ITPD20130269A1 - Racchetta da tennis e metodo per impugnare una racchetta da tennis - Google Patents
Racchetta da tennis e metodo per impugnare una racchetta da tennisInfo
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Description
RACCHETTA DA TENNIS E METODO PER IMPUGNARE UNA RACCHETTA DA
TENNIS
DESCRIZIONE
Il trovato ha per oggetto una racchetta da tennis ed un metodo per impugnare una racchetta da tennis.
Tipicamente, le racchette da tennis sono formate da una telaio nel quale è definita una porzione di testa, in corrispondenza della quale vengono fissate le corde, ed un manico, tramite il quale avviene l'impugnatura della racchetta.
Durante la pratica del tennis la racchetta viene impugnata con la mano predominante del giocatore per eseguire i colpi, eventualmente aiutandosi con l'altra mano nel rovescio (bimane) e, più di rado, anche nel diritto (bimane).
Nella configurazione maggiormente diffusa, il manico si presenta in forma di un corpo allungato, a sezione ottagonale. Tale forma è in particolare diffusa in quanto consente di impugnare saldamente la racchetta sia nei colpi di diritto sia nei colpi di rovescio, permettendo inoltre di cambiare la presa in maniera rapida e confortevole.
Va infatti osservato che l'impugnatura della racchetta assume un'importanza fondamentale per l’esecuzione dei colpi in maniera precisa e potente.
Accanto a tale forma tradizionale, sono state proposte numerose varianti nella forma, ed in generale nelle caratteristiche, del manico della racchetta da tennis allo scopo di migliorare la presa o rendere più semplice il cambio dell'impugnatura per l'esecuzione dei diversi colpi.
Ad esempio, la domanda di brevetto statunitense US 2006/0073923 descrive una racchetta da tennis che si sviluppa secondo una forma sostanzialmente ad esse, terminando pertanto con un manico di forma ricurva.
Tali forme alternative hanno trovato scarsa se non nulla diffusione nella pratica del tennis in quanto comportano dei movimenti differenti rispetto a quelli tradizionali, in generale poco efficaci dal punto di vista della dinamica del colpo.
Una soluzione alternativa è descritta nel brevetto tedesco DE 2750217 nel quale viene proposta una racchetta che presenta un doppio manico, a forma di U, in maniera tale che ciascun braccio della U sia impugnato da una mano.
L'idea alla base di tale brevetto è quella di utilizzare entrambe le mani durante la pratica del tennis, per poter impartire maggior forza ai colpi.
Una racchetta simile, nella quale tuttavia i manici sono disposti secondo una forma a V, è anche descritta nel brevetto statunitense US 7,976,415.
Anche in questo caso, tuttavia, i movimenti associati a tali racchette con doppio manico richiedono necessariamente di modificare la tecnica di gioco essendo realizzate per l’esecuzione dei colpi a due mani contemporaneamente.
Ed infatti qualora la presa di una delle due mani venga rilasciata durante l'esecuzione del colpo, l'impugnatura della racchetta non sarebbe più in linea con l'asse della racchetta, rendendo quindi molto difficile impartire forza e precisione al colpo.
Per tale motivo tali racchette a doppio manico hanno avuto minima diffusione nella pratica del tennis, soprattutto a livello agonistico.
L’innovazione tecnica alla base del presente trovato è quindi quello di mettere a disposizione una racchetta da tennis, dotata di un apposito manico, che consenta di eseguire due diritti ad una mano in modo simmetrico e con identica tecnica esecutiva, strutturalmente e funzionalmente concepita per ovviare a tutti gli inconvenienti lamentati con riferimento alla tecnica nota citata.
I citati problemi sono stati risolti mediante una racchetta da tennis secondo la rivendicazione 1 e mediante un metodo per impugnare una racchetta da tennis secondo la rivendicazione 9.
Caratteristiche preferite dell’invenzione sono definite nelle rivendicazioni dipendenti. Il trovato ed il metodo secondo la presente invenzione permettono di praticare il gioco del tennis in maniera semplice ed immediata, consentendo l'esecuzione di due colpi simmetrici di diritto ad una mano sia a destra che a sinistra, entrambi precisi e potenti e consentendo altresì la pratica del tennis tradizionale con l’uso di un arto-mano prevalente che effettua i colpi sia di diritto che di rovescio.
