ITPI20080104A1 - Rastrelliera per biciclette - Google Patents

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ITPI20080104A1
ITPI20080104A1 IT000104A ITPI20080104A ITPI20080104A1 IT PI20080104 A1 ITPI20080104 A1 IT PI20080104A1 IT 000104 A IT000104 A IT 000104A IT PI20080104 A ITPI20080104 A IT PI20080104A IT PI20080104 A1 ITPI20080104 A1 IT PI20080104A1
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rack
foot
feet
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IT000104A
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Stefano Semeraro
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Stefano Semeraro
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    • B62LAND VEHICLES FOR TRAVELLING OTHERWISE THAN ON RAILS
    • B62HCYCLE STANDS; SUPPORTS OR HOLDERS FOR PARKING OR STORING CYCLES; APPLIANCES PREVENTING OR INDICATING UNAUTHORIZED USE OR THEFT OF CYCLES; LOCKS INTEGRAL WITH CYCLES; DEVICES FOR LEARNING TO RIDE CYCLES
    • B62H3/00Separate supports or holders for parking or storing cycles
    • B62H3/04Separate supports or holders for parking or storing cycles involving forked supports of brackets for holding a wheel
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  • Automatic Cycles, And Cycles In General (AREA)

Description

Descrizione a corredo della domanda di brevetto dal titolo
RASTRELLIERA PER BICICLETTE
Ambito dell’invenzione
La presente invenzione riguarda il settore tecnico dei prodotti di arredo urbano. In particolare si riferisce ad una nuova tipologia di rastrelliera per biciclette.
Brevi cenni alla tecnica nota
Sempre più frequentemente le biciclette stanno divenendo un comune mezzo di trasporto cittadino. E’ noto infatti come la vita frenetica di tutti i giorni imponga spostamenti rapidi e semplicità di parcheggio, soprattutto all’interno di città fortemente trafficate e congestionate dal traffico.
Proprio in virtù di questo, sono oramai da tempo utilizzate e dislocate, in predeterminati punti delle città, rastrelliere destinate al parcheggio ordinato di qualsiasi tipologia di bicicletta. Ad esempio le stazioni ferroviarie, ma anche i condomini privati o altri luoghi pubblici o privati in genere, sono generalmente predisposti con rastrelliere di design diverso e che consentono non solo la sosta ordinata ma anche la chiusura delle bici con apposite catene e/o catenacci per evitarne il furto.
Tuttavia è noto come, nonostante design e tipologie di rastrelliere svariate e innovative, queste non rendano affatto facile l’operazione sia di inserimento che di prelevamento della bicicletta. Le rastrelliere sono infatti generalmente costituite da una struttura comprendente due o più elementi rigidi di forma allungata (ad esempio travi, barre o similari) posti uno di fronte all’altro parallelamente al suolo, similmente a dei binari, e fissati ai loro estremi da appositi panettoni in cemento oppure da semplice tassellamento direttamente al suolo (oppure con altre soluzioni di fissaggio equivalenti).
Gli assi portano poi saldati sul loro dorso, in maniera equi distanziata, appositi piedi di fissaggio entro cui alloggiare la ruota posteriore o anteriore della bicicletta, consentendo così il parcheggio. In tal maniera la bici rimane in equilibrio con la ruota inserita entro il piede di fissaggio. E’ noto come i piedi di fissaggio possano essere realizzati in svariati modi. Ad esempio un tubo unico ripiegato secondo spire di una molla e poi saldato sulle travi di base crea, tra spira e spira, lo spazio di inserimento e bloccaggio con catenaccio della ruota.
In altri casi i piedi di fissaggio sono costituiti da barre o elementi tubolari ricurvi in genere. Le forme possono essere le più svariate, quali ad esempio forme ad U rovesciata oppure a V o anche a C rovesciata, e saldate per i loro estremi sul dorso delle due travi. In tal maniera, saldando in maniera affiancata due barre ricurve una accanto all’altra, si realizza un piede avente la sede di inserimento della ruota.
Tuttavia le rastrelliere tradizionali non sono esenti da inconvenienti piuttosto fastidiosi per l’utilizzatore. E’ infatti comunemente noto come le strutture tradizionali rendano davvero difficile l’inserimento e l’estrazione di biciclette. Il problema è ancora più evidente quando è necessario parcheggiare il proprio mezzo in corrispondenza della posizione centrale della rastrelliera (ad esempio quando questa ultima risulta già satura di biciclette). E’ infatti frequente il caso in cui, nel tentativo di parcheggio o estrazione della bici, i manubri e/o i pedali si incastrino con i rispettivi pedali e manubri delle biciclette poste di fianco.
