ITRM20110563A1 - "giunto cardanico omocinetico per rotori di elicottero" - Google Patents

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ITRM20110563A1
ITRM20110563A1 IT000563A ITRM20110563A ITRM20110563A1 IT RM20110563 A1 ITRM20110563 A1 IT RM20110563A1 IT 000563 A IT000563 A IT 000563A IT RM20110563 A ITRM20110563 A IT RM20110563A IT RM20110563 A1 ITRM20110563 A1 IT RM20110563A1
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    • F16D3/00Yielding couplings, i.e. with means permitting movement between the connected parts during the drive
    • F16D3/16Universal joints in which flexibility is produced by means of pivots or sliding or rolling connecting parts
    • F16D3/26Hooke's joints or other joints with an equivalent intermediate member to which each coupling part is pivotally or slidably connected
    • F16D3/30Hooke's joints or other joints with an equivalent intermediate member to which each coupling part is pivotally or slidably connected in which the coupling is specially adapted to constant velocity-ratio
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Description

“GIUNTO CARDANICO OMOCINETICO PER ROTORI DI ELICOTTEROâ€
La presente invenzione riguarda un giunto cardanico omocinetico per qualsiasi tipo di trasmissione ed in particolare per elicotteri con rotori detti “gimballed†, destinato a trovare impiego nei rotori principali di elicotteri tripala, o multipala in genere, così come in elicotteri bipala dotati di barra stabilizzatrice aerodinamica. Come à ̈ noto, negli elicotteri il controllo della direzione del moto di traslazione avviene mediante l’inclinazione del piano di rotazione del disco, definito dal percorso circolare delle pale, rispetto all’albero di trasmissione vincolato alla struttura dell’elicottero.
Negli elicotteri con tre o più pale normalmente si impiegano rotori denominati “articolati†le cui pale sono vincolate all’albero del rotore con cerniere orizzontali dette cerniere di flappeggio, eccentriche rispetto all’asse di rotazione, per consentire il moto di flappeggio, e con cerniere verticali per il moto di ritardo, quest’ultime essendo opportunamente frizionate o munite di dispositivi viscosi, che agiscono sul piano del disco per smorzare le oscillazioni causate dalle accelerazioni di Coriolis, che interessano le pale quando il disco rotore à ̈ inclinato ed à ̈ presente il moto di flappeggio. Sono altresì presenti, alla radice di ciascuna pala, cerniere allineate con l’asse longitudinale delle pale destinate a consentire le variazioni del passo di ciascuna pala indotte dal piatto oscillante, con i comandi ciclico e collettivo del passo.
In questo tipo di rotori, grazie all’eccentricità delle cerniere di flappeggio e alla forza centrifuga delle pale, l’inclinazione del piano del disco esercita un momento favorevole di controllo sull’albero di trasmissione (detto generalmente “mast†), indipendente dalla portanza esercitata dal rotore stesso e che tende a mantenere lo stesso mast normale al piano di rotazione delle pale.
Una variante dei rotori articolati à ̈ costituita dai cosiddetti rotori “hingeless†nei quali le cerniere sono sostituite da elementi flessibili che si comportano come cerniere virtuali, anch’esse eccentriche.
In questi tipi di rotore, come in quelli articolati, il controllo dell’inclinazione del piano del disco à ̈ realizzato mediante il moto oscillatorio ciclico delle pale attorno alle cerniere di passo, attuato dal piatto oscillante.
Esistono inoltre rotori bipala il cui mozzo à ̈ incernierato sulla sommità dell’albero di trasmissione con una cerniera cilindrica ortogonale all’asse delle pale, e all’asse del mast, con funzione di cerniera di sospensione (detta di “Teetering†) che provvede al moto di flappeggio delle pale e consente l’inclinazione del disco rotorico.
In quest’ultimo tipo di rotore, detto anche rotore sospeso ad altalena (“seesaw†), si richiede che la cerniera cilindrica di collegamento del mozzo all’albero motore giaccia in posizione più elevata rispetto all’attacco delle pale, praticamente sul piano definito dai baricentri del mozzo e delle pale, inclinate verso l’alto a causa della portanza, allo scopo di annullare le vibrazioni che si creerebbero per lo spostamento ciclico del baricentro del rotore rispetto all’asse di rotazione causato dall’inclinazione del disco rotorico. Le pale, infatti, soggette alla forza centrifuga, dovuta alla rotazione, e alla portanza che provvede al sostentamento dell’elicottero, assumono una posizione di equilibrio rivolta verso l’alto facendo assumere al disco un aspetto conico, con conseguente innalzamento del centro di massa del rotore. La variazione dell’angolo di conicità delle pale, dovuta alle diverse condizioni dinamiche e alla variabilità del peso imbarcato sull’elicottero, impedisce tuttavia di eliminare completamente questa sorgente di vibrazioni in tutte le condizioni di volo e di peso dell’elicottero.
Inoltre, in questo tipo di rotore, esiste un’altra sorgente di vibrazioni che origina dalla geometria cardanica semplice della cerniera centrale di flappeggio che, non essendo omocinetica, induce sforzi torsionali oscillanti con frequenza due-pergiro sull’albero di trasmissione i quali si traducono, grazie ai vincoli esistenti tra la trasmissione e la struttura, in vibrazioni fastidiose che si propagano all’intera cellula dell’elicottero e la cui intensità à ̈ tanto maggiore quanto più il disco rotorico à ̈ inclinato rispetto all’albero. Questo tipo di rotore, inoltre, a causa della presenza della cerniera di flappeggio centrale, non esercita alcun momento di controllo sull’albero di trasmissione, per cui, nelle condizioni di volo a bassi g (n<1g) o zero-g, à ̈ possibile perdere il controllo del piano del disco rotore.
Anche in questo tipo di rotori, infine, il controllo dell’inclinazione del disco à ̈ realizzato mediante il moto oscillatorio delle pale attorno alle cerniere di passo attuato dal piatto oscillante.
Tutti i tipi di rotore sopra illustrati sono caratterizzati da notevoli sollecitazioni sulle cerniere di passo, che vincolano le pale al mozzo contrastandone la forza centrifuga, causate dal moto alternato attorno all’asse di dette cerniere di passo dovuto all’azione ciclica del piatto oscillante sul passo delle pale per mantenere il disco rotorico inclinato.
Per ovviare ai summenzionati inconvenienti sono stati proposti e divulgati vari sistemi.
