ITRM980123U1 - Lastra o pannello in sansa esausta di noccioli di olive macinate e polipropilene - Google Patents

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ITRM980123U1
ITRM980123U1 IT98RM000123U ITRM980123U ITRM980123U1 IT RM980123 U1 ITRM980123 U1 IT RM980123U1 IT 98RM000123 U IT98RM000123 U IT 98RM000123U IT RM980123 U ITRM980123 U IT RM980123U IT RM980123 U1 ITRM980123 U1 IT RM980123U1
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Description

Descrizione del Modello Industriale di utilità dal titolo:
"LASTRA 0 PANNELLO IN SANSA ESAUSTA DI NOCCIOLI DI OLIVE MACINATE E POLIPROPILENE";
TESTO DELLA DESCRIZIONE
Il modello concerne una lastra o pannello di nuva concezione costituito da sansa esausta di noccioli di olive macinate e da polipropilene.
E' noto il problema dello smaltimento dei materiali di risulta ottenuti dalla lavorazione degli oleifici, che attualmente vengono distribuiti sul terreno come concimi oppure bruciati, con grave turbamento dell'ambiente ecologico.
Scopo del presente modello è quello di sfruttare positivamente la sansa e cioè il prodotto finale di detta lavorazione, utilizzandola come mezzo costruttivo (carica), attraverso una sua miscelazione con materiali plastici per la realizzazione di lastre e strutture di qualsiasi conformazione, dimensione e colore, per usi differenziati.
Lo scopo si raggiunge con la lastra secondo il presente modello, comprendente una completa bagnatura nel polipropilene di ogni singola particella di sansa, di granulometria varia, attraverso la realizzazione di una miscela ad alta temperatura, ottenibile con viti di estrusione.
La percentuale della sansa esausta nella miscela di costituzione è prevista dell’ordine del 50-80% in peso.
Il modello è esposto più in dettaglio nel seguito, secondo alcuni esempi di esecuzione.
In una pratica realizzazione la lastra può essere ottenuta con un procedimento, comprendente le seguenti fasi:
- la sansa viene riversata su un tappeto trasportatore per alimentare un mulino macinatore a lame rotanti atto a fornirgli una granulometria variabile a seconda delle esigenze del prodotto finale;
- il prodotto macinato uscente dal mulino viene estratto dal fondo tramite una coclea e inviato all'essiccatore, composto da un bruciatore a vapore atto a far scendere il grado di umidità intorno ad un valore del 5-6%;
- mediante una seconda coclea il materiale di sansa essiccata viene inviato ad un silos di stoccaggio e da qui, tramite tubazioni pneumatiche, trasportato nella tramoggia di alimentazione;
- durante il processo di estrusione i noccioli di olive macinate svolgono il ruolo di materiale riempitivo reggente al calore (carica), mentre il polipropilene, che plastifica ad una temperatura dell'ordine di 230 C, agisce da amalgamante;
- nella fase di plastificazione, in un estrusore centrale passa il materiale macinato mentre in un estrusore laterale il polipropilene viene plasticato e il materiale plastico fuoriesce da una testa piana;
- mediante il profilo delle viti degli estrusori, associato a tecniche di iniezione del polimero, si ottiene una mescola plastificata con una percentuale variabile tra 50 e 80% di sansa esausta macinata, con ottima dispersione, in quanto risultano bagnate nel polipropilene stesso tutte le particelle di sansa.
Per la realizzazione, in particolare, di lastre monostrato e multistrato, i materiali componenti vengono inviati in una calandra, schiacciati e portati allo spessore desiderato, ottenendo una struttura piana che viene quindi fatta passare sulla rulliera di raffreddamento.
Una cesoia a ghigliottina e un impilatore consentono di eseguire tagli ripetitivi in automatico alla stessa lunghezza e di accatastarli.
Tra la calandra e il traino sono poste, inoltre, tre lamette per effettuare il taglio degli sfridi laterali e il taglio centrale, mentre le strisce laterali vengono avviate direttamente nella bocca di ciascun mulino macinatore, rimacinatore e insaccate per il riutilizzo immediato mediante apposita tramoggia di caricamento.
