ITRM20130127A1 - Dispositivo per estrarre e purificare analiti da una matrice. - Google Patents

Dispositivo per estrarre e purificare analiti da una matrice.

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ITRM20130127A1
ITRM20130127A1 IT000127A ITRM20130127A ITRM20130127A1 IT RM20130127 A1 ITRM20130127 A1 IT RM20130127A1 IT 000127 A IT000127 A IT 000127A IT RM20130127 A ITRM20130127 A IT RM20130127A IT RM20130127 A1 ITRM20130127 A1 IT RM20130127A1
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IT
Italy
Prior art keywords
extraction
pcb
chamber
vessel
container
Prior art date
Application number
IT000127A
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English (en)
Inventor
Salvatore Barreca
Casimiro Caruso
Santino Orecchio
Andrea Pace
Original Assignee
Univ Palermo
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Publication date
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    • BPERFORMING OPERATIONS; TRANSPORTING
    • B01PHYSICAL OR CHEMICAL PROCESSES OR APPARATUS IN GENERAL
    • B01DSEPARATION
    • B01D11/00Solvent extraction
    • B01D11/02Solvent extraction of solids
    • B01D11/0215Solid material in other stationary receptacles
    • B01D11/0219Fixed bed of solid material

Landscapes

  • Chemical & Material Sciences (AREA)
  • Chemical Kinetics & Catalysis (AREA)
  • Treatment Of Liquids With Adsorbents In General (AREA)

Description

“DISPOSITIVO PER ESTRARRE E PURIFICARE ANALITI
DA UNA MATRICEâ€
DESCRIZIONE
La presente descrizione riguarda un dispositivo atto alla simultanea estrazione e purificazione di analiti a partire da un matrice reale (alimentare, ambientale, ecc.).
Tale dispositivo comprende: un recipiente atto a contenere un solvente o una miscela di solventi necessari all’’estrazione; una camera di condensazione in continuità con detto recipiente mediante un primo condotto; una camera di estrazione in continuità con detta camera di condensazione; un condotto di ritorno tra detta camera di estrazione e detto recipiente. In particolare esso si caratterizza per il fatto che al recipiente à ̈ associato a un primo il sistema riscaldate e a una o più sorgenti di radiazioni UV-VIS.
STATO DELLA TECNICA ANTERIORE
L’estrazione di sostanze organiche da matrici reali quali, ad esempio, ambientali, alimentari, ecc. à ̈, oggi, effettuata in maniera routinaria nella pratica di laboratorio mediante l’utilizzo di tecniche note all’esperto del settore.
Il passaggio successivo all’estrazione consiste nella purificazione dell’analita dall’estratto organico mediante tecniche come, ad esempio, quelle cromatografiche (in colonna, su TLC, su carta, ecc.) o mediante estrazione liquido-liquido.
In particolare, le classiche procedure di purificazione cromatografica utilizzano fasi solide adsorbenti (Allumina, Silice, Florisil, ecc) e solventi organici (spesso anche di tipo clorurato) che, innanzitutto, prevedono un processo di condizionamento della fase stazionaria e una successiva, eluizione degli analiti o delle sostanze interferenti. A tal fine à ̈ necessario l’utilizzo di fasi stazionarie e mobili che comportano un grave rischio sia per l’operatore, che à ̈ costretto ad esposizioni acute a matrici contaminate e solventi tossici, sia per l’ambiente, in quanto la maggior parte dei solventi utilizzati si degradano molto lentamente e possono dar luogo a fenomeni di bio-accumulo negli organismi. In particolare, molti di tali solventi risultano pericolosi in quanto infiammabili, tossici ed in molti casi anche cancerogeni.
Ne consegue che, indubbiamente esistono delle problematiche derivanti dalle classiche metodiche di purificazione, problematiche ambientali, tossicologiche, ed anche economiche legate anche allo smaltimento delle sostanze utilizzare secondo prassi tecniche e legislative che comportano oneri non indifferenti.
In altri termini, dallo stato della tecnica nota emerge che, al fine di determinare/rivelare un dato analita o un insieme di analiti in una matrice complessa à ̈, innanzitutto necessario effettuare in maniera separata i processi di estrazione e purificazione e che tale modalità operativa si accompagna ad una serie di svantaggi e problematiche relative, ad esempio, all’utilizzo di sostanze tossiche.
E’ quindi molto sentita l’esigenza nello stato della tecnica di individuare metodologie/strumenti alternativi che consentano una estrazione e una purificazione degli analiti a partire da matrici complesse.