In occasione dello sviluppo dei cuscinetti elastomerici laminati negli scorsi decenni (brevetti US 2,481,750 e US 2,900,182) sono state divulgate fin dall’inizio le tipologie dei cuscinetti elastomerici che sono state applicate successivamente ai rotori degli elicotteri (USAAMRDL-TR-75-39B): cuscinetti cilindrici assiali, cuscinetti cilindrici radiali, cuscinetti sferici e cuscinetti conici. Molti tra questi tipi di cuscinetti sono alla base di perfezionamenti importanti per le cerniere di passo (brevetti US 3,111,172 e US 3,652,185) che hanno ridotto, ma non eliminato, gli attriti, e gli sforzi conseguenti sui comandi, che caratterizzavano i tradizionali cuscinetti a rotolamento impiegati nelle cerniere di passo soggette al moto oscillatorio delle pale sul loro asse di passo, con notevoli vantaggi anche per la loro durata.
Inoltre, nel settore dei rotori bipala appesi con cerniera centrale di flappeggio, il brevetto US 4,115,031, della Textron, ha divulgato un metodo per consentire l’istallazione di una molla di richiamo sul mozzo (detta “Hub spring†) dei rotori sospesi attorno alla cerniera di flappeggio, allo scopo di ottenere un momento di controllo del rotore rispetto all’albero di trasmissione e all’elicottero, per ovviare agli inconvenienti della perdita di controllo nel volo a zero-g, assorbendo le conseguenti vibrazioni due-per giro indotte dalla molla di richiamo mediante la flessibilità delle pale nel piano di rotazione, accordandone la frequenza caratteristica di oscillazione nel piano. Tuttavia, detta soluzione non ha eliminato l’oscillazione torsionale sul mast determinata dalla geometria semi-cardanica della trasmissione del moto rotatorio al rotore.
Ancora, allo scopo di ridurre l’ampiezza delle oscillazioni alternate sulle cerniere di passo e provocate dal comando ciclico, oscillazioni che si verificano nei rotori convenzionali descritti, e, allo scopo di eliminare le accelerazioni di Coriolis e quindi le cerniere di ritardo nei rotori con 3 o più pale, sono stati sviluppati tipi di rotore cardanici detti “gimballed†o anche detti “a mozzo flottante†(cosiddetti “floating hub†) il cui mozzo centrale à ̈ supportato sulla sommità del proprio albero di trasmissione con una cerniera sferica, o con altri dispositivi cinematicamente equivalenti, che consentono l’inclinazione del mozzo su due gradi di libertà e quindi di essere sempre parallelo al piano di rotazione delle pale (detto “tip path plane†o TPP), ancorchà ̈ inclinato.
I rotori a mozzo flottante si sono dimostrati idonei ad essere equipaggiati con dispositivi atti a creare un richiamo elastico tra mozzo e albero di trasmissione, rendendo il comportamento di questi rotori più simile ai rotori articolati nel volo a bassi-g o zero-g che esibiscono una cospicua e favorevole autorità di controllo del piano del disco rotore nei confronti dell’albero di trasmissione e quindi sull’assetto dell’elicottero.
Questo tipo di mozzi di rotore inizialmente furono impiegati in velivoli in cui la potenza era trasmessa alle pale per mezzo di getti di gas emessi da opportuni ugelli situati all’estremità delle pale stesse (sistema detto “Tip jet†o “Tip driven†, a reazione), e non si era posta l’esigenza della trasmissione omocinetica del moto dall’albero di trasmissione al mozzo del rotore. Successivamente, in velivoli (elicotteri e convertiplani), in cui il moto di rotazione delle pale e la coppia motrice sono trasmessi dall’albero di trasmissione al mozzo, sono stati sviluppati vari sistemi tesi ad eliminare le oscillazioni torsionali sul mast e sono state proposte varie soluzioni per realizzare giunti omocinetici adatti a questo tipo di rotori a mozzo flottante.
La cerniera sferica centrale, normalmente realizzata con cuscinetti elastomerici laminati sferici di tipo noto (es. brevetto US 3,941,433), viene dotata di rigidezza opportuna per cui il disco rotorico, quando à ̈ inclinato, esercita sull’albero del rotore un momento di controllo favorevole, simile ai rotori articolati provvisti di cerniere di flappeggio eccentriche.
Un modello di questo tipo di rotore à ̈ stato divulgato con il brevetto US 4,729,753 nel quale il mozzo del rotore, sospeso con due cuscinetti elastomerici sferici laminati contrapposti sull’albero di trasmissione, à ̈ mantenuto in rotazione per mezzo di appropriati elementi elastomerici che realizzano complessivamente un giunto sostanzialmente omocinetico.
Molte soluzioni di questo tipo sono state proposte in vista di applicazioni su rotori ibridi (detti “tilt rotors†) applicabili a convertiplani. La complessità di questi sistemi ha ristretto le loro possibilità d’impiego e ne ha impedito la diffusione negli elicotteri commerciali. Nello stesso ambito dei rotori con meccaniche complesse, altri autori hanno divulgato tipi differenti di collegamenti rotanti (detti “link-type rotary coupling†, vedere US 4,804,352) per rotori tripala, allo scopo di ottenere una sospensione sferica del rotore ed una trasmissione del moto quasi-omocinetica.
Anche in altri campi di applicazione sono stati proposti efficacemente tipi di giunti omocinetici, composti da più dispositivi elastomerici assemblati, che consentono di trasmettere il moto rotatorio con una coppia motrice tra due alberi inclinati in rotazione. Un esempio di questi dispositivi à ̈ stato divulgato dal brevetto US 4,208,889.
In generale, i rotori cardanici omocinetici risultano essere caratterizzati, finora, da una notevole complessità costruttiva e il loro assemblaggio coinvolge l’accoppiamento di un numero molto elevato di componenti.
