ITRM20110340A1 - Impianto di depurazione di acque reflue civili ed industriali a reattore verticale. - Google Patents

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ITRM20110340A1
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reactor
vertical
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industrial wastewater
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Ferrante Ranieri De
Massimo Piccoli
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H C Dev S R L
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Description

Impianto di depurazione di acque reflue civili ed industriali a reattore verticale
La presente invenzione riguarda impianto di depurazione di acque reflue civili ed industriali, la cui funzione à ̈ quella di rendere le acque risultanti dal trattamento conformi a quanto previsto dalle normative in vigore.
Più in particolare, l'invenzione riguarda impianti di depurazione di acque reflue civili ed industriali del tipo a reattore verticale.
Nel campo delle apparecchiature che permettono il trattamento delle acque reflue civili ed industriali, ottimi risultati sono stati ottenuti attraverso l'introduzione della tecnologia così detta a pozzo profondo.
Esempi di tali apparecchiature o di metodologie simili sono descritte nei brevetti DE9304698, EP0552134 e WO/2004/035488 e EP2089329.
Secondo questo tipo di tecnologia, la depurazione delle acque reflue avviene in un reattore verticale completamente interrato e coperto. Gli impianti di depurazione a pozzo profondo di tipo più tradizionale, con reattori verticali aventi 5-8m di diametro, presentano però enormi problemi di costruzione e di impermeabilizzazione, con conseguenti gravi rischi per le falde acquifere, che potrebbero esserne inquinate. Tali problemi ne hanno fortemente limitato la diffusione, pur presentando questi impianti importanti vantaggi di ingombro e di efficacia rispetto agli impianti di depurazione tradizionali.
Secondo le modifiche proposte in WO/2004/035488, le dimensioni dei reattori possono essere ridotte fino a 50cm di diametro, consentendo un'ottima impermeabilizzazione, con profondità di 40 - 70m, rendendo la reazione biologica a fanghi attivi particolarmente efficace grazie alla pressione elevata presente a tali profondità per effetto del soprastante battente idraulico. Le misure in gioco permettono di scavare l'alloggiamento del reattore con una normale trivella e di impermeabilizzare perfettamente l'opera con una camicia di acciaio e una di PEAD, oltre a cemento e ghiaia.
Una tale riduzione del diametro del reattore à ̈ dovuta in particolare ad un innovativo sistema di distribuzione dell'aria. Infatti, dopo i trattamenti primari, l'acqua da depurare passa attraverso una vasca di equalizzazione e, successivamente, entra nel reattore, all'interno del quale à ̈ distribuita aria compressa la quale, operando a pressioni da 2 a 8 atmosfere, forma dei letti fluidi di fanghi attivi la cui efficacia à ̈ particolarmente elevata. Dopo aver completato la discesa fino al fondo del reattore, ed essere quindi entrate in contatto con l'aria ed i letti fluidi, le acque tornano in superficie mediante l'azione di trascinamento esercitata da una pompa ad aria (air lift) e passano poi attraverso una serie di fasi (dissipazione energia, flottazione e sedimentazione) completando il processo depurativo.
Gli impianti di depurazione che fanno uso di questa tecnologia presentano vantaggi di tipo sia ambientale che economico. Infatti, l'ingombro di questo tipo di impianti à ̈ molto inferiore (30-50% in meno) rispetto ad un sistema a fanghi attivi tradizionale equivalente ed à ̈ completamente interrato e coperto. Inoltre, la produzione di fanghi biologici (maleodoranti e costosi da eliminare) à ̈ ridotta del 50-80%. Il costo iniziale di tali impianti à ̈ inferiore rispetto a quello degli impianti a fanghi attivi di tipo tradizionale, soprattutto grazie alla minor potenza elettrica necessaria ed ai manufatti in calcestruzzo molto ridotti. Inoltre, il costo di gestione à ̈ almeno del 30% inferiore: meno elettricità, meno manutenzione e meno fanghi, comunque già stabilizzati .
Le installazioni eseguite seguendo gli insegnamenti di WO/2004/035488 hanno anche messo in evidenza alcuni problemi, quali ad esempio il fatto che, negli impianti con potenzialità per 20000-30000 abitanti, nei quali vengono fatte confluire le acque meteoriche e i reflui industriali, particolarmente dannosi allo sviluppo e mantenimento della flora batterica preposta alla depurazione, à ̈ molto problematica la regolazione dei ricircoli del fango flottato nel dissipatore alla vasca di bilanciamento omogeneizzazione, tale operazione dovendo essere effettuata più volte al giorno e richiedendo molto tempo, con il conseguente impiego di personale impegnato in semplici operazioni di routine.
