ITPD20130351A1 - Impianto per protesi dentarie - Google Patents

Impianto per protesi dentarie

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ITPD20130351A1
ITPD20130351A1 IT000351A ITPD20130351A ITPD20130351A1 IT PD20130351 A1 ITPD20130351 A1 IT PD20130351A1 IT 000351 A IT000351 A IT 000351A IT PD20130351 A ITPD20130351 A IT PD20130351A IT PD20130351 A1 ITPD20130351 A1 IT PD20130351A1
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coronal
abutment
margin
margins
endosseous
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Alberto Martina
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Sweden & Martina Spa
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    • A61MEDICAL OR VETERINARY SCIENCE; HYGIENE
    • A61CDENTISTRY; APPARATUS OR METHODS FOR ORAL OR DENTAL HYGIENE
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Description

IMPIANTO PER PROTESI DENTARIE
DESCRIZIONE
Il presente brevetto è attinente agli impianti per protesi dentarie ed in particolare concerne un nuovo impianto per protesi dentarie con giunzione sezione endossea-moncone migliorata.
Sono noti impianti per il fissaggio di protesi dentarie comprendenti una sezione endossea dotata di filettatura esterna e atta ad essere avvitata nella parte ossea dell'arcata dentale, e un moncone atto ad essere fissato a detta sezione endossea e utilizzato per l'ancoraggio della protesi dentaria.
Per realizzare l'accoppiamento, detto moncone comprende un'appendice di innesto, atta ad essere inserita in un corrispondente incavo di innesto realizzato nella sezione endossea.
Per fissare stabilmente il moncone sulla sezione endossea, sono noti monconi assialmente cavi per l'inserimento di una vite che si avvita nell'incavo internamente filettato di detta sezione endossea.
E' anche nota la tecnica di fissaggio del moncone sulla sezione endossea mediante cementazione, che però non impedisce il rischio di possibili infiltrazioni e inoltre può comportare alcuni inconvenienti come ad esempio la decementazione.
Sono anche noti impianti dove il moncone comprende un'appendice di innesto atta ad impegnarsi in un corrispondente incavo di innesto realizzato nella sezione endossea, dove detta appendice di innesto è ad esempio filettata per avvitarsi in detto incavo della sezione endossea corrispondentemente filettato.
Sono note altre modalità migliorate di connessione, come ad esempio particolari conformazioni delle appendici di innesto del moncone e dell'incavo della sezione endossea. Ad esempio, sono note sezioni endossee dotate di una cavità anulare sull'imboccatura di detto incavo, atta all'inserimento assiale di un corrispondente rilievo anulare presente su detta appendice del moncone. Sono anche note sezioni endossee dotate, viceversa, di un rilievo anulare sull'imboccatura dell'incavo, atto all'inserimento in una corrispondente sede anulare ricavata su detta appendice del moncone.
La sigillatura vera e propria della giunzione tra moncone e sezione endossea avviene lungo i margini coronali del moncone e della sezione endossea, che risultano contrapposti e serrati l'uno sull'altro, mediante avvitamento del moncone.
Tale sistema di cavità e rilievi anulari è utile anche per guidare al corretto posizionamento del moncone. Oltre a ciò, detto sistema di cavità e rilievi anulari contribuisce a limitare le infiltrazioni tra la sezione endossea e il moncone.
Tali infiltrazioni non sono però completamente impedite, con il rischio di insorgenza di infezioni o di danneggiamenti dell'impianto protesico.
Allo scopo di limitare al massimo tali infiltrazioni sono note procedure di plasmatura della giunzione tra sezione endossea e moncone, allo scopo di sigillare tale giunzione.
Oggetto del presente trovato è un nuovo tipo di impianto per protesi dentarie, con giunzione sezione endossea/moncone migliorata.
Compito principale del presente trovato è quello di garantire un ottimale sigillatura della giunzione tra sezione endossea e moncone, riducendo la superficie di contatto tra moncone e sezione endossea, allo scopo di concentrare e quindi massimizzare la forza di chiusura.
