ITTO20080388A1 - Dispositivo di monitoraggio ed estinzione combinata di incendi. - Google Patents

Dispositivo di monitoraggio ed estinzione combinata di incendi. Download PDF

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Ing Francesco Garofalo
Ing Michele Giustino
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Compagnia Italiana Impianti Antincendio Stopfire
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Descrizione a corredo di una domanda di brevetto per invenzione industriale dal titolo: DISPOSITIVO DI MONITORAGGIO ED ESTINZIONE COMBINATA DI INCENDI
DESCRIZIONE
La presente invenzione è relativa ad un dispositivo di estinzione di incendio ed in particolare ad un dispositivo di monitoraggio ed estinzione combinata di incendi.
Il sistema che verrà descritto è applicabile in tutti quegli ambienti almeno parzialmente chiusi, quali ad esempio lunghi capannoni, corridoi e gallerie o linee di montaggio.
Riferendosi in particolare alle gallerie, dal punto di vista costruttivo, esse possono dividersi in:
- gallerie naturali, o a foro cieco, ottenute tramite un foro che viene poi rivestito di materiale atto a consolidarne la volta;
- gallerie artificiali, o a cielo aperto, in cui dato un modesto spessore del terreno o della roccia sovrastante, si pratica uno scavo dall’alto per tutta la lunghezza della galleria per poi provvedere in un secondo tempo al completo ricoprimento;
- gallerie paramassi o paravalanghe, con ricoprimento parziale o nullo.
In termini di dimensioni e forma, le gallerie sono definite da una lunghezza, misurata nella direzione di percorrenza, una larghezza (trasversale alla lunghezza), dal tipo di fornice (ad esempio singola o doppia), dalla direzionalità di percorrenza (monosenso o plurisenso).
Concentrandosi sulle gallerie stradali e ferroviarie, sono da considerarsi come criteri di progetto sia il volume di traffico sia le attrezzature di sicurezza che devono essere incluse nella galleria stessa. Entrambi i criteri sopra elencati sono tra loro correlati, giacché al crescere del volume di traffico che transita in una galleria, solitamente è incrementato anche il numero e la quantità d’attrezzature di sicurezza inserite nella galleria stessa.
Il tema della sicurezza delle gallerie stradali e ferroviarie, soprattutto dopo i tragici eventi occorsi nel tunnel del Monte Bianco e del San Gottardo è divenuto oggetto di forte attenzione da parte delle imprese d’ingegnerizzazione di struttura e di sicurezza delle gallerie.
In Europa, in seguito alla richiesta del Consiglio Europeo e del Parlamento Europeo, è stata redatta la Direttiva 54/veicoli 2004/CE del 29 Aprile veicoli 2004, relativa ai requisiti minimi di sicurezza per le gallerie della rete stradale transeuropea, allo scopo di incrementare la sicurezza dei tunnel stradali.
Tra i più pericolosi incidenti che possono verificarsi in un tunnel stradale o ferroviario, sicuramente vi sono quegli incidenti in cui s’innesca un incendio; è noto, infatti, come tra gli incidenti in gallerie stradali o ferroviarie ben sei su otto sono caratterizzati da danni alle strutture di sostegno della galleria causati da incendio.
E’ quindi chiaro che al crescere del volume di traffico transitante in una galleria, aumenta di conseguenza anche il fattore di rischio d’incendio, specie se i veicoli che la percorrono trasportano merci a rischio d’incendio o esplosione come gas, combustibili solidi o liquidi o materiali a forte reattività con l’aria o l’acqua.
Le stesse considerazioni possono essere applicate, almeno parzialmente, al caso di catene di montaggio o lunghi corridoi nei quali giacciano o transitino materiali infiammabili di qualunque genere.
Tipicamente le gallerie stradali sono dotate d’impianti di ventilazione atti a favorire la circolazione d’aria; gli impianti di ventilazione sono solitamente composti da ventilatori montati sostanzialmente sulla sommità del fornice della galleria.
Tuttavia, qualora nella galleria, in un lungo corridoio o in una catena di montaggio si sviluppi un incendio, è necessario che tali impianti siano disattivati in brevissimo tempo.
