ITTO20000858A1 - Pressa radiale per produrre tubi flessibili ad alta pressione con elementi cavi provvisti di simmetria di rotazione e impiegati nei raccordi - Google Patents

Pressa radiale per produrre tubi flessibili ad alta pressione con elementi cavi provvisti di simmetria di rotazione e impiegati nei raccordi Download PDF

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    • B21MECHANICAL METAL-WORKING WITHOUT ESSENTIALLY REMOVING MATERIAL; PUNCHING METAL
    • B21DWORKING OR PROCESSING OF SHEET METAL OR METAL TUBES, RODS OR PROFILES WITHOUT ESSENTIALLY REMOVING MATERIAL; PUNCHING METAL
    • B21D39/00Application of procedures in order to connect objects or parts, e.g. coating with sheet metal otherwise than by plating; Tube expanders
    • B21D39/04Application of procedures in order to connect objects or parts, e.g. coating with sheet metal otherwise than by plating; Tube expanders of tubes with tubes; of tubes with rods
    • B21D39/048Application of procedures in order to connect objects or parts, e.g. coating with sheet metal otherwise than by plating; Tube expanders of tubes with tubes; of tubes with rods using presses for radially crimping tubular elements

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Description

Descrizione a corredo della domanda di brevetto per invenzione
Dal titolo: Pressa radiale per produrre tubi flessibili ad alta pressione con elementi cavi provvisti di simmetria di rotazione e impiegati nei raccordi tubolari.
DESCRIZIONE
L’invenzione riguarda una pressa radiale per la produzione di tubi flessibili ad alta pressione con elementi cavi provvisti di simmetria di rotazione e impiegati nei raccordi tubolari, con
a) un telaio della pressa con due bancali e due elementi di trazione disposti tra questi,
b) uno stampo della pressa, disposto all'interno del telaio e diviso in parti, con un asse dello stampo disposto in modo perpendicolare rispetto agli elementi di trazione e con due elementi di guida i quali si possono spostare l’uno verso l’altro, in ciascuno dei quali si trovano almeno due guide radiali con ganasce della pressa, e con
c) un dispositivo di comando per effettuare il movimento relativo degli elementi di guida e con superfici di comando per il movimento radiale in sincronismo di tutte le ganasce della pressa, quando è chiuso lo stampo della pressa.
Con il termine di “elementi con simmetria di rotazione” si devono intendere quei particolari provvisti di sezioni a forma di cerchi e di poligoni regolari, come esagoni e ottagoni. Le superfici esterne di tali particolari possono in tal caso avere uno sviluppo rettilineo, conico, bombato (con profilo a botte) oppure a gradini. I particolari provvisti di superfici di questo genere possono venire considerati mediante una corrispondente esecuzione delle ganasce della pressa -che di preferenza devono essere intercambiabili -.
Si tratta quindi di realizzare il collegamento assolutamente a tenuta di raccordi tubolari formati da un metallo di elevata resistenza (ad es. acciaio) con condotti tubolari flessibili. Il condotto tubolare flessibile è formato essenzialmente in tal caso da un elemento tubolare, sulle cui estremità vengono applicati a pressione manicotti a parete spessa. Nelle estremità vengono fissati a innesto raccordi che sono provvisti di elementi di collegamento, come ad es. quelli provvisti di filettature interne o esterne, di piastre frangiate, tratti incurvati tubolari, collettori, derivazioni tubolari, etc., le quali sporgono all’esterno dalle estremità dei tubi.
Le parti interne, i cosiddetti raccordi, sostengono dall’intemo le pareti del tubo flessibile durante le operazioni della pressa. Nel caso delle parti esterne, i manicotti di pressione, i loro diametri esterni vengono ridotti dalle ganasce della pressa fino al diametro finale voluto, per cui non soltanto si devono effettuare spostamenti elevati della pressa, bensì anche le forze applicate aumentano progressivamente. In tal modo, le operazioni della pressa devono avvenire con una elevata precisione in termini di dimensioni e di riproducibilità, sia nella produzione di grande serie che in quella di serie ridotte, poiché nel caso dei condotti tubolari flessibili che devono resistere a pressioni pari a 1000 bar (100 MPa) e più, si tratta molto spesso di particolari di sicurezza, i cui difetti o guasti possono provocare enormi costi e danni all ’ambiente, oltre a mettere anche a rischio le persone. In questo caso si tratta soprattutto di problemi di tenuta, poiché un getto di un liquido emesso ad una pressione di 1000 bar agisce come un utensile di taglio o una sega nei riguardi dell’oggetto colpito.
