ITTO20090475A1 - Sistema di accensione di fornelli, unita' di accensione di fornelli e piano di cottura comprendente tale sistema e unita' di accensione - Google Patents

Sistema di accensione di fornelli, unita' di accensione di fornelli e piano di cottura comprendente tale sistema e unita' di accensione Download PDF

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ITTO20090475A1
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IT
Italy
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ignition
actuator element
switch
ignition system
stoves
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Application number
IT000475A
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Inventor
Innocenti Paolo Degl
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Innocenti Paolo Degl
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    • FMECHANICAL ENGINEERING; LIGHTING; HEATING; WEAPONS; BLASTING
    • F24HEATING; RANGES; VENTILATING
    • F24CDOMESTIC STOVES OR RANGES ; DETAILS OF DOMESTIC STOVES OR RANGES, OF GENERAL APPLICATION
    • F24C3/00Stoves or ranges for gaseous fuels
    • F24C3/10Arrangement or mounting of ignition devices
    • F24C3/103Arrangement or mounting of ignition devices of electric ignition devices

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  • Chemical & Material Sciences (AREA)
  • Combustion & Propulsion (AREA)
  • Mechanical Engineering (AREA)
  • General Engineering & Computer Science (AREA)
  • Electric Stoves And Ranges (AREA)

Description

DESCRIZIONE
del brevetto per invenzione industriale dal titolo:
“SISTEMA DI ACCENSIONE DI FORNELLI, UNITA' DI ACCENSIONE DI FORNELLI E PIANO DI COTTURA COMPRENDENTE TALE SISTEMA E UNITA' DI ACCENSIONE”
La presente invenzione si riferisce ad un sistema di accensione di fornelli, ad una unità di accensione di fornelli e ad un piano di cottura comprendente tale sistema ed unità di accensione.
Sistemi di accensione di fornelli a gas di tipo noto, ad esempio una catenaria del tipo mostrato in figura 1 e indicato nel complesso con 1, comprendono una coppia di cavi di alimentazione elettrica 2, 3 e una pluralità di interruttori 4, collegati in parallelo fra tali cavi. Gli interruttori 4 di comando sono azionabili tramite organi di azionamento a pulsante in modo da stabilire una connessione elettrica fra i cavi di alimentazione 2, 3 e, successivamente, interrompere tale connessione. In pratica, gli interruttori 4 operano come interruttori normalmente aperti.
Catenarie 1 vengono ad esempio impiegate nei dispositivi di accensione elettronica di cucine a gas (non mostrata). In questo caso, a ciascun rubinetto di regolazione 5 dei fuochi viene associato un interruttore 4 della catenaria. Quando uno dei rubinetti di regolazione 5 viene premuto, il corrispondente interruttore 4 viene azionato e collega elettricamente i cavi di alimentazione, in modo da attivare un circuito accenditore, non mostrato in figura 1 e di per sé noto, che innesca una serie di scintille in corrispondenza dei fuochi.
Gli interruttori 4 noti comprendono una pluralità di componenti, tra cui due contatti mobili; cavi conduttori (2,3); un elemento elastico di richiamo in posizione di riposo quando il corrispondente rubinetto di regolazione 5 non è premuto; un elemento di connessione meccanica della lamina conduttrice al rubinetto di regolazione, preferibilmente realizzato in un materiale dielettrico; e un involucro, anch’esso in materiale dielettrico, all’interno del quale sono alloggiati i conduttori e tutti gli altri componenti necessari a realizzare l’interruttore. In pratica, però, per consentire il corretto funzionamento degli interruttori occorrono anche altri componenti, quali guide e fermi, nonché elementi di fissaggio degli interruttori ai rispettivi rubinetti di regolazione.
