ITRM990728A1 - Composizione per stimolare l'interruzione della dormienza delle gemmedei fruttiferi e relativo uso. - Google Patents

Composizione per stimolare l'interruzione della dormienza delle gemmedei fruttiferi e relativo uso. Download PDF

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ITRM990728A1
ITRM990728A1 IT1999RM000728A ITRM990728A ITRM990728A1 IT RM990728 A1 ITRM990728 A1 IT RM990728A1 IT 1999RM000728 A IT1999RM000728 A IT 1999RM000728A IT RM990728 A ITRM990728 A IT RM990728A IT RM990728 A1 ITRM990728 A1 IT RM990728A1
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Description

DESCRIZIONE
annessa a domanda di brevetto per INVENZIONE INDUSTRIALE avente per titolo:
“COMPOSIZIONE PER STIMOLARE L’INTERRUZIONE DELLA DORMIENZA DELLE GEMME DEI FRUTTIFERI E RELATIVO USO.”
La presente invenzione si riferisce ad una composizione per stimolare l’interruzione della dormienza delle gemme dei fruttiferi ed a un relativo metodo di applicazione. In particolare la presente invenzione si riferisce ad una composizione, per stimolare l'interruzione della dormienza delle gemme dei fruttiferi a foglia caduca, che comprende sostanze nutrienti in grado di stimolare il metabolismo dell’azoto.
.Sono noti vari trattamenti per interrompere la dormienza delle gemme. Nel caso di piante in cui l’elevato fabbisogno di freddo non viene soddisfatto daH’ambiente di coltura e che, quindi, persistono in dormienza, sono da tempo usati trattamenti a base di sostanze la cui funzione fisiologica non è del tutto chiara come è il caso dell’olio minerale additivato con dinitroortocresoli (DNOC). L’efficacia di questi trattamenti è tanto più elevata quanto più la loro esecuzione è tardiva, cioè prossima alla schiusura delle gemme. Tuttavia il rischio di fitotossicità aumenta però con il procedere della stagione, data la più elevata temperatura primaverile.
I prodotti a base di dinitrortocresoli (DNOC) non sono esenti da inconvenienti. Infatti i dinitrortocresoli sono insetticidi con azione tossica sugli animali e sull'uomo e possono dare luogo a fenomeni di fitotossicità. Inoltre i dinitroortocresoli hanno un effetto tenue sull’anticipo della rottura della dormienza.
Un’altra sostanza di cui numerosi autori hanno verificato l'effetto positivo sull’anticipo del germogliamento dei fruttiferi è rappresentata dall’idrogeno cianamide (CH2N2). Il prodotto viene applicato in inverni miti durante i quali il fabbisogno di freddo non è soddisfatto. Secondo alcuni ricercatori questi composti agirebbero da inibitori della respirazione riducendo l’attività catalasica e conseguentemente determinando un eccessivo accumulo di perossidi che farebbe variare il metabolismo dei glucidi verso la via dei pentoso fosfati, indice di produzione dei nucleotidi essenziali per un intenso metabolismo. Secondo altre ipotesi l’incremento dei perossidi determinerebbe un incremento di glutatione che è ritenuto responsabile di un rapido aumento di arginina e probabilmente di poliammine. Anche i prodotti a base di idrogeno cianammide non sono privi di inconvenienti. Infatti l'idrogeno cianammide è un composto chimico che provoca irritazione sulla pelle e agli occhi specialmente se usato in combinazione con prodotti alcolici. Inoltre, l’idrogeno cianammide provoca frequenti problemi di fitotossicità soprattutto nei confronti delle varietà di pesco in quanto non è nota la relazione dose/epoca d'impiego/varietà. I dinitroortocresoli (DNOC) e l’idrogeno cianammide sono composti chimici che svolgono un’azione diretta sul metabolismo delle gemme. Un altro gruppo di sostanze avente azione di interruzione della dormienza delle gemme fruttifere è rappresentato dalle ammine grasse alcossilate. Le ammine grasse presentano alcuni vantaggi, rispetto ai precedenti composti, in termini di tossicità aH’uomo ed agli insetti. Tuttavia le ammine grasse non sono esenti da inconvenienti che ne limitano fortemente il loro impiego. Infatti le ammine grasse per essere impiegati devono essere combinate con differenti agenti aventi azione di interruzione della dormienza come la stessa idrogeno cianammide, un sale potassico dell'acido gibberellico, chinetina, acido indolacetico, tiourea. Inoltre, un altro inconveniente legato all’impiego delle ammine grasse è rappresentato dall'indeterminazione della concentrazione dei componenti che si riflette in una variabilità dei risultati in funzione della località e del tipo di colture.
Le differenti specie botaniche presentano specifici fabbisogni in freddo che sono generalmente diversi tra loro. Inoltre tra le diverse cultivar della stessa specie spesso esiste una estrema variabilità. Per esempio il superamento della dormienza nelle colture di pesco e albicocco è notevolmente differente da quello delle altre colture quali ciliegio e vite. Infatti, mentre in quest’ultime colture il metabolismo del risveglio risulta accelerato in misura proporzionale alla quantità di nutrienti apportati nella fase di riposo, nel pesco e albicocco la natura dei nutrienti risulta essere la medesima ma la soglia di saturazione presenta valori più bassi e differenti per le diverse cultivar.