Ciò rende davvero difficoltosa l’operazione di estrazione, richiedendo spesso il sollevamento della bici con notevole fatica e rischio sia di escoriazione e graffi di parti del corpo ma anche di sporcamento con grasso dei vestiti.
Egualmente, anche l’operazione di parcheggio è operazione altrettanto noiosa. Anche in questo caso, infatti, risulta davvero difficoltoso l’inserimento della ruota entro la sede, poichè sia i pedali che i manubri delle bici adiacenti spesso non lasciano molta libertà ne di movimento e ne di manovra.
Sintesi dell’invenzione
È quindi scopo della presente invenzione fornire una nuova tipologia di rastrelliera per biciclette che risolva i suddetti inconvenienti.
In particolare è scopo della presente invenzione fornire una rastrelliera che consenta il parcheggio/prelievo di una bicicletta evitando che parti strutturali di essa, in particolar modo manubri e pedali, si blocchino o entrino in interferenza con le parti strutturali di biciclette parcheggiate in adiacenza.
Questi e altri scopi sono ottenuti con la presente rastrelliera per consentire il parcheggio di biciclette in genere e comprendente:
− Almeno una coppia di piedi di fissaggio (3, 4), ogni piede di fissaggio essendo atto ad accogliere<rispettivamente la ruota di una bicicletta;>
− Una struttura portante per detti piedi posti secondo una configurazione reciprocamente affiancata l’uno rispetto all’altro;
e caratterizzata dal fatto che i piedi di fissaggio comprendono mezzi di supporto (18) predisposti su detti piedi secondo una sequenza alternata. I mezzi di supporto sono atti a posizionare e sostenere la bicicletta secondo una predeterminata inclinazione rispetto al suolo e comprendendo in combinazione almeno uno scivolo (19; 119) rigidamente connesso al piede di fissaggio e almeno una coppia di traversi (17, 17’) interposti trasversalmente sul piede in maniera contrapposta l’uno rispetto all’altro. In tal maniera lo scivolo consente il rotolamento della ruota sino al suo posizionamento all’interno della sede di bloccaggio realizzata dai traversi.
Data la predisposizione alternata dei suddetti mezzi di supporto sui piedi, le biciclette si troveranno alternativamente in configurazione inclinata e orizzontale lungo tutta la lunghezza complessiva della rastrelliera. In questa maniera si evitano le interferenze di parti strutturali di biciclette poste in adiacenza l’una all’altra. Infatti, il manubrio e i pedali della bici sostenuta in posizione inclinata, si troverà ad un’altezza maggiore rispetto a manubri e pedali della bici posta subito di fianco.
Vantaggiosamente, ogni piede di fissaggio (3, 4) comprende una coppia di elementi ripiegati (12, 13; 28, 29) affiancati l’uno all’altro e opportunamente distanziati per ottenere una sede per accogliere la ruota.
In tal maniera, semplicemente spingendo la ruota entro la suddetta sede, la bici rimarrà in configurazione di parcheggio.
Vantaggiosamente l’altezza dei piedi di fissaggio (4) è maggiore dell’altezza dei piedi di fissaggio (3), detti piedi di fissaggio (3, 4) essendo predisposti su travi (5, 6) della struttura portante secondo la sequenza alternata, di tipo basso – alto o viceversa, e i mezzi di supporto (18) essendo predisposti su piedi di fissaggio (4) di tipo alto.
In tal maniera i mezzi di supporto saranno esclusivamente montati sui piedi di fissaggio di tipologia alta e quindi, secondo la suddetta sequenza alternata, si avrà un piede di fissaggio di tipo basso (3), ovvero privo di mezzi di supporto, seguito da un piede di fissaggio alto (4) e provvisto di mezzi di supporto (18). L’applicazione dei mezzi di supporto esclusivamente ai piedi di tipologia alta garantisce così una maggiore inclinazione rispetto al suolo della bicicletta e dunque una migliore funzionalità della rastrelliera stessa.