Negli interruttori noti, tuttavia, proprio l’elevato numero di componenti rappresenta un inconveniente. È infatti evidente che le operazioni di assemblaggio, sia del singolo interruttore 4, sia della catenaria 1, sono piuttosto complesse, sono poco adatte a essere eseguite automaticamente e comportano un considerevole dispendio di tempo. Ad esempio, nel caso delle catenarie 1 utilizzate nei dispositivi di accensione elettronica delle cucine a gas occorre assemblare generalmente da tre a sei interruttori 4 (uno per ogni rubinetto di regolazione 5 dei fuochi), i quali comprendono a loro volta più componenti. Inoltre, la stessa fabbricazione dei numerosi componenti richiede processi diversificati e complessi ed è quindi costosa.
Scopo della presente invenzione è realizzare un sistema di accensione di fornelli, una unità di accensione di fornelli ed un piano di cottura comprendente tale sistema ed unità di accensione che siano privi degli inconvenienti descritti e, in particolare, siano semplici da realizzare e assemblare.
Secondo la presente invenzione vengono realizzati un sistema di accensione di fornelli, una unità di accensione di fornelli e un piano di cottura comprendente tale sistema ed unità di accensione come definito nelle rivendicazioni 1, 9 e 11 rispettivamente.
Per una migliore comprensione dell’invenzione, ne viene ora descritta una forma di realizzazione, a puro titolo di esempio non limitativo e con riferimento ai disegni allegati, nei quali:
- la figura 1 mostra un sistema di accensione per l’accensione di fornelli a combustibile, ad esempio gas, di tipo noto;
- la figura 2 mostra un sistema di accensione per l’accensione di fornelli secondo una prima forma di realizzazione della presente invenzione;
- la figura 3 mostra un dettaglio ingrandito di una forma di realizzazione di mezzi elastici di richiamo del sistema di accensione di figura 3;
- la figura 4 mostra un dettaglio ingrandito di un’altra forma di realizzazione di mezzi elastici di richiamo del sistema di accensione di figura 3; - la figura 5 mostra un dettaglio ingrandito di un’altra forma di realizzazione del sistema di comando di accensione;
- la figura 6 mostra un sistema di accensione per l’accensione di fornelli secondo un’altra forma di realizzazione della presente invenzione;
la figura 7 mostra un sistema di accensione per l’accensione di fornelli secondo una variante della forma di realizzazione di figura 6;
- la figura 8 mostra un piano di cottura che utilizza il sistema di accensione di figura 3;
- la figura 9 mostra un piano di cottura che utilizza il sistema di accensione di figura 6;
- la figura 10 mostra una unità elettronica di accensione comandabile dal sistema di accensione di figura 2 o 6;
- la figura 11 mostra un piano di cottura che utilizza il sistema di accensione di figura 6 o 7 secondo un’ulteriore forma di realizzazione; e
- la figura 12 mostra un piano di cottura che utilizza il sistema di accensione di figura 2 secondo un’ulteriore forma di realizzazione.
In pratica, il trovato consente di attivare un generatore di tensione per l’accensione di fornelli a gas quando un sistema di accensione fornelli (generalmente chiamato, in questo contesto, catenaria) viene azionato meccanicamente, ad esempio mediante uno o più organi di azionamento a pulsante che ne causano uno spostamento. Successivamente, mezzi di richiamo, ad esempio elastici, riportano la catenaria in una posizione di riposo, disattivando il generatore di tensione.
Inoltre, la catenaria e i mezzi di richiamo sono realizzati integrali di pezzo oppure assemblati a realizzare la forma desiderata, in un materiale dielettrico plastico o metallico, indifferentemente.
In questo modo, con riferimento al caso di una catenaria per l’accensione elettronica di fuochi di una cucina a gas, una singola catenaria può essere comandata per azionare un singolo interruttore di un circuito accenditore, che innesca, in modo noto, una serie di scintille in corrispondenza dei fuochi.
Secondo la presente invenzione, la fase di montaggio della catenaria e dell’interruttore del circuito accenditore sono vantaggiosamente semplificate, possono essere eseguite in modo rapido e maggiormente economico e non occorre prevedere elementi aggiuntivi di fissaggio della catenaria agli organi di azionamento a pulsante.
