ITPI20080106A1 - Sdraio con tavolino a scomparsa - Google Patents
Sdraio con tavolino a scomparsa Download PDFInfo
- Publication number
- ITPI20080106A1 ITPI20080106A1 IT000106A ITPI20080106A ITPI20080106A1 IT PI20080106 A1 ITPI20080106 A1 IT PI20080106A1 IT 000106 A IT000106 A IT 000106A IT PI20080106 A ITPI20080106 A IT PI20080106A IT PI20080106 A1 ITPI20080106 A1 IT PI20080106A1
- Authority
- IT
- Italy
- Prior art keywords
- rigid element
- deckchair
- general
- configuration
- support surface
- Prior art date
Links
- 230000008878 coupling Effects 0.000 claims description 5
- 238000010168 coupling process Methods 0.000 claims description 5
- 238000005859 coupling reaction Methods 0.000 claims description 5
- 230000006835 compression Effects 0.000 claims description 4
- 238000007906 compression Methods 0.000 claims description 4
- 238000003780 insertion Methods 0.000 claims description 3
- 230000037431 insertion Effects 0.000 claims description 3
- 230000000903 blocking effect Effects 0.000 claims 1
- 238000000605 extraction Methods 0.000 description 3
- 230000005484 gravity Effects 0.000 description 3
- 230000009471 action Effects 0.000 description 2
- 238000003287 bathing Methods 0.000 description 2
- 230000006978 adaptation Effects 0.000 description 1
- 230000008859 change Effects 0.000 description 1
- 230000008034 disappearance Effects 0.000 description 1
- 235000013305 food Nutrition 0.000 description 1
- 230000014509 gene expression Effects 0.000 description 1
- 238000012986 modification Methods 0.000 description 1
- 230000004048 modification Effects 0.000 description 1
- 238000012856 packing Methods 0.000 description 1
- 235000021178 picnic Nutrition 0.000 description 1
- 230000002040 relaxant effect Effects 0.000 description 1
Classifications
-
- A—HUMAN NECESSITIES
- A47—FURNITURE; DOMESTIC ARTICLES OR APPLIANCES; COFFEE MILLS; SPICE MILLS; SUCTION CLEANERS IN GENERAL
- A47C—CHAIRS; SOFAS; BEDS
- A47C7/00—Parts, details, or accessories of chairs or stools
- A47C7/62—Accessories for chairs
- A47C7/68—Arm-rest tables ; or back-rest tables
- A47C7/70—Arm-rest tables ; or back-rest tables of foldable type
-
- A—HUMAN NECESSITIES
- A47—FURNITURE; DOMESTIC ARTICLES OR APPLIANCES; COFFEE MILLS; SPICE MILLS; SUCTION CLEANERS IN GENERAL
- A47C—CHAIRS; SOFAS; BEDS
- A47C1/00—Chairs adapted for special purposes
- A47C1/14—Beach chairs ; Chairs for outdoor use, e.g. chairs for relaxation or sun-tanning
Landscapes
- Health & Medical Sciences (AREA)
- Dentistry (AREA)
- General Health & Medical Sciences (AREA)
- Ladders (AREA)
Description
Descrizione a corredo della domanda di brevetto per invenzione dal titolo
SDRAIO CON TAVOLINO A SCOMPARSA
Ambito dell’invenzione
La presente invenzione riguarda il settore dell’arredamento, ed in particolare si riferisce a sdraio o lettini in genere da spiaggia e/o da giardino con tavolino integrato.
Brevi cenni alla tecnica nota
Sono orami da tempo note le sdraio o lettini utilizzate nei bagni delle spiagge, oppure sdraio utilizzate comunemente nei giardini o in posti in cui fare pic-nic, prendere il sole o semplicemente rilassarsi.
Le sdraio attualmente disponibili sul mercato sono molto comode e consentono generalmente varie regolazioni di posizione. E’ infatti possibile sollevare e/o inclinare lo schienale in modo da regolare la posizione della schiena e persino della testa. E’ anche possibile effettuare una regolazione di inclinazione della parte di sdraio destinata a sorreggere le gambe, consentendo così di scegliere tra una posizione in cui le gambe sono completamente stese a posizioni intermedie in cui le gambe sono flesse. In tal maniera, qualsiasi posizione l’utilizzatore voglia scegliere, potrà tranquillamente predisporla migliorando il proprio confort e il relax personale.
Alcune sdraio, prevedono inoltre un tavolino integrato che consente di appoggiare oggetti in genere. Questa particolare soluzione risulta essere estremamente comoda, soprattutto nel caso in cui l’utilizzatore voglia appoggiare di fronte a sé oggetti in genere. Ad esempio, un utilizzatore che vuole utilizzare un PC mentre è comodamente sdraiato, può in tal maniera appoggiare lo stesso sul tavolino evitando di doverlo riporre scomodamente e pericolosamente sulle ginocchia o di fianco a se. Naturalmente anche cibi o qualsiasi altro oggetto in genere può, alla stessa maniera, essere riposto sul tavolino consentendo di liberare le mani dell’utilizzatore.
Tuttavia queste tipologie di tavolini non sono esenti da inconvenienti. Infatti risultano spesso essere eccessivamente ingombranti, non consentendo una chiusura compatta dell’intera sdraio a termine utilizzo. Questo è un problema particolarmente sentito non solo dal semplice utilizzatore privato ma soprattutto dai proprietari di stabilimenti balneari in genere. I titolari di stabilimenti balneari, infatti, possiedono a volte anche migliaia di sdraio, per cui il problema ingombro diviene una questione essenziale. Basti pensare quando, a fine stagione, le stesse devono essere riposte definitivamente negli appositi magazzini. Un ingombro eccessivo causerebbe una insufficienza di spazzi disponibili, obbligando dunque all’acquisto di ulteriori magazzini con notevoli inconvenienti di costo.
Sintesi dell’invenzione
È quindi scopo della presente invenzione fornire una nuova tipologia di sdraio o lettino in genere atta a risolvere i suddetti inconvenienti.