Vantaggiosamente lo scivolo (19; 119) è posto con il suo estremo superiore in prossimità del dorso del piede di fissaggio e l’estremo inferiore in prossimità del suolo realizzando così una predeterminata inclinazione. La coppia di traversi (17, 17’) si collega trasversalmente in maniera rigida alla coppia di elementi ripiegati (28, 29) secondo una predisposizione tale che il primo risulti posto in prossimità dell’estremo superiore dello scivolo e l’altro in posizione contrapposta.
In tal maniera i traversi creano una sede di bloccaggio entro cui ricade la ruota al termine della sua risalita lungo lo scivolo. Essendo i traversi applicati sulla tipologia di piedi alta, si favorirà il posizionamento secondo una maggiore inclinazione delle biciclette. Naturalmente nulla vieterebbe l’applicazione del concetto inventivo a piedi tutti della stessa altezza. I piedi di fissaggio (3, 4) sono ogni uno rispettivamente connesso ad una base quadrangolare (11), a sua volta connessa in corrispondenza del dorso delle travi (5, 6).
Alternativamente i piedi di fissaggio (3, 4) possono essere connessi direttamente in corrispondenza del dorso delle travi (5, 6).
Vantaggiosamente lo scivolo (19; 119) è collegato al piede di fissaggio (4) per mezzo di un elemento tubolare (20) ripiegato a C, detto elemento tubolare essendo connesso per un suo estremo (20’) in un punto della base quadrangolare (11) o direttamente su una trave (5, 6) e per l’altro suo estremo (20’’) in un predeterminato punto dello scivolo.
L’elemento a C garantisce la giusta rigidità allo scivolo realizzando così una buona connessione al piede.
Vantaggiosamente lo scivolo (19) comprende una semplice pista di scorrimento (21), oppure alternativamente, può avere due bordi di guida (122) e una pista di scorrimento (121).
Inoltre la coppia di elementi ripiegati (28, 29) comprende almeno tre porzioni tubolari (14, 15, 16).
Nel dettaglio si ha che la prima porzione comprende un elemento tubolare (15) ripiegato a C e collegato per un suo estremo libero (15’) alla base quadrangolare (11); la seconda porzione comprende, invece, un elemento tubolare (16), detto elemento collegandosi per un suo estremo libero (16’) in un punto del perimetro della base quadrangolare (11) dalla parte arretrata rispetto al punto (15’). Le due porzioni (15, 16) fanno così da supporto per la terza porzione comprendente un elemento ad U rovesciato (14), detto elemento ad U potendosi saldare in corrispondenza dei suoi estremi liberi (14’, 14’’) agli estremi liberi delle suddette porzioni (15) e (16).
Vantaggiosamente, la rastrelliera secondo l’invenzione, è realizzata secondo porzioni modulari (23, 23’, 23’’) reciprocamente collegabili per variare la sua lunghezza complessiva.
<In particolare è previsto:>
− Un modulo iniziale (23), detto modulo iniziale comprendendo una ringhiera (7) ed una coppia di piedi (3,<4) secondo la sequenza basso – alto;>
− Almeno un modulo base (23’) comprendente una coppia<di piedi (3, 4) secondo la sequenza basso – alto;>
− Un modulo finale (23’’) comprendente una ringhiera (8) e un piede (3) basso.
Vantaggiosamente le porzioni modulari prevedendo giunzioni (26) atte ad accogliere mezzi di giunzione per consentire la connessione reciproca di più moduli fra loro.
La presente invenzione riguarda, inoltre, un piede di fissaggio per rastrelliera da bicicletta atto ad accoglierne la ruota per consentirne il parcheggio in genere e caratterizzato dal fatto che detto piede comprende mezzi di supporto (18) atti a posizionare e sostenere la bicicletta secondo una predeterminata inclinazione rispetto al suolo, detti mezzi comprendendo in combinazione almeno uno scivolo (19; 119) rigidamente connesso secondo una predeterminata inclinazione al piede di fissaggio e almeno una coppia di traversi (17, 17’) interposti trasversalmente su detto piede in maniera contrapposta l’uno rispetto all’altro, detto scivolo consentendo il rotolamento della ruota sino al suo posizionamento all’interno della sede di bloccaggio realizzata da detti traversi.
