ITRM20070651A1 - Procedimento per ottenere estratti acquosi a base di carotenoidi e estratti ottenuti. - Google Patents

Procedimento per ottenere estratti acquosi a base di carotenoidi e estratti ottenuti. Download PDF

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ITRM20070651A1
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carotenoids
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IT000651A
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Elena Ansaloni
Francesco Carloni
Alessandro Filippini
Leonardo Setti
Dario Zanichelli
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Alma Mater Studiorum Uni Di Bologna
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Description

DESCRIZIONE
La presente invenzione si riferisce ad un procedimento per ottenere estratti acquosi a base di carotenoidi e agli estratti ottenuti.
Stato della tecnica
Il settore agro-alimentare costituisce uno dei comparti produttivi a cui sono attribuite le più elevate produzioni di rifiuti speciali, in massima parte non pericolosi. A livello Europeo gli scarti agricoli rappresentano un significativo potenziale per lo sviluppo dell'industria bioenergetica e si stimano nell'ordine di 250 milioni di ton/anno. La gestione e lo smaltimento di questi scarti è un problema complesso, da affrontare in chiave sociale, economica e ambientale con l'obiettivo di un uso razionale e sostenibile delle risorse.
Il pomodoro ( Lycopersicum esculentum ) pianta solanacea della famiglia delle dicotiledoni, rappresenta una delle più importanti realtà del comparto agro-industriale italiano. Attualmente è coltivato su una superficie totale di oltre 114.000 ha per una produzione totale di oltre 59 milioni di quintali (fonte: ISTAT; dati relativi all'anno 2006). Di questa quantità prodotta, il 30% è destinata al consumo fresco mentre il restante 70% è destinata all'industria conserviera. I principali prodotti ottenuti dalla trasformazione del pomodoro sono i pomodori pelati, i concentrati di pomodoro, la passata di pomodoro, la polpa di pomodoro e varie qualità di sughi. Nell'ambito dei diversi cicli industriali di lavorazione del pomodoro vengono prodotte ingenti quantità di scarti che possono ammontare allo 0,6 % del prodotto lavorato nel caso della produzione di pelati e che nel caso di produzione di passata, concentrato e succhi possono arrivare anche al 2%. Lo scarto è costituito essenzialmente dalle parti fibrose del frutto, dai semi e dalle bucce. Il tradizionale impiego degli scarti che si ottengono dalla lavorazione industriale del pomodoro, è costituito dalla mangimistica per il settore zootecnico; in alcuni casi invece questi seguono la via della termovalorizzazione .
Il licopene, terpene della famiglia dei carotenoidi, è la principale molecola antiossidante contenute nel pomodoro, e si stima che il suo contenuto nelle bucce sia compreso tra 50 e 600 μg/g buccia. Il licopene è il principale carotenoide che si ritrova nell'organismo umano; ciò è essenzialmente dovuto alle elevate quantità di pomodoro assunte con la dieta. Molti gruppi di ricerca in tutto il mondo hanno incentrato la propria attenzione sugli effetti protettivi di tale molecola della salute umana effetti dovuti principalmente alle sue proprietà ossidanti. Studi clinici hanno infatti dimostrato che il licopene ha un ruolo nella prevenzione verso alcune malattie croniche e degenerative quali diverse forme tumorali (prostata, cervice, seno e fegato) e malattie del sistema cardiocircolatorio (ipertensione, ictus e infarto).
Le proprietà antiossidanti del licopene permettono di sfruttare questa molecola non solo nel settore farmaceutico, ma anche come integratore in nuovi prodotti alimentari (nutraceutico) o nel settore cosmetico per combattere i radicali liberi responsabili dell'invecchiamento cutaneo. Infatti, le reazioni ossidative del metabolismo umano, comportano una produzione di radicali liberi che deve essere controbilanciata da una serie di molecole definite antiossidanti. Questa crescente attenzione nell'impiego del licopene ha sviluppato l'interesse verso nuovi metodi di produzione e, ottenimento della stessa molecola.