E’ noto che tutti gli organismi rispondono ad ogni parametro ambientale secondo il “modello della saturazione”: quando un parametro ambientale (ad esempio un prodotto chimico) presenta un incremento di concentrazione, viene raggiunta una soglia al di sopra della quale inizia a manifestarsi un effetto e la risposta aumenta fino a quando il sistema non viene ad essere saturato dal parametro stesso. Successivamente, se la concentrazione del prodotto continua ad aumentare, la risposta può rimanere costante o può cominciare a diminuire se l’elevato livello di concentrazione del prodotto diventa tossico o inibitore. Il concetto di “saturazione” può essere interpretato con l’ipotesi che la pianta utilizza un determinato prodotto finché la sua capacità di utilizzarlo è esaurita o saturata. Concentrazioni superiori a quelle ottimali possono diventare tossiche perché i nutrienti iniziano ad interagire con sistemi dell’organismo diversi da quelli che intervengono nella parte ascendente della curva.
Pertanto rimane la necessità di disporre in commercio di una composizione per stimolare l’interruzione della dormienza delle gemme fruttifere che non presenti gii inconvenienti della tecnica nota. In particolare, rimane la necessità di avere una composizione che possieda un limitato impatto per l’ambiente. Ancora più in particolare, rimane la necessità di avere una composizione che non sia fitotossica. Uno degli scopi della presente invenzione è quello di fornire una composizione avente tossicità molto limitata per l’uomo, per gli animali e per gli insetti.
Un altro scopo della presente invenzione è quello di fornire una composizione avente un’azione diversificata per le diverse colture in modo da poter stabilire precise modalità d’impiego per le diverse colture.
Un altro scopo ancora della presente invenzione è quello di fornire una composizione calibrata in maniera tale da ridurre al minimo i rischi di fitotossicità.
Un ulteriore scopo della presente invenzione è quello di fornire una composizione i cui composti non provochino saturazione nella pianta ospite.
Questi scopi ed altri ancora, che risulteranno chiari durante la descrizione dettagliata che segue, sono stati raggiunti dalla Richiedente mediante la formulazione di una composizione comprendente composti azotati.
Pertanto costituisce oggetto della presente invenzione una composizione per stimolare l’interruzione della dormienza delle gemme dei fruttiferi.
Forma ulteriore oggetto della presente invenzione un metodo per stimolare l’interruzione della dormienza delle gemme dei fruttiferi comprendente l’applicazione a dette gemme di detta composizione. Le caratteristiche essenziali della sopracitata composizione e del relativo metodo di applicazione sono definite nelle unite rivendicazioni principali; alcune particolari forme di realizzazione preferite, ma non limitative, sono definite nelle rivendicazioni dipendenti.
La Richiedente ha trovato utile impiegare particolari composti azotati d i origine inorganica in associazione con particolari composti tensioattivi non-ionici per stimolare l'interruzione della dormienza delle gemme dei fruttiferi.
II composto azotato di origine inorganica è scelto tra uno o più composti del gruppo A consistente di: nitrati di metalli alcalini, nitrati di metalli alcalini terrosi, nitrato di ammonio e altri sali di ammonio.
I composti tensioattivi non-ionici sono scelti tra uno o più composti del gruppo B consistente di: ossidi di alcheni (come per esempio ossidi di etilene, ossidi di propilene) fatti reagire con alchilfenoli, alcoli, acidi grassi, oli; polialchilenglicoli; alchilpoliglucamidi e alchilpoliglucosidi. Preferibilmente, nella composizione oggetto della presente invenzione i composti del gruppo A ed i composti del gruppo B sono presenti in rapporto in peso compreso tra 9:1 a 1 :9; ancora più preferibilmente in un rapporto in peso compreso tra 5:1 a 1 :5.
Preferibilmente la composizione della presente invenzione comprende come composto del gruppo A nitrato di sodio, nitrato di potassio, nitrato di calcio e nitrato di magnesio.
Preferibilmente la composizione della presente invenzione comprende come composto del gruppo B il nonilfenolo fatto reagire con ossido di etilene (appartenente alla famiglia alchilfenoli fatti reagire con ossidi di alcheni), l’acido laurico fatto reagire con ossido di etilene (appartenente alla famiglia degli alchilfenoli fatti reagire con ossidi di alcheni), l’alchilpoliglucoside.
In una realizzazione preferita la composizione oggetto della presente invenzione comprende il nitrato di ammonio e il nonilfenolo fatto reagire con ossido di etilene.
In un'altra realizzazione preferita la composizione oggetto della presente invenzione comprende il nitrato ammonico e l’acido laurico fatto reagire con ossido di etilene.
Vantaggiosamente la composizione della presente invenzione inoltre comprende in aggiunta ad uno o più composti scelti dal gruppo A e ad uno o più composti scelti dal gruppo B una matrice organica a base di zuccheri semplici e una matrice azotata a base di azoto organico, Gli zuccheri semplici della matrice organica sono scelti preferibilmente dal gruppo consistente di fruttosio, glucosio e galatturosio.
Preferibilmente le composizioni, oggetto della presente invenzione, vengono applicate in combinazione con nitrato di calcio.
Preferibilmente le composizioni, oggetto della presente invenzione, vengono solubilizzate in acqua (con aggiunta o meno di nitrato di calcio) fino ad ottenere una soluzione che viene applicata ai fruttiferi mediante l'impiego di mezzi di diffusione.
Una prima forma di realizzazione preferita della presente invenzione è data dalla composizione 1), denominata C1 , che comprende:
a) ammonio nitrato, in percentuale in peso compresa da 24 a 40%; b) un composto tensiattivo non-ionico scelto tra le seguenti famiglie di composti quali ossidi di alcheni ( per esempio ossido di etilene, ossido di propilene) fatti reagire con alchilfenoli, alcoli, acidi grassi, o oli; polialchilenglicoli, alchilpolig lucamidi (AGAs), alchilpoliglucosidi (APGs), in percentuale in peso compresa da 5 a 32%;
c) matrice organica a base di zuccheri semplici scelti preferibilmente tra fruttosio, glucosio, galatturosio, in percentuale in peso compresa da 1 a 7%;
d) matrice azotata a base di azoto organico, in percentuale in peso compresa tra 1 % e 11 %;
e) solvente acquoso, in percentuale in peso compresa da 10 a 42%.