In particolare è scopo della presente invenzione fornire una sdraio o lettino che sia facilmente ed efficacemente compattabile nonostante la presenza di un tavolino integrato in maniera tale da economizzare gli spazi di ingombro.
Questi ed altri scopi sono raggiunti mediante la<presente sdraio o lettino, comprendente:>
− Almeno una struttura portante (4) comprendente una prima superficie di sostegno (1) per consentire ad un<utilizzatore di sedersi e/o sdraiarsi su di essa;>
− Almeno una seconda superficie di sostegno (5) per riporre su di essa oggetti in genere e operativamente connessa con la prima superficie di sostegno (1), detta seconda superficie (5) essendo mobile lungo un percorso per passare da una configurazione di chiusura ad una<configurazione di utilizzo e vice-versa;>
− Mezzi di movimentazione (6; 206; 306) per collegare operativamente detta prima con detta seconda superficie di sostegno;
e caratterizzata dal fatto che la seconda superficie di sostegno (5), nella configurazione di chiusura, è posizionata al di sotto della prima superficie di sostegno (1) e almeno parzialmente contenuta entro un volume definito dalla proiezione ortogonale della superficie (1) sul suolo e la superficie stessa.
Il cinematismo complessivo di connessione della seconda superficie (5), quale ad esempio un tavolino, con la sdraio consente di posizionarlo in pratica a scomparsa al di sotto della superficie di sostegno stessa e quindi non visibile dall’alto. In particolare, proiettando la superficie stessa sul suolo, si definisce un parallelepipedo immaginario le cui basi superiore ed inferiore sono rappresentate proprio dalla superficie di sostegno e dalla sua proiezione al suolo. Il suddetto cinematismo consente di posizionare il tavolino al di sotto della superficie ma almeno parzialmente contenuto entro il suddetto parallelepipedo, consentendone così la scomparsa nella configurazione di chiusura e la conseguente compattazione dell’intera sdraio quando richiusa a termine utilizzo.
Vantaggiosamente i mezzi di movimentazione (6; 206; 306) comprendendo almeno un elemento rigido di forma allungata connesso per un suo estremo libero al tavolino e azionabile per movimentarlo verso l’esterno della superficie di sostegno (1) predisponendolo nella configurazione di utilizzo in cui l’elemento di forma allungata risulta essere emergente verso l’alto da essa, e viceversa.
In particolare, la superficie di sostegno (1) comprende una faccia superiore (2) per consentire ad un utilizzatore di sdraiarsi e/o sedersi su di essa ed una faccia inferiore (3) opposta alla faccia superiore e rivolta verso il suolo. Il tavolino (5), che risulta nella configurazione di chiusura predisposto a scomparsa al di sotto della superficie di sostegno, è interamente contenuto entro il suddetto volume secondo una delle seguenti possibili configurazione di seguito descritte.
Secondo una prima configurazione di posizionamento, il tavolino sarà predisposto ad una distanza minore o uguale a 20 centimetri rispetto alla faccia inferiore (3).
In tal maniera risulterà ad una distanza dalla faccia inferiore (3) tale da consentire un ingombro complessivo molto contenuto.
Una condizione particolarmente vantaggiosa del posizionamento del tavolino è poi rappresentato dal caso particolare in cui esso è posto direttamente in adiacenza alla faccia inferiore (3). In tal maniera il risparmio di ingombri è notevole consentendo una chiusura complessiva della sdraio estremamente compatta.
Infine, una terza soluzione può anche prevedere un posizionamento del tavolino naturalmente sempre contenuto entro il volume del suddetto parallelepipedo (e quindi a scomparsa e non visibile dall’alto della superficie 1) ma posto in prossimità del suolo.
Vantaggiosamente sono previsti mezzi di bloccaggio (23, 24; 223, 224) per bloccare in maniera rilasciabile la seconda superficie di sostegno (5) almeno in corrispondenza della configurazione di utilizzo e della configurazione di chiusura.
In tal maniera, a termine dell’utilizzo del tavolino, è possibile posizionarlo sotto la superficie (1) bloccandolo in posizione ed evitando così che lo stesso ricada per gravità. Al momento in cui si richieda nuovamente il suo utilizzo, si procede allo sblocco dei suddetti mezzi per portarlo in posizione utile, raggiunta la quale, si procede nuovamente al fissaggio.
Vantaggiosamente, la movimentazione del tavolino tra la posizione di chiusura e di utilizzo e vice-versa è realizzata tramite i mezzi di movimentazione che lo collegano operativamente alla struttura della sdraio. In<particolare questi comprendono:>
− Almeno una base di sostegno (7);
− Un primo ed un secondo elemento rigido di formaallungata (10, 11) reciprocamente connessi l’uno all’altro in corrispondenza di un loro estremo libero, l’estremo superiore (10’) del primo elemento rigido (10) essendo connesso alla seconda superficie di sostegno (5) e l’estremo libero inferiore (11’’) del secondo elemento<rigido essendo connesso alla base di sostegno;>
− Mezzi di incernieramento (12) per collegare in maniera rotazionale il secondo elemento rigido di forma allungata (11) rispetto alla base (7) consentendo di ruotare la superficie (5) dalla configurazione di chiusura alla configurazione di utilizzo e vice-versa.
Vantaggiosamente la base di sostegno (7) è rigidamente connessa alla superficie di sostegno (1) in corrispondenza della faccia inferiore (3), detti mezzi di incernieramento (12) prevedendo almeno un perno di rotazione (22) o similari e detti mezzi di bloccaggio (23, 24) comprendendo almeno un pomello (23) in combinazione con un controdado (24) o similari avvitati sugli estremi opposte del perno (22) per impacchettare il secondo elemento rigido (11) rispetto alla base (7). In tal maniera, il primo e il secondo elemento rigido di forma allungata possono così ruotare rigidamente su di un piano di rotazione intersecante la superficie (1) e inclinato di un predeterminato angolo rispetto ad essa portandosi dalla configurazione di chiusura alla configurazione di utilizzo e vice-versa.
