ITTO20011082A1 - Procedimento per controllare la funzionalita' di una rete cdn, relativo sistema e prodotto informatico. - Google Patents

Procedimento per controllare la funzionalita' di una rete cdn, relativo sistema e prodotto informatico. Download PDF

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ITTO20011082A1
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IT
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IT2001TO001082A
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Natascia Maggi
Antonio Nasuto
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Telecom Italia Lab Spa
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Description

DESCRIZIONE dell'invenzione industriale dal titolo: "Procedimento per controllare la funzionalità di una rete CDN, relativo sistema e prodotto informatico"
TESTO DELLA DESCRIZIONE
La presente invenzione si riferisce al controllo della funzionalità di una rete CDN (acronimo per Content Delivery Network).
In una rete CDN, i contenuti messi a disposizione dei vari Content Provider (CP) sono distribuiti ad una pluralità di siti, di solito denominati siti "surrogati", accessibili dagli utenti. Tutto questo allo scopo di dislocare i suddetti contenuti quanto più possibile vicino all'utenza finale, così da poter diminuire i tempi d'accesso .
In US-A-6 144 996 è descritta una soluzione diretta ad assicurare un livello minimo di prestazioni nell'erogazione di contenuti su una rete. Il relativo sistema offre servizi di collegamento insieme a servizi accessori, denominati servizi di accelerazione, che mirano a fornire una
distribuzione accelerata dei contenuti verso gli utenti garantendo altresì un livello minimo di servizio. I relativi componenti sono in grado di gestire e di monitorare l'utilizzazione delle risorse elaborative in modo tale da evitare che le prestazioni scendano al disotto di un livello minimo. Tale soluzione prevede essenzialmente la predisposizione di computer di livello intermedio che comunicano attraverso una prima rete con i computer locali di utente ed attraverso una seconda rete con computer remoti destinati a fornire l'informazione richiesta. I computer a livello intermedio hanno essenzialmente lo scopo di supplire, nella misura del possibile, alla richiesta a livello locale.
Varie soluzioni relative alla gestione del traffico a livello di reti di varia natura sono note, ad esempio, da WO-A-01/39000, WO-A-Ol/65402, WO-A-01/61966 , WO-A-Ol/59647, WO-A-01/55879, WO-A-01/52483 .
Al momento non è però disponibile una soluzione completa che consente di gestire una rete CDN, in particolare per quanto riguarda il controllo/verifica dei seguenti aspetti e/o funzionalità :
- effettiva disponibilità dei contenuti e loro aggiornamento a livello di memorie cache dei siti surrogati (Content Caching),
verifica della presenza dei contenuti distribuiti sui dispositivi di caching (Content Distributor) ,
- verifica degli algoritmi di ridirezione delle richieste di contenuto verso il sito surrogato con le migliori prestazioni (Content Routing).
La presente invenzione si prefigge lo scopo di fornire una soluzione in grado di soddisfare all'esigenza di realizzare un'efficace funzione di controllo/verifica di una rete CDN.
Secondo la presente invenzione, tale scopo è raggiunto grazie ad un procedimento avente le caratteristiche richiamate in modo specifico nelle rivendicazioni che seguono. L'invenzione si riferisce anche al relativo sistema, nonché al corrispondente prodotto informatico, ossia al prodotto direttamente caricabile nella memoria di un elaboratore numerico e comprendente porzioni di codice software suscettibili di attuare il procedimento secondo l'invenzione quando il prodotto è fatto girare su un elaboratore digitale.
In sintesi, la soluzione secondo l'invenzione prevede l'uso di particolari procedure di verifica basate sull'uso di contenuti fittizi (dummy content) , ossia elementi di controllo creati dal gestore della rete ed immessi nella rete stessa così da poter svolgere il ruolo di sentinella sulle funzionalità della rete.
Il possibile impiego di contenuti fittizi nell'ambito di sistemi di telecomunicazione è di per sé noto da documenti quali US-A-6 038 623 o US-A-6 222 752. Tali precedenti soluzioni risultano però intrinsecamente diverse dalla soluzione della presente invenzione tanto per il contesto applicativo, quanto per le specifiche modalità di attuazione .
