ITRM930657A1 - Giunto stradale. - Google Patents

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ITRM930657A1
ITRM930657A1 IT000657A ITRM930657A ITRM930657A1 IT RM930657 A1 ITRM930657 A1 IT RM930657A1 IT 000657 A IT000657 A IT 000657A IT RM930657 A ITRM930657 A IT RM930657A IT RM930657 A1 ITRM930657 A1 IT RM930657A1
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IT
Italy
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viaducts
bridges
particularly suitable
expansion joint
joint particularly
Prior art date
Application number
IT000657A
Other languages
English (en)
Inventor
Daniele Scalfati
Original Assignee
T I S Tecniche Idraulico Stradali S P A
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  • Transition And Organic Metals Composition Catalysts For Addition Polymerization (AREA)
  • Road Repair (AREA)
  • Polyesters Or Polycarbonates (AREA)
  • Road Paving Structures (AREA)

Description

GIUNTO STRADALE PER PONTI E VIADOTTI
DESCRIZIONE
Il presente trovato si colloca tra i dispositivi finalizzati alla continuit? funzionale delle strutture, in particolare dei ponti e dei viadotti. Esso consente di poter superare quei varchi che solitamente si presentano in corrispondenza dei distacchi tra strutture attique, ma non continue, l? ove va prevista la possibilit? di spostamenti relativi per ragioni termiche e/o sismiche. senza che tra le stesse si attivino coazioni sanificati ve.
L'attuale tecnologia prevede l'impiego di apparecchi ature assai varie. caratterizzate il pi? delle volte dalla combinazione di elementi portanti scorrevoli ed elementi elastici deformabili posti in serie, in modo tale che risulti comunque garantita la continuit? del piano viario. Altre tecnoloqie prevedono l'impieqo di elementi non deformabili scorrevoli qli uni rispetto agli altri con l'identico scopo sopra menzionato.
Tali tecnoloqie sono spesso caratteri zzate da notevoli inqombri sia verticali, per cui si pu? avere interferenza con la struttura portante, richiedendone auindi un adattamente "ad hoc"; sia in pianta.
I fattori di cui sopra concorrono in modo siqnificati vo alla onerosit? dei dispositivi, in modo diretto, per il costo assoluto deqll stessi e, 1n modo indiretto, per qli oneri di adattamento strutturale e di manutenzione che possono risultare assai consistenti. Inoltre ? spesso trascurato l'incidenza del costo rapportato alla durata dei dispositivi stessi.
Il presente trovato si propone come soluzione estremamente vantaggiosa in quanto, in via generale:
- ottimizza gli ingombri in pianta arrivando a dimezzare, rispetto ai giunti tradizionali, la dimensione secondo l'asse viario, con evidenti risparmi economici ;
e, nella particolare versione presentata, inoltre:
- elimina, in virt? del ridotto ingombro verticale, le interferenze strutturali, potendo essere collocato nello spessore solitamente previsto per la pavimentazione;
- riduce drasticamente le operazioni per la manutenzione, data la configurazione della struttura che ne garantisce l auto-pul izi a in esercizio e per la semplicit? delle azioni richieste per eventuali smontaggi e manutenzioni straordinarie;
- la originale geometria degli elementi che compongono il giunto consente la possibilit? di poter raddoppiare la vita dello stesso in virt? della' perfetta simmetria, geometrica e funzionale, della parte deformabile tra la faccia superiore e quella di intradosso, cosicch? si manifesta la possibilit?, una volta usurata una faccia, di poter rovesciare il giunto sottosopra per riaverlo a disposizione nuovo;
- la sua struttura modulare, nonch? la particolare articolazione degli elementi, conferiscono l'importante caratteristica di ampia deformabl liti trasversale oramai sempre pi? richiesta nei viadotti protetti sismicamente; nonch? la perfetta adattabilit? anche a disposizioni della, linea d'asse del varco differenti da quella retta ed ortogonale all'asse viario, come spesso accade nei giunti obliqui;
- la particolare geometria della parte deformabile, insieme al criterio di assemblaggio degli elementi, garantiscono un alto livello di comfort alla percorrenza, realizzando urtpiano di scorrimento funzionalmente continuo sia in lunghezza che in larghezza;
la particolare geometria e struttura del giunto , oltre la gi? citata modularit? trasversale, consentono anche una ampia modularit? longitudinale, e quindi l'ottimizzazione del giunto alle esigenze contingenti con evidente economia generale del sistema;
- gli stessi aspetti appena citati garantiscono al giunto caratteristiche intrinseche di notevole stabilit? in quanto sono scongiurati, per auto compensazione geometrico-strutturale, fenomeni di ingobbamento spesso frequenti in particolare quando il giunto si presenta tutto chiuso.
Il suo comportamento ? caratterizzato dalla collaborazione in parallelo di un elemento deformabile (nella versione presentata cavo), con cui si realizza il piano carrabile, con un corpo metallico (che nella versione presentata fa da anima) delegato ad assolvere il ruolo di elemento portante del giunto. Opportuni profili di ancoraggio alla struttura bloccano gli estremi della parte deformabile, consentendo la Ubera escursione dell'anima metallica. Gli stessi profili inoltre possono essere provvisti di opportuni risalti esterni per poter realizzare il collegamento ad una eventuale piastra ponte nel caso in cui si vogliano comporre in serie pi? elementi deformabili.
