ITTO20090611A1 - Metodo per controllare il funzionamento di un forno - Google Patents
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Description
“METODO PER CONTROLLARE IL FUNZIONAMENTO DI UN FORNO”
DESCRIZIONE
La presente invenzione si riferisce ad un metodo per controllare il funzionamento di un forno secondo il preambolo della rivendicazione 1, e ad un forno che implementa il metodo.
E’ noto che nei forni, in particolare quelli da incasso, una ventola di raffreddamento permette di aspirare aria dall’ambiente esterno e di farla circolare in un’intercapedine realizzata tra la muffola e la struttura più esterna del forno.
In generale l’aria entra nel forno passando per la porta dello stesso, che così viene raffreddata, e dopo aver attraversato la suddetta intercapedine fuoriesce dal forno.
All’interno dell’intercapedine viene normalmente disposta l’unità di controllo elettronica del forno, che viene così raffreddata dall’aria aspirata dalla ventola.
Proprio per evitare il surriscaldamento dell’unità di controllo elettronica, la ventola di raffreddamento normalmente viene mantenuta accesa per tutto il ciclo di cottura.
Tuttavia, il funzionamento della ventola di raffreddamento e la circolazione d’aria nell’intercapedine del forno producono rumore.
Per questo motivo il brevetto JP2004047305 propone di cambiare la velocità di rotazione della ventola in funzione dell’elemento di riscaldamento utilizzato. La circolazione d’aria causata dalla ventola di raffreddamento ha inoltre l’effetto di estrazione dei fumi attraverso il camino della muffola, pertanto tale ventola funziona anche da ventola d’estrazione fumi. Il brevetto US2005077288 rende nota l’idea di regolare il funzionamento di una ventola d’estrazione fumi (in particolare la sua velocità o l’istante di accensione) in funzione del programma di cottura o dell’umidità interna alla muffola.
Per quanto efficaci, questi brevetti non si preoccupano di migliorare l’efficienza energetica del forno.
La richiedente ha invece individuato nel controllo della ventola di raffreddamento un elemento di miglioramento dell’efficienza energetica del forno. La circolazione d’aria nell’intercapedine del forno ha, infatti, l’effetto di estrarre l’aria dalla muffola e parzialmente di raffreddarne le pareti, conseguentemente, il forno richiedere un maggior consumo energetico per completare la cottura.
Scopo della presente invenzione è quello di presentare un metodo di controllo del forno, ed in particolare della ventola di raffreddamento, che permetta di ridurne i consumi e migliorarne l’efficienza energetica.
Questi ed altri scopi sono raggiunti mediante un metodo per controllare il funzionamento di un forno incorporante le caratteristiche delle rivendicazioni allegate, le quali si intendono parte integrante della presente descrizione.
L’idea alla base della presente invenzione è quella di controllare il funzionamento della ventola di raffreddamento in funzione del programma di cottura e della temperatura dell’unità di controllo elettronica. In questo modo si migliora l’efficienza energetica del forno, in quanto si asporta dal forno solamente il calore necessario ad evitare il surriscaldamento dell’elettronica o un eccesso di umidità nella muffola tale da danneggiare la cottura.
Vantaggiosamente, la temperatura dell’unità di controllo viene campionata ad intervalli regolari e la ventola viene accesa quando la temperatura dell’unità di controllo supera un valore di riferimento.
In particolare, la ventola di raffreddamento viene accesa ad una velocità che dipende dalla differenza tra la temperatura misurata ed il suddetto valore di riferimento.
In questo modo durante le fasi finali del ciclo cottura, quando la temperatura è elevata e si registrano i maggiori scostamenti tra la temperatura misurata e quella di riferimento, la ventola viene accesa frequentemente ad una velocità elevata permettendo così di estrarre buona parte dell’umidità nella muffola, mentre durante la fase iniziale del ciclo cottura, in cui la muffola si sta riscaldando, la ventola resta spenta evitando così di estrarre troppo calore.
Vantaggiosamente, la velocità cui viene azionata la ventola è comunque inferiore o uguale ad un valore massimo che dipende dal programma di cottura o dagli elementi di riscaldamento che sono utilizzati per la cottura.
