ITSA20130003A1 - Raccolta e recupero delle reti da pesca - Google Patents

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ITSA20130003A1
ITSA20130003A1 IT000003A ITSA20130003A ITSA20130003A1 IT SA20130003 A1 ITSA20130003 A1 IT SA20130003A1 IT 000003 A IT000003 A IT 000003A IT SA20130003 A ITSA20130003 A IT SA20130003A IT SA20130003 A1 ITSA20130003 A1 IT SA20130003A1
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IT
Italy
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recovery
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fishing nets
waste
nets
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IT000003A
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English (en)
Inventor
Marilena Pantaleo
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Omega Plastic S R L
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    • BPERFORMING OPERATIONS; TRANSPORTING
    • B09DISPOSAL OF SOLID WASTE; RECLAMATION OF CONTAMINATED SOIL
    • B09BDISPOSAL OF SOLID WASTE NOT OTHERWISE PROVIDED FOR
    • B09B3/00Destroying solid waste or transforming solid waste into something useful or harmless
    • BPERFORMING OPERATIONS; TRANSPORTING
    • B29WORKING OF PLASTICS; WORKING OF SUBSTANCES IN A PLASTIC STATE IN GENERAL
    • B29BPREPARATION OR PRETREATMENT OF THE MATERIAL TO BE SHAPED; MAKING GRANULES OR PREFORMS; RECOVERY OF PLASTICS OR OTHER CONSTITUENTS OF WASTE MATERIAL CONTAINING PLASTICS
    • B29B17/00Recovery of plastics or other constituents of waste material containing plastics
    • BPERFORMING OPERATIONS; TRANSPORTING
    • B29WORKING OF PLASTICS; WORKING OF SUBSTANCES IN A PLASTIC STATE IN GENERAL
    • B29BPREPARATION OR PRETREATMENT OF THE MATERIAL TO BE SHAPED; MAKING GRANULES OR PREFORMS; RECOVERY OF PLASTICS OR OTHER CONSTITUENTS OF WASTE MATERIAL CONTAINING PLASTICS
    • B29B17/00Recovery of plastics or other constituents of waste material containing plastics
    • B29B17/02Separating plastics from other materials

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  • Engineering & Computer Science (AREA)
  • Environmental & Geological Engineering (AREA)
  • Mechanical Engineering (AREA)
  • Eye Examination Apparatus (AREA)

Description

Brevetto per Invenzione Industriale dal titolo:
Raccolta e recupero delle reti da pesca.
Descrizione
Il presente trovato riguarda l'utilizzo efficace ed economico secondo una metodica di mezzi che facilitano la raccolta ed il recupero, ai fini del riciclo, delle reti da pesca in materiale plastico.
Come è noto le reti sono strumenti costituiti da filati di qualsiasi natura, intrecciati a maglie di varia grandezza, e si dividono, in relazione al loro impiego, nei seguenti tipi: reti da posta, reti da circuizione, reti da traino, reti da raccolta, reti da lancio.
Alle ormai note cause di degrado, quali inquinamento e cementificazione delle coste, pesca irrazionale ed erosione costiera, oggi se ne aggiungono altre più subdole ed invisibili, ma non meno devastanti.
Infatti una moltitudine di reti da pesca abbandonate sono disseminate sulle spiagge e sulle banchine dei porti ma anche e soprattutto in aree sempre più vaste dei fondali marini, provocando una crescente forma di desertificazione degli ecosistemi marini.
Il fenomeno non è certo recente, in secoli di storia marinara le reti abbandonate dai pescatori hanno sempre trovato dimora un po' dappertutto. La differenza, rispetto a qualche decennio fa sta, nella crescita delle flotte di pescherecci che fanno uso di materiali per le reti da pesca in materiale polimerico difficilmente degradabili e distruttibili.
Purtroppo, fino ad oggi, raramente il fenomeno dell’abbandono delle reti senza nessun impegno, pur segnalato, ha suscitato interesse e non ha mai provocato interventi significativi da parte delle autorità marittime.
I danni prodotti dalle reti abbandonate non possono che accentuare il divario che esiste tra voglia di tutela ambientale e reale possibilità di attuare una politica di sviluppo sostenibile.
Uno dei problemi legati al recupero delle reti da pesca in plastica è l'assenza di una procedura efficace che dia convenienza economica all'operazione e che scoraggi l’abbandono delle reti da pesca giunte a fine vita, in mare o sulle banchine dei porti , permettendo il loro recupero e la rigenerazione in nuovi prodotti.
Scopo quindi del presente trovato è quello di utilizzare una collazione di mezzi di semplice utilizzo e di basso costo, in modo tale che il conferimento e la raccolta ed il trattamento delle reti da pesca, possa attuarsi con il vantaggio di tutti gli attori, i pescatori, le autorità portuali, e l'agente deputato al recupero e trattamento, e soprattutto a vantaggio dell'ambiente.