Nonostante a livello nazionale il licopene venga quasi totalmente importato, ci si trova paradossalmente a dover smaltire ingenti quantitativi di bucce derivanti dalla lavorazione industriale del pomodoro che, per il loro altissimo contenuto di licopene, rappresentano la materia prima ideale per l'estrazione di tale molecola. Gli scarti prodotti dall'industria alimentare possono quindi rappresentare una interessante risorsa economica. E'per questo motivo che ormai da qualche anno si valuta la possibilità di realizzare processi di riciclaggio, riprocessamento e riutilizzo atti a valorizzare gli scarti industriali del pomodoro anche mediante l'estrazione del licopene.
Il licopene attualmente commercializzato viene prodotto sia per sintesi chimica che per estrazione dal pomodoro tramite solventi alcolici e,o organici (EP1103579B1 EP1676888A1) o con fluidi supercritici, in particolare C02(EP0818225B1). Nel primo caso, la produzione del licopene presenta un basso costo anche se il prodotto finito risulta contaminato da residui di solventi organici tossico-nocivi. Nel secondo caso, oltre al problema legato alla presenza di solventi utilizzati per l'estrazione, si presenta anche la necessità di processi di purificazione del licopene lunghi e costosi atti ad allontanare molte altre sostanze (caroteni, xantofille), estratte in maniera non specifica che comunque non portano ad avere un prodotto con elevato grado di purezza. Inoltre, il materiale vegetale dal quale è stato estratto il licopene, diviene un rifiuto speciale che dovrà essere opportunamente smaltito e non potrà essere in alcun modo recuperato, con notevole aggravio dei costi del processo complessivo.
La C02supercritica sostituisce industrialmente il tradizionale solvente organico. Il processo in cui è impiegata presenta alcuni vantaggi tra cui le buone capacità estrattive della C02nello stato supercritico verso i composti apolari, la atossicità di questa sostanza, la sua facile reperibilità, la sua non pericolosità e i brevi tempi di estrazione. Presenta però alcuni svantaggi non trascurabili come portare e mantenere la CO2nel suo stato supercritico. Viste le elevate pressioni che è necessario raggiungere vi sono rilevanti problemi relativi agli elevati costi a livello impiantistico e di sicurezza.
L'utilizzo di biocatalizzatori enzimatici per ottenere l'idrolisi di matrici vegetali derivanti dai processi di trasformazione del comparto agroalimentare, e l'utilizzo di tensioattivi per pseudosolubilizzare le molecole apolari in fase acquosa, può costituire un'interessante alternativa rispetto ai processi chimici tradizionali, sia dal punto di vista economico che ambientale. In proposito, lo stato sdella tecnica descrive pretrattamenti termici e biocatalitici basati su enzimi idrolitici (W02006036125A1) che sono sempre descritti come propedeutici ad estrazioni con solvente organico. CN1315953, in aggiunta al trattamento biocatalitico, prevede stadi di trattamento con tensioattivi disciolti in solventi organici al solo fine di migliorare le performance dell'estrazione con solvente. Nello stato della tecnica non risulta descritto alcun procedimento che preveda estrazione con acqua.
Il punto cardine della presente invenzione risiede nell'utilizzo di tensioattivi che consentano di pseudosolubilizzare il licopene in fase acquosa e di ottenerlo in rese significative. Tale utilizzo direttamente sulle matrici vegetali non risulta descritto nello stato della tecnica.
Forma pertanto oggetto della presente invenzione un procedimento per ottenere un estratto acquoso contenente carotenoidi, in particolare licopene,che comprende le operazioni seguenti: a) mescolamento di materiali vegetali e,o scarti fibrosi vegetali contenenti carotenoidi con una quantità di acqua da 1 a 10 volte il peso di detti maeriali e, o scarti fino all'ottenimento di un miscuglio;
b) aggiunta a detto miscuglio di un sistema catalitico enzimatico
caratterizzato dal fatto che
successivamente o contemporaneamente allo stadio b) viene aggiunto un tensioattivo in modo da ottenere un estratto acquoso contente carotenoidi.