In questo modo a seconda del tipo di cottura che si sta facendo si estrae più o meno umidità dalla muffola e si ottengono quindi migliori risultati di cottura. In aggiunta o in alternativa al controllo della velocità della ventola, si prevede di regolare la durata di funzionamento della ventola in funzione della differenza tra temperatura rilevata e temperatura di riferimento.
In questo modo è possibile controllare la ventola nel modo migliore per trovare il miglior compromesso possibile tra risparmio energetico, preservazione dei componenti elettronici e risultati della cottura.
In una forma di realizzazione, la ventola viene quindi azionata sempre ad una stessa velocità prefissata, mentre la durata di attivazione della ventola dipende dalla differenza tra temperatura rilevata e temperatura di riferimento.
Questa soluzione, rispetto alla variazione della velocità da una risposta più lenta all’aumento di temperatura dell’elettronica, che quindi è più a rischio di rottura, ma permette una riduzione più graduale dell’umidità nella muffola, pertanto può essere più conveniente per alcuni tipi di programmi di cottura, quali i programmi di cottura a vapore.
Ulteriori scopi e vantaggi della presente invenzione appariranno maggiormente chiari dalla descrizione che segue e dai disegni annessi, in cui:
- La Fig. 1 mostra un mobile da cucina comprendente un forno;
- La Fig. 2 mostra una vista frontale del forno di figura 1 ;
- La Fig. 3 mostra una vista in sezione del forno di figura 1;
- La Fig. 4 mostra l’andamento nel tempo della temperatura misurata in prossimità dell’unità di controllo del forno di figura 1, ed il corrispondente andamento della velocità di rotazione di una ventola di raffreddamento;
- La Fig. 5 mostra le curve di figura 4 nel caso di controllo della ventola secondo una seconda forma di realizzazione della presente invenzione;
In figura 1 viene mostrato un mobile da cucina 1 in cui è incassato un frigorifero 2 ed un forno 3 presentato nell’atto dell’incasso all’interno di una nicchia 4 del mobile.
Il forno 3 è dotato di un pannello di controllo 5 comprendente delle manopole 6 ed un display 7 mediante i quali l’utente seleziona i parametri di cottura, in particolare temperatura e tempo, ed eventualmente programmi di cottura preimpostati.
In fig. 1 è visibile il guscio 8 che agisce da corpo esterno del forno e racchiude la parte posteriore del forno, mentre sul fronte è presente una porta 9 dotata di maniglia 10 e vetro d’ispezione 11.
La fig. 2 mostra, da una prospettiva frontale, il forno 3 con la porta 9 aperta.
In questa figura è visibile la muffola 12 che definisce un vano di cottura 13 in cui sono riponibili i cibi da cuocere; col numero di riferimento 28 viene anche mostrata una teglia posizionata all’interno del vano cottura.
In figura 3 viene invece mostrata una sezione verticale del forno 3.
Il forno è di tipo elettrico e presenta, all’interno della muffola 12, una coppia di elementi di riscaldamento che, in questo esempio, sono una resistenza di grill 14 posta in prossimità del cielo della muffola ed una resistenza circolare 15 posta sul lato opposto alla porta 9.
All’interno della muffola 12 è presente anche una ventola 16 che è azionata da un motore 17; la ventola è montata con asse di rotazione concentrico alla resistenza circolare 15, pertanto riscaldando la resistenza, la rotazione della ventola genera un flusso d’aria calda all’interno del forno. Per motivi di sicurezza la ventola è posizionata dietro una protezione 18 costituita da un pannello forato montato sul lato verticale della muffola.
Tra la muffola 12 ed il guscio 8 è presente un’intercapedine 19 al cui interno è disposta l’unità di controllo elettronica 20 e la ventola di raffreddamento 21.
La rotazione della ventola 21 esterna alla muffola genera una corrente d’aria F che viene aspirata dall’esterno del forno attraverso alcune aperture 22 ricavate nella base del guscio 8 e inviata all’esterno del forno attraverso l’intercapedine 19.
All’interno dell’intercapedine 19 è disposta l’unità di controllo elettronica 20 che è collegata al pannello di controllo 5 attraverso dei cavi 23 in modo tale da ricevere i comandi dell’utente e visualizzare sul display 7 informazioni utili all’utente, quali ad esempio informazioni sul programma di cottura selezionato.
L’unità di controllo 20 gestisce, attraverso collegamenti elettrici 24, l’accensione delle ventole 16 e 21 e delle resistenze 14 e 15 in modo da regolare la temperatura all’interno del forno.
