ITRM20120594A1 - Dispositivo di neutralizzazione della proliferazione batterica in circuiti idraulici. - Google Patents

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ITRM20120594A1
ITRM20120594A1 IT000594A ITRM20120594A ITRM20120594A1 IT RM20120594 A1 ITRM20120594 A1 IT RM20120594A1 IT 000594 A IT000594 A IT 000594A IT RM20120594 A ITRM20120594 A IT RM20120594A IT RM20120594 A1 ITRM20120594 A1 IT RM20120594A1
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Description

Dispositivo di neutralizzazione della proliferazione batterica in circuiti idraulici
La presente invenzione riguarda un dispositivo di neutralizzazione della proliferazione batterica in circuiti idraulici.
Più dettagliatamente, l'invenzione riguarda un dispositivo del tipo detto, la cui finalità è quella di ridurre e neutralizzare la proliferazione di batteri in generale, e in particolare di batteri gram-negativi, ancora più in particolare del genere legionella attraverso la morte dei batteri stessi a seguito dell'esposizione ad uno shock termico, ovvero attraverso l'innalzamento della temperatura del fluido all'interno del quale si trovano detti batteri.
Il dispositivo di neutralizzazione della proliferazione batterica in circuiti idraulici secondo la presente invenzione trova utilizzo in diversi campi di applicazione, tra i quali, a titolo indicativo e non esaustivo, gli impianti di produzione e distribuzione di acqua calda sanitaria; le piscine, terme, fontane decorative con getti d'acqua; gli impianti di condizionamento dell'aria; le torri di raffreddamento e i condensatori evaporativi.
Com'è ben noto, per quanto concerne la legionella, i tempi di sopravvivenza di tali batteri al variare della temperatura dell'acqua sono riportati nella tabella seguente, derivata da uno studio di J. M. HODGSON e B. J. CASEY, che è ormai assunta, a livello internazionale, come sicuro punto di riferimento per la disinfezione termica della legionella.
Tabella
Temperatura Effetto
Fino a circa 20°C I batteri sopravvivono non attivi
Da circa 20 a circa 45°C Temperatura ottimale per la crescita dei batteri A circa 50°C Morte del 90% dei batteri in 2 ore
A circa 60°C Morte del 90% dei batteri in 2 minuti
Da 70°C e oltre Morte istantanea dei batteri
È altresì opportuno evidenziare che, anche se sono disponibili diversi tipi di trattamento per combattere la proliferazione della legionella (ad esempio: iperclorazione, ionizzazione rame-argento, raggi ultravioletti), le Linee-guida per la prevenzione ed il controllo della legionellosi predisposte dal Ministero della Sanità (4.4.2000), nonché le Linee-guida recanti indicazioni sulla legionellosi per i gestori di strutture turistico-ricettive e termali (13.01.2005), oltre che l'attuale letteratura tecnica, danno netta preferenza alle disinfezioni termiche rispetto a quelle chimiche.
Relativamente allo stato dell'arte degli attuali trattamenti antilegionella attraverso lo shock termico, le linee guida recanti indicazioni sulla legionellosi suggeriscono una serie di misure finalizzate alla prevenzione per la riduzione del rischio, quali, a titolo esemplificativo:
a)mantenere costantemente l'acqua calda a una temperatura superiore ai 50°C all'erogazione, con la conseguenza che l'acqua in uscita da tutti i rubinetti è calda al tatto, per cui, nelle strutture ricettive (alberghi, piscine, ecc.) si raccomanda di mettere degli avvisi accanto ai rubinetti e alle docce o, in alternativa, di utilizzare rubinetti a valvola termostatica;
b)fare scorrere l'acqua (sia calda che fredda) dai rubinetti e dalle docce che rimangono inutilizzate per alcuni giorni (quali ad esempio quelle delle camere non occupate di un albergo), per alcuni minuti almeno una volta a settimana e comunque sempre prima che vengano riutilizzate;
c)mantenere le docce, i diffusori delle docce ed i rompigetto dei rubinetti puliti e privi di incrostazioni, sostituendoli all'occorrenza;
d)pulire e disinfettare regolarmente (almeno due volte l'anno) le torri di raffreddamento ed i condensatori evaporativi delle unità di condizionamento dell'aria;
e)svuotare, disincrostare e disinfettare i serbatoi di accumulo dell'acqua calda (compresi gli scalda acqua elettrici) almeno due volte all'anno e ripristinarne il funzionamento dopo accurato lavaggio;
f)pulire e disinfettare tutti i filtri dell'acqua regolarmente ogni 1-3 mesi;
g)ispezionare mensilmente i serbatoi dell'acqua, le torri di raffreddamento e le tubature visibili; accertarsi che tutte le coperture siano intatte e correttamente posizionate.