Breve descrizione dei disegni
Ulteriori caratteristiche e i vantaggi della rastrelliera, secondo l’invenzione, risulteranno più chiaramente con la descrizione che segue di una sua forma realizzativa, fatta a titolo esemplificativo e non limitativo, con riferimento ai disegni annessi, in cui: − la figura 1 mostra una vista prospettica della<rastrelliera secondo l’invenzione;>
− La figura 2 mostra una vista prospettica e vista<frontale e dall’alto del presente ritrovato;>
− La figura 3 e figura 4 mostrano un dettaglio del piede di fissaggio alto dell’invenzione, in particolare in vista<laterale e vista da dietro;>
− La figura 5 mostra sezioni, secondo due forme<realizzative, dello scivolo;>
− Le figure 6 e 7 mostrano soluzioni modulari della presente invenzione, in particolare modulo iniziale,<modulo finale e modulo base;>
− La figura 8 mostra un dettaglio di attacco fra i<moduli;>
− La figura 9 mostra una vista frontale e vista laterale<della rastrelliera in fase di utilizzo.>
− La figura 10 mostra, in vista laterale, due biciclette predisposte sulla rastrelliera.
Descrizione alcune forme realizzative preferite Con riferimento alla figura 1, è descritta una possibile tipologia di rastrelliera 1 per biciclette secondo l’invenzione. Generalmente parlando, la rastrelliera in oggetto comprende essenzialmente una struttura portante complessiva comprendente due travi 5 e 6 e due ringhiere 7 e 8. Naturalmente elementi rigidi di forma allungata diversi dalle specifiche travi 5 e 6 (e anche in un numero complessivo diverso da due) possono tranquillamente essere utilizzate, senza per questo allontanarsi dal presente concetto inventivo. Le travi in oggetto, sempre come descritto in figura 1, sono rigidamente connesse alle due ringhiere 7 e 8 in modo tale da risultare in una configurazione parallela l’una rispetto all’altra. In particolare, gli estremi liberi delle travi 5 e 6 si collegano rigidamente in corrispondenza delle basi 9 e 10 delle ringhiere. Il collegamento può poi essere effettuato in molteplici maniere note, quali ad esempio bullonatura, saldatura e similari.
In maniera ben nota secondo lo stato della tecnica, la struttura portante così realizzata può poi essere fissata al suolo tramite bullonatura al suolo oppure semplicemente appoggiata.
La predisposizione delle travi 5 e 6 consente dunque il posizionamento di opportuni piedi di fissaggio 2 che, come ben noto dallo stato della tecnica, accolgono la ruota anteriore o posteriore della bicicletta per consentirne il parcheggio. Le possibili geometrie dei piedi di fissaggio possono essere molteplici. In particolare, la figura 1 e la figura 2 descrivono nel dettaglio la tipologia di ripiegatura dei piedi secondo la presente invenzione. Nello specifico, la rastrelliera 1 in oggetto comprende, secondo una sequenza alternata, piedi di fissaggio 2 di geometria ed altezza diverse. Le due tipologie sono dunque così di seguito costituite.
Una prima tipologia 3 (detta tipologia “bassa”- vedi sempre figura 1 e figura 2) comprende due elementi tubolari 12 e 13 ripiegati a forma di U e connessi per i loro estremi (ad esempio per saldatura) in maniera rovesciata alle due travi 5 e 6.
La saldatura degli elementi tubolari ad U può avvenire, in maniera del tutto indifferente, direttamente sulle travi oppure, in alternativa, su di una base 11 di tipo quadrangolare o similari. L’utilizzo della base quadrangolare risulta molto utile per definire (durante tutta la fase costruttiva) un riferimento di fissaggio. In tal maniera si avrà la certezza che tutte le coppie di tubolari 12 e 13, costituenti i piedi di fissaggio bassi 3, avranno tutti la stessa distanza reciproca, definendo così ogni coppia una sede per l’inserimento della ruota di uguale larghezza. Inoltre la saldatura o il collegamento generico sul dorso delle travi 5 e 6 risulta di più facile realizzazione.
La seconda tipologia 4 di piedi di fissaggio (denominata anche tipologia “alta”) è sempre costituita da elementi tubolari ripiegati ma di altezza complessiva superiore rispetto alla prima tipologia. Anche questa seconda tipologia, similmente alla prima, può essere collegata direttamente alle due travi 5 e 6 oppure utilizzare la base quadrangolare 11.