Secondo una prima configurazione dell’invenzione si dunque previsti mezzi di regolazione angolare (13) per collegare rigidamente in maniera rilasciabile il primo con il secondo elemento rigido (10, 11) secondo una predeterminata posizione angolare reciproca.
I mezzi di regolazione angolare comprendendo in combinazione un perno di rotazione (14) e un blocco pin (15). In tal maniera, il perno di rotazione collega in maniera girevole l’estremo superiore (11’) del secondo elemento rigido con l’estremo inferiore (10’’) del primo elemento rigido consentendo la regolazione angolare reciproca, mentre il blocco pin (15) è inseribile in maniera rilasciabile all’interno di predeterminati fori di blocco (18) ricavati sull’elemento opposto a quello che monta il blocco (18), bloccando così rigidamente la posizione reciproca secondo LA predeterminata regolazione angolare prescelta.
In tal maniera dunque, è possibile conferire una inclinazione del tavolino a piacimento dell’utilizzatore. Ciò può risultare essere molto comodo ad esempio nel caso in cui si appoggino sul tavolino Personal Computer o sia necessario scrivere.
Vantaggiosamente il blocco pin (15) comprende in combinazione un perno (16) e una molla (17) di compressione atta a mantenere in posizione inserita il perno entro il predeterminato foro di blocco (18), detto blocco pin (15) essendo connesso rigidamente su uno dei due elementi rigidi e detti fori di blocco essendo predisposti sull’elemento rigido opposto secondo un predeterminato arco angolare.
In tal maniera, la predisposizione angolare dei fori dà un’ampia possibilità di regolazioni angolari a piacimento dell’utilizzatore.
Una seconda configurazione prevede invece mezzi di<movimentazione (206) i quali comprendono:>
− Almeno una base di sostegno (207);
− Un elemento rigido di forma allungata (210),l’estremo superiore (210’) essendo connesso alla seconda superficie di sostegno (5) e l’estremo libero inferiore<(210’’) essendo connesso alla base di sostegno;>
− Mezzi di incernieramento (212) per collegare in maniera rotazionale l’elemento rigido di forma allungata rispetto alla base (207) consentendo di ruotare la seconda superficie (5) dalla faccia inferiore della superficie di seduta dalla configurazione di chiusura alla configurazione di utilizzo e vice-versa.
E’ evidente la semplicità strutturale di questa seconda configurazione di fatto costituita da un solo elemento rigido di forma allungata.
Anche in questo caso, la base di sostegno (207) è rigidamente connessa alla superficie (1) in corrispondenza della faccia inferiore e mezzi di incernieramento (212) prevedendo almeno un perno di rotazione (222), detto elemento rigido di forma allungata potendo così ruotare rigidamente su di un piano di rotazione passante per la superficie di seduta (1) e inclinato di un predeterminato angolo rispetto ad essa portandosi dalla configurazione di chiusura alla configurazione di utilizzo e vice-versa.
In tutte le configurazioni descritte il piano di rotazione è all’incirca ortogonale rispetto alla superficie di sostegno e vantaggiosamente la rotazione è di circa 270 gradi la quale consente una perfetta scomparsa al di sotto della superficie (1).
In tutte le configurazioni sono inoltre previsti mezzi di estensione/ripiego (25, 225) per consentire una regolazione di posizione della seconda superficie di sostegno (5) rispetto all’elemento rigido (10, 210) tra una posizione estesa in cui risulta posta secondo un predeterminato angolo rispetto a detto elemento rigido (10, 210) e una posizione di ripiego in cui risulta ripiegato in adiacenza su detto elemento rigido e viceversa.
In tal maniera il tavolino risulta perfettamente compattabile a ridosso della sua biella su cui è incernierato, quando posto al di sotto della superficie (1) economizzando gli ingombri. In posizione di utilizzo viene invece esteso per poter appoggiare gli oggetti su di esso.
A tal scopo, la superficie di sostegno (5) è predisposta nella posizione di ripiego quando posto a scomparsa al di sotto della superficie di seduta in corrispondenza della configurazione di chiusura, potendo essere regolata nella posizione estesa in corrispondenza della posizione di utilizzo per consentire di riporre oggetti su di essa e vice-versa.
Vantaggiosamente, i mezzi di estensione/ripiego<comprendono:>
− Almeno una coppia di piastre (26) contrapposte rigidamente connesse alla seconda superficie di sostegno (5) in corrispondenza della faccia opposta a quella di appoggio degli oggetti e un perno di rotazione (27) o similari, dette piastre prevedendo un foro (28) in asse per l’inserimento del perno (27) rendendo girevole il tavolino rispetto all’elemento rigido (10, 210) per passare dalla posizione estesa in cui risulta posto all’incirca ortogonalmente rispetto a detto elemento<rigido alla posizione di ripiego.>
− Mezzi (29; 229) per bloccare in posizione la superficie (5), detti mezzi comprendendo un accoppiamento in combinazione dado-controdado (30, 31) o similari avvitati ai due estremi del perno per impacchettare le piastre bloccando la posizione.
E’ infine prevista una ultima soluzione in cui i mezzi di movimentazione comprendono almeno un motorino di azionamento (350) comandabile tramite telecomando (351).
Questa soluzione risulta particolarmente comoda evitando una completa automazione di estrazione e richiusura a scomparsa del tavolino.