Più in particolare il presente trovato, in accordo con lo scopo precedente, si estrinseca attraverso una procedura che contempla la fase di ritiro delle reti da pesca abbandonate nei porti italiani, il provvedere al loro trasporto fino alla sede dove le stesse verranno stoccate, divise per tipologia a seconda del materiale di cui sono fatte, spogliate dei materiali metallici ed eventualmente delle funi riutilizzabili, e tagliate al fine di ottenere materia prima seconda in plastica che sarà poi commercializzata.
L’iniziativa proposta si pone quindi i seguenti obiettivi: sgravio per le autorità portuali che attualmente non sanno come gestire le reti da pesca abbandonate; dare una nuova vita ai materiali di cui sono costituite, altrimenti destinati alla discarica, in modo da farli rientrare nel ciclo economico, ottenere una prospettiva in termini di eco sostenibilità e sviluppo sostenibile.
Questi obiettivi vengono realizzati semplicemente provvedendo al ritiro delle reti da pesca abbandonate nei porti italiani; trasportare le stesse fino alla sede operativa di trattamento; quindi provvedere allo stoccaggio delle stesse secondo le diverse tipologie di materiale, e la loro riduzione volumetrica.
Di seguito vengono elencate le varie fasi ed i relativi mezzi che si utilizzano nell’attuazione del presente trovato.
In relazione alle diverse realtà locali, in primo luogo si darà attuazione al sistema di conferimento mediante una organizzazione di servizio che risponda a criteri di facilità di accesso, efficienza ed economicità, con la fornitura ai porti di mezzi , quali scarrabili o cassoni, adeguati al traffico esistente ed al sistema porto in generale, in modo da scoraggiare il ricorso alla discarica in mare e l’abbandono indiscriminato; e l'approntamento di strumenti di controllo per il monitoraggio del rispetto degli standard qualitativi del servizio.
Quindi, in ogni porto verranno indicate delle apposite aree, che saranno attrezzate con dei contenitori in cui sarà possibile depositare i rifiuti costituiti dalle reti da pesca fuori uso, senza alcuna autorizzazione, in quanto le suddette aree dedicate vengono considerate "deposito temporaneo di rifiuti nel luogo in cui gli stessi sono prodotti”, prima di essere avviati a trattamento attraverso una ditta autorizzata al trasporto, con cadenza almeno trimestrale, indipendentemente dalle quantità di materiale in deposito, oppure quando il quantitativo di rifiuti (reti da pesca) in deposito raggiunga complessivamente i 30 metri cubi. In quest’ultimo caso quando il quantitativo di rifiuti non superi il predetto limite, il deposito temporaneo non può avere durata superiore ad un anno. Quindi, l’autorità portuale, o le associazioni pescatori deputate, potranno decidere di conservarli in deposito per tre mesi in qualsiasi quantità, prima di avviarli allo smaltimento o al recupero, oppure potranno scegliere di conservare i rifiuti in deposito per un anno, purché la quantità non raggiunga i trenta metri cubi nel caso di rifiuti non pericolosi.
In pratica, il rifiuto, in attesa di essere conferito a terzi autorizzati al trasporto/smaltimento, deve essere stoccato in un’area specifica chiamata deposito temporaneo che è l’unico a non essere soggetto ad alcuna autorizzazione (al contrario del deposito preliminare e messa in riserva) se si rispettano precise condizioni e vincoli e quantitativi/temporali.
Alla luce di quanto innanzi esposto, parte integrante del presente trovato è la stipula di apposita convenzione con le diverse autorità portuali (o associazioni di pescatori deputate) che, qualora lo riterranno opportuno (ovvero ogni tre mesi oppure quando si raggiunge il valore di 30 me.), chiameranno la ditta al fine del ritiro delle reti, che saranno accompagnati da formulario con precisa identificazione dei codici CER. previa caratterizzazione del rifiuto con annesso rapporto di prova. Per tale tipologia di rifiuti, si prevede per l’attività di recupero una messa in riserva [R13] per la produzione di materie prime secondarie per l’industria delle materie plastiche, mediante asportazione delle sostanze estranee (qualora presenti), trattamento per l’ottenimento di materiali plastici conformi alle specifiche UNIPLAST -UNI 10667 e per la produzione di prodotti in plastica nelle forme usualmente commercializzate [R3].
I quantitativi imposti per tali attività e per tale tipologia di rifiuti sono di 7.700 t/anno per [R13] (messa in riserva). L’impianto di recupero realizzato tratta al massimo 7.700 t/anno, e sarà articolato in quattro sezioni, come di seguito riportato:
1. area di ricezione dei rifiuti; 2. conferimento e trasporti esterni ed interni; 3. lavorazione;
4. stoccaggio dei prodotti ottenuti.