In particolare, la soluzione secondo l'invenzione prevede che i contenuti fittizi destinati a svolgere il suddetto ruolo di sentinella siano sottoposti a tutte le operazioni che normalmente subisce un qualunque contenuto fornito da un qualunque Content Provider, quando tale contenuto è distribuito su una rete CDN. La presenza dei contenuti fittizi non è quindi percepita né dall'utente finale che richiede contenuti, né dal Content Provider che li mette a disposizione; la presenza dei suddetti contenuti fittizi non influisce quindi sulle prestazioni della rete e dei relativi dispositivi. Né ancora tale presenza risulta intrusiva, in quanto la dimensione dei contenuti fittizi può essere mantenuta estremamente ridotta .
L'invenzione sarà ora descritta, a puro titolo d'esempio non limitativo, con riferimento ai disegni annessi, nei quali:
la Figura 1 illustra, sotto forma di uno schema funzionale, i criteri generali di funzionamento di un sistema secondo l'invenzione, - le Figure 2 a 6 illustrano, sempre sotto forma di schemi funzionali, varie funzionalità messe in atto in un tale sistema, e
- la Figura 7 illustra, ancora una volta sotto forma di uno schema funzionale, una possibile organizzazione architetturale di un sistema secondo 1'invenzione .
Nello schema della figura 1, i riferimenti POPI, P0P2, P0P3, ecc. indicano una pluralità di siti surrogati inseriti in una rete di tipo CDN.
La sigla POP è stata scelta per tenere conto della denominazione "Point Of Presence" correntemente adottata per indicare tali siti.
Naturalmente, il fatto che nella figura 1 siano illustrati tre siti corrisponde ad un'indicazione di carattere puramente indicativo, dal momento che il numero dei siti surrogati suscettibili di essere compresi in una rete del tipo descritto è in realtà qualsiasi .
La soluzione secondo l'invenzione si basa sul fatto di prevedere un sistema di misura MS in grado di operare su contenuti fittizi distribuiti in ciascuno dei siti surrogati costituenti al CDN. Si apprezzerà al riguardo che il sistema di misura MS può essere collocato in una posizione geografica qualsiasi. Almeno in linea di principio, esso può essere anche collocato fisicamente in una posizione che non coincide con alcun nodo della rete. Tutto questo anche se, naturalmente, la collocazione in un nodo della rete viene vista come una scelta preferenziale in quanto rende più facile offrire al sistema di misura MS una buona "visibilità" nei confronti dei siti surrogati da esso controllati.
I contenuti fittizi possono essere configurati come pagine HTML o di testo. Così come meglio si vedrà nel seguito, tali pagine sono create di preferenza secondo specifici criteri diretti a permettere la verifica di determinate funzionalità della CDN, come ad esempio la fornitura di contenuti freschi da parte delle cache e la distribuzione geografica dei contenuti.
Di preferenza la dimensione è la stessa per tutti i contenuti per consentire - secondo le modalità meglio descritte nel seguito - una corretta valutazione dei tempi di risposta ed è in più complessivamente contenuta, in modo da rendere la presenza dei suddetti contenuti addizionali di fatto inavvertita a livello di funzionamento della rete.
Nella forma d'attuazione dell'invenzione al momento preferita è previsto che i contenuti fittizi resi disponibili presso i vari siti surrogati POPI, POP2 , POP3, ... siano organizzati in almeno due insiemi .
Un primo insieme comprende contenuti fittizi a cui è in qualche modo associata un'informazione di localizzazione, ad esempio di tipo geografico. Questo risultato può essere ottenuto (con riferimento alla possibile configurazione dei contenuti fittizi come pagine HTML) operando tanto sul cosiddetto URL (Uniform Resource Locator) , quanto sul contenuto delle pagine.
Ad esempio tale primo insieme di contenuti fittizi può comprendere pagine φ(a), φ(b), φ(c), ...
ossia, in generale, φ(ί) - identificate dallo stesso URL ma con contenuti diversi, insieme a contenuti φι, φ2, φ3, ... (ossia, in generale, φη) associati a URL diversi.