Un secondo problema evidenziato da questo tipo di impianti à ̈ che per portate rilevanti, il flottato fluisce in modo irregolare dal basso all'alto, ostacolando il travaso dei solidi dal dissipatore al bilanciamento .
Inoltre, la grande variabilità del refluo fatto confluire agli impianti comporta difficoltà di regolazione nella quantità di aria immessa all'interno del reattore verticale, in quanto i letti di fango attivo proposti all'abbattimento delle sostanze biodegradabili e dei solidi sospesi cambiano consistenza e localizzazione all'interno del reattore stesso.
Inoltre, anche se il sistema a pozzo profondo si à ̈ dimostrato particolarmente efficiente nell'abbattimento del Biological Oxygen Demand (nel seguito BOD), ovvero quando le sostanze inquinanti sono ricche di carbonio C, l'abbattimento dell'azoto N ha richiesto uno studio approfondito nel quale à ̈ emerso che i batteri (nitosomonas e nitrobacter) preposti allo scopo mal sopportano lo stress dovuto alla rapida diminuzione di pressione che avviene nell'air lift del reattore. Per il trattamento di reflui con concentrazioni di BOD in ingresso anche superiori a 10000mg/l, si à ̈ riscontrata la difficoltà di ottenere uno scambio di ossigeno tra l'aria introdotta ed il liquame, il che comporta una difficoltà di crescita del fango attivo e una cattiva qualità dello stesso, con conseguenti risultati poco soddisfacenti.
Secondo EP2089329 viene proposto di superare questi limiti realizzando un impianto di depurazione di acque reflue civili ed industriali a reattore verticale, del tipo comprendente una stazione di sollevamento del liquame; una grigliatura fine a tamburo rotante; vasche di dissabiatura, disoleazione, denitrificazione; una vasca di nitrificazione, ossidazione biologica, omogeneizzazione; diffusori di aria ad ossigeno; un reattore verticale; un air lift atto a far ricircolare il fango sospeso e il liquame pescandolo ad una profondità predefinibile in detto reattore; una pompa ad aria all'interno di detto reattore; uno o più diffusori di aria e ossigeno gassoso all'interno di detto reattore posizionati a vari livelli; uno o più compressori ad alta prevalenza che alimentano detti uno o più diffusori d'aria; una o più tubazioni atte a prelevare campioni di miscela a differenti profondità; una vasca di flottazione; una o più aperture regolabili con paratoie motorizzate e manuali per il ricircolo del flottato formatosi all'interno ed all'esterno del flottatore; una pluralità di pacchi lamellari nella vasca di sedimentazione; una serie di tramogge nella vasca di sedimentazione; una pompa sommersa per il ricircolo del fango; un pozzetto di raccolta del fango flottato; e una pompa di ricircolo del fango in ossidazione alla denitrificazione o alla disidratazione; e in particolare dotando detto impianto di depurazione di un condotto di risalita per vasi comunicanti, collegato ad un pozzetto di fanghi di riciclo, e atto a far ricircolare il fango sospeso e il liquame pescandolo ad una profondità inferiore a quella massima di detto air lift in detto reattore, corpi in sospensione idonei a consentire l'aumento della flora adesa e mezzi d'introduzione di ossigeno (02)in detto reattore nel caso di liquami particolarmente ricchi di carbonio (C) e/o con concentrazioni di BOD superiori a 500-1000 ppm.
Gli impianti realizzati seguendo gli insegnamenti di EP2089329 hanno dimostrato una notevole capacità di trattare anche reflui ad altissimo livello di BOD, producendo una quantità molto ridotta di fanghi.
L'esperienza, infatti, ha dimostrato che l'azione degli air lift, comportando il rapido passaggio da una pressione di circa 7atm, corrispondente ad una profondità di 60m, alla pressione atmosferica presente nella vasca di flottazione, causa una lisi fisica dei batteri, che à ̈ strumentale sia nel provvedere (mediante riciclo) alimentazione ai batteri in entrata, sia a ridurre la vitalità dei fanghi di scarto, rendendoli, a tutti gli effetti, più digeriti e riducendone l'impatto olfattivo.
