ITPR20130084A1 - Metodo di sterilizzazione di oggetti in autoclave - Google Patents
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Description
DESCRIZIONE
“Metodo di sterilizzazione di oggetti in autoclave”
La presente invenzione ha per oggetto un metodo di sterilizzazione di oggetti in autoclave. E’ nota una autoclave per la sterilizzazione di oggetti comprendente una camera di sterilizzazione. Al fine di ottenere la sterilizzazione di oggetti posti internamente alla camera di sterilizzazione tale autoclave implementa le seguenti fasi:
- generare una depressione iniziale all’interno di una camera di sterilizzazione per evacuare parte dell’aria presente; tale fase è eseguita mediante l’apertura di una prima elettrovalvola e l’azionamento di un corrispondente aspiratore;
- immettere un fluido sterilizzante nella camera di sterilizzazione; tale operazione prevede l’inserimento di vapore in pressione mediante una seconda elettrovalvola;
- scaricare parte dell’atmosfera presente nella camera di sterilizzazione; tale operazione è eseguita mediante una terza elettrovalvola;
- eseguire una sterilizzazione introducendo nuovamente un fluido sterilizzante in pressione nella camera di sterilizzazione; in caso di sovrappressione, la terza elettrovalvola si apre, riportando la pressione entro i limiti;
- asciugare gli oggetti posti nella camera di sterilizzazione, detta fase prevedendo di ridurre la pressione in detta camera di sterilizzazione (mediante una quarta elettrovalvola) per agevolare l’evaporazione del fluido sterilizzante. Tale quarta elettrovalvola consente dunque lo scarico del fluido sterilizzante in pressione utilizzato durante la sterilizzazione. In questo contesto, il compito tecnico alla base della presente invenzione è proporre un metodo di sterilizzazione di oggetti in autoclave che permetta una ottimizzazione delle fasi e una ottimizzazione dei componenti dell’autoclave. Un ulteriore scopo della presente invenzione è quello di velocizzare il metodo di sterilizzazione di oggetti in autoclave. Il compito tecnico precisato e gli scopi specificati sono sostanzialmente raggiunti da un metodo di sterilizzazione di oggetti in autoclave, comprendente le caratteristiche tecniche esposte in una o più delle unite rivendicazioni.
Ulteriori caratteristiche e vantaggi della presente invenzione appariranno maggiormente chiari dalla descrizione indicativa, e pertanto non limitativa, di una forma di realizzazione preferita ma non esclusiva di un metodo di sterilizzazione di oggetti in autoclave, come illustrato negli uniti disegni in cui:
-figura 1 mostra una vista schematica di una autoclave implementante il metodo secondo la presente invenzione;
-figura 2 mostra uno schema pressione (in ordinate)-tempo (in ascisse) di una camera di sterilizzazione di una autoclave implementante il metodo secondo la presente invenzione.
Oggetto della presente invenzione è un metodo di sterilizzazione di oggetti in autoclave. Opportunamente tale autoclave è schematizzata nelle unite figure con il numero di riferimento 1. Tipicamente tale autoclave è una autoclave da banco. Opportunamente il metodo comprende la fase di generare una prima depressione all’interno di una camera 2 di sterilizzazione per evacuare parte dell’aria presente (tale fase è indicata dalla lettera di riferimento A in figura 2). Tale prima depressione costituisce dunque la prima aspirazione che interviene nel ciclo di sterilizzazione. La camera 2 di sterilizzazione è una camera in cui sono introdotti gli oggetti per eseguirne una sterilizzazione. L’utente può accedere a tale camera 2 mediante uno sportello (non illustrato nelle unite figure). Tale camera 2 di sterilizzazione ha volume minore di 60 litri.
La rimozione dell’aria è importante perché contribuisce alla sterilizzazione. Inoltre la rimozione dell’aria è anche propedeutica ad una successiva fase in cui il metodo prevede di immettere un primo agente da usarsi per la sterilizzazione nella camera 2 (tale fase è indicata dalla lettera di riferimento B in figura 2). Il primo agente è vantaggiosamente acqua allo stato di vapore. Una ridotta pressione nella camera 2 velocizza infatti l’introduzione del primo agente nella camera 2 stessa. La fase B di immettere il primo agente nella camera 2 di sterilizzazione prevede di convogliare il primo agente attraverso una linea 6 di adduzione. Tale linea 6 di adduzione comprende un interruttore 61 che permette o impedisce il passaggio del primo agente (che potrebbe anche essere allo stato liquido). Opportunamente la linea 6 di adduzione comprende uno scambiatore 62 che determina il riscaldamento del primo agente che inizialmente è acqua generando vapore (utilizzato come fluido per la sterilizzazione nella camera 2). Opportunamente la linea 6 di adduzione comprende anche una pompa 63 dell’acqua posta a monte dello scambiatore 62. La fase B di immettere il primo agente nella camera 2 di sterilizzazione è successiva alla fase A di generare una prima depressione all’interno di una camera 2 di sterilizzazione.