Un secondo insieme di contenuti fittizi, indicato in generale con φ, è invece reso disponibile in modo uniforme a tutti i siti surrogati, tale uniformità estendendosi anche alla presenza di un unico URL, dunque senza differenziazioni di sorta rispetto ai vari siti a cui tale secondo insieme di contenuti viene indirizzato .
In pratica, l'uso dei contenuti fittizi φ, φ(i), φη prevede il loro posizionamento nei diversi dispositivi di caching dei siti surrogati - secondo le stesse modalità adottate dalla rete CDN per posizionare i contenuti "normali" - e la successiva richiesta periodica di tali contenuti da parte del sistema di misura MS al fine di verificare il funzionamento delle rete CDN.
I contenuti fittizi possono presentare al loro interno diversità tali da portare a definirli come contenuti marcati da contrassegni che li distinguono l'uno dall'altro. Per alcune verifiche, in fase di analisi, insorge infatti l'esigenza di individuare il sito di appartenenza o l'area di provenienza dei contenuti restituiti.
Nella forma d'attuazione dell'invenzione al momento preferita i contenuti fittizi trovano impiego nel sottoporre a verifica le funzionalità correntemente denominate Content Routing, Content Caching e, più in generale, tutte le funzionalità che coinvolgono le caratteristiche geografiche della rete CDN.
In termini generali, l'attuazione della soluzione secondo l'invenzione prevede tre passi funzionali di base, ossia:
- la messa a disposizione dei contenuti fittizi nei vari siti surrogati,
- l'effettuazione delle richieste dei contenuti fittizi, e
- l'analisi dei contenuti restituiti.
I tre passi o fasi considerati in precedenza vengono di solito attuati con una cadenza periodica adeguata ai tempi tipici di funzionamento e di evoluzione delle caratteristiche della rete.
Ancora, si apprezzerà che lo svolgimento delle suddette fasi non richiede di necessità un'evoluzione di tipo isocrono.
Nella forma di attuazione dell'invenzione al momento preferita, le azioni di verifica svolte in via principale sono tre, corrispondenti alle seguenti aree funzionali delle reti CDN:
Content Caching, con la verifica delle funzionalità dedicate alla memorizzazione temporanea dei contenuti all'interno dei siti;
- Content Distribution, con la verifica delle funzionalità dedicate alla distribuzione dei contenuti nei siti surrogati e precisamente sulle cache di tali siti, e
Content Routing, con la verifica delle funzionalità dedicate alla determinazione del sito considerato "migliore" (secondo una legge di preferenza data) al quale indirizzare le richieste di contenuto.
Per quanto riguarda l'area di Content Caching, le funzionalità specifiche della cache di ciascun sito sono:
- la memorizzazione dei contenuti e la fornitura dei medesimi su richiesta, e
- la fornitura del contenuto aggiornato qualora questo sia reso disponibile dal Content Provider.
La disponibilità dei contenuti può essere verificata pensando di attuare periodicamente richieste di contenuto effettuate dal sistema di misura MS in modo ciclico.
In particolare, dopo aver resi disponibili contenuti fittizi (ad esempio di tipo φη) nelle varie cache, si effettuano richieste relative ai contenuti stessi e si verifica che il contenuto precedentemente reso disponibile sia restituito correttamente dalla cache.
Per quanto riguarda invece la verifica della freschezza dei contenuti forniti, la procedura di controllo prevede di verificare che il contenuto restituito sia proprio quello aggiornato. Supponendo di avere nella cache di un sito surrogato un certo contenuto fittizio rispondente ad un determinato URL e che il suo tempo di vita TTL sia scaduto, la cache - prima di inoltrare il contenuto - dovrà prelevarne una copia aggiornata.
Sono pertanto utilizzati a tal fine contenuti fittizi marcati, cioè contenuti con caratteristiche particolari tali da rendere riconoscibile il buon fine dell'operazione.
A tal fine vengono di preferenza utilizzati i contenuti fittizi di tipo φη utilizzando per il controllo della freschezza dei contenuti i meccanismi già presenti a livello nativo http o marcature di tempo realizzate ad hoc a livello dei contenuti .