Tuttavia, per quanto efficaci, le indicazioni sopraelencate risultano spesso di difficile applicazione. A conferma ciò, la premessa della linea guida recita che "... è da considerarsi un insieme di suggerimenti tecnico-pratici, basati sulle evidenze scientifiche più aggiornate, (...omissis...) non ha carattere esaustivo, né vuole sostituirsi alle più ampie, dettagliate e complete norme di prevenzione ...", con un chiaro riconoscimento delle effettive difficoltà che caratterizzano la messa a punto di misure e procedure operative antilegionella.
In particolare, uno degli aspetti più critici in merito al funzionamento ed alle prestazioni degli impianti riguardo l'applicazione delle indicazioni sopradette è dato dai seguenti fattori:
- temperature di erogazione dell'acqua calda, - misure di protezione antiscottatura.
Più in particolare, in merito al punto a) sopraelencato, anche se l'acqua calda viene erogata a temperature non inferiori ai 50°C, tuttavia nelle reti di ricircolo possono sussistere temperature in grado di favorire lo sviluppo della legionella. Per poter operare in condizioni di sicurezza, bisogna quindi integrare quanto richiesto al punto a) con disinfezioni termiche periodiche a temperature sensibilmente superiori.
Inoltre, sempre in merito al punto a) , la raccomandazione di mettere degli avvisi accanto ai rubinetti e alle docce appare ben poco affidabile. Tra l'altro, tale raccomandazione è del tutto incapace di proteggere i bambini che non sanno leggere; e i bambini, come gli anziani, sono i soggetti più esposti alle scottature. Inoltre, considerando il caso delle strutture ricettive, occorre considerare che la clientela potrebbe non essere in grado di comprendere la lingua con cui questi avvisi sono stati scritti ed eventualmente tradotti (comunque in un numero di lingue necessariamente limitato).
D'altro canto, la soluzione basata su sistemi di sicurezza termostatici può dare le prestazioni e le garanzie che si devono richiedere ad un adeguato sistema di protezione antiscottatura, ma comporta la necessità di una distribuzione capillare, su tutti gli erogatori, di dispositivi automatici di regolazione atti ad evitare distribuzione di acqua calda a valori troppo elevati, con conseguente lievitare dei costi di investimento. Occorre inoltre tenere presente la possibilità di guasto di tali dispositivi, con il conseguente concreto rischio di scottature.
Come anticipato pocanzi, inoltre, è da tener presente che la necessità di effettuare disinfezioni termiche periodiche facendo circolare l'acqua sanitaria a valori di temperatura sensibilmente più alti, comporta l'aumento del rischio scottature legato all'efficienza dei dispositivi automatici di regolazione previsti in corrispondenza degli erogatori, nonché un considerevole impegno energetico dovuto all'aumento della temperatura di produzione del fluido caldo.
In questo contesto viene ad inserirsi la soluzione secondo la presente invenzione, che si propone di fornire un dispositivo di neutralizzazione della proliferazione batterica in circuiti idraulici che ha le seguenti finalità e caratteristiche:
- prevenire la crescita dei batteri attraverso un trattamento continuo oppure calendarizzato;
- neutralizzare le cariche batteriche nei circuiti ove c'è proliferazione;
- eseguire i trattamenti termici di neutralizzazione e morte dei batteri senza rischio di scottature per gli utilizzatori dell'acqua calda sanitaria;
- offrire la possibilità di effettuare trattamenti di disinfezione in ambito locale, ovvero anche in corrispondenza dei singoli rubinetti e delle docce;
- richiedere un impegno energetico estremamente contenuto rispetto ai sistemi tradizionali;
- avere dimensioni compatte.