Nelle figure 2 e 4 è indicata nel suo complesso con 10 una catenaria accoppiabile a un’apparecchiatura elettrica 11, secondo due diverse forme di realizzazione. Secondo tali forme di realizzazione, la catenaria 10 è associata a un dispositivo elettronico di accensione per una cucina a gas di tipo noto; ciò non si deve considerare limitativo in quanto l'invenzione può essere utilizzata anche per apparecchiature di tipo diverso.
Con riferimento alla figura 2, la catenaria 10 comprende una barra di comando 12, sufficientemente rigida da non risultare apprezzabilmente deformabile ai fini del funzionamento del sistema nel suo complesso, disposta a distanza da un piano di appoggio 13 mediante uno o più elementi di richiamo e di sostegno, nel seguito indicati come molle 19, ancorate al piano di appoggio 13, ad esempio tramite occhielli o saldate o altro ancora. In uso, come meglio descritto in seguito, la barra di comando 12 è sottoposta ad una forza avente una componente con direzione parallela al piano di appoggio 13 (direzione parallela ad un asse X) e una componente con direzione perpendicolare al piano di appoggio 13 (direzione parallela ad un asse Y). Le molle 19 devono essere tali da consentire uno spostamento della barra di comando 12 lungo l’asse Y ed anche lungo l’asse X. A questo fine, le molle 19 sono scelte di materiale metallico, ad esempio acciaio armonico, oppure di plastica flessibile, e comunque tali da potersi flettere di alcuni millimetri e recuperare la forma originale quando la forza che genera la flessione termina.
Una estremità 12a della barra di comando 12 è collegata, tramite un giunto 15 e un pistone 25, ad un interruttore disposto all’interno di un involucro 29 dell’apparecchiatura elettrica 11, ad esempio come mostrato in figura 3 e 4 e in seguito descritto con riferimento a tali figure.
La catenaria 10 è associata ad una pluralità di rubinetti di regolazione 5 di rispettivi fuochi (non mostrati), a loro volta associati ad una rispettiva manopola di regolazione 6 (per semplicità, solo una manopola di regolazione 6 è mostrata in figura 2). I rubinetti di regolazione 5 sono, ad esempio, configurati per comandare l’apertura del gas del rispettivo fuoco quando vengono azionati in rotazione mediante la manopola di regolazione 6 e per comandare l’accensione del fuoco quando vengono premuti da un utilizzatore verso il piano di appoggio 13 (direzione definita dall’asse Y). I rubinetti di regolazione 5 possono inoltre comprendere rispettive rondelle di contatto 16, accoppiate al rispettivo rubinetto di regolazione 5, configurate per entrare in contatto diretto con la barra di comando 12 quando il rispettivo rubinetto di regolazione 5 è premuto per comandare l’accensione del fuoco. Le rondelle di contatto 16 non sono necessarie nel caso in cui la manopola di regolazione 6 abbia forma e dimensioni tali da poter entrare in contatto diretto con la barra di comando 12.
La catenaria 10 comprende inoltre, come detto, una o più molle 19 di richiamo e sostegno della barra di comando 12 (due molle 19 sono mostrate in figura 2), aventi ciascuna una propria prima estremità 19a ancorata al piano di appoggio 13 ed una seconda estremità 19b solidale alla barra di comando 12. Un corpo principale 19c della molla di richiamo 19, di forma sostanzialmente rettilinea, è compreso tra le due estremità 19a e 19b. Poiché entrambe le estremità 19a e 19b delle molle 19 sono fisse, quando la barra di comando 12 viene spinta verso il piano di appoggio 13 le molle 19 hanno la funzione di generare sulla barra di comando 12 una forza avente direzione sostanzialmente parallela al piano di appoggio 13 (lungo l’asse X) e verso dipendente da come le molle 19 sono disposte. Ad esempio, con riferimento alla figura 3, se le molle di richiamo sono disposte in modo tale che un asse 21, passante per il corpo principale 19c della molla 19, formi con un asse 22, parallelo all’asse X e passante per la barra di comando 12 nel punto di ancoraggio della seconda estremità 19b della molla di richiamo 19 con la barra di comando 12, un primo angolo α ed un secondo angolo β, in cui il primo angolo α è minore del secondo angolo β, allora il verso dello spostamento parallelo al piano di appoggio 13 della barra di comando 12 sarà tale da ridurre ulteriormente il primo angolo α e aumentare il secondo angolo β. La barra di comando si muoverà in questo caso lungo il verso positivo dell’asse X secondo il riferimento mostrato in figura 3, viceversa, invertendo la disposizione della molla come mostrato in figura 4, si avrà l’inversione del movimento della barra di comando lungo il verso negativo dell’asse X.