Infatti, è noto che un incendio per propagarsi necessita di tutte le seguenti tre componenti:
- il calore;
- il combustibile, senza il quale si ha estinzione; e
- il comburente, solitamente ossigeno, senza il quale si ha soffocamento dell’incendio. L’impianto di ventilazione, se non disattivato in presenza di incendio, apporta continuamente aria fresca nella zona dell’incendio, garantendo quindi un costante apporto di comburente; recenti studi hanno dimostrato inoltre che un flusso d’aria di velocità pari a 2m/s può accrescere fino a sette volte più velocemente la propagazione di un incendio rispetto al caso di completa assenza di flusso d’aria. Inoltre con un flusso d’aria pari a 2m/s il flusso di calore sviluppato dall’incendio è incrementato di quattro volte rispetto al caso di completa assenza di flusso d’aria.
Se invece si considera un apporto di aria fresca con velocità paria a 10m/s, la velocità di propagazione di un incendio si incrementa di venti volte, mentre il flusso di calore incrementa di ben nove volte.
Sono noti dispositivi d’aiuto all’estinzione d’incendi, i quali sono sostanzialmente impieganti liquidi di spegnimento.
Gli sprinkler, normalmente rappresentano la prima sicurezza in campo antincendio per edifici e abitazioni, ma non risultano pienamente efficaci per le gallerie. Infatti, la conformazione di una galleria, così come quella di un ambiente sviluppato maggiormente in lunghezza rispetto alla larghezza ed all’altezza, è caratterizzata da un modesto sviluppo verticale tra il piano inferiore e la sommità superiore se rapportato alla complessiva lunghezza. Gli sprinkler, che impiegano tipicamente acqua per l’estinzione dell’incendio, possono causare una stratificazione dei fumi dell’incendio, amplificandone la diffusione longitudinale nella direzione di lunghezza dell’ambiente stesso e non ovviano al rischio di esplosioni di vapore subito al termine della estinzione dell’incendio.
Esistono inoltre sprinkler schiumogeni, che possono essere installati in galleria al posto dei tradizionali sprinkler ad acqua, ma anch’essi presentano problemi legati alla necessità di installazione di vasche particolari per il contenimento della schiuma e sono soggetti ad una manutenzione onerosa.
Inoltre sono noti sistemi d’estinzione con fluidi chimici, che sono impiegati in tutti quegli ambienti in cui il tradizionale uso di acqua o di altri liquidi a base acquosa può rivelarsi sconveniente o addirittura pericoloso. Tali ambienti sono ad esempio sale contenenti apparecchiature ad alta tensione (solitamente ubicate all’interno di centrali elettriche) o sale destinate ad ospitare server o alta strumentazione elettronica o informatica che, a contatto con l’acqua può causare scintille o incrementare l’espansione dell’incendio già eventualmente presente.
Solitamente i sistemi di estinzione con fluidi chimici presentano lo svantaggio di causare fumi tossici durante la loro azione di estinzione, e devono essere pertanto integrati con opportuni sistemi di ventilazione che, com’è già stato descritto, all’interno di gallerie o ambienti chiusi possono essere sostanzialmente pericolosi se mantenuti attivi durante un incendio. Pertanto i sistemi di estinzione con fluidi chimici non possono essere utilizzati qualora all’interno delle gallerie siano presenti persone o animali.
Esistono poi gli estintori, che dovrebbero tipicamente essere posizionati lungo le pareti laterali della galleria o del corridoio ad una reciproca distanza di circa 400 metri; tuttavia l’estintore deve essere maneggiato da una persona e in caso di evacuazione, esso è inutile. Inoltre essi possono essere solamente impiegati in incendi di piccola entità, nel caso contrario risulterebbero semplicemente troppo pericolosi per essere maneggiati da persone.
I cosiddetti sistemi a “muro d’acqua” si basano sulla capacità di isolare l’area dell’incendio assicurando al contempo una via di fuga per le persone. Solitamente i sistemi a muro d’acqua, impiegano grossi serbatoi (anche di cento o più metri cubi ciascuno), distanziati tra loro, ed impiegano delle tubazioni flessibili, disposte in direzione trasversale alla direzione di massima estensione della galleria o dell’ambiente parzialmente chiuso. Le tubazioni flessibili sono inoltre dotate di ugelli atti a spruzzare acqua contenente degli additivi chimici in grado di eseguire, in singolo o contemporaneamente, un’azione di decolorazione dei fumi e di abbassamento della loro temperatura. Tuttavia i sistemi a muro d’acqua provvedono solamente all’isolamento dell’incendio ma non alla sua estinzione.