Secondo l'invenzione esempi di carotenoidi sono il licopene e,o il β- carotene e come materiali vegetali e, o scarti fibrosi vengono vantaggiosamente impiegati pomodori e, o carote interi e, o scarti fibrosi dell'industria conserviera. Tra gli scarti fibrosi possono essere citate le buccette di pomodoro, residuo solido cellulosoco derivante dalla produzione di pelati e conserve. E' possibile usare sia buccette fresche che crioconservate, di solito a temperatura di 20°C, scongelate e lavorate entro 24 ore dallo scongelamento .
Per particolari appicazioni è anche possibile impiegare acqua termale, ovvero acqua surgiva caratterizzata da proprietà chimico-fisiche e sali inorganici peculiari dovuti alle caratteristiche geochimiche dei territori che circondano la sorgente, per sospendere le buccette.
Va sottolineato come l'invenzione presenti la possibilità di aggungere il tensioattivo tanto dopo l'aggiunta del sistema enzimatico, quanto contemporaneamente .
Il sistema catalitico enzimatico, che viene impiegato nello stadio b della presente invenzione a T 20 - 50 ° C e pH 3 - 6 comprende enzimi scelti dalla classe formata da cellulasi, pectinasi, xilanasi, amilasi, proteasi, cutinasi e arilesterasi . Vantaggiosamente vengono impiegati enzimi con le seguenti attività: pectinasica 100-1000 KU/L, xilanasica 160-1600 KU/L, amilasica 100-1000 KU/L e aril-esterasica 360-3600 U/L.
Allo scopo di accelerare il decorso della reazione prima dello stadio b) è possibile inserire uno stadio di trattamento termico e, o meccanico del miscuglio di cui allo stadio a) . Quale trattamento meccanico si può citare l'omogeneizzazione o la frullatura.
I tensioattivi impiegati che agiscono in soluzione acquosa appartengono alla classe dei tensioattivi alimentari, naturali e, o sintetici. Tra i tensioattivi preferiti possono essere citati tensioattivi appartenenti alla classe formata da polisorbati, lecitine, saponine, alchil-glucosidi, sodio dodecil solfato, alcoli cetil-stearilici, betaine, imidazolinici, sarcosinati, solfosuccinati, quaternium e poliquaternium. Vantaggiosamente, vengono impiegati tensioattivi di grado alimentare tra i quali si può citare la classe dei Tween (polisorbati) o delle lecitine, in particolare la lecitina di soia. L'impiego di tensioattivi di grado alimentare consente un impiego diretto degli estratti in settori alimentari umani e inoltre fa sì che i materiali vegetali da cui sono stati estratti i carotenoidi, in particolare il licopene, non siano considerati residui pericolosi.
L'estratto acquoso viene sottoposto a filtrazione per separare soluti di dimensioni maggiori di 100μm, in quanto le particelle più piccole di materiale vegetale e, o scarti contengono ancora significative quantità di licopene; gli impieghi principali del licopene consentono di utilizzare tale estratto.
Per necessità industriali specifiche può essere vantaggioso che l'estratto acquoso ottenibile dal procedimento secondo la presente invenzione venga sottoposto a pastorizzazione, vantaggiosamente a T 90° C per un tempo di 20 -200', e confezionato a caldo e,o addizionato di stabilizzanti scelti tra i composto usuali nel settore tecnologico.
L'utilizzo di sistemi catalitici enzimatici, presenta diversi vantaggi. I preparati enzimatici, come pure i tensioattivi, sono solubili in acqua quindi l'intero processo si svolge in fase acquosa. Inoltre un'estrazione mediante l'utilizzo di enzimi e tensioattivi non pericolosi può essere svolta anche da operatori non qualificati, ad esempio in una azienda agricola, in quanto non si impiegano sostanze tossico-nocive. Gli enzimi contribuiscono a rendere il recupero di Chemicals più efficiente in quanto, idrolizzando in maniera mirata la matrice vegetale, favoriscono il rilascio e la pseudosolubilizzazione di tali sostanze.
Secondo il procedimento dell'invenzione, inoltre, il costo totale del processo di recupero del licopene risulta ridotto nei confronti di analoghi sistemi. Inoltre in questo modo, gli scarti solidi del procedimento venuti a contatto solamente con acqua, enzimi (riconosciuti sicuri perché per utilizzo alimentare) e tensioattivi (alimentari o naturali) non vengono classificati più come rifiuto speciale. Ciò consente sia una adduzione in discarica sia il loro riutilizzo per la produzione di biopolimeri oppure essiccati e impiegati in agricoltura come concime o come mangimi per animali o ancora come biocombustibile, consentendo di recuperare una parte dell'energia impiegata nei processi di lavorazione.