Vantaggiosamente il composto tensioattivo nella composizione C1 è il nonilfenolo fatto reagire con ossido di etilene (nella composizione denominata C1.1.); preferibilmente il composto tensioattivo nella composizione C1 è l'acido laurico etossilato (nella composizione denominta C1.2.); alternativamente il composto tensioattivo nella composizione C1 è l’alchilpoliglucoside (nella composizione denominata C1.3.).
La Richiedente ha sviluppato prove sperimentali, impiegando la composizione C1 nelle sue forme alternative, sulle più diffuse cultivar precoci e medio-precoci dell’Italia meridionale. In particolare, le cultivar di pesco sono state Caldesi 200, Snow Queen, Rich May, Silvery, May Glow, Spring Lady, Springcrest, May Crest, Armking, Early Star, Flavour Crest, Royal Glory; per l’albicocco le cultivar testate sono state Tirynthos, Vitillo, Monocobello, Ceccone, Cafona. Le cultivar di pesco Armking, May Glow, Spring Lady, Snow Qeen, e (a cultivar di albicocco Tirynthos sono state testate più volte in differenti aziende agricole. La Richiedente ha verificato uno screening della sensibilità delle diverse cultivar ed un esame dell’influenza delle diverse condizioni operative.
Inoltre la Richiedente ha valutato l’azione della composizione C1 in funzione di:
1) un differente volume di soluzione (5 hi e 10 hi);
2) differenti epoche d'impiego (30, 45 e 60 giorni prima dell’apertura delle gemme);
3) differenti dosaggi sia della composizione C1 (3%, 5% e 7% in peso in acqua) che di nitrato di calcio (6%, 9% e 12% in peso in acqua). Nella fase del risveglio è stata valutata la capacità dirompente della composizione C1 nei riguardi della dormienza delle gemme attraverso la media della percentuale di fiori aperti rilevata in date differenti su cinque (5) rami misti dislocati nella parte alta di ciascuna pianta delle diverse parcelle. In post-allegagione (passaggio da fiore a frutto) è stata eseguita la valutazione del numero medio di frutti per pianta. Questa prova è importante per rilevare eventuali fenomeni di fitotossicità connessi a cascola di gemme a fiore nello stadio di gemme chiuse, a cascola di fiori in piena apertura, ad imbrunimento dei rami misti. La maggiore omogeneità di maturazione sulla pianta e l'anticipo di maturazione rispetto al testimone sono stati valutati attraverso il rilievo della percentuale di frutti raccolti al primo intervento.
E’ stata rilevata una differente percettibilità delle diverse cultivar ai trattamenti di interruzione della dormienza.
Infatti, una prima categoria di prove ha testimoniato la risposta positiva all'appiicazione dei prodotti, ossia proporzionale alla quantità di prodotto somministrato. Tale categoria è rappresentata dalle prove sulle cultivar Spring Crest (n. 1 prova), May Cresi (n. 1 prova), Armking (n. 3 prove), Spring Lady (n. 2 prove), Flavor Crest (n. 1 prova), Early Star (n. 1 prova). Una seconda categoria di prove ha evidenziato come l’aumento della quantità di prodotto abbia comportato evidenti problemi di fitotossicità già a livelli di fioritura. Tale categoria è rappresentata dalle prove sulle cultivar Caldesi 2000 ( n. 1 prova), Snow Queen (n. 1 prova), Rich May (n. 1 prova), Silver (n. 1 prova), May Glow (n. 2 prove). Le cultivar snow Queen e Spring Lady hanno manifestato un comportamento diverso in località diverse lasciando presupporre che, oltre alla diversa percettibilità delle diverse cultivar, gli effetti dell’applicazione dei prodotti per l'interruzione della dormienza è condizionata anche dall’andamento climatico della zona in cui si opera.
Nell’ambito delle cultivar percettibili, l’andamento della fioritura nella totalità delle diverse prove, impiegando volumi normali ovvero 1000 l/ha, ha determinato costantemente un’azione incisiva in termini di anticipo dell’interruzione della dormienza.
L’esecuzione dei trattamenti 60 giorni prima dell’apertura delle gemme ha attenuato l’azione della composizione C1 rispetto all’impiego a 45 giorni. I trattamenti a 30 giorni non solo hanno avuto sostanzialmente lo stesso effetto dei trattamenti a 60 giorni ma, in qualche caso, hanno favorito fenomeni di fitotossicità (cascola di fiori, di frutti o imbrunimento dei rami).
L’aumento della concentrazione della composizione C1 da 5% a 7% e della concentrazione del nitrato di calcio da 9% a 12% ha determinato costantemente una maggiore azione nell’interruzione della dormienza. In tal senso l’aumento della concentrazione della composizione C1 è stato più incisivo.
Al contrario, la riduzione della concentrazione C1 da 5% a 3% e di quella del nitrato di calcio da 9% a 6% ha comportato costantemente un aftievolimento dell’effetto. Anche in questo caso, la riduzione della concentrazione C1 ha avuto un’azione più marcata.
Nell’ambito delle sei (6) prove in cui si sono manifestati evidenti fenomeni di fitotossicità, si è osservato che l’impiego dei volumi più alti (1000 l/ha), se da un lato ha determinato una maggiore efficacia dirompente sull’apertura delle gemme, dall’altro ha causato una cascola dì fiori aperti allorquando la relativa percentuale ha raggiunto valori di 30-60%.
