ITPD970174A1 - Strizzatore per strisce a frange o per mop con piano pressatorio a traslazione parallela sprovvisto di fondo per consentire alle strisce - Google Patents

Strizzatore per strisce a frange o per mop con piano pressatorio a traslazione parallela sprovvisto di fondo per consentire alle strisce Download PDF

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ITPD970174A1
ITPD970174A1 IT97PD000174A ITPD970174A ITPD970174A1 IT PD970174 A1 ITPD970174 A1 IT PD970174A1 IT 97PD000174 A IT97PD000174 A IT 97PD000174A IT PD970174 A ITPD970174 A IT PD970174A IT PD970174 A1 ITPD970174 A1 IT PD970174A1
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wringer
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Oriella Baggio
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    • A47LDOMESTIC WASHING OR CLEANING; SUCTION CLEANERS IN GENERAL
    • A47L13/00Implements for cleaning floors, carpets, furniture, walls, or wall coverings
    • A47L13/10Scrubbing; Scouring; Cleaning; Polishing
    • A47L13/50Auxiliary implements
    • A47L13/58Wringers for scouring pads, mops, or the like, combined with buckets
    • A47L13/59Wringers for scouring pads, mops, or the like, combined with buckets with movable squeezing members

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Description

DESCRIZIONE
del brevetto di INVENZIONE INDUSTRIALE dal titolo :
“Strizzatore per strisce a frange o per mop, con piano pressorio a traslazione parallela, sprovvisto di fondo per consentire alle strisce a frange o ai mop di attraversarlo allo scopo di immergersi nel liquido contenuto nel secchio sottostante.”
TESTO DELLA DESCRIZIONE
Il campo degli strizzatori per strisce a frange o mop per la pulizia ad umido dei pavimenti è ampio e variegato.
Attualmente sono presenti sul mercato molteplici e svariati modelli di strizzatori per strisce a frange o per mop, che si differenziano tra loro in particolare per adottare diversi sistemi di strizzaggio della striscia a frange o del mop e per la maniera con cui Fazione manuale dell’operatore viene trasmessa all’elemento mobile che effettua specificatamente l’azione di compressione delle strisce a frange o dei mop.
E’ possibile individuare degli elementi comuni alla maggioranza di tali strizzatori come ad esempio la presenza di un fondo, di due pareti laterali (in cui sono ubicate le sedi per l’alberino deputato a ricevere il moto rotatorio da una leva azionata in modo manuale dall’operatore e a trasmettere tale azione attraverso leve o cinematismi più o meno complessi all’elemento mobile che pressa la striscia a frange o il mop), di una parete frontale di contrasto all’elemento mobile di strizzaggio a ridosso della quale viene pressata e strizzata la striscia a frange o il mop bagnato a mezzo del suddetto elemento mobile.
La funzione del piano di fondo in genere è quella di collegare le due pareti laterali e la parete frontale per fornire la sufficiente solidità strutturale allo strizzatore, ma risponde ancora ad un’esigenza operativa. Infatti il piano di fondo costituisce un piano di appoggio e di raccolta della striscia a frange o del mop così da consentire lo strizzaggio della striscia a frange o del mop in un’unica azione sebbene abbiano una estensione longitudinale di molto superiore all’altezza del piano frontale. Il piano di fondo risulta essere forato per consentire durante lo strizzaggio delle strisce a frange o dei mop l’uscita del liquido di cui ne sono impregnati.
Solitamente il liquido di risciacquo è separato dal liquido sporco proveniente dallo strizzaggio e lo strizzatore è montato o su di un secchio a due bacini oppure è montato su un proprio contenitore che raccoglie l’acqua di strizzaggio sporca essendo disponibile un secondo contenitore con l’acqua pulita. Si hanno dei casi in cui non si effettua la separazione tra i due liquidi utilizzando un unico bacino preferendo disporre di una quantità superiore di liquido.
In entrambi i casi, quando lo strizzatore è provvisto di fondo, l’operatore è~costretto, dopo aver immerso la striscia a frange o il mop nel liquido per il risciacquo, a sollevare la striscia a frange (o il mop), appena bagnata, con la struttura che la trattiene oltre il bordo superiore dello strizzatore per farla scendere, inserendola al suo interno per effettuare lo strizzaggio.