SOMMARIO DELL'INVENZIONE
La presente descrizione riguarda un dispositivo atto all’estrazione e alla purificazione contemporanea di analiti in matrici anche complesse quali, ad esempio, quelle ambientali o alimentari.
In particolare, l’innovazione alla base di tale dispositivo consiste nella possibilità concreta di effettuare simultaneamente l’estrazione e la purificazione della(e) sostanza(e) d’interesse presenti nel campione di partenza.
In particolare, dal punto di vista strutturale tale vantaggio à ̈ raggiunto associando al recipiente in cui à ̈ raccolto l’estratto, ottenuto mediante il passaggio di estrazione, una o più sorgenti di radiazioni UV-VIS. In una forma di realizzazione della presente invenzione, dette una o più sorgenti sono capaci di irradiare a lunghezze d’onda preferibilmente comprese tra i 600 e i 254 nm. In particolare, la selezione di tali lunghezze d’onda permette l’ossidazione di sostanze organiche interferenti presenti nella matrice e non alterare gli analiti che si intende rivelare.
In particolare l’irradiazione promuove, uno o più processi per la degradazione delle sostanze organiche interferenti quali, ad esempio:
(i) la foto-ossidazione delle sostanze organiche interferenti allo stato eccitato per assorbimento della radiazione emessa;
(ii) la foto-ossidazione dei composti organici interferenti per la diretta interazione tra i loro stati eccitati e l’ossigeno molecolare eventualmente insufflato nell’estratto organico;
(iii) la sensibilizzazione dell’ossigeno singoletto e la foto-ossidazione dei composti organici interferenti mediante meccanismo (Kautsky H. Kautsky, Trans. Farad. Soc.32 (1939) 216–219).
In altri termini quindi, mediante l’irradiazione dell’estratto à ̈ possibile promuovere reazioni di tipo fotochimico che consentono di indurre processi in grado di ossidare, totalmente o parzialmente, alcune sostanze organiche che interferiscono nelle successive procedure chimiche di analisi.
Come già accennato precedentemente, tali reazioni fotochimiche sono condotte contemporaneamente all’estrazione senza quindi la necessità di impiego di fasi solide adsorbenti e solventi organici aggiuntivi che, ad oggi, devono essere utilizzati se dall’estratto ottenuto, secondo metodiche note al tecnico del settore, si vuole successivamente purificare la(e) sostanza(e) di interesse dai diversi di contaminanti organici presenti.
L’utilizzo del dispositivo oggetto della presene invenzione consente quindi vantaggiosamente di ridurre i tempi di analisi, l’inquinamento ambientale derivante dal trattamento delle sostanze tossiche utilizzate durante le classiche procedure di purificazione e il rischio chimico nei confronti degli operatori associato all’utilizzo di fasi stazionari e solventi organici, ad esempio, come quelli utilizzati per le comuni tecniche di purificazione cromatografiche. In particolare, l’uso del dispositivo oggetto della presente descrizione permetterebbe di evitare l’ esposizione dell’ operatore a:
-soluzioni contaminate da microinquinanti organici,
-fasi stazionarie facilmente inalabili,
-solventi organici, anche di tipo clorurati, necessari per l’eluizione delle sostanze da rivelare nei campioni.
Inoltre, la possibilità di condurre in maniera contemporanea i processi di purificazione e di estrazione, eviterebbe la perdita di analita che di fatto di norma si osserva durante il trasferimento dell’estratto organico per i processi classici di purificazione (clean up).
Riassumendo, i benefici elencati si tradurrebbero nel miglioramento dell’accuratezza delle analisi, nell’abbattimento dei costi dell’analisi e nel miglioramento delle condizioni di lavoro degli operatori.
Forma pertanto un primo oggetto della presente domanda:
- un dispositivo atto all’estrazione e alla purificazione simultanea di uno o più analiti da una matrice organica, detto dispositivo comprendendo:
- un recipiente 1 atto a contenere almeno un solvente d’estrazione
- una camera di condensazione 3 in continuità con detto recipiente 1 mediante un primo condotto 12,
- una camera di estrazione 11 in continuità con detta camera di condensazione 3;
- un condotto 13 di ritorno tra detta camera di estrazione 11 e detto recipiente 1, caratterizzato dal fatto che detto recipiente 1 à ̈ associato ad un primo sistema riscaldate 6 e ad una o più sorgenti di radiazioni 9 UV-VIS.