A ciò si aggiunge il fatto che i condotti tubolari flessibili assumono forme sempre più complesse seguendo gli sviluppi continui della tecnica. Le macchine e gli impianti diventano sempre più compatti riducendo il volume di montaggio dei condotti tubolari flessibili, per cui i loro progettisti devono risolvere sempre nuovi problemi, per poter installare in spazi sempre più ristretti condotti tubolari flessibili funzionanti secondo le norme e in modo perfetto. Le moderne macchine piegatrici a comando computerizzato hanno potuto fornire ad essi un aiuto insostituibile, poiché con queste macchine si possono produrre in modo rapido, preciso ed economico condotti tubolari arcuati di forma complessa e incurvati più volte, in modo economico e anche in piccole serie. Nel caso dei condotti tubolari arcuati, si può trattare anche di quelli che presentano un angolo di piegatura di 180 gradi con un raggio di piegatura il più possibile ridotto. Questi tipi di raggi di piegatura sono uguali ad esempio al diametro del tubo. I condotti flessibili tubolari di tali complessità vengono anche chiamati “combinazioni di tubature flessibili”. Per motivi di sicurezza e a causa dei relativi costi, i loro componenti non devono venire imbullonati reciprocamente, bensì devono venire accoppiati reciprocamente a pressione senza possibilità di distacco.
Secondo l’attuale stato della tecnica, non è possibile una produzione mediante pressa di tali combinazioni tubolari flessibili impiegate nel campo delle alte pressioni e delle pressioni estremamente elevate, ad es. nel’ambito degli impianti idraulici delle macchine da costruzione, quando le parti dei tubi e dei raccordi da produrre sporgono all’intemo del vano a forma di disco, intorno alle ganasce o agli stampi della pressa. In tale posizione si trovano di fatto, in relazione alla costruzione, i componenti delle presse radiali. Queste devono applicare effettivamente pressioni massime di 350 Mp, in parte anche maggiori. Sono note presse radiali con movimento sincrono e radiale di tutte le ganasce della pressa, nelle quali le ganasce vengono comandate per mezzo di superfici di comando mobili in senso assiale, aventi un profilo uniforme oppure a gradini e a forma di cono cavo o di piramide cava. In questo caso due o più ancoraggi di trazione, i quali collegano uno o più cilindri di trasmissione alle superfici di comando, sono distribuiti in modo equidistante e parallelo all’asse della pressa sulla sua superficie esterna, e quindi formano per così dire una gabbia, la quale impedisce una variazione della larghezza della forma geometrica dei pezzi, anche quando le ganasce della pressa vengono mantenute per un tempo molto breve in direzione assiale. Questi tipi di stampi della prezza non sono separabili. Ciò vale anche nel caso in cui le ganasce della pressa vengano trascinate medianti leve a ginocchiera, le quali appoggiano su di un anello chiuso.
L’invenzione riguarda invece gli stampi delle presse che possono essere divisi in parti, nei quali l’asse della pressa o dello stampo si sviluppa con direzione perpendicolare rispetto ad un telaio della pressa o a un piano principale del telaio della pressa.
E’ noto dal EP 0 263 614 B1 il fatto di disporre due mezzi stampi in un telaio della pressa a forma di C, al fine di migliorare l’accessibilità laterale dello stampo della pressa. Questi tipi di presse sono però limitati all’impiego durante la piegatura o la raggrinzatura” di manicotti formati in lamiera, in modo analogo a quanto è noto nel caso dei tappi a corona. A questo scopo è necessario applicare forze di compressione ridotte. Per produrre con la pressa manicotti a parete spessa in acciaio di elevata resistenza, con condotti tubolari elastici, queste presse non sono adatte dal momento che a questo scopo è necessario applicare pressioni estremamente elevate e grandi spostamenti di deformazione. Ciò potrebbe provocare un cedimento elastico del telaio della pressa a forma di C, il che viene anche descritto nel brevetto citato. Anche il cedimento elastico più limitato del telaio della pressa renderebbe difficile raggiungere i severi requisiti imposti in termini di tolleranze ristrette del diametro di stampaggio e di concentricità. Questo cedimento elastico può provocare una conicità non voluta nel caso di superfici cilindriche prestabilite.
