ITTO20090004U1 - Dado autobloccante - Google Patents
Dado autobloccanteInfo
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Description
DESCRIZIONE
del modello di utilità dal titolo:
“DADO AUTOBLOCCANTE”
La presente innovazione è relativa ad un dado autobloccante.
Per impedire lo svitamento accidentale di dadi dalle filettature in presenza di vibrazioni, è noto di utilizzare dadi di tipo autobloccante, provvisti di inserti deformabili che sono disposti all’interno del corpo filettato del dado stesso.
Nella soluzione illustrata nel brevetto US2222460, tale inserto è definito da una rosetta metallica, la quale ha proprietà elastiche, viene bloccata in una sede all’estremità assiale del corpo del dado, viene filettata sul suo bordo interno insieme al corpo del dado, e viene successivamente deformata plasticamente per spostare assialmente il suo bordo interno verso il foro filettato del corpo del dado, in modo da sfalsare assialmente le due filettature.
E’ sentita l’esigenza di fornire un perfezionamento alla soluzione illustrata in tale brevetto, in modo da avere una soluzione più semplice dal punto di vista realizzativo.
Scopo della presente innovazione è quello di realizzare un dado autobloccante, il quale consenta di assolvere in maniera semplice ed economica all’esigenza sopra esposta.
Secondo la presente innovazione viene realizzato un dado autobloccante comprendente:
- un corpo metallico avente un foro filettato ed una scanalatura anulare coassiale con il detto foro filettato;
- una rosetta flessibile e comprendente:
a) un bordo esterno bloccato in detta scanalatura anulare, ed
b) un bordo interno avente il medesimo diametro del detto foro filettato ed avente una filettatura uguale a quella del detto foro filettato; la filettatura del detto bordo interno essendo sfalsata rispetto a quella del detto foro filettato;
caratterizzato dal fatto che la detta rosetta è definita da una molla a tazza; detta molla a tazza essendo convergente dal detto bordo esterno verso il detto bordo interno in senso assiale opposto al detto foro filettato.
L'innovazione verrà ora descritta con riferimento ai disegni annessi, che ne illustrano un esempio di attuazione non limitativo, in cui:
- la figura 1 è una sezione trasversale di una preferita forma di attuazione del dado autobloccante secondo la presente innovazione;
- la figura 2 è analoga alla figura 1 ed illustra il dado autobloccante quando è accoppiato ad una vite; e - la figura 3 è una vista in pianta di un particolare del dado autobloccante della figura 1.
In figura 1, con 1 è indicato un dado autobloccante comprendente un corpo 2 metallico, una cui porzione 3 di serraggio è provvista di una superficie 4 laterale esterna esagonale e di un foro 5 filettato che si estende lungo un asse 6.
Il corpo 2 comprende una porzione 7 anulare di estremità, la quale sporge assialmente dalla porzione 3 e definisce una scanalatura 14 anulare, coassiale con il foro 5. In particolare, la scanalatura 14 è definita radialmente da una superficie 11 laterale ed assialmente da un bordo 12 di ritenzione e da una superficie 13 di fondo.
Il bordo 12 sporge radialmente verso l’interno dalla superficie 11 e definisce una apertura 8 di uscita per uno stelo 9 filettato, facente parte della vite di un bullone oppure di una vite 10 prigioniera (figura 2). La superficie 13, invece, è convergente dalla superficie 11 verso il foro 5, con una inclinazione che inizia dalla superficie 11 ed arriva fino all’estremità del foro 5, e preferibilmente è conica con un angolo di inclinazione è di circa 9° rispetto ad un piano ortogonale all’asse 6 del dado 1.
La porzione 7 alloggia una rosetta flessibile e definita da una molla a tazza 15, la quale è realizzata in acciaio per molle e ha due facce 16,17 opposte parallele tra loro, le quali sono coniche oppure sono sferiche. Preferibilmente, le facce 16,17 hanno raggio di curvatura compreso tra 32 e 36 millimetri.