Pertanto la racchetta secondo la presente invenzione consente di poter essere utilizzata in maniera analoga alle racchette tradizionali o in maniera alternativa, secondo quanto previsto nel metodo rivendicato dalla presente invenzione.
Le caratteristiche ed ulteriori vantaggi del trovato meglio risulteranno dalla descrizione dettagliata che segue di un suo esempio preferito ma non esclusivo di realizzazione illustrato, a titolo indicativo e non limitativo, con riferimento agli uniti disegni in cui:
- la figura 1 è una vista frontale di una racchetta da tennis secondo la presente invenzione;
- le figure 2A e 2B sono rispettivamente una vista frontale ed una vista laterale del manico della racchetta da tennis di figura 1;
- la figura 3 è una sezione trasversale del manico di figura 2A è una vista prospettica in esploso del dispositivo di scarico secondo la presente invenzione;
- le figure 4A, 4B, 4C e 4D sono viste prospettiche che illustrano fasi successive del metodo per impugnare la racchetta secondo la presente invenzione; e
- le figure 5A e 5B sono viste prospettiche che illustrano fasi successive del metodo per impugnare la racchetta secondo una differente versione.
Con riferimento inizialmente alla figura 1, una racchetta da tennis secondo la presente invenzione è indicata complessivamente con il numero di riferimento 100.
La racchetta 100 comprende un telaio 101, ad esempio formato tramite una struttura in materiale composito, nel quale è definita una porzione di impugnatura 1, che rappresenta il manico della racchetta 100, una porzione centrale 2, anche denominata "cuore" della racchetta, ed una porzione di testa 3, che comprende una superficie 30, anche denominata piatto, formata da una pluralità di corde 31 e sulla quale la pallina impatta durante l'esecuzione dei colpi.
La racchetta secondo la presente invenzione si presta in particolare ad essere utilizzata nella pratica del tennis a due diritti, nel quale, in sostanza, il giocatore esegue i colpi utilizzando alternativamente una delle due mani e trasferendo la racchetta tra la mano destra e la mano sinistra durante la “fase di attesa”, in maniera tale da eseguire i colpi da fondo campo sempre di diritto, praticando tale sport in maniera essenzialmente simmetrica (tennis simmetrico).
Tale modo di giocare a tennis prevede pertanto di eseguire sia con la mano destra sia con la sinistra un colpo di diritto, potendosi comunque eseguire anche il rovescio, ad una o due mani, e senza comportare alcuna modifica tecnica nell’esecuzione degli altri colpi, quali il servizio, le volèe, gli smash, etc.
Il vantaggio associato a tale modo di praticare il tennis è legato alla considerazione che il diritto è il colpo più efficace nella pratica di tale sport.
Infatti, il diritto è un colpo che consente assoluta facilità di movimento e spostamento, sia perché può essere all’occorrenza eseguito in posizione pressoché frontale, sia perché l'altro braccio è libero di muoversi e quindi di assecondare ed equilibrare la corsa e gli spostamenti, laterali o avanti-indietro.
In generale, con il diritto il giocatore può esprimere maggior potenza che con il rovescio perché vengono utilizzati i muscoli della parte anteriore del corpo (flessori) che sono anatomicamente più sviluppati degli estensori; inoltre, il braccio del giocatore che non impugna la racchetta, nel diritto, è libero di muoversi, equilibrando il corpo nelle vari fasi dell’esecuzione, diversamente da quanto avviene nel colpo bimane, ove il giocatore è “legato” dalla contemporanea presa a due mani ed è quindi limitato negli spostamenti e nell’equilibrio. È evidente che analoghe considerazioni valgono anche nell'utilizzo di quelle racchette descritte in precedenza e che prevedono di utilizzare entrambe le mani sia per il diritto sia per il rovescio.
Per questi motivi gli agonisti tendono di regola a giocare la maggior parte dei colpi di diritto, anche se la palla rimbalza nella zona del rovescio.
