ITPR930033A1 - Procedimento di crettatura e crettatrice meccanica. - Google Patents

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    • D02YARNS; MECHANICAL FINISHING OF YARNS OR ROPES; WARPING OR BEAMING
    • D02JFINISHING OR DRESSING OF FILAMENTS, YARNS, THREADS, CORDS, ROPES OR THE LIKE
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    • D02J1/225Mechanical characteristics of stretching apparatus
    • DTEXTILES; PAPER
    • D01NATURAL OR MAN-MADE THREADS OR FIBRES; SPINNING
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    • D01H5/00Drafting machines or arrangements ; Threading of roving into drafting machine
    • D01H5/18Drafting machines or arrangements without fallers or like pinned bars
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    • DTEXTILES; PAPER
    • D02YARNS; MECHANICAL FINISHING OF YARNS OR ROPES; WARPING OR BEAMING
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Description

D E S C R I Z I O N E
PROCEDIMENTO DI CRETTATURA E CRETTATRICE MECCANICA.
DESCRIZIONE
Formano oggetto del presente trovato un procedimento di cnettatura ed una crettatr?ce meccanica.
Il trovato rientra nel campo della produzione e lavorazione di fibre chimiche ed in particolare del processo di Grattatura meccanica, consistente in una deformazione plastica a carico di punta di ogni singola bava di un fascio di fibre .
Una bava crettata ? identificabile per' il suo aspetto deformato ad onde, in numero variabile per unita di lunghezza in dipendenza degli utilizzi finali del prodotto. Si distinguono due categorie fondamentali di cretto: bidimensionale (con onde di una singola bava approssimati vaments appartenenti ad uno stesso piano) e tridimensionale (con orientamento delle onde nello spazio). La cre ttatura bidimensionale ? propria dei fasci di fibre trattati con azioni fondamental mente meccaniche da macchine denominate "crettat ric i , mentre quella tridimensionale e ottenuta con l'azione di fluidi in pressione in particolari jets, o con azioni termiche (ad esempio per fibre bico mpone nti).
Le crettatrici meccaniche convenzionali prevedono l'utilizzo di una coppia di rulli motorizzati che spingono per attrito il fascio di fibre essendo premuti in opposizione sul fascio stesso in modo da costringerlo a deformarsi per carico di punta in una camera di contenimento denominata camera di cretto; quest 'ultima ? delimitata da due coltelli pressoch? raschiarti sui rulli e di pari larghezza e da due pareti laterali affiancat e ai rulli ed ai coltelli.
Poich? il contatto tra fascio di fibre e rulli di spinta avviene sostanzialmente lungo una generatrice di questi ultimi, vi ? la necessit? di elevate pressioni specifiche sulla fibra, fino a 40 kg ogni mm di lunghezza della generatri ce .
La camera di cretto presenta una apertura control lata, sul lato opposto ai rulli, per consentire la fuoriuscita della fibra processata.
In una crettatrice meccanica convenzionale come sopra descritta, al1'aumentare della velocit? di'viene sempre pi'? difficoltoso mantenere una costante adesione dei rulli alla fibra, perch? le inerzie in gioco non consentono un rapido adeguamento della distanza dei rulli alle continue disordinate variazioni di spessore del fascio di fibre in ingresso, cosicch? possono prodursi fibre con erettat?re discontinue e di scarsa qualit?.
U1terio re inconveniente ? dato dal pericolo di avvolgimenti per improvvise mancanze di tensione della fibra in ingresso a11a crettatrice.
Inoltre, con le basse denarature che sono tipiche dei processi ad alta velocit?, lo spessore del fascio di fibre (pochi decimi di mm) non impedisce urti tra i rulli in mutua spinta, i quali si danneggiano in misura progressivamente crescente al11aumentare della velocit? (effetto "martellamento'1), fino ad avere una deformazione dei profili esterni di tipo poligonale che rende geometricamente impossibile il lavoro della macchina.
Sempre in ragione delle basse denarature avviene inoltre che al minimo "pizzicarnento " della fibra tra le lame dei coltelli della camera di cretto ed i rulli stessi si abbia intasamento della camera di cretto e rottura del fascio di fibre .
Scopo del presente trovato ? quello di e l i mi na re g l i inconvenienti sopra lamentati rendendo pertanto possibile il cretto bidimensionale ad alta velocit?.
Per ottenere ci? ? necessario minimizzare le inerzie riducendo le pressioni specifiche esercitate sulla fibra dai mezzi di spinta, ed impedire l'infiltrazione di bave di fibra tra punta del coltello della camera di cretto e mezzi di spinta con una spinta in senso contrario.
Detti scopi sono pienamente raggiunti dal procedimento di crettatura, oggetto del presente trovato, che si caratterizza per quanto contenuto nelle rivendicazioni sotto riportate ed in particolare per il fatto che la spinta sul fascio di fibre avviene su super-fici di lunghezza qualsivoglia nel senso della lunghezza del fascio .
