ITTO20070680A1 - "dispositivo dosatore di sostanze alimentari liquide o pastose" - Google Patents

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Description

DESCRIZIONE dell'invenzione industriale dal titolo: "Dispositivo dosatore di sostanze alimentari liquide o pastose"
TESTO DELLA DESCRIZIONE
La presente invenzione ha per oggetto un dispositivo dosatore di una sostanza alimentare liquida o pastosa, quale ad esempio una sostanza grassa, del tipo comprendente un serbatoio atto a contenere la suddetta sostanza e provvisto di almeno una bocca di ingresso della sostanza e di almeno un'apertura di dosaggio della sostanza, e comprendente inoltre mezzi di controllo dell'erogazione della sostanza attraverso la suddetta apertura di dosaggio.
In particolare, la presente invenzione fa riferimento a dispositivi dosatori dotati di una pluralità di aperture o fori di dosaggio che sono predisposti per erogare contemporaneamente molteplici quantità singole di una sostanza alimentare liquida o pastosa.
Esistono dispositivi dosatori della tipologia sopra descritta che sono specificatamente progettati per essere utilizzati all'interno di circuiti di produzione di prodotti dolciari, a flusso continuo, in cui tali dispositivi realizzano fasi specifiche dei suddetti circuiti. Dispositivi dosatori di questo tipo presentano un impianto estremamente complesso in cui ciascun foro dosatore è controllato da un rispettivo mezzo di controllo dell'erogazione, ad esempio un'elettrovalvola e/o un pistone dedicato. Una stazione di controllo centrale provvede a gestire le operazioni dei fori dosatori e a coordinarle sulle esigenze di produzione dei circuiti ove tali dispositivi sono inseriti.
Dispositivi dosatori come sopra descritti si dimostrano adatti e funzionali solamente se utilizzati in circuiti di produzione destinati alla produzione di ingenti quantità di prodotti, per cui il costo dell'installazione dei dispositivi e della manutenzione è ammortizzabile su un breve periodo di vita utile del circuito. Inoltre, la configurazione operativa di questi impianti è poco flessìbile cosicché essi sono destinabili solamente agli specifici circuiti produttivi per cui essi sono stati progettati.
Sono, inoltre, presenti nel campo della tecnica in questione dispositivi dosatori destinati a produzioni di tipo artigianale che sono caratterizzati da un impianto molto semplice e di basso costo, ma che, tuttavia, mostrano scarse prestazioni<'>operative, accettabili solamente in piccoli e limitati ambiti produttivi.
Nel campo della tecnica in questione è sentita pertanto l'esigenza di dispositivi dosatori da destinare a contesti di produzione industriale caratterizzati da un'offerta commerciale assai differenziata, impostata, ad esempio, su commesse di lotti di produzione. Dispositivi dosatori di questo tipo devono necessariamente essere configurabili a seconda delle esigenze di produzione, che nei contesti industriali in questione sono continuamente variabili, e devono garantire al contempo grosse capacità produttive e un tipo di funzionamento tecnicamente avanzato.
Dispositivi dosatori di questo genere si dimostrano, inoltre, necessari anche in contesti di produzione artigianali suscettibili di espansione.
La presente invenzione si propone lo scopo di soddisfare le suddette esigenze prevedendo un dispositivo dosatore provvisto di un impianto estremamente compatto e dotato di un funzionamento ad un elevato standard qualitativo. Tale scopo viene raggiunto prevedendo un dispositivo dosatore presentante le caratteristiche incluse nella rivendicazione 1.
L'invenzione sarà ora descritta, dettagliatamente a puro titolo di esempio non limitativo, con riferimento ai disegni annessi, nei quali:
- la figura 1 rappresenta una vista prospettica schematica di un dispositivo dosatore secondo 1'invenzione ;
- la figura 2 rappresenta una vista in sezione del dispositivo dosatore di figura 1;
- la figura 3 rappresenta una vista in sezione di un particolare del dispositivo di figura 1;
le figure da 4a a 4d rappresentano fasi successive dello schema di funzionamento del dispositivo dosatore secondo l'invenzione.