Scopo della presente invenzione à ̈ quindi quello di realizzare un impianto di depurazione di acque reflue civili ed industriali a reattore verticale che permetta di superare i limiti delle soluzioni secondo la tecnologia nota sfruttando al massimo i fenomeni di lisi dei batteri che si verificano all'interno del reattore .
Ulteriore scopo dell'invenzione à ̈ che detto impianto di depurazione possa essere realizzato con costi sostanzialmente contenuti, sia per quanto riguarda i costi di produzione che per quanto concerne i costi di gestione.
Non ultimo scopo dell'invenzione à ̈ quello di realizzare un impianto di depurazione di acque reflue civili ed industriali a reattore verticale che sia sostanzialmente semplice, sicuro ed affidabile.
Forma pertanto oggetto specifico della presente invenzione un impianto di depurazione di acque reflue civili ed industriali a reattore verticale, del tipo comprendente una sezione di eliminazione di solidi grossolani presenti nelle acque da trattare, una sezione di denitrificazione, una vasca di ossidazione/omogeneizzazione, sul fondo della quale à ̈ disposto un reattore verticale, dotato di una pluralità di diffusori di aria e ossigeno e di almeno un air lift che preleva le acque dal reattore e le convoglia ad un flottatore e successivamente ad una batteria di pacchi lamellari e da questa ad una sezione di disinfezione e a scarico, che comprende mezzi di riscaldamento delle acque in fondo al reattore verticale e mezzi di rilevazione della temperatura in fondo al reattore verticale, che controllano detti mezzi di riscaldamento delle acque.
Ulteriori caratteristiche dell'impianto di depurazione di acque reflue civili ed industriali a reattore verticale secondo la presente invenzione sono definite nelle rivendicazioni 2-10.
La presente invenzione verrà ora descritta a titolo illustrativo ma non limitativo, secondo le sue preferite forme di realizzazione, con particolare riferimento alle figure dei disegni allegati, in cui: - la figura 1 mostra una vista in sezione di un impianto di depurazione di acque reflue civili ed industriali secondo la presente invenzione;
- la figura 2 mostra una vista in sezione del reattore verticale dell'impianto di depurazione della figura 1, ed in particolare della flangia antisismica di cui à ̈ dotato;
- la figura 3 mostra una vista in sezione di una ulteriore forma di realizzazione del reattore verticale dell'impianto di depurazione della figura 1; e
la figura 4 mostra una vista in pianta del reattore verticale della figura 3.
Facendo preliminarmente riferimento alla figura 1, il liquame proveniente da una tubazione 10 perviene ad una stazione di sollevamento 11 nella quale sono installate le elettropompe 12 che lo inviano attraverso le tubazioni 13 ad un'apparecchiatura di grigliatura fine 14 a tamburo rotante, la cui funzione à ̈ quella di impedire a qualsiasi solido grossolano di pervenire alle fasi successive e di creare possibili intasamenti e conseguenti fermi dell'impianto. Il materiale sgrigliato, dopo l'eventuale compattazione, à ̈ inviato ad un cassonetto (non mostrato). Il liquame in uscita dall'apparecchiatura di grigliatura fine 14 a tamburo rotante viene invece inviato, attraverso la tubazione 15, ad una vasca di dissabiatura e disoleazione 16, per poi pervenire, attraverso la tubazione 17, alla vasca di denitrificazione biologica 18, corredata da un agitatore 51 e successivamente, attraverso la tubazione 19, ad una vasca di ossidazione/omogeneizzazione 20.
Nella vasca di ossidazione/omogeneizzazione 20 sono presenti una serie di diffusori 46 di aria ed ossigeno in dipendenza ed altri, variabili a seconda del tipo di liquame da trattare, alimentati da soffianti a bassa prevalenza. L'immissione di aria e ossigeno provoca il rimescolamento della massa, la sua ossidazione chimica e biologica e lo scioglimento degli altri eventuali gas additivi. Sulla superficie della vasca di ossidazione/omogeneizzazione 20 sono presenti corpi a massa adesa 50 per aumentare l'area di contatto fra reflui e fanghi.
Nella vasca di ossidazione/omogeneizzazione 20 sono presenti anche un serie di rilevatori elettronici 21 collegati a strumenti indicatori che regolano automaticamente i tempi di funzionamento nelle soffianti mediante timer e una serie di valvole. Nel fondo della vasca di ossidazione/omogeneizzazione 20, in posizione pianimetrica variabile a seconda delle caratteristiche del liquame da trattare, à ̈ realizzato il reattore verticale 22, nel quale il liquame perviene per gravità, con moto dall'alto al basso per tutta la lunghezza del reattore stesso.
