ITRM940221A1 - Procedimento per il trattamento superficiale di cilindri di apertura per la filatura ad estremita' aperta. - Google Patents

Procedimento per il trattamento superficiale di cilindri di apertura per la filatura ad estremita' aperta. Download PDF

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ITRM940221A1
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Jorg Lukschandel
Rudolf Patzon
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Kempten Elektroschmelz Gmbh
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Description

DESCRIZIONE dell'invenzione industriale dal titolo: "PROCEDIMENTO PER IL TRATTAMENTO SUPERFICIALE DI CILINDRI DI APERTURA PER LA FILATURA AD ESTREMITÀ' APERTA"
DESCRIZIONE
La invenzione riguarda un procedimento per il trattamento superficiale di cilindri di apertura per la filatura ad estremità aperta.
La filatura ad estremità aperta (filatura OE) è il procedimento di produzione attualmente più economico per filati da fibre corte. I componenti più essenziali della filatura OE sono il cilindro di apertura ed il rotore di filatura. Per mezzo del cilindro di apertura, da un nastro di alimentazione simile ad ovatta vengono estratte soltanto le fibre dello spessore di solo pochi micrometri, liberate dai residui di impurezze e alimentate attraverso un canale di adduzione nel rotore di filatura, dove esse vengono attorcigliate per formare il filato finito. La straordinaria funzione del cilindro di apertura esercita una influenza decisiva sulla stabilità del processo di filatura e sulla qualità del filato prodotto.
Una forma di esecuzione di esecuzione molto diffusa di cilindri di apertura è costituita da un corpo di base anulare di alluminio oppure acciaio, il quale presenta sulla sua circonferenza una scanalatura a forma di spirale, nella quale è introdotto un nastro di acciaio munito di denti sottili, la guarnitura di filo metallico, ed è fissato per cianfrinatura. La figura 1 mostra un anello di cilindro di apertura parzialmente sezionato, con un corpo di base 1 applicato in alluminio e con il filo metallico 2 di guarnitura riportato a forma di spirale.
Esempi di cilindri di apertura e di nastri o rispettivamente fili metallici dentati si trovano tra l'altro in US-A-2 .937 .413, 4.233.711, 2.731.676, 4.435.953 e 3.833.968. La preparazione dei nastri dentati ("guarniture") ha luogo usualmente per laminatura di un filo metallico in primo luogo rotondo nella caratteristica forma in sezione e successiva tranciatura dei denti dalla parte piatta di questo nastro profilato. Un tale filo metallico di guarnitura è rappresentato nella figura 2a in sezione e nella figura 2b in vista laterale in sezione. Secondo i casi viene effettuata una successiva lavorazione meccanica dei fianchi dei denti mediante rettifica. Questo è descritto ad esempio nell'US-A-4.233.711.
Il filo metallico di guarnitura ottenuto secondo questi passaggi di preparazione, viene indicato anche come filo metallico non lavorato. Gli spigoli dei denti del filo metallico non lavorato sono affilati ed in parte molto ruvidi. Cilindri di apertura con un filo metallico di guarnitura in questa condizione hanno un comportamento alla filatura completamente inaccettabile: le fibre sottili vengono distrutte oppure formano ammassamenti sulle asperità dei denti, che di tanto in tanto si sciolgono e provocano ingrossamenti nel filato prodotto.
E' perciò stato della tecnica di sottoporre fili metallici di guarnitura per cilindri di apertura, prima dell'applicazione sul corpo di base, ad un procedimento di lavorazione elettrolitico oppure chimico. Mediante questa lavorazione gli spigoli affilati vengono arrotondati e la bontà superficiale in generale migliorata. A questo punto il filo metallico non lavorato viene di seguito, in diversi bagni che lavorano elettrochimicamente e, oppure chimicamente, sgrassato, disincrostato, pulito e sbavato. Tra gli effettivi passaggi di procedimento si deve sciacquare intensamente, così che l'intero trattamento diventa lungo e costoso.
Lo stato superficiale dei denti, che risulta da questo trattamento, viene indicato come "finitura ad ago". Essa vale come irrinunciabile per una funzione eccellente del cilindro di apertura con guarnitura di filo metallico. Una indicazione su questa "finitura ad ago" si trova ad esempio nell'US-A-5.006.367, colonna 2, righe 9-10.