Il posizionamento dell’unità di controllo 20 è tale che essa venga investita dal flusso d’aria generato dalla ventola 21.
Poiché tale flusso proviene dall’esterno, esso è a temperatura inferiore rispetto a quello dell’intercapedine e permette quindi il raffreddamento dell’unità di controllo elettronica 20.
In questo esempio di realizzazione, l’intercapedine 19 è in collegamento di fluido con la muffola 12 attraverso il camino 25.
La circolazione d’aria causata dalla ventola 21 nell’intercapedine 19 ha quindi l’effetto di estrarre i fumi dalla muffola 12.
All’interno dell’intercapedine 19 è poi disposta una sonda di temperatura 26 che rileva una temperatura in prossimità dell’unità di controllo 20.
Preferibilmente, questa sonda di temperatura è montata sulla medesima piastra a circuiti stampati (PCB) su cui sono montati altri componenti, quali un microcontrollore, dell’unità di controllo 20.
La sonda di temperatura 26 è operativamente connessa all’unità di controllo 20, in modo tale che quest’ultima riceva l’informazione sulla temperatura rilevata dalla sonda 26.
Per ottimizzare i consumi energetici, l’unità di controllo 20 controlla il funzionamento della ventola 21 in funzione della temperatura misurata dalla sonda 26.
Dato che l’unità di controllo elettronica funziona correttamente anche per temperature dell’ordine dei 45-50°C, la ventola viene azionata nel momento in cui la sonda rileva una temperatura che potrebbe danneggiare l’unità di controllo, o comunque risultare in un funzionamento non corretto della stessa.
In questo modo, anziché mantenere costantemente accesa la ventola durante tutto il programma di cottura, questa viene accesa o spenta in funzione della temperatura misurata in prossimità dell’unità di controllo elettronica, ossia in funzione di quella che possiamo definire temperatura dell’unità di controllo. Dato che la ventola 21 funziona anche da estrattore dei fumi dalla muffola 12, tale ventola 21 viene controllata anche in modo tale da mantenere all’interno della muffola 12 un livello di umidità che sia corretto per il programma di cottura che ha selezionato l’utente o per la determinata fase di cottura del programma selezionato.
Ad esempio, a seconda che si stia eseguendo una fase di grill, o una fase di cottura a vapore, il livello di umidità che deve essere presente nella muffola 12 per avere un buon risultato di cottura deve essere diverso.
L’unità di controllo 20 controlla, quindi, la ventola 21 in modo tale da mantenere l’umidità entro un livello corretto per avere una buona cottura, ed al contempo non dissipare troppa energia.
Inoltre, a seconda che gli elementi di riscaldamento siano accesi o meno, il gradiente di temperatura in prossimità dell’unità di controllo sarà più o meno grande, quindi per risparmiare energia la ventola può essere azionata ad una velocità differente a seconda di quanti e/o quali elementi sono accesi.
In particolare, a parità di altre condizioni, la ventola sarà attivata ad una velocità inferiore se gli elementi sono spenti.
Questo tipo di controllo può essere fatto utilizzando una sonda di umidità 27 posta nella muffola ed operativamente connessa all’unità di controllo 20.
Più preferibilmente, per ridurre il numero di componenti e semplificare il controllo del forno, la ventola viene controllata in funzione del programma o della fase di cottura che si sta eseguendo, oppure in funzione degli elementi di riscaldamento (in questo esempio le resistenze 14 e 15) che sono accesi.
In una prima forma di realizzazione preferita, la ventola 21 viene controllata in funzione della differenza tra la temperatura misurata dalla sonda 26 ed un valore di riferimento.
A questo scopo l’unità di controllo 20 viene prevista di un apposito algoritmo di controllo che regola la velocità di rotazione della ventola ad un valore che dipende dalla suddetta differenza di temperatura.
A questo scopo, l’unità di controllo 20 campiona la temperatura ad intervalli regolari ed ad ogni misura determina se accendere la ventola ed in caso affermativo a quale velocità.
Per tenere conto sia delle esigenze di bilancio energetico, sia di quelle di cottura, la ventola 21 viene azionata ad una velocità che dipende sia dalla temperatura misurata in prossimità dell’elettronica, sia in funzione del tipo di cottura.