E’ nota dal EP 0 539 787 Al una pressa radiale del tipo descritto aU’inizio, nella quale a entrambi i lati dell’asse della pressa o dello stampo sono disposti, alla distanza minima possibile e con disposizione simmetrica, due ancoraggi di trazione i quali permettono di fatto di applicare pressioni elevate, le quali però impediscono l’accesso laterale allo stampo della pressa. Un aumento della distanza degli ancoraggi di trazione comporterebbe che i due montanti della pressa, indeboliti dalle superfici di comando dello stampo, dovrebbero essere dimensionati in modo da avere una resistenza molto maggiore.
Una pressa radiale simmetrica perfezionata, con superfici di comando aggiuntive e con un maggior percorso di apertura dei mezzi stampi, è nota dal DE 198 14 474 Cl, però anche in questo caso non vi è alcuna accessibilità laterale per lo stampo della pressa, al fine di produrre pezzi di forma complicata o raccordi tubolari flessibili. Questo stampo della pressa può anche venire ritenuto un modello per lo stampo da impiegare nel caso dell’oggetto dell’invenzione, e d’altra parte l’invenzione non è limitata all’impiego di tali stampi della pressa.
Alla base dell’invenzione sta quindi il problema di indicare una pressa radiale del tipo descritto all’inizio, la quale pur essendo idonea ad applicare pressioni elevate, abbia un peso contenuto e dimensioni ridotte, e che ciò malgrado permetta di caricare e stampare in modo riproducibile e sicuro pezzi di forma diversa e complicata, anche in piccole serie e con tolleranze ridotte, e in particolare permetta di produrre tubi flessibili ad alta pressione con tenuta perfetta e con manicotti applicati a pressione con pareti spesse e con raccordi tubolari flessibili, i quali vengono piegati ad angolo e/o di 180 gradi e/o più volte, con raggi di piegatura ristretti e in uno spazio estremamente ridotto, con derivazioni, forme a forcella e/o piastre frangiate di grandi dimensioni. Questi tipi di condotti tubolari vengono anche chiamati “combinazioni tubolari flessibili". Per quanto riguarda le pressioni elevate, vengono in tal caso indicati valori massimi di 350 Mp, e quale limite di tolleranza per il diametro prodotto dalla pressa, tra i produttori dei tubi flessibili viene indicato un valore di ±0,1 mm.
La soluzione del problema posto viene effettuata secondo l’invenzione con la pressa radiale indicata aH’inizio, in modo tale per cui:
d) gli elementi di trazione sono disposti in modo asimmetrico rispetto all’asse dello stampo, in modo tale, per cui almeno uno degli elementi di trazione è disposto alla distanza minima possibile rispetto allo stampo della pressa, e che almeno uno degli elementi di trazione rimanenti è disposto in modo da lasciare libero uno spazio di lavoro ad una distanza maggiore dallo stampo della pressa.
Con questa soluzione, viene risolto completamente il problema posto, secondo il quale la pressa radiale è adatta per generare elevate forze di pressione, ha un peso contenuto e dimensioni ridotte, e permette ciò malgrado di produrre in modo sicuro e riproducibile pezzi con forme volumetriche diverse e complicate, anche in piccole serie e con tolleranze ridotte per i diametri di stampaggio, le quali possono essere pari a ±0,1 mm.
La pressa radiale permette in particolare di produrre tubi flessibili per pressioni elevate, con manicotti a parete spessa e raccordi per tubi flessibili, i quali vengono piegati ad angolo e/o di 180 gradi e/o vengono piegati ripetutamente con stretti raggi di piegatura e in uno spazio estremamente ridotto, e presentano diramazioni, forme a forcella e/o piastre frangiate di elevate dimensioni, e quindi vengono chiamati “combinazioni di tubi flessibili”. In questo modo si possono ottenere forze di pressione massime di 350 Mp.