L'ottenimento di un estratto acquoso ricco in licopene pseudosolibilizzato, ovvero mantenuti in sospensione in fase acquosa grazie a tensioattivi e macromolecole vegetali di origine polisccaritica e/o proteica, in fase acquosa presenta svariati vantaggi:
• L'utilizzo di scarti agroindustriali come fonte a basso costo di materie prime per la produzione di bevande funzionali e/o adittivi "funzionalizzanti" rappresenta una concreta opportunità di ottenere, tramite opportuni trattamenti, un guadagno da uno scarto. L'economicità di questa tecnologia e la vastità di applicazioni e di prodotti da essa derivati fanno si che il processo proposto possa risultare interessante e conveniente anche in vista della facilità di scale-up.
• L'utilizzo di materie prime di scarto da un lato consente al produttore dello scarto di azzerare il costo, anche ingente a volte, di detossificazione e smaltimento, o di trasformarlo in una nuova opportunità di guadagno. Dal punto di vista del trasformatore c'è l'evidente vantaggio di utilizzare una materia prima a costo bassissimo o zero, quindi di poter contenere i costi dei nuovi prodotti ottenibili e di proporli sul mercato a prezzi competitivi soprattutto considerata la loro innovatività.
• Gli scarti agro-alimentari trovano prevalentemente il loro destino nella produzione di compost, nella mangimistica animale, nella produzione di biogas, nei processi di depurazione biologica e di termovalorizzazione. Solo una piccola parte di questi scarti viene oggi valorizzata per il recupero di fitocomposti tramite processi di estrazione.
• Questa nuova tecnologia permette quindi l'azzeramento potenziale degli scarti risolvendo da una parte un problema industriale legato ai costi di smaltimento e dall'altra generando valore economico.
• Avendo a disposizione un estratto acquoso ricco in licopene i formulatori di prodotti finiti in diversi settori (alimentare, nutraceutico e cosmetico) hanno la possibilità di inserire un "attivo" liposolubile, che generalmente deve essere disperso con complessi processi e con l'ausilio di disperdenti chimici che hanno però serie limitazioni di applicazione, in maniera semplice ed efficace sostituendo parte dell'acqua di formulazione con il prodotto .
Gli estratti ottenibili tramite il procedimento dell'invenzione possono trovare applicazione nel settore nutraceutico, farmaceutico e cosmetico.
Per quanto riguarda il settore nutraceutico si possono ottenere:
1. Succhi "mangia e bevi" funzionali, ricchi di sostanze antiossidanti, fibre solubili.
2.Additivi per succhi di frutta funzionali arricchiti con sostanze antiossidanti, fibre solubili.
3. Yogurt, mousse, gelatine funzionalizzati additivati.
4. Caramelle e prodotti dolciari.
5. Barrette "pasto sostitutivo", prodotti anti-fame funzionalizzati.
6. Biscotti, prodotti da forno e merendine funzionali.
Nel settore cosmetico gli estratti possono essere utilizzati come additivi in creme corpo/viso, anti-età, contorno occhi, creme idratanti, solari, dopo sole, prodotti per make-up. Ulteriore impiego è in prodotti per l'igiene personale: saponi, shampoo, bagni doccia, bagni schiuma, balsami etc.
Nel settore farmaceutico gli estratti dell'invenzione possono essere impiegati per produrre creme, unguenti, lozioni, emulsioni, geli, opercoli, medicai device, gocce, eventualmente in aggiunta ad altri principi farmaceutici .
