ITPR20080063A1 - Erogatore di fluido adesivo newtoniano e relativo procedimento di erogazione - Google Patents
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Description
DESCRIZIONE
Annessa a domanda di brevetto per INVENZIONE INDUSTRIALE avente per titolo
"EROGATORE DI FLUIDO ADESIVO NEWTONIANO E RELATIVO
PROCEDIMENTO DI EROGAZIONE"
La presente invenzione ha per oggetto un erogatore di fluido adesivo newtoniano ed un relativo procedimento di erogazione.
Come è noto, un fluido si definisce newtoniano se la sua viscosità è costante indipendentemente dallo sforzo di taglio ad esso applicato. In particolare, la presente invenzione trova applicazione in ambito medicale, nella erogazione di collanti o materiali adesivi biologicamente compatibili. Solitamente, tali collanti sono applicati su superfici biologiche durante operazioni di chirurgia aperta o laparoscopica.
Attualmente, le tecniche chirurgiche all'avanguardia (ad esempio in chirurgia generale, vascolare, toracica, urologica) impiegano collanti di origine sintetica, ad esempio cianoacrilati. Questi ultimi sono formati dalla condensazione di formaldeide con estere cianacetico, come n-butile o 2-ottile. I cianoacrilati sono in grado di polimerizzare a contatto con basi deboli, ad esempio acqua o superfici tissutali. Inoltre, tali collanti sono ben tollerati e comportano effetti collaterali trascurabili.
Sono note tecniche di applicazione di collanti o adesivi cianoacrilati tramite erogatori portatili "a goccia". Gli erogatori attualmente in commercio dispensano il collante goccia a goccia oppure sotto forma di un flusso continuo attraverso una cannula.
Sono noti altresì erogatori "a spruzzo", in grado di spruzzare il collante su zone più ampie rispetto ai dosatori "a goccia". Il funzionamento degli erogatori "a spruzzo" è basato sulla sospensione chimica dei singoli agenti collanti in flussi di gas separati in modo tale da originare altrettanti getti o spruzzi che si miscelano in aria o direttamente sulla superficie tissutale.
Ad esempio, l'erogatore portatile descritto in US4359049 comprende due siringhe per dispensare due agenti collanti non-newtoniani che vengono poi miscelati ed erogati tramite un ago. Gli agenti collanti sono dispensati mediante l'iniezione di due flussi di gas pressurizzati. In tal modo, i collanti erogati riescono a raggiungere una superficie posta a circa 20 cm di distanza dall'ago e vi aderiscono formando una pellicola. Tale erogatore, tuttavia, non presenta alcun vantaggio applicativo per i fluidi newtoniani.
Il principale svantaggio dell'erogatore descritto in US4359049 risiede nel fatto che la miscelazione dei due agenti collanti avviene esternamente alle siringhe e direttamente nell'ago, risultando perciò inefficace.
Infatti, il composto finale assume una consistenza non uniforme e, conseguentemente, presenta una forza adesiva e coesiva insufficiente per l'impiego in operazioni chirurgiche.
Inoltre, i gas impiegati sono quelli generalmente presenti in sala operatoria, come C02. Tali gas manifestano forti fluttuazioni di pressione che introducono consistenti disuniformità negli spruzzi.
Inoltre, altro svantaggio dell'erogatore descritto è legato alla eccessiva rapidità di polimerizzazione dei composti collanti sulle superfici impattate. Infatti, i tempi di polimerizzazione sono tipicamente compresi tra 5 e 20 secondi circa. A causa di questa caratteristica (che di per sé sarebbe vantaggiosa per le operazioni chirurgiche), la cannula di erogazione si intasa facilmente e la qualità dei successivi spruzzi risulta degradata.
Un'altra soluzione, presentata in US5116315, mostra un erogatore "a spruzzo" di due agenti collanti provvisto di orifizi di uscita sostituibili direttamente dall'operatore nel caso in cui risultino ostruiti. Tuttavia, la sostituzione degli orifizi comporta l'interruzione dell'operazione chirurgica in corso e perdite di tempo indesiderate. Inoltre, la sostituzione può risultare difficoltosa per l'operatore.