Questi ed altri risultati sono ottenuti secondo la presente invenzione proponendo un dispositivo di neutralizzazione della proliferazione batterica, da installare in un circuito idraulico esistente o di nuova realizzazione deputato anche alla produzione e distribuzione di acqua calda, che aspira l'acqua dal circuito da trattare (generalmente ma non esclusivamente dalla rete di ricircolo del circuito stesso), per poi effettuare al proprio interno un trattamento di shock termico attraverso l'innalzamento della temperatura dell'acqua ad un valore idoneo e sufficiente per neutralizzare le cariche batteriche, e successivamente immettere nuovamente l'acqua nel circuito idraulico servito, ad un valore di temperatura lievemente superiore a quello in ingresso, tale da non recare rischi di scottature per gli eventuali utilizzatori.
Scopo della presente invenzione è quindi quello di realizzare un dispositivo di neutralizzazione della proliferazione batterica in circuiti idraulici che permetta di superare i limiti delle soluzioni secondo la tecnologia nota e di ottenere i risultati tecnici precedentemente descritti.
Ulteriore scopo dell'invenzione è che detto dispositivo possa essere realizzato con costi sostanzialmente contenuti, sia per quanto riguarda i costi di produzione che per quanto concerne i costi di gestione.
Non ultimo scopo dell'invenzione è quello di realizzare un dispositivo di neutralizzazione della proliferazione batterica in circuiti idraulici che sia sostanzialmente semplice, sicuro ed affidabile.
Forma pertanto oggetto specifico della presente invenzione un dispositivo di neutralizzazione della proliferazione batterica in un circuito idraulico che comprende mezzi di riscaldamento dell'acqua da trattare, mezzi di scambio termico tra l'acqua proveniente da detto circuito idraulico e diretta a detti mezzi di riscaldamento da un lato e l'acqua proveniente da detti mezzi di riscaldamento e diretta a detto circuito idraulico dall'altro, tali che la temperatura dell'acqua in uscita da detti mezzi di scambio termico e diretta a detto circuito idraulico possa essere mantenuta inferiore ad un valore massimo di sicurezza d'uso e al contempo la temperatura dell'acqua in uscita da detti mezzi di riscaldamento e in ingresso a detti mezzi di scambio termico possa essere mantenuta superiore ad un valore minimo di sicurezza di neutralizzazione della proliferazione batterica.
Preferibilmente, secondo l'invenzione, detti mezzi di riscaldamento dell'acqua da trattare sono costituiti da un boiler, alternativamente del tipo dotato di resistenza elettrica ovvero, per le applicazioni più grandi, del tipo a bruciatore alimentato a gas o del tipo dotato di scambiatore con fluido primario caldo prodotto separatamente.
Inoltre, secondo l'invenzione, detti mezzi di scambio termico sono costituiti da uno scambiatore di calore del tipo in controcorrente ad elevato rendimento, preferibilmente del tipo a piastre.
La presenza all'interno di uno scambiatore di calore del tipo in controcorrente ad elevato rendimento, (preferibilmente del tipo a piastre), in cui il medesimo fluido circola sia sul primario che sul secondario è in grado di garantire un modesto differenziale di temperatura fra l'acqua in ingresso al dispositivo proveniente dal circuito idraulico, e l'acqua immessa nuovamente nel circuito dopo lo shock termico.
Opzionalmente, secondo la presente invenzione, detto dispositivo di neutralizzazione della proliferazione batterica in un circuito idraulico comprende ulteriormente un organo di spinta dell'acqua da trattare, preferibilmente un cireolatore plurivelocità oppure un cireolatore dotato di inverter.
Ancora secondo l'invenzione, detto dispositivo di neutralizzazione della proliferazione batterica in un circuito idraulico può comprendere ulteriormente un regolatore, provvisto di un rilevatore di temperatura sul condotto di ingresso e di un rilevatore di temperatura sul condotto di uscita, che regola il funzionamento di detti mezzi di riscaldamento e di detti mezzi di scambio termico, nonché quando presente, di detto organo di spinta. Con tale regolatore, è possibile gestire e monitorare il trattamento dello shock termico di tutto il fluido in circolazione nell'impianto servito.
