ITRM960358A1 - Dispositivo elettronico di sblocco elettromeccanico senza alimentazio= ne interna. - Google Patents
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Description
Descrizione dell'invenzione industriale al titolo: DISPOSITIVO ELETTRONICO DI SBLOCCO ELETTROMECCANICO SENZA ALIMENTAZIONE INTERNA;
La presente invenzione riguarda il settore delle serrature, e più in particolare il comando di apertura delle serrature di cabine permanentemente all'aperto, come ad esempio le cabine contenenti le centraline di cablaggio telefoniche, dell'energia elettrica, ecc.
Accade spesso che tali cabine, solitamente realizzate in materiale plastico, vengano danneggiate da atti vandalici che prendono di mira soprattutto le parti più a rischio e più facilmente danneggiabili, vale a dire le serrature di chiusura, che sono dotate delle consuete toppe per la chiave.
Compito del presente trovato è quello di ovviare
di un dispositivo di comando elettronico portatile, piccolo ingombro, e di facile e sicuro azionamento, senza l'impiego di chiavi e quinid senza la presenza di toppe dove introdurle.
Un altro compito del trovato è quello di fornire un dispositivo elettromeccanico di chiusura delle cabine del tipo sopraindicato, in grado di funzionare senza alcuna alimentazione interna.
In sostanza l'invenzione comprende due parti complementari: una è costituita da un dispositivo portatile, che nel seguito chiameremo "eccitatore", mentre l'altra è costituita da un circuito che chiameremo "ricevitore" e da un attuatore azionato da esso, da montare all'interno della cabina.
Il principio di funzionamento è molto semplice: il dispositivo portatile, munito di una propria alimentazione interna, è in grado di energizzare, per interazione elettromagnetica, il circuito fissato all'interno dell'armadio, in modo da azionare 1'attuatore elettromeocanico che sblocca la serratura semplicemente accostandolo esternamente allo sportello della cabina, priva di alcun tipo di alimentazione .
In tal modo il trovato consente l'apertura delle cabine per i necessari lavori di manutenzione e/o di modifica da parte degli addetti, fornendo contemporaneamente una elevata sicurezza contro aperture non autorizzate, senza l'uso di chiavi.
Una migliore comprensione del trovato si avrà con la seguente descrizione dettagliata e con riferimento alle figure allegate, che descrivono, a solo titolo esemplificativo e non già limitativo, una preferita forma realizzativa.
Nei disegni:
la figura 1 è una vista in elevazione frontale di uno sportello secondo il trovato, in configurazione di apertura;
la figura 2 è una vista del lato superiore dello sportello di figura 1;
la figura 3 è una vista parziale, analoga a quella di fig. 1, dello sportello in configurazione di chiusura;
le figure 4 e 5 sono viste parziali, sezionate secondo il piano di traccia A-A di fig. 3, del sistema di bloccaggio 'in posizione aperta e chiusa; la figura 6 mostra il dispositivo portatile con il pulsante di attivazione; e
le figure 7 e 8 mostrano gli schemi circuitali dei circuiti "eccitatore" e "ricevitore".
Il funzionamento del dispositivo elettronico, come già accennato, è basato sull'interazione tra un campo elettromagnetico, generato dal dispositivo portatile o "eccitatore" 7, con il circuito elettronico "ricevitore'' 9 posto all'interno dell'armadio di contenimento dei cablaggi, per esempio sul lato interno dello sportello 11.
Detta interazione consiste nel fornire energia a questo circuito 9, in modo che lo sportello dell'armadio si apra senza la necessità di intervenire dall'esterno con chiavi o altri attrezzi analoghi, comunemente usati, che necessitano di aperture o fori che spesso vengono occlusi da oggetti estranei (legnetti, gomme da masticare, bruciature di accendini, ecc.) introdotti per gioco o per vandalismo, ma che in ogni caso rendono impossibile l'apertura della serratura dall'esterno e quindi comportano inevitabilmente la rottura dello sportello per accedere ai cablaggi interni, anche da parte del personale addetto.
Nella preferita· forma realizzativa che si descrive, le parti elettroniche hanno sostanzialmente lo scopo di azionare, per esempio tramite un relè, il disimpegno tra un elemento di aggancio 5 vincolato allo sportello, e un elemento sporgente 6 solidale all'asta o catenacciolo 1 che, spostandosi in direzione sostanzialmente assiale, fa ruotare la manopola 10 dotata di un elemento sporgente 2.
Come si vede dalle figure l'asta 1, abbassandosi, porta la sua estremità inferiore 4 e l'elemento sporgente 2 della manopola rotante 10 ad impegnarsi con le parti fisse dell'armadio, assicurando cosi la chiusura dello sportello.