Per un successivo risciacquo necessita ancora sollevare la striscia a frange (o il mop) al di sopra dello strizzatore ed immergerla nel liquido del bacino affiancato. Tali operazioni di sollevamento della striscia a frange (o del mop), per’ immergerla nell’acqua di risciacquo e del successivo innalzamento per estrarla e quindi di abbassarla all’interno dello strizzatore per un numero notevole di volte da parte di chi opera le pulizie determina un affaticamento non trascurabile. Altri inconvenienti di queste successioni di operazioni sono dovuti all’acqua che cola in sovrappiù dalla striscia a frange (o dal mop) appena estratta dal liquido di risciacquo che rischia di bagnare l’operatore (con le ovvie conseguenze nel caso in cui il liquido contenesse qualche detergente aggressivo), come pure rischia di bagnare la vicina manopola della leva di comando per lo strizzaggio (che deve essere poi impugnata dall’operatore) facendola risultare sporca e viscida. Da ultimo il possibile gocciolamento di liquido sul circostante pavimento potrebbe compromettere il risultato di una perfetta pulizia (soprattutto nella fase finale di asciugatura). Una soluzione a tale inconveniente è stata tentata con gli strizzatori senza fondo attrezzati con il pressore a rullo, dove la superficie di contrasto contro cui agisce il rullo può essere curva o piana.
In detti strizzatori venendo appunto a mancare il fondo, la striscia a frange (o il mop), in essi introdotta può passare al di sotto attraversandoli fino a raggiungere il liquido sottostante ed esserne immersa per il risciacquo. Per la strizzatura la striscia a frange (o il mop) viene estratta dal liquido e sollevata fino all’altezza utile rimanendo aH’interno dello strizzatore e quindi viene strizzata.
Viene cosi consentito all’operatore un veloce ed agevole risciacquo della striscia a frange (o del mop) dalle parti più grossolane di sporco nel liquido seguito da un successivo strizzaggio.
Detti strizzatori a rullo senza fondo se riducono parzialmente gli inconvenienti dei ripetuti sollevamenti e spandimenti presentano però altri e ben più gravi inconvenienti. Il rullo di strizzaggio infatti per consentire il passaggio aH’interno dello strizzatore sia della striscia a frange (o del mop) che della relativa struttura che la trattiene, deve compiere una corsa di ritorno molto grande. Ciò comporta una serie di inconvenienti tecnici che compromettono la pratica utilizzazione come in appresso esposto. Ne deriva:
■ una eccessiva rotazione della leva impugnata dall’operatore per trasmettere l’azione di strizzaggio;
H una amplificazione eccessiva tramite cinematismi per la corsa del rullo di strizzaggio con conseguente minore sforzo applicabile nella pressatura;
■ una disuniformità nella pressione di strizzaggio della striscia a frange (o del mop) tra l’inizio e la fine della striscia a frange (o del mop) con scadente qualità di prestazione nel successivo impiego della striscia a frange (o del mop) nella pulizia;
■ un elevato rischio di trascinamento della striscia a frange (o del mop) verso il basso dovuto al rullo nella sua corsa utile di strizzaggio a causa della mancata gradualità dell’azione pressoria.
Per ovviare in parte ai problemi sovraesposti, qualche ' costruttore mantenendo la semplicità costruttiva dello strizzatore a rullo senza fondo, ha provveduto a diminuire la corsa utile di strizzaggio. Ciò ha comportato che per interessare l’intera estensione della striscia a frange (o del mop) si deve effettuare almeno due successive fasi di strizzaggio con notevole dispendio di tempo da parte dell’operatore.
Scopo del trovato, oggetto del presente brevetto, è quello di risolvere tutti i problemi ed inconvenienti sovraesposti migliorando nel contempo le prestazioni che ci potevano essere nei preesistenti strizzatori.
11 trovato considera uno strizzatore dotato di un piano pressorio mobile con movimentazione traslatoria parallela che agisce contro una parete piana di contrasto e che è privo del fondo. Inoltre la altezza sia del piano mobile che della parete di contrasto è circa pari all’intera estensione delle strisce a frange (o dei mop) da strizzare. La escursione del manico di comando (azionato dall’operatore) è ridotta benché essa determini un’ampia traslazione del piano mobile pressorio.