L’impiego di volumi più bassi (5 hl/ha) invece, ha determinato una più tenue azione di rottura della dormienza ma ha consentito una regolare fioritura delle piante trattate con la composizione C1 (5%) nitrato di calcio (9%). Anche i trattamenti eseguiti a 30 giorni dal risveglio sono stati causa di cascola di fiori aperti; invece, il trattamento a 60 giorni ha confermato l’attenuazione dell'azione dei prodotti. L'incremento della concentrazione della composizione C1 da 5% a 7% e di nitrato di calcio da 9% a 12% ha avuto lo stesso effetto dell’incremento del volume di soluzione nel determinare cascola di fiori aperti. L’abbassamento di dose ha, invece, evitato qualsiasi problema ma con riduzione degli effetti.
Nel rilievo del numero medio di frutti per pianta è stata trovata conferma dei fenomeni di fitotossicità osservati in fioritura.
Jn fase di maturazione, nel testimone, il primo intervento di raccolta ha previsto il prelievo, nella generalità dei casi, di circa il 20% del numero totale dei frutti. Nelle tesi trattate, invece, il suddetto prelievo nella medesima data è stato del 40-60% nel caso in cui le composizioni C1 sono state usate a 5 Kg/100 litri (in aggiunta al 9% di nitrato di calcio) e con 5 hl/ha di soluzione; si è passati, poi, a 60-80% per i trattamenti ad alto volume o alto dosaggio.
Nelle zone dove il fabbisogno in freddo delle diverse cultivar non è soddisfatto, l'applicazione della composizione C1 ha sopperito alla funzione del freddo nella costituzione delle riserve nutritive consentendo alle gemme di iniziare prima il metabolismo del risveglio. In queste località, la composizione C1 al 5% nitrato di calcio al 9% con un volume d’acqua di 5 hl/ha, ha consentito di ottenere un sensibile anticipo della interruzione delia dormienza. L’aumento del volume di soluzione è risultato favorevole per buona parte delle cultivar, ma in alcune cultivar testate (ad esempio, Caldesi 2000, Rich May, Silvery, May Glow) ed in particolari condizioni climatiche (la cultivar Snow Queen) ha provocato cascola di fiori o di frutti.
Relativamente all’epoca d’impiego, l’esecuzione dei trattamenti sessanta (60) e trenta (30) giorni prima dell’apertura delle gemme ha determinato, congiuntamente ad una netta differenza dal testimone, una significativa riduzione dell’azione della composizione C1 rispetto all’applicata a quarantacinque (45) giorni. Quindi, per pesco e albicocco, i trattamenti eseguiti 45 giorni prima dell’apertura delle gemme, sono risultati quelli che hanno ottimizzato i risultati ed evitato problemi collaterali.
L'aumento delle dosi sia della composizione C1 che del nitrato di calcio ha avuto lo stesso effetto deH’aumento del volume di soluzione; per cui, nelle cultivar resistenti è stata migliorata l’azione di interruzione della dormienza; invece, nelle cultivar sensibili si sono manifestati fenomeni di fitotossicità. Al contrario, la riduzione delle dosi ha, in ogni caso, attenuato l’effetto dei trattamenti.
Per le cultivar di ciliegio, melo, pero, e vite, la Richiedente ha individuato una seconda realizzazione preferita della presente invenzione la quale è data dalla composizione denominata C2, che comprende:
a) ammonio nitrato, in percentuale in peso compresa da 20 a 36%;
b) un composto tensiattivo non-ionico scelto tra ossidi di alcheni (per esempio ossido di etilene, ossido di propilene) fatti reagire con alchilfenoli, alcoli, acidi grassi, o oli; polialchilenglicoli; alchilpoliglucamidi (AGAs); alchilpoliglucosidi (APGs), in percentuale in peso compresa da 30 a 55%;
c) matrice organica a base di zuccheri semplici scelti preferibilmente tra fruttosio, glucosio, galatturosio in percentuale in peso compresa da 1 a 10%;
d) matrice azotata a base di azoto organico, in percentuale compresa tra 1% e 10%;
e) solvente acquoso, in percentuale in peso compresa da 10 a 40%.
Vantaggiosamente il composto tensioattivo nella composizione C2 è il nonìlfenolo fatto reagire con ossido di etilene (nella composizione denominata C2.1.); preferibilmente il composto tensioattivo nella composizione C2 è l'acido laurico fatto reagire con ossido di etilene (nella composizione denominta C2.2.); alternativamente il composto tensioattivo nella composizione C2 è l'alchilpoliglucoside (nella composizione denominata C2.3.).
Una terza forma di realizzazione preferita della presente invenzione è data dalla composizione 3), denominata C3, che comprende:
a) ammonio nitrato, in percentuale in peso compresa da 24 a 30%;
b) un composto tensiattivo non-ionico scelto tra ossidi di alcheni (per esempio ossido di etilene, ossido di propilene) fatti reagire con alchilfenoli, alcoli, acidi grassi, o oli; polialchilenglicoli, alchilpoliglucamidi (AGAs), alchilpoliglucosidi (APGs), in percentuale in peso compresa da 35 a 55%;
c) matrice organica a base di zuccheri semplici scelti preferibilmente tra fruttosio, glucosio, galatturosio, in percentuale in peso compresa da 1 a 10%;
d) matrice azotata a base di azoto organico, in percentuale compresa tra 1% e 10 %;
e) acido citrico, in percentuale in peso compresa tra 0,2 a 2%;
f) solvente acquoso, in percentuale in peso compresa da 10 a 40%.
Vantaggiosamente il composto tensioattivo nella composizione C3 è il nonìlfenolo fatto reagire con ossido di etilene (nella composizione denominata C3.1.); preferibilmente il composto tensioattivo nella composizione C3 è l’acido laurico fatto reagire con ossido di etilene (nella composizione denominta C3.2.); alternativamente il composto tensioattivo nella composizione C3 è l’alchilpoliglucoside (nella composizione denominata C3.3.).