All'interno del reattore verticale 22 Ã ̈ installata una pompa ad aria collegata da una tubazione verticale (air lift 23) ed una serie di diffusori di aria od ossigeno gassoso posizionati a vari livelli ed alimentati da compressori ad alta prevalenza.
Un secondo air lift 24 à ̈ posizionato nel reattore in ausilio del primo, ad una profondità intermedia.
Gli air lift inviano la miscela acqua-gas-fango in un flottatore 25 provvisto di paratie motorizzate regolabili per la effettuazione dei ricircoli del flottato formatosi sia all'interno del flottatore che nella zona ad esso esterna.
Nella vasca 26 del flottatore, separata da apposite paratie motorizzate regolabili, à ̈ realizzata la sedimentazione finale dell'impianto, servita da pacchi lamellari 27, opportunamente dimensionati e studiati, e da una serie di tramogge {non mostrate), che facilitano il deflusso del fango nella zona di ripresa per il successivo ricircolo con elettropompa sommergibile. Il ricircolo del flottato avviene per gravità .
L'acqua risultante, dopo aver attraversato i pacchi lamellari, Ã ̈ inviata in una vasca di disinfezione 28 e successivamente inviata, attraverso la tubazione 29, a scarico.
L'impianto che ha le caratteristiche di funzionamento descritte in precedenza presenta le modifiche cui si à ̈ già almeno in parte accennato e che sono puntualizzate qui di seguito.
In particolare, la soluzione secondo la presente invenzione propone di migliorare la capacità di questo tipo di impianto di trattare anche reflui ad altissimo livello di BOD e di produrre una quantità irrisoria di fanghi sfruttando al massimo i fenomeni di lisi dei batteri che si verificano all'interno del reattore.
L'esperienza ha infatti dimostrato che il rapido passaggio da una pressione di circa 7atm, corrispondente ad una profondità di 60 metri in fondo al reattore verticale, alla pressione atmosferica presente nel flottatore 25 causa una lisi fisica dei batteri, che à ̈ strumentale sia nel provvedere (mediante riciclo) alimentazione ai batteri in entrata, sia a ridurre la vitalità dei fanghi di scarto, rendendoli, a tutti gli effetti, più digeriti e riducendone l'impatto olfattivo .
A tale lisi fisica viene aggiunta, secondo la presente invenzione, una lisi termica: à ̈ infatti dimostrato che, a temperature superiori ai 50°C, la maggior parte dei batteri subiscono tale fenomeno. La temperatura, però, non deve salire al di sopra dei 60°C, livello al quale la cinetica di reazione decresce sostanzialmente .
Secondo l'invenzione si propone di raggiungere tale scopo aumentando la temperatura in fondo al reattore .
Tale aumento di temperatura può essere ottenuto in uno dei due modi seguenti, a seconda della disponibilità o meno di fonti di calore utilizzabili:
- alimentando ossigeno puro in fondo al reattore; - fornendo calore in fondo al reattore.
Per alimentare ossigeno puro in fondo al reattore (necessario in quantità comunque molto ridotta) à ̈ previsto l'utilizzo di un tubo di alimentazione al fondo del reattore. Grazie al contributo dell'ossigeno aggiunto in fondo al reattore, la reazione chimica esotermica di ossigenazione, che di per sé à ̈ già prevalente in tale sezione dell'apparecchio, viene esaltata fino ad ottenere il desiderato livello di temperatura .
Qualora vi sia disponibilità di acqua calda, vapore o, in generale, energia termica (ad esempio in virtù della presenza di un sistema di trasformazione della biomassa nello stesso impianto presso il quale à ̈ installato l'impianto di depurazione dell'invenzione), à ̈ invece possibile e conveniente (come mostrato nella figura 1) utilizzare tale calore mediante l'installazione di un sistema di riscaldamento 30 che, attraverso tubazioni coibentate 31, trasferisce tali sorgenti di calore ad una serpentina 32 sul fondo del reattore verticale 22.
In entrambi i casi suddetti, Ã ̈ necessario dotare il sistema di un sensore termico disposto in corrispondenza del fondo del reattore verticale, che disinserisca il sistema di riscaldamento nel caso in cui la temperatura arrivi ad un livello di soglia (58°C sembrano corrispondere al miglior risultato).