Breve descrizione dei disegni
Ulteriori caratteristiche e i vantaggi del presente ritrovato, secondo l’invenzione, risulteranno più chiaramente con la descrizione che segue di una sua forma realizzativa, fatta a titolo esemplificativo e non limitativo, con riferimento ai disegni annessi, in cui: − La figura 1 rappresenta una vista prospettica di una<sdraio o lettino secondo l’invenzione;>
− La figura 2 rappresenta una vista prospettica del<tavolino in posizione di utilizzo;>
− La figura 3 e figura 4 mostrano dettagli tecnici di soluzione nel caso di una configurazione che prevede due<bielle accoppiate con regolazione angolare;>
− Figure 5 e 6 mostrano viste prospettiche delle suddette<singole bielle;>
− Figura 7 mostra una vista di dettaglio del collegamento<tavolino con la biella superiore;>
− La figura 8 mostra in vista prospettica uno spaccato della superficie di sostegno della sdraio attraverso cui è<visibile il tavolino in configurazione di chiusura;>
− La figura 9 mostra una vista prospettica del tavolino in posizione richiusa al di sotto della superficie di<sostegno;>
− Le figure dalla 10 alla 15 rappresentano sequenze di<utilizzo della presente invenzione;>
− La figura 16 mostra il piano di rotazione del tavolino per passare dalla configurazione di utilizzo a quella di<chiusura e viceversa;>
− La figura 17 mostra una seconda configurazione preferita dell’invenzione comprendente una sola biella;− La figura 18 mostra una terza configurazione preferitadell’invenzione in cui il tavolino è azionabile tramite telecomando-motorino;
Descrizione di alcune forme realizzative preferite
La figura 1 mostra una vista prospettica di una sdraio o lettino in genere, ad esempio lettini o sdraio comunemente utilizzati nelle spiagge o in posti adibiti al relax e ai bagni di sole, realizzata secondo la presente invenzione. Naturalmente, in maniera non limitativa, la seguente descrizione può essere adattata a qualsiasi genere di sdraio o lettino.
Generalmente parlando dal punto di vista strutturale, la sdraio in oggetto comprende una generica struttura portante 4 avente una prima superficie di sostegno 1 per consentire ad un utilizzatore di potersi sdraiare o sedere su di essa. Naturalmente la struttura portante, come comunemente noto, sarà fornita di comuni gambe atte a sollevare la sdraio opportunamente dal suolo. La prima superficie di sostegno comprende dunque una faccia superiore 2 fisicamente destinata al contatto con l’utilizzatore e naturalmente la faccia inferiore 3 opposta ad essa e rivolta verso il suolo. Sempre come evidenziato in figura 1, la sdraio porta integrato una seconda superficie di sostegno 5, quale ad esempio un comune tavolino o similari, che consente all’utilizzatore di poter riporre su di esso oggetti in genere. In particolare, opportuni mezzi di movimentazione 6, descritti in seguito nel dettaglio strutturale, consentono di rendere il tavolino mobile lungo un percorso per passare da una configurazione di chiusura, in cui non è possibile riporre su di esso oggetti, ad una configurazione di utilizzo e vice-versa, collegando così operativamente il tavolo alla sdraio.
Entrando più nel dettaglio descrittivo di una prima configurazione preferita dell’invenzione, la figura 2 mostra una vista prospettica del dispositivo applicabile o comunque integrato ad una generica sdraio o lettino. In particolare i mezzi di movimentazione 6 comprendono una base di sostegno 7, una coppia di elementi rigidi di forma allungata 10 e 11 reciprocamente connessi tra loro (quali ad esempio due bielle oppure semplici aste o similari) e opportuni mezzi di incernieramento 12.
La base di sostegno 7 è rigidamente applicabile in un predeterminato punto della faccia inferiore 3 o indifferentemente su di una opportuna porzione strutturale della sdraio. A questo scopo, (vedi dettaglio A di figura 2), può ad esempio essere conformata ad L rovesciata e provvista di una basetta 8 di accoppiamento alla faccia inferiore 3 o alla struttura 4 in modo da poter essere rigidamente connessa ad essa tramite viti o similari. Un fianco 9 piatto consente poi di collegare in maniera rotazionale la biella 11. Sempre il dettaglio A di figura 2 mostra gli assi dei fori 8’ per la connessione con la faccia 3 e l’asse di foro 9’ di connessione per poter collegare la biella 11, come meglio descritto subito di seguito.
Sempre come descritto in figura 2, la prima configurazione preferita dell’invenzione prevede una prima 10 ed una seconda biella 11 reciprocamente connesse l’una all’altra in corrispondenza di un loro estremo libero. In particolare, come descritto nel dettaglio di figura 3, l’estremo superiore 10’ della prima biella 10 è connessa in maniera girevole al tavolino mentre l’estremo libero inferiore 11’’ della seconda biella è connesso in maniera girevole alla base di sostegno 7 in corrispondenza del fianco 9.
Opportuni mezzi di regolazione angolare 13 (vedi sempre figura 3) collegano rigidamente in maniera rilasciabile la prima biella alla seconda consentendo una predeterminata regolazione angolare reciproca. In particolare, un semplice perno di rotazione 14 è abbinato in combinazione con un blocco pin 15. In tal maniera il perno di rotazione 14 collega in maniera girevole l’estremo superiore 11’ della biella 11 con l’estremo inferiore 10’’ della biella 10 rendendole reciprocamente girevoli e regolabili secondo un predeterminato angolo prescelto. Il blocco pin 15 è dunque inseribile in maniera rilasciabile all’interno di predeterminati fori di blocco 18 ricavati sull’estremo 11’ della prima biella (vedi anche figura 4).
La figura 4 mostra in dettaglio la soluzione tecnica prescelta per la realizzazione della biella 11. In particolare è evidenziata la realizzazione dell’estremo superiore 11’ su cui sono ricavati i fori 18 secondo un predeterminato arco angolare.
Il blocco pin 15 (come sempre evidenziato in figura 4) comprende in combinazione un perno 16 (manovrabile tramite un pomello esterno) e una molla di compressione 17 atta a mantenere in posizione inserita la testa del perno entro il foro di blocco 18 prescelto, vincolando la posizione angolare relativa prescelta tra le due bielle. La soluzione tecnica prevede che la biella 10 abbia l’estremo inferiore 10’’ conformato ad U rovesciata in modo da abbracciare l’estremo superiore 11’ della biella 11. Il perno 16, in maniera non limitativa, può ad esempio essere reso scorrevole a mezzo di opportuna guida 19 con sede di scorrimento 20 e fine corsa all’estrazione 21, evitando così che il perno scappi via durante il suo sollevamento per cambiare angolazione reciproca fra le bielle. Naturalmente soluzioni del tutto equivalenti possono essere trovate, senza per questo allontanarsi dal presente concetto inventivo. Ad esempio le due bielle possono anche essere conformate entrambi come la biella 11 ed essere semplicemente accostate di testa l’una all’altra.