Il documento US6432084 descrive un altro metodo per l'erogazione "a spruzzo". Tuttavia, tale soluzione riguarda esclusivamente i fluidi non-newtoniani. In particolare, tale soluzione impiega un tipo di puntale (comunemente indicato con il termine inglese "tip") nel quale gli agenti collanti vengono miscelati prima del loro impatto con i gas portanti. In tal modo, si evita che il composto polimerizzi ed ostruisca la cannula prima di essere erogato.
Tuttavia, anche questa soluzione presenta notevoli svantaggi. Il principale svantaggio risiede nell'impiego di gas presenti in sala operatoria come gas propellenti dei collanti. Come già spiegato sopra, tali gas manifestano forti fluttuazioni di pressione che introducono consistenti disuniformità negli spruzzi. Conseguentemente, questi erogatori non consentono di realizzare deposizioni finì di collanti.
Un'ulteriore soluzione, mostrata in US5154320, descrive l'impiego di cianoacrilati racchiusi in un contenitore di vetro protettivo del tipo "da aerosol".
Tuttavia, il dispositivo descritto non è in grado di erogare fluidi a distanze compatibili con la chirurgia laparoscopica.
Inoltre, anche in questo caso, l'orifizio di uscita è soggetto a frequente intasamento.
Inoltre, poiché non è possibile sterilizzare il confezionamento esterno dell'erogatore, esso non può essere impiegato come dispositivo medico di classe III.
Altro svantaggio di tale soluzione è legato alla impossibilità di poter controllare la quantità di fluido erogato.
In questo contesto, il compito tecnico alla base della presente invenzione è proporre un erogatore di fluido adesivo newtoniano e relativo procedimento di erogazione che superi gli inconvenienti della tecnica nota sopra citati.
In particolare, è scopo del presente trovato mettere a disposizione un erogatore di fluido adesivo newtoniano in modo tale che il fluido dispensato polimerizzi formando una pellicola sottile ed uniforme sulla superficie di interesse.
Altro scopo della presente invenzione è proporre un erogatore di fluido adesivo newtoniano in modo tale che la cannula o l'ugello di erogazione del fluido non risultino intasate dalla polimerizzazione del fluido.
Ulteriore scopo della presente invenzione è rendere disponibile un erogatore di fluido adesivo newtoniano in cui sia possibile controllare sia la quantità di fluido erogato che l'area di copertura dell'erogazione.
Ulteriore scopo della presente invenzione è rendere disponibile un erogatore di fluido adesivo newtoniano avente una struttura semplificata rispetto ai dispositivi esistenti in commercio.
Ulteriore scopo della presente invenzione è rendere disponibile un erogatore di fluido adesivo newtoniano il cui impiego risulti agevole.
Altro scopo della presente invenzione è proporre un erogatore di fluido adesivo newtoniano utilizzabile in ambito medicale, ad esempio in operazioni di chirurgia aperta o laparoscopica.
Il compito tecnico precisato e gli scopi specificati sono sostanzialmente raggiunti da un erogatore di fluido adesivo newtoniano comprendente le caratteristiche tecniche esposte in una o più delle unite rivendicazioni.
Ulteriori caratteristiche e vantaggi della presente invenzione appariranno maggiormente chiari dalla descrizione indicativa, e pertanto non limitativa, di una forma di realizzazione preferita ma non esclusiva di un erogatore di fluido adesivo newtoniano, come illustrato negli uniti disegni in cui:
la figura 1 illustra un erogatore di fluido adesivo newtoniano, secondo la presente invenzione, in vista laterale;
le figure 2, 3 e 4 illustrano diverse porzioni dell'erogatore di figura 1, in vista laterale.
Con riferimento alle figure, con 1 è stato indicato un erogatore di fluido adesivo newtoniano. In particolare, l'erogatore 1 trova impiego in ambito medicale, preferibilmente in chirurgia aperta o laparoscopica.