Altro scopo del presente trovato è migliorare l'efficienza della plasmatura della sigillatura.
Il nuovo impianto per protesi dentarie comprende nelle sue parti principali:
• almeno una sezione endossea, atta ad essere impiantata nella sede ossea dell'arcata dentale, comprendente almeno un incavo assiale di innesto di almeno un moncone, e almeno un margine coronale di accoppiamento;
• almeno un moncone, atto a fissato a detta sezione endossea e utilizzato per l'ancoraggio della protesi dentaria, detto moncone comprendente almeno un'appendice di innesto, atta ad essere accoppiata a detto incavo di innesto di detta sezione endossea, e almeno un margine coronale di accoppiamento, atto ad essere contrapposto a detto margine coronale di detta sezione endossea, e dove detti margini coronai contrapposti giacciono su piani non paralleli tra loro, tale che la superficie di contatto e interferenza tra detti margini coronali è ridotta rispetto alle dimensioni dei margini coronali stessi.
In particolare, almeno uno di detti margini coronali, di detto moncone o di detta sezione endossea, comprende almeno una porzione anulare conica individuante una superficie anulare ridotta di contatto e interferenza tra detti margini coronali di detto moncone e di detta sezione endossea.
Riducendo la superficie complessiva di interferenza e contatto tra moncone e sezione endossea, si massimizza la forza di chiusura impressa con il serraggio, rendendo più efficienti le successive operazioni di sigillatura della giunzione tra moncone e sezione endossea.
In particolare, detti margini coronali di detto moncone e di detta sezione endossea hanno conicità genericamente differente l'uno dall'altro, tale che il reciproco accoppiamento individua una superficie di contatto e interferenza ridotta rispetto alla superficie anulare totale di detti margini coronali.
In una possibile soluzione, detto margine coronale di detto moncone è conico, ossia giacente su una superficie conica che si allarga preferibilmente verso il basso. In questa soluzione, la superficie anulare di interferenza con il margine coronale della sezione endossea coincide sostanzialmente con il bordo esterno del margine coronale del moncone, che risulta ribassato.
In tal caso, il margine coronale della sezione endossea può essere piano, ossia giacente su un piano retto, con conicità nulla, oppure può essere anch'esso a sua volta conico, con conicità diversa o preferibilmente opposta a quella di detto margine coronale del moncone.
In una soluzione alternativa, detto margine coronale di detta sezione endossea è conico, ossia giacente su una superficie conica che si allarga verso l'alto.
In questa soluzione, la superficie anulare di interferenza coincide sostanzialmente con il bordo esterno del margine coronale del moncone, che risulta rialzato.
In tal caso, il margine coronale del moncone può essere piano, ossia giacente su un piano retto, con conicità nulla, oppure può essere anch'esso a sua volta conico, con conicità diversa o preferibilmente opposta a quella di detto margine coronale della sezione endossea.
Nella soluzione preferita, detto margine coronale della sezione endossea ha conicità opposta a quella del margine coronale del moncone, tale che la superficie anulare di interferenza si riduce idealmente ad una linea circolare, sostanzialmente coincidente con i bordi esterni dei margini coronali contrapposti. In questo modo è massimizzata la forza di chiusura, rendendo così più efficienti le successive operazioni di plasmatura per la sigillatura della giunzione.
Le caratteristiche del nuovo trovato saranno meglio chiarite dalla seguente descrizione con riferimento alle tavole di disegno, allegate a titolo di esempio non limitativo.
Nelle figure 1a e 1b sono rappresentati in sezione due esempi del nuovo impianto per protesi dentarie (1a, 1b) in due possibili soluzioni realizzative. In figura 1c è rappresentato in sezione un ulteriore esempio del nuovo impianto (1c) con moncone (3) ad avvitamento diretto sulla sezione endossea (2).