I citati dispositivi elastomerici, inoltre, non sempre garantiscono la trasmissione omocinetica a un livello accettabile del moto tra l’albero e il mozzo del rotore a causa dei materiali resilienti con i quali sono realizzati molti dei componenti. La presente invenzione, invece, ha come scopo fondamentale quello di ovviare agli anzidetti inconvenienti riscontrati nei rotori per elicotteri bipala, tripala e multipala in genere, ideando una testa perfezionata di rotore cardanico omocinetico a mozzo flottante nel quale la trasmissione omocinetica del moto rotazionale e della coppia motrice à ̈ ottenuta per mezzo di elementi rigidi e non resilienti, applicabile a detti rotori bipala, tripala e multipala in genere, comprendente mezzi di collegamento delle pale all’albero di trasmissione o albero conduttore (detto “mast†), un mozzo, collegato a detto albero di trasmissione mediante due anelli cardanici concentrici alloggiati all’interno di una cavità del mozzo stesso, sul quale sono presenti anche gioghi nei quali sono fissate le pale mediante cerniere eccentriche orizzontali, di tipo noto e comunemente dette “di conicità†, in grado di mantenere in rotazione dette pale e di trasmettere le forze aerodinamiche di sostentamento e di spinta, prodotte dalle pale in rotazione, all’albero di trasmissione e all’elicottero. All’esterno dei due anelli concentrici e agenti sui perni contrapposti girevoli che accoppiano i due anelli stessi, à ̈ presente almeno un dispositivo originale e perfezionato, chiamato di seguito “bisettore†, e preferibilmente due bisettori composti: da un primo elemento collegato all’albero di trasmissione con una biella e da un secondo elemento collegato al mozzo del rotore con una altra biella. Entrambe le bielle, a foggia di forchette, uguali e simmetricamente disposte fra loro, agiscono sui due bisettori accoppiati fra loro prismaticamente e rotoidalmente, scorrevoli sulla estremità cilindrica sporgente da uno dei due perni che accoppiano tra loro gli anelli cardanici concentrici come un cinematismo rombico, mantenendo l’asse comune di detti perni su un piano, detto omocinetico, che biseca l’angolo d’inclinazione tra il piano di rotazione del mozzo e il piano di rotazione dell’albero di trasmissione. Poiché detti due perni sono tra loro vincolati dagli stessi anelli concentrici ad essere coassiali, un unico bisettore à ̈ in grado di assicurare che l’asse comune dei due perni si mantenga nel piano omocinetico e quindi di regolare funzionamento del giunto cardanico omocinetico.
Il trovato, nelle sue forme di realizzazione, prevede anche la presenza preferibilmente di due bisettori contrapposti, essendo in numero di due i perni che accoppiano gli anelli concentrici, in funzione di ridondanza sia per ripartire gli sforzi, sia per assicurare che il regolare funzionamento del giunto prosegua anche in seguito ad una rottura di uno dei due bisettori. In questo caso entrambi i perni che accoppiano i due anelli cardanici presentano una estremità cilindrica sporgente sulla quale scorrono detti bisettori. Appare evidente dalle figure che accompagnano la descrizione delle tre esecuzioni preferite, che i due bisettori operano in modo del tutto indipendente l’uno dall’altro e sono cinematicamente equivalenti.
Si sottolinea, inoltre, che i bisettori per mantenere il piano omocinetico sono soggetti a sforzi, variabili durante la rotazione ed il cui valore massimo dipende dalla coppia motrice applicata e dall’angolo di inclinazione tra albero conduttore e albero condotto.
La presenza di due bisettori consente di ripartire simmetricamente questi sforzi su due distinte articolazioni collegate a differenti supporti presenti sul’albero di trasmissione e sul mozzo a vantaggio di una maggiore robustezza del sistema nel suo complesso. Non ultima la considerazione che riguarda l’equilibrio delle masse in rotazione: la presenza di due bisettori contrapposti rende il giunto maggiormente equilibrato.
In passato sono stati proposti e divulgati numerosi giunti omocinetici (detti anche CVJ: Constant Velocity Joint) basati sulla concentricità di due giunti cardanici ottenuta accorciando, fino ad eliminare, l’albero intermedio del classico “giunto universale†composto normalmente da due giunti cardanici (o di Hooke) all’estremità di un albero intermedio ( US 1,058,878 (Lowndes, 1913), US 1,562,080 (Chilton), 1,621,667, (Hayes) US 5,954,586 (Kirson), US 7,144.326 (Thompson)); la differenza fra le varie soluzioni proposte e divulgate à ̈ nei diversi dispositivi proposti per ottenere il piano omocinetico e quindi per rendere costante la velocità trasmessa all’albero condotto.
L’invenzione qui rivendicata riguarda un giunto cardanico omocinetico composto da due anelli cardanici concentrici provvisto di uno o più dispositivi bisettori che si adattano specificatamente alla geometria tipica di un mozzo di rotore di elicottero (che costituisce nella fattispecie “l’albero condotto del giunto†) e del mast che assume la funzione “di albero conduttore†che sostiene ed aziona detto mozzo, e provvedono efficacemente al mantenimento del piano omocinetico da parte dei perni comuni ai due anelli cardanici concentrici.
Vantaggiosamente tale sistema ha un’alta flessibilità e adattabilità, richiede una semplice manutenzione potendo essere composto da elementi che non richiedono lubrificazione periodica, e garantisce un sicuro impiego ed efficace funzionamento.
Altro scopo primario dell’invenzione à ̈ quello di rendere possibile la realizzazione di rotori cardanici, detti “gimballed†o a mozzo flottante, per elicotteri bipala, tripala e multipala in genere, nei quali la trasmissione del moto tra l’albero di trasmissione e il mozzo del rotore avviene tramite un sistema di organi meccanici che realizzano un giunto cardanico omocinetico e nei quali sia possibile l’installazione di dispositivi di tipo noto atti a realizzare un richiamo elastico (detto “hub springs†) tra mozzo e albero di trasmissione tendente a incrementare l’autorità di controllo del rotore sull’elicottero ed a prevenire i fenomeni di perdita di controllo nel volo in condizioni di bassi-g o zero-g.
Un altro scopo della presente invenzione à ̈ quello di realizzare una testa di rotore cardanico omocinetico per elicotteri bipala che possa essere equipaggiata con un dispositivo perfezionato di stabilizzazione inerziale e aerodinamica, del tipo detto “Bell-Hiller fly-bar†, costituito da due piccole superfici aerodinamiche contrapposte fisse con il mozzo e in quadratura con le pale, essendo il mozzo in grado di inclinarsi rispetto all’albero di trasmissione, oltreché sull’asse di flappeggio (detto “flapping axis†), anche sull’asse di passo delle pale (detto “feathering axis†), controllato aerodinamicamente dalla barra aerodinamica (detta “fly-bar†), ed essendo mantenuto in rotazione a velocità costante, indipendentemente dall’angolo di inclinazione del rotore stesso rispetto all’albero di trasmissione, per mezzo di una coppia di anelli cardanici concentrici alloggiati in una apposita cavità del mozzo. L’anello esterno à ̈ collegato col mozzo del rotore, mentre l’anello interno à ̈ collegato all’albero di trasmissione e mediante almeno uno o due dispositivi bisettori, identici e contrapposti, anch’essi collegati all’albero di trasmissione (albero conduttore) e al mozzo (albero condotto) atti a mantenere l’asse del perno comune alle due crociere concentriche su un piano, detto omocinetico, che biseca l’angolo assunto dal mozzo rispetto all’albero di trasmissione, assicurando al mozzo un moto sempre costante.
