cioè non rimovibili dal paziente. Sono ad esempio note le protesi definite corone, elementi dentali ancorati alla radice residua del dente e realizzati ad esempio in materiale ceramico, imitanti forma e dimensioni dei denti perduti.
Sono note le protesi comunemente definite ponti, ancorate ai denti adiacenti, che vengono adeguatamente limati.
Sono anche note le protesi endossee che comprendono, oltre alla parte visibile imitante la corona del dente perduto, anche un elemento endosseo, detto impianto endosseo, atto ad essere inserito e fissato all’osso mascellare o alla mandibola.
Ciascun impianto endosseo è costituito da un elemento cilindrico, conico o misto cilindrico-conico, avente una filettatura esterna per il suo ancoraggio nell'osso a cui viene fissato superiormente un elemento di collegamento, nella maggior parte dei sistemi, mediante una vite di fissaggio. Su detto elemento di collegamento viene poi applicata e fissata la corona visibile della protesi dentaria.
La superficie degli impianti endossei di contatto con l'osso è microporosa e/o microrugosa così da favorire la crescita e la cementazione dell'osso sulla superficie dell'impianto trattenendolo con migliore efficacia, comunemente nota come osseointegrazione.
L'elemento di collegamento è costituito da un elemento cilindrico atto ad alloggiare in parte in detto impianto endosseo ed in parte sporgere da detto impianto endosseo. Nei sistemi implantari che prevedono una vite di serraggio, detto elemento di collegamento presenta un foro centrale per il passaggio di detta vite di fissaggio stessa.
La vite di fissaggio è atta ad attraversare detto elemento di collegamento, avvitarsi sul filetto interno dell'impianto endosseo e trattenere, con la sua testa detto elemento di collegamento su detto impianto endosseo.
La corona, parte funzionale e visibile della protesi dentale, viene fissata sulla parte sporgente dalla gengiva di detto elemento di collegamento.
Per assicurare una migliore stabilità e centraggio dell'elemento di collegamento sull'impianto endosseo sono realizzate ed ottenute su detto elemento di collegamento e su detto elemento endosseo parti complementari di un accoppiamento obbligato. Tale accoppiamento obbligato, successivamente chiamato semplicemente accoppiamento, comprende una parte maschio ed una parte femmina a sezione poligonale, solitamente esagonale.
Nel caso la parte di accoppiamento maschio sia presente sull'impianto endosseo e la parte femmina sia sull'elemento di collegamento l'accoppiamento viene detto esterno, mentre nel caso la parte di accoppiamento femmina sia presente sull'impianto endosseo e la parte maschio sia sull'elemento di collegamento l'accoppiamento viene detto interno.
Dette protesi dentali con componente endossea sono preferite poiché imitano alla perfezione la funzionalità e l’aspetto del dente naturale, con maggiore efficienza rispetto alle protesi di altro tipo che rischiano di staccarsi se sottoposte a carico eccessivo e risultano spesso estremamente antiestetiche.
Dette protesi endossee non solo sostituiscono la parte esterna visibile del dente, ma possono svolgere anche la funzione di radice, arrestando il fenomeno di riduzione e riassorbimento dell’osso.
Gli impianti endossei presentano una parte, opposta alla punta, che rimane esterna all'osso e detta parte iuxtaossea o extraossea, così da avere la superficie di appoggio dell'elemento di collegamento, detta piattaforma, sopraelevata rispetto alla superficie dell'osso in cui è applicato l'impianto. Tale parte extraossea presenta la superficie liscia così da favorire l'adesione dei tessuti molli della gengiva e ridurre l'adesione batterica.
La linea di giunzione e collegamento fra la parte di contatto dell'elemento di collegamento e la piattaforma dell'impianto endosseo costituisce punto di accumulo di germi veicolati dalla saliva che provocano la riduzione ossea sul bordo fra osso ed impianto.
Da studi specifici è risultato che l'utilizzo di elementi di collegamento aventi la parte di contatto con la piattaforma dell'impianto di larghezza minore di detta piattaforma dell'impianto stesso diminuisce drasticamente detto fenomeno di riduzione ossea.
Tale differenza di diametro fra la parte di contatto dell'elemento di collegamento e la piattaforma dell'impianto è detta platform shifting.