In uso, la barra di comando 12 è dunque soggetta a due traslazioni concomitanti, una verticale, lungo il verso positivo di un asse Y (comandata dalla pressione del rubinetto di regolazione 5 da parte di un utilizzatore) ed una orizzontale lungo l’asse X (conseguentemente comandata dalle molle 19). Il rilascio della pressione del rubinetto di regolazione 5 genera un ritorno della barra di comando 12 nella posizione di riposo, causato dall’azione delle molle 19 che, non essendo più sottoposte a forze esterne, ritornano nella loro posizione di riposo.
La seconda estremità 12a della barra di comando 12 si interfaccia con l’apparecchiatura elettrica 11 per mezzo del giunto 15 e del pistone 25. Il giunto 15 possiede una prima ed una seconda estremità 15a, 15b; la prima estremità 15a del giunto 15 è incernierata, in modo che possa ruotare, alla seconda estremità 12a della barra di comando 12, mentre la seconda estremità 15b del giunto 15 è incernierata, in modo che possa ruotare, ad una estremità del pistone 25. In questo modo, quando durante l’uso la barra di comando 12 viene flessa verso il piano di appoggio 13 (lungo l’asse Y) dalla pressione esercitata da un utilizzatore sul rubinetto di regolazione 5 e viene forzata in traslazione lungo una direzione parallela al piano di appoggio 13 (lungo l’asse X) dalle molle 19, il pistone 25 può traslare esclusivamente lungo la direzione definita dall’asse X. Risulta evidente che il pistone 25 è vantaggiosamente mantenuto in posizione sostanzialmente parallela all’asse X da opportuni mezzi di guida (non mostrati), ad esempio costituiti da un foro nell’involucro di protezione 29 di diametro sufficiente a far scorrere il pistone 25 ma evitare un suo movimento basculatorio lungo l’asse Y.
Il pistone 25 è configurato per interfacciarsi, mediante una propria porzione di battuta 25’, con una rispettiva porzione di battuta 27’ di un interruttore 27, ad esempio di tipo a pulsante. Quando la barra di comando 12 viene sottoposta a pressione agendo sul rubinetto di regolazione 5 e viene movimentata lungo la direzione dell’asse X dalle molle 19, tale movimento lungo l’asse X viene trasferito, tramite il giunto 15, al pistone 25, che agendo in battuta sulla porzione di battuta dell’interruttore 27 lo comanda in apertura o chiusura.
Può essere inoltre prevista una ulteriore molla di richiamo 28, agente sul pistone 25 nello spazio compreso tra l’interruttore 27 e una parete laterale dell’involucro di protezione 29 che si affaccia alla porzione di battuta 27’ dell’interruttore 27.
Secondo la forma di realizzazione di figura 3, l’interruttore 27 è di tipo normalmente chiuso (in condizione di riposo, il pistone 25 preme sulla porzione di battuta 27’ dell’interruttore 27 causando l’apertura del contatto dell’interruttore 27). La traslazione della barra di comando 12 lungo il verso positivo dell’asse X causa quindi il rilascio del pulsante dell’interruttore e la temporanea chiusura del contatto dell’interruttore 27. La molla di richiamo 28 risulta compressa e agisce in sinergia con le molle 19 per riportare la barra di comando 12 (e di conseguenza il pistone 25) in condizione di riposo.