La composizione C3 è particolarmente indicata nella coltura dell’actinidia dove interviene nel metabolismo di costituzione delle riserve nutritive delle gemme determinandone l’interruzione della dormienza. La rottura delle gemme risulta più uniforme e si consegue una maggiore contemporaneità di fioritura tra le piante femminili e gli impollinatori.
Vantaggiosamente la composizione 3) contiene di radicali dell'acido citrico.
L’acido citrico è un composto organico prodotto naturalmente dalle cellule nel processo vitale di respirazione. Tale sintesi avviene negli organuli cellulari rappresentati dai mitocondri durante il “ciclo degli acidi tricarbossilici". L’acido citrico può lasciare i mitocondri per mezzo del sistema di trasporto degli acidi tricarbossilici ed entrano nel citosol (il plasma cellulare), dove possono agire come modulatori negativi della fosfofruttocinasi. Questo è l’enzima che catalizza la fosforilazione del fruttosio 6-fosfato a fruttosio 1 ,6-difosfato, che rappresenta una reazione regolatrice nel processo della glicolisi, la via catabolica attraverso la quale le cellule estraggono energia chimica da varie molecole combustibili.
I radicali dell’acido citrico portano, quindi, ad una diminuzione della velocità della glicolisi ed, in ultimo, della respirazione cellulare.
Nell’actinidia, la presenza di radicali dell’acido citrico durante la fase di differenziazione delle infiorescenze inibisce la formazione dei fiori laterali lasciando inalterata la formazione del fiore centrale (probabilmente grazie ad un fenomeno di dominanza apicale che alimenta in misura maggiore questo fiore).
Le caratteristiche chimico-fisiche di tre particolari composizioni rispettivamente del tipo C1.1 , del tipo C2.1., e del tipo C3.1. sono qui di seguito riportate:
COMPOSIZIONE pH densità Nonilfenolo/Azoto inorganico C1.1. 3,8 1 ,21 2,3:1
C2.1. 5,9 1 ,14 4,0:1
C3.1. 3,9 1 ,13 3,8:1
La Richiedente ha verificato l’azione della composizione C2 sulla cultivar dell'uva da tavola, in maniera particolare sulla cultivar Italia, sulla cultivar Matilde (una delle più precoci cultivar non apirene) e sulla cultivar Sugraone (cultivar apirena dove la cecità delle gemme compromette la redditività della coltura).
Nella prova sulla cultivar Italia, la composizione C2 è stata applicata in tre (3) diverse date al fine di valutare l'influenza dell’epoca di impiego su l'esito del trattamento; in particolare, i trattamenti sono stati eseguiti circa 60, 45 e 30 giorni prima dell’apertura delle gemme.
Le prove sulla cultivar Matilde e sulla cultivar apirena Sugraone sono state eseguite realizzando i trattamenti in due (2) diverse date (circa 60 giorni prima dell'apertura delle gemme e circa 45 giorni prima dell'apertura delle gemme).
Le tesi a confronto sono state testate in tutti gli appezzamenti su parcelle di cinque (5) piante ripetute tre (3) volte su filari differenti. I trattamenti sono stati eseguiti impiegando un volume d'acqua pari a 600-800 l/ha; la distribuzione è avvenuta con pompa a spalla a scoppio (2-2,5 1/5 piante).
Su ciascun tralcio di ogni pianta è stata seguita l'evoluzione fenologica delle singole gemme.
In particolare per quanto riguarda la cultivar Italia, in data 19/04/1997 la lunghezza media delle gemme era la seguente:
Testimone C2 dopo 60 gg C2 dopo 45 gg C2 dopo 30 gg
3.8 cm 10.2 cm 6 cm 4 cm In particolare per quanto riguarda la cultivar Matilde, in data 19/04/1997 la lunghezza media delle gemme era la seguente :
Testimone C2 dopo 60 gg C2 dopo 45 gg
1.6 cm 5.4 cm 4.1 cm
In particolare per quanto riguarda la cultivar Sugraone in data 03/04/1997 la lunghezza media delle gemme era la seguente:
Testimone C2 dopo 60 gg C2 dopo 45 gg
10.1 cm 18.7 cm 15 cm
Nelle stesse date è stato, poi, rilevata la percentuale di gemme miste di cui si è avuta la mancata schiusura.
In particolare per quanto riguarda la cuiltivar Italia in data 19/04/1997, le percentuali di gemme cieche erano le seguenti:
Testimone C2 dopo 60 gg C2 dopo 45 gg C2 dopo 30 gg
25% 12.5% 22% 25%
ln particolare per quanto riguarda la cultivar Matilde in data 19/04/1997 le percentuali di gemme cieche erano le seguenti:
Testimone C2 dopo 60 gg C2 dopo 45 gg
19% 10% 16%
In particolare per quanto riguarda la cultivar Sugraone , in data 03/04/1997, le percentuali di gemme cieche erano le seguenti:
Testimone C2 dopo 60 gg C2 dopo 45 gg
44% 19% 40%
I dati sopra riportati relativi alla lunghezza media dei getti ed alla percentuale di gemme cieche delle tre cultivar in esame evidenziano un diverso effetto del trattamento con la composizione C2 a seconda della sua epoca d'impiego.
In seguito al trattamento a circa 60 giorni dalla naturale apertura delle gemme, le piante trattate con la composizione C2 hanno determinato un netto anticipo delle aperture delle gemme che si è riflesso successivamente in una maggiore lunghezza media dei germogli rispetto al testimone. In particolare, la composizione C2 ha determinato una differenza con il testimone di 6,4 cm nella cultivar Italia, di 3,8 cm nella cultivar Matilde e 8,6 cm nella cultivar Sugraone. Nel trattamento a circa 45 giorni dall'apertura delle gemme, il testimone è risultato nuovamente in ritardo rispetto alle piante trattate ma le differenze, come sopra riportato, sono risultate inferiori a quelle inerenti al precedente trattamento.