Un ulteriore scopo dell’invenzione à ̈ quello di realizzare rotori bipala e tripala omocinetici a mozzo flottante nei quali l’ampiezza del moto relativo oscillante delle pale attorno ai cuscinetti di passo, presente nei rotori tradizionali e causato dal controllo ciclico del passo delle pale stesse, operato dal piatto oscillante, sia quasi inesistente o comunque ridotto rispetto agli altri rotori di elicottero, in quanto il mozzo à ̈ in grado di inclinarsi anche attorno all’asse di passo (“feathering axis†) controllato da una barra aerodinamica (“Fly-bar†).
Ancora uno scopo dell’invenzione à ̈ quello di eliminare le oscillazioni torsionali sull’albero di trasmissione collegato al rotore che si riscontrano nei rotori di elicottero a causa del moto di flappeggio delle pale attorno a cerniere eccentriche, nei rotori detti †articolati†, e attorno all’unica cerniera di flappeggio centrale nei rotori bipala detti “teetering†.
Un altro scopo della presente invenzione à ̈ quello di realizzare la testa di un rotore cardanico “gimballed†o a mozzo flottante con tre o più pale collegato all’albero di trasmissione con un giunto cardanico omocinetico perfezionato, nel quale il mozzo del rotore costituisce l’elemento condotto del giunto, composto da un limitato numero di componenti, e caratterizzato per il fatto di essere privo di cerniere e ammortizzatori di ritardo, non essendo le pale soggette ad accelerazioni di Coriolis.
Un ulteriore scopo dell’invenzione à ̈ quello di realizzare un sistema a doppio cardano concentrico perfezionato che trova impiego nella realizzazione di giunti omocinetici (detti anche “universali†) di impiego generale.
Vantaggiosamente, infatti, il trovato privo delle pale di elicottero, à ̈ inoltre utilizzabile come giunto universale in tutte le applicazioni nelle quali si prevede genericamente di trasmettere il moto rotatorio e una coppia motrice tra due alberi tra loro inclinati in modo che la velocità dell’albero condotto sia sempre uguale a quella dell’albero conduttore.
Forma pertanto oggetto della presente invenzione un giunto cardanico omocinetico per ogni tipo di trasmissione ed in particolare per azionare in particolare le pale di rotori di elicotteri, per mezzo di un mozzo di rotore, cui sono vincolate le pale stesse, e che costituisce “l’albero condotto†di detto giunto, collegato con opportuni organi meccanici ad un albero di trasmissione o albero conduttore (detto “mast†) di elicottero, per mantenere detto mozzo in rotazione, con le pale ad esso collegate, a velocità costante attorno ad un asse inclinato rispetto all’asse di rotazione dell’albero di trasmissione, detto giunto comprendendo detti organi meccanici:
- una coppia di anelli cardanici, concentrici tra loro, un primo anello o anello cardanico interno à ̈ collegato mediante due perni, conassici e opposti, al manicotto a sua volta collegato all’albero di trasmissione, ed il secondo anello o anello cardanico esterno à ̈ collegato, mediante due perni conassici ed opposti al mozzo del rotore, all’interno di una apposita cavità (a mò di giogo) del mozzo stesso, detti due anelli cardanici concentrici essendo accoppiati rotoidalmente tra loro con una coppia di perni radiali e girevoli almeno su uno dei due anelli, conassici ed opposti, sostanzialmente normali ai precedenti, risultando il centro di detti anelli concentrici coincidente con l’intersezione dell’asse di rotazione dell’albero di trasmissione con l’asse di rotazione del mozzo o dell’albero condotto.
- almeno un dispositivo di allineamento detto “bisettore†, preferibilmente due bisettori, per mantenere l’asse comune dei perni che congiungono i due anelli cardanici in un piano detto “omocinetico†, la cui normale biseca l’angolo che si forma tra l’asse di rotazione del mozzo o dell’albero condotto del rotore e l’asse dell’albero di trasmissione.
In particolare, quando sono previsti due bisettori, detti bisettori cooperano tra loro, sebbene siano indipendenti nel loro funzionamento l’uno dall’altro, ed operano sui perni che accoppiano i due anelli cardanici concentrici formando una doppia guida rombica, essendo ancorati, separatamente, con opportune articolazioni all’albero di trasmissione e al mozzo o albero condotto del rotore. Preferibilmente, secondo l’invenzione, detto giunto omocinetico nella sua applicazione prevista per un rotore di un elicottero comprende inoltre:
- un manicotto (detto “carrier†), calettato con profilo scanalato sull’albero conduttore (“mast†), provvisto di due perni contrapposti e sporgenti, sui quali à ̈ imperniato, con accoppiamento girevole, l’anello cardanico interno; nelle esecuzioni per rotore di elicottero il manicotto evita il posizionamento di detti perni direttamente sull’abero di trasmissione. Detto manicotto presenta, inoltre, almeno un supporto (o due supporti contrapposti) che permettono il collegamento di un bisettore (o due bisettori) sull’albero di trasmissione stesso.
L’anello cardanico interno à ̈ provvisto di due sedi anulari sulle quali sono alloggiate boccole antifrizione flangiate di tipo commerciale munite di una superficie di scorrimento a base di PTFE, che si accoppiano con basso attrito, e senza lubrificante, ai due perni sporgenti di detto manicotto.
Detto anello interno (che, per esigenze di montaggio nel rotore di elicottero, à ̈ previsto preferibilmente e composto di diversi elementi tra loro bullonati) à ̈ provvisto di ulteriori due sedi anulari, in quadratura rispetto alle prime, per l’alloggiamento di boccole antifrizione, simili alle precedenti, all’interno delle quali sono alloggiati, con accoppiamento girevole, due perni solidali all’anello esterno. Almeno uno di detti perni (o entrambi) presenta inoltre un prolungamento cilindrico sporgente verso l’esterno dell’anello esterno stesso, su uno dei quali (o su entrambi), con accoppiamento scorrevole e rotoidale, à ̈ alloggiato un bisettore (nel caso entrambi i perni siano prolungati potranno essere alloggiati due bisettori).