Sempre secondo l'invenzione, detto regolatore può regolare ulteriormente un rubinetto motorizzato a tre vie, disposto sul prelievo dell'acqua proveniente dal circuito da trattare.
La presente invenzione verrà ora descritta, a titolo illustrativo, ma non limitativo, secondo una sua forma preferita di realizzazione, con particolare riferimento alle figure dei disegni allegati, in cui:
- la figura 1 mostra uno schema a blocchi di un dispositivo di neutralizzazione della proliferazione batterica in circuiti idraulici secondo una prima forma di realizzazione della presente invenzione,
- la figura 2 mostra uno schema a blocchi di un dispositivo 10 di neutralizzazione della proliferazione batterica in circuiti idraulici secondo una seconda forma di realizzazione della presente invenzione, in una prima forma esemplificativa di applicazione,
- la figura 3 mostra uno schema a blocchi del dispositivo 10 della figura 2, in una seconda forma esemplificativa di applicazione,
- la figura 4 mostra uno schema a blocchi del dispositivo 10 della figura 2, in una terza forma esemplificativa di applicazione, e
- la figura 5 mostra uno schema a blocchi del dispositivo 10 della figura 2, in una quarta forma esemplificativa di applicazione.
Facendo riferimento alle figure, il dispositivo di neutralizzazione della proliferazione batterica in circuiti idraulici secondo la presente invenzione si compone essenzialmente di tre componenti basilari, ai quali possono associarsi una serie di accessori a seconda delle applicazioni.
In particolare, con riferimento alla figura 1, il dispositivo di neutralizzazione della proliferazione batterica in circuiti idraulici secondo la presente invenzione, complessivamente indicato con il riferimento numerico 10, è costituito da un boiler 11, per la produzione di acqua calda alla temperatura di almeno 70 °C, uno scambiatore di calore 12, preferibilmente del tipo in controcorrente ad elevato rendimento, un organo di spinta 13 (opzionale a seconda delle caratteristiche idrauliche del circuito servito).
Per quanto attiene la produzione di acqua calda, si ipotizza a titolo esemplificativo l'utilizzo un boiler 11 dotato di resistenza elettrica, ma non si esclude, generalmente per le applicazioni più grandi, l'utilizzo di boiler con bruciatore alimentati a gas oppure boiler dotati di scambiatore con fluido primario caldo prodotto separatamente.
Per quanto concerne lo scambiatore di calore 12, in considerazione del fatto che è necessaria un'elevata efficienza di scambio, si ipotizza a titolo esemplificativo l'uso di uno scambiatore a piastre.
Relativamente all'organo di spinta 13, si presume a titolo esemplificativo l'utilizzo di un cireolatore plurivelocità oppure, nelle applicazioni più raffinate, di un cireolatore dotato di inverter.
Nello schema mostrato con riferimento alla figura 1 sono altresì evidenziati i flussi di mandata e ritorno verso il circuito da trattare e le temperature previste/ipotizzate in una generica applicazione che prevede un trattamento di shock termico antilegionella, di seguito definita. L'acqua proveniente dal circuito da trattare (generalmente trattasi della rete di ricircolo) è inviata ad un condotto 14 di ingresso allo scambiatore 12 in controcorrente (lato secondario). Il valore di temperatura ipotizzato dell'acqua in ingresso è di 40°C. L'acqua in uscita dallo scambiatore 12 attraverso un condotto 15 viene inviata al boiler 11. Siccome, come si vedrà in seguito l'ingresso sul lato primario dello scambiatore 12 è dato da fluido alla temperatura di 70°C, all'interno dello scambiatore 12 l'acqua proveniente dal circuito da trattare viene innalzata di temperatura fino ad un valore minimo di 65°C (ΔΤ = 65-40 = 25°C).
L'acqua in uscita dal circuito secondario, avente temperatura di 65°C, entra nel boiler 11, dove viene riscaldata ulteriormente fino alla temperatura di almeno 70°C (pari a 70°C nell'esempio raffigurato), con conseguente morte istantanea dei batteri della legionella .