Ulteriori vantaggi, così come le caratteristiche e le modalità di impiego della presente invenzione risulteranno evidenti dalla seguente descrizione dettagliata di alcune forme di realizzazione preferite, presentate a scopo meramente esemplificativo e non limitativo.
DESCRIZIONE DETTAGLIATA DELLE FIGURE
La figura 1 mostra schematicamente una forma di realizzazione del dispositivo secondo la presente invenzione comprendente un recipiente per contenere la miscela estraente 1, alloggiato su una piastra riscaldante 6; un adattatore 2 per sostenere il ditale; una camera di condensazione 3; una prima valvola 4 che permette di regolare il volume del solvente nella cella di estrazione, un sensore ottico mobile 5; una piastra riscaldante 7; una seconda valvola 8 per l’eventuale gorgogliamento di un gas; lampade UV-VIS 9.
Le figure 2A-B riportano rispettivamente grafici ottenuti mediante l’utilizzo di un tradizionale estrattore e dell’estrattore secondo la presente invenzione.
Nel seguito della descrizione, la presente invenzione sarà descritta con riferimento alle suindicate figure.
DESCRIZIONE DETTAGLIATA DELL'INVENZIONE
La presente invenzione fornisce un dispositivo atto all’estrazione e alla purificazione simultanea di uno o più analiti da una matrice, come ad esempio, matrici più o meno complesse come possono essere quelle alimentari, ambientali (genericamente indicare come matrici organiche).
Detto dispositivo comprende:
- un recipiente 1 atto a contenere un solvente o una miscela di solventi necessari all’estrazione degli analiti
- una camera di condensazione 3 in continuità con il recipiente 1 mediante un primo condotto 12,
- una camera di estrazione 11 in continuità con la camera di condensazione (3); - un condotto 13 di ritorno tra la camera di estrazione 11 e il recipiente 1, caratterizzato dal fatto che il recipiente 1 à ̈ associato ad un primo sistema riscaldate 6 e ad una o più sorgenti di radiazioni 9 UV-VIS.
L’elemento innovativo ed essenziale dell’estrattore purificatore, rispetto ai dispositivi di estrazione tradizionali, à ̈ rappresentato dalla presenza di sorgenti di radiazioni 9 UV-VIS associate al recipiente 1 che permettono la purificazione selettiva dell’estratto organico simultaneamente al suo accumulo, dopo estrazione, proprio nel recipiente 1. Tale caratteristica consente vantaggiosamente di diminuire, di fatto, il quantitativo di sostanze interferenti presenti nell’estratto ottenuto e che sono responsabili del ridotto limite di rivelabilità dell’analita(i).
In una forma di realizzazione dell’invenzione le una o più sorgenti 9 sono lampade UV-VIS. Tali lampade sono ben note nella loro struttura e costituzione al tecnico del settore pertanto non necessitano in questa sede di ulteriori approfondimenti.
L’irradiazione con una o più sorgenti UV-VIS permette, infatti, una fotopurificazione dell’estratto organico ottenuto, foto-purificazione che, può essere influenzata da parametri quali: lunghezza d’onda d’irradiazione; tempo di irradiazione; ma anche tipologia dell’ambiente di purificazione che può ad esempio essere variata mediante gorgogliamento di gas.
In una forma di realizzazione dell’invenzione, tale purificazione à ̈ ottenuta associando al recipiente 1una o più sorgenti che emettono radiazioni ad un lunghezza d’onda di circa preferibilmente compresa tra 254-360.
Preferibilmente i tempi d’irradiazione sono paragonabili a quelli necessari all’estrazione ad esempio compresi tra e 4 ore.
Il recipiente 1, potrà essere realizzata dal tecnico del settore in qualsiasi forma e materiale ritenuto idoneo ai fini della presente invenzione. Preferibilmente, tale recipiente può essere realizzato in vetro o quarzo. Oltre, alle sorgenti di radiazioni UV-VIS sopra citate, al recipiente 1 à ̈ associato anche un primo sistema riscaldante 6 che, preferibilmente comprende una piastra riscaldante. La piastra riscaldante che può essere, ad esempio, realizzata in ceramica o genericamente da un materiale che conduce calore, à ̈ atta al riscaldamento del solvente o della soluzione utilizzata per l’estrazione. Tale solvente o tale soluzione di estrazione saranno opportunamente scelti dal tecnico del settore senza sforzo alcuno di attività inventiva sulla base delle sostanza(e) che si vorranno estrarre dalla matrice di partenza. A titolo meramente esemplificativo e non limitativo, se le sostanze da estrarre sono bifenili policlorurati (PCB) la miscela di solventi d’estrazione da utilizzare può essere composta da esano e diclorometano, alternativamente solventi utili ai fini della presente invenzione sono esano, pentano, metanolo, ecc.