A seconda del tipo di cottura che si sta eseguendo, o degli elementi di riscaldamento accesi, viene fissata una velocità di rotazione massima della ventola. In una prima forma di realizzazione, la velocità effettiva cui viene azionata la ventola viene calcolata secondo la relazione
dove vmaxè la velocità massima prevista per il ciclo
di cottura o la fase di cottura eseguita, ΔT=T-Trefè la differenza tra temperatura misurata dalla sonda 26 e temperatura di riferimento, ΔTmaxè un valore prefissato, α è una costante ricavata empiricamente e preferibilmente dipendente dal tipo di programma di cottura eseguito.
In figura 4 viene mostrato l’andamento delle curve di temperatura misurata in prossimità dell’unità di controllo e di velocità della ventola in funzione del tempo nel caso in cui la velocità sia calcolata secondo la (1).
Inizialmente la ventola 21 è spenta, quindi la temperatura misurata in prossimità dell’unità di controllo elettronica sale rapidamente per via del riscaldamento della muffola 12 e dell’aria calda che fuoriesce dal camino 25.
Al tempo t1 viene misurata la temperatura mediante la sonda 26 e si rileva che questa è inferiore alla temperatura di riferimento Trefoltre la quale si rende necessario accendere la ventola.
Al tempo t2 la temperatura è uguale a Trefe quindi la ventola resta spenta.
Al tempo t3, la temperatura supera Trefe la differenza di temperatura è superiore a ΔTmax, per cui la ventola viene accesa alla velocità massima vmaxprestabilita per il tipo di cottura eseguito all’istante di tempo t3.
Al tempo t4 la temperatura misurata in prossimità dell’unità di controllo è ancora superiore a Tref, ma ΔT è minore di ΔTmax; conseguentemente la ventola viene accesa ad una velocità v1, inferiore a vmax, calcolata ad esempio secondo l’equazione (1).
Al tempo t5 la temperatura misurata è inferiore a Tref, pertanto la ventola resta spenta.
Al tempo t6, la temperatura è superiore a Trefe la differenza di temperatura rispetto al riferimento è uguale a quanto misurato al tempo t4, pertanto la ventola viene attivata alla medesima velocità v1.
In alternativa all’equazione (1), la velocità di rotazione della ventola può essere scelta utilizzando altre leggi matematiche che mettano in relazione la velocità alla temperatura rilevata ed al tipo di cottura eseguito.
In particolare, in una soluzione vantaggiosa e preferita, la legge che regola la velocità di rotazione della ventola dipende da almeno due valori di temperatura misurata nella camera, in particolare dipende sia dalla temperatura istantanea misurata, sia da valori storici della temperatura, ossia da valori misurati precedentemente dall’unità di controllo.
In questo modo la risposta del sistema di controllo è ottimizzata e la velocità di rotazione della ventola viene cambiata in modo meno brusco rispetto a quanto mostrato in figura 4.
Un tale tipo di controllo, che tenga conto anche delle misure storiche della temperatura, può essere ottenuto mediante un controllore di tipo PID (Proporzionale Integrativo Derivativo) ed un’area di memoria (eventualmente interna al controllore PID) in cui conservare valori di temperatura misurati nella camera di cottura mediante la sonda 26.
I valori conservati in quest’area di memoria costituiscono lo storico della temperatura nella camera di cottura e vengono utilizzati dal controllore PID insieme alla temperatura istantanea misurata per determinare la velocità effettiva ci azionare la ventola.
In questo caso, quindi, la ventola 21 viene azionata ad una velocità effettiva calcolata secondo la legge qui di seguito riportata:
dove vmaxè la velocità massima prevista per il ciclo di cottura o la fase di cottura eseguita, ΔT=T-Trefè la differenza tra temperatura misurata dalla sonda 26 e temperatura di riferimento, α1, α2ed α3sono delle costanti ricavate empiricamente e preferibilmente dipendenti dal tipo di programma di cottura eseguito, tstarte tendsono due istanti di tempo che delimitano l’intervallo di tempo che definisce lo “storico” che si vuole considerare, ad esempio un intervallo di tempo che termina all’istante in cui si calcola la velocità effettiva, e che ha lunghezza pari al tempo che intercorre tra tre o quattro aggiornamenti della velocità di rotazione della ventola.