Questo modo di procedere è schematicamente rappresentato nella figura 2 e si traduce essenzialmente nei seguenti passi:
creazione periodica dei contenuti di aggiornamento marcati,
- messa a disposizione dei contenuti creati sul server al quale i dispositivi fanno riferimento per ricuperare i contenuti da rinnovare,
svolgimento - in modo periodico - di una richiesta di contenuto con un periodo di campionamento τ maggiore del tempo di vita della pagina (TTL), e
controllo finale, con esame della pagina restituita al fine di ricercare l'elemento di marcatura che identifica se essa abbia il contenuto aggiornato ovvero quello scaduto.
Nello schema della figura 2 il riferimento SC identifica il sito dei contenuti fittizi a partire dal quale viene reso disponibile, ad uno qualsiasi dei siti surrogati, indicato genericamente come POP, il nuovo contenuto a titolo di aggiornamento. Tramite la richiesta del contenuto, attuata dal sistema di misura MS è dunque possibile verificare se nel sito POP è stato correttamente caricato il contenuto nuovo.
Lo schema della figura 3 illustra i criteri di svolgimento dell'azione di verifica della funzionalità di Content Distribution.
Si ricorderà che lo scopo principale di tale funzionalità è di distribuire i contenuti verso i siti surrogati, in particolare sulle cache di tali siti.
Anche in questo caso, la procedura di verifica prevede l'uso dei contenuti fittizi Φn marcati visti in precedenza. In particolare, tramite l'elemento di Content Distribution della CDN si creano dei job, in cui si definiscono quali contenuti distribuire, ed ancora, in quale orario, giorno e verso quali apparati di caching effettuare la distribuzione.
La procedura consiste nel:
- distribuire contenuti diversi φι , φ2, φ3. sulle cache dei vari siti surrogati POPI, P0P2, P0P3, ecc. a partire da un content distributor CD, - a distribuzione avvenuta, tramite il sistema di misura MS, effettuare ciclicamente richieste a campione, verificando la disponibilità dei suddetti contenuti su ogni cache coinvolta nell'evento distributivo .
Lo schema della figura 4 illustra i criteri con cui viene svolta la verifica delle funzionalità di Content Routing.
Come noto, il Content Routing ha l'obiettivo di determinare il miglior sito al quale ridirigere la richiesta di contenuti sulla base di una regola determinata. I criteri con cui può essere determinato il sito surrogato in questione possono essere diversi: ad esempio ci si può basare sui tempi di risposta dei singoli siti surrogati, a seconda del carico di lavoro dei medesimi oppure secondo la distanza geografica.
Esistono infatti diverse regole con le quali una rete CDN determina il "sito migliore".
A titolo d'esempio (l'elenco qui fornito non esaurisce peraltro le soluzioni possibili) i criteri o regole per la determinazione del sito migliore possono essere i seguenti:
- scelta del sito con tempo di risposta minore, - scelta del sito in funzione della presenza del contenuto, e
- scelta del sito geograficamente più vicino al cliente finale.
Nel caso in cui si voglia orientare la scelta del sito in funzione del tempo di risposta ad una richiesta, è possibile adottare la metodica schematicamente illustrata nella figura 5.
Per la ridirezione della richiesta il Content Routing sceglie il sito che mediamente risponde nel tempo minore. In questa funzionalità risultano allora determinanti i tempi di risposta sui quali incidono i parametri di rete ed i tempi di risposta di ogni singolo dispositivo che il contenuto deve attraversare .
In questo caso, facendo riferimento alla figura 5, i contenuti fittizi sono distribuiti in ognuno dei siti surrogati costituenti la CDN prevedendo di distribuire ai siti surrogati rispettivi contenuti di tipo φι, φ2, Φ3,.. φη corrispondenti ad URL diversi per ciascun sito.
Si distribuisce altresì tra tutti i siti surrogati considerati un contenuto di tipo φ - od eventualmente di tipo φ(i) - avente un unico URL identificativo .