L’anello esterno, a sua volta, in quadratura rispetto ai perni precedenti, à ̈ provvisto di due alloggiamenti contrapposti per ulteriori due boccole antifrizione flangiate nelle quali sono alloggiati, con accoppiamento girevole, una coppia di perni contrapposti e conassici solidali al mozzo e disposti anch’essi radialmente; - due semi-cerniere sferiche anulari e contrapposte verticalmente rispetto al centro del rotore, ciascuna essendo suddivisa in due o più elementi per consentirne il montaggio, essendo previsto che dette semi-cerniere siano costituite da cuscinetti elastomerici laminati sferici dotati di rigidezza o da superfici sferiche contrapposte, rese scorrevoli con interposto uno strato di materiale antifrizione; nel primo caso la rigidezza degli elementi elastomerici costituisce una molla di richiamo (detta “hub spring†) tra il mozzo del rotore e l’asse di trasmissione che assicura i controllo del rotore anche durante il volo a bassi o zero-g; nel secondo caso, non essendo esercitata dalla cerniera sferica centrale alcuna azione di richiamo elastico tra mozzo e albero, l’eventuale molla di richiamo tra mozzo e albero di trasmissione può essere realizzata con un elemento elastomerico alloggiato in una opportuna sede ricavata nella parte inferiore del mozzo stesso. Dette semi-cerniere semisferiche contrapposte hanno il loro centro coincidente con il centro del giunto omocinetico; quest’ultimo à ̈ in grado, grazie ai vincoli descritti presenti che nei due anelli cardanici concentrici di svolgere esso stesso la funzione di giunto sferico per supportare il mozzo del rotore “gimballed†: detti cuscinetti semisferici, in entrambe le configurazioni descritte, sono pertanto previsti unicamente in funzione di scaricare dal giunto omocinetico e dai relativi perni di collegamento le sollecitazioni dovute ai carichi assiali che derivano dalla la portanza del rotore e dall’inerzia dell’elicottero. Gli anelli cardanici e i relativi perni risultano così interessati solo dagli sforzi che derivano dalla trasmissione della coppia motrice.
- un albero di trasmissione , provvisto di un anello di spallamento sul quale si applicano gli sforzi assiali del rotore trasmessi da dette cerniere semi-sferiche contrapposte e in grado, tramite il calettamento del manicotto, sul quale sono montati gli anelli cardanici concentrici che compongono il giunto omocinetico, di trasmettere la coppia motrice al mozzo e alle pale;
- il mozzo del rotore, predisposto per il montaggio delle pale all’interno di opportuni gioghi, e provvisto di una cavità centrale per l’alloggiamento degli anelli cardanici concentrici per mezzo di due perni contrapposti solidali al mozzo stesso e sui quali à ̈ imperniato l’ anello esterno e provvisto, sui lati superiore ed inferiore, di alloggiamenti per le descritte cerniere semi-sferiche di supporto sull’albero di trasmissione; essendo detto mozzo provvisto anche, sulla parte superiore della cavità centrale, di uno (o due) alloggiamenti contrapposti per i perni di collegamento delle bielle collegate al bisettore (o ai due bisettori) del giunto omocinetico.
Forma oggetto della presente invenzione anche un rotore comprendente detto giunto omocinetico.
La presente invenzione à ̈ rappresentata e descritta nel seguito, a titolo illustrativo, ma non limitativo, in tre esecuzioni preferite.
Nelle figure 1, 1A, 1B, 1C, 2, 3, 4 Ã ̈ rappresentata una prima esecuzione del trovato applicato ad un rotore di elicottero, ed in particolare:
- la figura 1 à ̈ una vista assonometrica parziale di un rotore tripala a mozzo flottante, con parti del rotore parzialmente asportate in modo da rendere visibili i dispositivi di trascinamento del giunto omocinetico con due bisettori (anelli cardanici e bisettori); nella figura 1 à ̈ rappresentato anche l’asse 00 dei perni comuni degli anelli cardanici concentrici, che giace sul piano omocinetico; la figura 1A à ̈ un particolare ingrandito del rotore di figura 1 privato delle pale; la figura 1B à ̈ un dettaglio degli anelli cardanici, del manicotto e del bisettore del giunto omocinetico oggetto dell’invenzione ; la figura 1C à ̈ un dettaglio del carrier o manicotto.
- la figura 2 mostra una vista parzialmente esplosa dei dispositivi di supporto, di trascinamento e di rigidezza del rotore rispetto all’albero di trasmissione;
- la figura 3 mostra la vista esplosa dei componenti significativi che costituiscono il giunto omocinetico ed il carrier ;
- la figura 4 à ̈ una vista in sezione dei dispositivi di supporto, di trascinamento del rotore ed in particolare del giunto oggetto dell’invenzione con due bisettori, inclinato di 10° rispetto all’albero di trasmissione;
La figura 5 à ̈ una vista in sezione di una seconda esecuzione del giunto oggetto dell’invenzione , nell’esecuzione con un unico bisettore, inclinato di 10° rispetto all’albero di trasmissione.
Nelle figure 6, 7, 8 e 9 Ã ̈ rappresentata una terza esecuzione del trovato che si riferisce ad un giunto cardanico omocinetico destinato ad impieghi generali per ogni tipo di trasmissione, ed in particolare:
- la figura 6 mostra una vista assonometrica del giunto cardanico omocinetico provvisto di due bisettori, dove albero di trasmissione e albero condotto sono inclinati tra loro;
- la figura 7 mostra una vista parzialmente esplosa del giunto cardanico omocinetico di figura 6, ed in particolare degli elementi che compongono il bisettore e le due bielle che collegano detto bisettore rispettivamente all’albero di trasmissione ed all’albero condotto;
- la figura 8 mostra una vista in sezione del giunto cardanico omocinetico di figura 6 e dei relativi dispostivi di trascinamento omocinetico;
- la figura 9 mostra il giunto cardanico omocinetico privo dei bisettori in cui si evidenzia l’azione rotoidale del perno rispetto all’anello interno.
1) Prima esecuzione:giunto omocinetico per rotori di elicottero.
Con riferimento alle figure 1, 1A, 1B, 1C, 2, 3 e 4 si prevede un rotore tripala a mozzo flottante. L’albero di trasmissione 1 (o albero conduttore) à ̈ provvisto di un manicotto 3 (detto “carrier†), internamente scanalato per essere calettato sui denti sporgenti 11 dell’albero di trasmissione stesso; detto manicotto 3 à ̈ provvisto di due perni contrapposti e sporgenti 31, sui quali à ̈ imperniato, con accoppiamento girevole, l’anello cardanico interno. L’albero di trasmissione 1 supporta il mozzo 2 del rotore (o albero condotto), provvisto dei gioghi 23 (fig.
1A) per l’alloggiamento delle pale 7, con le cerniere semisferiche 4, che fanno riscontro inferiormente sull’anello di spallamento 12 (fig. 3) dell’albero 1 e superiormente sul manicotto 3, essendo dette cerniere 4 bullonate su detto mozzo 2 su apposite sedi contrapposte (fig. 2). Le cerniere semisferiche 4 (fig. 2) sono realizzate con cuscinetti di tipo noto e rientrano nella categoria dei cuscinetti elastomerici laminati sferici (Type III – Ref. USAAMRDL-TR-75-39B).