La molla a tazza 15, quando non è deformata, è convergente in senso opposto al foro 5, ossia ha la generatrice inclinata dalla superficie 13 verso l’apertura 8: pertanto, la molla a tazza 15 definisce una concavità o bombatura sulla faccia 16 che è affacciata alla superficie 13. Il bordo interno della molla a tazza 15 è indicato dal numero di riferimento 18, è circolare, è coassiale con il foro 5, ha il medesimo diametro del foro 5, e ha una filettatura con il medesimo passo e dello stesso tipo di quella del foro 5. Il bordo esterno della molla a tazza 1 è indicato dal numero di riferimento 19 ed è bloccato nella scanalatura 14 dal bordo 12.
Nel particolare esempio illustrato in figura 3, il bordo esterno 19 è definito da una pluralità di settori circolari separati da spianature 22, le quali sono equamente distribuite attorno all’asse 6 del dado 1 ed incrementano la flessibilità della molla a tazza 15.
La filettatura del bordo interno 18 è sfalsata in direzione assiale rispetto a quella del foro 5: in altre parole, in direzione circonferenziale la fine della filettatura del foro 5 corrisponde sostanzialmente al principio della filettatura del bordo interno 18, ma la distanza assiale tra tale fine e tale principio non è un multiplo del passo della filettatura.
In questo modo, quando il dado 1 viene serrato sullo stelo 9, la molla a tazza 15 svolge una funzione di forzamento e di anti-svitamento. Infatti, avvitando la porzione 3 del corpo 2 sullo stelo 9, la punta dello stelo 9 impegna il foro 5 e poi arriva a contatto assialmente contro il bordo interno 18, ma la filettatura dello stelo 9 non trova il principio della filettatura della molla a tazza 15. Continuando ad avvitare la porzione 3 del corpo 2, la punta dello stelo 9 forza assialmente il bordo interno 18 verso l’apertura 8, facendo deformare elasticamente la molla a tazza 15 (figura 2), mentre il bordo esterno 19 rimane in posizione fissa.
La deformazione cessa di aumentare quando la filettatura dello stelo 9, durante la rotazione relativa tra vite 10 e dado 1, trova il principio della filettatura della molla a tazza 15 e, quindi, può iniziare ad avvitarsi in tale filettatura.
Grazie alla deformazione elastica del bordo interno 18 verso l’apertura 8, la molla a tazza 15 esercita un forzamento sui filetti dello stelo 9 in direzione assiale verso il foro 5, impedendo svitamenti accidentali. In particolare, la molla a tazza 15 tende a tornare elasticamente nella sua condizione indeformata verso il foro 5 e, quindi, durante lo svitamento del dado 1 tende sostanzialmente ad impuntarsi sui filetti dello stelo 9, con un conseguente attrito che provoca l’effetto di antisvitamento.
Quando il dado 1 viene assemblato, preferibilmente la molla a tazza 15 viene bloccata nella scanalatura 14 formando il bordo 12 tramite deformazione plastica dopo aver avvitato il corpo 2 e la molla a tazza 15 su un medesimo punzone filettato (non illustrato). Durante l’avvitamento sul punzone, la molla a tazza 15 viene deformata elasticamente in modo da portare la faccia 16 sostanzialmente a contatto contro la superficie 13. In questo modo, la fine della filettatura del foro 5 ed il principio della filettatura del bordo interno 18 rimangono senza soluzione di continuità in direzione circonferenziale. Svitando il dado 1 dal punzone dopo aver formato il bordo 12, la molla a tazza 15 ritorna automaticamente nella sua condizione indeformata, ottenendo lo sfalsamento in direzione assiale tra la fine della filettatura del foro 5 ed il principio della filettatura del bordo interno 18.
In alternativa o in combinazione allo sfalsamento assiale, le filettature del foro 5 e del bordo interno 18 potrebbero essere sfalsate in direzione circonferenziale di un angolo prefissato.
