ITPR20060091A1 - Dispositivo di ordinamento e orientamento di preforme - Google Patents

Dispositivo di ordinamento e orientamento di preforme Download PDF

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ITPR20060091A1
ITPR20060091A1 IT000091A ITPR20060091A ITPR20060091A1 IT PR20060091 A1 ITPR20060091 A1 IT PR20060091A1 IT 000091 A IT000091 A IT 000091A IT PR20060091 A ITPR20060091 A IT PR20060091A IT PR20060091 A1 ITPR20060091 A1 IT PR20060091A1
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IT
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hopper
plate
dallaglio
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Mario Lanfranchi
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Lanfranchi Srl
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    • B65CONVEYING; PACKING; STORING; HANDLING THIN OR FILAMENTARY MATERIAL
    • B65GTRANSPORT OR STORAGE DEVICES, e.g. CONVEYORS FOR LOADING OR TIPPING, SHOP CONVEYOR SYSTEMS OR PNEUMATIC TUBE CONVEYORS
    • B65G47/00Article or material-handling devices associated with conveyors; Methods employing such devices
    • B65G47/02Devices for feeding articles or materials to conveyors
    • B65G47/04Devices for feeding articles or materials to conveyors for feeding articles
    • B65G47/12Devices for feeding articles or materials to conveyors for feeding articles from disorderly-arranged article piles or from loose assemblages of articles
    • B65G47/14Devices for feeding articles or materials to conveyors for feeding articles from disorderly-arranged article piles or from loose assemblages of articles arranging or orientating the articles by mechanical or pneumatic means during feeding
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    • B65G47/1442Devices for feeding articles or materials to conveyors for feeding articles from disorderly-arranged article piles or from loose assemblages of articles arranging or orientating the articles by mechanical or pneumatic means during feeding the articles being fed from a container, e.g. a bowl by means of movement of the bottom or a part of the wall of the container
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Description

c.b. Ing. Fabrizio Dallaglio Albo N. 325 BM
DESCRIZIONE
annessa a domanda di brevetto per INVENZIONE INDUSTRIALE avente per titolo: DISPOSITIVO DI ORDINAMENTO E ORIENTAMENTO DI PREFORME
5 A nome: LANFRANCHI S.R.L., di nazionalità italiana, con sede a Collecchio (PR) in strada Scodoncello.
Inventore designato: Mario Lanfranchi
Il Mandatario: Ing. Fabrizio DALLAGLIO (Albo n. 325 BM) domiciliato presso la società ING. DALLAGLIO S.R.L. con sede in 10 Parma, Viale Mentana, 92/C.
Depositata il al N.
* * * * * * * *
Forma oggetto del presente trovato un dispositivo di orientamento e ordinamento di preforme per bottiglie in plastica, 15 note anche con in gergo tecnico come parison.
Il dispositivo in oggetto, quindi la sua protezione richiesta, si estende all’impiego di qualsiasi oggetto atto ad essere ordinato ed orientato, ossia che rechi baghe o collari di dimensioni superiori al corpo in modo tale da riuscire, tramite l’ausilio di apposite barre di 20 presa, a definire l’orientazione corretta.
Un primo dispositivo secondo la tecnica nota prevede un sistema mobile ed inclinato provvisto di una fila di alveoli disposti lungo il perimetro della macchina ed atti ad alloggiare ciascuno una delle preforme in esso caricate alla rinfusa; ruotando il 25 sistema mobile l’alveolo porta la preforma su un primo c.b. Ing. Fabrizio Dallaglio Albo N. 325 BM
allargamento o feritoia, inferiore al diametro del collare della preforma ma sufficiente a far si che questa ruoti e si posizioni verticalmente; successivamente la preforma passa in un secondo allargamento, o feritoia, superiore al primo ed anche al diametro 5 del collare in modo che detta preforma liberamente scivoli al di sotto del sistema mobile ove è prevista una rampa inclinata di guida della preforma appena caduta, atta a portarla verso la macchina di soffiaggio.