In pratica, diversamente dal tennis tradizionale, ove il giocatore esegue un colpo di diritto da un lato ed altro di rovescio dall’altro lato mantenendo la presa della racchetta con il medesimo arto superiore (anche se talvolta coadiuvato dall’altro nel colpo bimane), nel tennis simmetrico il giocatore colpisce la palla sempre di diritto, trasferendo la racchetta da una mano all’altra, con un'esecuzione dei due colpi di diritto essenzialmente identica, compiendo bilateralmente movimenti simmetrici. E’ possibile praticare il tennis secondo tale modalità in virtù della presente invenzione, secondo cui la racchetta 100 ed il metodo di impugnare la racchetta secondo la presente invenzione presenta un manico 1 appositamente conformato allo scopo di permettere un trasferimento della racchetta tra le due mani in modo estremamente agevole, e veloce e di consentire una presa sicura e precisa.
Con riferimento quindi alle figure 2A, 2B e 3, il manico 1, analogamente alle racchette realizzate secondo tecnica nota, presenta una forma allungata, con sezione trasversale ottagonale. Preferibilmente, l'ottagono è di forma irregolare e presenta due lati maggiori 13, 17, paralleli ad un piano P definito dal piatto 3 della racchetta, due lati intermedi 11, 15, perpendicolari ai due lati maggiori 13, 17 e lati minori obliqui 12, 14, 16 18, che collegano i precedenti quattro lati.
A ciascuno dei lati suddetti è associata, ovviamente, una corrispondente faccia anche denominata bevel, del manico 1.
Deve essere osservato che nella tradizionale pratica del tennis il manico della racchetta viene impugnato durante l'esecuzione del diritto appoggiando la nocca alla base del dito indice sulla faccia 13, 14 o 15 (in gergo denominate terzo, quarto o quinto bevel). A seconda della posizione della nocca sulla manico, la presa della racchetta viene in gergo indicata di tipo Eastern, Semi Western o Western. Di norma, poiché la dimensione del manico 1 varia a seconda delle dimensioni della mano dell'utilizzatore, il polpastrello corrispondente all'ultima falange del dito indice si trova in corrispondenza della faccia opposta a quella su cui è appoggiata la nocca.
Come si può osservare dalle figure, il manico 1 della racchetta 100 secondo la presente invenzione comprende inoltre una coppia di scanalature 10a e 10b, l’una inferiore e l’altra superiore, realizzate su facce contrapposte, preferibilmente sulla facce maggiori 13 e 17 corrispondenti ai lati maggiori dell'ottagono della sezione trasversale del manico 1. In maggiore dettaglio, le scanalature 10a e 10b si estendono per l'intera larghezza della rispettiva faccia. È quindi evidente che, in caso di manico con sezione trasversale, si estenderanno parzialmente anche nelle facce adiacenti. In alternativa, ad esempio nel caso di diritti eseguiti con prese Semi Western o Western, le due scanalature possono essere incise sulla medesima faccia o bevel, l’una inferiore e l’altra superiore. Le scanalature 10a e 10b si sviluppano secondo una direzione trasversale rispetto ad un asse di sviluppo longitudinale X del manico 1. Secondo una forma di realizzazione preferita, le scanalature 10a e 10b si sviluppano secondo una direzione sostanzialmente perpendicolare, o leggermente inclinata (preferibilmente di non più di 30 gradi rispetto all'asse X).
Inoltre, come si può osservare dalla figura 2B e 3, le scanalature 10a, 10b possono svilupparsi parzialmente anche nelle facce oblique adiacenti alle facce maggiori 13, 17. In questo modo, anche impugnando la racchetta con la nocca alla base del dito indice sulla faccia 14 o 15, il polpastrello corrispondente all'ultima falange del dito indice potrà raggiungere la scanalatura 10a.
Le scanalature 10a e 10b hanno inoltre una larghezza ed una profondità tale da poter alloggiare parzialmente un dito, in particolare l'indice dell'utilizzatore, in maniera tale da fornire un punto di presa per la racchetta a tale dito.