Nello strizzatore del presente brevetto la rotazione oscillatoria del manico determina lo spostamento rettilineo alternato del piano mobile utilizzando cinematismi di manovella e biella realizzati secondo principi noti ma adeguatamente dimensionati ed opportunamente ubicati nella struttura.
Sempre nello strizzatore del presente brevetto sulle pareti laterali sono presenti due guide opportunamente configurate per far sì che il piano mobile, a fine corsa passiva di ritorno, si inclini ' ampliando superiormente la apertura allo scopo di fornire un maggior invito e spazio per inserimento della striscia a frange (o del mop).
I perni solidali al piano mobile di strizzaggio applicati sui suoi fianchi e che scorrono entro le succitate guide si trovano in una giacitura parallela arretrata rispetto al piano attivo anteriore. In tal modo essi quando la striscia a frange (o il mop) viene sospinta innanzi dal piano mobile contro la parete frontale di contrasto non vengono ad essere interessati. Si evitano così inceppamenti in fase di pressatura dovuti al possibile inserimento dei filacci della striscia a frange (o del mop) tra le guide ed i perni con il conseguente deterioramento della striscia a frange (o del mop) stessa.
Primo vantaggio dello strizzatore realizzato secondo il trovato è dato dalla elevata uniformità di strizzaggio della superficie della striscia a frange (o del mop) praticamente nella sua interezza senza accumuli nella parte inferiore (mancando il fondo) e senza che la striscia a frange (o il
A mop) sia soggetta a trascinamento verso il basso come avviene con gli strizzatori a rullo.
Secondo ulteriore vantaggio dello strizzatore del presente brevetto è quello di presentare a fine corsa di ritorno del piano mobile di strizzaggio una ampia bocca di ingresso per la striscia a frange (o il mop) che deve essere introdotta ed una soddisfacente successiva luce di passaggio per la suddetta striscia a frange o il mop che deve transitare per accedere al sottostante contenitore del liquido per il suo bagnamento e risciacquo. Terzo vantaggio è dato dal fatto che il risciacquo e la successiva strizzatura della striscia a frange (o del mop) avviene con una sola operazione di immersione e sollevamento e ciò con grande facilità di introduzione della striscia a frange (o del mop) e con altrettanta grande facilità di posizionamento e mantenimento in quota della suddetta striscia a frange (o mop) durante lo strizzaggio.
Quanto in precedenza esposto risulta chiarito dall’esame delle allegate Tavole dei disegni.
La fig. 1 mostra lo strizzatore secondo il trovato in vista prospettica laterale e dall’alto. Si è indicato con 1 lo strizzatore nel suo assieme; con 2 la parete frontale di contrasto provvista di una molteplicità di fori; con 3 e 3’ le pareti laterali unite posteriormente dalla traversa 16 (non visibile in figura).
Nelle pareti laterali 3 e 3’ sono praticate le guide 4 e 4’ entro le quali scorrono i perni 12 solidali al piano mobile 5. Nelle pareti laterali 3 e 3’ sono inoltre realizzate le sedi 13 e 13’ dell’alberino 8 che porta le leve 7 e 7’, connesse queste ultime con le bielle 6 e 6’ per la movimentazione del piano mobile 5.
L’alberino 8 è solidale ad una estremità con il mozzo 9 provvisto quest’ultimo della sede 14 in cui è inserito il manico di comando 10 dotato della manopola di impugnatura 1 1 per la presa da parte dell’operatore.
Volendo c’è la possibilità di inserimento del detto manico 10 nelle sedi di cui sono dotati i bracci di leva 7 e 7’, potendo escludere in tal caso la presenza del mozzo 9.
Come è rappresentato nella figura 1 , lo strizzatore si trova nella condizione di riposo ed il piano mobile 5 è tutto arretrato così da offrire la massima apertura di ingresso per l’inserimento della striscia a frange (o del mop). Si nota nello strizzatore 1 la mancanza del fondo, per cui risulta disponibile un valido passaggio attraverso il quale può essere fatta transitare la striscia a frange (o il mop) che deve raggiungere il liquido presente nel sottostante contenitore.
