ITPD990138A1 - Dispositivo antisvincolo fra coppie complementari di componenti discaffalature in lamiera metallica da unire ad incastro. - Google Patents

Dispositivo antisvincolo fra coppie complementari di componenti discaffalature in lamiera metallica da unire ad incastro. Download PDF

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ITPD990138A1
ITPD990138A1 IT1999PD000138A ITPD990138A ITPD990138A1 IT PD990138 A1 ITPD990138 A1 IT PD990138A1 IT 1999PD000138 A IT1999PD000138 A IT 1999PD000138A IT PD990138 A ITPD990138 A IT PD990138A IT PD990138 A1 ITPD990138 A1 IT PD990138A1
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IT
Italy
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components
teeth
metal sheet
complementary
joint
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IT1999PD000138A
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Inventor
Flavio Scapin
Giuseppe Grigolo
Original Assignee
Gs Scaffalature Engineering Sp
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Description

" DISPOSITIVO ΑΝΤΙ SVINCOLO FRA COPPIE COMPLEMENTARI DI COMPONENTI DI SCAFFALATURE IN LAMIERA METALLICA DA UNIRE AD INCASTRO"
DESCRIZIONE
Il presente trovato ha per oggetto un dispositivo antisvincolo fra coppie complementari di componenti di scaffalature in lamiera metallica da unire ad incastro.
Attualmente sono diffuse scaffalature metalliche cosiddette "leggere" assemblatili in sito, ed impiegabili sia in campo industriale o commerciale, sia per usi nelle civili abitazioni.
Queste scaffalature sono per lo più impiegate per sostenere soprammobili, libri, attrezzi di utensileria e quant 'altro.
Queste scaffalature leggere sono in sostanza costituite da montanti, eventualmente rinforzati da traversi, sui quali vengono fissati a varie altezze i piani.
In un particolare tipo di scaffalatura nota i montanti sono con sezione ad L, i piani sono invece costituiti da un foglio di lamiera rettangolare con bordi longitudinali e trasversali rivoltati verso il basso a definire una sagoma a C.
Vengono perciò definite sui bordi stessi delle zone verticali, rispettivamente longitudinali e trasversali, ed in corrispondenza di queste, nelle zone d'angolo, è realizzata l'unione dei montanti ai piani con i primi che vengono posti in appoggio ai secondi.
Ciascun dispositivo di unione reciproca comprende una coppia di elementi maschio ad ala rettilinea allungata ciascuno presente in una delle ali di un montante.
Gli elementi maschio di ciascuna coppia, che sono ricavati per tranciatura e deformazione della lamiera metallica, sono disposti inclinati e convergenti verso il basso rispetto alla linea di incrocio delle giaciture corrispondenti ai piani definiti dalle ali e sono uniti a queste ultime secondo la propria lunghezza, quindi a sbalzo laterale.
Corrispondentemente il dispositivo di unione comprende una coppia di elementi femmina ad asola di forma e disposizione complementare agli elementi maschi e presenti su ciascun piano.
Gli elementi femmina presentano ciascuno una porzione sulla corrispondente zona piana verticale del bordo ed una porzione sulla zona piana orizzontale, longitudinale trasversale, dello stesso bordo.
Le porzioni sulle zone piane verticali presentano un bordo, di interazione per appoggio con l'elemento maschio, convergenti verso il basso, mentre le porzioni sulle zone piane orizzontali presentano un bordo ortogonale rispetto alla bisettrice dell’angolo fra le ali.
L 'incastro avviene appoggiando 1'angolo del piano al montante con gli elementi femmina posti superiormente agli elementi maschio e quindi con successivo slittamento reciproco per ottenere l'incastro.
L’inclinazione e la convergenza delle coppie di elementi maschio e femmina fanno si che vengano indotte componenti di forza che hanno direzione verso l'angolo del montante e del piano.
Ciascun montante è poi ottenuto dall'unione di componenti incastrati reciprocamente mediante dispositivi come quello descritto.
Pur essendo apprezzate sul mercato per gli indubbi vantaggi che le caratterizzano rispetto a quelle con elementi uniti mediante bullonature queste scaffalature non si sono rivelate prive di inconvenienti ed in particolare una non elevata rigidezza di insieme che si manifesta, quando non sottoposta a carichi, con "sbandamenti" dell'insieme, cioè con inclinazioni dei montanti nel medesimo verso, e conseguente pericolo di ribaltamento.
Questo rende necessari ancoraggi di sicurezza ad esempio a parete.
Compito principale del presente trovato è quello di mettere a punto un dispositivo antisvincolo fra coppie complementari di componenti di scaffalature in lamiera metallica da unire ad incastro con i componenti stessi in appoggio e in spinta reciproca che elimini 1'inconveniente sopra lamentato.
Nell’ambito del compito sopra esposto, conseguente primario scopo è quello di mettere a punto un dispositivo che migliori la resistenza meccanica in modo tale da rendere la struttura effettivamente autoportante.
Ancora un importante scopo è quello di mettere a punto un dispositivo che che risulti competitivo in termini di costi e tempi di produzione.
Ancora un importante scopo è quello di mettere a punto un dispositivo che mantenga inalterata nel tempo l'unione.
Un altro scopo è quello di mettere a punto un dispositivo realizzabile su tutte le tipologie di scaffalature ad incastro con i componenti stessi in appoggio e in spinta reciproca attualmente esistenti.
Non ultimo scopo è quello di mettere a punto un dispositivo deducibile con usuali attrezzature ed impianti.
Questi ed altri scopi ancora, che più chiaramente appariranno in seguito, vengono raggiunti da un dispositivo antisvincolo fra coppie complementari di componenti di scaffalature in lamiera metallica da unire ad incastro con i componenti stessi in appoggio e in spinta reciproca, caratterizzato dal fatto di comprendere dentature a rilievo parallele complementari che si sviluppano ciascuna su uno dei detti componenti in corrispondenti porzioni delle zone da unire.