Oggetto del presente trovato ? anche una crettatrice, caratterizzata dal fatto che comprende una coppia di nastri in opposizione, traslanti alla stessa velocit? del fascio di fibre, atti ad esercitare un'azione di spinta sul fascio di fibre per un certo tratto continuo del medesimo.
Questa ed altre caratteristiche risulteranno maggiormente evidenziate dalla descrizione seguente di una preferita forma di realizzazione illustrata, a puro titolo esemplificativo e non limitativo, nelle unite tavole d? disegno, in cui:
la figura 1) i l l u st ra i me z z i d i sp i nta de i f a sc i d i fibre, in una vi'sta laterale, con i" mezzi di spinta in posizione aperta;
la figura 2) illustra un particolare della crettatrice, nella zona della camera di cretto, in una vista laterale; - la figura 3) illustra una sezione della camera di cretto in cui' sono evidenziati i mezzi 11anti-pizzicarnento11 agenti in senso opposto al flusso del fascio di fibre.
Con riferimento alle figure, con 1 sono stati complessivamente indicati dei mezzi di spinta di un fascio di fibre, facenti parte di una crettatrice meccanica.
I mezzi di spinta 1 comprendono due coppie di rulli 2 e 3, su ciascuna delle quali si avvolge originalmente un sottile nastro chiuso 4, prsferibi1mente in acciaio inossidabile. I rulli 2 e 3 sono tutti motorizzati.
Una delle due coppie di rulli ? fissa, mentre 1'altra pu? traslare rispetto alla precedente fino ad un sostanziale accoppiamento o sovrapposizione tra i nastri 4 lungo un t ra11o rettilineo 4a.
In tale tra11o rettilineo 4a fransita un fascio di fibre che devono subire il procedimento di crettatura.
Le fib re sono prese in consegna dai nastri che le spingono verso una camera di cretto, indicata complessivamente con 5, della quale per? nelle figure ? stata rimossa una parete di chiusura laterale per permettere la vista.
Per' garantire un continuo contatto fo rzato tra nastri 4 fascio di fibre, ? originalmente prevista una spinta sui nastri stessi mediante un fluido in pressione addotto attraverso tubi 7 e distribuito lungo il nastro stesso da dist ributo ri 6.
Il fluido in pressione pu? essere ad esempio aria o vapore acqueo con pressioni fino a 12 bar'.
I distributori 6, illustrati in maggior dettaglio in figura 3, possono ad esempio comprendere una pluralit? di fori 15 di uscita del fluido.
I nastri si adagiano sul fascio di fibre come una membrana flessibile sotto l'effetto di una pressione di gas e fluttuano restando aderenti alla fibra. In tal modo le inerzie risultano minimizzate e si ha un rapido adeguamento dei mezzi di spinta alla variazione casuale di spessore del fascio di fibre che transita fra di essi.
I nastri viaggiano sostanzialmente alla stessa velocit? di avanzamento del fascio di fibre, il quale proviene da un impianto di produzione di fibra.
Per mantenere tensione ti i nastri U ? originalmente prevista un 1ultsriore spinta di fluido in pressione attraverso tubazioni 12 d i s t r i b u t o r i 13.
I distributori 13 sono pref eribi 1mente analoghi ai di stribut ori 6 e sono provvisti di fori 16 per 11uscita del fluido.
Il circuito di alimentazione del fluido in pressione, non illustrato, ? tale che i distributori 6 e 13 possono essere azionati indipendentemente gli uni dagli altri, i primi provvedendo al mantenimento di un'azione di spinta sul fascio di fibre, i secondi provvedendo al mantenimento del corretto te'nsionamento dei nastri 4.
Con 8 ? stato indicato uno dei coltelli della camera di cretto, mentre con 9 ? stato indicato un esempio di parete brandeggiente atta a generare la forza di opposizione al fascio di fibre ed a produrre la erettatura.
Al di sotto del coltello 8 ? previsto un elemento cuneiforme. 10 cavo, terminante con una apertura 11, che pu? essere ad esempio una feritoia od una serie di fori. L'apertura 11 ? disposta parallelamente al fascio di fibre. Attraverso un condotto 14 ? immessa aria o vapore in pressione (fino a 20 bar) tra coltello 8 e nastro 4 , in direzione tangente al rullo ossia nella stessa direzione di avanzamento del fascio di fibre, ma in verso opposto, per impedire l'infiltrazione di bave di fibra tra punta del coltello e nastro.
Il condotto 14 con l'elemento cuneiforme 10 e ?'apertur a 1 1 costituiscono mezzi "anti-pizzicarnento " per immettere a r i a o vapore nella camera di cretto in senso opposto al fi u s s o del fascio di fibre.
Se con "camera di cretto" viene intesa anche la zona rett i l i nea 4 a t ra i n a s t r i , a 1 1 o r a s i p u? af te rm a r e c he originalmente tale camera ? una camera parai1elepipeda d? lunghezza qualsivoglia, non nulla, nel senso del fascio di fibre, della quale almeno due facciate trasiano ad una velocit? sostanzialmente pari a quella che possiede il fascio d? fibre in ingresso alla camera stessa.