Esempio 1
Ottenimento di un estratto di licopene per uso alimentare
Al fine di ottenere un estratto acquoso di licopene pseudosolubilizzato da buccette di pomodoro ad uso alimentare si preferisce la lavorazione della materia prima entro le 12 ore dalla produzione. Le buccette vengono risospese in acqua di rete o deionizzata in una proporzione pari a 2 volte il peso delle buccette da trattare. Le buccette risospese in acqua vengono trattate ad una temperatura di 75°C per 90 minuti. Le buccette pretrattate vengono fatte raffreddare sino ad una temperatura di 30°C e subiscono dei processi biocatalitici per 4 ore ad una temperatura costante di 30°C, con preparati enzimatici di grado alimentare aventi attività cellulasica e pectinasica ed almeno una tra le seguenti attività: xilanasica, amilasica, proteasica, cutinasica e aril-esterasica.
Dopo il trattamento biocatalitico le buccette idrolizzate vengono addizionate di un tensioattivo alimentare (ad esempio tween 20/60/80) in concentrazioni pari al 5 % del peso delle buccette a temperatura di 30°C per un tempo di 4 ore. Il prodotto grezzo viene sottoposto a diversi trattamenti di filtrazione (utilizzando tecnologie a sacco, a cartoni e a cartucce). Il preparato filtrato viene addizionato con stabilizzanti opportuni (potassio sorbato 0,3-2 % e/o acido citrico 0,1-5% p/v e/o acido lattico 0,1-6%) e sottoposto a pastorizzazione a 90°C per 30 minuti e confezionato a caldo in opportuni contenitori (tra gli altri taniche, fusti e bag-box).
Dati tipici dell'estratto acquoso di pomodoro ad uso alimentare:
Peso Secco: > 30 grammi / Kg
pH: 2,8 - 3,5
Polifenoli Totali: > 100 mg / Kg
Zuccheri Totali: > 6 grammi / Kg
Licopene: > 15 mg / Kg
Esempio 2
Ottenimento di un estratto di licopene per uso cosmetico
Al fine di ottenere un estratto acquoso di licopene pseudosolubilizzato da buccette di pomodoro ad uso cosmetico possono essere utilizzate buccette di pomodoro fresche o conservate a -20 °C e lavorate non oltre le 24 ore dallo scongelamento. Le buccette vengono risospese in acqua di rete o deionizzata in una proporzione pari a 5 volte il peso delle buccette da trattare. Le buccette risospese in acqua subiscono processi di frullatura e vengono trattate ad una temperatura di 90°C per 10 minuti. Le buccette pretrattate vengono fatte raffreddare sino ad una temperatura ambiente e subiscono dei processi biocatalitici per 12 ore sempre a temperatura ambiente, con preparati enzimatici aventi attività cellulasica e pectinasica ed almeno una tra le seguenti attività: xilanasica, amilasica, proteasica, cutinasica e aril-esterasica.
Dopo il trattamento biocatalitici le buccette idrolizzate vengono poi addizionate di un tensioattivo cosmetico, ad esempio Sodiododecilsolfato in concentrazioni pari al 1 % del peso delle buccette a temperatura ambiente per un tempo di 8 ore. Il prodotto grezzo viene sottoposto a diversi trattamenti di filtrazione (utilizzando tecnologie a sacco, a cartoni, a cartucce e di microfiltrazione). Il preparato filtrato viene addizionate con stabilizzanti opportuni (m-parabenzoato 0,01-1% p/v e/o acido citrico 0,1-5% p/v e/o EDTA 0,1-3% p/v e/o fenossietanolo 2-5% p/v) e confezionato in opportuni contenitori (tra gli altri taniche, fusti e bag-box).
Dati tipici dell'estratto acquoso di pomodoro ad uso cosmetico:
Peso Secco: > 10 grammi / Kg
pH: 2,8 - 3,5
Polifenoli Totali: > 50 mg / Kg
Zuccheri Totali: > 3 grammi / Kg
Licopene: > 25 mg / Kg
Esempio 3
Ottenimento di un estratto di licopene per cosmesi naturale
Al fine di ottenere un estratto acquoso di licopene pseudosolubilizzato da buccette di pomodoro per cosmesi naturale possono essere utilizzate buccette di pomodoro fresche o conservate a -20 °C e lavorate non oltre le 24 ore dallo scongelamento. Le buccette vengono risospese in acqua di rete o deionizzata in una proporzione pari a 3 volte il peso delle buccette da trattare.
