ITRM20090380A1 - Metodo per la realizzazione di un edificio antisismico con struttura portante in legno fibrorinforzata e con isolatori sismici. - Google Patents

Metodo per la realizzazione di un edificio antisismico con struttura portante in legno fibrorinforzata e con isolatori sismici. Download PDF

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ITRM20090380A1
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Description

METODO PER LA REALIZZAZIONE DI UN EDIFICIO ANTISISMICO CON STRUTTURA PORTANTE IN LEGNO FIBRORINFORZATA E CON ISOLATORI SISMICI;
La presente invenzione riguarda il settore dell’edilizia, ed in particolare un innovativo metodo per la realizzazione di edifici interamente in legno o con struttura portante in legno (anima di legno), anche a più piani, caratterizzati da una elevata resistenza alle azioni sismiche.
Sono attualmente note diverse tipologie di edifici in legno, i quali pur essendo molto più leggeri rispetto ai corrispondenti edifici in muratura, presentano delle limitazioni strutturali in corrispondenza degli angoli, degli incroci delle pareti, nelle zone di fissaggio delle pareti al basamento e ai solai nonché del tetto alle pareti.
In sostanza, ciò si concretizza nel fatto che le case in legno, pur essendo realizzate con un materiale di per sé molto elastico, quando vengono assoggettate a sollecitazioni sismiche tendono a disassemblarsi in corrispondenza dei nodi di giunzione tra le pareti e tra le pareti ed i solai. Questa condizione à ̈ comune alle case in legno costruite con pareti e solai a telaio rivestiti con “pannelli a base di legno†di produzione industriale (di compensato, oppure di particelle o di fibre di legno o a base di legno in generale) ed alle case in legno costruite con “pannelli massicci†interamente costituiti da strati di tavole di legno a strati incrociati.
I pannelli a base di legno possono essere egregiamente utilizzati per la costruzione di pareti e dei solai delle case in legno. I pannelli a base di legno, quando sono assemblati ai telai in legno con idonei adesivi, in alternativa anche con fitti mezzi di unione meccanici di piccolo diametro per non inficiare eccessivamente la continuità delle fibre, trasmettono ai telai la grande rigidezza del proprio piano e concorrono a costituire un’importante rigidezza dell’elemento strutturale composito (telaio più pannelli) anche nel piano trasversale. Tali benefici possono essere conseguiti sia durante i processi di prefabbricazione delle pareti e dei solai che al momento della loro costruzione direttamente in cantiere.
Quando si verificano degli eventi sismici o altri gravi eventi, le pareti ed i solai delle case in legno tendono a disgiungersi tra loro, sia nel caso di connessioni con mezzi di unione metallici a gambo cilindrico e sia nel caso di collegamenti a secco realizzati con semplice contatto tra gli elementi strutturali compositi comunemente detti “nodi di carpenteria†quali ad esempio i giunti “tenone-mortisa†, i giunti a “coda di rondine†e tanti altri tipi frequentemente utilizzati nelle costruzioni lignee tradizionali.
Anche l’utilizzo di elementi metallici chiodati o avvitati (piastre o angolari preforati e quant’altro) non assicura l’assoluta resistenza agli eventi sismici quando à ̈ omesso l’impiego di isolatori, necessari per non far arrivare il sisma alla struttura o comunque farne arrivare solo un’aliquota.
Nel caso di collegamenti con mezzi di unione metallici a gambo cilindrico superiore a modesti diametri, la loro nota duttilità determina la tendenza alla separazione delle parti strutturali lignee di contenuto spessore, causando il distacco delle pareti tra loro e il distacco tra le pareti e i solai ed il tetto. Più in particolare le spine metalliche (ad esempio viti o altro), che sono inserite nel legno interrompendone la continuità fibrosa, allargano i fori in cui sono alloggiate determinando la fessurazione degli elementi strutturali in legno. I mezzi di unione metallici hanno un limitato comportamento di tipo oligociclico (si deformano plasticamente solo per pochi cicli a inversione completa) ed innescano la formazione di condensa e conseguentemente di marcescenza del legno e, se in ferro, propendono a corrodersi.
Anche i “nodi di carpenteria†possono essere utilizzati in zone a rischio sismico purché sia garantita una loro sufficiente capacità dissipativa senza presentare rischi di rottura fragile per taglio o per trazione ortogonale alla fibratura, ossia si attuino dispositivi atti ad evitare la sconnessione.
Nell’ambito della progettazione e costruzione degli edifici in legno in aree a rischio sismico, le unioni incollate sono da considerarsi in generale come non dissipative, perché gli elementi sono resi inamovibili tra loro, impedendo la deformazione del collegamento e conseguentemente la dispersione di energia. La continuità della rigidezza strutturale, conseguita anche nei nodi, determina un’ottima elasticità globale dell’edificio in legno e impedisce lo sfiaccamento delle connessioni, però à ̈ ugualmente necessario l’impiego di isolatori per ridurre sensibilmente le accelerazioni trasmesse dal sisma alla struttura, anche ai piani più alti.
Scopo principale della presente invenzione à ̈ quello di superare detti problemi fornendo un metodo per la realizzazione di edifici in legno dotati di elevata resistenza meccanica alle sollecitazioni sismiche, senza dover sovradimensionare la struttura, anche quando si usufruisce dei nodi di carpenteria o dei mezzi di connessione metallici per facilitare le operazioni di assemblaggio. Secondo il trovato, subito dopo ogni operazione di imbastitura tra loro delle pareti e di queste con i solai ed il tetto come sopra descritto, agli stessi vengono applicati dei rinforzi in tessuto strutturale (vetro, carbonio o altri assimilabili) incollandoli con adesivi opportuni in sormonto alle giunzioni tra il perimetro delle pareti ed i bordi dei solai. In tal modo si ottiene il collegamento semirigido (nel senso di non assolutamente rigido) e certamente sismo resistente degli elementi di parete e di solaio, in grado di assegnare all’insieme strutturale fuori terra (sovrastruttura) un buon livello di elasticità, finalizzato ad evitare comportamenti dissociativi.
Un altro scopo del trovato, correlato a quanto sopra, à ̈ di fornire un metodo per la realizzazione di edifici in legno che sono vincolati al suolo tramite appositi “isolatori sismici†che, grazie al ridotto peso di tali costruzioni rispetto a quelle realizzate in muratura, risultano particolarmente efficaci e resistenti ed assicurano il mantenimento del comportamento elastico della struttura.
Ciò à ̈ stato ottenuto, secondo la presente invenzione, prevedendo di realizzare edifici in legno che poggiano su appositi isolatori sismici interposti tra una sottostruttura solidale al terreno e la base dell’edificio stesso, i quali edifici sono dotati di pareti e solai vincolati tra loro mediante dei “bendaggi†perimetrali ad elevata resistenza meccanica che sono incollati lungo i lati delle pareti per vincolarle tra loro e ai solai superiori ed inferiori agli stessi, nonché di appositi isolatori sismici di due tipi alternativi tra loro (“isolatori con anelli di ritenuta†il primo e “isolatori vetro-gomma†il secondo) che costituiscono il sistema di isolamento sismico, la cui interfaccia inferiore à ̈ vincolata alla sottostruttura e quella superiore alla sovrastruttura mediante l’incollaggio con opportuni adesivi.