Gli impianti endossei noti presentano un accoppiamento interno, il quale permette anche di ridurre l'altezza delle parti che costituiscono l'elemento di collegamento e la corona dentale visibile.
Gli impianti endossei hanno normalmente altezza compresa fra gli 8 ed i 15 millimetri, adeguata a sopportare nel tempo il carico protesico.
La parte femmina dell'accoppiamento interno, presente nell'impianto endosseo, ha normalmente una profondità compresa fra circa 1 e circa 6 millimetri.
In alcuni casi l'altezza dell'osso è troppo ridotta per poter utilizzare impianti endossei normali, di conseguenza occorre utilizzare impianti endossei di altezza ridotta, indicativamente nell'ordine di 5-6 millimetri.
L'accoppiamento di detti impianti endossei di altezza ridotta con l'elemento di collegamento può essere esterno ed interno.
In alcuni impianti viene adottato un accoppiamento esterno così da assicurare adeguata lunghezza del foro filettato dell'impianto endosseo per la vite di fissaggio. In alternativa viene ridotta la lunghezza della vite di fissaggio.
Negli impianti ad altezza ridotta in cui vene adottato l'accoppiamento interno, l'altezza di detta parte femmina dell'accoppiamento interno è a sua volta molto ridotta ed è ridotta anche l'altezza della porzione filettata femmina di accoppiamento con la vite di fissaggio. Tali altezze ridotte non ottengono un adeguato accoppiamento fra impianto ed elemento di collegamento.
Gli impianti endossei ad altezza ridotta sono privi della parte sporgente oltre la superficie dell'osso, ovvero la linea o superficie di contatto fra l'impianto endosseo e l'elemento di collegamento risulta sostanzialmente a livello della superficie ossea. Ciò comporta l'alta probabilità di riassorbimento del bordo dell'osso circostante l'impianto endosseo.
Per ovviare a tutti i suddetti inconvenienti si è studiato e realizzato un nuovo tipo di impianto endosseo di lunghezza ridotta, con platform shifting conico e connessione interna.
Uno scopo del nuovo impianto endosseo di lunghezza ridotta è assicurare la stabilità dell'elemento di collegamento e della corona della protesi in situazioni in cui l'altezza dell'osso non consente l'applicazione di impianti endossei di lunghezza normale.
Un altro scopo del nuovo impianto endosseo di lunghezza ridotta è avere la piattaforma di appoggio dell'elemento di collegamento sopraelevata e di diametro minore della sede nell'osso dell'impianto endosseo stesso.
Un altro scopo del nuovo impianto endosseo di lunghezza ridotta è avere un collegamento interno di adeguata lunghezza.
Questi ed altri scopi, diretti e complementari, sono raggiunti dal nuovo impianto endosseo di lunghezza ridotta, avente piattaforma di appoggio dell'elemento di collegamento atta a rimanere sopraelevata rispetto alla superficie dell'osso.
Il nuovo impianto endosseo presenta un corpo sostanzialmente cilindrico, avente la superficie esterna filettata, una porzione troncoconica opposta alla estremità di inserimento, un foro coassiale da detta porzione troncoconica verso detta estremità di inserimento.
Il tratto del corpo del nuovo impianto endosseo corrispondente all'estremità d'inserimento è preferibilmente troncoconico, così da facilitare l'inserimento e guidare il nuovo impianto endosseo nel suo posizionamento all'interno del foro precedentemente praticato nell'osso.
La filettatura esterna del corpo del nuovo impianto endosseo permette l'inserimento ed il bloccaggio del nuovo impianto endosseo nel foro precedentemente praticato nell'osso e sede dell'impianto stesso.
All'estremità del corpo del nuovo impianto, opposta all'estremità di inserimento, è presente una porzione troncoconica, successivamente chiamata porzione troncoconica extraossea, avente la parte a diametro maggiore rivolto verso l'estremità di inserimento del nuovo impianto e la parte a diametro minore in direzione opposta all'estremità di inserimento del nuovo impianto stesso.
La superficie circolare a diametro minore di detta porzione troncoconica extraossea costituisce la piattaforma di appoggio e contatto dell'elemento di collegamento dell'intera protesi endossea.