Il giunto cardanico omocinetico comprende una coppia di anelli cardanici (fig 1B e fig 6) 5A; 5A', 5B; 5B’ concentrici: un primo anello o anello cardanico interno 5A ; 5A' accoppiato rotoidalmente all’albero di trasmissione 1 tramite due perni 31 girevoli, e un secondo anello o anello cardanico esterno 5B; 5B’ accoppiato rotoidalmente al mozzo 2 del rotore tramite due perni 22 girevoli. Detti due anelli cardanici sono connessi tra loro mediante due perni di connessione 542 sagomati per permettere la rotazione relativa di detto anello cardanico esterno 5B; 5B’ rispetto all’anello cardanico interno 5A; 5A', sostanzialmente in quadratura con i perni 31, 31’ dell’albero di trasmissione 1 e con i perni 22 del mozzo 2 del rotore o albero condotto 2’. In particolare, ciascuno di detti perni di connessione 542 ha una estremità sporgente 5421 coassiale al perno di connessione stesso.
La coppia di anelli cardanici 5A e 5B della prima e seconda esecuzione per un rotore di elicottero possono essere costituiti preferibilmente da elementi assemblati. Sui due perni 31 (di cui solo uno à ̈ visibile in fig.3) appartenenti al manicotto 3 (fig. 3), à ̈ montato l’anello cardanico interno 5A.
Detto anello interno 5A à ̈ rappresentato come un assieme bullonato (fig. 3), comprendente un elemento superiore 5A1, due elementi 5A3, ciascuno dei quali prevede una boccola antifrizione 541, cui sono bullonati i due elementi 5A3, e due ulteriori elementi 5A2, ciascuno dei quali prevede una sede per l’alloggiamento di una boccola antifrizione flangiata 32.
Gli elementi 5A3 e gli ulteriori elementi 5A2 sono fissati a detto elemento superiore 5A1 mediante viti costitituendo nel loro insieme l’anello cardanico interno 5A.
Le boccole antifrizione 541 e le boccole antifrizione flangiate 32 sono accoppiate rotoidalmente rispettivamente con i perni di connessione 542 e con i perni 31. L’anello cardanico esterno 5B (fig. 3) à ̈ composto da due elementi fissati con viti tra loro, di cui un primo elemento inferiore 5B2 e un secondo elemento superiore 5B1, entrambi di forma sostanzialmente quadrangolare.
Ciascuno di detti elementi 5B2, 5B1 à ̈ dotato di due coppie di incavi per la formazione di due sedi, ciascuna per l’alloggiamento stabile di un perno di 542 e di ulteriori due coppie di incavi per la formazione ulteriori di due sedi, ciascuna per l’alloggiamento di una boccola antifrizione 511 flangiata. Su dette boccole antifrizione, tramite un accoppiamento girevole, agiscono i perni 22 (figg. 1, 1B e 2), solidali con il mozzo 2 del rotore.
Tra le boccole antifrizione 511 e il mozzo 2 del rotore sono presenti i due spessori calibrati 512, che consentono il centraggio senza giochi del mozzo 2 del rotore rispetto al centro di rotazione dell’albero di trasmissione 1 e degli anelli cardanici 5A e 5B.
Su ciascuna estremità sporgente 5421 dei perni di connessione 542, che collegano tra loro i due anelli cardanici concentrici (fig. 3) agisce un corrispondente dispositivo bisettore 6 (figg. 1A e 1B) per mantenere l’asse comune dei perni di connessione, indicato genericamente con 00, su un piano che biseca l’angolo tra detto albero di trasmissione 1 e detto mozzo 2 del rotore, denominato piano omocinetico.
In particolare, ciascuno di detti bisettori 6 comprende un primo elemento 61 e un secondo elemento 62 rispettivamente collegati all’albero di trasmissione 1 e al mozzo 2 mediante due bielle 63 (fig. 3).
Il primo elemento 61 à ̈ inserito prismaticamente nel secondo elemento 62, ed entrambi sono accoppiati in modo scorrevole e girevole sulla estremità sporgente 5421 di ciascun perno di connessione 542.
Ciascuno di detti elementi 61, 62 à ̈ dotato di almeno un foro passante per consentire il passaggio di detta estremità sporgente 5421 in ciascuno di essi. A tale scopo, cioà ̈ per il corretto inserimento dell’estremità sporgente 5421 dei perni di connessione in ciascuno di detti due elementi 61, 62, i fori passanti di detti due elementi devono essere allineati.
In particolare, il secondo elemento 62 ha una forma a “V†ed in prossimità di ciascuna estremità libera à ̈ previsto un foro passante, mentre il primo elemento 61 à ̈ sagomato in modo tale da avere una porzione dotata di un foro passante, la quale porzione à ̈ dimensionata per essere posizionata nel secondo elemento 62 in modo tale che tra il suo foro passante sia allineato con i due fori passanti del secondo elemento 62.
Inoltre, ciascun elemento 61, 62 à ̈ dotato di un ulteriore foro passante per consentire ad una rispettiva biella 63 di essere fissata ad un corrispondente elemento mediante una spina. In altre parole, ciascuna biella 63 risulta fissata da una parte ad uno di detti due elementi 61, 62 del bisettore 6, e dall’altra parte all’albero di trasmissione 1 o al mozzo 2 del rotore in modo da formare una doppia guida rombica.
Al fine di fissare dette bielle 63 all’albero di trasmissione 1 ed al mozzo 2 del rotore sono previsti primi mezzi di supporto 33 sull’albero di trasmissione 1 e secondi mezzi di supporto 24 sul mozzo 2 del rotore. Detti primi e secondi mezzi di supporto 33, 24 trasmettono, attraverso dette bielle 63, a ciascun bisettore 6 la posizione reciproca tra il mozzo 2 del rotore e l’albero di trasmissione 1.
Nell’esempio che si descrive, ciascuna biella 63 à ̈ sagomata sostanzialemente a forma di “H†ed à ̈ dotata di un foro in prossimità di ciascuna estremità libera. In altre parole, ciascuna biella à ̈ dotata di una prima e di una seconda coppia di fori per consentire il passaggio di una rispettiva spina che permette di fissare detta biella ai primi mezzi di supporto 33 previsti sull’albero di trasmissione 1 ed ai secondi mezzi di supporto 24 previsti sul mozzo 2 del rotore.
Ciascuna coppia di detti elementi 61 e 62 à ̈ collegata tramite spine girevoli 631 ad una rispettiva coppia di bielle 63, che, a loro volta, sono assicurate con ulteriori spine girevoli 632, quella inferiore, già collegata all’elemento 61, ad una sede 33 sporgente dal manicotto 3 (figg. 1C e 3), quella superiore, già collegata all’elemento 62, ad un supporto 24 (figg. 2 e 4), quest’ultimo solidale per mezzo di viti 241 al mozzo 2 (fig. 2).