In ambito sismico la “sottostruttura†à ̈ la parte della struttura posta al di sotto dell’interfaccia dell’isolamento. Essa include la fondazione e la sua deformabilità orizzontale à ̈ in genere trascurabile. La sottostruttura può essere costituita da una platea in calcestruzzo armato solidale al terreno, oppure da basamenti tra loro collegati e poggianti al suolo, anche con apporto di fondazioni. La “sovrastruttura†à ̈ la parte della struttura posta al di sopra dell’interfaccia di isolamento, e che risulta, perciò, isolata.
Il solaio o la piastra inferiori della sovrastruttura, a prescindere dalla tecnica di costruzione, godono del requisito di rigidezza in pianta e sono sorretti dagli appositi isolatori sismici elastomerici, ispezionabili ed all’occorrenza sostituibili, perciò posti in corrispondenza del perimetro dell’edificio o altre posizioni facilmente accessibili; all’interno dell’edificio sono integrati da altri dispositivi qui indicati come “separatori ausiliari†, funzionali al solo vincolo di pattino nel piano orizzontale, perché unicamente predisposti per la ripresa di carichi verticali interni all’edificio.
E’ opportuno ricordare che gli isolatori sismici hanno avuto un forte impulso alla loro applicazione solo dopo il terremoto di Kobe nel 1995, allorché à ̈ risultato evidente che le strutture progettate con le tecniche antisismiche tradizionali, basate sulla duttilità della struttura in campo anelastico, avevano subito seri danneggiamenti, differentemente dall’ottimo comportamento delle strutture dotate di isolatori, perché idonei a risolvere il problema sismico alla base, nella posizione di spiccato dell’edificio dalla sottostruttura solidale al suolo. E’ evidente la stretta motivazione del tipo di collegamenti, indispensabili affinché la struttura lignea abbia nel suo insieme un buon comportamento elastico, potendosi disporre sempre in base al presente trovato di dispositivi che consentono di annullare il trasferimento delle sollecitazioni dalle fondazioni alla sovrastruttura.
All’attualità gli isolatori sismici preferiti sono quelli elastomerici, realizzati con strati di gomma o materiali artificiali idonei con mescole ad alto smorzamento, alternati a piastre in acciaio di non meno di 2 mm di spessore per quelle interne e 20 mm per le piastre esterne. Gli isolatori elastomerici disaccoppiano le frequenze del sisma atteso dalle frequenze della struttura in elevazione, per cui la sovrastruttura viene isolata dal sisma (base isolation).
Tuttavia gli isolatori sismici elastomerici attualmente in commercio necessitano del corredo di grosse contropiastre, viteria di precisione, bulloni e quant’altro funzionale alla loro ispezione e sostituzione.
Il concetto inventivo che à ̈ alla base della presente invenzione consiste sostanzialmente nella innovativa applicazione e combinazione di due tecniche costruttive, inscindibili l’una dall’altra, applicate direttamente in cantiere: la prima consiste nell’interporre tra l’edificio in legno e la sua fondazione (o la sua sottostruttura d’appoggio al suolo) una pluralità di isolatori sismici elastomerici di nuova concezione e semplice applicazione da disporre opportunamente secondo le necessità; la seconda consiste nel fatto di realizzare dei bendaggi perimetrali incollati con opportuni adesivi lungo i lati delle pareti con funzione resistente, al fine di realizzare una continuità strutturale e di materiale tra una parete e l’altra e tra ciascuna parete ed i solai inferiore e superiore tra i quali essa à ̈ interposta, incluso il tetto.
Una migliore comprensione dell’invenzione si avrà con la seguente descrizione e con riferimento alle figure allegate, che illustrano, a puro titolo esemplificativo e non già limitativo, una preferita forma di realizzazione.
Nei disegni:
le figure da 1A a 1C mostrano il normale metodo di prefabbricazione o costruzione in loco di pareti strutturali in legno 1 del tipo a telaio 2 costituito da aste in legno 5 che compongono l’intelaiatura 6 rivestita su una o entrambe le facce con pannelli a base di legno 8 incollati, oppure inchiodati o avvitati;
le figure 2A e 2B illustrano il normale tipo di pareti in legno massiccio, prefabbricate o costruite in loco, costituite da strati di tavole di legno 9 tra loro incrociate e chiodate, oppure incollate sulle facce, per ottenere l’intero pannello massiccio 3.
Le figure da 3A a 3F mostrano il normale metodo di prefabbricazione o costruzione in loco dei solai in legno 4 costituiti da travetti di legno 7 e pannelli a base di legno 8, oppure travetti rivestiti con tavole di legno 9;
la figura 3G rappresenta un pannello di solaio in legno massiccio costituito da strati di tavole di legno 9 con le stesse modalità utilizzate per la costruzione di pareti;
la figura 3H evidenzia la possibilità di migliorare la prestazione statica dei solai in legno con l’aggiunta di un massetto collaborante in calcestruzzo 11 armato con rete elettrosaldata 12 solidarizzato con connettori metallici 13 inseriti nei travetti in legno 7;
la figura 3K indica come il calcestruzzo 11 allo stato fresco, armato con rete elettrosaldata 12, possa essere direttamente fissato (incollato) alle tavole 9 di grosso spessore con apposito adesivo 14.
Con riferimento alle figure 4 e 5, si prevede di realizzare la sottostruttura costituita da una platea in calcestruzzo armato 23 con rete elettrosaldata ed eventuale armatura integrativa, la quale piattaforma viene gettata direttamente sul terreno 15, all’occorrenza integrandola con fondazioni in calcestruzzo armato 22.
Dopo aver eseguito lo scavo generale e quelli parziali si procede alla compattazione del fondo naturale ed a stendere dei teli in geotessuto 16 per separare il terreno dal materiale inerte successivamente riportato per la formazione del sottofondo, quest’ultimo sagomato e compattato come da progetto. Tra il materiale inerte e la platea armata viene interposta una barriera isolante 18 per ostacolare il risalire dell’umidità, ad esempio fogli di polietilene.
Per isolare al meglio la struttura in legno dai danni provocabili dall’umidità, attorno alla base della sottostruttura dell’edificio si posano dei tubi di drenaggio 20 rinfiancati con del ciottolame 21 o similare.