Al contrario, secondo la forma di realizzazione di figura 4, l’interruttore 27 è di tipo normalmente aperto (in condizione di riposo, il pistone 25 non preme sulla porzione di battuta 27’ dell’interruttore 27). L’azione meccanica della traslazione della barra di comando 12 lungo il verso negativo dell’asse X causa in questo caso una chiusura temporanea dell’interruttore 27.
La figura 5 mostra un’altra possibile forma di realizzazione del sistema di accensione secondo la presente invenzione, in cui la barra di comando 12 aziona direttamente l’interruttore 27 senza bisogno di impiegare altri componenti.
Secondo questa forma di realizzazione particolare cura deve essere posta nel disporre opportunamente la porzione di battuta 27’ dell’interruttore 27 in modo tale che, in uso, entri in contatto diretto con l’estremità 12a della barra di comando.
La figura 6 mostra un’ulteriore forma di realizzazione di una catenaria secondo la presente invenzione. Elementi comuni con la forma di realizzazione di figura 2 non sono ulteriormente descritti, e vengono qui indicati con gli stessi numeri di riferimento. La figura 6 mostra una catenaria 31 comprendente una barra di comando 32 avente una prima estremità 32a ancorata al piano di appoggio 13 e una seconda estremità 32b ancorata ad un elemento di leva 35. L’elemento di leva 35 comprende a sua volta una protuberanza 36 avente una propria porzione di battuta 36’ affacciata ad una porzione di battuta 37’ di un interruttore 37 dell’apparecchiatura elettrica 11. L’elemento di leva 35 ha inoltre la funziona di riportare la barra di comando 32 in posizione di riposo dopo l’uso (cioè quando termina la pressione sulla manopola di regolazione 6 da parte dell’utilizzatore).
L’elemento di leva 35, indipendentemente dal materiale con cui viene realizzato (ad esempio, di materiale plastico), è vantaggiosamente realizzato in modo tale che una sua porzione di ancoraggio al piano di appoggio 13 ne permetta una rotazione sufficiente ad azionare l’interruttore 27 mediante la protuberanza 36 e quindi una sufficiente forza elastica per riportarlo in posizione di riposo.
La protuberanza 36 può essere disposta ad una distanza dal piano di appoggio 13 diversa dalla distanza della barra di comando 32 dal piano di appoggio 13. In questo caso, l’elemento di leva 35 ha inoltre la funzione di assicurare che siano rispettate una distanza minima e massima tra la porzione di battuta 36’ della protuberanza 36 e la porzione di battuta 37’ dell’interruttore 37, indipendentemente dalla disposizione della barra di comando 32 e dalla sua distanza dal piano di appoggio 13.
L’elemento di leva 35 può inoltre essere realizzato in modo diverso da quanto mostrato in figura 6, ad esempio, come mostrato in figura 7, mediante una opportuna sagomatura della barra di comando 32 ed ancorando quest’ultima al piano di appoggio 13 mediante un occhiello 38. Inoltre, in questo caso possono essere previsti contrappesi (non mostrati e aventi la funzione di sopperire ad una eventuale mancanza di caratteristiche elastiche dell’elemento di leva 35), opportunamente ancorati alla barra di comando 32 e agenti per forza di gravità in modo tale da riportare la barra di comando 32 in posizione di riposo, dopo l’utilizzo.
L’azionamento della barra di comando 32 è reso possibile in modo del tutto analogo a quello già descritto con riferimento alla figura 2. Quindi la pressione di una delle manopole di regolazione 6 causa uno spostamento della barra di comando 32 verso il piano di appoggio 13. Inoltre, durante tale pressione, l’elemento di leva 35 agisce come leva per generare uno spostamento della protuberanza 36 in allontanamento dal piano di appoggio 13 verso la porzione di battuta 37’ dell’interruttore 37. Tale spostamento deve essere tale da attivare l’interruttore 37. Utilizzando qui un interruttore 37 di tipo noto (ad esempio un interruttore di tipo a pulsante), uno spostamento di pochi millimetri o addirittura inferiore al millimetro (ad esempio 0.5-4 mm) è sufficiente ad attivare l’interruttore 37.