Questi vantaggi possono venire elencati nel modo seguente:
1. Grande spazio di lavoro o grande spazio libero vicino allo stampo della pressa,
2. grandi spazi liberi anteriormente e posteriormente allo stampo della pressa,
3. elevate forze di pressione,
4. grande spostamento di apertura dello stampo della pressa (imboccatura della pressa),
5. movimento sincrono di tutte le ganasce della pressa,
6. facilità di sostituzione delle ganasce della pressa,
7. guida precisa delle ganasce della pressa,
8. basse pressioni superficiali delle ganasce della pressa sulle superfici di guida negli elementi di guida,
9. tipo di costruzione non complicato, di ridotto ingombro e leggero, 10. mantenimento di tolleranze estremamente ridotte.
I requisiti necessari a questo scopo sono in parte contrastanti tra loro. Naturalmente, l’oggetto dell’invenzione è adatto anche per produrre con la pressa semplici raccordi tubolari di tutti i tipi standard di condotti tubolari flessibili.
E’ particolarmente conveniente a questo proposito che si verifichino, singolarmente o in combinazione, le circostanze seguenti:
* che almeno un elemento di trazione, disposto sul lato dello spazio di lavoro, si possa spostare a partire dalla sua posizione tra i montanti della pressa, in particolare quando almeno un singolo elemento di trazione mobile può venire abbassato nel telaio della pressa oppure può venire orientato a partire da questo,
* che almeno un elemento di trazione mobile sia collegato ad un interruttore di posizione, per mezzo del quale si possa limitare la forza di pressione quando l’elemento di trazione è stato estratto,
* che il rapporto tra le distanze “b” : “c” sia pari almeno a 1,1, di preferenza almeno a 1,5,
* che le sezioni dei materiali degli elementi di trazione siano inversamente proporzionali alle distanze “b” e “c”,
* che nel bancale inferiore della pressa si trovi uno stantuffo del dispositivo di trasmissione, per cui l’asse dello stantuffo è posizionato in senso perpendicolare all’asse dello stampo e lo interseca, e quando la parte inferiore dello stampo della pressa è alloggiata sull’asta dello stantuffo, * su almeno un lato dello stampo della pressa sono disposti una pluralità di elementi di trazione,
* gli elementi di trazione del telaio della pressa presentano assi longitudinali virtuali, i quali si trovano in uno stesso piano, e quando questo piano è posizionato perpendicolarmente rispetto all’asse dello stampo, oppure quando questo piano è posizionato rispetto all’asse dello stampo secondo un angolo diverso da 90 gradi,
* i montanti della pressa e gli elementi di trazione del telaio della pressa formano un’unità costruttiva chiusa, la quale è formata di preferenza da un getto di fusione,
* il bancale inferiore della pressa è realizzato come una tavola di lavoro, quando il cilindro per lo stantuffo del dispositivo di trasmissione è disposto al di sotto della tavola di lavoro e quando l’asta dello stantuffo sporge verso l’alto attraverso la tavola di lavoro,
* gli elementi di trazione sono realizzati come ancoraggi di trazione mobili, e sono collegati al bancale superiore della pressa, quando il bancale inferiore della pressa presenta due fori di guida per gli ancoraggi di trazione, e quando le estremità inferiori degli ancoraggi di trazione sono collegati ciascuno con uno stantuffo di trascinamento, in particolare quando
* le superfici attive delle sezioni degli stantuffi di trasmissione sono inversamente proporzionali alle distanze “b” e “c”.
Verranno descritti più in dettaglio nel seguito esempi di esecuzione dell’oggetto deH’invenzione nei loro effetti più vantaggiosi, nei quali:
la Fig.l mostra una vista anteriore parzialmente in sezione di un primo esempio di esecuzione di una pressa radiale, con direzione dello sguardo rivolta lungo l’asse A-A dello stampo in Figura 4, la Fig.2 mostra una vista anteriore parzialmente in sezione della parte superiore di un secondo esempio di esecuzione di una pressa radiale con il telaio della pressa chiuso e con la direzione dello sguardo rivolta lungo l’asse A-A dello stampo in Figura 5,
la Fig.3 mostra l’oggetto della Figura 2 con il telaio della pressa aperto, la Fig.4 mostra una vista in pianta parzialmente in sezione dell’oggetto della Fig.l,
la Fig.5 mostra una vista in pianta parzialmente in sezione dell’oggetto della Figura 2,
le Figg.6, 7 e 8
mostrano rappresentazioni in dimensioni ridotte del funzionamento di base di altri esempi di esecuzione, sotto forma di sezioni orizzontali condotte attraverso gli elementi di trazione nei piani degli assi A della pressa,
la Fig.9 mostra una vista anteriore di un altro esempio di esecuzione di una pressa radiale, in una rappresentazione analoga alla Figura 1, la Fig.10 mostra ima vista laterale dell’oggetto della Figura 9.