Il numero di riferimento'1 indica un dispositivo dosatore per sostanze alimentari liquide, pastose, o grasse, come ad esempio creme di cioccolato. Tale dispositivo comprende un serbatoio 2 avente un corpo sostanzialmente cilindrico a forma di parallelepipedo, e comprendente una parete superiore 2a, una parete di fondo 2d e pareti laterali 2c. La parete superiore 2a è attraversata da una prima e una seconda bocca 3, 4 comunicanti con l'interno del serbatoio e controllate ciascuna da una rispettiva valvola di non ritorno (non mostrata nelle figure) nelle modalità che verranno descritte nel seguito. La parete di fondo 2b del serbatoio è formata da una piastra provvista di una molteplicità di fori 5 direttamente comunicanti con l'interno del serbatoio e opportunamente disposti secondo uno schema a matrice. Tale piastra 2b è fissata alle pareti laterali 2c del serbatoio tramite viti in modo tale che essa risulti facilmente smontabile e intercambiabile con ulteriori piastre per le finalità che verranno descritte nel seguito.
Le pareti laterali 2c del serbatoio, che possono essere realizzate in acciaio, ghisa, alluminio, o in altro materiale, presentano internamente una camicia entro cui è fatto scorrere un fluido vettore termico per il condizionamento termico controllato della sostanza alimentare all'interno del serbatoio 2. Il condizionamento termico può anche avvenire mediante fasciame di tubature avvolgenti, in contatto con il serbatoio.
Sul serbatoio 2 è montato mobile un gruppo a stantuffo che comprende entro il serbatoio una porzione a stantuffo 8 (visibile nelle figure 2 e 3) traslabile lungo una direzione assiale del corpo del serbatoio .
Come visibile in figura 3, la porzione a stantuffo 8 presenta un piano di spinta ortogonale alla direzione assiale del corpo del serbatoio e dotato di un'estensione pari alla sezione trasversale del volume racchiuso all'interno del serbatoio medesimo. In tal modo la porzione a stantuffo 8 divide l'interno del serbatoio in una camera inferiore 9 e in una camera superiore 10.
La camera inferiore 9 comunica con i fori 5 della piastra di fondo 2b, mentre la camera superiore 10 comunica con le bocche 3, 4 della parete superiore 2a.
Il gruppo a stantuffo è formato da un elemento di valvola 11 e da un elemento di spinta 12, i guali presentano rispettive porzioni di estremità Ila, 12a fra loro coassiali e atte a costituire globalmente la porzione a stantuffo 8, e rispettive porzioni allungate llb, 12b anch'esse fra loro coassiali e che si estendono al di fuori del serbatoio attraverso l'apertura 13 provvista sulla parete superiore 2a di quest'ultimo.
In particolare, la porzione di estremità Ila dell'elemento di valvola 11 presenta una configurazione a disco ed è collegata in corrispondenza di una sua porzione centrale, tramite una vite, ad uno stelo che si estende al di fuori del serbatoio e che costituisce la porzione allungata llb. La porzione terminale 12a dell'elemento di spinta 12 è formata altresì da una piastra dotata di un'apertura centrale circolare 12c .la quale si configura complementare al disco Ila dell'elemento di valvola 11. La piastra 12a è collegata tramite staffe verticali 14 ad una piastra di sostegno 15 che è calettata in modo solidale alla porzione allungata 12b costituita da un elemento tubolare concentrico ed esterno allo stelo llb, e che si estende come quest'ultimo all'esterno del serbatoio attraverso l'apertura 13. Fra l'apertura 13 e l'elemento tubolare 12b è disposta una boccola di guida 13b atta a guidare la traslazione dell'elemento tubolare 12b e a garantire una perfetta tenuta al passaggio di sostanza alimentare, o di inquinanti dall'esterno, attraverso l'apertura 13 medesima. Nervature di rinforzo 24 sono ulteriormente fissate sulla piastra 15 e vincolate all'elemento tubolare 12b in modo tale da irrigidire maggiormente la struttura dell'elemento di spinta 12.
L'elemento di valvola 11 e l'elemento di spinta 12 sono mobili relativamente fra loro e rispetto al serbatoio nella modalità che verrà descritta nel seguito .
In particolare, con riferimento alla figura 3, la piastra 12a è provvista di un bordo 12d delimitante la sua apertura centrale 12c che costituisce una superficie di contrasto predisposta per agire su una superficie corrispondente del bordo 11e del disco Ila dell'elemento di valvola 11. Nella forma di realizzazione mostrata nelle figure tali superfici complementari hanno una conformazione sostanzialmente troncoconica. Preferibilmente, l'inclinazione dei piani individuati dai bordi 12d e 11e rispetto alla direzione di movimentazione dell'elemento di valvola 11 e dell'elemento di spinta 12, è di un valore intorno ai 45° per ciò che verrà descritto nel seguito.