Il metodo comprende inoltre una fase di scaricare parte dell’atmosfera presente nella camera 2 di sterilizzazione (tale fase è indicata dalla lettera di riferimento C in figura 2).
Questo agevola una quanto più ampia possibile sostituzione dell’aria inizialmente presente nella camera 2 di sterilizzazione con un fluido da usarsi per la sterilizzazione. La fase C di scaricare parte dell’atmosfera presente nella camera 2 di sterilizzazione è successiva alla fase B di immettere il primo agente nella camera 2 di sterilizzazione.
Il metodo comprende inoltre la fase di eseguire una sterilizzazione introducendo un secondo agente da usarsi per la sterilizzazione nella camera 2 (tale fase è indicata dalla lettera di riferimento D in figura 2), tale secondo agente tipicamente coincide con il primo agente. Durante la fase D di sterilizzazione la camera 2 di sterilizzazione viene mantenuta, per un periodo superiore ad un tempo predeterminato, ad una pressione superiore ad un valore prescelto, ad esempio 2 bar (in particolare la pressione viene mantenuta costante al di sopra del valoreprescelto). La fase B di immettere un primo agente nella camera 2 di sterilizzazione e la fase D di eseguire una sterilizzazione introducendo un secondo agente nella camera 2 di sterilizzazione prevedono entrambe di introdurre vapore come fluido sterilizzante. Eventualmente (soluzione non preferita) anziché vapore potrebbe essere introdotta acqua che successivamente vaporizza all’interno della camera 2 sterilizzante.
Il metodo comprende inoltre la fase di asciugare gli oggetti posti nella camera 2 di sterilizzazione (tale fase è indicata dalla lettera di riferimento E in figura 2). Tale fase E prevede di ridurre (fase identificata dal riferimento F in figura 2) la pressione in detta camera 2 di sterilizzazione per agevolare l’evaporazione del secondo agente. La fase F di ridurre la pressione nella camera 2 prevede di diminuire la pressione nella camera 2 di sterilizzazione al di sotto della pressione atmosferica. La fase E di asciugare gli oggetti posti nella camera 2 di sterilizzazione è successiva alla fase D di scaricare parte dell’atmosfera presente nella camera 2 di sterilizzazione.
Le fasi di generare A una prima depressione all’interno della camera 2 di sterilizzazione, scaricare C parte dell’atmosfera presente nella camera 2 di sterilizzazione, ridurre F la pressione nella camera 2 di sterilizzazione prevedono di aspirare un fluido sterilizzante dalla camera 2 mediante un medesimo aspiratore 5 determinando la fuoriuscita di almeno una parte del fluido attraverso una medesima elettrovalvola 3. Nella fase A di generare una prima depressione all’interno della camera 2 tale fluido sterilizzante comprende/coincide conaria.
Nella fase C di scaricare parte dell’atmosfera presente nella camera 2, tale fluido sterilizzante comprende/coincide con il primo agente.
Nella fase F di ridurre la pressione all’interno della camera 2, tale fluido sterilizzante comprende/coincide con il secondo agente.
Questo consente di ottimizzare la componentistica interna dell’autoclave riducendo il numero delle elettrovalvole necessarie.
Il primo e il secondo agente aspirati mediante l’aspiratore 5 vengono convogliati verso un primo serbatoio 71 di acqua. Opportunamente il primo e il secondo agente durante il convogliamento verso il primo serbatoio 71 transitano in un primo condensatore 81. In questo modo la fase vapore del primo e del secondo agente viene condensata e poi raccolta nel primo serbatoio 71.
Eventualmente (soluzione non illustrata) la fase A di generare una prima depressione all’interno della camera 2 è preceduta da una fase di introdurre vapore nella camera 2, per determinare una condensazione dello stesso sulle pareti della camera 2 e agevolare la successiva fase A di generare una depressione nella camera 2.
Con riferimento al diagramma di figura 2, nel seguito si descriverà più nello specifico le fasi del metodo di sterilizzazione.