Si sottolinea che nel procedimento descritto può essere infatti utilizzato sia del polipropilene vergine sia quello di recupero e sono pertanto previsti due silos di stoccaggio, ognuno per ogni tipo di polipropilene. Per entrambi i tipi, ed in particolare per quello di recupero, di cui non si conosce in genere l'esatta provenienza, il procedimento prevede che esso presenti un valore di MFI compreso tra 2 e 10,al fine di mantenere una elevata produttività.
Per quanto concerne i possibili prodotti ottenibili secondo il modello, questi, in alcune varianti, possono essere:
- i già descritti pannelli listellari,
- lastre in poliolefine caricate con polvere di sansa esausta,
- pannelli multistrato e monostrato.
Le lastre di spessore variabile da 0 a 25 mm ottenute alla fine del processo di estrusione e di calandratura, possono essere poi utilizzate, secondo il modello, come componenti di diversi prodotti finiti, come per esempio:
- possono costituire uno o più strati di pannelli multistrato composti da materiali diversi, del tipo legno, gomma ecc;
- possono essere accoppiate tra di loro per ottenere spessori e caratteristiche fisiche e tecnologiche desiderate;
- possono essere fibro-rinforzate intercalandole con materiali sintetici, del tipo di fibra di vetro, poliestere, fibra di carbonio, per migliorarne le prestazioni tecnologiche;
- possono essere rivestite e nobilitate con materiali diversi, del tipo alluminio, rame, essenze di legno, carta serigrafata, moquette, polipropilene ecc.;
- possono essere termo-formate e stampate a seconda del disegno e della geometria desiderata.
Tutte le lavorazioni sopra descritte devono essere fatte preriscaldando le singole lastre in un apposito forno,per portarle alla temperatura dipendente da fattori svariati e che comunque può oscillare tra 80 C' e 130 C'.
Con un nastro trasportatore collegato a detto forno, le lastre vengono depositate sul banco della pressa in numero variabile in funzione del prodotto finale da ottenere. La pressa agisce sulle lastre preriscaldate con una pressione uniforme e costante, variabile in funzione dello spessore, dello stampo dei componenti e della destinazione finale del prodotto. Durante la pressatura, il cui tempo dipende dalle precedenti varianti, avviene la fase di raffreddamento, durante la quale il materiale ritorna alla sua densità finale.
I pannelli così ottenuti vengono poi rifilati e squadrati.
In una possibile variante, al descritto ciclo di lavorazione può esserne affiancato un altro parallelo e/o successivo, avente come obiettivo la utilizzazione della sansa esausta di granulometria maggiore (da 5 a 8 mm) scartata dal ciclo di estrusione che, insieme ad altra di granulometria inferiore, può essere mineralizzata,in modo tale da essere utilizzata come inerte in processi di miscelazione con leganti vari,in particolare con cemento.
Il conglomerato risultante presenta una elevata resistenza a compressione, fornita dalla fibra corta della sansa e può quindi essere utilizzato per la produzione di elementi di fabbrica modulari, del tipo laterizi, ed in particolare per la produzione di manufatti vibro-compressi come i masselli autobloccanti per pavimentazioni esterne, attualmente realizzate con materiale inerte proveniente da cave e/o da fiumi.
Il prodotto di tale variante rappresenta una valida alternativa allo sfruttamento del territorio, con conseguente ulteriore protezione dell'ambiente .
In una ulteriore variante del modello, le lastre o pannelli realizzati con sansa esausta possono essere rinforzati mediante l'utilizzo di fibra di vetro, di poliestere o di carbonio, sia come accoppiamento lastra-fibra (monostrato o multistrato) sia come componente della miscela in fase di impasto e di estrusione delle lastre. Questo trattamento contribuisce a migliorare notevolmente le caratteristiche fisiche e meccaniche del prodotto finale in particolar modo quelle che riguardano il modulo di elasticità e la resistenza a trazione, aprendo così la possibilità di impiego verso ambiti difficili per i pannelli tradizionali come solai, costruzioni di travi lamellari ecc.