Il dispositivo oggetto della presente descrizione presenta tra le sue componenti una camera d’estrazione 11 che, preferibilmente comprende una prima porzione 11A e una seconda porzione 11B. In una forma di realizzazione della presente invenzione, la camera di estrazione comprende un ditale per estrazione, preferibilmente in cellulosa o microfibra di vetro. I ditali per estrazione sono ben noti al tecnico del settore e quindi non necessitano di ulteriori approfondimenti in questa sede. Inoltre, il dispositivo di estrazione e purificazione può ulteriormente comprendere mezzi di sostegno 2 per detto ditale come ad esempio, ma senza essere ad essi limitati, anello in vetro, teflon o altro materiale plastico resistente ai solventi utilizzati.
La camera di estrazione 11 può ulteriormente comprendere un secondo sistema riscaldate 7 ad essa associato che può comprende una piastra riscaldante che, può essere realizzata, ad esempio, in ceramica oppure può comprendere una resistenza elettrica posizionata attorno alla suddetta camera 11. La presenza del secondo sistema riscaldate 7 permette un aumento della solubilità delle sostanze organiche da estrarre riducendo i tempi dell’estrazione e dell’irradiazione.
In particolare, il dispositivo qui descritto consente l’estrazione e l’accumulo dell’estratto nel recipiente 1 secondo il seguente ciclo: riscaldamento del solvente d’estrazione (o miscela di estrazione) all’interno del recipiente 1 mediante il sistema riscaldante 6; evaporazione del solvente nella camera di condensazione 3 per mezzo di un primo condotto 12; condensazione del solvente e accumulo di questo nella camera di estrazione 11 grazie al fatto che la camera di estrazione 11à ̈ in continuità con la camera di condensazione 3. All’interno della camera di estrazione 11, dove à ̈ stata precedentemente posta la matrice di partenza dalla quale si vuole estrarre la(e) sostanza(e) d’interesse, à ̈ effettuato concretamente il passaggio di estrazione. Il solvente di estrazione comprendente la(e) sostanza(e) estratte à ̈ successivamente trasferito nuovamente nel recipiente 1 per mezzo di un condotto 13 di ritorno presente tra la camera di estrazione 11 e il recipiente 1.
Essendo il recipiente 1 associato ad una o a più sorgenti di radiazioni UV-VIS, la (e) sostanza(e) d’interesse sono immediatamente purificate.
Il ciclo si ripete in maniera continua, promuovendo il processo di purificazione fotochimica su tutto l’estratto che via via si arricchisce della(e) sostanza(e) d’interesse, In una forma di realizzazione il condotto 13 può essere associato alla seconda porzione 11B della camera di estrazione 11.
Inoltre, il dispositivo qui descritto può comprendere oltre alle componenti su indicate anche una prima valvola 4 atta a regolare il volume del solvente di estrazione (o della miscela di estrazione) della camera d’estrazione 11. In particolare, l’apertura o la chiusura di detta prima valvola 4 può essere, ad esempio, ottenuta mediante un sensore (5), preferibilmente un sensore di tipo ottico. In questa forma di realizzazione quando il solvente d’estrazione (o la miscela di estrazione) raggiunge il livello del sensore ottico, automaticamente si attiva il secondo sistema riscaldante 7 e contemporaneamente si apre per brevi periodi la valve 4 permettendo al solvente di ricadere nel recipiente 1 di raccolta ed essere irradiato per il processo di purificazione.
In questa modalità il campione à ̈ sempre immerso nel solvente bollente, ed il solvente che ricade nel recipiente di raccolta, contenente le sostanze organiche estratte, viene irradiato con un tempo di irradiazione minimo.
Alternativamente, la valvola 4 può essere mantenuta sempre aperta in modo tale che la miscela estraente che condensa e ricade sul campione non vi permane ma à ̈ convogliata continuamente verso il recipiente di raccolta. L’estratto organico che ricade quindi nel recipiente 1 à ̈ irradiato per promuovere reazioni di foto-degradazione nei confronti delle sostanze interferenti. In questo modo l’estratto arricchito poco alla volta da sostanze organiche à ̈ purificato in maniera ottimale.