Risulta evidente che la disposizione dell’interruttore 37 può essere diversa da quella mostrata in figura, ad esempio può essere disposto tra il piano di appoggio 13 e la protuberanza 36 o anche lateralmente rispetto alla barra di comando 32 e quindi a 90°rispetto al piano 13 o comunque in qualunque posizione tale da poter interagire con la protuberanza 36.
La figura 8 mostra un piano cottura 50, in particolare includente fornelli a gas 51, comprendente una catenaria 10 del tipo mostrato in figura 2. Il piano di cottura 50 comprende inoltre un primo e un secondo cavo elettrico 52, 53 di alimentazione, collegati all’interruttore 27 (non mostrato in figura 8) dell’apparecchiatura elettrica 11 e ad un generatore di alta tensione di una unità di accensione 55, di tipo noto e adatto per l’accensione dei fornelli a gas 51. Quando l’interruttore 27 viene attivato (secondo quanto descritto con riferimento alle figure 3 e 4), il primo e il secondo cavo elettrico 52, 53 comandano il generatore di tensione dell’unità di accensione 55, per l’accensione dei fuochi. Alternativamente, se l’unità di accensione 55 include un ingresso di segnale, è possibile utilizzare un solo cavo elettrico 52 o 53, che chiuda il circuito utilizzando un segnale di terra come riferimento, facilmente ottenibile mediante l’impiego del piano di cottura in funzione di ritorno di segnale.
La figura 9 mostra un piano cottura 60, in particolare includente fornelli a gas 61, comprendente una catenaria 31 del tipo mostrato in figura 6. Quando l’interruttore 27 viene attivato (secondo quanto descritto con riferimento alla figura 6), un generatore di tensione di una unità di accensione 65, analoga all’unità di accensione 55 di figura 7, comanda l’accensione dei fuochi. In figura 9 l’interruttore è vantaggiosamente integrato nell’unità di accensione 65 e non disposto in un’apparecchiatura elettrica 11 separata dall’unità di accensione 65 come invece mostrato in figura 6 o 7.
Indipendentemente dalla forma di realizzazione, la barra di comando può essere realizzata con qualunque materiale adatto per l’ambiente di lavoro. In particolare, per ragioni di economia di lavorazione, robustezza costruttiva e durata può essere convenientemente realizzata mediante l’impiego di tondino metallico o altro materiale metallico o plastico.
La figura 10 mostra uno schema a blocchi dell’unità di accensione 55, 65. L’unità di accensione 55, 65 comprende un alimentatore 70, collegato ad esempio alla presa di corrente elettrica domestica, un circuito oscillatore 71, e un generatore di alta tensione 72, pilotato dal circuito oscillatore 71 quando riceve un segnale (che può essere dato anche dalla sola alimentazione del sistema) dall’interruttore 27. Il generatore di tensione 72 comanda in accensione uno o più fornelli 51, 61.
Da un esame delle caratteristiche del sistema di accensione di fornelli a gas e del piano di cottura comprendente tale sistema realizzati secondo la presente invenzione sono evidenti i vantaggi che essa consente di ottenere.
Ad esempio, la presente invenzione permette di eliminare tutti gli interruttori altrimenti necessari per ogni singolo rubinetto di regolazione e tutti i problemi ad essi associabili quali, ad esempio, isolamento e rischi di shock elettrici e corto circuiti, condense che possono generare falsi contatti ed accensioni, rendere completamente insensibile il sistema al versamento di liquidi, detersivi, temperatura, ecc. risultando, al contempo, assai più economico da realizzare e veloce da installare.
Permette inoltre di concentrare in un solo sistema tutte le funzioni legate all’uso di elettricità in quanto l’interruttore di comando, unico per tutta la catenaria, può essere integrato nell'unità di generazione dell'alta tensione.
Inoltre, sistemi di accensione del tipo descritto possono essere utilizzati insieme con generatori di tensione di tipo standard, non appositamente adattati per integrarsi con essi. Infatti indipendentemente dalla forma di realizzazione, è sempre possibile utilizzare un singolo interruttore da potersi facilmente accoppiare ad un qualunque opportuno punto della catenaria meccanica da cui far partire i cavi (od il cavo) di comando per l’unità di accensione.