Entrando più nel dettaglio costruttivo di questa seconda tipologia 4, (vedi figura 3 - vista laterale) si nota come un elemento ad U rovesciato 14 non sia più saldato direttamente sulla base quadrangolare 11 o sulle travi 5 e 6, bensì risulta esser sostenuto da opportuni elementi tubolari (15, 16) in modo da sollevarlo opportunamente dal suolo. In particolare, l’elemento tubolare 15 è ripiegato a C ed è collegato per un suo estremo libero 15’ alla base quadrangolare 11. L’altro elemento tubolare 16, generalmente rettilineo, si collega sempre per un suo estremo libero 16’ in un punto del perimetro della base quadrangolare 11, dalla parte arretrata rispetto al punto 15’. Le due porzioni (15, 16) fanno dunque da supporto per una terza porzione, ovvero l’elemento ad U rovesciato 14, il quale può dunque saldarsi per i suoi estremi liberi (14’, 14’’) agli estremi liberi 15’’ e 16’’ delle suddette porzioni 15 e 16.
Naturalmente, senza allontanarsi dal presente concetto inventivo, è possibile risollevare rispetto al suolo l’elemento tubolare ripiegato ad U 14 anche con elementi tubolari diversi e di geometria diversa rispetto a quanto descritto. E’ inoltre possibile ottenere le tre porzioni tubolari (14, 15, 16) sopra descritte anche partendo da un unico pezzo opportunamente ripiegato.
Gli elementi tubolari (14, 15, 16) definiscono, con la loro combinazione così descritta, elementi ripiegati 28 e 29 (equivalenti agli elementi tubolari sopra descritti 12 e 13) e predisposti in coppia per mezzo di giunzione sui due lati della base quadrangolare, realizzando così la sede per la ruota (in maniera del tutto analoga agli elementi 12 e 13). In particolare (vedi figura 3 e figura 4), una coppia di traversi (17, 17’) sono interposti tra i due elementi 28 e 29 allo scopo non solo di irrigidire la struttura ma anche di realizzare una sede di bloccaggio per la ruota, come meglio spiegato in seguito.
Come detto, la sequenza di posizionamento della prima tipologia (bassa) di piedi di fissaggio 3 e della seconda tipologia (alta) 4 è di tipo alternato lungo tutta la lunghezza della rastrelliera. Ciò significa che lungo tutta la lunghezza delle travi 5 e 6 su cui sono saldati i piedi, un piede di tipologia bassa è affiancato ad un piede di tipologia alta.
Naturalmente è assolutamente indifferente se la sequenza costruttiva scelta è tale per cui inizia con una tipologia bassa per finire con una tipologia alta o viceversa. Inoltre, ai fini della presente invenzione, è assolutamente indifferente il numero complessivo di piedi presenti lungo la rastrelliera, potendo ogni una contenerne un numero qualsiasi (e variando di conseguenza la capacità di contenimento di biciclette).
Sempre come descritto nel dettaglio di figura 3 e come si evince chiaramente anche dalle figure 1 e 2, la rastrelliera in oggetto comprenda dunque mezzi di supporto 18 predisposti in maniera alternata, ovvero in corrispondenza dei piedi 4, allo scopo di sostenere la bici e sollevarla dal suolo.
In particolare, sempre come descritto in figura 3 e figura 4, la tipologia di piedi di fissaggio alta comprende uno scivolo 19 predisposto secondo una certa inclinazione α rispetto al suolo. La scivolo è dunque posizionato in modo tale da avere l’estremo superiore posto in prossimità del dorso del piede 4 (all’incirca in corrispondenza del punto 14’), mentre l’altro suo estremo (estremo inferiore) posto in prossimità del suolo e non necessariamente in contatto con esso. In particolare la scivolo viene saldato al piede per mezzo di un elemento tubolare 20 ripiegato a C e saldato per un suo estremo 20’ in corrispondenza della base quadrangolare 11 e l’altro estremo 20’’ alla scivolo stesso. I due traversi 17 e 17’ (vedi figura 3) sono posizionati in maniera contrapposta l’uno rispetto all’altro, ovvero il 17’ posto in prossimità dell’estremo superiore dello scivolo e l’altro frontalmente ad esso.
Naturalmente soluzioni del tutto equivalenti possono essere utilizzate e senza per questo allontanarsi dal presente concetto inventivo. Ad esempio la scivolo può essere direttamente saldato, o collegato in altra maniera, in un punto qualsiasi del piede in modo da conferirgli l’angolazione desiderata mentre i traversi possono essere piazzati in posizioni poste ad altezze diverse rispetto a quelle indicate in figura.