A titolo esemplificativo, le scanalature possono presentare una larghezza s1, s2 compresa tra 1,5 e 2,5 cm ed una profondità p1, p2 compresa tra 0,2 e 0,5 cm.
Una prima scanalatura 10a è realizzata ad una distanza d1 lungo la direzione assiale del manico 1 rispetto ad una estremità di base 19 del manico sufficiente a contenere tre dita di una mano. In particolare, come sarà meglio illustrato a seguire, poiché il dito indice viene posizionato in corrispondenza della scanalatura 10a, la distanza d1 sarà sufficiente a contenere il dito medio, l'anulare ed il mignolo.
Tenendo conto che anche in questo caso le dimensioni del manico 1 possono variare in funzione delle dimensioni delle mani dell'utilizzatore, la distanza d1 può essere indicativamente compresa tra 6 e 10 cm.
La scanalatura 10b sulla faccia opposta (o in alternativa sulla medesima faccia) superiormente permette invece di alloggiare, definendo così una posizione di riferimento, l'indice dell'altra mano.
In questo modo, si può ottenere una presa efficace della racchetta 100 adatta alla pratica del tennis simmetrico.
La scanalatura 10b è infatti disposta ad una distanza d2 dalla base 19 del manico 1 maggiore rispetto alla d1 della scanalatura 10a. In maggiore dettaglio, la distanza d2 è tale per cui l'indice della seconda mano che impugna la racchetta è disposto in posizione immediatamente superiore rispetto alla prima mano (d2 = d1 S1).
Tale posizione, come si può osservare dalle figure da 4A a 4C, si può ottenere appoggiando la nocca alla base del dito indice della seconda mano immediatamente al di sopra della prima scanalatura 10a e posizionando il polpastrello di tale indice nella seconda scanalatura 10b.
A tale scopo, la distanza d2 si differenzia rispetto alla distanza d1 per circa lo spessore di un dito e, a titolo esemplificativo, può variare tra 8 e 12 cm.
Il metodo per impugnare il manico 1 della racchetta 100 secondo la presente invenzione è illustrato in dettaglio nelle figure da 4A a 4C.
In primo luogo, una prima mano del giocatore PM, preferibilmente la mano "prevalente" ovverosia la mano principale del giocatore, con la quale è solito compiere tutti i gesti automatici ed involontari, afferra il manico secondo una delle prese Eastern, Semi Western o Western sopra descritte.
In pratica, viene posizionata la prima mano con la nocca alla base dell'indice appoggiata ad una faccia 13, 14 o 15 in maniera tale che il dito indice di tale mano raggiunga la scanalatura 10a.
In questo modo, la posizione della prima mano sarà vicina all'estremità di base 19 della racchetta 100.
Posizionata la prima mano PM, questa viene chiusa in maniera tale da afferrare il manico della racchetta con presa di diritto, che sarà di tipo Eastern, Semi Western o Western a seconda della faccia sulla quale viene appoggiata la nocca alla base dell'indice.
La seconda mano SM viene posizionata sul manico 1 appoggiando la nocca alla base dell'indice nella faccia specularmente simmetrica rispetto a quella di appoggio della nocca della prima mano PM, onde ottenere con la seconda mano SM la medesima presa di diritto (Eastern, Semi Western o Western) della prima mano PM, in posizione assialmente discostata verso la testa della racchetta rispetto alla scanalatura 10a, come illustrato in figura 4B.
Si noti che qualora la nocca alla base dell'indice della prima mano sia posizionata sulla faccia 13 o 15, la faccia specularmente simmetrica, sulla quale si appoggia la nocca della seconda mano, corrispondente alla faccia opposta a quella di appoggio della prima mano.
Tramite l'impugnatura sopra descritta, si può ottenere la presa illustrata nella figura 4C, nella quale l'indice ed il pollice della seconda mano SM sono disposti in posizione assialmente superiore rispetto alla prima mano PM, mentre la restante parte della seconda mano SM copre la prima mano PM.
In questo modo, aprendo alternativamente una delle due mani è possibile avere una presa della racchetta 100 adatta a compiere colpi di diritto sia con la prima mano PM sia con la seconda mano SM.