Questa operazione viene effettuata dal lato esterno dello sportello, facendo ruotare la manopola 10 tramite la sua impugnatura esterna 8.
In altre parole, una volta accostato in chiusura 10 sportello 11, basta ruotare la manopola 10 afferrandone l'impugnatura 8 per portare gli elementi sporgenti 2 e 4 ad inserirsi nelle apposite sedi, portando così il sistema di leve in posizione di chiusura .
Si osservi che questa manovra provoca il tensionamento di una molla di richiamo 3 (per esempio elicoidale a trazione) che tende a riportare la manopola 10 e l'asta 1· in posizione di apertura.
Nell'esempio realizzativo che si descrive, detta molla a trazione 3 ha un estremo vincolato allo sportello 11 e l'altro estremo vincolato all'asta 1.
Tale operazione provoca anche il bloccaggio dell'asta 1 e di conseguenza della manopola 10 e degli aggetti 2 e 4, grazie all'impegno dell'elemento sporgente 6 solidale all'asta 1, già descritto, con 11 dispositivo di aggancio 5 azionato da un relè comandato dal circuito elettronico "ricevitore" 9. A questo punto, lo sportello 11 è bloccato in posizione chiusa {fig. 3) e l'unico modo per aprirlo dall'esterno, è fornire energia al circuito 9 "ricevitore" tramite 1' "eccitatore" portatile 7.
Con riferimento alla figura 8, il circuito "ricevitore" 9 è costituito sostanzialmente da un circuito accordato preferibilmente a 25 kHz, da un circuito raddrizzatore con capacità di filtro e da un circuito interruttore a trigger, che alimenta il relè di sblocco (slot) solo quando la tensione sul condensatore ha raggiunto un valore tale da garantire un sicuro scatto dello slot.
La capacità del condensatore è calcolata in modo tale da costituire il giusto compromesso tra la necessità di garantire la corretta eccitazione dello slot e la necessità di avere il minimo dispendio di energia .
Per questo motivo, per caricare il condensatore, è necessario mantenere attivo 1' "eccitatore" 7 per qualche secondo (solitamente 2-3 secondi sono sufficienti) .
L'energia del campo magnetico generato dall'eccitatore viene trasferita nella bobina L4 del ricevitore accoppiata al condensatore C3, la quale viene così percorsa da una corrente che carica il condensatore C4. La tensione di carica raddrizzata dal diodo D2 viene trasferita ad una coppia di diodi Zener D3, D4, che una volta entrati in conduzione consentono alla coppia di transistor TR3 TR4, polarizzati dalla resistenza R3, di trasferire la tensione del condensatore C4 ai capi di un relè collegato ai capi del diodo di protezione D5 e non rappresentato nella figura. L'ancora di questo relè provoca con il suo movimento lo sblocco del chiavistello di chiusura dello sportello.
Grazie alle sue caratteristiche costruttive, il circuito "ricevitore" è sensibile soltanto a campi elettromagnetici di una specifica frequenza e di elevata intensità, che possono essere realizzati solo tenendo conto delle dimensioni fisiche del campo emesso e della distribuzione delle sue linee di forza.
Per questi motivi si può escludere la possibilità di suscettanza a campi irradiati di qualsiasi genere.
Anche se non strettamente necessario, è possibile prevedere un circuito che condiziona lo scatto del trigger alla ricezione di un corretto codice di riconoscimento appositamente emesso dal dispositivo portatile "eccitatore".
Con riferimento alla figura 7, il dispositivo "eccitatore" 7, dotato di alimentazione a batterie a secco e/o ad accumulatori ricaricabili (per esempio al Ni-Cd) , comprende sostanzialmente un semplice oscillatore ad alta efficienza, operante preferibilmente alla frequenza di circa 25 kHz, attivato da un interruttore a pulsante 12.
L'azionamento del pulsante 12 fa sì che la corrente della batteria alimenti un circuito oscillatore costituito dalla coppia di transistor TRI, TR2 collegati ad emettitore comune e dagli avvolgimenti LI e L2 rispettivamente collegati alle basi ed ai collettori dei medesimi transistor. La corrente di oscillazione induce nell'avvolgimento L3 il campo che verrà trasferito al ricevitore.
Nella forma realizzativa che si descrive, la tensione di alimentazione è di 9 V.
Il dispositivo portatile 7, è contenuto in un involucro di materiale plastico, facilmente manovrabile e di dimensioni molto ridotte, comodamente maneggiabile con una sola mano, eventualmente munito di una impugnatura in grado fi facilitare l'accostamento della bobina generatrice di campo allo sportello.