A corredo della soluzione oggetto specifico dell'invenzione, il sistema di depurazione di acque reflue civili ed industriali a reattore verticale della presente invenzione prevede ulteriori accorgimenti con lo scopo di introdurre precauzioni antisismiche e di ottenere un aumento delle dimensioni massime del reattore verticale.
I recenti fenomeni sismici, infatti, hanno creato istintiva preoccupazione per i sistemi, in generale, con attività sotterranea.
Per superare questo tipo di preoccupazioni, secondo la presente invenzione viene proposto, in via opzionale e a completamento della soluzione già descritta, un sistema di movimentazione (come mostrato in figura 1 e più in particolare in figura 2) che permette un certo spostamento in direzione orizzontale del reattore 22 rispetto alla sua posizione abituale, senza ingenerare sforzi di taglio.
Il reattore verticale 22 vero e proprio, realizzato con materiali polimerici, quali ad esempio il PEAD {polietilene ad alta densità), e circondato da una camicia esterna 33 in acciaio, sarà quindi dotato di un sistema di movimentazione 34, costituito da rulli 35 oppure da sfere, disposti sui quattro lati del reattore verticale 22, sui quali poggia una flangia 36, accoppiata all'estremità del reattore verticale 22. I rulli 35 o le sfere poggiano a loro volta su una piastra 37, che a sua volta poggia sul fondo 38 della vasca di ossidazione/omogeneizzazione 20, e che funge da rinforzo del fondo 38 stesso. Tra il reattore 22 e la camicia esterna 33 à ̈ presente un'intercapedine 39. Secondo la tecnica nota, questa intercapedine 39 à ̈ isolata rispetto alla vasca di ossidazione/omogeneizzazione 20 per il fatto che la flangia 36 à ̈ saldata alla camicia esterna 33. Nel caso della soluzione dell'invenzione, tale saldatura non à ̈ realizzabile perché impedirebbe gli spostamenti del reattore 22. Per assicurare l'isolamento dell'intercapedine 39 sono previste, secondo la presente invenzione, delle guarnizioni di tenuta 40, disposte tra la flangia 36 e la piastra 37, sufficientemente elastiche da non impedire gli spostamenti del reattore 22.
Inoltre, poiché i movimenti orizzontali legati a possibili movimenti sismici sarebbero comunque pari a pochi centimetri, lo spazio fra la camicia esterna 33 ed il reattore 22 à ̈ convenientemente aumentato dai 10cm delle soluzioni note (5cm per parte) fino a 20cm, in modo tale da creare uno spazio di movimento nel quale la camicia esterna 33 si può flettere e anche deformare, senza causare sforzi di taglio sul reattore 22 che garantisce la tenuta idraulica.
Per quanto riguarda l'aumento delle dimensioni del reattore, le dimensioni massime dei reattori verticali, cui fanno riferimento le realizzazioni secondo la tecnica nota, sono pari a circa 900mm di diametro. Tale limite à ̈ imposto dalla necessità di evitare che i letti batterici, aumentandone le dimensioni, perdano di stabilità. Tale limitazione porta però ad un'area di criticità (anche economica) di questo tipo di impianti nella fascia tra 7000 - 11000 abitanti e oltre, casi per i quali si manifesta la necessità di passare da uno a due reattori.
La soluzione secondo la presente invenzione permette di aumentare il diametro utile del reattore 22 fino a 1300mm (corrispondenti ad una camicia esterna 33 pari a 1500mm), dando quindi un intervallo di diametri di realizzazione da 400 a 1300mm.
Con riferimento alle figure 3 e 4, secondo la presente invenzione, la potenziale destabilizzazione dei letti batterici viene eliminata mediante l'introduzione di paratie verticali 41, solidali ai due air lift 23, 24, con griglie di supporto 45 a mesh molto largo, nella sezione del reattore 22 dove i letti batterici si formano (che tipicamente va da 10 a 30 metri di profondità) .
Tale profondità può essere predeterminata, per ciascun impianto, sulla base della quantità di aria utilizzata, del BOD, della quantità di solidi sospesi, della temperatura di entrata dei reflui e di esercizio del reattore ed altri parametri.