Le buccette risospese in acqua subiscono processi di frullatura e vengono trattate ad una temperatura di 95°C per 20 minuti. Dopo il trattamento termico le buccette vengono addizionate di un tensioattivo naturale, ad esempio saponine naturali, alchil glucosidi naturali o noce triturata di Sapindus mukorossi in concentrazioni pari al 3 % del peso delle buccette a temperatura di 60°C per un tempo di 6 ore. Il prodotto grezzo viene sottoposto a diversi trattamenti di filtrazione (utilizzando tecnologie a sacco, a cartoni, a cartucce e di microfiltrazione) . Il preparato filtrato viene addizionate con stabilizzanti opportuni (estratti di arancio amaro 0,01-1% p/v e/o acido citrico 0,1-5% p/v e/o acido lattico 0,1-6%) e confezionato in opportuni contenitori (tra gli altri taniche, fusti e bag-box).
Dati tipici dell'estratto acquoso di pomodoro ad uso cosmetico:
Peso Secco: > 8 grammi / Kg
pH: 2,8 - 3,5
Polifenoli Totali: > 20 mg / Kg
Zuccheri Totali: > 1 grammi / Kg
Licopene: > 10 mg / Kg
Esempio 4
Ottenimento di un estratto di β-carotene per uso alimentare
Al fine di ottenere un estratto acquoso di βcarotene pseudosolubilizzato da carote ad uso alimentare si preferisce la lavorazione della materia prima fresca. Le carote vengono frullare e risospese in acqua di rete o deionizzata in una proporzione pari a 3 volte il peso delle stesse. Le carote risospese in acqua vengono trattate ad una temperatura di 85°C per 90 minuti. Le carote pretrattate vengono fatte raffreddare sino ad una temperatura di 30°C e subiscono dei processi biocatalitici per 4 ore ad una temperatura costante di 30°C, con preparati enzimatici di grado alimentare aventi attività cellulasica e amilasica ed almeno una tra le seguenti attività: xilanasica, pectinasica, proteasica, cutinasica e arilesterasica .
Dopo il trattamento biocatalitico le carote idrolizzate vengono addizionate di un tensioattivo alimentare (ad esempio tween 20/60/80 o lecitina di soia) in concentrazioni pari al 3 % del peso delle stesse a temperatura di 30°C per un tempo di 4 ore.
Il prodotto grezzo viene sottoposto a diversi trattamenti di filtrazione (utilizzando tecnologie a sacco, a cartoni e a cartucce). Il preparato filtrato viene addizionato con stabilizzanti opportuni (potassio sorbato 0,3-2 % e/o acido citrico 0,1-5% p/v e/o acido lattico 0,1-6%) e sottoposto a pastorizzazione a 90°C per 30 minuti e confezionato a caldo in opportuni contenitori (tra gli altri taniche, fusti e bag-box).
Dati tipici dell'estratto acquoso di carote ad uso alimentare:
Peso Secco: > 25 grammi / Kg
pH: 2,8 - 3,5
Polifenoli Totali: > 40 mg / Kg
Zuccheri Totali: > 10 grammi / Kg
β-carotene: > 10 mg / Kg

Claims (24)

  1. Rivendicazioni 1. Procedimento per ottenere un estratto acquoso contenente carotenoidi comprendente le operazioni seguenti: a) mescolamento di materiali vegetali e,o scarti fibrosi vegetali contenenti carotenoidi con una quantità di acqua da 1 a 10 volte il peso di detti maeriali e, o scarti fino all'ottenimento di un miscuglio; b) aggiunta a detto miscuglio di un sistema catalitico enzimatico caratterizzato dal fatto che successivamente o contemporaneamente allo stadio b) viene aggiunto un tensioattivo in modo da ottenere un estratto acquoso contente carotenoidi.
  2. 2. Procedimento secondo la rivendicazione 1, in cui detti carotenoidi appartengono alla classe formata da licopene e,o β- carotene e dette materiali vegetali e, o scarti fibrosi sono scelti dalla classe formata da pomodori e, o carote interi e, o scarti fibrosi dell'industria conserviera.
  3. 3. Procedimento secondo la rivendicazione 2, in cui detti materiali vegetali e, o scarti fibrosi sono costituiti da buccette di pomodoro.