Un secondo dispositivo comprende una tramoggia ( o un 10 contenitore), di forma circolare al cui interno una corona, concentrica a detta tramoggia, reca una serie dentellature atte a creare dei vani o alloggiamenti a loro volta atti a contenere una preforma alla volta ed in posizione sostanzialmente orizzontale: la tramoggia è inclinata in modo che le preforme alla rinfusa 15 rimangano nella parte bassa mentre man mano che passano negli alloggiamenti vengono portati in quota dagli alloggiamenti medesimi.
Scopo del presente trovato è quello di mettere a disposizione un dispositivo di ordinamento preforme migliorato, in 20 particolare nel rendimento effettivo di produzione.
Detto scopo e tutti i vantaggi conseguiti sono tutti raggiunti dal dispositivo di ordinamento e orientamento, oggetto del presente trovato, che si caratterizza per quanto previsto nelle sotto riportate rivendicazioni.
25 Questa ed altre caratteristiche risulteranno maggiormente c.b. Ing. Fabrizio Dallaglio Albo N. 325 BM
evidenziate dalla descrizione seguente di alcune forme di realizzazione illustrate, a puro titolo esemplificativo e non limitativo nelle unite tavole di disegno in cui:
- la figura 1 illustra Una vista dall’alto di un dispositivo di 5 ordinamento delle preforme, oggetto del presente trovato, - la figura 2 illustra Una vista dal basso del dispositivo di ordinamento di cui alla figura 1,
- la figura 3 illustra Una vista laterale del dispositivo, - la figura 4 illustra Una sezione D-D indicata in figura 2 10 - la figura 5 illustra Una rappresentazione del gruppo corona circolare-piastra interna del dispositivo in oggetto, - la figura 6 illustra Una vista prospettica un convogliatore/orientatore di preforme in uscita al dispositivo di ordinamento,
15 - la figura 7 illustra Una vista frontale del gruppo di deviazione del convogliatore di cui alla figura 6,
- la figura 8 illustra La sezione A-A di cui alla figura 7, - la figura 9 illustra Una vista prospettica del dispositivo di cui alla figura 7,
20 - la figura 10 illustra Una sezione radiale dell’assieme piastra centrale e corona circolare, in configurazione di distacco della corona o di un suo settore,
- la figura 11 illustra Una sezione radiale dell’assieme piastra centrale e corona circolare in configurazione di 25 unione tra i due elementi.
c.b. Ing. Fabrizio Dallaglio Albo N. 325 BM
Con riferimento alle figure 1, 2, 3 e 4 si indica con 1, nel suo complesso, un dispositivo di ordinamento ed orientamento di preforme in plastica.
Detto dispositivo 1 comprende una tramoggia 2 entro la 5 quale può ruotare - secondo un suo asse centrale di rotazione, una corona anulare 3, avente vani V atti ad ordinare le preforme collocate alla rinfusa nella tramoggia 2.
La tramoggia avrà preferibilmente conformazione circolare, ossia con una base 2b ed un mantello 2c, mentre la corona 10 anulare 3 è disposta internamente ad essa.
La funzione della tramoggia 2 è perciò quella di contenere le preforme 5 dislocate alla rinfusa, mentre la corona 3 ha la funzione, come nel seguito descritto, di provvedere alla loro selezione,quindi all’ordinamento.
15 L’orientamento avverrà invece in una particolare zona del dispositivo 1, lungo un tratto angolare della corona 3.
Le preforme 5 sono sostanzialmente dei contenitori sottoforma di provetta ad U, sulla cui estremità superiore un collare di diametro superiore del corpo, solitamente già filettato, 20 costituisce l’avvitamento per il tappo.
Come già accennato, il dispositivo in oggetto, può ricevere qualsiasi oggetto atto ad essere ordinato ed orientato, ossia recante baghe o collari di dimensioni superiori al corpo in modo tale da riuscire, tramite l’ausilio di apposite barre di presa, a 25 definire l’orientazione corretta.
c.b. Ing. Fabrizio Dallaglio Albo N. 325 BM
Nel dettaglio, la corona 3 è supportata da una piastra circolare 6, anch’essa disposta internamente alla tramoggia 2 e collegata, tramite rinvii meccanici (ruote dentate R1, piuttosto che catene o cinghie o pulegge) ad opportune motorizzazioni M1 5 sottostanti alla tramoggia 2 ed atte a porla in rotazione trascinando quindi la corona 3.