Preferibilmente, l'erogatore 1 è portatile e trova impiego come strumento monouso per motivi sanitari.
In tale contesto, il fluido adesivo newtoniano è costituito da un collante o adesivo biologicamente compatibile. In particolare, il fluido adesivo newtoniano comprende un componente bioassorbibile. Ad esempio, il fluido adesivo comprende un agente antibatterico. Tale fluido può comprendere uno stabilizzatore a radicale lìbero (ad esempio idrochinone, anìsolo idrossil-butilato o toluene idrossil-butilato) o uno stabilizzatore anionico (ad esempio diossido solforico o acido carbonico).
Preferibilmente, il fluido adesivo è costituito da un cianoacrilato. In alternativa, tale fluido comprende un cianoacrilato ed un co-monomero. I cianoacrilati hanno buone proprietà emostatiche ed adesive e, una volta solidificati, realizzano un'efficace barriera antisettica nei confronti degli agenti infettivi e patogeni più diffusi negli interventi chirurgici.
In particolare, il fluido adesivo impiegato è costituito da un monomero in grado di polimerizzare a contatto con una superficie umida, come un tessuto corporeo. Ad esempio, il fluido adesivo ha la seguente formula di struttura:
dove Ri è un gruppo alchilìco o alcossido di alchile oppure un gruppo arilico, R2è un gruppo accettore di elettroni come CN, C02H, Cl, Br o F, mentre R3è un gruppo alchilìco, alcossido di alchile o un gruppo arilico.
Preferibilmente, il fluido adesivo comprende un modificatore reologico o un plastificante. Preferibilmente, il fluido adesivo comprende agenti additivi in grado di migliorarne la biocompatibilità eliminando o rendendo innocui i prodotti tossici (ad esempio formaldeide) derivanti dalla decomposizione.
L'erogatore 1 presenta un primo serbatoio 2 per il fluido adesivo newtoniano, provvisto di una prima apertura 4 per la fuoriuscita del fluido. Nella forma realizzativa qui descritta, il primo serbatoio 2 è costituito da almeno una siringa 5 contenente il fluido adesivo. Il becco di uscita della siringa 5 definisce la prima apertura 4.
L'erogatore 1 è dotato inoltre di un ingresso 27 per un gas propellente. In particolare, il gas propellente è biocompatibile ed approvato per uso medico.
Preferibilmente, il gas propellente è HFC134/a (1,1,1,2 tetrafluoroetano), ovvero un composto atossico, biocompatibile e non infiammabile.
Preferibilmente, l'erogatore 1 comprende un secondo serbatoio 3 per il gas propellente connesso all'ingresso 27 del gas medesimo. In particolare, il secondo serbatoio 3 è provvisto di una seconda apertura 6 per la fuoriuscita del gas propellente e dì un condotto 29 di guida del gas propellente per raccordare la seconda apertura 6 e l'ingresso 27.
Preferibilmente, tale secondo serbatoio 3 è costituito da una bombola 7 contenente il gas. Preferìbilmente, la bombola 7 è realizzata in acciaio o in alluminio. In particolare, le pareti interne della bombola 7 sono rivestite di materiale inerte, come resina epossidica. Il gas presente nella bombola 7 è sotto pressione, pertanto la bombola 7 deve essere protetta da fonti di calore.
L'erogatore 1 è dotato di mezzi 28 per miscelare il fluido adesivo fuoriuscito dalla prima apertura 4 ed il gas propellente proveniente dall'ingresso 27 al fine di ottenere una miscela erogabile su una superficie (ad esempio un tessuto corporeo}.
Originalmente, i mezzi 28 di miscelazione sono conformati in modo tale che la miscelazione del fluido adesivo e del gas propellente avvenga in prossimità di una estremità 14a aperta di una cannula o catetere 14 dell'erogatore 1.
Vantaggiosamente, la miscela viene nebulizzata dall'estremità 14a aperta in modo tale da raggiungere la superficie e depositarsi su quest'ultima.