Il trattamento a circa 30 giorni dall’apertura delle gemme è stato eseguito in un appezzamento che è risultato leggermente in ritardo rispetto al precedente; in ogni caso, non è emersa alcuna differenza tra le piante trattate ed il testimone in termini di tempo di apertura delle gemme.
I dati sopra riportati illustrano come la percentuale di gemme di cui si è avuta una mancata schiusura (gemme cieche) sia risultata influenzata dall'applicazione della composizione C2 qualora questa avvenga 60 giorni prima dell’apertura delle gemme. Infatti, le piante trattate hanno presentato una maggiore schiusura delle gemme poste alla base dei tralci (12,5% in meno nella cultivar Italia, 9% nella cultivar Matilde e 25% nella cultivar Sugraone). Con il trattamento a circa 45 giorni dall’apertura delle gemme, la composizione C2 ha conservato una leggera azione mentre con il trattamento a circa 30 giorni nella cultivar Italia non è stata rilevata alcuna differenza con il testimone.
Le prove eseguite sulle diverse cultivar di uva da tavola hanno evidenziato la possibilità di anticipare il risveglio vegetativo della coltura, di rendere più omogenea l'apertura delle gemme lungo il tralcio e di ridurre la mancata schiusura delle gemme alla base dei tralci.
Questi obiettivi sono stati conseguiti attraverso l’impiego della composizione C2, oggetto della presente invenzione, ad una concentrazione pari al 7% in associazione a nitrato di calcio ad una concentrazione pari al 20%.
Per ottenere le migliori prestazioni da parte della composizione C2 è risultato molto vantaggiosa l'applicazione precoce (60 giorni prima dell’apertura delle gemme). Le applicazioni più tardive hanno portato a risultati minori.
La Richiedente ha verificato l’azione sulla coltura dell’actinidia della composizione C3 attraverso quattro prove nell’Italia centro-meridionale dove il numero di ore di freddo (T<7,2°C) nel corso della stagione 1997-98 è risultato inferiore a 500. Vantaggiosamente la Richiedente ha impiegato la composizione C3 ad una concentrazione del 7% peso/volume e 10% peso/volume in associazione a nitrato di calcio alla concentrazione di 20%. Inoltre è stata verificata la differenza tra l’applicazione a 60 giorni e quella a 45 giorni. La quantità di soluzione per pianta è stato quella corrispondente ad volume di 6-8 hl/ha Nella seguente tabella 2 è indicato il programma di sperimentazione della composizione C3, oggetto della presente invenzione su actinidia. N.Tesi Prodotto+dose(p/v) Vol.H20 g g . d a l risveglio
1. Testimone
2. (C3, 7%+Nitrato di calcio, 20%) 8hl 60 3. (C3, 7%+Nitrato di calcio, 20%) 8hl 45 4. (C3, 10%+Nitrato di calcio, 20%) 8hl 60 Nella fase del risveglio vegetativo, è stata valutata la capacità di simulazione del soddisfacimento in freddo da parte della composizione C 3 mediante la valutazione dell'anticipo dell’interruzione della dormienza delle gemme avvenuta con la determinazione (a germogliamento completato) della lunghezza media dei germogli su cinque tralci per pianta. Sono stati presi in considerazione rami con uguale numero di gemme.
In fase di fioritura, nella prove in cui le parcelle hanno compreso sia piante femminili della cultivar Hayward che impollinatori, sono stati determinati i giorni di inizio e fine fioritura di entrambi i tipi di piante presenti in ciascuna parcella. Si è determinato, così, la contemporaneità di fioritura indotta dal trattamento con la composizione C3.
La valutazione della riduzione della percentuale delle infiorescenze con due o tre fiori è stata eseguita, in un primo momento, durante la loro formazione. Successivamente, al momento del diradamento manuale, è stato rilevato il numero di frutti diradati per ciascuna pianta delle diverse parcelle. Ovviamente, il valore medio presenta una relazione diretta con la percentuale delle suddette infiorescenze con due o tra fiori.
In fase di raccolta è stata rilevata la percentuale dei frutti tripli, dei frutti piatti e dei frutti sotto misura (con peso inferiore a 65 grammi) mentre in un’altra è stato valutato, oltre alla percentuale dei frutti sotto misura, anche il peso medio dei frutti.
Relativamente alla capacità di germogliamento indotta dalle diverse tesi nei luoghi dove il fabbisogno in freddo non è soddisfatto (numero di ore al di sotto di 7,2 °C inferiore a 400-600), l'impiego della composizione C3 al 7%, in associazione con il nitrato di calcio al 20% ha anticipato l’interruzione della dormienza delle gemme determinando una differenza con il testimone, nelle diverse prove, di 4-6 cm. L’aumento della concentrazione della composizione C3 al 10% ha consentito una maggiore capacità di germogliamento. I trattamenti eseguiti 45 giorni prima dell’apertura delle. gemme hanno registrato una lunghezza media dei getti nettamente inferiore a quella relativa ai trattamenti a 60 giorni.