Nella figura 4 à ̈ individuabile un nuovo tipo di isolatore sismico 27 con anelli di ritenuta che costituisce parte integrante del presente trovato. Lo si evidenzia perché all’attualità soddisfa gli indirizzi legislativi sui dispositivi antisismici, che si ritiene possano essere modificati per gli edifici sia in legno e quindi sia accettato l’altro nuovo dispositivo di isolatore sismico in vetro-gomma, che fa parte integrante della presente inventiva, perché più economico e di più facile applicazione. Gli isolatori con anelli di ritenuta sono ispezionabili e di facile impiego per gli edifici in legno e per gli edifici non eccessivamente pesanti, perché la loro parte centrale può essere agevolmente rimossa facendo slittare gli anelli di ritenuta dalle parti terminali, le quali sono incollate con opportuno adesivo rispettivamente alla sottostruttura ed alla sovrastruttura come meglio descritto nella parte di testo relativo alla figura 20.
Nella stessa figura 4 à ̈ indicato un nuovo tipo di separatore ausiliario 29, applicabile all’interno dell’edificio, con le interfacce terminali (sopra e sotto) in FRP per essere incollate con opportuno adesivo rispettivamente alla sottostruttura ed alla sovrastruttura, all’occorrenza aggiungendo dei pannelli o dei fazzoletti di rinforzo in FRP 26.
La figura 5 propone la soluzione di più pratica esecuzione, perché al di sopra della sottostruttura viene posato uno strato (o più strati) di pannelli isolanti del tipo in polistirene, complessivamente dello stesso spessore degli isolatori in vetro-gomma 28, utile alla formazione della base di sostegno del getto di calcestruzzo armato della sovrastruttura.
Giova osservare che, secondo il trovato, il massetto superiore sopra gli isolatori vetro-gomma può anche essere sostituito da un solaio in legno, opportunamente fibrorinforzato come verrà descritto nel seguito, senza ricorrere allo strato isolante.
Con riferimento alle figure da 6A a 6C, nell’esempio che si descrive, ciascun isolatore sismico in vetro-gomma 28 à ̈ costituito sostanzialmente da un elemento in gomma naturale o materiali artificiali idonei, ad esempio neoprene, con due basi piane parallele sulle quali à ̈ vulcanizzato uno strato di tessuto o stuoia in fibra di carbonio o in fibra di vetro o altro, come pure sono vulcanizzati all’interno dell’isolatore gli strati in stuoia di vetro preimpregnati con apposito adesivo. L’isolatore sismico in vetro-gomma viene incollato con resine di tipo noto al rinforzo strutturale continuo 24 della sottostruttura 23 e alla superficie di calcestruzzo della piattaforma di sovrastruttura alla quale viene poi fissata la struttura in legno dell’edificio in costruzione.
In alternativa, tra la basi inferiore dell’isolatore sismico vetro-gomma e la sottostruttura, e tra la base superiore dello stesso isolatore e il massetto superiore, à ̈ possibile interporre dei pannelli in FRP 26, incollati in opera per aumentare l’ampiezza delle superfici di ancoraggio. In questo caso, detti pannelli superiore ed inferiore di ciascun isolatore sismico, vengono a loro volta incollati - con apposite resine – alla sottostruttura inferiore e al massetto superiore.
Una volta realizzati gli isolatori sismici sopra descritti, tra essi vengono posizionati dei pannelli isolanti 38 preferibilmente in polistirene o altro materiale similare.
Gli isolatori sismici, che inferiormente sono stati incollati e resi solidali alla sottostruttura, vengono poi uniti strutturalmente tra di loro mediante un reticolo bidirezionale di nastri in FRP 25, anch’essi incollati tra loro e agli isolatori sismici con opportune resine di tipo noto.
Sopra detto reticolo di nastri in FRP, viene steso uno strato di adesivo epossidico 14 e poi viene immediatamente gettato il secondo massetto 40 di calcestruzzo armato con rete elettrosaldata ed eventuale armatura integrativa, che fa parte della sovrastruttura.
Un reticolo di nastri di tessuto in FRP 25 può essere realizzato anche a livello del piano di posa degli isolatori in vetro-gomma. Nelle posizioni non ispezionabili à ̈ possibile applicare dei separatori ausiliari in vetro-gomma 30, costituiti da due pezzi tra loro scorrevoli, costruiti con modalità simili a quelle adottate per gli isolatori e quindi facilmente applicabili perché congeniali al sistema ideato.
Con riferimento alle figure da 7A a 7C, la connessione tra le pareti d’angolo 41 e 42 viene effettuata con nastri bidirezionali in tessuto di fibra, applicati in opera ed idonei a trattenere l’adesivo di tipo noto, evitandone la vana dispersione prima della polimerizzazione. In particolare, tra la testa della parete 41 e la superficie laterale di estremità della parete 42 viene interposta una striscia 43 di tessuto biassiale in fibre di vetro o di carbonio o altro, la quale à ̈ incollata con adesivo idoneo (ad es. resina epossidica). Dopo aver effettuato l’incollaggio delle estremità delle due pareti d’angolo 41 e 42, sulle zone interna ed esterna in corrispondenza dell’angolo tra le pareti stesse vengono incollate delle ulteriori strisce o bende 44 e 45 di tessuto biassiale in fibra di vetro o carbonio o altro.
Secondo l’invenzione, in questo modo le estremità d’angolo delle pareti sono fissate e bloccate tra loro grazie alla presenza delle strisce esterna ed interna che conferiscono all’angolo una elevata resistenza meccanica e una continuità strutturale e di materia tra una parete e l’altra, in modo da poter resistere elasticamente alle sollecitazioni sismiche senza che l’edificio possa smembrarsi durante il terremoto. Questo à ̈ possibile grazie alle elevate caratteristiche di resistenza tipiche dei tessuti biassiali in fibra di vetro o di carbonio o altro che sono stati utilizzati, unitamente alla resina opportuna usata per effettuare l’incollaggio e per imbibire le stesse strisce di tessuto biassiale 43, 44 e 45.
Una variante dell’invenzione, relativa alla giunzione delle pareti nelle zone d’angolo, à ̈ mostrata in fig. 7D. In questo caso, la testa della parete 41 e la corrispondente area laterale della parete 42 sono dotate di una scanalatura preferibilmente a “V†46 atta ad alloggiare un listello di legno 47, preferibilmente con sezione romboidale, che viene inserito per tutta l’altezza delle pareti stesse, realizzandosi in tal modo un efficace “nodo di carpenteria†che necessita di essere integrato dal dispositivo con nastri di fibra per evitare la sconnessione. Il listello in legno 47 funge da dente di ancoraggio reciproco ed à ̈ fissato in sede tramite incollaggio con la medesima resina usata per incollare le strisce di tessuto biassiale di fibra di vetro o di carbonio o di altro. Dette strisce vengono disposte anche in dette scanalature 46 a “V†e volendo tutto attorno all’elemento 47 in esse inserito.
E’ interessante osservare che questo tipo di giunzione delle pareti d’angolo assolve non solo una funzione statica di resistenza strutturale, ma anche una tenuta al passaggio dell’aria e alla trasmissione dei rumori nelle fughe tra le pareti in legno che inevitabilmente si avrebbero in assenza di tali strisce o bende di tessuto biassiale di fibra di vetro o di carbonio o di altro incollate alle pareti in legno.