Detta porzione troncoconica extraossea è priva di alcuna filettatura esterna ed ha la superficie esterna liscia.
La porzione filettata del nuovo impianto, corrispondente al corpo genericamente cilindrico ed alla sua estremità di inserimento troncoconica, costituisce la parte intraossea del nuovo impianto atta ad essere completamente alloggiata nel foro dell'osso sede dell'impianto.
La superficie di detta parte intraossea del nuovo impianto presenta la superficie microcorrugata e/o microporosa così da migliorare l'integrazione con l'osso del paziente.
La porzione troncoconica extraossea del nuovo impianto, opposta alla estremità di inserimento dell'impianto stesso, è atta a rimanere esterna all'osso del paziente e presenta la sua superficie esterna sostanzialmente liscia così da favorire l'adesione dei tessuti molli della gengiva.
Il nuovo impianto endosseo presenta un foro coassiale per l'alloggiamento dell'elemento di collegamento e per la vite di fissaggio di detto elemento di collegamento.
Tale foro coassiale è esteso dall'estremità a diametro minore della porzione troncoconica extraossea fino all'interno del corpo del nuovo impianto endosseo.
In particolare detto foro coassiale comprende due porzioni, di cui una prima porzione adiacente all'imboccatura del foro coassiale ed una seconda porzione compresa fra detta prima porzione ed il fondo interno cieco del foro coassiale.
La prima porzione di detto foro coassiale prossima all'apertura è corrispondente genericamente alla porzione troncoconica.
In particolare detta prima porzione del foro coassiale presenta una sede poligonale atta a costituire la parte femmina di una connessione interna con l'elemento di collegamento.
La seconda porzione di detto foro coassiale è compresa fra detta sede poligonale di detta prima porzione e l'estremità cieca del foro coassiale stesso prossima all'estremità di inserimento del nuovo impianto.
In particolare detta seconda porzione del foro coassiale è filettata per l'avvitamento ed il serraggio della vite di fissaggio.
E' possibile prevedere sezioni, porzioni, appendici comprese fra detta porzione prossimale e detta porzione interna di detto foro coassiale atte a costituire una spalla di battuta e/o un indicatore o segnalatore di finecorsa. In particolare detta sezione prossimale presenta una sezione esagonale ed ha lunghezza sostanzialmente uguale alla lunghezza della parte femmina di una connessione interna di un impianto endosseo noto di lunghezza normale. Il nuovo impianto endosseo così costituito è atto ad essere accoppiato ed unito con un elemento di collegamento avente la superficie di appoggio di diametro identico alla piattaforma di collegamento del nuovo impianto endosseo.
E' previsto, inoltre, che la superficie dell'elemento di collegamento prossima alla sua superficie di appoggio con l'impianto osseo abbia la medesima inclinazione della porzione troncoconica extraossea dell'impianto endosseo., ovvero vi sia continuità fra parete laterale della porzione troncoconica extraossea dell'impianto e la parete laterale dell'elemento di collegamento accoppiato con l'impianto.
E' previsto che l’elemento di collegamento per la struttura protesica risulti a contatto esclusivamente con la superficie circolare della piattaforma di collegamento e con la porzione interna al corpo dell'impianto, ovvero la connessione interna.
E' possibile prevedere che fra detta prima porzione poligonale e detta seconda porzione filettata di detto foro coassiale siano presenti sezioni, porzioni, appendici, comprese atte a costituire una spalla di battuta e/o un indicatore o segnalatore di finecorsa per l'elemento di collegamento.
L'altezza del corpo del nuovo impianto endosseo, compresa fra l'estremità d'inserimento e il diametro maggiore della porzione troncoconica extraossea, è indicativamente da 4 a 7 millimetri, ovvero ridotta e minore degli impianti endossei tradizionali, preferibilmente 5 millimetri.
L'altezza della porzione troncoconica extraossea, compresa fra la piattaforma d'appoggio per l'elemento di collegamento e la parte a diametro maggiore di detta porzione troncoconica extraossea è indicativamente da 1,5 a 2,3 millimetri, preferibilmente 1,9 millimetri.