L'elemento di spinta 12 è predisposto per spingere l'elemento di valvola 11 in un movimento verso il basso tramite la superficie di contrasto 12d sopra descritta. Tale superficie di contrasto dell'elemento di spinta 12 costituisce, inoltre, un fine corsa del movimento di traslazione verso l'alto dell'elemento di valvola 11.
L'elemento di valvola 11 e l'elemento di spinta 12 sono collegati a rispettivi mezzi attuatori. Con riferimento alla figura 2, lo stelo llb dell'elemento di valvola 11 è collegato ad un attuatore idraulico 16 il quale è portato da una struttura di sopporto 20 sovrapposta al serbatoio 2. L'attuatore 16 può essere un attuatore di tipo convenzionale, quale ad esempio un martinetto idraulico operante ad olio, oppure un sistema di trasmissione meccanico a vite e madrevite.
L'elemento tubolare 12b è collegato invece ad un sistema di trasmissione a vite e madrevite. In particolare l'estremità superiore dell'elemento tubolare 12b è collegata ad una struttura a gabbia 17 che circonda l'attuatore idraulico 16 sopra citato. La struttura a gabbia 17 è conformata in modo tale da poter traslare relativamente al gruppo attuatore 16 senza interferire con quest'ultimo. La struttura a gabbia 17 è formata da una piastra 18, calettata sull'estremità superiore dell'elemento tubolare 12b, e sottostante il gruppo attuatore 16, che è collegata ad una ulteriore piastra 19, sovrastante il gruppo attuatore 16, tramite una pluralità di aste 17b sostanzialmente parallele alla direzione di traslazione dell'elemento di spinta 12 e fissate alle piastre 18, 19 tramite viti.
La piastra superiore 19 della struttura a gabbia 17 è fissata in modo solidale ad una guida tubolare 21a che è a sua volta vincolata tramite viti ad una boccola internamente filettata 21b ad essa concentrica. La filettatura interna della boccola 21a interagisce con la filettatura esterna di un albero 22 disposto lungo l'asse dell'elemento tubolare 12b dell'elemento di spinta 12 e che è montato libero di ruotare su una traversa superiore 23 della struttura di supporto 20. L'albero 22 è comandato in rotazione tramite un motore elettrico passo passo. La rotazione impartita all'albero 22 causa, grazie alla interazione delle superfici filettate dell'albero 22 medesimo e della boccola 21, una traslazione lungo la direzione verticale (con riferimento alle figure) della struttura a gabbia 17 che trascina con sé l'elemento di spinta 12.
Qui di seguito verrà ora descritta la modalità di funzionamento del dispositivo dosatore secondo l'invenzione. Fasi successive del funzionamento del dispositivo dosatore qui descritto sono rappresentate in modo schematico nelle figure da 4a fino a 4d. Le frecce rappresentate nelle figure indicano il flusso della sostanza alimentare da dosare .
Innanzitutto, come visibile nelle figure, durante il funzionamento del dispositivo dosatore qui descritto è mantenuto un flusso continuo attraverso il serbatoio della sostanza alimentare, che entra dalla bocca 3 e fuoriesce dalla bocca 4 in corrispondenza della parete superiore 2a del serbatoio. La pressione del flusso in ingresso e in uscita nel e dal serbatoio è determinata dall'azione delle sopraccitate valvole di non ritorno associate alle bocche 3 e 4. Il flusso continuo attraverso il serbatoio 2 costituisce una caratteristica molto importante del dispositivo dosatore qui descritto in quanto permette, durante il normale funzionamento del dispositivo, di trasportare la sostanza alimentare da dosare in stazioni di trattamento {non mostrate) con la finalità di mantenere la sostanza alimentare nelle condizioni ideali richieste per l'operazione di erogazione. Ad esempio, il flusso continuo della sostanza alimentare che si svolge all'esterno del serbatoio può attraversare stazioni di filtrazione e/o stazioni di trattamento termico.
La figura 4a mostra una fase iniziale in cui il gruppo a stantuffo presenta la porzione a stantuffo 8 nella condizione composta e in una posizione abbassata.
