ITPI20090005U1 - Crash pad bed riconfigurabile - Google Patents
Crash pad bed riconfigurabileInfo
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Description
La presente invenzione ha per oggetto un crash pad-bed, ovvero u
pieghevole usato nel bouldering, uno stile d’arrampicata a corpo libero nato intomb agli anni sessanta. Tale attività consiste nell’ arrampicarsi senza corde, chiodi o altri strumenti, ma solo utilizzando il crash pad, posizionato sotto il blocco da affrontare come dispositivo di sicurezza in grado di attutire un’eventuale caduta. Questo particolare oggetto è utilizzabile da solo o in unione ad altri materassi, sia come sopra descritto che, per esempio, in campeggio, come strumento per creare una superficie di riposo piana senza asperità e quindi più comoda.
1. Stato dell’arte
Le caratteristiche più importanti nella valutazione di un crash pad sono le dimensioni, la qualità dei materiali, il peso, il numero di sezioni e la possibilità di adattarlo alle caratteristiche del sito di bouldering.
Il numero di sezioni definisce in quante parti è possibile ripiegare il crash pad, solitamente due o tre. La chiusura a tre sezioni garantisce maggiore adattabilità al terreno e comodità nel trasporto, mentre quella a due sezioni offre maggiore stabilità e migliore capacità d’assorbimento degli urti. Entrambi i casi sono caratterizzati da un sistema d’apertura a rotazione su “cerniere”, spesso ottenute direttamente per cucitura, posizionate sui lati lunghi delle sezioni.
Altro aspetto fondamentale del crash pad è la sua dimensione sia per una maggiore praticità di trasporto (crash pad chiuso), sia per quanto riguarda lo spazio di caduta (crash pad aperto). Il materasso pieghevole aperto ha uno spessore variabile tra otto e dodici centimetri e offre un’area di caduta di un metro per uno e mezzo, mentre da chiuso le sue dimensioni si aggirano intorno ai cento centimetri per settanta per trenta.
2 Descrizione del dispositivo
Il crash pad-bed viene ora illustrato con particolare riferimento alle figure allegate che.-ne mostrano una preferita forma di realizzazione non vincolante:
• La Figura 1 illustra tre possibili lay out, non vincolanti, del crash pad-bed. La Figura 1A rappresenta il crash pad aperto nella configurazione classica (i due moduli sono accoppiati lungo il lato lungo), la B ritrae la configurazione crash bed (i due moduli sono uniti lungo il lato corto). In Figura 1C sono rappresentati due materassi uniti insieme.
• In Figura 2 ed in Figura 3 sono illustrate alcune preferite soluzioni, non vincolanti, utilizzabili per unire due o più moduli e 2 o più materassi. Nella Figura 2 è rappresentato un crash pad a tre moduli uniti con anelli e cordini. In Figura 3 sono rappresentate due viste (dall’alto A e laterale B) di un materasso i cui moduli sono dotati di strisce di velcro disposte sulle superfici laterali. In questa particolare soluzione si è deciso di posizionare su due superfici laterali consecutive il velcro maschio e, sulle restanti, quello femmina. Inoltre ogni lato è dotato di sistema di copertura (detto lembo) costituito da una striscia di tessuto dotata di velcro. Nell’accoppiamento tra due moduli o tra due materassi la striscia che copriva il velcro femmina (4) va a posizionarsi al di sotto del crash pad, l’altro lembo (5), munito di velcro maschio, va ad accoppiarsi sul corrispondente velcro posizionato sulla superficie superiore del materasso.
3. Il funzionamento
Il presente materasso è stato concepito nell’ottica di fornire all 'utilizzatore un dispositivo che, variando la sua configurazione, funzioni:
• da crash pad, capace di adattarsi a un numero maggiore di condizioni d’utilizzo, da quelle classiche in cui si usa accoppiato sul lato lungo, sia collocato nello spazio fra un blocco e l’altro in cui possa vantaggiosamente essere ccSÌlocato accoppiandolo lungo il lato corto;
• da strumento in grado di fornire una comoda superficie d’appoggio (ad esempio per distendercisi sopra: bed).
La possibilità di variare la configurazione del crash pad permette di adattarlo ad un più ampio range di situazioni; infatti, mentre la prima configurazione, crash pad “standard” (Figura 1A), fornisce un materasso di dimensioni standard di forma quasi quadrata, la seconda, crash pad “lungo” o crash bed (Figura 1B), permette di ottenere un materasso di lunghezza maggiore e di larghezza inferiore rispetto alla precedente. Il materasso cosi ottenuto risulta posizionabile in siti non accessibili ai convenzionali crash pad e in cui risultava impossibile o meno sicuro effettuare il bouldering.
La configurazione crash bed, grazie alla capacità di attenuare/assorbire le irregolarità del terreno, è in grado di creare una comoda superficie d’appoggio per il corpo in posizione di riposo, ideale per dormire in campeggio e adatto ad ogni altra situazione in cui il contatto diretto con il suolo risulti scomodo. Le dimensioni ed i sistemi di unione dei moduli del crash pad-bed sono stati pensati per permettere l’inserimento di due o più materassi all’interno di ima tenda.
Ogni singolo modulo è munito di elementi in grado di collegarlo contemporaneamente ad altri moduli, permettendo l’unione di più materassi a formare un più grande crash pad. Questa possibilità rende pressoché infinito il numero di combinazioni ottenibili. Di conseguenza, così uniti, questi materassi possono essere utilizzati in siti di qualsiasi forma e dimensione.