Inoltre appartiene allo stato della tecnica il fatto di proteggere i denti dalla usura mediante provvedimenti tecnici sulla superficie secondo un programma e con ciò di allungare la durata di utilizzo dei cilindri di apertura. In tal caso si è dimostrato come particolarmente efficace la applicazione sul cilindro di apertura guarnito con filo metallico, munito di finitura ad ago, di uno strato di dispersione da nichel separato autocataliticamente con particelle di diamante inserite. Questo è tra l'altro descritto in Metalloberf làche 1984, fascicolo 4, pagina 139 oppure Textile Month, maggio 1981. I cilindri di apertura muniti di rivestimento con nichel-diamante di tale tipo raggiungono durate, che superano 5 fino a 10 volte quella dei cilindri non rivestiti.
Analogamente, come il trattamento di sbavatura e di arrotondamento del filo metallico non lavorato sopra descritto, un rivestimento con nicheldiamante richiestente un trattamento dispendioso in molte fasi in bagni ad immersione, così che è desiderabile riunire in maniera economica ambedue i procedimenti. Una riunione di tale tipo ha notevoli vantaggi:
a) nel caso della produzione di cilindri di apertura, mediante l'impiego del filo metallico non lavorato non sbavato, sostanzialmente più a buon mercato può venire raggiunto un notevole risparmio di costi. La vera e propria sbavatura nel caso del rivestimento con nichel-diamante comunque effettuato è da introdurre soltanto come aggiuntivo passaggio di trattamento preliminare e perciò provoca maggiorazione di costi solo non sostanziale.
b) Per la esatta disposizione geometrica del filo metallico sul corpo del cilindro, il processo di sbavatura si svolge più definito e più riproducibile che nel caso dei fasci finora usuali oppure nel procedimento in continuo, così che si origina meno scarto per difetti superficiali.
Gli sforzi degli specialisti finora effettuati hanno confermato anche la possibilità in linea di principio di una combinazione dei procedimenti di tale tipo. Non si è riusciti però a preparare nella necessaria scala di serie un prodotto dotato di garanzia. Ciò si trova su una particolarità, condizionata dalla fabbricazione, di cilindri di apertura guarniti con filo metallico, che porta a successivi danneggiamento con tempo di latenza molto lungo.
Per poter introdurre il filo metallico di guarnitura nella scanalatura a forma di spirale nel corpo di cilindro, questa deve essere un pò più larga del fondo del filo. Aggiuntivamente, mediante oscillazioni nella laminazione del filo metallico o rispettivamente per consumo degli utensili nella esecuzione di gole per le scanalature, risultano differenze di massa, che portano a cavità differentemente grandi tra il filo metallico e la parete della scanalatura del corpo di base. Si è dimostrato come tecnicamente impossibile eliminare o rispettivamente chiudere a tenuta completamente questa cavità nella fabbricazione di serie con il procedimento di cianfrinatura eseguito per il fissaggio del filo metallico al corpo del cilindro.
Se un cilindro di apertura guarnito con filo metallico viene immerso in un bagno di sbavatura, il liquido di bagno aggressivo penetra anche nelle cavità sopra menzionate e attacca le superfici metalliche. Questo in primo luogo non è disturbante e viene coperto di regola per mezzo del rivestimento con nichel-diamante successivamente applicato. Poiché per il raggiungimento di una massima stabilità all'usura, dopo il rivestimento viene effettuato un trattamento termico a 250 fino a 350°C, i residui di liquido evaporano nelle cavità anche completamente, rimangono indietro sali secchi. I cilindri di apertura sbavati e rivestiti successivamente in un unico processo di trattamento, appaiono immediatamente dopo il trattamento superficiale esenti da difetti.
Se tali cilindri pervengono però per qualche tempo in contatto con umidità dell'aria più elevata, i sali secchi riacquistano la loro attività chimica e avviano nuovamente i processi di corrosione interrotti. Nelle filature, dove vengono impiegati cilindri di apertura secondo le norme, l'umidità dell'aria viene persino aumentata artificialmente per evitare le cariche elettriche, così che prima o poi per una gran parte dei cilindri si impostano processi di corrosione in un ordine di grandezza non accettabile.