L'erogatore 1 è provvisto di mezzi 8 di guida del fluido adesivo e del gas propellente. Tali mezzi 8 di guida sono collegati alla prima apertura 4 ed all'ingresso 27 per il gas in modo tale da ricevere il fluido adesivo ed il gas propellente e guidarli separatamente verso un elemento 9 di confluenza.
Vantaggiosamente, l'elemento 9 di confluenza è posto in corrispondenza dell'estremità 14a aperta.
Nella forma realizzativa gui descritta, i mezzi 8 di guida comprendono almeno un primo condotto 10 per il fluido adesivo ed almeno un secondo condotto 11 per il gas propellente.
In particolare, il primo condotto 10 ha un ingresso 10a connesso alla prima apertura 4 ed un'uscita 10b connessa all'elemento 9 di confluenza. Preferibilmente, l'ingresso 10a del primo condotto 10 è connesso alla prima apertura 4 tramite attacco "luer". Il primo condotto 10 è formato da un tratto 10c iniziale connesso all'ingresso 10a e da un tratto lOd finale connesso all'uscita 10b. Preferibilmente, il tratto lOd finale ha un diametro inferiore al tratto 10c iniziale.
Preferibilmente, il primo condotto 10 è provvisto di una valvola 30 di non ritorno per impedire al gas propellente di entrare nel primo serbatoio 2.
Preferibilmente, il secondo condotto 11 ha un ingresso Ila connesso all'ingresso 27 del gas propellente ed un'uscita llb connessa all'elemento 9 di confluenza.
Vantaggiosamente, il condotto 29 di guida del gas ed il tratto 10c iniziale del primo condotto 10 sono disposti in modo tale da convergere in corrispondenza di un imbuto 13. Da tale imbuto 13 dipartono il secondo condotto 11 ed il tratto lOd finale del primo condotto 10. In particolare, il secondo condotto 11 ed il tratto lOd finale del primo condotto 10 risultano sostanzialmente paralleli.
Preferibilmente, il catetere 14 contiene almeno una porzione del secondo condotto 11 ed almeno il tratto lOd finale del primo condotto 10. In particolare, il catetere 14 è flessibile ed ha una lunghezza di circa 33 cm ed un diametro di circa 5 mm. Preferibilmente, il catetere 14 è realizzato in materiale plastico approvato per uso medico, come polietilene, polipropilene o PTFE.
Originalmente, l'elemento 9 di confluenza comprende un puntale 15 diffusore provvisto di un primo canale 15a nel quale avviene l'incontro del fluido adesivo e del gas propellente e di un secondo canale 15b e di un terzo canale 15c diramantisi dal primo canale 15a. Vantaggiosamente, il secondo canale 15b ed il terzo canale 15c hanno diametro inferiore rispetto al primo canale 15a in modo tale da aumentare la pressione della miscela. In particolare, il puntale 15 diffusore è dotato di un ugello 17 al quale afferiscono il secondo canale 15b ed il terzo canale 15c in modo tale da nebulizzare la miscela.
L'erogatore 1 è dotato di mezzi 22 di azionamento del fluido adesivo per produrre la fuoriuscita del fluido dalla prima apertura 4 verso i mezzi 28 di miscelazione. Tali mezzi 22 di azionamento del fluido sono manuali o automatici. Ad esempio, i mezzi 22 di azionamento del fluido comprendono uno stantuffo 23 per spingere il fluido fuori dalla siringa 5 attraverso la prima apertura 4.