Ad esempio, con riferimento alla figura 4, se tendè pari a t5, allora tstartpuò essere t1 o t2 o al tempo di accensione del forno.
Indipendentemente da come è calcolata la velocità effettiva di funzionamento della ventola, nell’esempio di figura 4, quando viene accesa, la ventola viene mantenuta accesa fino alla successiva rilevazione della misura della temperatura dell’unità di controllo.
Alternativamente, la ventola 21 può essere attivata per un periodo di tempo predeterminato di durata inferiore al tempo che intercorre tra una rilevazione della temperatura e la successiva.
In un’ulteriore forma di realizzazione, la durata di attivazione della ventola dipende dalla temperatura misurata mediante la sonda 26.
In questo caso, maggiore è la differenza tra la temperatura misurata e quella di riferimento, maggiore è il tempo di attivazione della ventola all’interno del periodo di tempo che intercorre tra una rilevazione della temperatura e la successiva.
Il tempo di attivazione della ventola può anche dipendere dal tipo di cottura e/o dallo stato degli elementi di riscaldamento della muffola.
Pertanto, a parità di differenza di temperatura, la ventola rimarrà attivata più o meno a lungo a seconda del tipo di cottura effettuato o degli elementi di riscaldamento accesi.
In una forma di realizzazione mostrata in figura 5, la ventola viene accesa sempre ad una velocità vmaxche dipende dal programma o dalla fase di cottura eseguita o dagli elementi di riscaldamento accesi.
In questo caso la ventola viene mantenuta accesa per un tempo che dipende dalla differenza di temperatura rilevata e dal programma di cottura.
Ad esempio una possibile definire la durata di attivazione della ventola secondo la relazione che segue:
dove tmaxè il tempo massimo previsto per il ciclo di cottura o la fase di cottura eseguita, ΔT=T-Trefè la differenza tra temperatura misurata dalla sonda 26 e temperatura di riferimento, β è una costante ricavata empiricamente e preferibilmente dipendente dal tipo di programma di cottura eseguito.
Nell’esempio di figura 5, tmaxè pari all’intervallo di tempo tra due misurazioni successive, tuttavia tmaxpuò anche essere superiore a questo intervallo; in tal caso la velocità viene aggiornata ogni tmax.
In questo esempio, quando all’istante t3 si rileva una temperatura dell’unità di controllo superiore a Trefe tale che la differenza di temperatura è superiore a ΔTmax, la ventola viene accesa alla velocità massima (prestabilita per il tipo di cottura eseguito all’istante di tempo t3) per tutto l’intervallo di tempo t3-t4.
Al tempo t4 la temperatura misurata in prossimità dell’unità di controllo è ancora superiore a Tref, ma ΔT è minore di ΔTmax; conseguentemente la ventola viene accesa per un tempo inferiore.
Alternativamente all’equazione (3), il tempo di attivazione della ventola 21 può essere calcolato mediante un’equazione che tenga conto anche dell’andamento storico della temperatura nella camera di cottura.
Tale andamento essendo memorizzato in un’area di memoria accessibile dall’unità di controllo come detto sopra con riferimento all’uso del controllore PID per il calcolo della velocità di azionamento della ventola.
Ad esempio, il tempo di attivazione può essere determinato in base all’equazione che segue:
dove tmaxè il tempo massimo previsto per il ciclo di cottura o la fase di cottura eseguita, ΔT è la differenza tra temperatura misurata dalla sonda 26 e temperatura di riferimento, β1,β2e β3sono delle costanti ricavate empiricamente e preferibilmente dipendenti dal tipo di programma di cottura eseguito, tstarte tendsono due istanti di tempo che delimitano l’intervallo di tempo che definisce lo “storico” che si vuole considerare come spiegato sopra con riferimento all’equazione (2).
Chiaramente il tecnico del ramo che volesse controllare il funzionamento della ventola di raffreddamento ed estrazione dell’aria secondo gli insegnamenti sopra descritti, avrebbe modo di apportare molte varianti agli esempi sopra descritti e giocare su molti altri parametri (quali il tempo di attivazione della ventola) senza per questo fuoriuscire dall’ambito di protezione della presente invenzione quale risulta dalle rivendicazioni allegate.
Ad esempio la velocità massima di attivazione della ventola può essere determinata in funzione dell’umidità misurata all’interno della muffola, o in funzione della temperatura interna della muffola.