In figura 2a è mostrato un dettaglio della zona di sigillatura (5) tra il moncone (3) e la sezione endossea (2) in una prima soluzione realizzativa, mentre in figura 2b è rappresentato un dettaglio ulteriormente ingrandito dei margini coronali conici non paralleli (33, 24) di accoppiamento del moncone (3) e della sezione endossea (2).
In figura 3a è mostrato un dettaglio della zona di sigillatura (5) tra il moncone (3) e la sezione endossea (2) in una seconda soluzione realizzativa, mentre in figura 3b è rappresentato un dettaglio ulteriormente ingrandito dei margini coronali conici non paralleli (33, 24) di accoppiamento del moncone (3) e della sezione endossea (2).
In figura 4a è mostrato un dettaglio della zona di sigillatura (5) tra il moncone (3) e la sezione endossea (2) nella soluzione realizzativa ad avvitamento diretto, mentre in figura 4b è rappresentato un dettaglio ulteriormente ingrandito dei margini coronali conici (33, 24) di accoppiamento del moncone (3) e della sezione endossea (2).
Nelle figure 5a e 5b sono rappresentate nel dettaglio due ulteriori possibili soluzioni di realizzazione dei margini coronali (33, 24).
In figura 6 è rappresentato nel dettaglio come il margine coronale (33) del moncone sia più piccolo del margine coronale (24) della sezione endossea (2).
Il nuovo impianto dentale (1a, 1b, 1c) comprende nelle sue parti principali una sezione endossea (2) e un moncone (3).
Detta sezione endossea (2) è atta ad impiantarsi nella sede ossea della gengiva, e comprende una filettatura esterna (21), per l'avvitamento nella sede ossea, e un foro assiale (22), preferibilmente almeno parzialmente filettato, per l'innesto e il fissaggio di detto moncone (3).
Detto moncone (3) è atto ad essere fissato a detta sezione endossea e a sua volta è utilizzato per fissare la protesi dentaria.
Detto moncone (3) comprende un'appendice di innesto (32), atta ad essere inserita in un corrispondente incavo assiale (23) sagomato in detto foro assiale (22) della sezione endossea (2).
Nelle soluzione realizzative di figure 1a e 1b, detto moncone (3) comprende anche un foro assiale (31) passante per l'inserimento di un mezzo di fissaggio o vite (4) atta ad avvitarsi in detto foro assiale (22) internamente filettato della sezione endossea (2).
Detta vite (4) comprende una testa (41) utile all'operatore per eseguire le operazioni di avvitamento e serraggio di detto moncone (3) su detta sezione endossea (2).
Nella soluzione realizzativa di figura 1c, detta appendice di innesto (32) del moncone (3) è almeno in parte esternamente filettata (321), per avvitarsi direttamente in detto foro assiale (22) corrispondentemente filettato di detta sezione endossea (2).
Detta sezione endossea (2) comprende un margine coronale (24), atto a risultare contrapposto ad un corrispondente margine coronale (33) su detto moncone (3), individuando una zona di sigillatura (5).
Detto margine coronale (33) del moncone (3) ha dimensioni opportunamente inferiori rispetto a detto margine coronale (24) della sezione endossea (2), ossia il bordo più esterno (35) del margine coronale (33) del moncone (3) è rientrante rispetto al bordo più esterno (26) del margine coronale (24) della sezione endossea, come rappresentato in figura 6, dove gli angoli di inclinazione dei margini coronali (33, 24) sono amplificati a scopo esplicativo.
Nella soluzione di figura 1a è rappresentata una prima soluzione realizzativa del nuovo impianto dentale (1a).
Nella soluzione rappresentata in figura 1b e in figura 1b, il nuovo impianto dentale (1b, 1c) è diversamente conformato, come di seguito descritto. Detta sezione endossea (2) comprende, in prossimità dell'imboccatura di detto incavo (23) di innesto dell'appendice (32) del moncone (3), un collarino o rilievo anulare (25).
In posizione corrispondente su detta appendice (32), detto moncone (3) comprende una sede anulare (34) atta all'inserimento di detto rilievo anulare (25) della sezione endossea (2).