L'acqua scaldata all'interno del boiler 11, dopo aver raggiunto e/o superato la temperatura di 70°C, attraverso il condotto 16 entra nel primario dello scambiatore 12, dove cede una quota parte del suo calore al fluido proveniente dal circuito da trattare. L'acqua in uscita dal primario dello scambiatore 12, attraverso il condotto 17, avrà una temperatura di 45°C circa e sarà immessa nuovamente nel circuito da trattare, dove completerà il suo percorso (ovvero serbatoio di accumulo e/o direttamente valvola miscelatrice a tre vie), prima di essere inviata nuovamente alle utenze.
L'effettiva funzionalità del dispositivo di neutralizzazione della proliferazione batterica in circuiti idraulici è stata verificata attraverso la realizzazione di un prototipo di test.
Dalle prove effettuate, nonché dai fondamentali di termoidraulica, si riportano nel seguito le seguenti considerazioni .
La scelta del tipo di scambiatore 12 determina il valore della temperatura dell'acqua che viene immessa nel circuito servito dopo il trattamento. Maggiore è l'efficienza dello scambiatore 12, minore sarà il ΔΤ fra l'acqua proveniente dal circuito servito e l'acqua immessa di nuovo nel circuito dopo il trattamento. Utilizzando scambiatori ad elevata efficienza presenti sul mercato è possibile ottenere anche ΔΤ inferiori a 5°C, mantenendo comunque dimensioni compatte dello scambiatore rispetto alla portata del fluido trattato.
Un buon sistema di regolazione automatica della temperatura di accumulo all'interno del boiler il contiene e/o elimina eventuali pendolamenti della temperatura dell'acqua in uscita dal dispositivo attraverso il condotto 17. Anche la capacità di accumulo del boiler il influisce sul contenimento dei modesti pendolamenti sopradetti riscontrati in sede di prova.
In un boiler il di piccola capacità, è preferibile un regime turbolento all'interno dello stesso al fine di avere certezza che tutta l'acqua subisce un innalzamento di temperatura fino ad un valore minimo di 70°C.
L'impegno energetico del dispositivo di neutralizzazione della proliferazione batterica in circuiti idraulici secondo la presente invenzione è assolutamente modesto, in quanto il boiler il opera con un ΔΤ estremamente contenuto (< 5°C).
In linea puramente teorica, l'energia che viene dispersa è relativa solo all'organo di spinta 13 (e per di più solo in parte), in quanto quella necessaria per il trattamento termico viene immessa in rete per via dell'innalzamento della temperatura del fluido.
Siccome il fluido, dopo il trattamento, viene immesso in rete ad un valore relativamente basso (circa 45°C), non c'è nessun rischio legato a possibili scottature da parte degli utenti finali.
Siccome il fluido viene immesso in rete a circa 45°C, a differenza dei sistemi tradizionali di trattamento, che prevedono la circolazione ad alta temperatura per un determinato periodo, ciò comporta l'effetto tecnico di evitare il notevole dispendio energetico lungo la rete di distribuzione primaria e di ricircolo tipico delle soluzione della tecnica nota.
Inoltre, non è più necessario prevedere regolatori termostatici in corrispondenza dei rubinetti e delle docce finalizzati a scongiurare il pericolo di scottature.
Un notevole vantaggio connesso all'utilizzo di un dispositivo di neutralizzazione della proliferazione batterica in circuiti idraulici secondo la presente invenzione è la possibilità di neutralizzare i batteri della legionella anche sui vecchi circuiti realizzati con tubazioni in acciaio zincato che, come noto, non possono "lavorare" a temperature superiori a 60°C.
Inoltre, con un semplice sistema di regolazione automatica, è possibile gestire e monitorare il trattamento di tutto il fluido in circolazione con utilizzatori chiusi (ad esempio in determinate ore notturne). Infatti, noto il valore della temperatura di ritorno dalla rete di ricircolo (ad esempio 40°C), ne consegue che tutta l'acqua in circolazione avrà subito il trattamento di shock termico quando il fluido perverrà in aspirazione al dispositivo di neutralizzazione della proliferazione batterica in circuiti idraulici secondo la presente invenzione ad un valore di temperatura pari a circa 45°C, ovvero corrispondente orientativamente al valore di esercizio maggiorato del ΔΤ dovuto al trattamento (40+5°C).