In una forma di realizzazione della presente invenzione, il dispositivo comprende una seconda valvola (8) eventualmente atta a gorgogliare almeno un gas nel recipiente 1. Tale gas puo’ essere, inerte (es. Ar, N2, ecc), riducente (es. H2), ossidante (es. Aria, O2), CO2.
La presente invenzione à ̈ stata fin qui descritta con riferimento alle sue forme di realizzazione preferite. È da intendersi che possono esistere altre forme di realizzazione che afferiscono al medesimo nucleo inventivo, tutte rientranti nell’ambito di protezione delle rivendicazioni qui di seguito riportate.
ESEMPI/SEZIONE SPERIMENTALE
1. Classico protocollo analisi Pcb: sedimento
Pesare circa 5 g di campione in un ditale di cellulosa ed aggiungere 2 g di Na2SO4anidro granulare (in precedenza purificato mediante estrazioni con DCM e mantenuto in stufa a 100°C), Aggiungere 1 g di Ram e metallico e 250 µL di una soluzione cicloesanica di standard “surrogati†marcati (PCB 52L; PCB 101L; PCB 138L; PCB 178L) alla concentrazione di 50 ppb ciascuno ed omogeneizzare.
Lasciare equilibrare il campione per circa 60 minuti.
Porre il ditale col campione nell’ estrattore, con una miscela 1/1 v:v DCM/n-Esano (solventi per HPLC, Fluka). Impostare l’estrattore in modalità warm per circa 3 ore (30 cicli estrattivi regolando le temperatura delle piastre inferiore e superiore a valori di temperature secondo la miscela estraente o il sovente di estrazione Ridurre l’estratto organico a piccolo volume mediante evaporatore rotante alla temperatura di 38°C ed una pressione di 200 mm Hg.
Purificare il campione concentrato mediante passaggio su colonna di Florisil (60-200 mesh). Riempire una colonna cromatografica con 20 cm di Florisil (precedentemente attivato in stufa mantenendolo alla temperatura di 130°C per 16 ore) e 2 cm di Na2SO4anidro.
Condizionare il Florisil eluendo con 100 mL di n-esano.
Trasferire il campione concentrato in testa alla colonna ed effettuare l’eluizione utilizzando come fase mobile 100 mL di una miscela di n-sano/DCM 95/5 v:v, regolando la portata a circa 4 mL/minuto.
Ridurre nuovamente l’eluato organico a piccolo volume mediante evaporatore rotante. Trasferire l’estratto in vials e ridurre completamente a secco mediante debole corrente d’azoto.
Riprendere il residuo organico con 250 µL di una soluzione cicloesanica di standard “interni†marcati (PCB 81L; PCB 77L; PCB 118L; PCB 114L; PCB 126L; PCB 157L; PCB 189L) alla concentrazione di 50ppb ciascuno.
Analizzare il campione mediante GC-MS.
2. Cromatogramma (massa 256 u.m.a.) di un estratto organico ottenuto mediante estrattore di Soxhlet (2a)
Pesare circa 5 g di campione in un ditale di cellulosa ed aggiungere 2 g di Na2SO4anidro granulare (in precedenza purificato mediante estrazioni con DCM e mantenuto in stufa a 100°C), aggiungere 1 g di Rame metallico e 250 µL di una soluzione cicloesanica di standard “surrogati†marcati (PCB 52L; PCB 101L; PCB 138L; PCB 178L) alla concentrazione di 50 ppb ciascuno ed omogeneizzare.
Lasciare equilibrare il campione per circa 60 minuti.
Porre il ditale col campione nell’estrattore, con una miscela 1/1 v:v DCM/n-Esano (solventi per HPLC, Fluka). Impostare l’estrattore in modalità Warm per circa 3 ore (30 cicli estrattivi regolando le temperatura delle piastre inferiore e superiore a valori di temperature secondo la miscela estraente o il sovente di estrazione ridurre l’estratto organico a piccolo volume mediante evaporatore rotante alla temperatura di 38°C ed una pressione di 200 mm Hg.
Trasferire l’estratto in vials e ridurre completamente a secco mediante debole corrente d’azoto.
Riprendere il residuo organico con 250 µL di una soluzione cicloesanica di standard “interni†marcati (PCB 81L; PCB 77L; PCB 118L; PCB 114L; PCB 126L; PCB 157L; PCB 189L) alla concentrazione di 50ppb ciascuno.
Analizzare il campione mediante GC-MS.