Nella condizione mostrata in figura 4a il sopraccitato flusso continuo di sostanza alimentare fluisce solamente attraverso la camera superiore 10 del serbatoio 2, in quanto la camera inferiore 9 è separata dalle bocche 3 e 4 dalla porzione a stantuffo 8. Nella condizione mostrata nella figura 4a la camera inferiore 9 risulta quindi sostanzialmente vuota.
Dalla condizione del dispositivo mostrata in figura 4a, al fine di eseguire l'operazione di dosatura della sostanza alimentare, il funzionamento del dispositivo dosatore qui descritto prevede di sollevare l'elemento di spinta 12 relativamente al serbatoio e all'elemento di valvola 11. Tale spostamento dell'elemento di spinta 12 mette in comunicazione la camera superiore 10 con la camera inferiore 9, cosicché il flusso di sostanza alimentare fluisce conseguentemente anche all'interno dì quest'ultima.
Successivamente, come visibile in figura 4b', l'elemento di valvola 11 viene anch'esso sollevato e il suo movimento di traslazione termina quando il bordo 11c del disco 11b sbatte contro la superficie di contrasto 12d dell'elemento di spinta 12, chiudendo l'apertura 12c di quest'ultimo, come mostrato in figura 4c. Una volta che questi sono nuovamente a contatto viene ristabilita la separazione fra la camera superiore 10 e la camera inferiore 9, la quale si è nel frattempo riempita di una determinata quantità di sostanza alimentare.
La conformazione troncoconica rispettivamente della superficie di contrasto 12d dell'elemento di spinta 12 e del bordo 11c dell'elemento di valvola 11, consente di diminuire l'attrito viscoso generato dalla sostanza alimentare che scorre attraverso l'elemento di spinta 12 e l'elemento di valvola 11 durante la fase di sollevamento di quest'ultimo. Come già accennato in precedenza l'inclinazione dei piani individuati dai bordi 12d e 11c rispetto alla direzione di movimentazione dell'elemento di valvola 11 e dell'elemento di spinta 12, è preferibilmente di un valore intorno ai 45°, dipendentemente dalla fluidità e scorrevolezza del prodotto da colare.
Inoltre, tale conformazione permette altresì di stabilizzare l'elemento di valvola 11 durante il suo spostamento e, anche di garantire una perfetta tenuta al passaggio di sostanza da una all'altra delle camere superiore e inferiore nella condizione di contatto fra la superficie di contrasto 12d e il bordo 11c. In figura 4d è, infine, rappresentata la fase di erogazione della sostanza alimentare eseguita dal dispositivo qui descritto, nella quale l'elemento di spinta 12 spinge con sé verso il basso l'elemento di valvola 11 cosicché questi scendono insieme in un reciproco assemblaggio per cui è composta la porzione a stantuffo 8, in modo da far fluire la sostanza alimentare all'esterno del serbatoio attraverso i fori di dosaggio 5. Quando l'elemento di spinta 12 trascina con sé l'elemento di valvola 11, quest'ultimo è momentaneamente svincolato dall'attuatore idraulico 16.
La quantità di sostanza alimentare erogata è dipendente dall'intervallo di altezza di cui la porzione a stantuffo 8 viene abbassata.
Da quanto sopra si evince che l'altezza raggiunta dall'elemento di spinta 12 rispetto al fondo del serbatoio nella condizione rappresentata in figura 4b, determina la quantità erogabile durante una singola corsa di discesa della porzione a stantuffo 8. Inoltre, il fine corsa della porzione a stantuffo 8 per l'operazione di erogazione è dipendente dalla densità del prodotto erogato.
La piastra 2b presentante ì fori dosatori determina il numero di quantità singole erogate contemporaneamente e la loro reciproca disposizione.
In proposito, è possibile prevedere differenti piastre 2b fra loro intercambiabili in modo da predisporre il dispositivo dosatore per modalità di funzionamento differenti.