Le figure 7F e 7G ripropongono lo stesso sistema, però con scanalatura 46 a “V†praticata di testa sulla parete 41 e con il riporto solidale di un listello triangolare 48 sul fianco della parete 42.
Le figure da 7H a 7J rendono evidente che lo stesso tipo di giunzione à ̈ applicabile tra due pareti 49 e 50 consecutive sulla stessa linea, come pure per la giunzione tra loro, nello stesso nodo, delle due precedenti pareti con un’altra parete 51 ortogonale alle prime.
Le figure da 8A a 8C mostrano una seconda forma realizzativa della zona d’angolo secondo la presente invenzione, in cui la giunzione delle pareti d’angolo viene ulteriormente rinforzata con alcune bende di connessione 52 passanti, che sono opportunamente realizzate predisponendo delle fresature passanti 53 nella parete 42 fissata alla testa della parete 41. Secondo il trovato, dette fresature 53 sono realizzate in corrispondenza della superficie laterale della parete 42 fissata di testa, in modo che i nastri di rinforzo di tessuto biassiale di fibra di vetro o di carbonio o altro attraversano tali fresate e possano poi essere incollati internamente al lato della stessa parete 41, mentre dalla parte opposta vengono aperti a farfalla per essere incollati sulla superficie esterna dell’altra parete 42. In questo modo la giunzione à ̈ resa particolarmente resistente alle sollecitazioni meccaniche e si impedisce qualsiasi movimento relativo tra le pareti che tenderebbero a sconnettersi sotto l’azione sismica. Lo stesso meccanismo di rinforzo può essere conseguito con dei connettori 54 costituiti da fasci di fibre lunghe di vetro o di carbonio o di altro, trattenute da una calza in fibre, risvoltate dopo essere fatte passare attraverso un foro 55, il tutto impregnato con appositi adesivi.
Le figure da 8D a 8F schematizzano il meccanismo resistente che si instaura con l’applicazione delle bende di connessione passanti 52 applicate per il rinforzo, come pure con l’applicazione dei connettori passanti 55 in fasci di fibre.
Con riferimento alle figure da 9A a 9D, il concetto inventivo che à ̈ alla base della presente invenzione, che à ̈ stato finora descritto per le pareti d’angolo, à ̈ vantaggiosamente applicabile senza variazioni anche nei punti di incrocio di tre o di quattro pareti.
Infatti, per consolidare la zona di intersezione di tali pareti si prevede di unire le pareti continue o contrapposte con giunzioni che preferibilmente utilizzino i già descritti listello 47 e listello 48 ed il loro alloggiamento nelle scanalature 46 a “V†appositamente predisposte. Anche qui, una striscia di tessuto biassiale 43 di fibra di vetro o di carbonio o altro viene incollata nella zona di contatto delle pareti e successivamente vengono applicate negli angoli le ulteriori strisce o bende 44 ed eventualmente riportate delle altre bende in piano che rendono le giunzioni un corpo unico con caratteristiche di elevata resistenza alle sollecitazioni meccaniche.
Per quanto riguarda il fissaggio delle pareti ai solai e/o ai tetti, si farà qui di seguito riferimento alle figure da 10A a 10K.
Secondo il trovato, per fissare una parete in legno al solaio 39, sia esso in calcestruzzo o in legno, si prevede di riportare sul solaio un nastro biassiale 43 in tessuto di fibra, applicato in opera ed idoneo a trattenere l’adesivo di tipo noto, evitandone la dispersione prima della polimerizzazione. Sul nastro 43 viene riportata direttamente la parete strutturale 1 in legno (anima in legno), oppure riportata una radice in legno 67, che sostiene la parete 61. Del tutto ovvio che la parete potrà essere indistintamente a telaio in legno rivestito con pannelli a base di legno, oppure di legno massiccio a tavole incrociate.
Nelle zone di bordo del solaio, oltre ad incollare sul solaio una striscia inferiore di tessuto biassiale di fibra di vetro o di carbonio o altro e posizionare ed incollare su di essa la parete, à ̈ utile completare il giunto incollando una striscia 44 di tessuto biassiale di fibra di vetro o di carbonio o altro disposta ad “L†sul lato interno tra la parete ed il solaio, ed una striscia esterna 43 di tessuto biassiale di fibra di vetro o di carbonio o altro sul lato esterno (fig. 10B).
Una variante di tale configurazione, mostrata nella figura 10C, prevede la predisposizione di una serie di spinotti 56 inseriti ed incollati in rispettivi fori verticali realizzati appositamente nel solaio, i quali spinotti sono circondati da strette striscie 57 di tessuto di fibra di vetro o di carbonio o altro, i cui lembi esterni vengono aperti a farfalla ed incollati ai nastri precedentemente incollati alla parete e al solaio stesso.
Analogamente, à ̈ possibile prevedere delle giunzioni fibrorinforzate con nastri di tessuto biassiale di fibra di vetro o di carbonio o altro incollati interponendo tra la parete e il solaio una radice 67 in legno di lunghezza tale da interessare più pannelli della parete, in modo da renderli strutturalmente cooperanti tra loro (figure 10D e 10E).
Una variante di questa possibile applicazione, mostrata nelle figure da 10F a 10K, riguarda il fatto che la radice e la parete sono dotate di opportune scanalature 46 a “V†nelle quali viene interposto ed incollato un listello 47 con sezione preferibilmente romboidale che aumenta l’ancoraggio reciproco.
In questo caso, per agevolare il montaggio delle parti, à ̈ possibile un’imbastitura tra loro dei vari elementi con delle viti e poi procedere all’applicazione incollata dei nastri in fibra.
Lo stesso principio si applica anche per la giunzione di pareti a solai non orizzontali, ad esempio le falde di un tetto che sono inclinate rispetto alla parete verticale, come indicato nella parte superiore della figura 10H.
Evidentemente, applicando lo stesso concetto generale dell’invenzione fin qui descritta, à ̈ vantaggioso consolidare ulteriormente l’edificio e la sua struttura portante incollando dei nastri in tessuto biassiale di fibra di vetro o carbonio anche nelle zone di giunzione tra i pannelli delle pareti e dei solai di interpiano, come illustrato nella parte superiore della figura 10A, applicando le stesse modalità di unione sin qui più volte descritte.
Le figure da 11 a 18 sono utili per meglio puntualizzare alcune possibili applicazioni del trovato.
La figura 11 à ̈ una schematica sezione di una qualsiasi casa in legno, costruita con le modalità del presente trovato, come precedentemente e successivamente illustrate.
Le figure 12A e 12B sono la sezione di un nodo di carpenteria che riguarda l’imposta di un solaio di interpiano nelle due possibili soluzioni per l’imposta dei travetti 7 lavorati a coda di rondine 59, rispetto al sistema costruttivo generale costituito da: parete inferiore al solaio 61, parete superiore al solaio 62, aste del telaio in legno 63, pannelli a base di legno 64, isolante 65, pannello a base di legno del solaio 66, radice inferiore 67, radice superiore 68, listello per il nodo di carpenteria 69, spessore interposto tra i travetti 70, pannello a base di legno 71 per il contenimento dell’isolante, listello 72 di sostegno del pannello sotto l’isolante, listello 73 di sostegno del cartongesso, cartongesso 74 di parete e di soffitto, interspazio 75 per il passaggio degli impianti, sottofondo di pavimento 76, pavimento 77, zoccolino 78, cappotto esterno 79 o rivestimento murale esterno ritenuto alle pareti in legno.