L'uso di tale dispositivo "eccitatore" è molto semplice: basta appoggiare 1' "eccitatore" 7 allo sportello, posizionandolo in corrispondenza del circuito "ricevitore" 9, e tenere premuto il pulsante 12 di attivazione per circa 3-4 secondi, fino a sentire lo scatto di sbloccaggio della serratura. Si osservi, infatti, che non appena il relè effettua il disimpegno tra gli elementi 5 e 6, l'asta 1 viene portata in posizione di apertura dalla molla di richiamo 3, come è mostrato in figura 1.
E' da notare che, vantaggiosamente, l ’ "eccitatore" 7 genera un'onda sinusoidale e pertanto non produce armoniche e/o disturbi alle radioaudizioni né all'operatore.
Da quanto detto risulta evidente che la caratteristica peculiare dell'invenzione che si descrive, è data dal fatto che il circuito "ricevitore" 9 che aziona il relè, per lo sbloccaggio della serratura, non ha una propria alimentazione, ma è alimentato dall'energia che gli viene trasmessa dalle linee di forza del campo elettromagnetico generato dall' "eccitatore" 7.
Questa peculiarità, oltre a superare i problemi della tecnica nota, da un lato elimina qualsiasi necessità di manutenzione agli armadi e/o cabine per sostituire o controllare le batterie o l'impianto di alimentazione, e dall'altro garantisce che soltanto gli addetti possano effettuare l'apertura per accedere ai cablaggi interni ad essi.
La disposizione delle varie parti, secondo la forma realizzativa che si descrive, è chiaramente visibile in figura 1, che mostra il lato interno di uno sportello incernierato sul suo lato 13.
Un ulteriore vantaggio della presente invenzione, è dato dal fatto che tutte le parti che costituiscono il nuovo dispositivo sono facilmente installabili sulle cabine attualmente utilizzate senza la necessità di doverne progettare di nuove.
Il dispositivo sin qui descritto, è applicabile in generale a tutti quei vani richiudibili, dotati di chiusure ad anta, scorrevoli, etc.
La presente invenzione è stata descritta ed illustrata in una sua preferita forma realizzativa, ma si intende che qualunque tecnico del ramo potrà apportarvi modifiche e/o sostituzioni equivalenti, ad esempio è prevedibile l'impiego di un dispositivo dotato di un doppio circuito eccitatore in grado di comandare uno o più dispositivi ricevitori (ad esempio, uno per aprire ed uno per chiudere).
Questa ed altre analoghe variazioni o sostituzioni, ricadono nel campo di tutela della presente invenzione come definita dalle rivendicazioni che seguono.
Claims (13)
- RIVENDICAZIONI 1. Dispositivo elettronico di sblocco elettromeccanico senza alimentazione interna caratterizzato dal fatto di comprendere, in combinazione, un dispositivo portatile (7) munito di alimentazione, atto a generare un campo elettromagnetico, ed un dispositivo fisso non alimentato costituito da un circuito ricevitore (9), che aziona appositi mezzi (5, 6) di bloccaggio/sbloccaggio, da installare all'interno della del vano o cabina a cui si deve dare accesso; detto dispositivo portatile (7) essendo in grado di fornire energia, tramite interazione elettromagnetica, a detto circuito (9) posto dentro la cabina in modo sufficiente da consentire un sicuro azionamento dei mezzi di bloccaggio/sbloccaggio(5, 6) che consentono l'apertura di uno sportello (11) di accesso al vano o alla cabina stessa.
- 2. Dispositivo di cui alla rivendicazione 1, caratterizzato dal fatto che l'interazione elettromagnetica, che fornisce una sufficiente energia al circuito (9) posto nell'armadio, avviene sottoponendo detto circuito all'azione di un campo magnetico generato dal dispositivo portatile (7).
- 3. Dispositivo di cui alle rivendicazioni precedenti, caratterizzato dal fatto che il dispositivo portatile (7), azionabile tramite un apposito pulsante (12), è dotato di alimentazione batterie o di accumulatori ricaricabili, mentre il circuito (9) posto entro l'armadio non ha alcuna fonte di energia.
- 4. Dispositivo di cui alle rivendicazioni precedenti, caratterizzato dal fatto che l'azionamento effettuato dal circuito (9) nell'armadio è effettuato da un relè in grado di effettuare il disimpegno di detti mezzi di bloccaggio/sbloccaggio (5, 6).
- 5. Dispositivo di cui alle rivendicazioni precedenti, caratterizzato dal fatto che detti mezzi di bloccaggio/sbloccaggio (5, 6) sono costituiti da un elemento di aggancio (5) vincolato allo sportello, e un elemento sporgente (6) solidale ad un'asta o catenacciolo (1).