Secondo una variante applicativa solamente la corona anulare 3 potrebbe essere fatta ruotare da opportuni e noti mezzi meccanici, agenti ad esempio sulla sua periferia, qualora sia 10 provvista di appositi mezzi di scorrimento, quali cuscinetti o rullini atti a consentire la rotazione anche rispetto alla piastra 6, ora fissa.
Secondo la configurazione indicata, piastra 6 e corona 3 sono complanari rispetto alla base 2b della tramoggia 2.
15 Come detto precedentemente, sulla corona 3 sono ricavate, lungo almeno due circonferenze C1 e C2 concentriche, file di vani V sagomati in modo da ospitare le preforme; ciascun vano V di una medesima fila è allineato in modo da disporre la preforma sostanzialmente in modo tangenziale rispetto alla circonferenza 20 C1 o C2 corrispondente.
Nell’esempio si fa riferimento alla soluzione con due file di vani V disposte su due circonferenze C1 e C2, ma è ovvio che la protezione richiesta si estende anche a soluzioni utilizzanti più di due file, ad esempio tre, quattro o cinque: di conseguenza le linee 25 di uscita, quale ad esempio le barre 15 di guida saranno di c.b. Ing. Fabrizio Dallaglio Albo N. 325 BM
numero adeguato a consentire l’espulsione contemporanea delle preforme dai vani sovrastanti.
La disposizione dei vani V di due file attigue (su circonferenze C1 e C2 differenti) potrà essere qualsiasi, ovvero 5 potranno essere affiancati come nel caso illustrato, oppure sfalsati.
Al fine di facilitare l’introduzione delle preforme nei vani V e la loro selezione da parte della corona anulare, il dispositivo 1 viene posizionato inclinato in modo da consentire il prelievo 10 automatico delle preforme (figura 3 rappresentazione laterale).
Ne consegue che essendo la tramoggia di carico 2 inclinata (angolo A1) rispetto ad una superficie S di appoggio della sua base cilindrica 2b, vengono definite una quota inferiore Qi ed una superiore Qs e altrettante zone Z1 e Z2 (inferiore la prima, 15 superiore la seconda, rispettivamente di permanenza, ovvero di carico delle preforme nei vani V, e di selezione, in modo che per ciascun vano V vi sia al più una sola preforma 5.
La suddetta selezione avviene sia tramite inserimento spontaneo delle preforme 5 durante il passaggio del vano V libero 20 nella zona Z1 – a seguito della rotazione impressa – sia tramite l’impiego di mezzi quale ad esempio una o più spazzole 9 (in determinate zone sovrastanti la corona anulare 3) che provvedono a far ricadere le preforme 5 in eccesso ovvero mal inserite nel corrispondente vano V; la suddetta operazione potrà 25 convenientemente essere compiuta anche da getti di aria c.b. Ing. Fabrizio Dallaglio Albo N. 325 BM
opportunamente inseriti nel dispositivo 1.
Una volta inseritasi nel corrispondente vano V, la preforma 5 si posiziona sostanzialmente in maniera orizzontale, ovvero disposta nel piano di rotazione della medesima corona anulare 3, 5 come indicato nella figura 5.
La suddetta collocazione è realizzata tramite l’ausilio di un piano anulare 8 di giacenza (una sorta di duplicato della corona 3 ma senza i vani V); infatti detto piano 8 essendo inferiormente collocato rispetto alla corona circolare 3.
10 Come si evince in particolare dalla figura 2 e 5 il piano 8 non si estende per tutta l’estensione della corona 3 anulare (anche perché altrimenti le preforme continuerebbero la rotazione senza fuoriuscire dalla macchina) interrompendosi in un determinato tratto corrispondente al punto di uscita delle preforme 5: la 15 preforma 5 contenuta nel vano V, una volta raggiunta l’interruzione, fuoriesce per gravità, nella parte sottostante alla corona 3.