I sistemi fin qui descritti possono essere integrati da impianti di termorivelazione, costituti ad esempio da strutture portali disposte trasversalmente sull’ingresso della galleria, in grado di rilevare tempestivamente la presenza di incrementi anomali di temperatura. Tuttavia, nessuno dei sistemi precedenti permette di seguire l’incendio lungo la galleria, entrando in azione solamente nella zona in cui l’incendio è divampato, né è in grado di muoversi “adattativamente” con esso.
Scopo della presente invenzione è quello di realizzare un dispositivo di monitoraggio ed estinzione combinata d’incendi, il quale sia esente dagli inconvenienti sopra descritti.
Secondo la presente invenzione viene realizzato un dispositivo di monitoraggio ed estinzione combinata di incendi come descritto nella prima rivendicazione.
L’invenzione verrà ora descritta con riferimento ai disegni annessi, che ne illustrano un esempio di attuazione non limitativo relativo al campo di applicazione delle gallerie, sebbene tale sistema possa essere applicato ad un qualsiasi ambiente parzialmente chiuso quale ad esempio un corridioio, un capannone o una linea di montaggio.
In particolare i disegni annessi illustrano un esempio di attuazione in cui:
- la figura 1 illustra uno schema a blocchi in cui è schematicamente rappresentata una preferita forma di realizzazione del dispositivo secondo la presente invenzione; - la figura 2 illustra una possibile forma di realizzazione di parte del dispositivo di figura 1;
- la figura 3 illustra una ulteriore possibile forma di realizzazione di parte del dispositivo di figura 1;
- la figura 4 illustra una vista in sezione orizzontale di una galleria in cui vi è una collisione tra due veicoli;
- la figura 5 illustra una vista in sezione verticale di una galleria entro cui vi è una collisione di due veicoli e l’azione del dispositivo di figura 1;
- la figura 6 illustra una vista in sezione orizzontale di una galleria in cui è rappresentato schematicamente il getto di più parti del dispositivo di figura 1.
Con riferimento alla figura 1, con 1 è indicato nel suo complesso il dispositivo di monitoraggio ed estinzione combinata di incendi.
Il dispositivo 1 è montato almeno parzialmente in una galleria 100, la quale è dotata di una o più pareti laterali 100a, 100b, un piano stradale 100e e un piano di mezzeria 100c che scorre in direzione sostanzialmente parallela alla lunghezza della galleria 100 e identifica quindi la direzione di massima estensione della galleria 100 stessa.
In dettaglio il dispositivo 1 è dotato di una centralina elettronica 2 la quale è atta a comandare una pluralità di microcontrollore 3 i quali sovrintendono al funzionamento di rispettivi sensori di posizione 4 e monitori 5.
I sensori di posizione 4 e monitori 5 sono disposti all’interno del fornice della galleria 100, in modo tale da permettere rispettivamente di rilevare potenziali condizioni di pericolo generate ad esempio da un incremento di temperatura e di estinguere l’eventuale incendio presente. Viceversa, il microcontrollore 3 associato al rispettivo sensore di posizione 4 e monitore 5 può essere installato sia all’interno del fornice della galleria 100 sia all’esterno di essa.
In dettaglio i sensori di posizione 4 sono dei sensori atti a rilevare un incremento anomalo della temperatura e/o presenza di fiamma (sensori ad esempio a infrarossi) nella zona corrispondente al loro raggio d’azione.
I monitori 5 invece sono costituiti da ugelli e sistemi orientabili, che possono essere indirizzati verso una o più direzioni in modo automatizzato (sulla base di segnali provenienti dal rispettivo microcontrollore 3). Inoltre i monitori 5 sono dotati di uno spruzzatore in grado di emettere diversi tipi di getto di liquido, sulla base o di una regolazione meccanica o della pressione del liquido ad essi inviato; pertanto essi sono in grado di realizzare o uno spruzzo a nebbia su un’ampia 5 zona o un getto di maggiore potenza indirizzato in una specifica zona, maggiormente ristretta rispetto alla precedente.