A distribuzione avvenuta, il sistema di misura MS richiede dapprima i contenuti di tipo φη, memorizzando anche i tempi di risposta tn (n=l,2,3...) per ognuno di essi.
Il sistema di misura MS richiede ancora il contenuto di tipo φ ed il Content Routing della rete CDN, secondo i suoi algoritmi di selezione, seleziona il sito considerato migliore inoltrando ad esso la richiesta. Il sistema di misura memorizza il tempo di risposta T del sito che ha restituito il contenuto richiesto, quale esso sia.
A questo punto, il sistema MS elabora i tempi tn collezionati e determina la media dei tempi pregressi Tn<' >per ogni singolo sito.
Ciò avviene in base alla relazione
dove tn,k è il tempo di risposta del sito surrogato n-esimo nell'istante di campionamento k, M è il numero di dati collezionati,
N è il numero di siti surrogati presenti.
II sistema verifica infine la condizione
per cui tanto più T si avvicina al minnTn , tanto meglio funziona l'algoritmo di distribuzione.
Qualora invece la scelta del sito avvenga in base alla disponibilità del contenuto, la verifica avviene secondo lo stesso criterio descritto in precedenza per la verifica della disponibilità dei contenuti (vedere ad esempio lo schema della figura 3).
Qualora l'elemento di Content Routing determini il sito migliore come il sito che - a livello di organizzazione della rete - è il sito più vicino all'utente presso il quale è disponibile il contenuto richiesto, è possibile far riferimento a due approcci possibili.
Il primo approccio prevede di far riferimento al DNS (Domain Name Server) locale dell'utente. Il secondo approccio prevede invece di far riferimento diretto all'indirizzo IP dell'utente.
Il Content Routing determina in entrambi i casi il sito surrogato più vicino (a livello di organizzazione della rete) ricorrendo l'uso delle tavole di prossimità o "proxy table", in cui dato un indirizzo IP è immediato determinare il sito surrogato più vicino.
I principi su cui si basa il procedimento di verifica di tale funzionalità sono sostanzialmente analoghi a quelli finora descritti, in particolare per quanto riguarda l'uso di contenuti fittizi marcati del tipo φ(ί) : si marcano le aree geografiche con uno stesso contenuto fittizio aventi sempre lo stesso URL, ma prevedendo di contrassegnare ciascun contenuto in modo tale da poter determinare, in fase di verifica del contenuto restituito, l'area di appartenenza.
In questo caso, il sistema di misura MS può operare, per così dire, dislocandosi sul territorio effettuando diverse richieste da punti geografici diversi del territorio, così come schematicamente illustrato nella figura 6. In tale figura si vede che il centro di gestione del sistema secondo l'invenzione, indicato con MC, opera emulando richieste fatte da punti geografici diversi, riproducendo quindi il comportamento di corrispondenti utenti che accedono alla rete da punti diversi del territorio.
II sistema verifica allora che il contenuto fornito appartenga all'area vicina è quella da cui è stata originata la richiesta di contenuto. Questa verifica è resa possibile dalla disponibilità dell'informazione è deducibile dall'analisi del contrassegno ο marcatura presente nel contenuto che identifica in modo univoco l'area di provenienza.
Lo schema della figura 7 illustra in ancora maggior dettaglio una possibile soluzione architetturale suscettibile di essere adottata per la realizzazione del sistema secondo l'invenzione.
Il sistema secondo l'invenzione si presta infatti ad essere realizzato ricorrendo ad uno o più elementi distribuiti, di solito localizzati in corrispondenza dei nodi surrogati e/o in punti dislocati all'interno della rete internet. Tali elementi distribuiti, con funzione di agente o "agent", sono essenzialmente preposti alla misura del corretto funzionamento degli algoritmi e alla raccolta dati.
Un elemento centralizzato, fungente da centro di gestione (o "manager") MC è di solito collocato nel centro di gestione della CDN come elemento centralizzato dedicato all'elaborazione ed all'analisi dei dati raccolti dai vari elementi fungenti da agenti.
Tale funzione è suscettibile di essere integrata con il centro di gestione della rete CDN.