A questo punto la preforma 5 potrà essere convenientemente orientata tramite sottostanti barre 15 collocate 20 al di sotto della corona circolare 3 ed in prossimità dell’interruzione del piano 8 in modo da orientarle e sorreggerle sostanzialmente in maniera verticale, come detto in precedenza e come illustrato nelle tavole.
Nell’esempio illustrato, si è fatto riferimento a due file di 25 vani V disposti su altrettante circonferenze C1 e C2, perciò si c.b. Ing. Fabrizio Dallaglio Albo N. 325 BM
avranno tre barre 15 atte a definire due percorsi per ciascuna fila di preforme orientate.
In altre parole, le barre 15 sottostanti alla corona anulare 3 (in corrispondenza dell’interruzione del piano 8 di supporto) fanno 5 in modo che le preforme 5 si orientino sostanzialmente in maniera verticale, con il bordo della preforma 5 poggiante su dette barre 15, e la parte filettata superiormente ad esse.
A questo punto, una volta raddrizzate dalle barre 15, le preforme 5 potranno mantenersi in file separate ed indipendenti 10 oppure potranno confluire in una medesima fila di avanzamento, come illustrato in questi esempi illustrativi.
Naturalmente qualora vi si adotti la soluzione con più file di vani V disposti su più circonferenze (C1, C2, …. Cn) concentriche, si potrà prevedere l’indirizzamento su altrettante file indipendenti 15 di trasporto realizzate con più barre 15 di guida.
Lo stesso adeguamento avverrà per le paratie 7 interne alla tramoggia 2: per tre circonferenze due paratie verranno ivi collocate di lunghezza differente ossia minore quella della circonferenza interna e maggiore la seconda al fine si favorire 20 riempimenti dapprima sull’interno piuttosto che sull’esterno.
Il piano di appoggio 8potrà essere regolato in posizione in modo da essere avvicinato più o meno alla corrispettiva corona 3 sovrastante ed in particolare nel caso di preforme 5 di differente dimensione, ovvero ingombro per il relativo vano V.
25 La suddetta regolazione potrà essere compiuta tramite i c.b. Ing. Fabrizio Dallaglio Albo N. 325 BM
sostegni 83 stessi del piano 8 che verranno filettati in modo da impegnarsi in una corrispondente chiocciola/madrevite 81; per ulteriormente centralizzare la regolazione sarà cura abbinare a detta chiocciola 81 una ruota dentata 83 e collegando tramite 5 catena (non illustrata) le varie ruote 83 dislocate sotto la tramoggia: l’azionamento della catena azionerà contemporaneamente tutte le chiocciole 81 e quindi il piano 8.
La situazione appena indicata è illustrata nella figura 2 dove si vede una vista dal basso della tramoggia 2.
10 Si prevedranno anche mezzi 88 guida catena al fine di poter convenientemente attuare l’azionamento sopra indicato.
Per quanto concerne la corona 3 anulare si precisa che essa potrà essere realizzata di un unico grande anello, o più convenientemente da due o più settori di arco di cerchio che uniti 15 tra loro formano per l’appunto la corona circolare illustrata; infatti nell’esempio la corona 3 si compone di otto settori indicati con il riferimento 3a.
Come accennato per il piano 8, al fine di consentire l’impiego di differenti tipi di preforme la corona 3 sarà 20 intercambiabile, ovvero smontabile facilmente dalla corrispondente piastra 6 di supporto.
Nell’esempio con corona 3 formata da più settori 3a, vi è la possibilità di sostituire un settore alla volta; con particolare riferimento alle figure 10, 11 e 12 si osserva che nella parte 25 inferiore della piastra 6, in prossimità della zona periferica, sono c.b. Ing. Fabrizio Dallaglio Albo N. 325 BM
presenti una pluralità di manopole 70 inserite, tramite un perno 71, in fori corrispondenti; l’estremità del perno 71 che fuoriesce dalla parte opposta reca un eccentrico 72: la regolazione delle manopole 70 consente la disposizione degli eccentrici 72 su due 5 preferite posizione, A e C, ovvero di apertura e di chiusura, come nelle figure indicate.
La configurazione A è di apertura, nel senso che l’eccentrico 72 si disimpegna con il corrispondente vano 3b del settore 3a della corona 3.