Per gli utilizzatori finali dei rulli di apertura, è accettabile al massimo una aliquota inferiore a 10% di rulli di apertura con singole posizione di ruggine.
Delle leghe di alluminio è noto che esse vengono attaccate sia da agenti alcalini come anche da agenti acidi e che procedimenti di corrosione una volta iniziati nell'esercizio possono a malapena venire arrestati. Nel caso di cilindri di apertura con corpi di base fabbricati da tali leghi si perviene ad efflorescenze di prodotti di corrosione, che portano al distacco di strati superficiali anche ben aderenti e stabili.
Corpi di base per cilindri fabbricati da materiali ferrosi sono complessivamente inclini a ruggine, così che è necessaria usualmente una protezione da corrosione da tutti i dati di un cilindro di apertura fabbricato completamente di acciaio. La successiva formazione di ruggine corrispondentemente al meccanismo sopra illustrato porta a danneggiamenti simili come la corrosione di alluminio ed è per ciò altrettanto non consentita.
E' stato già tentato di riempire completamente la cavità inevitabile tra il corpo di base e la guarnitura mediante introduzione secondo un programma di una massa plastica contemporaneamente con il filo metallico. Questo portava nuovamente, a seconda della composizione della massa, ad inconvenienti non consentiti nel trattamento chimico per la preparazione della finitura ad ago oppure nell'indurimento successivo dello strato di dispersione di nichel-diamante.
Era quindi finora impossibile effettuare il trattamento di sbavatura di fili metallici di guarnitura per cilindri di apertura dopo il montaggio dei fili metallici sul corpo di base in modo da ridurre la successiva comparsa di fenomeni di corrosione nella fessura tra il corpo di base e il filo metallico ad una misura accettabile dell 'utilizzatore , e da applicare su questi cilindri di apertura uno strato di protezione da usura, ad esempio uno strato di dispersione di nichel-diamante in un unico processo di trattamento a più stadi direttamente in successione alla sbavatura.
Alla base dell'invenzione stava il compito di approntare un procedimento per il trattamento superficiale e il rivestimento resistente all'usura di cilindri di apertura per la filatura ad estremità aperta, costituiti da un corpo di base metallico e da una guarnitura di filo metallico montata come filo metallico non lavorato, che consentisse la unione della sbavatura del filo metallico di guarnitura e del rivestimento con guarnitura di filo .metallico dei cilindri di apertura metallici, senza che fossero gravati dagli svantaggi su strati di questa unione.
Questo compito viene risolto secondo l'invenzione per mezzo di un procedimento, il quale è caratterizzato dal fatto che
a) il cilindro di apertura viene introdotto in un bagno di impregnazione in modo tale che questo bagno di impregnazione riempia anche le più piccole cavità il filo metallico non lavorato e il corpo di base del cilindro, b) il cilindro di apertura viene accuratamente sciacquato esteriormente,
c) il cilindro di apertura viene sottoposto ad un passaggio di trattamento termico e
d) il cilindro di apertura così pretrattato viene sbavato in maniera di per sè nota e dotato di un rivestimento di protezione da usura.
Per la esecuzione del trattamento di impregnazione secondo l'invenzione, i cilindri di apertura con guarniature di filo metallico vengono in primo luogo riscaldati ad una temperatura sufficientemente elevata, per allontanare da tutte le cavità eventuali residui di umidità. Dopo di chè essi vengono immersi nello stato riscaldato in un liquido, nel quale sono disciolte oppure finemente suddivise sostanze necessarie per l'impregnazione/-passivazione, e lasciati raffreddare in questo liquido. Mediante il raffreddamento l'aria calda che rimane nelle cavità si contrae fortemente: si forma una depressione, la quale provoca la penetrazione del liquido circostante anche nelle cavità più fini. Nel caso di necessità, questa penetrazione di liquido può venire ancora migliorata, ad esempio chiudendo il contenitore ad immersione e aggiuntivamente alimentandolo con aria compressa oppure con liquido aggiunto a pompaggio.
La impregnazione e/ oppure passivazione viene prescelta in maniera tale che essa non agisca in maniera disturbante nè in caso della sbavatura del filo metallico di guarnitura, nè in caso del successivo rivestimento di protezione da usura oppure nel trattamento termico conclusivo.