L'altezza complessiva del foro centrale è preferibilmente di 6,6 millimetri. Il nuovo impianto endosseo, costituito come sopra descritto, presenta una parte endossea, ovvero il corpo, di lunghezza sufficiente per l'inserimento e l'ancoraggio nell'osso, nonché presenta un'altezza complessiva, composta da corpo intraosseo e porzione troncoconica extraossea, sufficiente per ottenere un foro centrale adeguato composto da una prima porzione a sede poligonale di un accoppiamento interno sufficientemente profondo ed una porzione seconda porzione filettata sufficiente per un adeguato serraggio della vite di fissaggio dell'elemento di collegamento.
Il rapporto fra il diametro maggiore della porzione troncoconica extraossea ed il diametro minore di detta porzione troncoconica extraossea sono tali per cui la parete laterale inclinata di detta porzione troncoconica extraossea presenta un angolo compreso fa 16 e 44 gradi rispetto all'asse centrale.
Indicativamente il diametro maggiore della porzione troncoconica extraossea è compreso fra 5 e 7 millimetri, mentre il diametro minore di detta porzione troncoconica extraossea è compreso fra 3,3 e 4 millimetri. Nelle tavole allegate viene presentata, a titolo esemplificativo e non limitativo, una pratica realizzazione del trovato.
In figura 1 è illustrata una vista laterale del nuovo impianto, mentre in figura 2 ne è rappresentata una sezione verticale.
Il nuovo impianto endosseo presenta un corpo (1) sostanzialmente cilindro, avente la superficie esterna filettata (2), una porzione troncoconica extraossea (3) opposta alla estremità di inserimento (4), un foro coassiale (5) comprende una prima porzione (5.1), adiacente all'imboccatura del foro coassiale (5), ed una seconda porzione (5.2), compresa fra detta porzione prossimale ed il fondo interno cieco del foro coassiale.
La lunghezza del corpo (1) del nuovo impianto endosseo, compresa fra l'estremità d'inserimento (4) e la piattaforma di collegamento (3.1) della porzione troncoconica (3), è ridotta e può variare da 5 mm a 7mm.
Il tratto (1.1) del corpo (1) del nuovo impianto endosseo prossimo all'estremità d'inserimento (4) è troncoconico.
All'estremità del corpo (1) del nuovo impianto, opposta all'estremità di inserimento (4), è presente la porzione troncoconica extraossea (3), avente la parte a diametro maggiore rivolta verso l'estremità di inserimento (4) del nuovo impianto e la parte a diametro minore in direzione opposta all'estremità di inserimento (4).
La superficie circolare (3.1) a diametro minore di detta porzione troncoconica extraossea (3) costituisce la piattaforma di appoggio (3.1) e contatto dell'elemento di collegamento dell'impianto dentale finito.
La superficie esterna, troncoconica, di detta porzione troncoconica extraossea (3) è liscia e priva di alcuna filettatura.
La porzione filettata (2) del nuovo impianto è atta ad essere completamente alloggiata nel foro di sede dell'impianto, cioè intraossea, e presenta la superficie microcorrugata e/o microporosa così da migliorare l'integrazione con l'osso del paziente.
Il nuovo impianto endosseo presenta un foro coassiale (5) per l'alloggiamento dell'elemento di collegamento e per la vite di fissaggio di detto elemento di collegamento.
Tale foro coassiale (5) è esteso dalla piattaforma di appoggio (3.1) della porzione troncoconica extraossea (3) fino all'interno del corpo (1) del nuovo impianto endosseo.
In particolare detto foro coassiale (5) comprende due porzioni, di cui una prima porzione (5.1) adiacente all'imboccatura del foro coassiale (5) ed una seconda porzione (5.2) compresa fra detta prima porzione (5.1) ed il fondo interno cieco del foro coassiale (5).
La prima porzione (5.1) di detto foro coassiale (5) prossima all'apertura è corrispondente genericamente alla porzione troncoconica (3).
In particolare detta prima porzione (5.1) del foro coassiale (5) ha larghezza interna maggiore della larghezza di detta seconda porzione (5.2) e presenta una sede poligonale atta a costituire la parte femmina di una connessione interna con l'elemento di collegamento.
La seconda porzione (5.2) di detto foro coassiale (5) è compresa fra detta sede poligonale di detta prima porzione (5.1) e l'estremità cieca del foro coassiale (5) stesso prossima all'estremità di inserimento (4) del nuovo impianto.