10 La configurazione C è di chiusura, nel senso che l’eccentrico 72 si impegna con il corrispondente vano 3b del settore 3a della corona 3, unendo i due elementi (piastra 6 e settore 3a).
In tal modo è possibile sostituire ciascun settore 3a con corrispondenti settori con vani di dimensioni opportune da 15 contenere le preforme corrispondenti.
Per quanto riguarda la corona circolare 3, al fine di migliorare l’introduzione delle preforme 5 su entrambe le file di vani V, e con particolare riferimento alla figura 1, si osserva che il dispositivo 1 reca almeno una paratia 7, interna alla tramoggia 2, 20 che si estende sostanzialmente per un per un tratto angolare dall’uscita delle preforme alla zona (Z1) di carico (ovvero introduzione nei vani liberi della corona 3); in tal modo dapprima si andranno a predisporre le preforme 5 nella fila interna (ossia ricavata sulla circonferenza C1); raggiunta la fine della paratia 25 anche la fila esterna (circonferenza C2) verrà a trovarsi in c.b. Ing. Fabrizio Dallaglio Albo N. 325 BM
condizione di incontrare le preforme 5 disposte nella zona Z1.
Nell’esempio si è fatto riferimento ad un dispositivo 1 con tramoggia 2 inclinata e piastra interna e corona anulare parallele alla base 2b della tramoggia; tuttavia, senza peraltro uscire 5 dall’ambito di protezione del trovato, una medesima soluzione tecnica può prevedere di adottare una tramoggia orizzontale, ossia poggiante con la base 2b, e mantenere inclinate la piastra 6 e la corona 3 internamente disposte.
Altra variante qualora non si scelga la via della selezione 10 automatica mediante inclinazione del dispositivo 1 (in una delle maniere sopra indicate) sarà tuttavia possibile ottemperare alla selezione prevedendo mezzi di rimozione delle preforme in eccesso, oppure barriere di avanzamento atte a circoscrivere la zona di giacenza delle preforme caricate alla rinfusa ed altri 15 mezzi, quali elementi soffiatori atti a mantenere suddivise le zone Z1 e Z2 di caricamento e di selezione.
Le barre 15 potranno recare mezzi atti a regolare la loro distanza in modo da definire un più o meno ampio passaggio per preforme 5 di differente dimensione; secondo l’esempio riportato 20 nella figura 6, si potrà prevedere mezzi di manovra quale un un volantino 40 atto ad attivare organi meccanici connessi alle barre 15 stesse che creino lo spostamento desiderato; un’efficace accorgimento è quello di prevedere che con un unico azionamento si regolino entrambi i canali definiti dalle barre 15, eseguendo 25 uno spostamento doppio (tramite opportuni rapporti di c.b. Ing. Fabrizio Dallaglio Albo N. 325 BM
ingranaggi) della seconda fila rispetto alla prima.
Ancora, l’azionamento del volantino 40 potrà agire oltre ché sul corrispondente albero 42 anche su un parallelo albero 41 posto a regolazione sull’altra estremità delle barre 15, in modo che si 5 compia uno spostamento parallelo delle barre stesse ed in particolare quando la lunghezza delle barre sia considerevole.
Nell’esempio si fa riferimento ad un dispositivo 1 con corona 3 e tramoggia 2 concentriche, tuttavia, queste potranno essere anche disposte disassate, con le necessarie modifiche strutturali.
10 Si sono fin qui descritte le caratteristiche, le funzionalità e la configurazione de dispositivo 1 di ordinamento ed orientamento oggetto del trovato; a valle di detto dispositivo 1 potranno esservi svariati sistemi di convogliamento e/o trasporto, quali ad esempio, trasporti ad aria, oppure prevedere stelle di rinvio delle 15 preforme così ordinate ed orientate, oppure nastri trasportatori.
Per tutti i suddetti sistemi potranno abbinarsi sistemi di controllo dell’oggetto orientato, come quello indicato con 30 nelle figure 6 e seguenti.
Oppure vi potranno essere gruppi di deviazione 50 qualora 20 sia necessario provvedere all’unione a valle del dispositivo 1 di due o più file.