La rete ha come oggetto la distribuzione dei contenuti verso le cache dei vari nodi surrogati e la fruizione da parte degli utenti finali ed è proprio sull'elemento fondamentale della CDN, il contenuto, che si basano i principi per la verifica delle funzionalità e di controllo della distribuzione realizzati dagli elementi fungenti da agenti .
La soluzione secondo l'invenzione può dunque essere vista come tale da dare origine ad una sorta di Content Provider aggiuntivo, indicato con CPI, che viene predisposto in modo tale che la rete CDN lo tratti in pratica alla stessa stregua di tutti i content provider che usufruiscono del servizio della rete CDN stessa. Il Content Provider "aggiuntivo" CPI funge quindi da elemento incaricato di distribuire i contenuti fittizi all'interno dei siti della CDN attraverso il Content Distributor della stessa .
Il sistema di misura di tipo manager-agent descritto in precedenza è invece incaricato di verificare ciclicamente lo stato dei contenuti distribuiti dal Content Provider aggiuntivo CPI.
In particolare, ciascun agent funge da dispositivo di interrogazione e di misura, implementando le procedure di verifica e gestendo la richiesta dei contenuti fittizi verso gli apparati costituenti la rete CDN. La richiesta dei contenuti fittizi, a seconda della procedura di verifica da effettuare può essere programmata ed effettuata ciclicamente. La dislocazione fisica degli elementi fungenti da agent, distribuiti in diversi punti della rete, identifica il punto di generazione della misura destinato ad essere tenuto in considerazione in fase di analisi.
Il modulo MC fungente da manager ha invece la funzione di elaborare i dati contenuti fittizi raccolti. Esso effettua un'analisi dei dati raccolti, ad esempio ricercando particolari marcatori la cui presenza o assenza può indicare il buon fine della procedura e in caso contrario notificare il mal funzionamento delle funzionalità esaminate .
Naturalmente, fermo restando il principio dell'invenzione, i particolari di realizzazione e le forme d'attuazione potranno essere ampiamente variati rispetto a quanto descritto ed illustrato, senza per questo uscire dall'ambito della presente invenzione .

Claims (14)

  1. RIVENDICAZIONI 1. Procedimento per controllare la funzionalità di una rete CDN, in cui i contenuti messi a disposizione da almeno un Content Provider vengono resi disponibili ad una pluralità di siti surrogati (POPI, P0P2 , P0P3 , ...) accessibili da utenti, caratterizzato dal fatto che comprende le operazioni di : includere, in detti contenuti, contenuti fittizi (φ, φ(i), φη) selettivamente riconoscibili, e controllare la funzionalità della rete verificando la disponibilità di detti contenuti fittizi (φ, φ(ϊ), φη) in detti siti surrogati (POPI, P0P2 , P0P3, ...).
  2. 2. Procedimento secondo la rivendicazione 1, caratterizzato dal fatto che comprende l'operazione di rendere detti contenuti fittizi (φ, φ(ί), φη) inaccessibili a detti utenti e/o a detto almeno un Content Provider.
  3. 3. Procedimento secondo la rivendicazione l o ia rivendicazione 2, caratterizzato dal fatto che comprende l'operazione di includere in detti contenuti fittizi (φ, φ(ί), φη) dati di informazione temporale (TTL) e l'operazione di sottoporre a verifica detti dati di informazione temporale (TTL) in associazione all'azione di verifica della disponibilità di detti contenuti fittizi (φ, φ(ί), φη) in detti siti surrogati (POPI, POP2, P0P3, ...).
  4. 4. Procedimento secondo una qualsiasi delle precedenti rivendicazioni, caratterizzato dal fatto che comprende le operazioni di: definire rispettive informazioni di localizzazione identificative della localizzazione di detti siti surrogati (POPI, P0P2, P0P3, ...), - includere in detti contenuti fittizi (φ, φ(ί), φη) dette rispettive informazioni di localizzazione (φ(i), φη), e verificare, in associazione all'azione di verifica della disponibilità di detti contenuti fittizi (φ, φ(ϊ), φη) , la corrispondenza di dette informazioni di localizzazione con la localizzazione del sito surrogato (POPI, P0P2, P0P3, ...) di volta in volta interessato dall'azione di verifica.