È inoltre evidente che il sistema di accensione secondo l’invenzione, potendo integrare l’interruttore nell’unità di accensione, evita cablaggi, riduce al minimo l’impiego di diversi materiali, specie di quelli più pregiati come il rame dei conduttori, e quindi permette di ottimizzare i costi di costruzione e di installazione e, riducendo il numero totale dei componenti, aumenta l’affidabilità totale di sistema e riduce i costi di smaltimento al termine del ciclo di vita del prodotto. La notevole riduzione di componenti soggetti ad usura (elettrica, meccanica, chimica, termica, ecc.) secondo la presente invenzione comporta infatti un conseguente e notevole aumento dell’affidabilità complessiva del sistema in termini di tempo di vita attesa per il sistema prima che si verifichi un guasto (MTTF – “Mean Time To Failure”).
Il sistema di accensione secondo la presente invenzione è facilmente ed economicamente adattabile a qualunque piano di cottura potendo definire convenientemente i punti di appoggio più opportuni di caso in caso e la disposizione dell’interruttore di comando in modo da permetterne il corretto funzionamento in ogni circostanza.
Risulta infine evidente che al descritto possono essere apportate modifiche e varianti, senza uscire dall’ambito della presente invenzione.
Ad esempio, la barra di comando 12 e/o la barra di comando 32 possono essere convenientemente sagomate in un solo pezzo e trattenute in posizione di lavoro mediante opportuni ancoraggi al piano di appoggio 13, ed anche, come mostrato in figura 11 e in figura 12, essere vantaggiosamente sagomate per realizzare almeno un profilo funzionalmente adatto a servire una disposizione funzionale non lineare dei rubinetti di regolazione 5.
Inoltre, l’interruttore, disposto nell’apparecchiatura elettrica 11 può ad esempio essere protetto mediante setti in gomma ed eventualmente, nel caso di interruttore a pulsante, agire esso stesso come ulteriore mezzo di richiamo per la barra di comando eventualmente e/o con il concorso dei detti setti in gomma.
Indipendentemente dalla forma di realizzazione, è possibile utilizzare altri interruttori di comando, non di tipo a pulsante come precedentemente descritto e mostrato nelle figure, ma ad esempio interruttori attivabili senza contatto diretto, come interruttori ad effetto Hall, foto ottici, ecc., che hanno cicli di vita molto più lunghi dei normali interruttori a pulsante e sono privi di problemi di ossidazione dei contatti, ecc., permettendo anche di aumentare la sicurezza di tutto il sistema riducendo l’esposizione di componenti sotto tensione.
Ad esempio, un interruttore 27 di tipo ottico può comprendere un diodo emettitore di luce ed un fototransistore. Il diodo emettitore emette un fascio luminoso (ad esempio nell’infrarosso) verso la zona di avvicinamento della barra di comando all’interruttore 27. In questo modo, solo quando la barra di comando è sufficientemente vicina al diodo emettitore e al fototransistore la barra di comando stessa può fungere da elemento riflettente, atto a riflettere il fascio luminoso generato dal diodo emettitore per attivare in conduzione il fototransistore.
Infine, le manopole e i rubinetti di regolazione 5, 6 possono essere configurati unicamente per regolare il flusso di gas ai rispettivi fornelli 51, 61, e può essere previsto un elemento di comando accensione separato, atto ad interagire con la barra di comando 12, 32 quando premuto da un utilizzatore, analogamente a quanto descritto precedentemente. In questo caso, la barra di comando 12, 32 può essere più corta di quanto mostrato nelle figure 6 e 7. In particolare non è necessario che percorra il piano cottura 50, 60 in modo tale da poter interagire con tutte le manopole di regolazione 6.