Inoltre il gruppo a stantuffo può essere predisposto operativo in modo tale che per ogni erogazione sia compiuto il ciclo riprodotto nelle figura da 4a a 4d, oppure, in modo da prevedere che, una volta che viene raggiunta la condizione rappresentata in figura 4c in cui la camera inferiore è riempita, siano eseguite erogazioni consecutive di sostanza alimentare come mostrato in figura 4d. In tal modo il dispositivo dosatore qui descritto risulta suscettibile di funzionare a quantitativi orari di erogazione differenti, a seconda delle esigenze del ciclo e del contesto in cui il dispositivo è inserito. Ad esempio, nel caso di un contesto di produzione artigianale in cui sono richieste poche erogazioni all'ora è preferibile prevedere cicli interi successivi di cui uno è mostrato nelle figure da 4a a 4d, in modo tale che fra una erogazione e l'altra, che possono avvenire anche a distanza di un consistente lasso di tempo, la sostanza alimentare da erogare venga ricircolata nel flusso continuo attraverso il serbatoio affinché sia mantenuta in condizioni ideali predeterminate. In un circuito di produzione industriale, invece, in cui sono previste successive erogazioni entro brevissimi intervalli di tempo, è possibile operare in modo continuo il dispositivo dosatore nella funzione di erogazione rappresentata in figura 4d, come sopra descrìtto.
Il dispositivo erogatore qui descritto risulta quindi dotato di un funzionamento estremamente flessibile e adattabile a diversi contesti di produzione .
Il dispositivo dosatore qui descritto si presta, inoltre,- all'erogazione di diverse sostanze alimentari e le operazioni di preparazione del dispositivo necessarie per passare dall'erogazione di una prima sostanza alimentare alla erogazione di una seconda sostanza differente sono assai veloci da eseguire e consistono essenzialmente nel lavaggio dell'interno del serbatoio e nella sostituzione della piastra di erogazione 2b. Nello specifico, una piastra 2b adottata per la prima sostanza viene smontata, successivamente l'interno del serbatoio viene capovolto e lavato, e infine viene montata una ulteriore piastra 2b atta all'erogazione della seconda sostanza. L'operazione di lavaggio dell'interno del serbatoio risulta assai agevolata dal fatto che questo, essendo privo del fondo, risulta facilmente raggiungibile dall'esterno.
I fori di dosatura 5 sono preferibilmente controllati da ugelli provvisti ciascuno di una valvola di controllo del flusso di erogazione. Questi ugelli hanno la funzione di permettere l'erogazione della sostanza alimentare solamente durante lo spostamento verso il basso della porzione a stantuffo 8 per evitare quindi che la sostanza alimentare fuoriesca liberamente dal serbatoio attraverso i fori di dosatura 5. Tuttavia, nei casi in cui la porzione a stantuffo 8 è destinata ad operare entro una corsa di traslazione tale per cui quando essa si trova in una posizione sollevata, la camera inferiore 9 realizza un salto idrostatico della sostanza alimentare suscettibile di generare una pressione idrostatica inferiore alla pressione atmosferica, non è necessario prevedere alcuna valvola di regolazione che controlli i fori di dosatura 5 in quanto la sostanza alimentare rimane all'interno della camera inferiore 9 per effetto della pressione atmosferica agente sulla sostanza alimentare attraverso i fori dosatori 5.
Naturalmente, fermo restando il principio dell'invenzione, i particolari di costruzione e le forme di realizzazione potranno essere ampiamente variati rispetto a quanto descritto ed illustrato a puro titolo di esempio, senza per questo uscire dall'ambito della presente invenzione, così come definito dalle rivendicazioni che seguono.

Claims (11)

  1. RIVENDICAZIONI 1. Dispositivo dosatore di una sostanza alimentare liquida o pastosa, quale ad esempio una sostanza grassa, comprendente: un serbatoio (2) atto a contenere detta sostanza, detto serbatoio (2) essendo provvisto di almeno una bocca di ingresso (3) di detta sostanza all'interno del serbatoio e di almeno un'apertura (5) per l'erogazione di detta sostanza, e - mezzi di controllo {11, 12) dell'erogazione di detta sostanza attraverso detta almeno una apertura di erogazione (5); detto dispositivo essendo caratterizzato dal fatto che detto serbatoio (2} è provvisto in corrispondenza di una parete di fondo (2b) di una pluralità di dette aperture di erogazione (5} ed è predisposto per ricevere un gruppo a stantuffo (11, 12) di detti mezzi di controllo che è montato scorrevole all'interno del serbatoio e conformato in modo da separare detto serbatoio in una prima camera (9), su cui si affacciano dette aperture di erogazione {5), e in una seconda camera (10) comunicante con detta bocca di ingresso (3), dette camere (9, 10) essendo a volume variabile con la traslazione di detto gruppo a stantuffo (11, 12), in cui detto gruppo a stantuffo comprende un elemento di valvola (11) atto a mettere in comunicazione detta prima camera (10) con detta seconda camera (9).