A magqior definizione del dispositivo sono proposte le figure in allegato dove, nella configurazione preferita, ma non univoca, sono rappresentate, assieme a tutti gli elementi costituenti principali:
- in fig. 1, la vista assonometrica scomposta del giunto semplice;
- in fig. 2, la vista assonometrica scomposta del giunto con piastra ponte;
- in fig. 3, il cinematismo del giunto nelle possibili configurazioni d? esercizio (tutto aperta, posizione intermedia, tutto chiuso);
- in fig. 4, gli elementi di vincolo alla struttura in dettaglio in una loro possibile configurazione;
- in fig. 5, la vista assonometrica dee corpo deformabile in una sua possibile confi gurazione;
- in fig. 6, il corpo metallico di anima.
Pi? in dettaglio il trovato pu? descriversi come segue:
- un elemento deformabile 7(7. a) avente la funzione di garantire la continuit? del piano viario e di trasmettere il carico transitante all'elemento portante interno; esso sar? convenientemente in gomma o in qualsiasi materiale naturale o artificiale dalle simili caratteristiche meccaniche; una possibile configurazione geometrica ? quella pi? in dettaglio rappresentata nella fig. 5, con una cavit? 7.1 passante secondo l'asse longitudinale, in modo tale da poter ospitare un elemento metallico 6, cui delegare la capacit? portante per il superamento del varco strutturale, cos? come mostrato in fig.l; la cavit? pu? anche non essere posizionata in asse all'elemento 7, sia verticalmente, che orizzontalmente; ? solo necessario che siano garantiti adeguati spessori 7.2 e 7.3; ? comunque vantaggioso che la stessa cavit? sia collocata nel piano orizzontale intermedio a 7 per consentire la ri baltabi 1 ita del pezzo, utile a formare la scacchiera del piano cos? come rappresentato in figg. 1 e 2 dagli elementi 7 e 7. a e ci? utilizzando un solo modulo base;
inoltre, sempre nel caso di cavit? posta con asse nel piano orizzontale intermedio, l'accoppiamento trasversale in posizione alterna 7 e 7.a degli elementi deformabili consente di ottenere due superfici esterne identiche, da cui il raddoppio della vita del piano carrabile conseguente alla possibilit? di utilizzo di entrambe le superfici;
sul piano orizzontale, la cavit? pu? essere in asse ovvero in qualsiasi altra posizione, ad esempio tutta sbilanciata da una parte, ovvero suddivisa e spostata verso le facce esterne in modo da ricostituirsi per affiancamento di due elementi attigui;
come illustrato nelle figg. 5.1, 5.2, 5.3, la successiva eliminazione di una coppia di elementi obliqui 7.4 consente l'ottimizzazione del corpo 7 (7.a) alle escursioni richieste;
gli elementi obliqui 7.4 centrali portano i fari 7.5 necessari a garantire che il corpo 6 rimanga sempre in una posizione centrata durante i movimenti del giunto, tramite l'escursione controllata consentita dalle asole 6.1 (fig.6); i risalti esterni 7.6 assieme alle gole 7.7 rappresentano una possibile configurazione per l'aggancio ai corpi di vincolo 1 e 5 evidenziati in fig.4, rispettivamente nelle posizioni 5.1/1.1 e 5.2/1.2;
- i corpi metallici 5 ed 1, nella possibile, ma non univoca configurazione presentata in fig.4.1 e 4.2, insieme vincolano gli elementi 7(7.a) realizzando il volume di sfogo del corpo 6 quando il giunto si chiude (fig.3.3); essi possono prevedersi convenientemente scollegati, cosi come proposto in modo da rendere pi? agevoli le fasi di montaggio e smontaggio; la particolare geometria ed il sistema di collegamento tramite il tirafondo 2, la boccola distanziatrice filettata 3, la vite di serraggio 4, 1'estremo 5.4 che si colloca nella cavit? 1.4, rappresentano solo una possibile, e quindi non univoca, articolazione del sistema di vincola ed ancoraggio alla struttura;
i corpi 1 e 5 inoltre possono essere pensati in modo da prevedere opportuni profili di prolungamento, tipo quelli proposti con 1.3 e 5.3, utili all'attacca dell'eventuale piastra ponte, in modo da poter utilizzare la stessa tecnologia di giunto per realizzare dispositivi con elementi posti in serie, cos? come rappresentato nella fig.2;
- la raccolta dell'acqua percolante dal piano viario in corrispondenza del varco pu? essere affidata ad una scossalina 9 in materiale plastico o parimenti deformabile;
- per consentire un migliore scorrimento delle parti rispetta alla struttura, ad evitare fenomeni di usura, pu? essere inoltre previsto un piano 11, ad esempio in lamierino INOX nel caso del giunto semplice di fig.l; oppure ad esempio in lastra di gomma, nel caso di giunto composto come in fig.2.
Bench? l'invenzione sia stata illustrata solamente in base ad una versione preferita, ? evidente che nel suo ambito rientrano anche tutti gli equivalenti strutturali degli elementi illustrati, per cui l'elemento deformabile e l'elemento portante lavorano in parallelo. A puro titolo di esempio alternativo, ma strutturalmente equivalente, vale l'ipotesi di non necessaria compenetrazione tra elemento deformabile ed elemento portante. Infatti un qualsiasi elemento deformabile, in grado di dare continuit? al piano viario, privo di cavit? longitudinali, trasversalmente continuo o no, pu? essere semplicemente poggiato sull'elemento portante, a sua volta continuo (piastra) o no, fatte salve le dovute modifiche ai particolari di vincolo.