I cilindri di apertura levati dal bagno di impregnazione vengono accuratamente sciacquati in superficie. In tal caso, nelle cavità tra filo metallico non lavorato e parete della scanalatura del corpo di base, sorprendentemente non si perviene ad uno scambio della soluzione di impregnazione con l'acqua di lavaggio.
In un passaggio di trattamento termico a due stadi, il solvente del liquido di impregnazione viene ora in primo luogo lentamente evaporato nelle cavità tra il filo metallico non lavorato e la parete della scanalatura, così che le sostanze contenute nel liquido di impregnazione si separano come strato sulle pareti delle cavità. Eventualmente, a seconda della soluzione di impregnazione impiegata, mediante ulteriore innalzamento di temperatura, la struttura cristallina e la condizione superficiale dello strato precedentemente formatosi vengono modificate in maniera tale che questo non venga più attaccato oppure venga persino sciolto dagli acidi, soluzioni alcaline oppure liquidi di lavaggio che agiscono su di esso durante la successiva sbavatura e rivestimento .
Come agenti di impregnazione sono idonee sia soluzioni di sostanze le quali dopo l'essiccamento o rispettivamente un successivo trattamento termico formano pellicole spesse, insolubili su base acquosa come pure quelle su base di solventi organici. Quest'ultime hanno però lo svantaggio che esse o sono combustibili oppure dannose per la salute e per la loro manipolazione sono necessari provvedimenti di sicurezza particolari. Un esempio di un agente di impregnazione certamente efficace dal punto di vista tecnico, però gravato dagli svantaggi nominati, è una soluzione di composto polimerizzato acrilico in alcool etilico oppure acetone .
Secondo l'invenzione vengono perciò preferite soluzioni acquose di sostanze le quali, dopo l'essiccamento o rispettivamente dopo un successivo trattamento termico formano sulle pareti delle cavità pellicole spesse, insolubili. Tali sostanze sono ad esempio silicati oppure fosfati come sol di silice, silicofosf ato oppure monofosfato di alluminio oppure miscugli di queste sostanze. Queste possono venire impiegate in soluzioni acquose fino al loro limite di solubilità.
Cilindri di apertura preliminarmente trattati in questo modo vengono successivamente di seguito sgrassati, disincrostati, puliti, sbavati e muniti di un rivestimento di protezione da usura uno dopo l'altro nella maniera nota dallo stato della tecnica in differenti bagni che lavorano elettroliticamente e, oppuure chimicamente. Come rivestimento di protezione da usura sono particolarmente idonei i rivestimenti con nicheldiamante noti dallo stato della tecnica.
Gli esempi se seguono servono alla ulteriore illustrazione dell'invenzione. Per tutti gli esempi sono stati impiegati cilindri di apertura dello stesso fabbricante. La esecuzione delle parti impiegate corrispondeva alla figura 1.
Esempio 1:
Trattamento superficiale con una soluzione di sol di silice con successiva sbavatura e rivestimento di cilindri di apertura con guarnitura di filo metallico non lavorato in una tensione.
100 cilindri di apertura costituiti da anelli di guarnitura non trattati, i quali erano stati già guarniti da parte del fabbricante con filo metallico non lavorato tranciato ed indurito senza finitura ad ago, sono stati impilati in maniera lasca su una incastellatura di supporto e con questa riscaldati ad 200°C in un forno a circolazione d'aria, per espellere qualsiasi residuo di umidità dalla fessura restante tra il corpo di base e il filo metallico di guarnitura. La incastellatura di supporto con i pezzi caldi è stata dopo di chè immersa rapidamente in una soluzione, tenuta a temperatura ambiente (circa 23°C, di sol di silice al 15% (Si02) in acqua e raffreddata in essa a temperatura ambiente.
Dopo il raffreddamento, il carico è stato asportato della soluzione e successivamente immerso in due vasche riempite con acqua corrente a temperatura ambiente. Dopo lo sgocciolamento dell'acqua, il carico complessivo è stato essiccato per 12 ore in un forno a circolazione d'aria preriscaldato a 50°C. In tal caso l'acqua è stata lentamente espulsa dalla soluzione di sol di silice. Successivamente la temperatura del forno è stata innalzata a 250°C e il forno tenuto a questa temperatura per 2 ore, per indurire lo strato di Si02 che rimane indietro nelle cavità tra il corpo di base e la guarnitura del filo metallico.