Nella Figura 1 è illustrata una pressa radiale 1, la cui parte superiore forma un telaio 2 della pressa. Questo presenta un bancale superiore 3 della pressa, il quale può venire anche chiamato testa trasversale, e un bancale inferiore 4 della pressa, il quale forma una tavola di lavoro 5. I due bancali 3 e 4 della pressa sono collegati reciprocamente per mezzo di due elementi di trazione 6 e 7 verticali, i cui assi centrali virtuali 6A e 7 A presentano una distanza “a”. La distanza “a” è ripartita secondo due distanze “b” e “c” disuguali, le quali hanno un rapporto reciproco pari a 2: 1.
Le distanze “b” e “c” partono da un piano EW, il quale si sviluppa in senso perpendicolare al piano del disegno, e nel quale si trova anche l’asse A-A dello stampo (Figure 4 e 5). In posizione simmetrica rispetto al piano EW, è disposto imo stampo 8 della pressa ripartito in senso orizzontale, il quale è formato dalle due metà 8a e 8b, delle quali l’una (8a) viene mantenuta fissa nel bancale superiore (3), e l’altra metà (8b) - sempre con possibilità di sostituzione - viene mantenuta fissa nel bancale inferiore (4) della pressa. Le due metà 8a e 8b della pressa si possono “allontanare” con uno spostamento in altezza pari a “h”, per cui si forma un primo spazio libero per l’inserimento di pezzi ingombranti. Prima di avviare il procedimento di stampaggio vero e proprio, viene chiuso lo stampo 8 della pressa.
Gli assi centrali 6A e 7 A degli elementi di trazione 6 e 7 definiscono un altro piano virtuale ER (vedere le Figure da 6 a 8), il quale può anche venire chiamato piano del telaio.
La disposizione degli elementi di trazione 6 e 7 viene ora realizzata in modo tale, per cui l’elemento di trazione 7 più robusto presenta con il suo spigolo interno 7i una distanza minima possibile rispetto allo stampo 8 della pressa, il che non significa necessariamente che questa distanza debba essere nulla, per il fatto che gli stampi 8 devono ancora essere sostituibili. La relativa distanza deve essere soltanto ridotta, per cui si determina anche la distanza “c”.
Sul lato posto di fronte, lo spigolo interno 6i dell’elemento di trazione 6 presenta una distanza laterale “s” notevolmente maggiore dallo stampo 8 della pressa, per cui si realizza un ulteriore spazio di lavoro 9 avente la larghezza “w”, il quale serve per Γ inserimento di pezzi ingombranti, ossia di quelle parti di pezzi che sono collegate al particolare da stampare, però che non devono esse stesse venire stampate, come i collettori, piastre frangiate, diramazioni tubolari, etc. La distanza laterale “s” determina anche la distanza “b”.
Le distanze “b” e “c” definiscono inoltre bracci di leva, dai quali si ricava che le sezioni del materiale F6 ed F7 (vedere le Figure 4 e 5) sono inversamente proporzionali alle distanze “b” e “c” in relazione alle sollecitazioni di trazione percentuali. In questo modo, queste sezioni F6 ed F7 corrispondono alla distribuzione dei carichi, e si ottengono rilevanti risparmi di materiale e di peso. Almeno il bancale superiore 3 della pressa può essere realizzato come una trave che presenta le medesime sollecitazioni di flessione, il che risulta anche dalle Figure 4 e 5.