Il dispositivo 1 comprende inoltre uno o più rilevatori d’opacità 6 e uno o più rivelatori di monossido di carbonio 7 atti a scambiare dati con una rispettiva centralina di controllo 8.
In dettaglio i rilevatori di opacità 6, altresì detti rivelatori di fumo, sono in grado di rilevare l’opacità dell’aria presente all’interno della galleria 100, verificando in modo rapido la presenza di eventuali fumi la cui opacità risulta al di fuori delle comuni condizioni operative.
I rivelatori di monossido di carbonio 7 sono invece in grado di monitorare la presenza di ossido di carbonio (CO, appunto) in modo tale da poter evidenziare rapidamente l’innesco di un principio di incendio. E’ noto, infatti, che un incendio non ha una combustione pulita, ma, al contrario, durante il suo sviluppo emette una gran quantità di residui carboniosi.
Secondo una forma di realizzazione preferita, come mostrato in figura dispositivo 1, i sensori di posizione 4 e i monitori 5 sono disposti rispettivamente ad una distanza sufficiente a garantire la sicurezza della galleria 100; tale distanza non può essere stabilita a priori ma dipende, al contrario, da molteplici parametri della galleria 100, quali ad esempio:
- il volume di traffico medio sostenuto dalla galleria 100;
- il numero di corsie della galleria 100;
- l’eventuale transito di notevole quantità di materiali combustibili;
- eventuali presenze di vie di fuga alternativa;
- grandezza della fornice della galleria 100. Il dispositivo comprende infine una o più cisterne 9, le quali sono atte a contenere liquidi quali ad esempio acqua o acqua additivata, e possono essere posizionate indifferentemente sia vicino sia a maggiore distanza dalla galleria 100, laddove risulta più opportuno o meno oneroso installarle.
Le cisterne 9 sono connesse tramite una pluralità di condotte idriche 9a con ogni monitore 5 e possono essere inoltre dotate di mezzi di pompaggio atti ad incrementarne sia la pressione che il flusso.
Giacché tipicamente le gallerie 100 sono dotate anche di più corsie di percorrenza, a seconda delle dimensioni della fornice della galleria 100 si possono impiegare diverse configurazioni di installazione di sensori di posizione 4 e monitori 5.
In dettaglio, in figura dispositivo 1 è mostrata una galleria 100 in cui sono presenti delle coppie 10 di sensore di posizione 4 e monitore 5 disposte una per ogni parete laterale 100a, 100b della galleria 100 e una pluralità ulteriore di sensori di posizione 4 posizionati sulla sommità della fornice. Alternativamente, qualora ad esempio le dimensioni trasversali (ovvero la larghezza) della fornice della galleria 100 è sufficientemente ridotta, si possono impiegare coppie 10 di sensori di posizione 4 e monitori 5 disposte solamente su di un lato della galleria 100 o, alternativamente sulla sommità della fornice stessa.
Le condotte idriche 9a possono essere di diverso tipo. In dettaglio in figura 2 è illustrata una forma di realizzazione del dispositivo 1 in cui le condotte idriche 9a formano un circuito cosiddetto “a rete aperta”. In questo caso le condotte idriche 9a sono posizionate lungo la galleria 100 in posizione laterale e sono ambedue connesse alle cisterne 9. Questa soluzione permette di separare il sistema di condotte idriche 9a in due parti distinte e non interconnesse, il che può avere alcuni vantaggi specie nel caso di accidentale svuotamento di una delle due cisterne 9 o in caso di perdita di una delle due condotte idriche 9a, in quanto vi sarebbe una perlomeno parziale ridondanza del dispositivo 1.
In alternativa, in figura 3 è mostrata una diversa forma di realizzazione della presente invenzione in cui le condotte idriche 9a sono connesse in modo tale da formare un anello chiuso, in cui una pluralità di tubazioni ad arco sono poste sotto la volta della galleria 100 e assieme alle tubazioni poste sulle pareti laterali 100a, 100b formano un circuito chiuso il quale è connesso al serbatoio del liquido estinguente.