In questi due casi, la velocità massima varia dinamicamente durante il ciclo di cottura.
Ugualmente l’invenzione si applica a forni aventi una disposizione degli elementi diversi da quelli sopra descritti con riferimento alle figure da 1 a 3.
Ad esempio l’unità di controllo del forno potrebbe essere posta a monte della ventola 21, l’importante è che essa sia investita da un flusso d’aria, generato dalla ventola, che possa raffreddarla.
Claims (12)
- RIVENDICAZIONI 1. Metodo per controllare il funzionamento di un forno (3), in cui una ventola (21) viene accesa per far circolare dell’aria all’interno di un’intercapedine (19) prevista tra la muffola (12) del forno (3) ed un corpo (8) esterno del forno, il metodo prevedendo di controllare la ventola (21) in funzione del programma di cottura, caratterizzato dal fatto di controllare ulteriormente detta ventola (21) in funzione di una temperatura misurata in prossimità di un’unità di controllo (20) del forno (3) inserita in detta intercapedine (19).
- 2. Metodo secondo la rivendicazione 1, in cui detta ventola è controllata in funzione di almeno due valori di temperatura misurata in prossimità di detta unità di controllo (20), detti due valori di temperatura essendo misurati in diversi istanti di tempo.
- 3. Metodo secondo la rivendicazione 1 o 2, in cui la ventola (21) è azionata ad una velocità differente a seconda di quanti e/o quali elementi di riscaldamento della muffola sono accesi.
- 4. Metodo secondo la rivendicazione 1 o 2 o 3, in cui detta ventola viene azionata ad una velocità che dipende dalla differenza (ΔT) tra detta temperatura misurata ed una temperatura di riferimento (Tref).
- 5. Metodo secondo la rivendicazione 4, in cui quando detta differenza di temperatura (ΔT) supera un valore di riferimento (ΔTmax), detta ventola viene azionata ad una velocità massima (vmax) che dipende dal programma di cottura selezionato o dagli elementi di riscaldamento della muffola azionati.
- 6. Metodo secondo la rivendicazione 5, in cui quando detta differenza di temperatura (ΔT) è inferiore ad un valore di riferimento (ΔTmax), detta ventola viene azionata ad una velocità effettiva (v1) che dipende da detta velocità massima (vmax) e dalla differenza (ΔT) tra detta temperatura misurata ed una temperatura di riferimento (Tref).
- 7. Metodo secondo una qualsiasi delle rivendicazioni precedenti, in cui detta ventola (21) viene azionata per un tempo dipendente da detta differenza di temperatura (ΔT).
- 8. Metodo secondo la rivendicazione 7, in cui detto tempo dipende dal programma di cottura eseguito o dagli elementi di riscaldamento della muffola azionati.
- 9. Metodo secondo la rivendicazione 7 o 8 quando dipendenti dalla rivendicazione 1, in cui quando viene accesa, detta ventola (21) viene azionata ad una velocità di rotazione (vmax) che dipende dal programma di cottura eseguito o dagli elementi di riscaldamento accesi.
- 10. Metodo secondo una qualsiasi delle rivendicazioni precedenti, in cui detta velocità di rotazione dipende dall’umidità o dalla temperatura interna a detta muffola.
- 11. Forno comprendente un guscio (8) al cui interno è disposta una muffola (12) per la cottura di cibi, una ventola (21) atta a far circolare aria all’interno di un’intercapedine (19) esistente tra la muffola (12) del forno ed il guscio (8) del forno, un’unità di controllo elettronica (20) posizionata entro detta intercapedine ed atta a controllare il funzionamento di detta ventola e di elementi di riscaldamento interni a detta muffola, ed una sonda di temperatura (26) operativamente connessa a detta unità di controllo (20) ed atta a misurare una temperatura in prossimità di detta unità di controllo (20), caratterizzato dal fatto che detta unità di controllo (20) è atta a eseguire il metodo secondo una qualsiasi delle rivendicazioni da 1 a 10.
- 12. Forno secondo la rivendicazione 11, in cui detta unità di controllo comprende un’unità di memoria atta a memorizzare almeno un valore storico di temperatura misurato da detta sonda (26) ed un controllore di tipo PID atto a determinare la velocità della ventola in funzione della temperatura istantanea misurata e di detto almeno un valore storico.
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