Entrando più nel dettaglio costruttivo della scivolo (vedi figura 3 e figura 4) le soluzioni costruttive possono essere molteplici. Ad esempio la figura 3 e il dettaglio di sezione B-B della figura 5, descrivono un semplice scivolo rettilineo e costituito da una semplice pista di scorrimento 21 per la ruota.
Nulla vieterebbe però di realizzare scivoli di geometrie del tutto diverse. Ad esempio la figura 5 mostra, per mezzo della sezione A-A, uno scivolo in una seconda configurazione preferita. In particolare lo scivolo comprende in combinazione con la normale pista di scorrimento 121 bordi di guida 122 utili a mantenere in linea la ruota della bicicletta durante il suo scorrimento.
Le figure 6, 7 e 8 descrivono poi un’altra importante peculiarità della seguente invenzione. La rastrelliera può infatti essere realizzata in maniera modulare, ogni modulo comprendendo porzioni collegabili tra loro in maniera molto semplice (ad esempio bullonatura). In tal maniera, è sempre possibile aggiungerne una porzione in modo tale da aumentare la capacità della stessa.
La figura 6 mostra nel dettaglio le varie viste di una porzione modulare finale 23’’. Quest’ultima comprende la ringhiera (8) e un piede (3). Le due travi (24, 25) si collegano direttamente al resto della struttura portante destinata al fissaggio al suolo. In maniera del tutto equivalente (vedi figura 7), un modulo iniziale (23) comprenderà invece la ringhiera (7) e una coppia di piedi di tipo basso (3) - alto (4) unitamente alla ringhiera (7). Moduli base (23’) comprendono invece una sequenza basso – alto. Un numero indefinito di moduli base possono connettersi tra modulo iniziale e finale in modo da variare a piacimento la lunghezza della rastrelliera.
Nulla comunque vieterebbe la realizzazione di un modulo base (23’) e moduli iniziali e finali con numero qualsiasi di piedi e senza per questo allontanarsi dal presente concetto inventivo.
Come descritto schematicamente in figura 8 (vedi anche figura 9), ogni modulo si collega al modulo successivo per mezzo di semplici giunzioni 26, comprendenti in combinazione una lavorazione di fresatura e mezzi di giunzione. La fresatura serve a rendere sovrapponibili i due moduli in corrispondenza delle loro porzioni finali di travi. I mezzi di giunzione possono essere semplici bulloni, viti o sistemi equivalenti. In particolare la figura 8 mostra una soluzione con viti 28 a brucola, in modo tale da andare totalmente a scomparsa all’interno della sede di avvitamento. Alternativamente, soluzioni equivalenti comprendenti sedi combacianti di scorrimento (e dunque non solo di sovrapposizione) possono essere utilizzate in combinazione con bullonatura di vario genere.
Descriviamo adesso brevemente il funzionamento del presente ritrovato.
Come descritto schematicamente in figura 9 e figura 10, la rastrelliera è costituita da una sequenza di piedi di tipo alternato (si evidenzia a titolo di esempio la sequenza di modulo iniziale – modulo base – modulo finale). In tal maniera, l’inserimento della ruota in corrispondenza della sede del piede basso (sede come detto ottenuta dall’accoppiamento degli elementi tubolari ripiegati (12, 13) – vedi anche figura 2) configurerà la bicicletta in maniera all’incirca orizzontale, come da tecnica nota (Asse bici Orizzontale). La ruota della bici si inserisce nella sede praticamente confinata dalle travi 5 e 6 in prossimità o appoggiando al suolo. Colui che invece piazzerà la bicicletta inserendo la ruota all’interno della sede relativa al piede alto 4 (ovvero nello spazio interposto tra la coppia di elementi ripiegati 28 e 29 costituiti ogni uno dalle tre porzioni 14, 15 e 16 – vedi sempre figura 2 e figura 3) dovrà fare rotolare la ruota sullo scivolo 19 (o equivalentemente 119) sino a che la stessa non si inserirà nella sede di bloccaggio definita dai traversi 17 e 17’. In questo caso, i due traversi sorreggeranno la ruota confinandola nello spazio tra di essi compreso e mantenendo la bici in posizione inclinata rispetto al suolo. La particolare soluzione di uno scivolo posto in prossimità del suolo e non necessariamente adiacente ad esso ha il notevole vantaggio di una facile adattabilità alle asperità del suolo. Inoltre, in maniera non limitativa, è possibile realizzare la larghezza delle ringhiere in modo tale da almeno coprire la larghezza complessiva dello scivolo e del piede, proprio per evitare incidenti di inciampo e caduta degli utilizzatori.