  5. 5. Procedimento secondo la rivendicazione 4, caratterizzato dal fatto che detta operazione di verifica della corrispondenza di dette informazioni di localizzazione viene effettuata in modo distribuito attuando corrispondenti richieste di contenuto da localizzazioni geografiche corrispondenti .
  6. 6. Procedimento secondo una qualsiasi delle precedenti rivendicazioni, caratterizzato dal fatto che comprende le operazioni di: - includere in detti contenuti fittizi (φ, φ(ί), φη) resi disponibili in detti siti surrogati (POPI, P0P2 , P0P3, ...) un primo insieme (φ(i), φη) di contenuti fittizi almeno parzialmente differenziati per ciascun sito surrogato, e - richiedere alla rete CDN, in sede di detta operazione di verifica, l'erogazione di contenuti fittizi di detto primo insieme (φ(ί), φη).
  7. 7. Procedimento secondo la rivendicazione 6, caratterizzato dal fatto che comprende l'operazione di richiedere alla rete CDN l'erogazione di contenuti di detto primo insieme (φη) rilevando i corrispondenti tempi di risposta (ti, t2, t3,..., tn) della rete.
  8. 8. Procedimento secondo la rivendicazione 7, caratterizzato dal fatto che detti corrispondenti tempi di risposta vengono rilevati come media di tempi pregressi (T<'>n) per ogni singolo sito.
  9. 9. Procedimento secondo la rivendicazione 7 o la rivendicazione 8, caratterizzato dal fatto che comprende le operazioni di: includere in detti contenuti fittizi un secondo insieme (φ) di contenuti fittizi con contenuti identici per detti siti surrogati (POPI, P0P2, P0P3 richiedere alla rete CDN l'erogazione di contenuti di detto secondo insieme (φ), rilevando il relativo tempo di risposta (T) della rete CDN , determinare il minimo (minn T<~>n) fra detti corrispondenti tempi di risposta, e - confrontare detto relativo tempo di risposta (T) con detto minimo (minn T<‘>n) di detti corrispondenti tempi di risposta.
  10. 10. Procedimento secondo la rivendicazione 9, caratterizzato dal fatto che comprende di determinare un indice di funzionalità di detta rete CDN a partire dallo scarto fra detto relativo tempo di risposta (T) e detto minimo (minn T<'>n) di detti corrispondenti tempi di risposta.
  11. 11. Sistema per l'attuazione del procedimento secondo una qualsiasi delle rivendicazioni 1 a 10, caratterizzato dal fatto che comprende: - un elemento (CPI) per mettere a disposizione di detti siti surrogati (POPI, POP2, POP3) detti contenuti fittizi (φ, φ(ί), φη) , e almeno un elemento agente in posizione decentrata nell'ambito della rete CDN per la verifica della disponibilità di detti contenuti fittizi (φ, φ(ί), φη) a livello di detti siti surrogati (POPI, POP2, POP3).
  12. 12. Sistema secondo la rivendicazione 11, caratterizzato dal fatto che detto elemento (CPI) di messa a disposizione di detti contenuti fittizi (φ, Φ(i), φη) è configurato come Content Provider di detta rete CDN, per cui detti contenuti fittizi (φ, φ(ί), φη) vengono veicolati da detta rete CDN in modo trasparente rispetto al funzionamento della rete CDN stessa .
  13. 13. Sistema secondo la rivendicazione 11 o la rivendicazione 12, caratterizzato dal fatto che comprende inoltre un elemento di gestione centralizzato (MC) per il trattamento di dati forniti da detto almeno un elemento agente in posizione decentralizzata e dal fatto che detto almeno un elemento agente in posizione decentralizzata e detto elemento centralizzato (MC) sono configurati secondo un'architettura agentmanager .
  14. 14. Prodotto informatico direttamente caricabile nella memoria interna di un elaboratore numerico e comprendente porzioni di codice software per attuare il procedimento secondo una qualsiasi delle rivendicazioni 1 a 10 quando detto prodotto è fatto girare su un elaboratore.
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