La fase A di generare una prima depressione all’interno della camera 2 di sterilizzazione comprende le fasi di:
- aspirare l’aria presente nella camera 2 di sterilizzazione;
- aprire e chiudere detta elettrovalvola 3 in funzione di un segnale fornito da un sensore di pressione e/o da un sensore di temperatura presente/i in detta camera 2 di sterilizzazione.
In una soluzione costruttiva alternativa la fase di aprire e chiudere detta elettrovalvola 3 avviene mediante un controllo sul tempo. La elettrovalvola 3 è dunque temporizzata.
La fase B di immettere un primo agente nella camera 2 di sterilizzazione e detta fase C di scaricare parte dell’atmosfera presente nella camera 2 di sterilizzazione si alternano ciclicamente (ad esempio, ma non necessariamente per almeno due volte) tra la fase A di generare una prima depressione all’interno della camera 2 di sterilizzazione e la fase D di eseguire una sterilizzazione.
La fase D di eseguire una sterilizzazione comprende, in caso di sovrappressione, la fase di aspirare il secondo agente presente nella camera 2 di sterilizzazione facendola fuoriuscire attraverso detta elettrovalvola 3. L’elettrovalvola 3 si comporta quindi come una valvola di sovrappressione.
Eventualmente la fase C di scaricare parte dell’atmosfera presente nella camera 2 prevede di azionare sia detta elettrovalvola 3 sia detta prima valvola 4 (preferibilmente prima viene azionata la prima valvola 4 e poi l’elettrovalvola 3).
La fase F di ridurre la pressione nella camera 2 per l’asciugatura comprende:
- un’evacuazione F1 iniziale del secondo agente in pressione presente nella camera 2 di sterilizzazione mediante una prima valvola 4 (distinta dalla elettrovalvola 3);
- un’evacuazione F2 di una ulteriore parte del secondo agente mediante detta elettrovalvola 3.
L’evacuazione F2 di una ulteriore parte del secondo agente può sovrapporsi all’evacuazione F1 iniziale del secondo agente.
L’evacuazione F1 iniziale del secondo agente in pressione presente nella camera 2 di sterilizzazione mediante una prima valvola 4 consente di raccogliere il secondo agente in detto primo serbatoio 71. L’evacuazione F1 iniziale del secondo agente in pressione presente nella camera 2 di sterilizzazione mediante una prima valvola 4 determina il passaggio del secondo agente dalla camera 2 di sterilizzazione al primo serbatoio 71 senza transitare per detto aspiratore 5. Il secondo agente estratto mediante la prima valvola 4 transita in un secondo condensatore 82. Ciò contribuisce alla condensazione della parte vapore ancora presente nel secondo agente.
Nella fase di asciugatura, la fase F2 di eseguire l’evacuazione di una ulteriore parte del secondo agente mediante detta elettrovalvola 3 si attiva al rilevamento, nella camera 2 di sterilizzazione, di una pressione predeterminata.
L’evacuazione F2 di una ulteriore parte del secondo agente mediante detta elettrovalvola 3 prevede di aspirare mediante detto aspiratore 5 il secondo agente presente nella camera 2 di sterilizzazione. Tale secondo agente, come già detto, viene fatto fuoriuscire attraverso detta elettrovalvola 3. Mediante l’utilizzo dell’aspiratore 5 si riesce a raggiungere una pressione inferiore a quella atmosferica.
L’invenzione così concepita permette di conseguire molteplici vantaggi. In primo luogo consente una ottimizzazione dei componenti, in particolare del numero delle valvole che regolano l’estrazione di fluidi dalla camera 2 di sterilizzazione. Questo si traduce in un minor costo di produzione dell’autoclave. Inoltre si avranno anche minori costi di manutenzione. Anche la componentistica dell’autoclave apparirà più ordinata essendo ridotto il numero di elettrovalvole e il numero di condotti collegati alle elettrovalvole.
L’invenzione così concepita è suscettibile di numerose modifiche e varianti, tutte rientranti nell’ambito del concetto inventivo che la caratterizza. Inoltre tutti i dettagli sono sostituibili da altri elementi tecnicamente equivalenti. In pratica, tutti i materiali impiegati, nonché le dimensioni, potranno essere qualsiasi, a seconda delle esigenze.