La figura 13 rappresenta un’ipotesi di primo solaio della sovrastruttura in legno, con trave perimetrale 80 in legno massiccio o lamellare sostenuta da un isolatore con anelli di ritenuta 27 incollato, mentre la figura 14 rappresenta il solaio della sovrastruttura costruita in calcestruzzo armato sullo strato di pannelli isolanti 38.
Le figure 15 e 16 mostrano la possibilità di realizzare gli appoggi interni non ispezionabili con sistemi ordinari ed evidenziano un corrente di base in legno 84 sul quale sono incollate delle bende in fibre 85 poste a cavaliere sulle quali à ̈ fissata una lastra 86 in PTFE. Al di sopra, in corrispondenza, à ̈ fissata ai travetti una benda 87 in fibre che ritiene un lamierino 88 in acciaio inossidabile opportunamente sagomato a “U†. E’ assicurato lo scorrimento nell’interfaccia tra la lamiera inossidabile ed il teflon.
Nelle stesse figure 15 e 16 à ̈ evidenziato come una stuoia in fibre incrociate 87, opportunamente sagomata nella forma di testa della coda di rondine, con aggiunta di un adesivo adeguato, possa migliorare la prestazione del nodo di carpenteria, instaurandosi un meccanismo di aggrappamento trasversale delle fibre lignee interessate dall’intaglio.
Le figure 17 e 18 ripropongono i sistemi del trovato, precedentemente più volte illustrati ed in aggiunta la possibilità di applicare esternamente all’edificio qualsiasi materiale di rivestimento, ritenendolo alle pareti, quali ad esempio un rivestimento in mattoncini 82 o di altro tipo 83, come pure di disporre di distacchi tra parete strutturale ed i rivestimenti applicati, finalizzati al transito degli impianti 81.
Nella figura 19 à ̈ illustrato che l’utilizzo di tessuti fibrorinforzati in vetro o in carbonio o altro viene esteso alla realizzazione di nuovi tipi di isolatori sismici e separatori ausiliari funzionali agli edifici in legno realizzati secondo il trovato ed alle costruzioni non eccessivamente pesanti.
Le figure da 19A a 19C illustrano le stuoie di vetro 89, di vetro apprettato 90 con apposito adesivo o di vetro preimpregnato 91 con adesivo adeguato, che sono in grado di essere aggregate e/o inserite durante il processo di vulcanizzazione della gomma naturale e qualsiasi altro materiale artificiale idoneo 98.
Si evidenzia come l’utilizzo della stuoia di vetro bilanciato consente di avere la disponibilità di un prodotto tessile fatto di fili 92 e filamenti 96 di grande resistenza e opportunamente imbibibile con appositi adesivi.
Sempre nelle figure da 19A a 19C à ̈ raffigurato come le stuoie hanno la peculiarità di presentare dei vuoti 97 tra trama 94 ed ordito 95 saturabili dalla gomma naturale o altro materiale artificiale idoneo 98 in fase di vulcanizzazione.
Nella figura 20 à ̈ raffigurato un modello di isolatore 27 dotato di anelli (ghiere) 103, immediatamente praticabile, con monoblocco centrale 99 realizzato in gomma naturale o in prodotto sintetico 98, dotato di piastre periferiche in acciaio 100 di grosso spessore e di piastre interne in acciaio 101 di sottile spessore. Anziché ricorrere a complessi sistemi di piastre, contropiastre ed elementi di collegamento metallici,come sinora in uso, il trovato consiste nel corredare l’isolatore di due contropiastre in acciaio di grosso spessore 102, dello stesso diametro del monoblocco 99, alle quali à ̈ incollata sulla faccia più esterna sabbiata una stuoia 106 in fibra di vetro con matrice polimerica, in modo che tali superfici esterne possano essere incollate alla sottostruttura ed alla sovrastruttura dell’edificio. Questo tipo di isolatore à ̈ corredato da anelli 103 in acciaio o in altri materiali idonei, che bloccano il monoblocco 99 dell’isolatore alle contropiastre 102 incollate alla sottostruttura ed alla sovrastruttura. Questo tipo di isolatori sono sempre ispezionabili e quando si vuole sostituirli à ̈ sufficiente sbloccare i due anelli di ritenuta 103 svitando le viti 104 e farli scorrere sul corpo monoblocco 99 dell’isolatore e quindi estrarre il monoblocco 99 dell’isolatore dopo aver provveduto a riprendere provvisoriamente in altro modo i carichi verticali.
Nella figura 21 Ã ̈ illustrato un tipo di separatore ausiliario 29 utilizzabile per le zone non ispezionabili, incollabili alla sottostruttura e alla sovrastruttura e compatibile con il tipo di isolatore con anelli, illustrato nella figura 20.
Il contatto scorrevole tra le due parti, centrale al sistema separatore 108, Ã ̈ assicurato dal fatto che il blocco inferiore del separatore ha solidarizzata superiormente una lastra 105 in FTFE (teflon) 74 dotata di impronte per accogliere il lubrificante siliconico, mentre il blocco superiore del separatore termina inferiormente con una stuoia in vetro 106, cui successivamente viene fatta aderire tenacemente la superficie sabbiata di una lamiera in acciaio inossidabile 107 la cui faccia opposta, a contatto con il teflon del blocco inferiore, Ã ̈ perfettamente liscia.
Nulla osta che il blocco superiore sia identico a quello inferiore, purché la piastra in lamiera inox sia libera, ma con i bordi sbalzati per impedire la sua fuoriuscita dal sistema.
La figura 22 raffigura l’isolatore in vetro-gomma costituito da un unico blocco composito incollabile alla sottostruttura ed alla sovrastruttura dell’edificio e composto da strati di stuoia di vetro 89 o 90 o 91, inseriti durante il processo di vulcanizzazione della gomma 98. Dopo il raffreddamento della gomma e la polimerizzazione dell’adesivo, i due strati periferici di stuoia di vetro vengono leggermente resi scabri per mettere a nudo i filamenti più esterni 96 e poter incollare con apposito adesivo a ciascuno strato periferico una ulteriore stuoia 106 utile per l’incollaggio alla sottostruttura ed alla sovrastruttura. Per sostituire l’isolatore à ̈ sufficiente contornarlo con una apposita corona scaldante che porti l’isolatore alla temperatura conveniente per la sua rimozione. Dopo aver rimosso l’isolatore e dopo l’accurata pulizia delle superfici della sottostruttura e della sovrastruttura à ̈ possibile incollare un nuovo isolatore, avendo precedentemente allettato le superfici con opportuno adesivo per l’incollaggio simultaneo alla sottostruttura ed alla sovrastruttura.