Si descrive pertanto una possibile realizzazione di una tipologia di convogliatore 20, che potrebbe essere abbinato assieme a detto dispositivo 1, illustrato nelle figure 6, 7, 8, 9, 13 25 e 14.
c.b. Ing. Fabrizio Dallaglio Albo N. 325 BM
Il dispositivo 30 è formato da due gruppi espulsori 31 e 32 che provvedono ad espellere la preforma 5 qualora quest’ultima sia impedita, causa irregolarità di forma, a passare attraverso relative sagomature 35; mezzi di controllo, quali ad esempio 5 fotocellule di presenza preforma, collocate in corrispondenza delle sagome 35, daranno il consenso all’espulsione qualora essa permanga bloccata davanti alla sagoma 35.
Il gruppo di deviazione 50 è illustrato in dettaglio nelle figure 7, 8 e 9, in cui si osserva la presenza di una piastra 53 sulla 10 quale si trova una guida atta a far passare un’unica fila 55 di preforme; ne consegue che detta guida deve essere fatta oscillare dapprima su una fila di preforme in arrivo dal dispositivo a monte poi sull’altra, preferibilmente ad intervalli regolari onde evitare eccessivi accumuli nel tratto precedente.
15 La suddetta oscillazione è realizzata azionando, tramite motorizzazione lineare 56, un primo braccio 60 sottostante a detta piastra 53, detto braccio trascina in movimentazione alternata (e lineare) un corrispondente perno verticale 57 alla cui estremità reca un pattino 59 atto ad accoppiarsi e scorrere in una 20 corrispondente guida 58: l’azionamento alternato di detto perno 57 provocherà una corrispondente oscillazione della piastra 53, essendo detta piastra fulcrata in 54 creando per l’appunto un momento di rotazione, a causa del braccio che si forma tra detto azionamento e detto fulcro 54.
25 Per fermare il flusso di preforme 5 in arrivo da una fila non c.b. Ing. Fabrizio Dallaglio Albo N. 325 BM
impegnata con la guida del gruppo di deviazione 50, davanti a detto gruppo vi sono dei mezzi tampone 51 e 52 (uno per fila) che si attivano in alternanza con l’oscillazione del gruppo 50; ne consegue che mentre si devia una fila mediante il dispositivo 50, 5 l’altra fila di preforme rimane bloccata per l’impedimento del tampone corrispondente.
L’attivazione del gruppo di deviazione 50, piuttosto che dei tamponi 51 e 52, del gruppo di espulsione 30 potrà essere gestita da un PLC, o altro software ad essi dedicato.

Claims (23)

  1. c.b. Ing. Fabrizio Dallaglio Albo N. 325 BM RIVENDICAZIONI 1. Dispositivo (1) di ordinamento ed orientamento di preforme (5) in plastica o qualsiasi oggetto recante baghe o collari di dimensioni superiori al corpo, dette preforme (5) o oggetti 5 essendo collocati alla rinfusa in una tramoggia (2) di detto dispositivo (1), detta tramoggia (2) essendo costituita da una base (2b) e da pareti verticali (2c) di contenimento delle preforme (5), caratterizzato dal fatto che, internamente a detta tramoggia (2): 10 a. una corona anulare (3), ruotante secondo un asse di rotazione, è provvista di due o più file di vani (V) disposte lungo corrispondenti circonferenze (C1, C2, … Cn) concentriche, b. un piano anulare (8) di giacenza degli oggetti, si 15 estende per un tratto angolare sottostante alla corona circolare (3), interrompendosi nel punto definito di uscita degli oggetti.