In uso il dispositivo 1 esegue un monitoraggio della situazione all’interno della galleria 100 che può essere:
- di tipo continuo, compatibilmente con la velocità di elaborazione di dati della centralina elettronica 2;
- campionato, in cui cioè la situazione all’interno della galleria 100 viene analizzata ad esempio in un intervallo di tempo variabile o fisso definito dal personale di controllo o sulla base del traffico presente entro la galleria stessa. Il monitoraggio avviene tramite i sensori di posizione 4, i rilevatori di opacità 6 ed i rivelatori di monossido di carbonio 7. Qualora si verifichi un’anomalia nelle normali condizioni d’operazione per cui anche solo uno tra i sensori di posizione 4, rilevatore di opacità 6, rivelatore di monossido di carbonio 7 rileva un principio di incendio la centralina elettronica 2:
- riceve i segnali dai microcontrollori 3 e dalle centraline elettroniche di controllo 8, rispettivamente connesse ai sensori di posizione 4, rilevatori di opacità 6, rivelatori di monossido di carbonio 7 interessati al suddetto principio di incendio;
- elabora in tempo reale uno scenario di incendio in base alle informazioni provenienti dai sensori sopra menzionati, in quanto ogni sensore di posizione 4, rilevatore di opacità 6, rivelatore di monossido di carbonio 7 è identificato da un particolare codice o numero identificativo grazie al quale la centralina elettronica 2 è in grado di stabilirne la posizione;
- stabilita la posizione dell’incendio stabilisce quali monitori 5 debbono essere attivati;
- invia istruzioni di attivazione delle eventuali pompe presenti nell’impianto idraulico;
- invia ai microcontrollori 3 associati agli monitori 5 associati all’area del principio di incendio un comando di movimentazione degli monitori 5, orientandoli in direzione dell’incendio stesso ed attivandoli per l’erogazione del fluido estinguente;
- eventualmente invia anche informazioni di pericolo agli enti di soccorso quali vigili del fuoco o, servizio di pronto soccorso ed enti di polizia o informazioni agli utenti mediante della cartellonistica posta in campo.
Com’è possibile osservare nelle figure 4 e 5, allorché due veicoli 200 collidono tra loro, tramite i sensori di posizione 4, i rilevatori di opacità 6 e i rivelatori di monossido di carbonio 7, la centralina elettronica 2 è in grado di individuare rispettivamente una prima area centrale 12a in cui i monitori 5 sono attivati con un getto mirato 5a sulla zona centrale dell’incendio, soffocando quindi le fiamme e provvedendo ad abbassare quanto più possibile la temperatura locale ed una seconda area distale 12b in cui i monitori 5 spruzzano su una zona più ampia sotto forma di nebbia 5b in modo tale da impedire il propagarsi delle fiamme e, al contempo, mantenere confinati i fumi impedendo inoltre l’invio di aria fresca e quindi l’ingresso nella prima area centrale 12a di nuovo comburente.
Qualora infine l’incendio si sposti o si propaghi, la centralina elettronica 2 è in grado (sempre tramite i sensori di posizione 4, rilevatore di opacità 6, rivelatore di monossido di carbonio 7 che rimangono attivi per tutta la durata dell’incendio) di verificare tale spostamento o propagazione e conseguentemente ampliare o spostare le aree 12a, 12b lungo l’estensione della galleria 100.
Lo spegnimento dell’incendio è decretato allorché i sensori di posizione 4, il rilevatore di opacità 6 o il rilevatore di monossido di carbonio 7 rientrano, insieme o almeno in parte, all’interno di parametri definiti di “normalità operativa”. A seconda dei casi, la centralina elettronica 2 può considerare l’incendio spento quando tutti i sensori rientrano all’interno dei parametri o quando anche solamente uno di essi rientra.
Al termine dello spegnimento dell’incendio, il dispositivo 1 provvede automaticamente ad un autocontrollo della situazione operativa. La centralina elettronica 2, infatti, provvede ad inviare segnali elettrici atti a disattivare i monitori 5 precedentemente attivati e all’effettuazione del nuovo riempimento delle cisterne 9.
In figura 6 è infine visibile l’effetto sovrapposto di quattro monitori 5 posizionati rispettivamente due su di una parete laterale 100a, 100b e due sulle pareti laterali 100a, 100b opposta, operanti nella prima zona centrale 12a.