L'impiego di dette fibre consente inoltre di ridurre, a parità di resistenza, gli spessori dei pannelli con un ulteriore miglioramento delle prestazioni per quanto riguarda il peso, il trasporto, il montaggio, la lavorabilità.
Alle lastre e ai pannelli ottenuti secondo il modello, può essere conferito un aspetto tridimensionale mediante una semplice operazione di stampaggio. Questa sagomatura, che evidentemente interessa lo spessore del pannello e che può riguardare sia l'aspetto estetico (bugnature, bordature, cornici ecc.) che l'aspetto statico (nervature ecc.), invece nei pannelli tradizionali e nel legno è noto che può essere ottenuta solo attraverso cicli di lavorazione complessi e delicati (pantografatura ), nonché attraverso l'accoppiamento di elementi sagomati a macchina in funzione dello spessore e della forma finale.
Naturalmente queste operazioni hanno una notevole incidenza sul costo del prodotto e in termini di manodopera e di attrezzature e in termini di consumo di materie prime.

Claims (8)

  1. RIVENDICAZIONI 1) Lastra o pannello in sansa esausta di noccioli di olive macinate e polipropilene, comprendente una completa bagnatura nel polipropilene di ogni singola particella di sansa, di granulometria varia, mediante la realizzazione di una miscela ad alta temperatura, con viti di estrusione, caratterizzata dal fatto di essere ottenuta con la successione delle fasi operative: - la sansa viene riversata su un tappeto trasportatore per alimentare un mulino macinatore a lame rotanti atto a fornirgli una granulometria variabile; - il prodotto macinato uscente dal mulino viene estratto dal fondo tramite una coclea e inviato all’essiccatore, composto da un bruciatore a vapore atto a far scendere il grado di umidità intorno ad un valore del 5-6%; - mediante una seconda coclea il materiale di sansa essiccata viene inviato ad un silos di stoccaggio e da qui, tramite tubazioni pneumatiche, trasportato nella tramoggia di alimentazione; - durante il processo di estrusione i noccioli di olive macinate svolgono il ruolo di materiale riempitivo con reggente al calore, mentre il polipropilene, che plastifica ad una temperatura dell’ordine di 230'C, agisce da amalgamante; - nella fase di plastificazione, in un estrusore centrale passa il materiale macinato mentre in un estrusore laterale il polipropilene viene plasticato e il materiale plastico fuoriesce da una testa piana; - mediante il profilo delle viti degli estrusori, associato a tecniche di iniezione del polimero, si ottiene una mescola plastificata con una percentuale variabile tra 50 e 80% di sansa esausta macinata, con ottima dispersione, in quanto risultano bagnate nel polipropilene stesso tutte le particelle di sansa.
  2. 2) Lastra secondo la riv. 1 caratterizzata dalla conformazione di pannello listellare.
  3. 3) Lastra secondo la riv. 1 caratterizzata dalla presenza di poliolefine caricate con polvere di sansa esausta.
  4. 4) Lastra secondo la riv. 1 caratterizzata dalla conformazione di pannello multistrato.
  5. 5) Lastra secondo la riv. 1, caratterizzata dal fatto di essere di spessore variabile, ottenuta alla fine del processo di estrusione e di calandratura, utilizzata, in particolare per costituire uno o più strati di pannelli composti da materiali diversi, del tipo legno, gomma e simili.
  6. 6) Lastra secondo la riv. 1, caratterizzata dal fatto di essere realizzata a spessore variabile, ottenuta alla fine del processo di estrusione e di calandratura, del tipo di lastre fibro-rinforzate, intercalata con materiale sintetico (fibra di vetro, poliestere, fibra di carbonio ecc.).
  7. 7) Lastra secondo la riv. 1, caratterizzata dal fatto di essere realizzata in spessore variabile, ottenuta alla fine del processo di estrusione e di calandratura, rivestita con materiali diversi e/o termoformata e stampata.
  8. 8) Lastra secondo la riv. 1 caratterizzata dal fatto di essere realizzata in sansa esausta rinforzata con fibre di vetro, poliestere e/o carbonio, sia come accoppiamento lastra-fibra (monostrato o multistrato),sia come componente della miscela in fase di impasto e di estrusione delle lastre.
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