Ulteriori caratteristiche e vantaggi del trovato risulteranno maggiormente dalla descrizione dettagliata di una sua forma realizzativa illustrata a titolo indicativo, ma non per questo limitativo della sua portata, nelle allegate tavole di disegni in cui:
la fig. 1 è una vista prospettica di una scaffalatura con dispositivi antisvincolo secondo il trovato;
la fig. 2 è una vista prospettica di una parte di montante e della corrispondente parte di piano prima del montaggio;
la fig. 3 è una vista in sezione verticale degli elementi di unione di fig. 2 assemblati;
la fig. 4 è una vista in sezione orizzontale degli elementi di fig. 2;
le fig. 5 e 6 sono particolari di varianti realizzative del dispositivo secondo il trovato.
Con riferimento alle figure precedentemente citate, un esempio di scaffalatura in lamiera metallica è indicat complessivamente con il numero di riferimento 10 comprende, nel caso in esame, quattro montanti compositi ed una serie di piani 12 ad essi uniti.
In particolare, ciascun montante 11 è formato da due elementi 11a ed 11b allineati ed uniti ad incastro.
I montanti 11 sono opportunamente con sezione ad L presentanti, in corrispondenza dell'angolo di piega e dei bordi, delle sagomature, rispettivamente 13 e 14, a definire nervature di rinforzo longitudinale.
I piani 12 sono invece costituiti da un foglio di lamiera rettangolare con bordi, longitudinali 15a e trasversali 15b, rivoltati verso il basso a definire una sagoma a C.
Vengono perciò definite sui bordi stessi delle zone verticali, rispettivamente longitudinali 16a e trasversali 16b, ed in corrispondenza di queste, nelle zone d'angolo, è realizzata l’unione dei montanti 11 ai piani 12.
Quindi, i montanti 11 vengono posti in appoggio ai piani 12, o viceversa, essendo le porzioni da unire giacenti su due piani fra loro ortogonali, in particolare le zone verticali 16a e 16b dei bordi 15 dei piani 12 e le ali Ile e lld dei montanti 11.
Ciascun dispositivo di unione comprende una coppia di elementi maschio, ciascuno indicato con 17, ad ala rettilinea allungata ciascuno presente in una delle ali ed lld di un montante.
Naturalmente ciascun montante 11 presenta una serie di coppie di elementi maschi 17 opportunamente distanziate le une dalle altre per dare la possibilità di scegliere il livello da terra di ciascun piano.
Gli elementi maschio 17 di ciascuna coppia, che sono ricavati per tranciatura e deformazione della lamiera metallica, sono disposti inclinati e convergenti verso il basso rispetto alla linea di incrocio delle giaciture corrispondenti ai piani definiti dalle ali Ile e lld e sono uniti a queste ultime secondo la propria lunghezza, quindi a sbalzo laterale.
Corrispondentemente il dispositivo di unione comprende una coppia di elementi femmina 18 ad asola di forma e disposizione complementare agli elementi maschi 17 e presenti su ciascun piano 12.
Gli elementi femmina 18 presentano ciascuno una porzione 18a sulla corrispondente zona piana verticale 16a o 16b del bordo 15 ed una porzione 18b sulla zona piana orizzontale, longitudinale 19a o trasversale 19b, dello stesso bordo 15.
Le porzioni 18a presentano un bordo 20a, di interazione per appoggio con l'elemento maschio 17, convergenti verso il basso, mentre le porzioni 18b presentano un bordo 20b ortogonale rispetto alla bisettrice dell'angolo fra le ali 13a e 13b.
L’incastro avviene appoggiando l'angolo del piano 12 al montante 11 con gli elementi femmina 18 posti superiormente agli elementi maschio 17 e quindi con successivo slittamento reciproco per ottenere l'incastro.
L 'inclinazione e la convergenza delle coppie di elementi maschio 17 e femmina 18 fanno si che vengano indotte componenti di forza, indicate dalle frecce di fig.
2, che hanno direzione verso l’angolo del montante 11 e del piano 12.
Secondo il trovato dentature parallele complementari, rispettivamente 21 e 22, si sviluppano ciascuna a fianco rispettivamente di ciascun elemento maschio 17 del montante 11 e di ciascun elemento femmina 18 del piano 12.
Le dentature 21 e 22, ottenute per deformazione della lamiera, ad esempio per ricalcatura in modo che siano a rilievo rispetto alla superficie su cui vengono realizzate, hanno i denti in assetto di contrasto rispetto alla direzione del movimento reciproco di incastro fra le parti.
Tale assetto è in particolare ortogonale, in questo caso, rispetto alle frecce di fig. 2, ma in altri casi può essere anche inclinato come nelle figure 5 e 6.
Si è in pratica constatato come siano stati raggiunti il compito e gli scopi preposti al presente trovato.
Infatti . tenuto conto che in ciascun dispositivo d unione concorrono due incastri maschio e femmina che partendo dal presupposto che l’unione fra i componenti effettuata con uno in appoggio all'altro, e che gli elementi delle coppie sono disposti inclinati e convergenti verso il basso si ottiene un incastro in cui i componenti vengono spinti ancor più uno verso l'altro verso la zona d'angolo ottenendo nel contempo, per mezzo dell'interazione reciproca delle dentature, 1'autobloccaggio che aumenta sottocarico.
Si ottiene una struttura particolarmente rigida ed autoportante senza che concorrano elementi diversi dagli incastri.
La struttura è così rigida che non necessita di traversi che colleghino i vari montanti.
Naturalmente il dispositivo antisvincolo può essere realizzato anche su scaffalature di altro tipo, sempre comunque con componenti da unire ad incastro con i componenti stessi in appoggio e in spinta reciproca.
Si è in pratica constatato come siano stati raggiunti il compito e gli scopi preposti al presente trovato.
Il trovato così concepito è suscettibile di numerose modifiche e varianti tutte rientranti nell'ambito del concetto inventivo.
Inoltre tutti i particolari sono sostituibili da altri elementi tecnicamente equivalenti.
In pratica i materiali impiegati, purché compatibili con l'uso contingente, nonché le dimensioni, potranno essere qualsiasi, a seconda delle esigenze.