La figura 23 illustra un tipo di separatore ausiliario 30 composto da due parti, utilizzabile per le zone non ispezionabili, incollato alla sottostruttura ed alla sovrastruttura e compatibile con il tipo di isolatore in vetro-gomma 28 precedentemente illustrato.
Il contatto scorrevole tra le due parti, centrale al sistema separatore 108, Ã ̈ assicurato dal fatto che il blocco inferiore del separatore ha solidarizzata superiormente una lastra 105 in FTFE (teflon) 74 dotata di impronte per accogliere il lubrificante siliconico, mentre il blocco superiore del separatore termina inferiormente con una stuoia in vetro 106, cui successivamente viene fatta aderire tenacemente la superficie sabbiata di una lamiera in acciaio inossidabile 107 la cui faccia opposta, a contatto con il teflon del blocco inferiore, Ã ̈ perfettamente liscia.
E’ ovvio che il sistema di giunzione delle pareti e delle pareti ai solai piani ed inclinati secondo il presente trovato, oltre a permettere la costruzione di nuovi edifici, à ̈ utile anche nella giunzione o rinforzo di pareti e di solai piani e inclinati in edifici esistenti.
ELENCO RIFERIMENTI NUMERICI PRESENTI NELLE FIGURE
1: parete strutturale in legno (anima in legno)
2: parete o pannello a telaio in legno
3: parete o pannello massiccio a tavole incrociate di legno
4: solaio strutturale in legno (anima in legno)
: aste in legno
: telaio in legno
: travetti in legno
: pannelli a base di legno
: tavole o strato di tavole di legno
0: solaio o pannello massiccio a tavole incrociate di legno
1: calcestruzzo
2: rete elettrosaldata
3: connettore metallico
4: adesivo per impieghi strutturali
5: terreno naturale
6: telo geotessuto
7: sottofondo inerte
8: barriera isolante (es. polietilene)
9: calcestruzzo magro (sottofondo)
0: tubo di drenaggio
1: riempimento di ciottoli per il drenaggio
2: fondazione in calcestruzzo armato
3: platea in calcestruzzo
4: rinforzo strutturale continuo di superficie con tessuto di vetro
5: nastri di rinforzo strutturale compositi fissati in opera con adesivo polimerico (FRP)
6: pannelli o fazzoletti di rinforzo strutturale compositi in FRP con matrice polimerica applicata in opera
: isolatore incollato con anelli di ritenuta (ispezionabile e sostituibile)
: isolatore incollato in gomma armata con stuoie di vetro (ispezionabile e sostituibile), che qui denominiamo “isolatore in vetro-gommaâ€
: separatore ausiliario incollato (interno all’edificio)
: separatore ausiliario incollato in gomma armata con stuoie di vetro (interno all’edificio)
: cordolo in calcestruzzo
: barriera protettiva in tessuto di vetro fissata con adesivo polimerico
: fascia o benda di rinforzo strutturale in FRP con matrice polimerica fissata in opera
: supporti o aste di supporto
: marciapiede rimovibile
: terreno coltivo riportato
: interspazio libero
: pannelli isolanti
: prima soletta di spiccato della sovrastruttura in legno o in calcestruzzo su interspazio libero
: platea di spiccato della sovrastruttura in calcestruzzo armato gettato sui pannelli isolanti : parete d’angolo
: parete d’angolo
: nastro, striscia o benda piana di tessuto biassiale in fibra di vetro o di carbonio o di altro
: nastro, striscia o benda angolata di tessuto biassiale in fibra di vetro o di carbonio o di altro : striscia o benda angolata di tessuto biassiale in fibra di vetro o di carbonio o di altro
: scanalatura a “Vâ€
: listello di legno
: listello triangolare di legno riportato
: parete in linea
: parete in linea
: parete ortogonale
: bende o nastri di connessione passanti per il rinforzo in tessuto di fibra di vetro o di carbonio o altro
: fresate passanti nelle pareti
: connettori in fasci di fibre di vetro o di carbonio o altro trattenuti da calza in fibra
: foro
: connettore metallico
: spinotto metallico
: strisce di tessuto in fibra con matrice polimerica : lavorazione a “coda di rondineâ€
: viti per l’imbastitura e per esercitare pressione : parete superiore
: parete inferiore
: aste del telaio in legno
: pannelli a base di legno della parete
: isolante
: pannello a base di legno del solaio
: radice inferiore (sul solaio e sotto la parete) : radice superiore (sotto il solaio e sopra la parete) : listello per il nodo di carpenteria
: spessore interposto tra i travetti
: pannello a base di legno per il contenimento dell’isolante
: listello di sostegno del pannello sotto l’isolante : listello di sostegno del cartongesso
: cartongesso di parete e di soffitto
: interspazio per il passaggio degli impianti
: sottofondo pavimento
: pavimento
: zoccolino
: cappotto esterno o rivestimento murale esterno
: trave perimetrale in legno (massiccio o lamellare) : impianti
: rivestimento in mattoncini
: rivestimento di altro tipo
: corrente di base in legno
: bende in fibre poste a cavaliere
: lastre in PTFE
: benda in fibre con adesivo
: lamierino sagomato a “U†in acciaio inossidabile : stuoia bilanciata in fibre di vetro
: stuoia bilanciata in fibre di vetro apprettata con apposito adesivo
: stuoia bilanciata in fibre di vetro preimpregnata con adesivo adeguato
: fili della stuoia
: tessuto biassiale
: trama
: ordito
: filamenti dei fili
: vuoti
: gomma naturale o in qualsiasi altro materiale artificiale idoneo
: blocco centrale isolatore
0: piastre di grosso spessore
1: piastre di sottile spessore
2: contro piastre in acciaio
3: anelli (ghiere) di ritenuta
4: viti
5: lastra in PTFE (teflon) dotata di impronta per raccogliere il lubrificante siliconico
: stuoia in fibre di vetro con matrice polimerica : lamiera in acciaio inossidabile
: blocco inferiore del separatore ausiliario : blocco superiore del separatore ausiliario

Claims (32)

  1. RIVENDICAZIONI 1. Metodo per la realizzazione di un edificio antisismico con struttura portante in legno fibrorinforzata e con isolatori sismici caratterizzato dal fatto che prevede di realizzare edifici in legno che poggiano su appositi isolatori sismici interposti tra una sottostruttura solidale al terreno e la base dell’edificio stesso, i quali edifici sono dotati di pareti e solai vincolati tra loro mediante dei “bendaggi†perimetrali ad elevata resistenza meccanica che sono incollati lungo i lati delle pareti per vincolarle tra loro e ai solai superiori ed inferiori delle stesse, in cui detti isolatori sismici sono strutturalmente uniti tra loro e vincolati al di sotto della base dell’edificio.