L'erogatore 1 è inoltre provvisto di mezzi 24 di azionamento del gas propellente per produrre la fuoriuscita del gas dalla seconda apertura 6 verso il condotto 29 di guida del gas. Tali mezzi 24 di azionamento del gas sono manuali o automatici. In particolare, nella forma realizzativa qui descrìtta, i mezzi 24 di azionamento del gas comprendono due semigusci 25 complementari all'interno dei quali è alloggiato il secondo serbatoio 3. Nella forma realizzativa qui presentata, la bombola 7 è alloggiata tra un semiguscio 25a inferiore ed un semiguscio 25b superiore. Preferibilmente, i semìgusci 25 sono realizzati in materiale plastico, ad esempio ABS (acrilonitrile-butadiene-stirene). Tali semigusci 25 sono spostabili da una posizione di riposo in cui sono distanziati l'uno rispetto all'altro ad una posizione operativa in cui sono avvicinati per agganciarsi tra loro.
Preferibilmente, esternamente al semiguscio 25b superiore è presente un alloggiamento 12 per la siringa 5.
Preferibilmente, i mezzi 24 di azionamento del gas comprendono un rubinetto 26 operativamente attivo sul condotto 29 di guida del gas propellente. In particolare, tale rubinetto 26 è spostabile da una configurazione di chiusura in cui impedisce al gas propellente di proseguire verso 1'ingresso 27 per il gas ad una pluralità di configurazioni di apertura in cui consente al gas dì raggiungere l'ingresso 27 in prestabilite quantità.
In alternativa, in assenza del rubinetto 26, il gas uscente dalla seconda apertura 6 transita continuamente verso l'ingresso 27 per il gas.
Il funzionamento dell'erogatore di fluido adesivo newtoniano, secondo la presente invenzione, è descritto nel seguito.
L'erogatore 1 viene impugnato con una mano da parte di un operatore. Preferibilmente, l'erogatore 1 viene afferrato in corrispondenza dei semigusci 25 in modo tale che la bombola 7 contenente il gas propellente si trovi in posizione sottostante rispetto alla siringa 5 e che il catetere 14 risulti sostanzialmente orizzontale. Preferibilmente, il puntale 15 si trova ad una distanza compresa tra 2 cm e 5 cm rispetto alla superficie da nebulizzare.
Con la mano impegnata, l'operatore porta i due semigusci 25 dalla posizione di riposo alla posizione operativa, determinandone l'aggancio. In tal modo, il gas fuoriesce dalla seconda apertura 6 verso il condotto 29 di guida.
In assenza del rubinetto 26, il gas prosegue poi verso l'ingresso 27 per il gas. Nel caso di presenza del rubinetto 26, l'operatore gira il rubinetto 26 in modo tale da portarlo dalla configurazione di chiusura ad una delle configurazioni di apertura per consentire ad una prestabilita quantità del gas di raggiungere l'ingresso 27. Tale prestabilita quantità del gas arriva quindi nel secondo condotto 11.
L'operatore preme poi sullo stantuffo 23 della siringa 5 in modo tale da spingere il fluido fuori dalla prima apertura 4 verso il tratto 10c iniziale del primo condotto 10. Tale fluido arriva quindi al tratto lOd finale del primo condotto 10.
Il gas proveniente dal secondo condotto 11 ed il fluido proveniente dal tratto lOd finale del primo condotto 10 sono miscelati entro il puntale 15 diffusore e nebulizzati tramite l'ugello 17.
In funzione della pressione esercitata sullo stantuffo 23, della configurazione di apertura del rubinetto 26 e della distanza d dell'ugello 17 dalla superficie oggetto di erogazione variano i parametri della nebulizzazione. In particolare, il fluido erogato definisce un profilo 31 di nebulizzazione avente sostanzialmente una forma tronco-conica. L'apertura di tale profilo 31 di nebulizzazione è quantificabile tramite un angolo a di apertura o un diametro D di nebulizzazione. Il numero di molecole di fluido erogato presenti entro il profilo 31 di nebulizzazione definisce una concentrazione Q di nebulizzazione. Ad esempio, ponendo l'ugello 17 ad una distanza d dalla superficie pari a circa 5 cm, in condizioni ottimali si ottiene un diametro D di nebulizzazione pari a circa 6 cm ed un angolo a di apertura di circa 60°.