Dopo il raffreddamento, i cilindri di apertura così trattati sono stati sbavati in maniera di per sè nota in un unico processo di trattamento a più stadi, e muniti di un rivestimento con nicheldiamante .
A questo punto i rulli di apertura sono stati impilati sulle unità di supporto necessarie per il rivestimento con nichel-diamante e per mezzo di un dispositivo di trasporto parzialmente automatico immersi nei bagni di trattamento usuali necessari. Il normale decorso del processo per un rivestimento con nichel-diamante comprende una sgrassatura a caldo, una pulitura acida per l'allontanamento di pellicole di ossido o rispettivamente scorie da superfici di acciaio, un decapaggio della superficie di acciaio e una attivazione della superficie di alluminio per la nichelatura per via chimica .
I cilindri di apertura, dopo il trattamento di pulitura, per l'allontanamento della scoria dalla superficie di acciaio, sono stati immersi aggiuntivamente in un bagno di sbavatura chimico usuale del commercio per arrotondare gli spigoli vivi dei denti del filo metallico di guarnitura e per trasformare le punte di tipo a plateau e in una forma ad aghi con raggio di curvatura definito. Dopo questo trattamento di sbavatura, il processo sopra descritto, usuale per il rivestimento con nichel-diamante, è stato proseguito con i passaggi di decapaggio e rispettivamente di attivazione e concluso con l'applicazione dello strato di dispersione di diamante.
Al rivestimento è seguito un trattamento termico per 2 ore a 350°C come esso viene usualmente effettuato per il raggiungimento della massima resistenza all'usura di strati di tale tipo. Successivamente i pezzi rivestiti e termicamente trattati vengono liberati nella maniera usuale mediante getti con sfere di vetro fini, dalle particelle di diamante che hanno aderito e da altre impurezze.
Per l'esame della tendenza a corrosione, i pezzi sono stati esposti in una camera di condizionamento per 100 ore in condizioni come esse sono incontrate frequentemente nelle filature: temperatura: 50°C, umidità relativa 80%. Per accelerare una formazione visibile di ruggine su posizioni dove l'aria umida può penetrare nella fessura tra corpo di base e filo d'acciaio, alla atmosfera nella camera di condizionamento sono stati aggiunti 0,01 g di acido cloridrico per litro di aria.
Al termine di questa prova di esposizione agli agenti atmosferici i pezzi sono stati prelevati dalla camera di condizionamento, essiccati a 150°C e sottoposti ad un esame ottico con uno stereomicroscopio ad ingrandimento di 30 volte: 10 pezzi hanno mostrato effluorescenze di ruggine.
Esempio 2.
Trattamento superficiale con una soluzione acquosa in silicof osfato con successiva sbavatura e rivestimento di cilindri di apertura con guarnitura di filo metallico non lavorato in una tensione.
100 cilindri di apertura come nell'esempio 1 sono stati sottoposti allo stesso trattamento come descritto nell'esempio 1. A differenza dell'esempio 1 per la impregnazione delle cavità è stata impiegata una soluzione al 20% di silicofosfato (FFB108 della ditta Chemetall GmbH; Frankfurt) in acqua. La temperatura di indurimento dopo il lento essiccamento ammontava a 280°C,
L'esame della tendenza alla corrosione è stato effettuato come descritto nell'esempio 1.
Il risultato dell'esame visivo conclusivo erano 8 cilindri di apertura con efflorescenze di ruggine .
Esempio 3:
Trattamento superficiale con una soluzione acquosa di monofosfato di alluminio con successiva sbavatura e rivestimento dei cilindri di apertura con guarnitura di filo metallico non lavorato in una tensione.
100 cilindri di apertura come nell'esempio 1 sono stati sottoposti allo stesso trattamento come descritto nell'esempio 1. A differenza dell'esempio 1, per la impregnazione delle cavità è stata impiegata una soluzione al 20% di monofosfato di alluminio in acqua. La temperatura di indurimento dopo il lento essiccamento ammontava a 300°C.
L'esame della tendenza alla corrosione è stato eseguito come descritto nell'esempio 1.
Nell'esame visivo conclusivo tra i 100 cilindri di apertura si sono trovati soltanto quattro con posizioni di ruggine.