In particolare detta seconda porzione (5.2) del foro coassiale (5) è filettata per l'avvitamento ed il serraggio della vite di fissaggio.
E' possibile prevedere che fra detta porzione poligonale prossimale (5.1) e detta porzione filettata interna (5.2) di detto foro coassiale (5) siano presenti sezioni (5.3), porzioni, appendici, comprese atte a costituire una spalla di battuta e/o un indicatore o segnalatore di finecorsa per l'elemento di collegamento.
Nelle figure 3a, 3b, 3c, 3d, 3e, 3f sono illustrati alcuni esempi di realizzazione del nuovo impianto.
Queste sono le modalità schematiche sufficienti alla persona esperta per realizzare il trovato, di conseguenza, in concreta applicazione potranno esservi delle varianti senza pregiudizio alla sostanza del concetto innovativo.
Pertanto con riferimento alla descrizione che precede e alla tavola acclusa si esprimono le seguenti rivendicazioni.
Claims (9)
- RIVENDICAZIONI 1. Impianto dentale endosseo comprendente un corpo (1) filettato (2), avente lunghezza pari o inferiore a 7 millimetri atto all'applicazione in osso alveolare ad altezza ridotta, avente foro coassiale (5) almeno in parte filettato (5.2), caratterizzato dal fatto di avere: - una porzione troncoconica (3) opposta alla sua estremità di inserimento (4), essendo detta porzione troncoconica (3) atta a rimanere esterna all'osso di impianto e dotata di piattaforma superiore di collegamento (3.1) piana; - una prima parte (5.1) di detto foro coassiale (5), opposta all'estremità di inserimento (4), avente sezione poligonale a costituire la parte femmina di una connessione interna.
- 2. Impianto dentale endosseo, come da rivendicazione 1, caratterizzato dal fatto che detta porzione troncoconica (3) ha la superficie esterna liscia.
- 3. Impianto dentale endosseo, come da rivendicazioni precedenti, caratterizzato dal fatto che l'inclinazione della parete laterale della porzione troncoconica extraossea rispetto all'asse centrale è compresa fa 16 e 44 gradi.
- 4. Impianto endosseo, come da rivendicazioni precedenti, caratterizzato dal fatto che la parte (1.1) del corpo filettato (1) prossima all'estremità d'inserimento (4) è troncoconica.
- 5. Impianto dentale endosseo, come da rivendicazioni precedenti, caratterizzato dal fatto di comprendere sezioni (5.3), porzioni, appendici, comprese fra detta prima porzione poligonale (5.1) e la rimanente seconda porzione filettata (5.2) di detto foro coassiale (5), atte a costituire una spalla di battuta e/o un indicatore o segnalatore di finecorsa.
- 6. Impianto dentale endosseo, come da rivendicazioni precedenti, caratterizzato dal fatto di avere il diametro del corpo (1) compreso fra i 4 ed i 7 millimetri.
- 7. Impianto dentale endosseo, come da rivendicazioni precedenti, caratterizzato dal fatto di avere il diametro maggiore della porzione troncoconica extraossea (3), opposta alla estremità di inserimento (4), compreso fra i 4 ed i 7 millimetri e di avere il diametro minore (3.1) di detta porzione troncoconica extraossea (3), opposta alla estremità di inserimento (4), compreso fra i 3 ed i 5 millimetri.
- 8. Impianto dentale endosseo, come da rivendicazioni precedenti, caratterizzato dal fatto che l'altezza della porzione troncoconica extraossea (3), compresa fra la piattaforma d'appoggio per l'elemento di collegamento e la parte a diametro maggiore di detta porzione troncoconica extraossea (3) è indicativamente da 1,5 a 2,3 millimetri, preferibilmente 1,9 millimetri.
- 9. Impianto dentale endosseo, come da rivendicazioni precedenti, caratterizzato dal fatto di essere atto all'unione con elementi di collegamento di differenti altezze, e dove l'altezza e la larghezza delle parti filettata (5.2) e poligonale (5.1) del foro coassiale (5) sono fisse, indipendentemente dal diametro e dall'altezza dell'impianto.
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