In questo caso, essendo i monitori 5 orientati tutti verso un unico punto corrispondente sostanzialmente al centro dell’incendio, un’area centrale 40 viene coperta dal getto incrociato di quattro monitori 5, mentre le aree 20 subito adiacenti all’area centrale 40 sono coperte da almeno due getti di due monitori 5.
Conseguentemente l’incendio viene circoscritto all’interno della prima area centrale 12a e ad esso si toglie l’afflusso di nuovo comburente grazie ai monitori 5 eroganti una nebbia 5b, mentre l’incendio nel suo punto centrale riceve un flusso 5a proveniente da più monitori 5 ed è efficacemente spento.
I vantaggi della invenzione fin qui descritta sono chiari dalla descrizione che precede. In particolare il dispositivo 1 permette di identificare tramite una pluralità di sensori di tipo diverso la presenza di un incendio all’interno di una galleria 100 o di un ambiente parzialmente chiuso e, inoltre di seguirne l’eventuale estensione o spostamento senza per forza attivare l’impianto di estinzione lungo tutta la lunghezza dell’ambiente stesso. Il dispositivo 1 è quindi particolarmente utile in quei casi in cui la lunghezza non sia trascurabile se rapportata alle misure dell’altezza e della larghezza.
Inoltre il dispositivo 1 permette di circoscrivere efficacemente l’incendio attuando uno spegnimento mirato nella sua zona centrale di sviluppo e, contemporaneamente fornendo delle “barriere idriche” in grado di contrastarne l’estensione lungo la direzione sostanzialmente parallela alla lunghezza della galleria 100.
Al dispositivo fin qui descritto possono essere applicate numerose modifiche le quali coinvolgono ad esempio l’utilizzo di sensori di diverso tipo da quelli citati, il posizionamento più concentrato delle coppie 10 nelle zone della galleria 100 che distano maggiormente dagli ingressi della galleria 100 stessa o, ancora, la possibilità di avere dei pulsanti di attivazione manuale azionabili dagli utenti della galleria 100 in caso di emergenza o a seguito di un malfunzionamento dei sensori di posizione 4,rilevatore di opacità 6, rivelatore di monossido di carbonio 7.

Claims (15)

  1. RIVENDICAZIONI 1. Dispositivo (1) di monitoraggio ed estinzione combinata di incendi in galleria, atto ad essere installato almeno parzialmente all’interno di un ambiente almeno parzialmente chiuso; il dispositivo comprendendo: una pluralità di mezzi per l’irrorazione di liquido (5) direzionabili connessi con una o più cisterne (9) di immagazzinamento di fluidi tramite una o più condotte idriche (9a); una pluralità di rilevatori di condizioni di incendio (4, 6, 7), invianti segnali elettrici rivolti ad una centralina elettronica (2); il dispositivo (1) essendo caratterizzato dal fatto che detta centralina elettronica (2), qualora sia presente un incendio in detto ambiente, effettua una elaborazione dello scenario di incendio sulla base di segnali rilevati di rilevatori di condizioni di incendio (4, 6, 7) e provvede ad inviare opportuni segnali di direzionamento per l’orientamento dei mezzi per l’irrorazione di liquido (5); detti mezzi per l’irrorazione di liquido (5) spruzzando il liquido contenuto entro detta una o più cisterne (9).
  2. 2. Dispositivo secondo la rivendicazione 1, in cui detta centralina elettronica (2), attraverso detti rilevatori di condizioni di incendio (4, 6, 7) individua un possibile spostamento o propagazione dell’incendio.
  3. 3. Dispositivo secondo la rivendicazione 1, in cui detti mezzi per l’irrorazione di liquido (5) spruzzano liquido con getti di un primo tipo (5a) e di un secondo tipo (5b); detto primo tipo di getto (5a) essendo mirato, a bassa dispersione areale; detto secondo tipo di getto (5b) essendo di tipo ad alta dispersione e formante sostanzialmente una nebbia di liquido.