Il telaio 2 della pressa può essere realizzato in un solo pezzo, ad esempio come un getto di fusione, e anche un cilindro di trasmissione Z per uno stantuffo 10 può essere ricavato di formatura sul bancale inferiore della pressa. L’asse dell’asta 11 dello stantuffo si sviluppa in modo analogo nel piano EW, interseca l’asse A-A dello stampo e porta sulla sua estremità superiore la metà inferiore 8b dello stampo. L’asta 11 dello stantuffo sporge con la sua estremità superiore dalla tavola di lavoro 5. Proprio di fronte ad essa, l’altra metà 8a dello stampo è disposta nel bancale superiore 3 della pressa.
Quale dispositivo di trasmissione 12, viene impiegato un motore 13 e una pompa 14, la quale è disposta in una coppa dell’olio. Una valvola direzionale 16 serve per comandare lo stantuffo 10 per mezzo dei condotti 17 e 18; una valvola 19 contro le pressioni eccessive protegge il comando idraulico nei riguardi dei sovraccarichi.
Le carateristiche dello stampo 8 della pressa verranno descritte più in detaglio in base alla Figura 2. In ciascun elemento di guida 20 e 21 (trateggiati) sono disposte, entro guide radiali non identificate numericamente con maggior detaglio, ganasce 22 e 23 della pressa (non trateggiate), le quali, dopo la chiusura dello stampo 8 della pressa, vengono spostate in modo sincrono e preciso in senso radiale. A questo scopo vengono impiegate superfici di comando anch’esse non identificate numericamente, le quali sono disposte nei supporti opposti 24 e 25.
Uno stampo della pressa, il quale può venire impiegato di preferenza - anche se non esclusivamente - per una tale pressa radiale, viene descrito dettagliatamente nel DE 198 14 474 Cl, il quale viene qui considerato nel contenuto della pubblicazione di questo diritto di tutela.
Le Figure 2 e 3 mostrano ora un’altra possibilità di chiusura del telaio 2 della pressa: Γ elemento di trazione 6 in questo caso è realizzato come un ancoraggio di trazione 26, il quale secondo la Figura 2 viene mantenuto fisso con la sua estremità superiore per mezzo di un perno a innesto 27 estraibile nell’estremità libera del bancale superiore 3 della pressa. L’ancoraggio di trazione 26 viene guidato in un foro 28 nel bancale inferiore 4 della pressa, e in questo modo può venire abbassato completamente in modo lineare al di soto della superficie della tavola di lavoro 5 nel telaio 2 della pressa, come è illustrato in Figura 3. In questo modo, lo spazio di lavoro 9 può venire liberato completamente in senso laterale, per cui i pezzi ingombranti si possono inserire da un lato.
Quale soluzione alternativa, si può anche prevedere che l’elemento di trazione 6 possa venire alloggiato con possibilità di inclinazione nel telaio della pressa, e si possa allontanare mediante inclinazione in senso laterale, il che non viene espressamente illustrato.
Dal momento che la pressa radiale 1 nella condizione di impiego secondo la Figura 3 si può caricare di meno quando è aperto il telaio 2 della pressa, sul bancale inferiore 4 della pressa viene disposto un interruttore di posizione 29, il quale risponde quando viene chiuso il telaio della pressa in conformità con la Figura 2, e solo allora sviluppa l’intera forza di compressione. Un altro interruttore di posizione 30 è fissato sul telaio 2 della pressa e può venire commutato per mezzo di un elemento di azionamento 31 regolabile, quando è stata raggiunta la deformazione del pezzo prestabilita. L’elemento di azionamento 31 è collegato per mezzo di una leva a sbalzo 32 con l’asta 11 di uno stantuffo, come è illustrato nelle Figure 4 e 5.
La Figura 6 mostra lo stampaggio del manicotto di una “combinazione tubolare flessibile” con un collettore 33 a 180 gradi, e quindi con un pezzo che oggi è spesso necessario, ma che però non si è potuto trattare con le presse radiali finora note.
In base alla Figura 7, viene indicato che è possibile ripartire almeno uno degli elementi di trazione in tre singoli elementi di trazione 7, al fine di ottenere una struttura della pressa ancora più leggera con spazi liberi ancora aumentati.
Negli esempi di esecuzione finora descritti, il piano ER del telaio si sviluppa perpendicolarmente all’asse A o A- A dello stampo e parallelamente agli spigoli longitudinali della tavola di lavoro 5.