Gli elementi di collegamento e la presenza delle strisce permette inoltre un deciso aumento della sicurezza quando vengono collegati più moduli insieme. Infatti le strisce, collocandosi sopra la zona di separazione fra i moduli, evitano al climber la possibilità di finire con i piedi in una di queste zone non protette e di subire traumi.
La Figura 1 mostra alcune preferite combinazioni non vincolanti ottenibili utilizzando uno o più materassi:
• A) crash pad “standard”: le due parti che costituiscono il materasso si uniscono lungo il lato maggiore ottenendo cosi la configurazione “classica” del crash pad; • B) crash bed o crash pad “lungo”: le due sezioni si uniscono lungo il lato corto; • C) mostra una delle possibili configurazioni ottenibili dall’unione di più crash pad.
In Figura 2 è rappresentato, in maniera non vincolante, uno dei possibili mezzi di unione. In questa figura è rappresentato un crash pad (a tre elementi) aperto in configurazione standard, dove i tre elementi sono uniti da anelli e cordini. In questo particolare esempio non vincolante, gli anelli sono posizionati solo sui lati lunghi di ogni elemento. Una volta posizionati uno di fianco all’altro, i tre moduli sono uniti tramite un cordino fatto passare attraverso suddetti anelli.
In Figura 3 è rappresentato un crash pad che sfrutta dei velcri opportunamente posizionati per collegare fra loro i vari moduli/materassi. In particolare, le Figura 3A e B mostrano due viste di una preferita forma non vincolante di un materasso dove i velcri sono cosi posizionati:
• su ciascuna delle superfici laterali di ciascun modulo sono poste strisce di velcro;
• su due lati consecutivi è posto velcro dello stesso tipo;
• due ulteriori strisce di velcro femmina possono essere posizionate sulla superficie superiore in corrispondenza del velcro femmina posto sulle facce laterali.
• per coprire le superimi laterali, evitandone il deterioramento, vengono usati quattro lembi di tessuto, ciascuno dei quali è munito del corrispettivo velcro da copnre;
• i due lembi con strisce di velcro maschio sono posizionate sulla Superficie superiore del materasso, mentre i due con quello femmina sulla parte inferiore del crash pad.
L’accoppiamento tra due moduli, rappresentato in Figura 3C, viene cosi ottenuto:
1) i lembi delle facce da accoppiare, munite di diverso velcro, vengono sollevati; 2) i due elementi sono avvicinati e accoppiati grazie ai velcri posizionati sulle superfici laterali di contatto;
3) la striscia di tessuto con velcro femmina (4) viene posizionata al di sotto dell’altro modulo;
4) il lembo superiore (5), dotato di velcro maschio, si accoppia al corrispettivo velcro sistemato sulla superficie superiore dell’altro elemento.
Questo ultimo accoppiamento, tra il velcro posto sulla faccia superiore e quello sui lembi, consente di avere due zone di unione tra cui ripartire l’energia scaturita al momento della caduta e quindi di aumentare la forza di impatto sostenibile dal materasso. Ulteriore funzione del suddetto accostamento è quello di evitare all 'utilizzatore di cadere nella zona di unione tra gli elementi, meno adatta ad accogliere Γ atleta.
I due elementi del modulo crash-bed sono uniti in modo permanente su uno spigolo che funge da cerniera consentendo la rotazione relativa dei due elementi lungo l’asse dello spigolo stesso. Questa unione permanente consente una più rapida e semplice riconfigurazione del modulo.
Claims (1)
- 4. Rivendicazioni 1 . Crash pad-bed, illustrato in figura 1 , 2 e 3 in alcune sue forme di realizzazione preferite non vincolanti, costituito da due o più elementi ciascuno dei quali dotato di sistemi di collegamento tali da rendere possibili più configurazioni di assemblaggio: (A) crash pad “standard”, (B) crash bed o crash pad “lungo”. Si prevede la possibilità di accoppiare più materassi, come mostrato in Figura 1C. 2 . Dispositivo di collegamento, secondo la rivendicazione 1, in grado di adattare il materasso ad ogni condizione di utilizzo. 3 . Dispositivo di collegamento, secondo la rivendicazione 2, in grado di collegare gli elementi di un materasso in modalità crash bed. 4 . Dispositivo di collegamenti, secondo la rivendicazione 2, tale da unire più materassi tra di loro. 5 . Dispositivi di collegamento, secondo tutte le precedenti rivendicazioni, posizionati su più lati di uno stesso elemento. 6 . Dispositivo di collegamento, secondo la rivendicazione 5, ottenuto mediante mezzi di unione separabili quali velcro, cordini-anelli, cerniere, o altri elementi in grado di garantire sufficiente tenuta tra i moduli. 7 . Dispositivo di unione, secondo la rivendicazione 6, ottenuto tramite l’unione di due o più superfici laterali munite di velcro. 8 . Dispositivo di unione in velcro, secondo la rivendicazione 6, ottenuto tramite l’unione di velcro posizionato sulla superficie superiore e un sistema di copertura. 9 . Velcro, secondo la rivendicazione 8, posizionato sulla superficie superiore del crash pad in corrispondenza di velcro dello stesso tipo posizionato sulle superfici laterali. 1 0 . Sistema di copertura, secondo la rivendicazione 8, posizionato, in una preferita forma di realizzazione, sulla superficie superiore del crash pad. 11. Sistema di copertura, secondo la rivendicazione 10, munito di velcro in corrispondenza del velcro di tipo opposto posizionato sulle superfici laterali. 12 . Dispositivi di unione ad anelli o cerniere, secondo la rivendicazione 6, posizionati su uno o più bordi del crash pad.
Priority Applications (1)
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2009
- 2009-04-02 IT ITPI20090005 patent/ITPI20090005U1/it unknown
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