I mezzi di incernieramento 12 collegano in maniera rotazionale la biella 11 rispetto al fianco 9 della base 7 consentendo così di ruotare il tavolino come meglio sarà spiegato nel seguito del funzionamento. In particolare, come descritto in figura 5, è previsto un semplice perno di rotazione 22 per agganciare il fianco alla biella in maniera rotazionale. Opportuni mezzi di bloccaggio (23, 24) consentono di bloccare il tavolino in maniera rilasciabile rispettivamente nella configurazione di chiusura e di utilizzo. Essenzialmente questi comprendo un dispositivo tipo pomello 23 o similari ed un controdado 24 entrambi avvitati agli estremi filettati del perno 22. Una semplice azione di avvitamento - allentamento serra e rilascia la biella rispetto alla base consentendo un suo bloccaggio o libera rotazione. Naturalmente sistemi del tutto equivalenti possono essere tranquillamente utilizzati, senza per questo allontanarsi dal presente concetto inventivo.
Il tavolino viene poi connesso in corrispondenza dell’estremo superiore 10’ della biella 10. Come schematicamente descritto in figura 6, la connessione avviene a mezzo di opportuni mezzi di estensione/ripiego 25 per consentire una regolazione di posizione del tavolino. In particolare la regolazione può avvenire tra una posizione estesa in cui il tavolino risulta posto secondo un predeterminato angolo rispetto alla biella 10 (vedi anche figura 2) per consentire di appoggiare oggetti su di esso e una posizione di ripiego (vedi anche figura 6 o 9) in cui risulta ripiegato in adiacenza su di esso e viceversa.
A questo scopo sono previste, ad esempio, una coppia di piastre 26 contrapposte e rigidamente connesse al tavolino in corrispondenza della faccia opposta a quella di appoggio degli oggetti. Le piastre in oggetto comprendono un foro in asse 28 (figura 7) per consentire l’inserimento di un perno di rotazione 27. Il perno viene poi impacchettato tra le piastre con opportuni mezzi 29 comprendenti ad esempio un accoppiamento pomello 30 – controdado 31 come già descritto. Anche in questo caso, naturalmente, soluzioni similari di bloccaggio possono essere tranquillamente utilizzate senza per questo allontanarsi dal presente concetto inventivo.
Descriviamo brevemente il funzionamento secondo questa prima configurazione preferita.
Inizialmente il tavolino si trova in posizione di chiusura (vedi figure 8 e 9). In particolare in corrispondenza di detta configurazione di chiusura, il tavolino risulta essere predisposto a scomparsa al di sotto della superficie di sostegno 1 e posto in adiacenza della faccia inferiore 3, ovvero non visibile dall’alto.
La figura 8 mostra, infatti, nel dettaglio la configurazione chiusa per mezzo di una vista laterale e una vista dall’alto che individua il tavolino attraverso uno specifico spaccato ricavato sulla superficie stessa. E’ evidente la posizione a scomparsa del tavolino al di sotto della superficie e posto in prossimità o in adiacenza della faccia 3. In particolare, il tavolino risulta essere contenuto entro un immaginario volume di un parallelepipedo definito dalla proiezione ortogonale dell’intera superficie di sostegno 1 sul suolo, il suolo e la superficie stessa. Configurazioni che predispongono il tavolino posto interamente o parzialmente all’interno del volume del parallelepipedo possono indifferentemente essere utilizzate, così come posizionamenti immediatamente in adiacenza alla faccia 3, in prossimità del suolo o in posizioni intermedie in genere. Il caso particolare raffigurato in figura 8 mostra il tavolino totalmente coperto dalla superficie 1 (quindi completamente contenuto entro il volume del parallelepipedo sopra definito) e posto in adiacenza alla faccia inferiore 3.
Il dettaglio di figura 9 mostra, sempre in posizione di chiusura, il tavolino in posizione ripiegata a ridosso delle bielle allo scopo di compattare gli spazi ed evitare interferenze con il suolo. Come descritto, il serraggio del tavolino nella posizione ripiegata è realizzato tramite i mezzi 29, ovvero pomello-controdado che impediscono allo stesso di ribaltarsi per gravità verso il suolo mentre i mezzi di bloccaggio (23, 24) serrano il gruppo tavolino-bielle in posizione chiusa evitando che tutto l’insieme ruoti anch’esso per gravità verso il suolo.
Al momento in cui un utilizzatore ha necessità di riporre oggetti di qualsiasi genere sul tavolino, può dunque procedere con l’estrazione di questo ultimo. A tal scopo, basta procedere con l’allentamento dei mezzi di bloccaggio (23, 24) svitando il pomello 23 e allentando di conseguenza l’impacchettamento della biella 11. A questo punto è possibile movimentare il tavolino ruotandolo verso l’esterno della superficie di sostegno 1 (tramite e mezzi di incernieramento 12) e predisponendolo nella configurazione di utilizzo in cui le bielle risultano essere emergenti verso l’alto (vedi figura 10). La rotazione avviene agendo su una delle due bielle e ruotandole intorno al perno 22. Giunto in posizione desiderata, con le bielle praticamente emergenti verso l’alto rispetto alla superficie 1, si procede nuovamente al serraggio del pomello 23 per fissare il dispositivo in posizione.