Claims (5)

  1. RIVENDICAZIONI 1) Dispositivo antisvincolo fra coppie complementari di componenti di scaffalature in lamiera metallica da unire ad incastro con i componenti stessi in appoggio e in spinta reciproca, caratterizzato dal fatto di comprendere dentature a rilievo parallele complementari che si sviluppano ciascuna su uno dei detti componenti in corrispondenti porzioni delle zone da unire.
  2. 2) Dispositivo antisvincolo come alla rivendicazione 1, caratterizzato dal fatto che i denti di dette dentature sono disposti in assetto di contrasto rispetto alla direzione del movimento reciproco di incastro fra le parti.
  3. 3) Dispositivo antisvincolo come alla rivendicazione 2, caratterizzato dal fatto che detto assetto dei denti di dette dentature è ortogonale rispetto alla direzione del movimento reciproco di incastro fra le parti.
  4. 4) Dispositivo antisvincolo come alla rivendicazione 2, caratterizzato dal fatto che detto assetto dei denti di dette dentature è inclinato rispetto alla direzione del movimento reciproco di incastro fra le parti.
  5. 5) Dispositivo antisvincolo fra coppie complementari di componenti di scaffalature in lamiera metallica da unire ad incastro come ad una o più delle rivendicazioni precedenti, che si caratterizza per quanto descritto ed illustrato allegate tavole di disegni.
IT1999PD000138 1999-06-24 1999-06-24 Dispositivo antisvincolo fra coppie complementari di componenti discaffalature in lamiera metallica da unire ad incastro. IT1306674B1 (it)

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