La sede 33 del manicotto 3 ed il supporto 24 sono geometricamente speculari rispetto al centro del giunto cardanico omocinetico. Con riferimento al diametro del manicotto 3, i bisettori 6 sono in posizione diametralmente opposta. In particolare uno dei due bisettori 6 svolge una azione di ridondanza rispetto all’altro bisettore essendone cinematicamente equivalente.
Nella fig. 4 à ̈ illustrata una sezione in quadratura del mozzo 2 del rotore, dove detto mozzo à ̈ inclinato di 10° rispetto all’albero di trasmissione 1; in essa à ̈ rappresentata la cinematica a doppia guida rombica del giunto cardanico omocinetico munito di due bisettori.
2) Seconda esecuzione del trovato: giunto cardanico omocinetico provvisto di un unico bisettore.
Nella figura 5 gli anelli cardanici concentrici ed un unico bisettore 6 mantengono l’asse comune 00 o asse di accoppiamento tra l’anello cardanico interno e quello cardanico esterno, rappresentato dai due perni opposti 542, su un piano, detto omocinetico, che biseca in 5° l’angolo di inclinazione di 10° del piano di rotazione del mozzo 2 del rotore rispetto all’albero di trasmissione 1, garantendo così la trasmissione omocinetica del moto di rotazione tra detto albero di trasmissione 1 e detto mozzo 2.
3) Terza esecuzione del trovato: giunto cardanico omocinetico adattabile ad ogni tipo di trasmissione.
Le figure 6, 7, 8 e 9 mostrano una terza esecuzione del trovato per impieghi generali.
Con riferimento alle figure 6 e 8, l’anello cardanico interno 5A' à ̈ imperniato con il perno 31’ attraverso il foro passante 131 all’albero di trasmissione 1 (fig. 8) che presenta una sede sporgente 33’ per il collegamento alle bielle 63; in questa esecuzione l’anello cardanico interno si impernia direttamente sull’albero di trasmissione e non sul manicotto. L’albero condotto 2’ del rotore presenta un giogo 222 collegato con i perni 22 solidali negli appositi alloggiamenti al giogo stesso e girevoli sull’anello cardanico esterno 5B’ e presenta due elementi 24’ per il collegamento alle bielle 63 (fig. 8).
In questa realizzazione, l’anello cardanico interno 5A’ e l’anello cardanico esterno 5B’ sono costituiti ciascuno da un pezzo unico anziché da un assemblaggio di più elementi e sono concentrici.
Gli anelli cardanici concentrici 5A', 5B' sono tra loro collegati con i perni girevoli di connessione 542, ciascuno dei quali presenta una estremità sporgente 5421 verso l’esterno del giunto (fig. 9). Ciascuna estremità sporgente 5421 ha una forma cilindrica e su ciascuna di essa sono accoppiati in modo scorrevole e girevole gli elementi 61 e 62 del bisettore 6. Detti elementi 61, 62 del bisettore 6 unitamente alle bielle 63, collegate con delle spine girevoli rispettivamente all’albero conduttore 1 e all’albero condotto 2’, con una geometria a guida rombica, controllano i bisettori 6, che mantengono i perni di connessione 542 su un piano (omocinetico) che biseca l’angolo di inclinazione tra detto albero conduttore e detto albero condotto.
In altri termini l’anello più interno 5A’ presenta due sedi contrapposte per essere accoppiato rotoidalmente con i perni 31’; detti due anelli, concentrici tra loro sono collegati da perni girevoli conassici ed opposti 542, risultando l’asse delle sedi per detti perni sull’anello interno normali all’asse delle sedi dei perni 31’ aventi e risultando sull’anello esterno 5B’ l’asse delle sedi di detti perni comuni normali all’asse delle sedi dei perni 22; detti perni comuni 542 ai due anelli concentrici sono muniti ciascuno di una estremità cilindrica 5421 coassiale ai perni stessi sulla quale sono previsti scorrevoli e girevoli gli elementi 61 e 62 tra loro accoppiati prismaticamente e che collegano, per mezzo di bielle uguali 63, rispettivamente l’elemento 61 e il supporto 33’ previsto sull’albero conduttore 1 e l’elemento 62 al supporto 24’previsto sull’albero condotto 2’.
Gli elementi 61 e 62 costituiscono i bisettori che per la geometria rombica attuata per mezzo delle bielle 63 mantengono l’asse dei perni comuni agli anelli concentrici su un piano che biseca l’angolo d’inclinazione fra l’albero condotto e l’albero conduttore rendendo così il giunto omocinetico.
Quando il giunto trasmette potenza ovvero un moto rotatorio accompagnato da una coppia motrice non-nulla, i bisettori 6 sono soggetti a sforzi sui perni di connession 542 tanto maggiori quanto più à ̈ elevata la coppia trasmessa e quanto più à ̈ elevato l’angolo di inclinazione dell’albero condotto rispetto all’albero conduttore poiché tali sforzi sono di tipo oscillante. La presenza di due bisettori su entrambi i perni di connessione 542 consente di ripartire favorevolmente detti sforzi su entrambi i bisettori. Inoltre, data la rigida coassialità dei perni di connessione 542 e l’equivalenza cinematica dei due bisettori 6, la presenza di due bisettori 6 permette di ottenere una ridondanza che consente al giunto di funzionare anche in caso di avaria di uno dei due bisettori.
Vantaggiosamente, data la tipologia degli accoppiamenti tra gli anelli cardanici concentrici con l’albero conduttore e l’albero condotto, il giunto à ̈ chiaramente reversibile e le funzioni di detto albero conduttore 1 e detto albero condotto 2’ possono essere scambiate.
La presente invenzione à ̈ stata descritta a titolo illustrativo, ma non limitativo, secondo sue forme preferite di realizzazione, ma à ̈ da intendersi che variazioni e/o modifiche potranno essere apportate dagli esperti del ramo senza per questo uscire dal relativo ambito di protezione, come definito dalle rivendicazioni allegate.