Claims (12)

  1. RIVENDICAZIONI 1. Sistema di accensione (10; 31) per l’accensione di fornelli, comprendente un elemento attuatore (12; 32); un elemento di comando accensione (6, 16), distinto dall’elemento attuatore e configurato per interagire con l’elemento attuatore per generare uno spostamento dell’elemento attuatore da una posizione di riposo ad una posizione di lavoro, in cui l’elemento attuatore aziona un interruttore (27; 37) di accensione dei fornelli; e primi mezzi di richiamo (19; 28; 35) configurati per riportare l’elemento attuatore dalla posizione di lavoro alla posizione di riposo.
  2. 2. Sistema di accensione secondo la rivendicazione 1, comprendente un ulteriore elemento di comando accensione (6, 16), configurato per interagire con detto elemento attuatore (12; 32) per generare detto spostamento dell’elemento attuatore dalla posizione di riposo alla posizione di lavoro.
  3. 3. Sistema di accensione secondo la rivendicazione 1 o 2, in cui detto elemento attuatore (12; 32) è realizzato di materiale metallico o dielettrico, ad esempio di materiale plastico.
  4. 4. Sistema di accensione secondo una qualsiasi delle rivendicazioni precedenti, in cui i primi mezzi di richiamo (19) comprendono una prima estremità (19a) solidale ad una base di riferimento (13) ed una seconda estremità (19b) solidale all’elemento attuatore (12), detti mezzi elastici essendo configurati per generare una traslazione dell’elemento attuatore lungo una direzione parallela ad un asse passante per l’elemento attuatore.
  5. 5. Sistema di accensione secondo una qualsiasi delle rivendicazioni precedenti, comprendente inoltre un elemento pressorio (25) e un giunto (15), il giunto avendo una prima (15a) ed una seconda (15b) estremità, la prima estremità del giunto essendo incernierata ad una estremità (12a) dell’elemento attuatore e la seconda estremità del giunto essendo incernierata ad una prima estremità dell’elemento pressorio.
  6. 6. Sistema di accensione secondo la rivendicazione 5, in cui l’elemento pressorio comprende una propria porzione di interazione (25’) atta ad interagire con una rispettiva porzione di interazione (27’) dell’interruttore (27) di accensione dei fornelli per comandare detti fornelli in accensione.
  7. 7. Sistema di accensione secondo la rivendicazione 5 o 6, in cui detto elemento pressorio (25) comprende inoltre secondi mezzi elastici di richiamo (28), configurati per cooperare con i primi mezzi elastici di richiamo per riportare l’elemento attuatore dalla posizione di lavoro alla posizione di riposo.
  8. 8. Sistema di accensione secondo una qualsiasi delle rivendicazioni 1-3, in cui i primi mezzi elastici di richiamo (35) comprendono un elemento di leva, l’elemento di leva comprendendo a sua volta una protuberanza (36) avente una propria porzione di interazione (36’) atta ad interagire con una rispettiva porzione di interazione (37’) dell’interruttore (37) di accensione dei fornelli per comandare detti fornelli in accensione.
  9. 9. Unità di accensione (11, 55; 65) di fornelli, comprendente un interruttore (27; 37) configurato per essere azionato in seguito ad un movimento di un elemento attuatore (12; 32), esterno a detta unità elettronica di accensione, di un sistema di accensione (10; 31) secondo una qualsiasi delle rivendicazioni 1-8.
  10. 10. Unità di accensione secondo la rivendicazione 9, comprendente inoltre un generatore di tensione, detto interruttore (27; 37) essendo elettricamente accoppiato con il generatore di tensione (72).
  11. 11. Piano di cottura (50; 60), comprendente un sistema di accensione (10; 31) secondo una qualsiasi delle rivendicazioni 1-8.
  12. 12. Piano di cottura secondo la rivendicazione 10, comprendente inoltre almeno un fornello (51; 61) di tipo a combustibile; almeno un rubinetto di regolazione (5) del combustibile; e una unità elettronica di accensione (11, 55; 65) secondo la rivendicazione 9 o 10, detta unità elettronica di accensione essendo configurata per inviare un segnale di accensione al fornello.
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