La fig. 2 si differenzia dalla figura precedente unicamente per la cuffia 15 applicata sull’esterno delle feritoie 4 di guida per i perni 12 del piano mobile 5.
Tale cuffia 15 che può essere facilmente asportabile serve ad impedire che in fase di strizzaggio l’acqua possa essere spruzzata fuori.
La simbologia che contraddistingue le altre parti mantiene lo stesso significato in precedenza adottato.
La fig. 3 è una vista assonometrica dall’alto dello strizzatore 1 presa posteriormente da cui appare il piano mobile 5 in posizione di apertura. Si è indicato con 16 la traversa inferiore che collega le due pareti laterali 3 e 3’; con 17 e 17’ le estensioni delle pareti 3 e 3’ che concorrono alla formazione delle sedi a forcella 8 per il montaggio dello strizzatore 1 sugli appositi sostegni di un carrello o direttamente sul bordo di appositi secchi. Si è contraddistinto, analogamente ai disegni precedenti, con 2 il piano frontale, con 4 le feritoie entro cui scorrono i perni 12 solidali al piano mobile 5. Sono visibili le sedi 13 e 13’ dell’alberino 8 che porta le leve 7 e 7’, connesse quest’ultime con le bielle 6 e 6’. Infine si è contraddistinto con 9 il mozzo provvisto di sede 14 all’interno della quale è inserito il manico 10 dotato. della manopola di impugnatura 1 1. La fig. 4 è una rappresentazione uguale alla fig. 3, e si differenzia da quest’ultima unicamente per la presenza della cuffia paraspruzzi 15 posta sopra le feritoie 4 di guida per i perni 12 del piano mobile 5. Detta cuffia paraspruzzi 15 impedisce l’uscita degli spruzzi dalle feritoie 4 durante lo strizzaggio. La simbologia che contraddistingue le varie parti è la stessa di quella adottata nella figura precedente.
La fig. 5 è una vista assonometrica dall’alto dello strizzatore presa anteriormente dove appare il piano mobile 5 in posizione di azionamento intermedio. Analogamente alle figure precedenti si è indicato con 2 il piano frontale forato provvisto di una serie di nervature 19 di irrobustimento. Si sono contraddistinte con 20 e 20’ le feritoie per l’inserimento delle appendici di un elemento piano laminare che copre sull’esterno pressoché totalmente la parete frontale di contrasto al fine di impedire la fuoriuscita di eventuali spruzzi nella fase di strizzaggio.
Si è mantenuta la simbologia corrispondente ai disegni precedenti identificando con 3 e 3’ le pareti laterali, con 4 le feritoie entro cui scorrono i perni 12 solidali al piano mobile 5; con 13 la sede sulla parete laterale 3 dell’alberino 8 che porta le leve 7 e 7’ collegate alle bielle 6 e 6’; con 9 il mozzo provvisto della sede 14 entro cui si impegna il manico 10 terminante con la manopola 1 1 ; con 17 l’appendice della parete laterale 3.
La fig. 6 è una rappresentazione uguale alla fig. 5 e si differenzia da quest’ultima unicamente per l’aggiunta della cuffia paraspruzzi 15.
La simbologia che contraddstingue le varie parti è la stessa di quella adottata nella figura precedente.
La fig. 7 mostra lo strizzatore 1 in vista prospettica laterale anteriore presa dall’alto. Il piano mobile 5 si trova nella massima escursione di apertura. Il piano frontale di contrasto 2 risulta provvisto dell’elemento laminare paraspruzzi 21 impegnato con le sue appendici nelle feritoie 20. Si sono indicate con 3 e 3’ le pareti laterali, con 17 l’appendice laterale; con 4 le feritoie di guida per i perni 12 solidali al piano mobile forato 5; con 9 il mozzo che presenta la sede 14 per accogliere il manico 10 terminante all’estremità con la manopola 1 1.
La fig. 8 è una rappresentazione uguale alla fig. 7 e si differenzia da quest’ultima unicamente per la aggiunta della cuffia paraspruzzi 15. La simbologia che contraddistingue le varie parti è la stessa di quella adottata nella figura precedente.