3. Cromatogramma (massa 256 u.m.a.) di un estratto organico ottenuto mediante Estrattore di Soxhlet accoppiato con lampade Uv-Vis 2b Pesare circa 5 g di campione in un ditale di cellulosa ed aggiungere 2 g di Na2SO4anidro granulare (in precedenza lavaggi purificato mediante estrazione con DCM e mantenuto in stufa a 100°C), aggiungere 1 g di rame metallico e 250 µL di una soluzione cicloesanica di standard “surrogati†marcati (PCB 52L; PCB 101L; PCB 138L; PCB 178L) alla concentrazione di 50 ppb ciascuno ed omogeneizzare.
Lasciare equilibrare il campione per circa 60 minuti.
Porre il ditale col campione nell’ estrattore dotato di lampade UV-VIS, con una miscela 1/1 v:v DCM/n-Esano (solventi per HPLC, Fluka). Impostare l’estrattore in modalità Warm per circa 3 ore (30 cicli estrattivi regolando le temperatura delle piastre inferiore e superiore a valori di temperature secondo la miscela estraente o il sovente di estrazione Ridurre l’estratto organico a piccolo volume mediante evaporatore rotante alla temperatura di 38°C ed una pressione di 200 mm Hg.
Trasferire in vials e ridurre completamente a secco mediante debole corrente d’azoto. Riprendere il residuo organico con 250 µL di una soluzione cicloesanica di standard “interni†marcati (PCB 81L; PCB 77L; PCB 118L; PCB 114L; PCB 126L; PCB 157L; PCB 189L) alla concentrazione di 50ppb ciascuno.
Analizzare il campione mediante GC-MS.

Claims (13)

  1. RIVENDICAZIONI 1.Dispositivo atto all’estrazione e alla purificazione simultanea di uno o più analiti da una matrice, detto dispositivo comprendendo: - un recipiente (1) atto a contenere almeno un solvente d’estrazione - una camera di condensazione (3) in continuità con detto recipiente (1) mediante un primo condotto (12), - una camera di estrazione (11) in continuità con detta camera di condensazione (3); - un condotto (13) di ritorno tra detta camera di estrazione (11) e detto recipiente (1), caratterizzato dal fatto che detto recipiente (1) à ̈ associato ad un primo sistema riscaldate (6) e ad una o più sorgenti di radiazioni 9 UV-VIS.
  2. 2. Dispositivo secondo la rivendicazione 1, in cui detta una o più sorgenti 9 emettono radiazioni ad un lunghezza d’onda compresa tra 254 nm e 360 nm.
  3. 3. Dispositivo secondo la rivendicazione 1 o 2, in cui detto primo sistema riscaldante (6) comprende una piastra riscaldante, preferibilmente, in ceramica.
  4. 4. Dispositivo secondo una qualsiasi delle rivendicazioni da 1 a 3, in cui detta camera di estrazione comprende una prima porzione (11A) e una seconda porzione (11B).
  5. 5. Dispositivo secondo la rivendicazione 4, in cui detta prima porzione (11A) comprende un ditale di filtrazione.
  6. 6. Dispositivo secondo la rivendicazione 5, ulteriormente comprende mezzi di sostegno (2) per detto ditale.
  7. 7. Dispositivo secondo la rivendicazione 4 o 5, in cui detto condotto (13) Ã ̈ associato a detta seconda porzione (11B).
  8. 8. Dispositivo secondo una qualsiasi delle rivendicazioni da 1 a 7, ulteriormente comprendente un secondo sistema riscaldate (7) associato a detta camera di estrazione (11).
  9. 9. Dispositivo secondo la rivendicazione 8, in cui detto secondo sistema riscaldante (7) comprende una piastra riscaldante, preferibilmente in ceramica.
  10. 10. Dispositivo secondo una qualsiasi delle rivendicazioni da 1 a 9, ulteriormente comprendente una prima valvola (4) atta a regolare il volume di detto almeno un solvente di estrazione della camera d’estrazione (11).
  11. 11. Dispositivo secondo la rivendicazione 10, ulteriormente comprendete un sensore (5) atto a regolare l’apertura o la chiusura di detta prima valvola (4).
  12. 12. Dispositivo secondo la rivendicazione 11, in cui detto sensore (5) comprende un sensore ottico.
  13. 13. Dispositivo secondo una qualsiasi delle rivendicazioni da 1 a 12, ulteriormente comprendente una seconda valvola (8) atta a gorgogliare gas nel recipiente 1.
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