E’ a questo punto evidente come siano stati raggiunti tutti gli scopi prefissati dalla presente invenzione. In particolare è evidente come i mezzi di supporto (19, 17, 17’; 119, 17, 17’) applicati al piede di tipologia alta consentano di parcheggiare le biciclette entro la rastrelliera secondo una sequenza angolare sfasata impedendo così che parti strutturali di bici poste in adiacenza entrino in contatto tra loro.
E’ evidente come questa soluzione sia estremamente funzionale consentendo semplicemente di spingere la ruota della bici lungo lo scivolo per poi farla ricadere entro la apposita sede di bloccaggio. In questa maniera, non solo si evita una faticosa operazione di sollevamento della bicicletta per realizzare l’inserimento nel piede, ma si preserverà la bici da accidentali urti durante l’operazione di inserimento. Inoltre i traversi 17 e 17’ sono posizionabili ad altezze tali da evitare qualsiasi interferenza strutturale di parti della bicicletta con il piede stesso, il tutto a favore dell’integrità del mezzo parcheggiato.
E’ altresì evidente come una struttura modulare renda molto versatile questa particolare invenzione, specialmente nelle applicazioni di tipo urbanistico dove spesso si richiedono modifiche e versatilità.
La descrizione di cui sopra di una forma realizzativa specifica è in grado di mostrare l’invenzione dal punto di vista concettuale in modo che altri, utilizzando la tecnica nota, potranno modificare e/o adattare in varie applicazioni tale forma realizzativa specifica senza ulteriori ricerche e senza allontanarsi dal concetto inventivo, e, quindi, si intende che tali adattamenti e modifiche saranno considerabili come equivalenti della forma realizzativa specifica. I mezzi e i materiali per realizzare le varie funzioni descritte potranno essere di varia natura senza per questo uscire dall’ambito dell’invenzione. Si intende che le espressioni o la terminologia utilizzate hanno scopo puramente descrittivo e per questo non limitativo.

Claims (15)

  1. RIVENDICAZIONI 1. Rastrelliera per consentire il parcheggio di<biciclette in genere e comprendente:> − Almeno una coppia di piedi di fissaggio (3, 4), ogni piede di fissaggio essendo atto ad accogliere rispettivamente la ruota di una bicicletta; − Una struttura portante per detti piedi posti secondo una configurazione reciprocamente affiancata l’uno rispetto all’altro; e caratterizzata dal fatto che detti piedi di fissaggio comprendono mezzi di supporto (18) predisposti su detti piedi secondo una sequenza alternata, detti mezzi di supporto essendo atti a posizionare e sostenere la bicicletta secondo una predeterminata inclinazione rispetto al suolo e comprendendo in combinazione almeno uno scivolo (19; 119) rigidamente connesso al piede di fissaggio e almeno una coppia di traversi (17, 17’) interposti trasversalmente su detto piede in maniera contrapposta l’uno rispetto all’altro, detto scivolo consentendo il rotolamento della ruota sino al suo posizionamento all’interno della sede di bloccaggio realizzata da detti traversi.
  2. 2. Rastrelliera, secondo rivendicazioni 1, in cui ogni piede di fissaggio (3, 4) comprende una coppia di elementi ripiegati (12, 13; 28, 29) affiancati l’uno all’altro e opportunamente distanziati per ottenere una sede per accogliere detta ruota.
  3. 3. Rastrelliera, secondo rivendicazioni 1 e 2, in cui l’altezza dei piedi di fissaggio (4) è maggiore dell’altezza dei piedi di fissaggio (3), detti piedi di fissaggio (3, 4) essendo predisposti su travi (5, 6) di detta struttura portante secondo detta sequenza alternata, di tipo basso – alto o viceversa, detti mezzi di supporto (18) essendo predisposti su detti piedi di fissaggio alto (4).