Claims (1)

  1. RIVENDICAZIONI 1. Giunto di dilatazione particolarmente adatto per ponti e viadotti, caratterizzata dal presentare il piano di percorrenza deformabile elasticamente, posto in parallelo all'elemento portante di sovrappasso del varco e quindi direttamente sostenuto da questo e scorrevole rispetto a questo; 2. Giunto di dilatazione particolarmente adatto per ponti e viadotti, secondo la rivendicazione 1, in cui il vincolo del giunto alla struttura avviene per impiego di un sistema in grado di bloccare gli estremi del corpo deformabile e contemporaneamente di consentire il libero movimento longitudinale dell'elemento portante metallico; 3. Giunto di dilatazione particolarmente adatto per ponti e viadotti, secondo la rivendicazione 1, caratterizzato dal presentare il piano di percorrenza a scacchiera con riquadri di gomma di dimensioni tali per cui l'appoggio al pneumatico in transito si alterna orizzonta1mente secondo i riquadri stessi; 4. Giunto di dilatazione particolarmente adatto per ponti e viadotti, secondo la rivendicazione 3, in cui il plano deformabile ? realizzato per affiancamento trasversale, rispetto all'asse viario, di moduli base; 5. Giunto di dilatazione particolarmente adatto per ponti e viadotti, secondo la rivendicazione 4, in cui il modulo base ? realizzata da un elemento deformabile tubolare, con un'anima metallica scorrevole all'interno; 6. Giunto di dilatazione particolarmente adatto per ponti e viadotti, secondo la rivendicazione 4, in cui il modulo base, di larghezza pari a quella di un riquadra, ? di geometria tale da potersi impiegare in posizione "dritta ed inversa", cos? da realizzare per affiancamento la disposizione dei riquadri del piano di transito a scacchiera; 7. Giunto di dilatazione particolarmente adatto per ponti e viadotti, secondo la rivendicazione 4, in cui il modulo base ? a sua volta geometricamente modulare nel suo sviluppo longitudinale, per cui ? possibile 1<1 >ottimizzazione dimensionale in funzione delle prestazioni richieste; 8. Giunto di dilatazione particolarmente adatto per ponti e viadotti, secondo la rivendicazione 1, in cui l'elemento portante ? posto al di sotto del piano di percorrenza deformabile elasticamente; 9. Giunto rii dilatazione particolarmente adatto per ponti e viadotti, secondo la rivendicazione 8, in cui la funzione portante ? realizzata per affiancamento trasversale di elementi metallici di adeguata resistenza tra loro sconnessi; 10. Giunto di dilatazione particolarmente adatto per ponti e viadotti, secando la rivendicazione 8, in cui la funzione portante ? realizzata mediante l'impiego di una piastra metallica continua di adeguata resistenza; 11. Giunto di dilatazione particolarmente adatta per ponti e viadotti, secondo la rivendicazione 1, in grado di poter moltiplicare le escursioni ricorrendo alla composizione in serie di pi? elementi deformabili, direttamente appoggiati alla struttura, con una piastra ponte collocata in corri spondenza del varco.
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