Esempi di confronto 1: Procedimento secondo lo stato della tecnica con sbavatura e rivestimento separati .
100 cilindri di apertura usuali del commercio in una forma di esecuzione corrispondente alla figura 1 sono stati rivestiti con uno strato di dispersione con nichel-diamante, come esso è specificato secondo lo standard dai fabbricati principali di macchine di filatura OE per elementi strutturali di tale tipo. Il filo metallico di guarnitura montato su questi anelli presentava già la necessaria geometria a punte di dente e bontà superficiale ("finitura ad ago"). Il processo di rivestimento comprendeva i passaggi: sgrassatura, pulitura, decapaggio del filo di acciaio, attivazione del corpo di base di alluminio e nichelatura con contemporaneo immagazzinaggio di particelle di diamante.
Al rivestimento è seguito un trattamento termico per 2 ore a 350°C, come esso viene effettuato usualmente per l'ottenimento della massima resistenza all'usura di strati di tale tipo. Successivamente i pezzi rivestiti e termicamente trattati sono stati liberati, mediante getti con sfere di vetro fini, dalle particelle di diamante che hanno aderito e da altre impurezze.
L'esame della tendenza a corrosione è stato eseguito come descritto nell'esempio 1.
Nell'esame finale, tra i 100 cilindri di apertura, sono stati trovati soltanto sei pezzi con efflorescenze di ruggine su più posizioni., Esempio di confronto 2:
Sbavatura e rivestimento di cilindri di apertura con guarnitura di filo metallico non lavorato in una tensione senza pretrattamento secondo l'invenzione .
100 cilindri di apertura come nell'esempio 1 sono stati sbavati nella maniera nota come descrittonell 'esempio in un unico processo di trattamento a più stadi e muniti di un rivestimento con nichel-diamante.
I pezzi finiti rivestiti sono stati termotrattati come descritto nella prova 1 e puliti mediante getti di sfere di vetro.
L'esame della tendenza a corrosione è stato effettuato come descritto nell'esempio 1.
Nell'esame finale, tra i 100 cilindri di apertura sono stati trovati 58 pezzi con effluorescenze di ruggine in parte forti. Questa aliquota di pezzi inclini alla ruggine è assolutamente non consentita per le filature a causa dell 'insudiciamento e rispettivamente mutamento di colore dei filati prodotti.

Claims (4)

  1. RIVENDICAZIONI 1. Procedimento per il trattamento superficiale e per il rivestimento resistente all'usura di cilindri di apertura per la filatura ad estremità aperta costituiti da un corpo di base metallico e da una guarnitura di filo metallico montata come filo metallico non lavorato, caratterizzato dal fatto che a) il cilindro di apertura viene introdotto in un bagno di impregnazione in modo tale che questo bagno di impregnazione riempia anche le più piccole cavità tra il filo metallico non lavorato e il corpo di base del cilindro, b) il cilindro di apertura viene accuratamente sciacquato esteriormente, c) il cilindro di apertura viene sottoposto ad un passaggio di trattamento termico e d) il cilindro di apertura così pretrattato viene sbavato in maniera di per sè nota e munito di un rivestimento di protezione da usura.
  2. 2. Procedimento secondo la rivendicazione 1, caratterizzato dal fatto che come bagni di impregnazione vengono impiegate soluzioni di sostanze le quali dopo l'essiccamento formano pellicole spesse, insolubili.
  3. 3. Procedimento secondo la rivendicazione 2 caratterizzata dal fatto che nel caso dei bagni di impregnazione si tratta di soluzioni acquose.
  4. 4. Procedimento secondo la rivendicazione 3 caratterizzato dal fatto che nel caso di bagni di impregnazione si tratta di soluzioni acquose di almeno una sostanza scelta tra il gruppo di silicati, fosfati oppure miscugli di essi. 5. · Procedimento secondo una oppure più delle rivendicazioni 1 fino 4, caratterizzato dal fatto che il passaggio a viene eseguito in un recipiente ad immersione chiuso a pressione aumentata.
ITRM940221A 1993-04-29 1994-04-20 Procedimento per il trattamento superficiale di cilindri di apertura per la filatura ad estremita' aperta. IT1272979B (it)

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