Il primo reparto, area di ricezione, da realizzarsi preferibilmente all’esterno, consiste nella effettuazione di operazioni di pesatura del mezzo conferente, nella verifica della validità dei documenti e nella registrazione dei materiali conferiti. È previsto l’utilizzo di una pesa basculante per il controllo del carico sugli automezzi in transito.
Il secondo reparto, conferimento, interno al fabbricato di lavorazione, consiste in un’area di scarico dei materiali da avviare alla riduzione volumetrica. In particolare si prevede un iniziale scarico a raso dal quale un mezzo di movimentazione interna (caricatore semovente gommato dotato di benna) provvede al caricamento dei rifiuti nei box.
Il terzo reparto, lavorazione, è anch’esso disposto all’interno del fabbricato dedicato all’attività di selezione, valorizzazione e recupero. La cernita è di tipo manuale e con l’utilizzo di un metal detector. Un sistema ottico di rilevamento delle reti e delle tipologie di materiale, che passano su un nastro trasportatore, si pensa di aggiungere in futuro, per velocizzare l’operazione di cernita. Le principali tipologie di materie plastiche recuperabili con cui sono fatte le reti da pesca, sono essenzialmente: nylon; polietilene ; polipropilene ; poliestere ; poliammide ; policloruro. Le reti, vengono private dei materiali estranei , quali il piombo (il quale sarà raccolto per essere ceduto a ditte autorizzate al suo trattamento) E’ possibile inoltre recuperare le corde (corda galleggiante e corda di affondamento) cucite sulla rete da pesca, che di solito vengono riutilizzate 4-5 volte prima che la fune diventa usurata a tal punto che è necessario completamente sostituirla. Questo processo viene eseguito a mano. Ulteriori macchinari dedicati a tale operazione risultano essere un taglia balle con annessa una pressa, che consentono di ottenere la riduzione volumetrica delle reti.
Lo stoccaggio provvisorio delle reti tagliate, sempre divise per materiali, da avviare al circuito di riciclaggio, è effettuato, all’interno del suddetto fabbricato, su pellets. L’attività di messa in riserva [R13], avviene mediante stoccaggio provvisorio dei rifiuti speciali non pericolosi distinti per tipologie merceologiche omogenee, in contenitori box in plastica o in metallo, dotati di coperchio a perfetta tenuta e sovrapponibili, assicurandosi un adeguato livello di resistenza in funzione della natura e delle proprietà chimico-fisiche dei rifiuti da contenere. In particolare i contenitori box da adottarsi per il contenimento dei rifiuti risulteranno provvisti di un sistema di chiusura superiore impermeabile, in modo da escludere l’incidenza delle acque meteoriche sui rifiuti in stoccaggio provvisorio, nonché di tutti gli accessori e/o dispositivi funzionali a garantire l’esecuzione, in condizioni di massima sicurezza, di qualsivoglia operazione di carico e scarico rifiuti.
I box in plastica sono del tipo “EXPORT”, sovrapponibili a gruppi di 3 delle dimensioni di cm 80x120 h 85, e sono posizionati in modo tale da garantire agevoli operazioni di “carico e scarico”, e collocati sia all'esterno che all'interno del capannone.
II dimensionamento delle aree di stoccaggio del materiale è stato realizzato stabilendo delle capacità medie orarie di trattamento e delle capacità medie annuali di stoccaggio, considerando di lavorare 300 giorni all’anno per otto ore al giorno.
Si procederà all'esecuzione di campionamenti ed analisi sui rifiuti ai fini della relativa caratterizzazione chimico-fìsica, condotte secondo metodiche standardizzate, riconosciute valide a livello nazionale, comunitario o internazionale, almeno ogni inizio di attività e, successivamente, ogni 2 anni e, comunque, ogni volta che intervengono modifiche sostanziali nel processo di recupero dei rifiuti.
Il materiale plastico ottenuto può essere riciclato secondo una miscela indifferenziata; oppure selezionato per tipo di materiale. Nel primo caso è possibile realizzare componenti di grosso spessore e di colore scuro, applicabili in edilizia, agricoltura, commercio (recinzioni, pali, sedili, bancali per merci) utilizzando miscele di materiali termoplastici. La selezione per tipo di polimero che è invece ciò che il presente trovato si propone , implica, invece, una selezione molto spinta permettendo una maggiore valorizzazione del materiale recuperato. I materiali così ottenuti, temporaneamente stoccati presso l’impianto secondo le diverse tipologie di materiale, vengono successivamente avviati alle operazioni di riciclaggio vero e proprio presso impianti esterni autorizzati.