La fase successiva (vedi sempre figura 10 e successiva figura 11) prevede dunque il posizionamento del tavolino rispetto alle bielle in modo tale da poter predisporre gli oggetti su di esso (ovvero la posizione estesa in cui il tavolino è all’incirca posto secondo una configurazione in cui forma un angolo di 90 gradi rispetto all’asse delle bielle), ottenendo così la configurazione finale di utilizzo per riporre oggetti. Per eseguire tale operazione è dunque necessario agire sui mezzi di estensione/ripiego (25) allentando l’accoppiamento pomello 30 – controdado 31 in modo da poter ruotare il tavolo in posizione estesa e serrare la posizione una volta raggiunta la condizione prescelta. Eseguita questa operazione è poi necessario, nel caso l’utilizzatore lo richieda, regolare angolarmente il tavolino in modo da poter riporre su di esso comodamente gli oggetti. A tal scopo basta agire sui mezzi di regolazione angolare 13 (vedi figura 12) estraendo il perno 16 del blocco pin 15 per ricercare la posizione angolare prescelta corrispondente ad una posizione definita dai fori 18 (vedi anche figura 4). Il rilascio del perno 16 causerà poi il suo reinserimento entro il foro prescelto (grazie alla molla 17 di compressione) fissando la nuova posizione angolare e rendendo nuovamente solidali le due bielle tra loro.
Terminato l’utilizzo, in qualsiasi momento si desideri richiudere il tavolino, basta procedere esattamente in maniera inversa a come descritto. In particolare (vedi figura 13) si ripone in posizione di ripiego il tavolino serrandolo in tale configurazione, sempre agendo a mezzo pomello – controdado. In tal maniera il tavolino si riporrà in adiacenza sulla biella 10. Preferibilmente, ma non necessariamente, prima di effettuare tale operazione, è preferibile riporre le due bielle reciprocamente allineate. Successivamente, dopo aver proceduto ad allentamento del pomello 23, si procede a ruotare il tavolino per predisporlo sotto la superficie 1 (vedi figura 14 e figura 15). Una successiva azione di serraggio, sempre a mezzo del pomello 23 consente il fissaggio in posizione (vedi figura 15). La rotazione del tavolino tra la posizione di utilizzo e di chiusura e viceversa avviene dunque rigidamente attorno ad piano un rotazione intersecante al superficie 1. In maniera non assolutamente limitativa, il piano può avere teoricamente svariate angolazioni. Naturalmente, la soluzione ottimale per rendere efficiente e semplice la movimentazione (oltre ad una semplicità strutturale) è quella della rotazione attorno ad un piano intersecante la superficie 1 posto all’incirca ortogonalmente o ortogonalmente rispetto alla superficie stessa (vedi figura 16). La rotazione complessiva, come evidenziato chiaramente dalle figure, sarà di circa 270 gradi.
Una seconda configurazione preferita prevede strutturalmente un dispositivo similare ma semplificato, in quanto le due precedenti bielle vengono sostituite da una sola biella 210 (vedi figura 17). In tal caso, non sono più presenti i sistemi di regolazione angolare precedentemente descritti. Questi ultimi possono alternativamente essere predisposti direttamente in testa 210’ della biella 210 oppure essere del tutto assenti. In questo caso, dunque, in maniera del tutto equivalente a quanto abbiamo già descritto, la seconda soluzione preferita prevederà mezzi di movimentazione 206 comprendenti una base di sostegno 207 e i mezzi di incernieramento 212 per collegare in maniera rotazionale la biella alla base. E’ dunque previsto un perno 222 impacchettato tra pomello 223 e controdado 224. Rimangono pressoché invariati gli altri dispositivi e il funzionamento. In particolare rimangono inalterati i mezzi di bloccaggio (223, 224) e i mezzi di estensione/ripiego 225.
Una terza soluzione preferita dell’invenzione (vedi figura 18) prevede un azionamento automatico del tavolino.
In tal caso, dunque, i suddetti mezzi di movimentazione 306 comprendono in aggiunta un semplice motorino di azionamento 350 (ad esempio di tipo elettrico) comandabile tramite telecomando 351 per movimentarlo nella posizione desiderata.
E’ adesso evidente come siano stati raggiunti tutti gli scopi prefissati dalla presente invenzione. In particolare è evidente come il presente tavolino integrato alla sdraio consenta in maniera agevole di poter riporre oggetti ogni qual volta ciò si renda necessario e richiudendosi a scomparsa ad utilizzo concluso. In tal maniera, chiunque desideri riporre la sdraio in magazzino o in qualsiasi altro posto di custodia, gli ingombri da esso occupati saranno estremamente contenuti.
La descrizione di cui sopra di una forma realizzativa specifica è in grado di mostrare l’invenzione dal punto di vista concettuale in modo che altri, utilizzando la tecnica nota, potranno modificare e/o adattare in varie applicazioni tale forma realizzativa specifica senza ulteriori ricerche e senza allontanarsi dal concetto inventivo, e, quindi, si intende che tali adattamenti e modifiche saranno considerabili come equivalenti della forma realizzativa specifica. I mezzi e i materiali per realizzare le varie funzioni descritte potranno essere di varia natura senza per questo uscire dall’ambito dell’invenzione. Si intende che le espressioni o la terminologia utilizzate hanno scopo puramente descrittivo e per questo non limitativo.
Claims (16)
- RIVENDICAZIONI <1. Sdraio o lettino in genere, comprendente:> − Almeno una struttura portante (4) comprendente una prima superficie di sostegno (1) per consentire ad un utilizzatore di sedersi e/o sdraiarsi su di essa; − Almeno una seconda superficie di sostegno (5) per riporre su di essa oggetti in genere e operativamente connessa con detta prima superficie di sostegno (1), detta seconda superficie (5) essendo mobile lungo un percorso per passare da una configurazione di chiusura ad una configurazione di<utilizzo e vice-versa;> − Mezzi di movimentazione (6; 206; 306) per collegare operativamente detta prima con detta seconda superficie di sostegno; e caratterizzata dal fatto che detta seconda superficie di sostegno (5) nella configurazione di chiusura è posizionata al di sotto della prima superficie di sostegno (1), essendo almeno parzialmente contenuta entro un volume definito dalla proiezione ortogonale di detta superficie (1) sul suolo e la superficie (1) stessa.
- 2. Sdraio o lettino in genere, secondo rivendicazione 1, in cui detti mezzi di movimentazione (6; 206; 306) comprendendo almeno un elemento rigido di forma allungata connesso per un suo estremo libero a detta seconda superficie di sostegno (5) e azionabile per movimentarlo verso l’esterno della prima superficie di sostegno (1) predisponendolo nella configurazione di utilizzo in cui detto elemento di forma allungata risulta essere emergente verso l’alto da essa, e viceversa.