In base alla Figura 8, viene indicato che è possibile posizionare il piano ER del telaio in modo da formare un angolo diverso da 90 gradi rispetto al piano EW, nel quale si sviluppa l’asse A o A-A dello stampo. In questo modo si può ampliare ulteriormente il campo di impiego per i pezzi di forma complicata. Le Figure 9 e 10 mostrano un altro esempio di esecuzione dell’invenzione, e precisamente il telaio 2 della pressa è formato da un montante superiore 3 della pressa che può venire abbassato, e da due elementi di trazione 6 e 7, i quali sono realizzati a guisa di ancoraggi cilindrici di trazione, e vengono guidati attraverso il montante inferiore 4 fisso della pressa. Al di sotto di questo montante 4 della pressa si trovano due cilindri Za e Zb con gli stantuffi 10a e 10b e con le aste 11a e 11b degli stantuffi, le quali sono i prolungamenti degli ancoraggi di trazione. Anche in questo caso, le superfici delle sezioni degli elementi di trazione 6 e 7 sono inversamente proporzionali alle distanze “b” e “c”. In modo analogo, le superfici attive FK1 e FK2 degli stantuffi, ossia le superfici degli stantuffi detratte delle sezioni delle aste degli stantuffi, sono inversamente proporzionali alle distanze “b” e “c”. Poiché in questo modo i bancali 3 e 4 della pressa vengono avvicinati reciprocamente, questi vengono provvisti di cavità 3a e 4a allo scopo di ricavare uno spazio di lavoro 9 superiore. Per il resto, valgono le stesse norme costruttive, oppure norme di tipo analogo. La Figura 10 mostra in particolare il tipo di costruzione molto poco sviluppato nella direzione dell’asse A-A dello stampo, la cui posizione è riferita allo stampo chiuso 8 della pressa.
Nelle Figure da 1 a 3 e 9 sono illustrati dispositivi idraulici di trasmissione, nei quali la direzione di spostamento degli stantuffi si sviluppa parallelamente agli elementi di trazione. Gli stampi delle presse radiali secondo l’invenzione possono però venire trascinati anche in direzione perpendicolare rispetto agli elementi di trazione, impiegando valvole coniche, sistemi con leve a ginocchiera o simili. L’invenzione inoltre non è limitata ad un posizionamento verticale degli elementi di trazione o degli ancoraggi di trazione. Questi viceversa possono venire posizionati anche in senso orizzontale oppure obliquamente rispetto alla superficie di appoggio, e ad esempio è anche possibile posizionare in senso verticale l’asse A-A dello stampo.

Claims (16)

  1. Rivendicazioni 1. Pressa radiale per la produzione di tubi flessibili ad alta pressione con elementi cavi provvisti di simmetria di rotazione e impiegati nei raccordi tubolari, con a) un telaio (2) della pressa con due bancali (3, 4) della pressa e con due elementi di trazione (6, 7) disposti tra questi, b) uno stampo (8) della pressa, disposto all’interno del telaio (2) della pressa e diviso in parti, con un asse (A- A) dello stampo disposto in modo perpendicolare rispetto agli elementi di trazione (6, 7) e con due elementi di guida (20, 21) i quali si possono spostare l’uno verso l’altro, in ciascuno dei quali si trovano almeno due guide radiali con ganasce (22, 23) della pressa, e con c) un dispositivo di comando (12) per effettuare il movimento relativo degli elementi di guida (20, 21) e con superfici di comando per il movimento radiale in sincronismo di tutte le ganasce (22, 23) della pressa, quando è chiuso Io stampo della pressa, caratterizzata dal fatto, che d) gli elementi di trazione (6, 7) sono disposti in modo asimmetrico rispetto all’asse (A-A) dello stampo, in modo tale, per cui almeno uno degli elementi di trazione (7) è disposto alla distanza minima possibile (“c”) rispetto allo stampo (8) della pressa, e che almeno uno degli elementi di trazione (6) rimanenti è disposto in modo da lasciare libero uno spazio di lavoro (9) ad una distanza maggiore (“b”) dallo stampo (8) della pressa.
  2. 2. Pressa radiale secondo la rivendicazione 1, caratterizzata dal fatto, che almeno un elemento di trazione (6, 26), disposto lateralmente rispetto allo spazio di lavoro (9), si può spostare dalla sua posizione compresa tra i bancali (3, 4) della pressa.