Facendo riferimento alla figura 2, per tale applicazione, il dispositivo 10 di neutralizzazione della proliferazione batterica in circuiti idraulici secondo la presente invenzione prevede un regolatore 18 che svolge la funzione sopradetta attraverso una sonda di temperatura 19 in ingresso, una sonda di temperatura 20 in uscita ed un eventuale comando 21 ad un rubinetto motorizzato a tre vie 22, disposto sul prelievo dell'acqua proveniente dal circuito di ricircolo 23 degli erogatori 24 di acqua calda sanitaria proveniente da un serbatoio di accumulo e riscaldamento 25, alimentato da un condotto di adduzione idrica 26 e riscaldato da un serpentino/scambiatore 27. La figura 2 mostra altresì un termoregolatore 28 per la mandata di acqua calda sanitaria alle utenze.
In considerazione del modesto impegno energetico del dispositivo rispetto alla quantità di fluido trattato, si può ragionevolmente pensare di tenerlo sempre in esercizio, fin tanto che la temperatura di ingresso al dispositivo 10 di neutralizzazione della proliferazione batterica in circuiti idraulici secondo la presente invenzione sia pari a 40+5=45°C.
In virtù delle modeste dimensioni di ingombro e di peso del dispositivo di neutralizzazione della proliferazione batterica in circuiti idraulici secondo la presente invenzione rispetto alla quantità di fluido trattato, sono possibili trattamenti antilegionella ed in generale antibatterici anche localizzati. A titolo di esempio, con riferimento alla figura 3, mediante un dispositivo 10 di neutralizzazione della proliferazione batterica in circuiti idraulici secondo la presente invenzione, dotato di un organo di spinta 13 costituito da un cireolatore plurivelocità e caratterizzato da un boiler il di tipo elettrico, è possibile effettuare dei trattamenti anche in corrispondenza di una coppia di erogatori 24 di acqua calda sanitaria, quali ad esempio i soffioni delle docce, escludendo gli altri erogatori dello stesso circuito, andando a realizzare un settore di circuito 29 da purificare come schematizzato in figura 3. Tale trattamento localizzato assume particolare rilievo laddove si siano sviluppati biofilm a causa di velocità molto basse dell'acqua all'interno degli erogatori. Si rammenta che i biofilm sono il terreno ideale per lo sviluppo della legionella.
Con riferimento alla figura 4, è inoltre possibile effettuare trattamenti di shock termico anche all'interno di serbatoi di accumulo e riscaldamento 25 laddove viene accumulata acqua a valori non superiori a 60°C. Un caso caratteristico per tale applicazione è dato dai sistemi di produzione ed accumulo acqua calda sanitaria del tipo a pompa di calore, dove notoriamente la temperatura di produzione/accumulo è di circa 50°C. In questo caso, il dispositivo 10 di neutralizzazione della proliferazione batterica in circuiti idraulici secondo la presente invenzione viene applicato direttamente al serbatoio 25, collegando il condotto 14 di ingresso allo scambiatore 12 al condotto di mandata di acqua calda sanitaria alle utenze del serbatoio 25 e 11 condotto 17 di uscita dal primario dello scambiatore 12 al condotto di ritorno del circuito di ricircolo 23 al serbatoio 25.
Infine, con riferimento alla figura 5, è inoltre possibile effettuare trattamenti di shock termico in corrispondenza dell'adduzione idrica che alimenta il circuito di acqua calda sanitaria. Questa applicazione consente di neutralizzare le cariche batteriche eventualmente presenti nell'acqua in ingresso al circuito idrosanitario. In questo caso, il dispositivo 10 di neutralizzazione della proliferazione batterica in circuiti idraulici secondo la presente invenzione viene applicato direttamente alla tubazione di adduzione idrica 26, collegando il condotto 14 di ingresso allo scambiatore 12 alla tubazione 26 prima che questa alimenti il circuito, ovvero il serbatoio 25 oppure il termoregolatore 28. Il condotto 17 di uscita dal primario dello scambiatore 12 sarà collegato sempre alla tubazione di adduzione idrica 26, a valle del punto al quale è collegato il condotto 14, previa installazione sul condotto 26 di una valvola di intercettazione fra il condotto 14 ed il condotto 17.