  2. 2. Dispositivo (1), secondo la rivendicazione 1, caratterizzato dal fatto che comprende barre (15) in prossimità 20 dell’interruzione del piano di giacenza (8) ed atte a ricevere ed orientare gli oggetti in arrivo dai vani (V) sovrastanti; dette barre (15) definenti un numero di percorsi almeno pari al numero delle file di vani, ovvero circonferenze (C1, C2, …Cn), della corona (3) superiore. 25
  3. 3. Dispositivo (1), secondo la rivendicazione 1, caratterizzato c.b. Ing. Fabrizio Dallaglio Albo N. 325 BM dal fatto che reca almeno una paratia (7), interna alla tramoggia 2, che si estende per un tratto angolare dall’uscita delle preforme o degli oggetti in genere alla zona (Z1) di carico. 5
  4. 4. Dispositivo (1), secondo la rivendicazione 1, caratterizzato dal fatto che detta corona (3) è supportata da una piastra centrale (6) anch’essa disposta internamente alla tramoggia (2).
  5. 5. Dispositivo (1), secondo la rivendicazione 1 e 4, 10 caratterizzato dal fatto che piastra (6) e corona (3) sono inclinate rispetto alla base (2b) della tramoggia (2).
  6. 6. Dispositivo (1), secondo la rivendicazione 1 e 4, caratterizzato dal fatto che piastra (6) e corona (3) sono complanari rispetto alla base (2b) della tramoggia (2). 15
  7. 7. Dispositivo (1), secondo la rivendicazione 1, caratterizzato dal fatto che i vani (V) sono sagomati in modo da ospitare ciascuno una preforma (5) o iun oggetto.
  8. 8. Dispositivo (1), secondo la rivendicazione 1, caratterizzato dal fatto che il piano anulare (8) di appoggio può essere 20 regolato in posizione in modo da essere avvicinato più o meno alla corrispettiva corona (3) sovrastante; detta regolazione essendo compiuta tramite i sostegni (83) stessi del piano (8) che verranno filettati in modo da impegnarsi in una corrispondente chiocciola/madrevite (81); per 25 ulteriormente centralizzare la regolazione sarà cura c.b. Ing. Fabrizio Dallaglio Albo N. 325 BM abbinare a detta chiocciola (81) una ruota dentata (83) e collegando tramite catena (non illustrata) le varie ruote (83) dislocate sotto la tramoggia: l’azionamento della catena azionerà contemporaneamente tutte le chiocciole (81) e 5 quindi il piano (8).
  9. 9. Dispositivo (1), secondo la rivendicazione 1, caratterizzato dal fatto che la corona (3) anulare essa potrà essere formata da un unico anello, o più convenientemente da due o più settori (3a) di arco di cerchio che uniti tra loro 10 formano per l’appunto la corona circolare (3).
  10. 10. Dispositivo (1), secondo la rivendicazione 1, caratterizzato dal fatto che la corona (3) è intercambiabile mediante apposite manopole (70) inserite, tramite un perno (71), in fori corrispondenti della piastra (6); l’estremità del 15 perno (71) che fuoriesce dalla parte opposta reca un eccentrico (72): la regolazione delle manopole (70) consente la disposizione degli eccentrici (72) su due preferite posizione, (A) e (C), ovvero di apertura e di chiusura: in configurazione (A) l’eccentrico (72) si 20 disimpegna con il corrispondente vano (3b) del settore (3a) e/o della corona (3); in configurazione (C) l’eccentrico (72) si impegna con il corrispondente vano (3b) unendo i due elementi, ovvero piastra (6) e settore (3a).
  11. 11. Dispositivo (1), secondo la rivendicazione 1, 25 caratterizzato dal fatto che la corona (3) e la tramoggia (2) c.b. Ing. Fabrizio Dallaglio Albo N. 325 BM possono essere concentriche oppure disassate.
  12. 12. Dispositivo (1), secondo la rivendicazione 3, caratterizzato dal fatto che la piastra (6) può ruotare assieme alla corona (3) oppure essere fissa mentre la 5 corona (3) è libera di ruotare.
  13. 13. Dispositivo (1), secondo la rivendicazione 1, e 4, caratterizzato dal fatto che rinvii meccanici, quali ruote dentate (R1), catene o cinghie o pulegge, azionate da opportuna motorizzazione (M1) sottostanti alla tramoggia 10 (2) sono atte a porre in rotazione detta piastra (6) e/o detta corona (3).