Detto rilievo anulare (25) della sezione endossea (2) e detta sede anulare (34) del moncone (3) sono esternamente delimitati da detti margini coronali (24, 33).
Detto margine coronale (33) del moncone (3) e detto margine coronale (24) della sezione endossea (2) hanno conicità differente, ossia, una volta innestato detto moncone (3) su detta sezione endossea (2), la superficie di contatto e interferenza (51) tra detti margini coronali (33, 24) è una superficie anulare ridotta rispetto alle dimensioni dei margini coronali (33, 24) stessi.
In particolare, i due margini (33, 24) contrapposti sono due superfici non parallele, non convergenti, individuando tra esse è di pochi gradi, ad esempio 1°-5°.
Nella soluzione di figure 2b, 3b e 4b, detto margine coronale (33) del moncone (3) è conico, ossia giacente su una superficie conica che si allarga verso il basso, tale che il bordo esterno (35) del margine coronale (33) stesso risulta ribassato rispetto al bordo interno (36).
Al contrario, detto margine coronale (24) della sezione endossea (2) ha conicità opposta a quella di detto margine coronale (33) del moncone (3), ossia giace su una superficie conica che si allarga verso l'alto, tale che il bordo esterno (26) del margine coronale (24) stesso è rialzato rispetto al bordo interno (27).
Montando detto moncone (3) su detta sezione endossea (2), la superficie di contatto ed interferenza (51) dei due margini coronali (33, 24) contrapposti risulta essere sostanzialmente circolare, idealmente una linea circolare prossima o coincidente al bordo esterno (26, 35) dei margini coronali (33, 24) stessi.
Secondo una possibile soluzione alternativa schematizzata in figura 5a, detto margine coronale (33) del moncone (3) è conico, mentre detto margine coronale (24) della sezione endossea (2) giace su un piano retto. In questo caso, la superficie di contatto ed interferenza (52) dei due margini coronali (33, 24) contrapposti risulta essere sostanzialmente circolare, idealmente una linea circolare prossima o coincidente al bordo esterno (26, 35) dei margini coronali (33, 24) stessi.
Secondo una possibile soluzione alternativa schematizzata in figura 5b, detto margine coronale (24) della sezione endossea (2) è conico, mentre detto margine coronale (33) del moncone (3) giace su un piano retto. In questo caso, la superficie di contatto ed interferenza (53) dei due margini coronali (33, 24) contrapposti risulta essere sostanzialmente circolare, idealmente una linea circolare prossima o coincidente al bordo esterno (26, 35) dei margini coronali (33, 24) stessi.
Queste sono le modalità schematiche sufficienti alla persona esperta per realizzare il trovato, di conseguenza, in concreta applicazione potranno esservi delle varianti senza pregiudizio alla sostanza del concetto innovativo.
Pertanto con riferimento alla descrizione che precede e alle tavole accluse si esprimono le seguenti rivendicazioni.

Claims (7)

  1. RIVENDICAZIONI 1. Impianto (1a, 1b, 1c) per protesi dentarie comprendente almeno una sezione endossea (2), atta ad impiantarsi nella sede ossea dell'arcata dentale, e almeno un moncone (3) atto ad essere fissato a detta sezione endossea (2) e a sua volta utilizzabile per fissare una protesi dentaria, detta sezione endossea (2) comprendente un margine coronale (24), atto a risultare contrapposto ad un corrispondente margine coronale (33) su detto moncone (3), individuando una zona di sigillatura (5), caratterizzato dal fatto che detti margini coronali (33, 24) contrapposti giacciono su superfici tra loro non parallele tale che, una volta innestato detto moncone (3) su detta sezione endossea (2), la superficie di contatto e interferenza (51) tra detti margini coronali (33, 24) è una superficie anulare ridotta rispetto alle dimensioni dei margini coronali (33, 24) stessi.