  2. 2. Metodo secondo la rivendicazione precedente, caratterizzato dal fatto che prevede la innovativa applicazione e combinazione di due tecniche costruttive applicate direttamente in cantiere: la prima tecnica consiste nel fatto di interporre tra l’edificio in legno e la sua fondazione (o la sua sottostruttura d’appoggio a terra) una pluralità di isolatori sismici elastomerici ispezionabili e sostituibili disposti opportunamente secondo le necessità e integrati con separatori ausiliari elastomerici nelle zone non ispezionabili; la seconda tecnica consiste nel fatto di realizzare dei bendaggi perimetrali lungo i lati di tutte le pareti incollati con opportune resine, al fine di realizzare una continuità strutturale e di materiale tra una parete e l’altra e tra ciascuna parete ed i solai inferiore e superiore tra i quali essa à ̈ interposta, incluso il tetto.
  3. 3. Metodo secondo la rivendicazione precedente, caratterizzato dal fatto che prevede di realizzare la sottostruttura costituita da una piattaforma (23) in calcestruzzo armato con rete elettrosaldata ed eventuale armatura integrativa, la quale piattaforma viene gettata direttamente sul terreno, previo scotennamento del terreno coltivo, compattazione del fondo, stesa del telo geotessuto e successivo riporto di cottoli o altro materiale inerte ricoperto con telo isolante per ostacolare la risalita dell’umidità.
  4. 4. Metodo secondo la rivendicazione 3 caratterizzato dal fatto che sulla sottostruttura di sottofondo vengono posizionati e fissati degli isolatori sismici (28) nelle zone ispezionabili e dei separatori ausiliari (29) nelle posizioni inaccessibili, costituiti sostanzialmente da appoggi elastomerici che hanno ampiezza uguale o diversa tra loro e sono posizionati a distanza regolare o irregolare gli uni dagli altri.
  5. 5. Metodo secondo la rivendicazione precedente, caratterizzato dal fatto che ciascun isolatore sismico (28) à ̈ costituito sostanzialmente da un elemento in gomma naturale o in qualsiasi altro materiale artificiale tecnicamente equivalente, con due basi piane parallele sulle quali à ̈ vulcanizzato uno strato di tessuto o stuoia in fibra di carbonio o in fibra di vetro e che contiene al proprio interno altri strati di tessuto o stuoia in fibra di carbonio o in fibra di vetro solidarizzati durante il processo di vulcanizzazione.
  6. 6. Metodo secondo le rivendicazioni 4 e 5 caratterizzato dal fatto che ciascun separatore ausiliario (29) si compone di due pezzi sostanzialmente costruiti con le stesse modalità degli isolatori elastomerici, onde poter incollare su una faccia di entrambi una lastra in PTFE (teflon) cui interporre una lamiera in acciaio inossidabile con i bordi rialzati per agevolare lo scorrimento e nel contempo rendere impossibile la sua fuoriuscita dal sistema.
  7. 7. Metodo secondo la rivendicazione precedente, caratterizzato dal fatto che lo strato di tessuto o stuoia vulcanizzato su ciascuna base dell’isolatore sismico e del separatore ausiliario à ̈ reso compatibile per potervi incollare con resine di tipo noto altri strati di tessuto o stuoie in fibra di carbonio o fibra di vetro e, in tale condizione, l’isolatore e/o il separatore possano essere agevolmente incollati alla superficie di calcestruzzo della sottostruttura di sottofondo e alla superficie di calcestruzzo di una seconda piattaforma o massetto superiore sulla quale verrà appoggiata e fissata la struttura in legno dell’edificio in costruzione.
  8. 8. Metodo secondo la rivendicazione 6, caratterizzato dal fatto che tra la base inferiore dell’isolatore sismico e la sottostruttura, tra la base inferiore del separatore ausiliario e la sottostruttura, tra la base superiore dello stesso isolatore e il massetto superiore e tra la base superiore del separatore ausiliario e il massetto superiore viene interposto un pannello in fibra di vetro o di carbonio o altro incollato in opera, per aumentare l’ampiezza delle superfici di ancoraggio; e che detti pannelli superiori ed inferiori di ciascun isolatore sismico e di ciascun separatore ausiliario sono a loro volta incollati - con apposite resine – alla sottostruttura inferiore e al massetto superiore.
  9. 9. Metodo secondo la rivendicazione 5, caratterizzato dal fatto che lo strato di tessuto o stuoia vulcanizzato su ciascuna base dell’isolatore sismico o del separatore ausiliario viene incollato con resine di tipo noto rispettivamente alla superficie di calcestruzzo della sottostruttura di sottofondo e alla superficie di un solaio in legno opportunamente fibrorinforzato.
  10. 10. Metodo secondo la rivendicazione 5, caratterizzato dal fatto che dopo che gli isolatori sismici ed i separatori ausiliari sono stati incollati e resi solidali alla sottostruttura, tra di essi vengono posizionati dei pannelli isolanti preferibilmente in polistirene o altro materiale similare e poi detti isolatori sismici vengono uniti strutturalmente tra di loro mediante un reticolo bidirezionale di nastri di tessuto in fibra di carbonio o di vetro o altro con matrice polimerica, incollati tra loro e agli isolatori sismici ed ai separatori ausiliari con opportune resine di tipo noto.
  11. 11. Metodo secondo la rivendicazione precedente, caratterizzato dal fatto che il reticolo bidirezionale di nastri di tessuto in fibra di carbonio o di vetro o altro con matrice polimerica viene realizzato anche sulla piastra della sottostruttura, prima della messa in opera degli isolatori e dei pannelli isolanti.
  12. 12. Metodo secondo la rivendicazione precedente, caratterizzato dal fatto che sopra detto reticolo di nastri di tessuto in fibra di vetro o di carbonio con matrice polimerica, viene steso uno strato di adesivo epossidico e poi viene immediatamente gettato il secondo massetto di calcestruzzo armato con rete elettrosaldata ed eventuale armatura integrativa, che fa parte della sovrastruttura.
  13. 13. Metodo secondo la rivendicazione precedente, caratterizzato dal fatto che prevede che la connessione tra delle pareti d’angolo (41, 42) venga effettuata mediante incollaggio con resine idonee di tipo noto; tra la testa della parete (41) e la superficie laterale di estremità della parete (42) venendo interposta una striscia (43) di tessuto biassiale in fibre di carbonio o di vetro o altro, la quale à ̈ incollata con resina idonea.
  14. 14. Metodo secondo la rivendicazione precedente, caratterizzato dal fatto che dopo aver effettuato l’incollaggio delle estremità delle due pareti d’angolo (41 e 42), sulle zone interna ed esterna in corrispondenza dell’angolo tra le pareti stesse vengono incollate delle ulteriori strisce o bende (44 e 45) di tessuto biassiale in fibra di vetro o carbonio o altro.
  15. 15. Metodo secondo la rivendicazione precedente, caratterizzato dal fatto che la testa della parete (41) e la corrispondente area laterale della parete (42) sono dotate di una scanalatura (46) a “V†atta ad alloggiare un listello (47) di legno, preferibilmente con sezione romboidale, che viene inserito per tutta l’altezza delle pareti stesse.