  4. 4. Procedimento secondo la rivendicazione 3, in cui dette buccette di pomodoro sono buccette fresche o crioconservate, scongelate e lavorate entro 24 ore dallo scongelamento.
  5. 5. Procedimento secondo almeno una delle rivendicazioni da 1 a 4, in cui detto sistema catalitico enzimatico comprende enzimi scelti dalla classe formata da cellulasi, pectinasi, xilanasi, amilasi proteasi, cutinasi e arilesterasi.
  6. 6. Procedimento secondo la rivendicazione 5, in cui detto sistema catalitico enzimatico è formato della seguente classe di enzimi con le seguentii attività: pectinasica 100-1000 KU/L, xilanasica 160-1600 KU/L, amilasica 100-1000 KU/L e arilesterasica 360-3600 U/L.
  7. 7. Procedimento secondo le rivendicazione 5 o 6, in cui detto sistema catalitico viene fatto reagire a T 20 - 50 ° C e pH 3 - 6.
  8. 8. Procedimento secondo almeno una delle rivendicazioni da 1 a 8, in cui prima dello stadio b) è previsto uno stadio di trattamento termico e, o meccanico del miscuglio di cui allo stadio a)
  9. 9. Procedimento secondo la rivendicazione 8, in cui detto trattamento meccanico è un trattamento di omogeneizzazione o frullatura.
  10. 10. Procedimento secondo almeno una delle rivendicazioni da 1 a 9, in cui detto tensioattivo viene scelto dalla classe formata da polisorbati, lecitine, saponine, alchil-glucosidi, sodio dodecil solfato, alcoli cetil-stearilici, betaine, imidazolinici, sarcosinati, solfosuccinati, quaternium e poliquaternium e viene fatto reagire a T 20 - 95°C per un tempo di 0,5 - 30h.
  11. 11. Procedimento secondo la rivendicazione 10, in cui detto tensioattivo viene scelto dalla classe formata da polisorbati, preferibilmente Tween, e,o lecitine, preferibilmente lecitina di soia.
  12. 12. Procedimento secondo le rivendicazioni da 1 a 11, in cui detto estratto viene sottoposto a filtrazione per separare soluti di dimensioni maggiori di 100 μm.
  13. 13. Procedimento secondo le rivendicazioni da 1 a 12, in cui detto estratto acquoso viene sottoposto a pastorizzazione a T 90° C per un tempo di 20 -200' e confezionato a caldo e,o addizionato di stabilizzanti .
  14. 14. Procedimento secondo le rivendicazioni da 1 a 13, in cui in detto stadio a) viene utilizzata acqua termale.
  15. 15. Estratto ottenibile dal procedimento quale rivendicato nelle rivendicazioni da 1 a 11.
  16. 16. Estratto ottenibile dal procedimento quale rivendicato nella rivendicazione 12.
  17. 17. Estratto ottenibile dal procedimento quale rivendicato nella rivendicazione 13.
  18. 18. Estratto ottenibile dal procedimento quale rivendicato nella rivendicazione 14.
  19. 19. Prodotti cosmetici, farmaceutici e,o nutraceutici contenenti estratti quali rivendicati nelle rivendicazioni da 14 a 17.
  20. 20. Prodotti cosmetici naturali contenenti estratti quali rivendicati nella rivendicazione 18.
  21. 21. Prodotti cosmetici secondo la rivendicazione 19 sotto forma di creme, unquenti, lozioni, emulsioni, qeli, idratanti, solari, dopo sole, prodotti per make-up, saponi, shampoo, baqni doccia, baqni schiuma, balsami.
  22. 22. Prodotti farmaceutici secondo la rivendicazione 19 sotto forma di creme, unquenti, lozioni, emulsioni, qeli, opercoli, medicai device, qocce.
  23. 23. Prodotti farmaceutici secondo la rivendicazione 22 contenenti ulteriori principi attivi.
  24. 24. Prodotti nutraceutici secondo la rivendicazione 19 sotto forma di bevande funzionali, additivi per succhi di frutta funzionali, yoqurt, mousse, gelatine, caramelle, prodotti dolciari, barrette "pasto sostitutivo", prodotti anti-fame, biscotti, prodotti da forno, merendine.
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