  2. 2. Impianto (1a, 1b, 1c) per protesi dentarie come da rivendicazione 1, caratterizzato dal fatto che almeno uno di detti margini coronali (33, 24), di detto moncone (3) o di detta sezione endossea (2), è conico o comunque avente conicità differente rispetto al margine coronale (24, 33) contrapposto, tale che, una volta innestato detto moncone (3) su detta sezione endossea (2), la superficie di contatto e interferenza (51) tra detti margini coronali (33, 24) è una superficie anulare ridotta rispetto alle dimensioni dei margini coronali (33, 24) stessi.
  3. 3. Impianto (1a, 1b, 1c) per protesi dentarie come da rivendicazione 2, caratterizzato dal fatto che: • detto margine coronale (33) del moncone (3) è conico, ossia giacente su una superficie conica che si allarga verso il basso, tale che il bordo esterno (35) del margine coronale (33) stesso risulta ribassato rispetto al bordo interno (36); • detto margine coronale (24) della sezione endossea (2) ha conicità opposta a quella di detto margine coronale (33) del moncone (3), ossia giace su una superficie conica che si allarga verso l'alto, tale che il bordo esterno (26) del margine coronale (24) stesso è rialzato rispetto al bordo interno (27), e dove, montando detto moncone (3) su detta sezione endossea (2), la superficie di contatto ed interferenza (51) dei due margini coronali (33, 24) contrapposti risulta essere sostanzialmente una linea o fascia circolare, prossima o coincidente al bordo esterno (26, 35) dei margini coronali (33, 24) stessi.
  4. 4. Impianto (1a, 1b, 1c) per protesi dentarie come da rivendicazione 2, caratterizzato dal fatto che: • detto margine coronale (33) del moncone (3) è conico, ossia giacente su una superficie conica che si allarga verso il basso, tale che il bordo esterno (35) del margine coronale (33) stesso risulta ribassato rispetto al bordo interno (36); • detto margine coronale (24) della sezione endossea (2) giace su un piano retto; e dove, montando detto moncone (3) su detta sezione endossea (2), la superficie di contatto ed interferenza (52) dei due margini coronali (33, 24) contrapposti risulta essere sostanzialmente una linea o fascia circolare prossima o coincidente al bordo esterno (26, 35) dei margini coronali (33, 24) stessi.
  5. 5. Impianto (1a, 1b, 1c) per protesi dentarie come da rivendicazione 2, caratterizzato dal fatto che: • detto margine coronale (24) della sezione endossea (2) è conico, ossia giace su una superficie conica che si allarga verso l'alto, tale che il bordo esterno (26) del margine coronale (24) stesso è rialzato rispetto al bordo interno (27); • detto margine coronale (33) del moncone (3) giace su un piano retto, e dove, montando detto moncone (3) su detta sezione endossea (2), la superficie di contatto ed interferenza (53) dei due margini coronali (33, 24) contrapposti risulta essere sostanzialmente una linea o fascia circolare prossima o coincidente al bordo esterno (26, 35) dei margini coronali (33, 24) stessi.
  6. 6. Impianto (1a, 1b, 1c) per protesi dentarie come da rivendicazioni precedenti, caratterizzato dal fatto che detto margine coronale (33) del moncone (3) ha dimensioni inferiori rispetto a detto margine coronale (24) della sezione endossea (2), ossia il bordo più esterno (35) del margine coronale (33) del moncone (3) è rientrante rispetto al bordo più esterno (26) del margine coronale (24) della sezione endossea.
  7. 7. Impianto (1a, 1b, 1c) per protesi dentarie come da rivendicazioni precedenti, caratterizzato dal fatto che detta sezione endossea (2) comprende un incavo assiale (23) di innesto di una corrispondente appendice di innesto (32) di detto moncone (32), e dove detta sezione endossea (2) comprende, in prossimità dell'imboccatura di detto incavo (23) di innesto, un collarino o rilievo anulare (25), atto all'inserimento in una corrispondente sede anulare (34) presente su detta appendice (32) di innesto di detto moncone (3), detto rilievo anulare (25) e detta sede anulare (34) essendo esternamente delimitati da detti margini coronali (24, 33).
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