La fig. 9 mostra lo strizzatore 1 visto in sezione secondo un piano verticale longitudinale dove il piano mobile 5 si trova in posizione di apertura. Si è indicato con 2 la parete frontale forata provvista delle nervature 19; con 3 la parete laterale, che si estende nell’appendice 17 ' che concorre alla formazione della sede a forcella (18). Si sono contraddistinte con 4 le feritoie di guida entro cui scorrono, solidali al piano mobile 5, i perni 12. Si può notare come questi ultimi siano su una giacitura più arretrata del piano attivo di strizzaggio evitando così gli inceppamenti che si avrebbero in fase di strizzatura se i filacci della strisce a frange (o del mop) venissero ad interessarli. Si sono contraddistinte con 20 le feritoie presenti nella parete laterale 3 entro le quali si agganciano le appendici dell’elemento laminare piano paraspruzzi (qui non raffigurato); con 13 la sede dell’albero 8 che porta la leva 7 collegata alla biella 6; con 16 la traversa inferiore e con 10 il manico. Si nota l’ampio spazio esistente tra il piano di contrasto 2 e il piano mobile 5 per consentire il passaggio attraverso lo strizzatore 1 della striscia a frange (o del mop).
La fig. 10 mostra lo strizzatore 1 in sezione secondo un piano verticale longitudinale dove il piano mobile 5 si trova ora in posizione di massima chiusura. Si nota il totale addossamento del piano mobile 5 contro il piano di contrasto 2 il che permette una elevata uniformità di strizzaggio della striscia a frange (o del mop). Il punto, di .applicazione della spinta 22 della biella 6, collocata in posizione intermedia tra i perni superiori ed inferiori 12 consente, in caso di non appropriato posizionamento della striscia a frange o del mop oppure di una sua disuniformità di spessore, al piano mobile 5 di inclinarsi rispetto al piano della parete, di contrasto 2 per cui viene mantenuta sempre una elevata uniformità di pressione nella fase di strizzaggio.
La fig. 1 1 rappresenta in sezione lo strizzatore 1 montato sul bordo di un secchio 23 con inserita una striscia a frange 25. Si è contraddistinto con 24 la struttura a telaio pieghevole sorreggente la striscia a frange 25 inserita all’interno dello strizzatore nello spazio definito tra il piano mobile 5 ed il piano di contrasto 2. In detta posizione la striscia a frange può essere strizzata.
La fig. 12 rappresenta in sezione lo strizzatore 1 realizzato secondo il trovato montato sul bordo di un secchio 23 attraversato da una striscia a frange 25 con il relativo sostegno. La striscia a frànge risulta immersa nel liquido del secchio essendo la struttura sorreggente a telaio pieghevole 24 potuta inserirsi nello spazio definito tra il piano mobile 5 ed il piano di contrasto 2. La mancanza del fondo ed il largo passaggio disponibile tra il piano di contrasto 2 ed il piano mobile 5 ottenuto con una normale escursione del manico 10 costituiscono nel loro assieme la parte innovativa principale dello strizzatore.
La fig. 13 e la fig. 14 sono le rappresentazioni corrispondenti alle fig.
1 1 e fig. 12 dove ora la struttura sorreggente 24 e relativa striscia a frange 25 anziché essere posizionata di profilo è disposta di piatto.
-La fig. 15 e la fig. 16 sono le rappresentazioni corrispondenti alla fig. Ί 1 e alla fig. 12 dove l’attrezzo di lavaggio precedentemente costituito dal sostegno a telaio pieghevole 24 con relativa striscia a frange è sostituito dal sostegno a pinza 26 con relativo mop 27.
Dopo quanto in precedenza descritto con riferimento alle rappresentazione delle Tavole appare la grande utilità della ’ innovazione offerta dallo strizzatore del trovato che rivoluziona una metodica finora in uso, riducendo fatiche e tempi di lavaggio.
Non si esce ovviamente dal brevetto per variazioni anche migliorative che a posteriori si possono attuare.