  4. 4. Rastrelliera, secondo una o più rivendicazioni precedenti, in cui detto scivolo (19; 119) è posto con il suo estremo superiore in prossimità del dorso del piede di fissaggio e l’estremo inferiore in prossimità del suolo realizzando così una predeterminata inclinazione, detta coppia di traversi (17, 17’) collegando trasversalmente in maniera rigida detta coppia di elementi ripiegati (28, 29; 12, 13) ed essendo predisposti in modo tale che il primo risulti posto in prossimità dell’estremo superiore dello scivolo e l’altro in posizione contrapposta.
  5. 5. Rastrelliera, secondo una o più rivendicazioni dalla 1 alla 4, in cui detti piedi di fissaggio (3, 4) sono ogni uno rispettivamente connesso ad una base quadrangolare (11), detta base quadrangolare essendo connessa in corrispondenza del dorso delle travi (5, 6).
  6. 6. Rastrelliera, secondo rivendicazione dalla 1 alla 4, in cui detti piedi di fissaggio (3, 4) sono connessi direttamente in corrispondenza del dorso di dette travi (5, 6).
  7. 7. Rastrelliera, secondo una o più rivendicazioni precedenti, in cui detto scivolo (19; 119) è collegato a detto piede di fissaggio (4) per mezzo di un elemento tubolare (20) ripiegato a C, detto elemento tubolare essendo connesso per un suo estremo (20’) in un punto della base quadrangolare (11) o direttamente su una trave (5, 6) e per l’altro suo estremo (20’’) in un predeterminato punto di detto scivolo.
  8. 8. Rastrelliera, secondo rivendicazione 1, in cui detto scivolo (19) comprende una pista di scorrimento (21).
  9. 9. Rastrelliera, secondo rivendicazione 1, in cui detta scivolo (119) comprende due bordi di guida (122) e una pista di scorrimento (121).
  10. 10. Rastrelliera, secondo rivendicazione 4, in cui detta coppia di elementi ripiegati (28, 29) comprende almeno tre porzioni tubolari (14, 15, 16).
  11. 11. Rastrelliera, secondo rivendicazione 10, in cui: − Detta prima porzione comprende un elemento tubolare(15) ripiegato a C e collegato per un suo estremo<libero (15’) alla base quadrangolare (11);> − Detta seconda porzione comprende un elemento tubolare (16), detto elemento collegandosi per un suo estremo libero (16’) in un punto del perimetro della base quadrangolare (11) dalla parte arretrata rispetto<a detto punto (15’);> − Dette due porzioni (15, 16) facendo da supporto per detta terza porzione comprendente un elemento ad U rovesciato (14), detto elemento ad U potendosi saldare in corrispondenza dei suoi estremi liberi (14’, 14’’) agli estremi liberi (15’’) e (16’’) delle suddette porzioni (15) e (16).
  12. 12. Rastrelliera, secondo una o più rivendicazioni precedenti, caratterizzata dal fatto di essere realizzata secondo porzioni modulari (23, 23’, 23’’) reciprocamente collegabili per variare la lunghezza della rastrelliera.
  13. 13. Rastrelliera, secondo rivendicazione 12, in cui è<previsto:> − Un modulo iniziale (23), detto modulo iniziale comprendendo una ringhiera (7) ed una coppia di piedi<(3, 4) secondo la sequenza basso – alto;> − Almeno un modulo base (23’) comprendente una coppia<di piedi (3, 4) secondo la sequenza basso – alto;> − Un modulo finale (23’’) comprendente una ringhiera (8) e un piede (3) basso.
  14. 14. Rastrelliera, secondo rivendicazione 12 e/o 13, in cui dette porzioni modulari prevedendo giunzioni (26) atte ad accogliere mezzi di giunzione per consentire la connessione reciproca di più moduli fra loro.
  15. 15. Piede di fissaggio per rastrelliera da bicicletta, detto piede essendo atto ad accogliere la ruota di una bicicletta per consentirne il parcheggio in genere e caratterizzato dal fatto che comprende mezzi di supporto (18) atti a posizionare e sostenere la bicicletta secondo una predeterminata inclinazione rispetto al suolo, detti mezzi comprendendo in combinazione almeno uno scivolo (19; 119) rigidamente connesso al piede di fissaggio secondo una predeterminata inclinazione e almeno una coppia di traversi (17, 17’) interposti trasversalmente su detto piede in maniera contrapposta l’uno rispetto all’altro, detto scivolo consentendo il rotolamento della ruota sino al suo posizionamento all’interno della sede di bloccaggio realizzata da detti traversi.
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