  2. 2. Dispositivo dosatore secondo la rivendicazione 1, caratterizzato dal fatto che detto serbatoio (2) comprende una bocca di uscita (4) di detta sostanza comunicante con detta camera superiore (10).
  3. 3. Dispositivo dosatore secondo la rivendicazione 1, caratterizzato dal fatto che detto serbatoio (2) presenta un corpo (2a, 2b, 2c) che racchiude internamente un volume sostanzialmente cilindrico entro cui detto gruppo a stantuffo {11, 12) è montato scorrevole lungo una direzione assiale di detto volume, in cui detto gruppo a stantuffo {11, 12) presenta una sezione attiva di spinta (8) sostanzialmente pari alla sezione trasversale interna di detto volume cilindrico.
  4. 4. Dispositivo dosatore secondo la rivendicazione 3, caratterizzato dal fatto che detto gruppo a stantuffo (11, 12) comprende un elemento di spinta (12) presentante una piastra (12a) con un foro centrale (12c), e il cui bordo perimetrale è sostanzialmente a contatto con pareti interne del corpo del serbatoio che sono sostanzialmente parallele alla direzione di traslazione di detto gruppo a stantuffo, detta piastra presentando una parte (12a) di detta superficie attiva di detto gruppo a stantuffo (11, 12), detto elemento di valvola presentando la parte restante (12b) di detta superficie attiva.
  5. 5. Dispositivo dosatore secondo la rivendicazione 4, caratterizzato dal fatto che detto elemento di valvola (11) presenta una porzione a disco (Ila) su cui è ricavata detta parte restante di detta superficie attiva, detta porzione a disco (Ila) essendo sostanzialmente concentrica a detta piastra (12a) forata centralmente.
  6. 6. Dispositivo dosatore secondo la rivendicazione 5, caratterizzato dal fatto che detto elemento di spinta (12) è predisposto per spingere verso il basso detto elemento di valvola (11) quando superfici di contrasto (12d) di detto elemento di spinta vanno contro superfici corrispondenti (11c) di detto elemento di valvola (11), detto elemento di valvola (11) essendo mobile rispetto a detto elemento di spinta (12) e dette superfici di contrasto (12d) costituendo un limite superiore dello spostamento di detto elemento di valvola (11) dentro il serbatoio (2).
  7. 7. Dispositivo dosatore secondo la rivendicazione 6, caratterizzato dal fatto che dette superfici di contrasto (12d) e dette superfici corrispondenti (11c) hanno una conformazione troncoconica .
  8. 8. Dispositivo dosatore secondo la rivendicazione 6, caratterizzato dal fatto che sono previsti primi mezzi attuatori (16) atti a muovere detto elemento di spinta (12) e secondi mezzi attuatori (22, 21b) atti a muovere detto elemento di valvola (11).
  9. 9<’>. Dispositivo dosatore secondo la rivendicazione 1, caratterizzato dal fatto che detto elemento di valvola (11) comprende una superficie sostanzialmente troncoconica (lld) atta a controllare la comunicazione fra dette prima e seconda camera (9, 10).
  10. 10. Dispositivo dosatore secondo la rivendicazione 9, caratterizzato dal fatto che 1'inclinazione di detta superficie (lld) rispetto alla direzione di movimentazione dell'elemento di valvola (11) è di un valore intorno ai 45°.
  11. 11. Procedimento per l'erogazione in una quantità dosata di una sostanza alimentare tramite un dispositivo secondo una delle rivendicazioni da 1 a 10, detto procedimento comprendendo: far fluire detta .sostanza in detta prima camera, detta seconda camera essendo isolata da detta prima camera e detto gruppo a stantuffo trovandosi in una prima posizione entro detto serbatoio; mettere in comunicazione dette prima e seconda camera tramite lo spostamento relativo di detto elemento di spinta rispetto a detto elemento di valvola; - chiudere detta comunicazione fra detta prima e seconda camera in una seconda posizione di detto gruppo a stantuffo entro detto serbatoio; - muovere detto gruppo a stantuffo in modo tale che detta sostanza venga erogata attraverso dette aperture di erogazione (5).
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