Da quanto precede appare evidente come la molla a tazza consenta al dado 1 di mantenere le coppie di serraggio ed impedire svitamenti accidentali, indipendentemente da vibrazioni che possono presentarsi durante l’utilizzo dei pezzi bloccati tramite il dado 1. In particolare, la molla a tazza 15 garantisce un forzamento più elevato rispetto ai dadi auto-bloccanti di tipo noto grazie alle proprietà elastiche del materiale con cui è realizzata, alla sua conformazione, ed alla sua posizione di montaggio nella porzione 7.
Inoltre, la molla a tazza 15 può essere filettata in maniera indipendente dal foro 5 e montata sul corpo 2 dopo avere effettuato tutti i trattamenti necessari (ad esempio un trattamento di bonifica). Inoltre, non sono necessarie deformazioni plastiche della molla a tazza 15 per ottenere lo sfalsamento tra le filettature del foro 5 e del bordo interno 18.
Da quanto precede appare, infine, evidente che al dado 1 descritto possono essere apportate modifiche e varianti che non esulano dal campo di protezione della presente innovazione, come definito nelle rivendicazioni allegate.
In particolare, la molla a tazza 15 potrebbe essere provvista di intagli in aggiunta o in alternativa alle spianature 22.
Claims (1)
- RIVENDICAZIONI 1.- Dado autobloccante (1) comprendente: - un corpo metallico (2) avente un foro filettato (5) ed una scanalatura anulare (14) coassiale con il detto foro filettato (5); - una rosetta (15) flessibile e comprendente: a) un bordo esterno (19) bloccato in detta scanalatura anulare (14), ed b) un bordo interno (18) avente il medesimo diametro del detto foro filettato (5) ed avente una filettatura uguale a quella del detto foro filettato (5); la filettatura del detto bordo interno (18) essendo sfalsata rispetto a quella del detto foro filettato (5); caratterizzato dal fatto che la detta rosetta (15) è definita da una molla a tazza; detta molla a tazza essendo convergente dal detto bordo esterno (19) verso il detto bordo interno (18) in senso assiale opposto al detto foro filettato (5). 2.- Dado secondo la rivendicazione 1, caratterizzato dal fatto che la detta molla a tazza (15) è delimitata assialmente da due facce (16,17) parallele e sferiche. 3.- Dado secondo la rivendicazione 2, caratterizzato dal fatto che il raggio di curvatura delle dette facce (16,17) è compreso tra 32 e 36 millimetri. 4.- Dado secondo la rivendicazione 1, caratterizzato dal fatto che la detta molla a tazza (15) è delimitata assialmente da due facce (16,17) parallele e coniche. 5.- Dado secondo una qualsiasi delle rivendicazioni precedenti, caratterizzato dal fatto che la detta scanalatura anulare (14) è definita radialmente da una superficie laterale (11) ed assialmente da: - un bordo di ritenzione (12) che sporge radialmente verso l’interno rispetto alla detta superficie laterale (11), ed - una superficie di fondo (13), la quale è convergente dalla detta superficie laterale verso una estremità del detto foro filettato (5). 6.- Dado secondo la rivendicazione 4, caratterizzato dal fatto che la detta superficie di fondo (13) è conica con un angolo di inclinazione di circa 9° rispetto ad un piano ortogonale all’asse del dado (1). 7.- Dado secondo una qualsiasi delle rivendicazioni precedenti, caratterizzato dal fatto che il detto bordo esterno (19) e definito da una pluralità di settori circolari intervallati da spianature (22).
Priority Applications (1)
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Applications Claiming Priority (1)
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| ITTO20090004U1 true ITTO20090004U1 (it) | 2010-07-15 |
Family
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Family Applications (1)
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| ITTO20090004 ITTO20090004U1 (it) | 2009-01-14 | 2009-01-14 | Dado autobloccante |
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2009
- 2009-01-14 IT ITTO20090004 patent/ITTO20090004U1/it unknown
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