La presente invenzione à ̈ stata descritta a titolo illustrativo, ma non limitativo, secondo sue forme preferite di realizzazione, ma à ̈ da intendersi che variazioni e/o modifiche potranno essere apportate dagli esperti nel ramo senza per questo uscire dal relativo ambito di protezione, come definito dalle rivendicazioni allegate.

Claims (8)

  1. RIVENDICAZIONI 1) Impianto di depurazione di acque reflue civili ed industriali a reattore verticale, del tipo comprendente, in successione seguendo il percorso delle acque da depurare: una sezione di grigliatura (14) per l'eliminazione di solidi grossolani presenti nelle acque da trattare, una sezione di denitrificazione biologica (18), una vasca all'interno della quale sono presenti una pluralità di diffusori di aria e ossigeno per l'ossidazione/omogeneizzazione (20) sul fondo della quale à ̈ disposto un reattore verticale (22), dotato di una pluralità di diffusori di aria e ossigeno e di un air lift (23) che preleva le acque dal fondo del reattore verticale (22) e le convoglia ad un flottatore (25) e successivamente ad una batteria di pacchi lamellari e da questa ad una sezione di disinfezione (28) e a scarico, caratterizzato dal fatto di comprendere mezzi di riscaldamento (30, 31, 32) delle acque in fondo al reattore verticale (22) e mezzi di rilevazione della temperatura in fondo al reattore verticale (22), collegati a mezzi che controllano detti mezzi di riscaldamento (30, 31, 32) delle acque, nonché un secondo air lift che preleva le acque dal reattore verticale (22) ad una quota intermedia e le convoglia a detto flottatore (25) o ad un diverso flottatore e da questo a detta batteria di pacchi lamellari e successivamente a detta sezione di disinfezione (28) e a scarico.
  2. 2) Impianto di depurazione di acque reflue civili ed industriali a reattore verticale secondo la rivendicazione 1, caratterizzato dal fatto che detti mezzi di riscaldamento (30, 31, 32) delle acque in fondo al reattore verticale (22) comprendono mezzi di alimentazione in fondo al reattore verticale (22) di ossigeno puro, quale reagente nella reazione esotermica di ossigenazione delle acque.
  3. 3) Impianto di depurazione di acque reflue civili ed industriali a reattore verticale secondo la rivendicazione 1 o 2, caratterizzato dal fatto che detti mezzi di riscaldamento (30, 31, 32) delle acque in fondo al reattore verticale (22) comprendono un sistema di riscaldamento (30) che, attraverso tubazioni coibentate (31), invia un fluido caldo ad una serpentina (32) sul fondo di detto reattore verticale (22).
  4. 4) Impianto di depurazione di acque reflue civili ed industriali a reattore verticale secondo una qualsiasi delle rivendicazioni precedenti, caratterizzato dal fatto che comprende un sistema di movimentazione (34) di detto reattore verticale (22) che permette lo spostamento libero dello stesso in direzione orizzontale all'interno di una camicia esterna (33) di contenimento.
  5. 5) Impianto di depurazione di acque reflue civili ed industriali a reattore verticale secondo la rivendicazione 4, caratterizzato dal fatto che detto sistema di movimentazione di detto reattore verticale (22) comprende una pluralità di rulli (35) o sfere, disposti sui lati del reattore verticale (22) , sui quali poggia una flangia (36), accoppiata all'estremità del reattore verticale (22) , e guarnizioni di tenuta (40) , disposte tra la flangia (36) e la piastra (37).
  6. 6) Impianto di depurazione di acque reflue civili ed industriali a reattore verticale secondo una qualsiasi delle rivendicazioni precedenti, caratterizzato dal fatto che detto reattore verticale (22) Ã ̈ corredato di almeno una paratia verticale (41).
  7. 7) Impianto di depurazione di acque reflue civili ed industriali a reattore verticale secondo la rivendicazione 6, caratterizzato dal fatto che detta almeno una paratia verticale (41) Ã ̈ supportata da griglie di supporto (45) a mesh molto largo.
  8. 8) Impianto di depurazione di acque reflue civili ed industriali a reattore verticale secondo la rivendicazione 6 o 7, caratterizzato dal fatto che detta almeno una paratia verticale (41) Ã ̈ collocata nella sezione del reattore verticale (22) in cui si formano i letti batterici.
IT000340A 2011-06-28 2011-06-28 Impianto di depurazione di acque reflue civili ed industriali a reattore verticale. ITRM20110340A1 (it)

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