Claims (5)

  1. RIVENDICAZIONI 1) “Strizzatore per strisce a frange o per mop, con piano pressorio a traslazione parallela, sprovvisto di fondo per consentire alle strisce a frange -od al mop di attraversarlo allo scopo di immergersi nel liquido contenuto nel secchio sottostante, caratterizzato dal fatto di: di essere costituito da una struttura pressoché cubica (parallelepipeda) senza coperchio e senza fondo e dove la parete opposta a quella di contrasto (2) si riduce ad un traverso (16) situato nella parte bassa; di avere un piano mobile (5)' che viene spinto contro una superficie di contrasto piana (2) realizzando una pressa parallela orizzontale, dove detto piano mobile (5) a riposo si trova inclinato così da offrire una maggiore larghezza per la introduzione delle strisce a frange o nei mop completi della relativa struttura sorreggente; di essere attrezzata per la movimentazione del piano pressorio mobile (5) di un cinematismo comprendente: un manico ni comando (10) provvisto di manopola (1 1) per Fimpugnatura da parte dell’operatore, solidale per il tramite di un mozzo (9) di estremità ad un alberino (S) girevole entro sedi (13-13’) ricavate sulle pareti laterali (3-3 ’); di due bracci di leva (7-7’) solidali all’alberino girevole (8); di due bielle (6-6’) con la testa incernierata alle estremità delle leve (7-7’) ed i cui piedi collegati nella zona centrale del retro del piano mobile (5) lo sospingono a guisa di ginocchiere; di possedere su ciascuna delle pareti laterali (3-3 ’) due feritoie (4-4’) entro cui scorrono i perni ( 12-12’) applicati solidalmente sui fianchi del piano mobile (5); di possedere cuffie paraspruzzi applicate sull’esterno delle pareti laterali (15-15’) in corrispondenza delle feritoie (4-4’) e di un elemento laminare piano (21) applicato sull’esterno della parete forata di contrasto (2) con funzione di paraspruzzi.
  2. 2) Strizzatore per strisce a frange o per mop secondo la rivendicazione prima caratterizzato dal fatto di non avere il fondo.
  3. 3) Strizzatore per strisce a frange o per mop secondo la rivendicazione prima caratterizzato dal fatto che la parete opposta a quella di contrasto è ridotta ad un traverso (16) ubicato nella parte inferiore.
  4. 4) Strizzatore per strisce a frange o per mop secondo la rivendicazione prima caratterizzato dal fatto di essere strutturato in maniera che il piano pressorio mobile (5) a riposo risulta distanziato dalla superficie di contrasto (2) così da consentire uno spazio sufficiente per il passaggio e l’attraversamento dall’alto fino al di sotto non solo della fascia a frange o del mop ma anche dei loro apparati sorreggenti quali i telai pieghevoli e le pinze di ammorsamento.
  5. 5) Strizzatore per strisce a frange o per mop secondo la rivendicazione prima caratterizzato dal fatto che il cinematismo per la movimentazione del piano mobile (5) costituito da manovelle (7) e bielle (6) ed alberino girevole (8) risulta dimensionato é opportunamente montato sulle pareti laterali (3-3’) in maniera tale da conferire al piano mobile (5) una ampia traslazione senza richiedere al manico di comando (10) una rotazione superiore al' normale. Strizzatore per strisce a frange o per mop secondo la rivendicazione prima caratterizzato dal fatto che le feritoie (4-4’) praticate sulle pareti laterali (3-3’) sono state posizionate, configurate e dimensionate così che il piano mobile (5) nella posizione di ritorno rimanga inclinato allo scopo di aumentare la ampiezza della imboccatura superiore. Strizzatore per strisce a frange o per mop caratterizzato dal fatto di essere stato dimensionato per una altezza sufficiente per la pressatura delle strisce a frange o dei mop tra la superficie (2) di contrasto ed il piano mobile (5) in una sola volta anziché in due o più volte come avviene ora con i normali strizzatoti di strisce a frange o di mop. 8) Strizzatore per strisce a frange o per mop caratterizzato dal fatto che i perni (12) applicati sui fianchi del piano mobile (5) si trovano arretrati rispetto alla giacitura della superficie attiva del piano mobile (5) cosi che sia esclusa la possibilità che le parti filacciose della striscia a frange o del mop si inseriscano tra detti perni (12) e le guide (4). Strizzatore per strisce a frange o per mop caratterizzato nel suo assieme come descritto e raffigurato per gli scopi prefissi.
IT97PD000174A 1996-08-12 1997-07-30 Strizzatore per strisce a frange o per mop con piano pressatorio a traslazione parallela sprovvisto di fondo per consentire alle strisce IT1294800B1 (it)

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