- 3. Sdraio o lettino in genere, secondo rivendicazione 1 e 2, in cui detta superficie di sostegno (1) comprende una faccia superiore (2) ed una faccia inferiore (3) opposta a detta faccia superiore e rivolta verso il suolo, la seconda superficie di sostegno (5) essendo nella configurazione di chiusura predisposta a scomparsa al di sotto di detta prima superficie di sostegno (1) interamente contenuta entro detto volume<secondo una delle seguenti scelte:> − Posta ad una distanza minore o uguale a 20 centimetri rispetto alla faccia inferiore (3); − Posta direttamente in adiacenza alla faccia<inferiore (3);> − Posta in prossimità del suolo.
- 4. Sdraio o lettino in genere, secondo rivendicazione 1, in cui sono previsti mezzi di bloccaggio (23, 24; 223, 224) per bloccare in maniera rilasciabile detta seconda superficie di sostegno (5) almeno in corrispondenza di detta configurazione di utilizzo e di detta configurazione di chiusura;
- 5. Sdraio o lettino in genere, secondo una o più rivendicazioni precedenti, in cui detti mezzi di<movimentazione comprendono:> − Almeno una base di sostegno (7); − Un primo ed un secondo elemento rigido di formaallungata (10, 11) reciprocamente connessi l’uno all’altro in corrispondenza di un loro estremo libero, l’estremo superiore (10’) del primo elemento rigido (10) essendo connesso a detta seconda superficie di sostegno (5) e l’estremo libero inferiore (11’’) di detto secondo elemento rigido essendo connesso a detta<base di sostegno;> − Mezzi di incernieramento (12) per collegare in maniera rotazionale detto secondo elemento rigido di forma allungata rispetto a detta base (7) consentendo di ruotare la superficie (5) da detta configurazione di chiusura alla configurazione di utilizzo e vice-versa.
- 6. Sdraio o lettino in genere, secondo rivendicazione 4 e 5, in cui detta base di sostegno (7) è rigidamente connessa alla superficie di sostegno (1) in corrispondenza della faccia inferiore (3), detti mezzi di incernieramento (12) prevedendo almeno un perno di rotazione (22) o similari e detti mezzi di bloccaggio (23, 24) comprendendo almeno un pomello (23) in combinazione con un controdado (24) o similari avvitati sugli estremi opposte di detto perno (22) per impacchettare detto secondo elemento rigido (11) rispetto alla base (7), detto primo e detto secondo elemento rigido di forma allungata potendo così ruotare rigidamente su di un piano di rotazione intersecante la superficie (1) e inclinato di un predeterminato angolo rispetto ad essa portandosi da detta configurazione di chiusura a detta configurazione di utilizzo e vice-versa.
- 7. Sdraio o lettino in genere, secondo una o più rivendicazioni precedenti, in cui sono previsti mezzi di regolazione angolare (13) per collegare rigidamente in maniera rilasciabile detto primo con detto secondo elemento rigido (10, 11) secondo una predeterminata posizione angolare reciproca, detti mezzi di regolazione angolare comprendendo in combinazione un perno di rotazione (14) e un blocco pin (15), detto perno di rotazione collegando in maniera girevole l’estremo superiore (11’) del secondo elemento rigido con l’estremo inferiore (10’’) del primo elemento rigido, detto blocco pin (15) essendo inseribile in maniera rilasciabile all’interno di predeterminati fori di blocco (18) ricavati sull’elemento opposto a quello su cui è rigidamente applicato detto blocco pin (15), detto blocco pin bloccando rigidamente detto primo rispetto a detto secondo elemento rigido secondo detta predeterminata regolazione angolare.
- 8. Sdraio o lettino in genere, secondo rivendicazione 7, in cui detto blocco pin (15) comprende in combinazione un perno (16) e una molla (17) di compressione atta a mantenere in posizione inserita detto perno entro detto predeterminato foro di blocco (18), detto blocco pin (15) essendo connesso rigidamente su uno dei due elementi rigidi e detti fori di blocco essendo predisposti sull’elemento rigido opposto secondo un predeterminato arco angolare.
- 9. Sdraio o lettino in genere, secondo rivendicazione 1, 2, 3 e 4, in cui detti mezzi di movimentazione (206)<comprendono:> − Almeno una base di sostegno (207); − Un elemento rigido di forma allungata (210),l’estremo superiore (210’) essendo connesso a detta seconda superficie di sostegno (5) e l’estremo libero inferiore (210’’) essendo connesso a detta<base di sostegno;> − Mezzi di incernieramento (212) per collegare in maniera rotazionale detto elemento rigido di forma allungata rispetto a detta base (207) consentendo di ruotare detta seconda superficie (5) dalla faccia inferiore della superficie di seduta in detta configurazione di chiusura alla configurazione di utilizzo e vice-versa.
- 10. Sdraio o lettino in genere, secondo rivendicazione 9, in cui detta base di sostegno (207) è rigidamente connessa alla superficie (1) in corrispondenza della faccia inferiore, detti mezzi di incernieramento (212) prevedendo almeno un perno di rotazione (222), detto elemento rigido di forma allungata potendo così ruotare rigidamente su di un piano di rotazione passante per la superficie di seduta (1) e inclinato di un predeterminato angolo rispetto ad essa portandosi da detta configurazione di chiusura a detta configurazione di utilizzo e vice-versa.
- 11. Sdraio o lettino in genere, secondo rivendicazione 6 o 10, in cui detto piano di rotazione è all’incirca ortogonale rispetto alla superficie di sostegno.
- 12. Sdraio o lettino in genere, secondo rivendicazione 6 o 10 e/o 11, in cui detta rotazione è di circa 270 gradi.
- 13. Sdraio o lettino in genere, secondo una o più rivendicazioni precedenti, in cui sono previsti mezzi di estensione/ripiego (25, 225) per consentire una regolazione di posizione di detta seconda superficie di sostegno (5) rispetto a detto elemento rigido (10, 210) tra una posizione estesa in cui risulta posta secondo un predeterminato angolo rispetto a detto elemento rigido (10, 210) e una posizione di ripiego in cui risulta ripiegato in adiacenza su detto elemento rigido e viceversa.