Preferibilmente, una volta sospesa la fuoriuscita del fluido dalla prima apertura 4 (il che si verifica pressoché istantaneamente quando viene interrotta la pressione sullo stantuffo 23), occorre attendere qualche secondo prima di riportare il rubinetto 26 nella configurazione di chiusura. Ciò consente di pulire l'ugello 17 mediante il passaggio del gas propellente.
Dalla descrizione effettuata risultano chiare le caratteristiche dell'erogatore di fluido adesivo newtoniano e del relativo procedimento di erogazione, secondo la presente invenzione, così come chiari ne risultano i vantaggi.
In particolare, grazie alla conformazione del puntale diffusore, il gas propellente ed il fluido adesivo sono miscelati uniformemente e si evita la polimerizzazione anticipata in corrispondenza dell'ugello.
Inoltre, i tre canali del puntale diffusore consentono di nebulizzare il fluido, ovvero di dispensarlo in modo omogeneo nello spazio, potendo formare una pellicola sottile sulla superficie di interesse. Inoltre, il secondo ed il terzo canale del puntale diffusore, avendo un diametro inferiore rispetto al primo canale consentono dì ridurre la contaminazione del fluido nebulizzato da parte di polveri trasportate dall'aria.
Inoltre, grazie al fatto che il gas continua a fuoriuscire per qualche secondo dopo aver sospeso la fuoriuscita del fluido dal primo serbatoio, è garantita la pulizia del puntale diffusore, evitando in tal modo che si verifichino intasamenti indesiderati.
Inoltre, poiché l'erogazione del fluido avviene in corrispondenza dell'estremità aperta del catetere, i tempi di risposta al comando di erogazione (ovvero dall'istante in cui viene premuto lo stantuffo) sono pressoché immediati, consentendo all'operatore un pieno controllo della quantità di fluido da erogare.
Inoltre, grazie alla regolazione del rubinetto ed alla possibilità di variare la distanza d tra l'ugello e la superficie oggetto dell'erogazione, è possibile tenere sempre sotto controllo sia la quantità di fluido da erogare (ovvero la concentrazione Q di nebulizzazione) che l'area di copertura (ovvero l'angolo a di apertura ed il diametro D di nebulizzazione).
Inoltre, l'erogatore presenta una struttura molto semplice, in quanto il fluido adesivo è contenuto nella siringa ed il gas propellente si trova nella bombola. L'alloggiamento della siringa sopra la bombola contribuisce inoltre a rendere agevole ed ergonomico l'impiego dell'erogatore.
Inoltre, l'erogatore risulta maneggevole grazie alla presenza dei due semigusci contenenti la bombola ed all'impiego di un semplice stantuffo per azionare la fuoriuscita del fluido. Anche la presenza del catetere contribuisce a rendere l'erogatore più maneggevole, oltre ad assolvere una importante funzione protettiva dei mezzi di guida del fluido e del gas.
Infine, poiché l'erogazione del fluido avviene mediante nebulizzazione, l'erogatore proposto è impiegabile in operazioni di chirurgia aperta e laparoscopica.
Claims (29)
- RIVEND ICAZIONI 1. Erogatore (1) di fluido adesivo newtoniano comprendente: un primo serbatoio (2) per il fluido adesivo, provvisto di una prima apertura (4) per la fuoriuscita di detto fluido adesivo; un ingresso (27) per un gas propellente; mezzi (28) per miscelare il fluido adesivo fuoriuscito dalla prima apertura (4) ed il gas propellente proveniente da detto ingresso (27) al fine di ottenere una miscela erogabile su una superficie, caratterizzato dal fatto che detti mezzi (28) di miscelazione sono conformati in modo tale che la miscelazione del fluido adesivo e del gas propellente avvenga in prossimità di una estremità (14a) aperta di una cannula o catetere (14) dell'erogatore (1), detta miscela essendo nebulizzata da detta estremità (14a) aperta sulla superficie.