E’ stata anche rilevata la percentuale dei diversi tipi di fiori; tali risultati sono riportati in grafico 1 qui allegato. Nel testimone, gli impollinatori hanno avuto una fioritura che è iniziata e conclusa prima delle piante femminili; una parte dei fiori femminili (quelli più tardivi) sono, così, lasciati privi di fonte di polline. Le tesi della composizione C3 al 7% e 10% hanno permesso una coincidenza della fioritura delle piante femmina e degli impollinatori. Infatti, è stata riscontrata una maggiore uniformità della tipologia dei fiori (fiori non fioriti, fiori appena fioriti e fiori sfioriti) tra i due tipi di piante. Inoltre, il trattamento ha determinato una riduzione del periodo di fioritura che rappresenta la condizione per una maggiore uniformità di pezzatura dei frutti. I trattamenti tardivi (a 45 giorni dal risveglio) hanno avuto scarso effetto nel far coincidere e ridurre la fioritura dei due tipi di piante. Nelle prove in cui la percentuale nel testimone è risultata più alta (30-60%), la composizione C3 ha determinato una sensibile riduzione della percentuale delle infiorescenze con 2 o 3 fiori, impiegato a 60 giorni dal risveglio sia alla dose del 7% che del 10% (in associazione al 20% di nitrato di calcio); tra le due dosi non è emersa alcuna differenza significativa. Il risultato ottenuto dall’impiego della composizione C3 al 7% in associazione con il nitrato di calcio al 20% con applicazione a 60 giorni dal risveglio è risultato compromesso nell’applicazione più tardiva (a 45 giorni) per la quale non è stata riscontrata alcuna differenza significativa con il testimone in ciascuna delle prove in esame.
L’effetto di questa riduzione della percentuale di infiorescenze con due o tre fiori è stata una richiesta di diradamento manuale di minore entità. Infatti, il numero di frutti diradati ha avuto la stessa riduzione riscontrata per le infiorescenze con 2-3 fiori,
Nelle località dove il fabbisogno in freddo non è soddisfatto l’impiego della composizione C3 alla concentrazione del 7% peso/volume in associazione al nitrato di calcio alla dose del 20% peso/volume ha determinato un maggior germogliamento con anticipo dell'apertura delle gemme. L’aumento della dose della composizione C3 da 7% a 10% in associazione con il nitrato di calcio sempre alla concentrazione del 20% ha consentito di ottenere significativi miglioramenti del germogliamento.
L’applicazione della composizione C3, determinando una contemporaneità di apertura delle gemme trattate (anche di piante differenti), ha favorito una maggiore contemporaneità nella formazione delle infiorescenze maschili e femminili. Quindi, si è avuta una riduzione del periodo di fioritura con conseguente uniformità della pezzatura dei frutti; inoltre, la fioritura delle piante di sesso opposto é coincisa con vantaggio del processo di impollinazione (perché tutti i fiori usufruiscono di polline disponibile).
Notevole rilievo assume, poi, la marcata azione della composizione C3 sulla riduzione del numero di infiorescenze con due o tre fiori che si è riflessa, poi, in un minor numero frutti da diradare. Questo ha fornito un duplice vantaggio: 1) risparmio nel diradamento manuale; 2) incremento della pezzatura dei frutti grazie alla precoce eliminazione della competizione nutritiva tra i frutti. Quest’azione diradante della composizione C3, nelle quattro prove eseguite nell’Italia centromeridionaie, è variata da 45% a 82%. Non sono emerse differenze significative tra i risultati di diradamento relativi ai due dosaggi della composizione 3 dalla concentrazione di 7% a 10%.
Infine, l’epoca d'impiego dei prodotti ha assunto notevole importanza sull’esplicazione dei diversi effetti in quanto le applicazioni a 60 giorni dal risveglio hanno avuto un’azione nettamente superiore a quella delle applicazioni a 45 giorni.

Claims (16)

  1. R I V E N D I C A Z I O N I 1. Una composizione per stimolare l’interruzione della dormienza delle gemme dei fruttiferi caratterizzata dal fatto che comprende almeno un composto scelto dal gruppo A ed almeno un composto scelto dal gruppo B, in cui il gruppo A consiste di nitrati di metalli alcalini, nitrati di metalli alcalini terrosi, nitrato di ammonio e altri sali di ammonio; e il gruppo B consiste di ossidi di alcheni fatti reagire con alchilfenoli, alcoli, acidi grassi, o oli; polialchilenglicoli; alchilpoliglucamidi; alchilpoliglucosidi.
  2. 2. La composizione secondo la rivendicazione 1, caratterizzata dal fatta che contiene i composti del gruppo A e del gruppo B in rapporto in peso compreso tra 1:9 e 9:1.
  3. 3. La composizione secondo la rivendicazione 2, caratterizzata dal fatto che contiene i composti del gruppo A e del gruppo B in rapporto in peso compreso tra 1 :5 e 5:1.
  4. 4. La composizione secondo una o più delle rivendicazioni precedenti, caratterizzata dal fatto che gli ossidi di alcheni sono scelti dal gruppo consistente di ossido di etilene e ossido di propilene.
  5. 5. La composizione secondo una o più delle rivendicazioni precedenti, nella quale il composto del gruppo A è scelto tra nitrato di sodio, nitrato di potassio, nitrato di calcio, nitrato di magnesio e nitrato di ammonio.
  6. 6. La composizione secondo una o più delle rivendicazioni da 1 a 5, caratterizzata dal fatto che il composto del gruppo B è scelto tra nonilfenolo fatto reagire con ossido di etilene, acido laurico fatto reagire con ossido di etilene.
  7. 7. La composizione secondo una o più delle rivendicazioni da 1 a 4, caratterizzata dal fatto che il composto del gruppo A è il nitrato di ammonio e il composto del gruppo B è scelto dal gruppo consistente di nonilfenolo fatto reagire con ossido di etilene, acido laurico fatto reagire con ossido di etilene.
  8. 8. La composizione secondo una o più delle rivendicazioni precedenti, caratterizzata dal fatto che detta composizione inoltre contiene in aggiunta ad uno o più composti scelti del gruppo A e ad uno o più composti scelti dal gruppo B una matrice organica a base di zuccheri semplici scelti dal gruppo consistente di fruttosio, glucosio e galatturosio e una matrice azotata a base di azoto organico.