- 14. Sdraio o lettino in genere, secondo una o più rivendicazioni precedenti, in cui detta superficie di sostegno (5) è predisposta in detta posizione di ripiego quando posto a scomparsa al di sotto della superficie di seduta in corrispondenza della configurazione di chiusura, potendo essere regolata in detta posizione estesa in corrispondenza della posizione di utilizzo per consentire di riporre oggetti su di essa e vice-versa.
- 15. Sdraio o lettino in genere, secondo rivendicazione 13, in cui detti mezzi di estensione/ripiego comprendono:− Almeno una coppia di piastre (26) contrapposterigidamente connesse a detta seconda superficie di sostegno (5) in corrispondenza della faccia opposta a quella di appoggio degli oggetti e un perno di rotazione (27) o similari, dette piastre prevedendo un foro (28) in asse per l’inserimento di detto perno (27) rendendo girevole detto tavolino rispetto a detto elemento rigido (10, 210) per passare da detta posizione estesa in cui risulta posto all’incirca ortogonalmente rispetto a detto<elemento rigido a detta posizione di ripiego.>− Mezzi (29; 229) per bloccare in posizione detta superficie (5), detti mezzi comprendendo un accoppiamento in combinazione dado-controdado (30, 31) o similari avvitati ai due estremi di detto perno per impacchettare dette piastre bloccando la posizione.
- 16. Sdraio o lettino in genere, secondo una o più rivendicazioni precedenti, in cui detti mezzi di movimentazione comprendono movimentazione comprendono almeno un motorino di azionamento (350) comandabile tramite telecomando (351).
Priority Applications (1)
| Application Number | Priority Date | Filing Date | Title |
|---|---|---|---|
| IT000106A ITPI20080106A1 (it) | 2008-10-13 | 2008-10-13 | Sdraio con tavolino a scomparsa |
Applications Claiming Priority (1)
| Application Number | Priority Date | Filing Date | Title |
|---|---|---|---|
| IT000106A ITPI20080106A1 (it) | 2008-10-13 | 2008-10-13 | Sdraio con tavolino a scomparsa |
Publications (1)
| Publication Number | Publication Date |
|---|---|
| ITPI20080106A1 true ITPI20080106A1 (it) | 2010-04-14 |
Family
ID=40578356
Family Applications (1)
| Application Number | Title | Priority Date | Filing Date |
|---|---|---|---|
| IT000106A ITPI20080106A1 (it) | 2008-10-13 | 2008-10-13 | Sdraio con tavolino a scomparsa |
Country Status (1)
| Country | Link |
|---|---|
| IT (1) | ITPI20080106A1 (it) |
Citations (4)
| Publication number | Priority date | Publication date | Assignee | Title |
|---|---|---|---|---|
| FR1575450A (it) * | 1967-08-12 | 1969-07-18 | ||
| US5564779A (en) * | 1993-12-16 | 1996-10-15 | Tolbert; Arthur L. | Table attachment for chairs |
| US5873624A (en) * | 1996-12-02 | 1999-02-23 | Simpson; Rick J. | Folding lawn chair with tray |
| EP1859707A2 (en) * | 2006-05-12 | 2007-11-28 | Sociedad Cooperativa Obrera Ezcaray | Auto-retractable side table for folding seats |
-
2008
- 2008-10-13 IT IT000106A patent/ITPI20080106A1/it unknown
Patent Citations (4)
| Publication number | Priority date | Publication date | Assignee | Title |
|---|---|---|---|---|
| FR1575450A (it) * | 1967-08-12 | 1969-07-18 | ||
| US5564779A (en) * | 1993-12-16 | 1996-10-15 | Tolbert; Arthur L. | Table attachment for chairs |
| US5873624A (en) * | 1996-12-02 | 1999-02-23 | Simpson; Rick J. | Folding lawn chair with tray |
| EP1859707A2 (en) * | 2006-05-12 | 2007-11-28 | Sociedad Cooperativa Obrera Ezcaray | Auto-retractable side table for folding seats |
Similar Documents
| Publication | Publication Date | Title |
|---|---|---|
| KR101948643B1 (ko) | 기능성 침대 | |
| CN109770600B (zh) | 一种可折叠红木休闲椅 | |
| ITPI20080106A1 (it) | Sdraio con tavolino a scomparsa | |
| US2216317A (en) | Combination bed and chair | |
| US8934A (en) | betts | |
| KR200470234Y1 (ko) | 다용도 침대 | |
| CN210672705U (zh) | 一种无腿便携折叠躺椅 | |
| CN223654101U (zh) | 一种翻转折叠式按摩床 | |
| CN104161409B (zh) | 一种多功能躺椅 | |
| TW200836672A (en) | Backrest for a chair, and chair comprising the same | |
| JPS62189012A (ja) | 特に寝椅子及び安楽椅子用の折畳金具 | |
| CN215190472U (zh) | 一种带有可折叠小桌板的编藤沙发 | |
| ITPI20080052A1 (it) | Sdraio con tavolino | |
| CN218279123U (zh) | 一种沙发椅 | |
| CN207477242U (zh) | 一种坐卧两用椅 | |
| CN220256061U (zh) | 一种军用便携式背包式座椅 | |
| CN206880460U (zh) | 休闲折叠椅及折叠椅套装 | |
| CN221931630U (zh) | 方便调节的午睡椅 | |
| CN210227282U (zh) | 一种便携式折叠方桌 | |
| CN213962539U (zh) | 一种折叠凳 | |
| CN221813564U (zh) | 一种座椅脚踏收纳调节机构及座椅 | |
| CN223208924U (zh) | 一种便携式健身架 | |
| CN223208082U (zh) | 野战作训椅 | |
| CN222597277U (zh) | 一种双向可折叠式支架 | |
| CN215226100U (zh) | 一种具有手机夹持功能的沙滩椅 |