- 2. Erogatore (1) secondo la rivendicazione 1 caratterizzato dal fatto di comprendere mezzi (22) di azionamento del fluido adesivo per produrre la fuoriuscita di detto fluido adesivo dalla prima apertura (4) verso i mezzi (28) di miscelazione.
- 3. Erogatore (1) secondo la rivendicazione 2, in cui il primo serbatoio (2) è costituito da almeno una siringa (5) contenente il fluido adesivo ed i mezzi (22) di azionamento del fluido adesivo comprendono uno stantuffo (23) per spingere il fluido adesivo fuori da detta almeno una siringa (5), il becco di uscita della siringa (5) definendo la prima apertura (4).
- 4. Erogatore (1) secondo una qualsiasi delle rivendicazioni precedenti caratterizzato dal fatto di comprendere un secondo serbatoio (3) per il gas propellente, connesso a detto ingresso (27) per il gas propellente.
- 5 . Erogatore (1) secondo la rivendicazione 4 caratterizzato dal fatto di comprendere mezzi (24) di azionamento del gas propellente per produrre la fuoriuscita del gas da una seconda apertura (6) del secondo serbatoio (3) verso un condotto (29) di guida di detto gas propellente.
- 6. Erogatore (1) secondo la rivendicazione 5, in cui i mezzi (24) di azionamento del gas comprendono un rubinetto (26) operativamente attivo sul condotto (29) di guida e spostabile da una configurazione di chiusura in cui impedisce al gas propellente dì proseguire verso l'ingresso (27) per il gas ad una pluralità di configurazioni di apertura in cui consente al gas propellente di raggiungere detto ingresso (27) in prestabilite quantità.
- 7 . Erogatore (1) secondo la rivendicazione 5 o 6, in cui i mezzi (24) di azionamento del gas comprendono due semigusci (25) complementari all'interno dei quali è alloggiato il secondo serbatoio (3), detti semigusci (25) essendo spostabili da una posizione di riposo in cui sono distanziati l'uno rispetto all'altro ad una posizione operativa in cui sono avvicinati per agganciarsi tra loro.
- 8. Erogatore (1) secondo una qualsiasi delle rivendicazioni precedenti caratterizzato dal fatto di comprendere mezzi (8) di guida del fluido adesivo e del gas propellente collegati alla prima apertura (4) ed all'ingresso (27) per il gas in modo tale da ricevere il fluido adesivo ed il gas propellente e guidarli separatamente verso un elemento (9) di confluenza posto in corrispondenza di detta estremità (14a) aperta.
- 9. Erogatore (1) secondo la rivendicazione 8, in cui i mezzi (8) di guida comprendono almeno un primo condotto (10) per il fluido adesivo ed almeno un secondo condotto (11) per il gas propellente, detto almeno un primo condotto (10) avendo un ingresso (IOa) connesso alla prima apertura (4) ed un'uscita (10b) connessa all'elemento (9) di confluenza e detto almeno un secondo condotto (11) avendo un ingresso (H a) connesso all'ingresso (27) del gas propellente ed un'uscita (llb) connessa all'elemento (9) di confluenza.
- 10. Erogatore (1) secondo la rivendicazione 9, in cui detto primo condotto (10) è formato da un tratto (10c) iniziale connesso all'ingresso (10a) e da un tratto (lOd) finale connesso all'uscita (10b), il tratto (lOd) finale avendo diametro inferiore al tratto (10c) iniziale.
- 11. Erogatore (1) secondo la rivendicazione 10, in cui il catetere (14) contiene almeno una porzione del secondo condotto (11) ed almeno il tratto (lOd) finale del primo condotto (10).
- 12. Erogatore (1) secondo le rivendicazioni da 9 a 11, in cui il primo condotto (10) è provvisto di una valvola (30) dì non ritorno per impedire al gas propellente di entrare nel primo serbatoio (2).
- 13. Erogatore (1) secondo una qualsiasi delle rivendicazioni da 8 a 12, in cui l'elemento (9) di confluenza comprende un puntale (15) diffusore provvisto di un primo canale (15a) nel quale avviene l'incontro del fluido adesivo e del gas propellente e di un secondo canale (15b) e di un terzo canale (15c) diramantìsi da detto primo canale (15a) e aventi diametro inferiore rispetto a detto primo canale (15a) in modo tale da aumentare la pressione della miscela.