Claims (10)
- RIVENDICAZIONI 1. Metodo di sterilizzazione di oggetti in autoclave comprendente le fasi di: - generare (A) una prima depressione all’interno di una camera (2) di sterilizzazione per evacuare parte dell’aria presente; - immettere (B) nella camera (2) di sterilizzazione un primo agente da usarsi per la sterilizzazione; - scaricare (C) parte dell’atmosfera presente nella camera (2) di sterilizzazione; - eseguire (D) una sterilizzazione introducendo nella camera (2) di sterilizzazione un secondo agente da usarsi per la sterilizzazione, detto secondo agente potendo coincidere con il primo agente; - asciugare (E) gli oggetti posti nella camera (2) di sterilizzazione, detta fase comprendendo di ridurre (F) la pressione in detta camera (2) di sterilizzazione per agevolare l’evaporazione del secondo agente; caratterizzato dal fatto che le fasi di generare (A) una prima depressione all’interno della camera (2) di sterilizzazione, scaricare (C) parte dell’atmosfera presente nella camera (2) di sterilizzazione, ridurre (F) la pressione all’interno della camera (2) di sterilizzazione prevedono di aspirare un fluido dalla camera (2) mediante un medesimo aspiratore (5) determinando la fuoriuscita di almeno una parte del fluido attraverso una medesima elettrovalvola (3); detto fluido comprendendo: i) aria, nella fase (A) di generare una prima depressione all’interno della camera (2); ii) il primo agente. nella fase (C) di scaricare parte dell’atmosfera presente nella camera (2); iii) il secondo agente, nella fase (F) di ridurre la pressione all’interno della camera (2).
- 2. Metodo secondo la rivendicazione 1, caratterizzato dal fatto che la fase (A) di generare una prima depressione all’interno della camera (2) di sterilizzazione comprende le fasi di: - aspirare l’aria presente nella camera (2) di sterilizzazione; - aprire e chiudere detta elettrovalvola (3) in funzione di un segnale fornito da un sensore di pressione e/o da un sensore di temperatura presenti in detta camera (2) di sterilizzazione.
- 3. Metodo secondo la rivendicazione 1 o 2, caratterizzato dal fatto che detta fase (F) di ridurre la pressione nella camera (2) per l’asciugatura degli oggetti comprende: - l’evacuazione (F1) iniziale del secondo agente mediante una prima valvola (4); - l’evacuazione (F2) di una ulteriore parte del secondo agente mediante detta elettrovalvola (3).
- 4. Metodo secondo la rivendicazione 3, caratterizzato dal fatto che detta fase di eseguire l’evacuazione (F2) di una ulteriore parte del secondo agente mediante detta elettrovalvola (3), durante la fase (E) di asciugare gli oggetti, si attiva al rilevamento, nella camera (2) di sterilizzazione, di una pressione predeterminata.
- 5. Metodo secondo la rivendicazione 3 o 4, caratterizzato dal fatto che l’evacuazione (F2) di una ulteriore parte del secondo agente mediante detta elettrovalvola (3) prevede di aspirare il secondo agente presente nella camera (2) di sterilizzazione mediante l’aspiratore (5) facendola fuoriuscire attraverso detta elettrovalvola (3).
- 6. Metodo secondo una qualunque delle rivendicazioni precedenti, caratterizzato dal fatto che la fase di eseguire (D) una sterilizzazione comprende, in caso di sovrapressione, la fase di aspirare l’aria presente nella camera (2) di sterilizzazione facendola fuoriuscire attraverso detta elettrovalvola (3).
- 7. Metodo secondo una qualunque delle rivendicazioni precedenti, caratterizzato dal fatto che la fase di immettere (B) un primo agente nella camera (2) di sterilizzazione e la fase (D) di eseguire una sterilizzazione introducendo un secondo agente nella camera (2) di sterilizzazione prevedono entrambe di introdurre vapore.
- 8. Metodo secondo una qualunque delle rivendicazioni precedenti, caratterizzato dal fatto che detta fase (B) di immettere un primo agente nella camera (2) di sterilizzazione e detta fase (C) di scaricare parte dell’atmosfera presente nella camera (2) di sterilizzazione si alternano ciclicamente per almeno due volte tra la fase (A) di generare una prima depressione all’interno della camera (2) di sterilizzazione e la fase (D) di eseguire una sterilizzazione.
- 9. Metodo secondo una qualunque delle rivendicazioni precedenti, caratterizzato dal fatto che la fase di ridurre la pressione nella camera (2) prevede di diminuire la pressione nella camera (2) di sterilizzazione al di sotto della pressione atmosferica.
- 10. Autoclave implementante il metodo secondo una qualunque delle rivendicazioni da 1 a 9.
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| IT (1) | ITPR20130084A1 (it) |
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