Le due scanalature costituiscono sicuro punto di riferimento per la posizione delle due mani ed in particolare dei rispettivi indici, consentendo il rapido trasferimento della racchetta e la corretta impugnatura tra un colpo di diritto da un lato ed altro nel lato opposto.
Pertanto, può essere praticato il tennis simmetrico in maniera particolarmente immediata e semplice.
Come detto sopra, in alternativa, le due scanalature possono essere realizzate sulla medesima faccia o bevel, in modo da poter alloggiare gli indici delle due mani, rispettivamente la prima mano PM nella scanalatura inferiore, e la seconda mano SM in quella superiore e anche in questo caso aprendo alternativamente le due mani verrà eseguito il colpo di diritto, con la prima mano PM o con la seconda mano SM.
Infine, si deve osservare che il metodo per impugnare la racchetta sopra descritto potrà essere applicato anche a racchette tradizionali, avendo l'accortezza di posizionare la mano prevalente sufficiente vicino all'estremità di base della racchetta affinché resti definito sufficiente spazio per l'altra mano.
Il trovato risolve così il problema proposto, conseguendo al contempo una pluralità di vantaggi. In particolare, la racchetta secondo la presente invenzione permette una presa salda ed efficace durante la pratica del tennis simmetrico. Le scanalature presenti nel manico consentono di identificare in maniera rapida la posizione ottimale per le mani, in maniera tale da permette un rapido trasferimento della racchetta da una mano all'altra durante la “posizione di attesa”.
Di conseguenza, la racchetta secondo la presente invenzione si presta anche vantaggiosamente ad essere utilizzata come strumento didattico per l'insegnamento della tecnica del tennis simmetrico.
In aggiunta, la racchetta può essere ugualmente utilizzata anche nella pratica del tennis tradizionale, consentendo quindi al giocatore di praticare il tennis nella maniera a lui più congeniale. In questo caso, la posizione della seconda mano sarà, più in generale, assialmente discostata verso la porzione di testa 3 della racchetta lungo una direzione di sviluppo longitudinale X della porzione di impugnatura 1 rispetto al punto di appoggio della nocca alla base dell'indice della prima mano PM sulla prima faccia 13, 14 o 15, non essendo presenti le scanalature sul manico della racchetta.
Infine, la realizzazione di tale racchetta non comporta difficoltà aggiuntive rispetto alle racchette tradizionali, in quanto è sufficiente realizzare le scanalature sul corpo del manico, ricoprendolo con una fettuccia morbida, ad esempio in pelle, in maniera del tutto analoga ai manici attualmente impiegati nella pratica del tennis.
Claims (10)
- RIVENDICAZIONI 1. Racchetta da tennis (100) comprendente un telaio (101) atto a definire una porzione di testa (3) destinata ad impattare le palline ed una porzione di impugnatura (1), detta porzione di impugnatura (1) presentando forma allungata sulla quale è definita almeno una faccia (13, 17), caratterizzata dal fatto che detta porzione di impugnatura (1) presenta una coppia di scanalature (10a, 10b) realizzate su detta faccia (13, 17), e sviluppantesi in direzione trasversale rispetto ad una direzione di sviluppo longitudinale (X) di detta porzione di impugnatura (1), dette scanalature (10a, 10b) essendo disposte ad una differente distanza (d1, d2) lungo detta direzione di sviluppo longitudinale (X) da un'estremità di base (19) di detta racchetta (100).
- 2. Racchetta da tennis (100) secondo la rivendicazione 1, in cui in detta porzione di impugnatura (1) sono definite almeno due facce contrapposte (13, 17), dette scanalature (10a, 10b) essendo realizzate su una rispettiva faccia di detta coppia.
- 3. Racchetta da tennis (100) secondo la rivendicazione 2, in cui detta porzione di impugnatura (1) presenta una sezione trasversale a forma ottagonale irregolare, detto ottagono presentando due lati maggiori (13, 17), paralleli ad un piano (P) definito da detta porzione di testa (3), due lati intermedi (11, 15), perpendicolari a detti lati maggiori (13, 17) e lati minori obliqui (12, 14, 1618), che collegano tra loro ciascuno di detti maggiori (13, 17) ed intermedi (11, 15), una rispettiva faccia di detta porzione di impugnatura (1) essendo associata a ciascuno di detti lati (11, 12, 13, 14, 15, 16, 17, 18), dette scanalature (10a, 10b) essendo realizzate sulle facce corrispondenti a detti lati maggiori (13, 17).