  4. 4. Dispositivo secondo la rivendicazione 3, in cui la detta centralina (2) individua una prima ed una seconda area (12a, 12b) nelle zone adiacenti detto incendio; detta prima area (12a) essendo corrispondente sostanzialmente alla zona immediatamente adiacente l’incendio e comprendente l’incendio stesso; detta seconda area (12b) essendo esterna a detta prima area (12a).
  5. 5. Dispositivo secondo la rivendicazione 4, in cui detto primo tipo di getto (5a) è rivolto sostanzialmente verso il centro dell’incendio ed è utilizzato da quei mezzi per l’irrorazione di liquido (5) appartenenti a detta prima area (12a); e in cui detto secondo tipo di getto (5b) è utilizzato da quei mezzi per l’irrorazione di liquido (5) che appartengono a detta seconda area (12b), in modo tale da isolare l’incendio ed i relativi fumi.
  6. 6. Dispositivo secondo la rivendicazione 1, in cui detti rilevatori di condizioni di incendio (4, 6, 7) comprendono dei sensori di posizione (4) atti ad individuare la posizione dell’incendio all’interno di detto ambiente almeno parzialmente chiuso; dei rilevatori di opacità (6), atti a rilevare l’opacità e quindi la presenza di fumi nell’aria contenuta nella galleria (100) e dei rivelatori di gas carboniosi (7); detti rivelatori di opacità (6) e detti rivelatori di gas carboniosi (7) essendo direttamente elettricamente connessi con una rispettiva centralina di controllo (8), detta centralina di controllo controllando un singolo rilevatore di gas carboniosi (7) ed un singolo rilevatore di opacità (6); detta centralina di controllo (8) scambiando i dati ricevuti da detti rilevatori (6, 7) con detta centralina elettronica (2).
  7. 7. Dispositivo secondo la rivendicazione 6, comprendente inoltre una pluralità di mezzi di controllo elettronico (3) atti ad essere direttamente connessi con la detta centralina elettronica (2) e con detti rilevatori di posizione (4) e mezzi per l’irrorazione di liquido (5); detti mezzi di controllo elettronico (3) ricevendo e trasmettendo dati rispettivamente da e verso detta centralina elettronica (2) e provvedendo a dirigere il getto di detti mezzi per l’irrorazione di liquido (5).
  8. 8. Dispositivo secondo la rivendicazione 7, in cui ogni mezzo di controllo elettronico (3) controlla un rilevatore di posizione (4) e un mezzo per l’irrorazione di liquido (5).
  9. 9. Dispositivo secondo la rivendicazione 8, in cui detti rilevatori di posizione (4) e mezzi per l’irrorazione di liquido (5) controllati da mezzi di controllo elettronico (3) formano una coppia (10) e in cui dette coppie sono posizionate sostanzialmente su delle pareti laterali di detto ambiente almeno parzialmente chiuso.
  10. 10. Dispositivo secondo la rivendicazione 9, il quale comprende inoltre una seconda pluralità di mezzi per l’irrorazione di liquido (5), anche essi di tipo orientabile, posizionati sostanzialmente sulla sommità del detto ambiente almeno parzialmente chiuso.
  11. 11. Dispositivo secondo la rivendicazione 1, monitorante la presenza di incendi entro l’ambiente almeno parzialmente chiuso in continuo, compatibilmente con la velocità di elaborazione dati della centralina elettronica (2).
  12. 12. Dispositivo secondo la rivendicazione 1, monitorante la presenza di incendi entro la galleria (100) in modo campionato, analizzando analizzata ad esempio in un intervallo di tempo variabile o fisso definito da personale di controllo o sulla base del traffico presente entro l’ambiente almeno parzialmente chiuso.
  13. 13. Dispositivo secondo la rivendicazione 1, in cui lo spegnimento dell’incendio è decretato dal rientro completo all’interno di parametri di normalità di funzionamento di almeno parte dei rilevatori di condizioni di incendio (4, 6, 7).
  14. 14. Dispositivo secondo la rivendicazione 13 in cui a seguito dello spegnimento dell’incendio, detta centralina elettronica (2) provvede alla disattivazione dei mezzi per l’irrorazione di liquido (5) attivati e l’effettuazione dello riempimento delle cisterne (9).
  15. 15. Dispositivo secondo la rivendicazione 1, in cui dette condotte idriche (9a) possono essere connesse a circuito chiuso o a circuito aperto.
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