In generale, il dispositivo di neutralizzazione della proliferazione batterica in circuit i idraulici secondo la presente invenzione trova appiicazione in tutti quei circuiti dove è necessario fare prevenzione oppure disinfezione per mezzo di shock termico in quanto :
- è di facile installazione anche su impianti esistenti ;
- l'acqua immessa nel circuito dopo il trattamento ha valori di temperatura superiori solo di qualche grado rispetto al fluido in ingresso.
La presente invenzione è stata descritta a titolo illustrativo, ma non limitativo, secondo sue forme preferite di realizzazione, ma è da intendersi che variazioni e/o modifiche potranno essere apportate dagli esperti nel ramo senza per questo uscire dal relativo ambito di protezione, come definito dalle rivendicazioni allegate.

Claims (6)

  1. RIVENDICAZIONI 1) Dispositivo (10) di neutralizzazione della proliferazione batterica in un circuito idraulico, caratterizzato dal fatto che comprende mezzi di riscaldamento (11) dell'acqua da trattare, mezzi di scambio termico (12) tra l'acqua proveniente da detto circuito idraulico e diretta a detti mezzi di riscaldamento (11) da un lato e l'acqua proveniente da detti mezzi di riscaldamento (11) e diretta a detto circuito idraulico dall'altro, tali che la temperatura dell'acqua in uscita da detti mezzi di scambio termico (12) e diretta a detto circuito idraulico possa essere mantenuta inferiore ad un valore massimo di sicurezza d'uso e al contempo la temperatura dell'acqua in uscita da detti mezzi di riscaldamento (11) e in ingresso a detti mezzi di scambio termico (12) possa essere mantenuta superiore ad un valore minimo di sicurezza di neutralizzazione della proliferazione batterica.
  2. 2) Dispositivo (10) di neutralizzazione della proliferazione batterica in un circuito idraulico secondo la rivendicazione 1, caratterizzato dal fatto che detti mezzi di riscaldamento (11) dell'acqua da trattare sono costituiti da un boiler, alternativamente del tipo dotato di resistenza elettrica ovvero, per le applicazioni più grandi, del tipo a bruciatore alimentato a gas o del tipo dotato di scambiatore con fluido primario caldo prodotto separatamente.
  3. 3) Dispositivo (10) di neutralizzazione della proliferazione batterica in un circuito idraulico secondo la rivendicazione 1 o 2, caratterizzato dal fatto che detti mezzi di scambio termico (12) sono costituiti da uno scambiatore di calore (12) del tipo in controcorrente ad elevato rendimento, preferibilmente del tipo a piastre.
  4. 4) Dispositivo (10) di neutralizzazione della proliferazione batterica in un circuito idraulico secondo una qualsiasi delle rivendicazioni precedenti, caratterizzato dal fatto che comprende ulteriormente un organo di spinta (13) dell'acqua da trattare, preferibilmente un cireolatore plurivelocità oppure un cireolatore dotato di inverter.
  5. 5) Dispositivo (10) di neutralizzazione della proliferazione batterica in un circuito idraulico secondo una qualsiasi delle rivendicazioni precedenti, caratterizzato dal fatto che comprende ulteriormente un regolatore (18), provvisto di un rilevatore di temperatura (19) sul condotto di ingresso (14) e di un rilevatore di temperatura (20) sul condotto di uscita (17), che regola il funzionamento di detti mezzi di riscaldamento (11), di detti mezzi di scambio termico (12) e, quando presente, di detto organo di spinta (13).
  6. 6) Dispositivo (10) di neutralizzazione della proliferazione batterica in un circuito idraulico secondo la rivendicazione 5, caratterizzato dal fatto che detto regolatore (18) regola ulteriormente un rubinetto motorizzato a tre vie (22), disposto sul prelievo dell'acqua proveniente dal circuito da trattare.
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