- 4. Racchetta da tennis (100) secondo una delle rivendicazioni precedenti, in cui è definita una distanza (d) lungo detta direzione di sviluppo longitudinale (X) tra la prima e la seconda scanalatura (10a, 10b) circa pari alla larghezza di un dito di un utilizzatore.
- 5. Racchetta da tennis (100) secondo una delle rivendicazioni precedenti, in cui dette scanalature (10a, 10b) presentano una larghezza sufficiente a contenere un dito di un utilizzatore.
- 6. Racchetta da tennis (100) secondo una delle rivendicazioni precedenti, in cui è definita una distanza (d1) tra la prima scanalatura (10a) e l'estremità di base (19) tale per cui, quando il dito indice di una mano che afferra la racchetta è posizionato in corrispondenza di detta prima scanalatura (10a), la parte restante della mano è interamente compresa tra detta estremità di base (10a) e detta prima scanalatura (10a).
- 7. Racchetta da tennis (100) secondo la rivendicazione 6, in cui detta distanza (d1) tra la prima scanalatura (10a) e l'estremità di base (19) è compresa tra 6 e 10 cm.
- 8. Racchetta da tennis (100) secondo una delle rivendicazioni precedenti, in cui è definita una distanza (d2) tra la seconda scanalatura (10b) e l'estremità di base (19) compresa tra 8 e 12 cm.
- 9. Metodo per impugnare una racchetta da tennis, detta racchetta comprendendo un telaio (101) atto a definire una porzione di testa (3) destinata ad impattare le palline, ed una porzione di impugnatura (1), detta porzione di impugnatura (1) presentando forma allungata con sezione ottagonale e sulla quale sono definite almeno due facce contrapposte (13 - 17), comprendente i passi di: a. appoggiare la nocca alla base dell'indice di una prima mano (PM) ad una prima faccia (13) ad una distanza (d1) da un'estremità di base (19) della racchetta sufficiente affinché le quattro dita della prima mano, unite tra loro, possano essere appoggiate ad una seconda faccia (17) opposta a detta prima faccia (13); b. chiudere detta prima mano (PM) in maniera tale da afferrare il manico della racchetta; c. appoggiare la nocca alla base dell'indice di una seconda mano (SM) nella faccia specularmente simmetrica a quella di appoggio della nocca della prima mano PM, ed in posizione assialmente discostata verso la porzione di testa (3) della racchetta lungo una direzione di sviluppo longitudinale (X) della porzione di impugnatura (1) rispetto ad un punto di appoggio della nocca alla base dell'indice della prima mano (PM) sulla prima faccia (13); d. chiudere l'indice d il pollice della secondo mano (SM) in una posizione superiore lungo detta direzione (X) rispetto alla prima mano (PM); e. disporre la restante parte della seconda mano (SM) in posizione di copertura della prima mano (PM).
- 10. Metodo secondo la rivendicazione 9, in cui la porzione di impugnatura (1) presenta una coppia di scanalature (10a, 10b), sviluppantesi in direzione sostanzialmente trasversale rispetto alla direzione di sviluppo longitudinale (X) della porzione di impugnatura (1), dette scanalature (10a, 10b) essendo disposte ad una differente distanza (d1, d2) lungo la direzione di sviluppo longitudinale (X) da un'estremità di base (19) di detta racchetta (100), ed in cui la nocca della prima mano (PM) è appoggiata in posizione contrapposta alla prima scanalatura (10a), in maniera tale che l'ultimo polpastrello del dito indice sia almeno parzialmente accolto in detta scanalatura (10a) e la nocca della seconda mano (SM) è appoggiata in posizione opposta rispetto alla seconda scanalatura (10b) in maniera tale che l'ultimo polpastrello del dito indice sia almeno parzialmente accolto in detta seconda scanalatura (10b).
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