Secondo una possibile variante de111invenzione le pareti laterali della camera di cretto possono risultare provviste di una feritoia longitudinale che si estende per tutta la camera di cretto.
La pre seI?te invenzione consente una maggior1 velocit? di crettatura bidimensionale grazie al contatto esteso e continuo tra mezzi di spinta e fascio di fibre, e grazie anche all'impiego di un fluido in pressione (anzich? i convenzionali rulli tenditori) sia per mantenere tesi i nastri 4 che per mantenere un'adesione costante tra mezzi di spinta e fasci di fibra con conseguente migliore qualit? della crettatura.
L ' i n i e z i one di aria o vapore nella camera di cretto tra le lame dei coltelli e il nastro consente inoltre di e v i ta r e intasamenti conseguenti ad infiltrazione di bave d i f i b r a tra coltello e nastro.

Claims (12)

  1. RIVENDICAZIONI 1) Procedimento di crettatura meccanica di fasci di fibre chimiche realizzata con spinta meccanica applicata ad un fascio di fibre per ottenerne una deformazione per carico di punta in una camera di cretto (5), in cui la spinta del fascio conti-o una zona di sollecitazione a carico di punta ? ottenuta per attrito tra il fascio stesso e mezzi meccanici di spinta (1), caratteri zzato dal fatto che la spinta sul fascio di fibre avviene per- contatto esteso su superfici, non nulle, di lunghezza qualsivoglia nel senso della lunghezza del fascio.
  2. 2) Procedimento secondo la rivendicazione 1) in cui detta spinta sul fascio di fibre avviene con mezzi meccanici di spinta (1) che traslano sostanzialmente alla stessa velocit? del fascio di fibre.
  3. 3) Procedimento secondo la rivendicazione 1), in cui il contatto forzato tra fascio di fibre e mezzi meccanici di spinta ? realizzato per mezzo di un fluido in pressione.
  4. 4) Procedimento secondo la rivendicazione 1 in cui, nella camera di cretto (5), ? prevista l'immissione di aria o vapore in pressione tra coltelli (8) della camera (5) e mezzi di spinta (1) del fascio di fibre, detta immissione avvenendo nella stessa direzione di avanzamento del fascio di fibre ed in verso opposto.
  5. 5) Cret tetrice meccanica di fasci di fibre chimiche comprendente mezzi meccanici di spinta (1) agenti sul fascio di fibre per ottenerne una deformazione per carico di punta in una camera di cretto (5), in cui la spinta del fascio contro una zona di sollecitazione a carico di punta ? ottenuta per attrito tra il fascio stesso e i mezzi meccanici di spinta, caratteri zzata dal fatto che detti mezzi meccanici di spinta (1) sono conformati in modo tale da mantenere un contatto esteso con il fascio di fibre in una superficie di lunghezza qualsivoglia, non. nulla, nel senso della lunghezza del fascio.
  6. 6) Crettatrice secondo la rivendicazione 5, in cui detti mezzi meccanici di spinta (1) trasiano sostanzialmente alla stessa velocit? del fascio di fibre durante il contatto forzato con quest'ultimo.
  7. 7) Crettatrice secondo la rivendicazione 5 o 8, caratteri zzata dal fatto che comprende distributori (6) di un fluido in pressione per mantenere i mezzi di spinta (1) in contatto forzato con il fascio di fibre.
  8. 8) Crettatrice secondo la rivendicazione 5), in cui detti mezzi di spinta (1) sono costituiti da una coppia di nastri chiusi (4) ruotanti su rulli (2, 3) tutti motorizzati, tra detti nastri chiusi (4) opposti essendo spinto il fascio di f i b re .
  9. 9) Cre11atrice. secondo la rivendicazione 8, caratterizzata dal fatto che comprende distributori (13) di un fluido in pressione per mantenere correttamente tensionati na st r i chiusi ( h ) .
  10. 10) Cre fetatrice secondo la rivendicazione 8, in cui detti nastri chiusi (4) sono in acciaio inossidabile.
  11. 11) Crettatrice secondo la rivendicazione 5, caratterizzata dal fatto che, in corrispondenza della camera di cretto (5), prevede mezzi per immettere aria o vapore in pressione tra coltelli (8) della camera di cretto (5) ed i mezzi di spinta (1), detti mezzi immettendo 1'aria o il vapore nella stessa direzione di .avanzamento del fascio di fibre ed in verso opposto.
  12. 12) Crettatrice secondo la rivendicazione 10, in cui detti mezzi di immissione di aria o vapore comprendono un elemento cuneiforme (10) cavo, l'estremit? ristretta del quale presenta un'apertura (11) per' la fuoriuscita dell 'aria o del vapore, disposta parai1e1amente al fascio di fibre.
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