- 14. Erogatore (1) secondo la rivendicazione 13, in cui il puntale (15) diffusore è provvisto di un ugello (17) al quale afferiscono il secondo canale (15b) ed il terzo canale (15c) in modo tale da nebulizzare la miscela.
- 15. Erogatore (1) secondo una qualsiasi delle rivendicazioni precedenti, in cui il fluido adesivo è costituito da un cianoacrilato.
- 16. Erogatore (1) secondo una qualsiasi delle rivendicazioni precedenti, in cui il fluido adesivo è costituito da un monomero in grado di polimerizzare a contatto con la superficie.
- 17. Erogatore (1) secondo una qualsiasi delle rivendicazioni precedenti, in cui il fluido adesivo comprende un modificatore reologico o un plastificante.
- 18. Erogatore (1) secondo una qualsiasi delle rivendicazioni precedenti, in cui il fluido adesivo è costituito da un componente bioassorbibile.
- 19. Erogatore (1) secondo una qualsiasi delle rivendicazioni precedenti, in cui il fluido adesivo comprende un agente antibatterico.
- 20. Erogatore (1) secondo una qualsiasi delle rivendicazioni precedenti, in cui il fluido adesivo ha la seguente formula di struttura: dove Ri è un gruppo alchilico o alcossido di alchile oppure un gruppo arilico, R2è un gruppo accettore di elettroni come CN, C02H, Cl, Br o F, mentre R3è un gruppo alchilico, alcossido di alchile o un gruppo arilico.
- 21. Erogatore (1) secondo una qualsiasi delle rivendicazioni precedenti, in cui il fluido adesivo comprende uno stabilizzatore a radicale libero o uno stabilizzatore anionico.
- 22. Erogatore (1) secondo una qualsiasi delle rivendicazioni precedenti, in cui il fluido adesivo comprende agenti additivi in grado di migliorare la biocompatibilità eliminando o rendendo innocui i prodotti tossici derivanti dalla decomposizione.
- 23. Erogatore (1) secondo una qualsiasi delle rivendicazioni precedenti caratterizzato dal fatto di essere impiegato come strumento monouso per motivi sanitari.
- 24. Erogatore (1) secondo una qualsiasi delle rivendicazioni precedenti, in cui il gas propellente è biocompatibile ed approvato per uso medico.
- 25. Erogatore (1) secondo una qualsiasi delle rivendicazioni precedenti, in cui il catetere (14) è realizzato in materiale plastico approvato per uso medico.
- 26. Erogatore (1) secondo una qualsiasi delle rivendicazioni precedenti caratterizzato dal fatto di essere portatile.
- 27. Erogatore (1) secondo le rivendicazioni da 2 a 26, in cui i mezzi (22) di azionamento del fluido adesivo sono manuali o automatici.
- 28. Erogatore (1) secondo le rivendicazioni da 5 a 27, in cui i mezzi (24) di azionamento del gas sono manuali o automatici.
- 29. Procedimento di erogazione di fluido adesivo newtoniano attraverso un erogatore (1), comprendente le fasi dì: determinare la fuoriuscita del fluido adesivo da una prima apertura (4) di un primo serbatoio (2) contenente detto fluido adesivo; immettere un gas propellente nell'erogatore (1) attraverso un ingresso (27); miscelare il fluido adesivo fuoriuscito dalla prima apertura (4) ed il gas propellente proveniente da detto ingresso (27) al fine di ottenere una miscela erogabile su una superficie, caratterizzato dal fatto che la fase di miscelazione del fluido adesivo e del gas propellente avviene in prossimità di una estremità (14a) aperta di una cannula o catetere (14) dell'erogatore (1), detta miscela essendo nebulizzata da detta estremità (14a) aperta sulla superficie.
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