  16. 16. Metodo secondo la rivendicazione precedente, caratterizzato dal fatto che detto elemento in legno (47) funge da dente di ancoraggio reciproco ed à ̈ fissato in sede tramite incollaggio con la medesima resina usata per incollare le strisce di tessuto biassiale di fibra di vetro o carbonio; le strisce venendo disposte anche in dette scanalature (46) a “V†e perciò a ridosso dell’elemento (47) in esse inserito.
  17. 17. Metodo secondo la rivendicazione 14 o 15, caratterizzato dal fatto che le strisce di tessuto biassiale incollate nelle zone di giunzione, assolvono non solo una funzione statica di resistenza strutturale, ma anche una tenuta al passaggio dell’aria e alla trasmissione dei rumori nelle fughe tra le pareti in legno che inevitabilmente si avrebbero in assenza di tali strisce o bende di tessuto biassiale di fibra di vetro o carbonio o altro incollate alle pareti in legno.
  18. 18. Metodo secondo la rivendicazione 14 o 15, caratterizzato dal fatto che prevede di rinforzare ulteriormente la giunzione delle pareti d’angolo con alcune bende o nastri di connessione (52) passanti per il rinforzo, che sono opportunamente realizzate predisponendo delle fresature passanti (53) nella parete (42) fissata alla testa della parete (41).
  19. 19. Metodo secondo la rivendicazione precedente, caratterizzato dal fatto che dette fresature (53) sono realizzate in corrispondenza della superficie laterale della parete (41) fissata di testa, in modo che i nastri di tessuto biassiale di fibra di vetro o carbonio o altro che vengono inseriti in esse possano essere incollati internamente al lato della stessa parete (41), mentre esternamente vengono aperti a farfalla per essere incollati sulla superficie esterna dell’altra parete (42).
  20. 20. Metodo secondo la rivendicazione precedente, caratterizzato dal fatto che dette bende o nastri di rinforzo (52) sono incollati anche sui nastri (44 e 45) posti all’interno e all’esterno dell’angolo, rendendo il tutto particolarmente resistente alle sollecitazioni meccaniche ed impedendo qualsiasi movimento relativo tra le pareti che potrebbe tendere a separarle sotto l’azione sismica.
  21. 21. Metodo secondo le rivendicazioni da 18 a 20, caratterizzato dal fatto che lo stesso meccanismo di rinforzo può essere conseguito con dei connettori (54) costituiti da fasci di fibre lunghe di vetro o di carbonio o di altro, trattenute da una calza in fibre, risvoltate dopo essere fatte passare attraverso un foro (55) il tutto impregnato con appositi adesivi.
  22. 22. Metodo secondo la rivendicazione precedente, caratterizzato dal fatto che le teste delle pareti (41 e 424) hanno delle scanalature (46) a “V†in cui viene posto ed incollato un listello di rinforzo (47).
  23. 23. Metodo secondo la rivendicazione 12 o 13, caratterizzato dal fatto che per consolidare la zona di intersezione di tre o quattro pareti si adottano gli stessi criteri espressi per i collegamenti d’angolo.
  24. 24. Metodo secondo la rivendicazione 12 o 13 o 23, caratterizzato dal fatto che per fissare una parete in legno al solaio, sia esso in calcestruzzo o in legno, si prevede di incollare con un’apposita resina di tipo noto la superficie inferiore della parete sul solaio, interponendo tra essa e il solaio stesso un nastro in tessuto biassiale di fibra di vetro o carbonio o altro tipo che viene incollato con resina idonea; detto solaio essendo orizzontale o inclinato, come ad esempio le falde di un tetto.
  25. 25. Metodo secondo la rivendicazione precedente, caratterizzato dal fatto che nelle zone di bordo del solaio, si prevede di incollare sul solaio una striscia inferiore di tessuto biassiale di fibra di vetro o carbonio o altro, posizionare ed incollare su di essa la parete, e completare il fissaggio della zona di giunzione incollando una striscia (44) di tessuto biassiale di fibra di vetro o carbonio o altro disposta ad “L†sul lato interno tra la parete ed il solaio, ed una striscia (43) di tessuto biassiale di fibra di vetro o carbonio o altro sul lato esterno.
  26. 26. Metodo secondo la rivendicazione precedente, caratterizzato dal fatto che prevede la predisposizione di una serie di spinotti (56) inseriti ed incollati in rispettivi fori verticali realizzati appositamente nel solaio, i quali spinotti sono circondati da strette strisce (57) di tessuto biassiale di fibra di vetro o carbonio o altro, i cui lembi esterni vengono aperti a farfalla per essere resi solidali ai nastri incollati alla parete e al solaio stesso.
  27. 27. Metodo secondo la rivendicazione 25 o 26, caratterizzato dal fatto che prevede di realizzare delle giunzioni parete/solaio fibrorinforzate con nastri di tessuto biassiale di fibra di vetro o carbonio o altro incollati interponendo tra la parete e il solaio una radice (67) in legno di lunghezza tale da interessare più pannelli della parete, in modo da renderli strutturalmente cooperanti tra loro.
  28. 28. Metodo secondo la rivendicazione precedente, caratterizzato dal fatto che la radice (67) e la parete sono dotate di opportune scanalature (46) a “V†nelle quali viene interposto ed incollato un listello (47) con sezione preferibilmente romboidale che aumenta l’ancoraggio reciproco.
  29. 29. Metodo secondo la rivendicazione precedente, caratterizzato dal fatto che per agevolare il montaggio delle parti, si prevede l’utilizzo di viti per imbastire il collegamento tra gli elementi e per esercitare la pressione sugli elementi lignei.
  30. 30. Metodo secondo una delle rivendicazioni precedenti, caratterizzato dal fatto che prevede di consolidare ulteriormente l’edificio e la sua struttura portante incollando dei nastri in tessuto biassiale di fibra di vetro o carbonio anche nelle zone di giunzione tra i pannelli delle pareti e dei solai.
  31. 31. Metodo secondo le rivendicazioni precedenti da 4 a 12, caratterizzato dal fatto che, in alternativa agli isolatori sismici ed ai separatori ausiliari in vetrogomma, si utilizzano degli isolatori sismici ispezionabili e sostituibili di nuova ideazione la cui parte centrale à ̈ costituita da un monoblocco in gomma e piastre in acciaio, bloccata da due anelli (ghiere) in acciaio e delle piastre incollate alla sottostruttura e sovrastruttura e facilmente rimuovibili spostando i due anelli in acciaio verso la parte centrale dell’isolatore.
  32. 32. Metodo secondo una delle rivendicazioni precedenti, caratterizzato dal fatto che prevede di consolidare ulteriormente l’edificio esistente e la sua struttura portante, incollando dei nastri in tessuto biassiale di fibra di vetro o carbonio o altro anche nelle zone di giunzione tra i pannelli delle pareti e dei solai piani e inclinati.
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