- 6. Dispositivo di cui alle rivendicazioni precedenti, caratterizzato dal fatto che lo spostamento di detta asta (1), che avviene in direzione sostanzialmente assiale, provoca la rotazione di una manopola (10) dotata di un elemento sporgente (2); lo spostamento verso il basso di tale asta (1) portando la sua estremità inferiore (4) e detto elemento sporgente (2) della manopola rotante (10) ad impegnarsi con le parti fisse dell'armadio, assicurando così la chiusura dello sportello (11).
- 7. Dispositivo di cui alle rivendicazioni precedenti, caratterizzato dal fatto che l'apertura dello sportello (11), quando il circuito (9) posto nell'armadio attivato dal dispositivo portatile (7) aziona il relè che effettua lo sgancio deli elementi (5, 6) di bloccaggio/sbloccaggio, è garantita dalla presenza di una molla di richiamo (3) che viene messa in tensione ogni volta che il meccanismo viene portato in posizione di chiusura.
- 8. Dispositivo di cui alle rivendicazioni precedenti, caratterizzato dal fatto che detta molla (3) di richiamo è di tipo elicoidale a trazione, con una estremità vincolata allo sportelli (11) e l'altra estremità vincolata all'asta (1) (fig. 1).
- 9. Dispositivo di cui alle rivendicazioni precedenti, caratterizzato dal fatto che il campo elettromagnetico generato dal dispositivo portatile (7), è di frequenza e potenza tali da energizzare il circuito (9) interno all'armadio semplicemente accostandolo alla parte esterna dello sportello (11) corrispondente alla posizione del circuito (9).
- 10. Dispositivo di cui alle rivendicazioni precedenti, caratterizzato dal fatto che l'energia del campo magnetico generato dall'eccitatore viene trasferita nella bobina (L4) del ricevitore accoppiata al condensatore (C3), la quale viene così percorsa da una corrente che carica il condensatore (C4); la tensione di carica raddrizzata dal diodo (D2) essendo trasferita ad una coppia di diodi Zener (D3, D4) che, una volta entrati in conduzione, consentono alla coppia di transistor (TR3, TR4), polarizzati dalla resistenza (R3), di trasferire la tensione del condensatore (C4) ai capi di un relè collegato ai capi del diodo di protezione (D5) {non rappresentato), l'ancora di questo relè provocando con il suo movimento lo sblocco del chiavistello di chiusura dello sportello.
- 11. Dispositivo di cui alle rivendicazioni precedenti, caratterizzato dal fatto che l'azionamento del pulsante (12) fa sì che la corrente della batteria alimenti un circuito oscillatore costituito dalla coppia di transistor (TRI, TR2), collegati ad emettitore comune, e dagli avvolgimenti (LI, L2) rispettivamente collegati alle basi ed ai collettori dei medesimi transistor; la corrente di oscillazione inducendo nell'avvolgimento (L3) il campo che verrà trasferito al ricevitore.
- 12. Dispositivo di cui alle rivendicazioni precedenti, caratterizzato dal fatto che è previsto un circuito che condiziona lo scatto del trigger alla ricezione di un corretto codice di riconoscimento appositamente emesso dal dispositivo portatile "eccitatore" .
- 13 . Dispositivo di cui alle rivendicazioni precedenti, caratterizzato dal fatto che il dispositivo portatile (7), comprendente un oscillatore ad alta frequenza, opera alla stessa frequenza alla quale è accordato il circuito ricevitore (9); detta frequenza essendo preferibilmente pari a 25 kHz.
Priority Applications (4)
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| IT96RM000358 IT1285140B1 (it) | 1996-05-23 | 1996-05-23 | Dispositivo elettronico di sblocco elettromeccanico senza alimentazione interna. |
| AU30466/97A AU3046697A (en) | 1996-05-23 | 1997-05-20 | Electronic apparatus for the electromagnetic release of a lock |
| EP97925264A EP0904473A1 (en) | 1996-05-23 | 1997-05-20 | Electronic apparatus for the electromagnetic release of a lock |
| PCT/IT1997/000115 WO1997044557A1 (en) | 1996-05-23 | 1997-05-20 | Electronic apparatus for the electromagnetic release of a lock |
Applications Claiming Priority (1)
| Application Number | Priority Date | Filing Date | Title |
|---|---|---|---|
| IT96RM000358 IT1285140B1 (it) | 1996-05-23 | 1996-05-23 | Dispositivo elettronico di sblocco elettromeccanico senza alimentazione interna. |
Publications (3)
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| ITRM960358A0 ITRM960358A0 (it) | 1996-05-23 |
| ITRM960358A1 true ITRM960358A1 (it) | 1997-11-23 |
| IT1285140B1 IT1285140B1 (it) | 1998-06-03 |
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1996
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Also Published As
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| ITRM960358A0 (it) | 1996-05-23 |
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