  3. 3. Pressa radiale secondo la rivendicazione 2, caratterizzata dal fatto, che almeno un elemento di trazione (6, 26) mobile può venire abbassato nel telaio (2) della pressa.
  4. 4. Pressa radiale secondo la rivendicazione 2, caratterizzata dal fatto, che almeno un elemento di trazione (6) mobile può venire allontanato mediante inclinazione dal telaio (2) della pressa.
  5. 5. Pressa radiale secondo la rivendicazione 2, caratterizzata dal fatto, che almeno un elemento di trazione (6, 26) mobile è collegato ad un interruttore di posizione (29), per mezzo del quale si può limitare la forza di pressione quando è stato estratto l’elemento di trazione (6, 26).
  6. 6. Pressa radiale secondo la rivendicazione 1, caratterizzata dal fatto, che il rapporto tra le distanze “b” : “c” è pari almeno a 1,1, di preferenza è pari almeno a 1,5.
  7. 7. Pressa radiale secondo la rivendicazione 1, caratterizzata dal fatto, che le sezioni dei materiali (‘T6”) e (“F7”) degli elementi di trazione (6, 7) sono inversamente proporzionali alle distanze (“b”) e (“c”).
  8. 8. Pressa radiale secondo la rivendicazione 1, caratterizzata dal fatto, che nel bancale inferiore (4) della pressa si trova uno stantuffo (10) del dispositivo di comando (12), per cui l’asse dello stantuffo è posizionato in senso perpendicolare rispetto all’asse (A- A) dello stampo e lo interseca, e che la parte inferiore dello stampo (8) della pressa è alloggiata sull’asta (11) dello stantuffo.
  9. 9. Pressa radiale secondo la rivendicazione 1, caratterizzata dal fatto, che su almeno un Iato dello stampo (8) della pressa sono disposti una pluralità di elementi di trazione (7).
  10. 10. Pressa radiale secondo la rivendicazione 1, caratterizzata dal fatto, che gli elementi di trazione (6, 7) del telaio (2) della pressa presentano assi centrali (6A, 7A) virtuali, i quali sono disposti in un solo piano (ER), e che questo piano è posizionato perpendicolarmente all’asse (A- A) dello stampo.
  11. 11. Pressa radiale secondo la rivendicazione 1, caratterizzata dal fatto, che gli elementi di trazione (6, 7) del telaio (2) della pressa presentano assi centrali (6A, 7A) virtuali, i quali sono disposti in un solo piano (ER), e che questo piano è posizionato in modo da formare un angolo diverso da 90 gradi rispetto all’asse (A- A) dello stampo.
  12. 12. Pressa radiale secondo la rivendicazione 1, caratterizzata dal fatto, che i bancali (3, 4) della pressa e gli elementi di trazione (6, 7) del telaio (2) della pressa formano un’unità costruttiva chiusa.
  13. 13. Pressa radiale secondo la rivendicazione 12, caratterizzata dal fatto, che il telaio (2) della pressa è formato da un getto di fusione.
  14. 14. Pressa radiale secondo la rivendicazione 8, caratterizzata dal fatto, che il bancale inferiore (4) della pressa è realizzato come una tavola di lavoro (5), che il cilindro (Z) per lo stantuffo (10) del dispositivo di comando (12) è disposto al di sotto della tavola di lavoro (5), e che l’asta (11) dello stantuffo sporge verso l’alto passando attraverso la tavola di lavoro (5).
  15. 15. Pressa radiale secondo la rivendicazione 1, caratterizzata dal fatto, che gli elementi di trazione (6, 7) sono realizzati come ancoraggi di trazione (26) mobili, e sono collegati al bancale superiore (3) della pressa, che il bancale inferiore (4) della pressa presenta due fori di guida per gli ancoraggi di trazione, e che le estremità inferiori degli ancoraggi di trazione sono collegate ciascuna con uno stantuffo di comando (IOa, 10b).
  16. 16. Pressa radiale secondo la rivendicazione 15, caratterizzata dal fatto, che le superfici attive (FK1, FK2) delle sezioni degli stantuffi di comando (10a, 10b) sono inversamente proporzionali alle distanze (“b”) e (“c”).
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