Come si è descritto si sono fomiti mezzi combinati ed una procedura di facile utilizzo e di basso costo per il recupero dei materiali delle reti da pesca giunte ormai a fine vita, ai fini del riciclo, altrimenti destinati aH’incenerimento o alla discarica od all’abbandono indiscriminato in fondo al mare.

Claims (7)

  1. Rivendicazioni 1) Raccolta e recupero delle reti da pesca che contempla la fase di ritiro delle reti da pesca da appositi cassoni, nei porti italiani, il provvedere al loro trasporto fino all'impianto dove le stesse verranno scaricate in contenitori, divise per tipologia a seconda del materiale di cui sono fatte, spogliate dei materiali metallici ed eventualmente delle funi riutilizzabili, e tagliate al fine di ottenere materia prima seconda in plastica stoccata in contenitori, che sarà poi commercializzata.
  2. 2) Raccolta e recupero delle reti da pesca come a rivendicazione 1) caratterizzata dal fatto che il conferimento delle reti da pesca a fine vita, avviene in apposite aree, considerate “deposito temporaneo di rifiuti nel luogo in cui gli stessi sono prodotti" entro scarrabili o cassoni, prima di essere avviati a trattamento, attraverso una ditta autorizzata al trasporto, con cadenza almeno trimestrale, indipendentemente dalle quantità di materiale in deposito, oppure quando il quantitativo di rifiuti (reti da pesca) in deposito raggiunga complessivamente i 30 metri cubi; opportunamente monitorate con videocamere e con precisa identificazione dei codici CER previa caratterizzazione del rifiuto con annesso rapporto di prova, nel rispetto degli standard qualitativi del servizio.
  3. 3) Raccolta e recupero delle reti da pesca come a rivendicazione 1) caratterizzata dal fatto che i quantitativi imposti per l'impianto di recupero per tale tipologia di rifiuti sono di 7.700 t/anno per [R13] (messa in riserva).
  4. 4) Raccolta e recupero delle reti da pesca come a rivendicazione 1) caratterizzata dal fatto che l’impianto è articolato in quattro sezioni : area di ricezione dei rifiuti; conferimento e trasporti esterni ed interni; lavorazione; stoccaggio dei prodotti ottenuti.
  5. 5) Raccolta e recupero delle reti da pesca come a rivendicazione 1) caratterizzata dal fatto che nel primo reparto, area di ricezione, avviene Γ effettuazione di operazioni di pesatura del mezzo conferente, la verifica della validità dei documenti e la registrazione dei materiali conferiti; con una pesa basculante si esegue il controllo del carico sugli automezzi in transito.
  6. 6) Raccolta e recupero delle reti da pesca come a rivendicazione 1) caratterizzata dal fatto che nel secondo reparto, conferimento, interno al fabbricato di lavorazione, si ha l’area di scarico dei materiali da avviare alla riduzione volumetrica, con un caricatore semovente gommato dotato di benna che provvede al caricamento dei rifiuti nei contenitori.
  7. 7) Raccolta e recupero delle reti da pesca come a rivendicazione 1) caratterizzata dal fatto che nel terzo reparto, lavorazione, si ha l’attività di selezione, valorizzazione e recupero, con una cernita manuale e con l’utilizzo di un metal detector; un sistema ottico di rilevamento delle reti e delle tipologie di materiale, che passano su un nastro trasportatore, velocizza l’operazione di cernita; le reti, vengono private dei materiali estranei, quali il piombo, e se possibile il recupero delle corde (corda galleggiante e corda di affondamento) cucite sulla rete da pesca; un taglia balle con annessa una pressa consentono di ottenere la riduzione volumetrica delle reti. 8) . Raccolta e recupero delle reti da pesca come a rivendicazione 1) caratterizzata dal fatto che lo stoccaggio provvisorio delle reti tagliate, divise per materiali, vengono stipate in contenitori in plastica o in metallo, dotati di coperchio a perfetta tenuta e sovrapponibili, a gruppi di 3 delle dimensioni di cm 80x120 h 85, assicurandosi agevoli operazioni di “carico e scarico’’, resistenza agli agenti atmosferici, e all’esecuzione di campionamenti ed analisi sui rifiuti ai fini della relativa caratterizzazione chimico-fìsica, condotte secondo metodiche standardizzate. 9) Raccolta e recupero delle reti da pesca come a rivendicazione 1) caratterizzata dal fatto che il materiale plastico ottenuto può essere riciclato secondo una miscela indifferenziata; oppure selezionato per tipo di materiale, quindi vengono successivamente avviati alle operazioni di riciclaggio presso impianti esterni autorizzati.
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Publication number Priority date Publication date Assignee Title
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