Claims (10)

  1. RIVENDICAZIONI 1. Giunto cardanico omocinetico per collegare il mozzo (2) di un rotore di un elicottero bipala o tripala o multipala all’albero di trasmissione (1) del moto e della coppia motrice, detto mozzo (2) inclinandosi rispetto a detto albero di trasmissione (1) con due gradi di libertà, attorno all’asse di flappeggio e all’asse di passo delle pale (7) dell’elicottero, dette pale (7) essendo fissate a detto mozzo (2) del rotore, detto giunto cardanico omocinetico comprendendo: - una coppia di anelli cardanici (5A, 5B) concentrici, un primo anello o anello cardanico interno (5A) accoppiato rotoidalmente al manicotto (3), solidale all’albero di trasmissione (1), tramite due perni (31) girevoli, e un secondo anello o anello cardanico esterno (5B) accoppiato rotoidalmente al mozzo (2) del rotore tramite due perni (22) girevoli, detti due anelli cardanici essendo connessi tra loro mediante due perni di connessione (542) per permettere la rotazione relativa di detto anello cardanico esterno (5B) rispetto all’anello cardanico interno (5A), sostanzialmente in quadratura con i perni (31) dell’albero di trasmissione (1) e con i perni (22) del mozzo (2) del rotore; almeno un perno di connessione (542) avendo una estremità sporgente (5421) verso l’esterno di detto giunto, coassiale a detto perno di connessione; - almeno un dispositivo bisettore (6) comprendente un primo elemento (61) ed un secondo elemento (62) rispettivamente collegati all’albero di trasmissione (1) ed al mozzo (2) del rotore mediante una rispettiva biella (63), dove detti due elementi (61, 62) sono accoppiati prismaticamente tra loro, e ciascuno di detti elementi (61, 62) à ̈ provvisto di almeno un foro passante per consentire il passaggio di detta estremità sporgente (5421) del perno di connessione (542) così che ciascuno di detti due elementi (61, 62) sia accoppiato in modo scorrevole e girevole su detta estremità sporgente (5421) del perno di connessione (542), detto dispositivo essendo configurato per mantenere l’ asse (00) di detto perno di connessione (542) su un piano che biseca l’angolo tra detto mozzo (2) e l’albero di trasmissione (1) in modo tale da garantire la trasmissione omocinetica del moto di rotazione tra l’albero di trasmissione (1) ed il mozzo del rotore (2), anche quando detto mozzo (2) à ̈ inclinato rispetto a detto albero di trasmissione (1) di un angolo non nullo.
  2. 2. Giunto cardanico omocinetico secondo la rivendicazione precedente, caratterizzato dal fatto che dette bielle (63) sono collegate a detto albero di trasmissione (1) ed a detto mozzo (2) del rotore rispettivamente mediante primi mezzi di supporto (33) e secondi mezzi di supporto (24), in modo tale da formare almeno una guida rombica, detti primi e secondi mezzi di supporto (33, 24) trasmettendo, attraverso dette bielle (63), a ciascun bisettore (6) la posizione reciproca tra il mozzo (2) del rotore e l’albero di trasmissione (1).
  3. 3. Giunto cardanico omocinetico secondo una delle rivendicazioni precedenti, caratterizzato dal fatto che detti perni (31) che collegano l’anello cardanico interno (5A) all’albero di trasmissione (1) sono allineati radialmente e normali rispetto all’asse di rotazione di detto albero di trasmissione, e che detti perni (22) che collegano l’anello cardanico esterno (5B) al mozzo (2) del rotore sono conassici ed opposti, il cui asse giace su un piano passante per l’asse dei perni (31) e per l’asse di rotazione del mozzo (2) del rotore.
  4. 4. Giunto cardanico omocinetico secondo una delle rivendicazioni precedenti, caratterizzato dal fatto che comprende due bisettori (6) contrapposti e dal fatto che ciasscuno di detti perni di connessione (542) à ̈ dotato di una rispettiva estremità sporgente (5421) coassiale al perno di connessione stesso; detti perni di connessione (542) essendo coassiali tra loro e girevoli rispetto a detto anello cardanico interno (5A).
  5. 5. Giunto cardanico omocinetico secondo una delle rivendicazioni precedenti, caratterizzato dal fatto che detto anello cardanico esterno (5B) comprende due elementi fissati tra loro, un primo elemento superiore (5B1) ed un secondo elemento inferiore (5B2), ciascuno dei quali à ̈ dotato di due coppie di incavi per la formazione di due sedi per l’alloggiamento stabile di un rispettivo perno di connessione (542), e di ulteriori coppie di incavi per la formazione di ulteriori due sedi coassiali per l’alloggiamento di una rispettiva boccola antifrizione (511), dette sedi e dette ulteriori sedi essendo allineate tra loro, e dal fatto che detto anello cardanico interno (5A) comprende un elemento superiore (5A1) dotato di quattro sedi per boccole antifrizione, e due elementi (5A3), ciascuno dei quali ha una sede per alloggiare ulteriori boccole antifrizione (541), nonché due ulteriori elementi (5A2), ciascuno dei quali à ̈ dotato di una una sede per alloggiare le boccole antifrizione flangiate (32).
  6. 6. Giunto cardanico omocinetico secondo una delle rivendicazioni precedenti, caratterizzato dal fatto che detti perni di connessione (542) sono solidali all’anello cardanico esterno (5B).
  7. 7. Giunto cardanico omocinetico secondo la rivendicazione 4 e 5, caratterizzato dal fatto che detti perni di connessione (542) sono calettati rigidamente su dette sedi dell’anello cardanico esterno (5B), e sono girevoli sulle sedi dotate di boccole antifrizione (541) degli elementi (5A3) dell’anello cardanico interno (5A).
  8. 8. Giunto cardanico omocinetico, secondo ciascuna delle rivendicazioni precedenti, in cui il mozzo (2) à ̈ un albero condotto( 2’) e che à ̈ caratterizzato dal fatto che: - l’ anello cardanico interno (5A’) à ̈ costituito da un elemento unico; -l’ anello cardanico esterno (5B’) à ̈ costituito da un elemento unico; -il supporto (24’) delle bielle (63) à ̈ parte dell’albero condotto 2’; - l’anello cardanico interno (5A') à ̈ imperniato all’ albero di trasmissione (1) attraverso il foro passante (131) dell’alberi di trasmissione 1 con il perno (31’) e presenta una sede sporgente (33’) per il collegamento alle bielle (63); -l’ albero condotto (2’) presenta un giogo (222) collegato con i perni ( 22) solidali negli appositi alloggiamenti al giogo stesso e girevoli sull’anello cardanico esterno ( 5B’) e presenta due elementi ( 24’) per il collegamento alle bielle ( 63).
  9. 9. Giunto cardanico omocinetico secondo la rivendicazione precedente caratterizzato dal fatto di essere utilizzato con qualsiasi organo di trasmissione.
  10. 10. Giunto cardanico omocinetico secondo tutte le rivendicazioni precedenti in cui la trasmissione omocinetica del moto rotazionale e della coppia motrice à ̈ ottenuta per mezzo di elementi rigidi detti bisettori.
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