  9. 9. La composizione seconda la rivendicazione 8, caratterizzata dal fatto che comprende: a) ammonio nitrato, in percentuale in peso compresa da 24 a 40%; b) un composto tensioattivo non-ionico scelto tra ossidi di alcheni fatti reagire con alchilfenoli, alcoli, acidi grassi, o oli; polialchilenglicoli; alchilpoliglucamidi (AGAs); alchilpoliglucosidi (APGs), in percentuale in peso compresa da 5 a 32%; c) matrice organica a base di zuccheri semplici scelti tra fruttosio, glucosio, galatturosio ed altri, in percentuale in peso compresa da 1 a 7%; d) matrice azotata a base di azoto organico, in percentuale in peso compresa tra 1 % e 11 % ; e) solvente acquoso, in percentuale in peso compresa da 10 a 40%.
  10. 10. La composizione secondo la rivendicazione 8, caratterizzata dal fatto che comprende: a) ammonio nitrato, in percentuale in peso compresa da 20 a 36%; b) un composto tensioattivo non-ionico scelto tra ossidi di alcheni fatti reagire con alchilfenoli, alcoli, acidi grassi, o oli; polialchilenglicoli; alchilpoliglucamidi (AGAs); alchilpoliglucosidi (APGs); in percentuale in peso compresa da 30 a 55%; c) matrice organica a base di zuccheri semplici scelti tra fruttosio, glucosio, galatturosio, in percentuale in peso compresa da 1 a 10%; d) matrice azotata a base di azoto organico, in percentuale in peso compresa tra 1% e 10% ; e) solvente acquoso, in percentuale in peso compresa da 10 a 40%.
  11. 11. La composizione secondo la rivendicazione 8, caratterizzata dal fatto che comprende: a) ammonio nitrato, in percentuale in peso compresa da 24 a 30%; b) un composto tensioattivo non-ionico scelto tra ossidi di alcheni fatti reagire con alchilfenoli, alcoli, acidi- grassi, o oli; polialchilenglicoli; alchilpoliglucamidi (AGAs); alchilpoliglucosidi (APGs); in percentuale in peso compresa da 35 a 55%; c) matrice organica a base di zuccheri semplici scelti tra fruttosio, glucosio, galatturosio, in percentuale in peso compresa da 1 a 10%; d) matrice azotata a base di azoto organico, in percentuale in peso compresa tra 1% e 10% ; e) acido citrico, in percentuale in peso compresa tra 0,2 a 2%; f) solvente acquoso, in percentuale in peso compresa da 10 a 40%.
  12. 12. Uso di una composizione secondo una o più delle rivendicazioni precedenti, per stimolare l’interruzione della dormienza delle gemme dei fruttiferi.
  13. 13. Uso secondo la rivendicazione 12, caratterizzato dal fatto che la composizione secondo una o più delle rivendicazioni da 1 a 11 viene applicata ai fruttiferi in associazione con il nitrato di calcio.
  14. 14. Uso secondo la rivendicazione 13, caratterizzato dal fatto che viene applicata ai fruttiferi una soluzione acquosa comprendente dal 5 al 7% in peso di una composizione comprendente: a) ammonio nitrato, in percentuale in peso compresa da 24 a 40%; b) un composto tensioattivo non-ionico scelto tra ossidi di alcheni fatti reagire con alchilfenoli, alcoli, acidi grassi, o oli; polialchilenglicoli; alchilpoliglucamidi (AGAs); alchilpoliglucosidi (APGs), in percentuale compresa da 5 a 32%; c) matrice organica a base di zuccheri semplici scelti tra fruttosio, glucosio, galatturosio ed altri, in percentuale in peso compresa da 1 a 7%; d) matrice azotata a base di azoto organico in percentuale in peso compresa tra 1 e 11%; e) solvente acquoso, in percentuale in peso compresa da 10 a 40%; in associazione con il nitrato di calcio in concentrazione compresa da 9 a 12% in peso.
  15. 15. Uso secondo la rivendicazione 13, caratterizzata dal fatto che viene applicata ai fruttiferi una soluzione acquosa comprendente dal 7 al 10% in peso di una composizione comprendente: a) ammonio nitrato, in percentuale in peso compresa da 20 a 36%; b) un composto tensioattivo non-ionico scelto tra ossidi di alcheni fatti reagire con alchilfenoli, alcoli, acidi grassi, o oli alcossilati; polialchilenglicoli; alchilpoliglucamidi (AGAs); alchilpoliglucosidi (APGs), in percentuale in peso compresa da 30% a 55% c) matrice organica a base di zuccheri semplici scelti tra fruttosio, glucosio, galatturosio, in percentuale in peso compresa da 1 a 10%; d) matrice azotata a base di azoto organico in percentuale in peso compresa tra 1 e 10%; e) solvente acquoso, in percentuale in peso compresa da 10 a 40%; in associazione con il nitrato di calcio in concentrazione compresa tra 16 e 24% in peso.
  16. 16. Uso secondo la rivendicazione 13, caratterizzato dal fatto che viene applicata ai fruttiferi una soluzione acquosa comprendente dal 7 al 10% in peso di una composizione comprendente: a) ammonio nitrato, in percentuale in peso compresa da 24 a 30%; b) un composto tensioattivo non-ionico scelto tra ossidi di alcheni fatti reagire con alchilfenoli, alcoli, acidi grassi, o oli; polialchilenglicoli; alchilpoliglucamidi (AGAs); alchilpoliglucosidi (APGs), in percentuale compresa da 35 a 55%; c) matrice organica a base di zuccheri semplici scelti tra fruttosio, glucosio, galatturosio, in percentuale in peso compresa da 1 a 10%; d) matrice azotata a base di azoto organico in percentuale in peso compresa tra 1 e 10%; e) acido citrico, in percentuale in peso compresa da 0.2 a 2%; f) solvente acquoso, in percentuale in peso compresa da 10 a 40% ; in associazione con il nitrato di calcio in concentrazione compresa da 18 a 24% in peso.
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