  14. 14. Dispositivo (1), secondo la rivendicazione 1 e 4, caratterizzato dal fatto che la corona anulare (3) può essere fatta ruotare da opportuni mezzi meccanici, agenti sulla sua 15 periferia, qualora sia provvista di appositi mezzi di scorrimento, quali cuscinetti o rullini atti a consentire la rotazione anche rispetto alla piastra (6), qualora questa sia fissa.
  15. 15. Dispositivo (1), secondo la rivendicazione 1, 20 caratterizzato dal fatto che viene posizionato inclinato in modo da consentire il prelievo automatico delle preforme (5) o degli oggetti da ordinare che si disporranno nella inferiore zona di caricamento (Z1) mentre nella zona superiore (Z2) si ha la selezione da parte della corona (3). 25
  16. 16. Dispositivo (1), secondo la rivendicazione 1 e 4, c.b. Ing. Fabrizio Dallaglio Albo N. 325 BM caratterizzato dal fatto che viene posizionato con la tramoggia (2) orizzontale, e la piastra (6) e la corona (3) internamente disposte inclinate.
  17. 17. Dispositivo (1), secondo la rivendicazione 1 e 4, 5 caratterizzato dal fatto che viene posizionato con la tramoggia (2) con la piastra (6) e la corona (3) internamente disposte orizzontali e la selezione avviene con mezzi di rimozione delle preforme o oggetti in eccesso, oppure barriere di avanzamento atte a circoscrivere la zona 10 di giacenza; altri mezzi, quali elementi soffiatori atti a mantenere suddivise le zone Z1 e Z2 di caricamento e di selezione.
  18. 18. Dispositivo (1), secondo la rivendicazione 1 e 2, caratterizzato dal fatto che, una volta raddrizzate dalle barre 15 (15), le preforme (5) o gli oggetti in generale potranno essere convogliati in file separate ed indipendenti oppure potranno confluire in una medesima fila di avanzamento.
  19. 19. Dispositivo (1), secondo la rivendicazione 1 e 2, caratterizzato dal fatto che a valle di detto dispositivo (1) 20 potranno esservi svariati sistemi di convogliamento e/o trasporto, quali ad esempio, trasporti ad aria, oppure prevedere stelle di rinvio degli oggetti così ordinati ed orientati, oppure nastri trasportatori.
  20. 20. Dispositivo (1), secondo la rivendicazione 1 e 2, 25 caratterizzato dal fatto che a valle di detto dispositivo (1) un c.b. Ing. Fabrizio Dallaglio Albo N. 325 BM dispositivo convogliatore (20) in cui le file procedono indipendentemente oppure vengono unite tramite uno o più gruppi di deviazione (50).
  21. 21. Dispositivo (1), secondo la rivendicazione 20, 5 caratterizzato dal fatto che detto gruppo di deviazione (50) reca una piastra (53) sulla quale si trova una guida atta a far passare un’unica fila (55) di preforme (5) o di oggetti; detta piastra (53) essendo fatta oscillare tra una e l’altra fila del convogliatore (20); per fermare il flusso di preforme (5) 10 in arrivo mezzi tampone (51) e (52) si attivano in alternanza con l’oscillazione del gruppo (50).
  22. 22. Dispositivo (1), secondo la rivendicazione 19, caratterizzato dal fatto che detti sistemi di convogliamento possono comprendere dispositivi di controllo (30), al fine di 15 verificare il corretto profilo della preforma; detto dispositivo (30) essendo formato da due gruppi espulsori (31) e (32) che provvedono ad espellere la preforma (5) qualora quest’ultima sia impedita, causa irregolarità di forma, a passare attraverso relative sagomature (35); mezzi di 20 controllo, quali ad esempio fotocellule di presenza preforma, collocate in corrispondenza delle sagome (35), daranno il consenso all’espulsione qualora essa permanga bloccata davanti alla sagoma (35).
  23. 23. Dispositivo (1), secondo la rivendicazione 2, 25 caratterizzato dal fatto che la distanza delle barre (15) può c.b. Ing. Fabrizio Dallaglio Albo N. 325 BM essere regolata in modo da definire un più o meno ampio passaggio per preforme (5) di differente dimensione. per procura firma digitale del Mandatario Ing. Fabrizio Dallaglio - Albo N. 325 BM
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