ITTO20100273A1 - Dispositivo e metodo di controllo per pompe cementizie a pistoni. - Google Patents

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ITTO20100273A1
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Pietro Chiesa
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Drillmec Spa
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Description

Dispositivo e metodo di controllo per pompe cementizie a pistoni.
La presente invenzione riguarda il campo delle pompe ed in particolare riguarda un dispositivo e metodo di controllo per pompe cementizie a pistoni.
Le pompe per miscela cementizia attualmente utilizzate nel settore della tecnologia "Jet grouting" sono le cosiddette pompe triplex o quintuplex. In dettaglio esse comprendono un albero a gomiti che trasforma il suo moto rotatorio in un moto lineare alternativo di 3 o 5 teste a croce, le quali a loro volta sono collegate a stantuffi (i cosiddetti "plunger") che si muovono avanti ed indietro all'interno di un gruppo di stantuffi avente funzione di guida e di tenuta alla pressione.
Il gruppo di stantuffi è fissato rigidamente al cosiddetto blocco di testa (o "fluid end") all'interno del quale sono posizionate delle valvole di aspirazione e di mandata delle miscele cementizie.
Ciascun stelo aspira la miscela cementizia nel suo movimento all'indietro e crea una mandata in pressione nel suo movimento in avanti, ovvero nel movimento rivolto verso il blocco di testa.
L'albero a gomiti è posto in rotazione da un motore (diesel o elettrico) tramite un cambio meccanico almeno a due rapporti, un albero cardanico, ed una trasmissione a catena o a cinghie.
Le pompe dello stato attuale dell'arte con albero a gomiti, impongono una velocità lineare variabile agli stantuffi della pompa. In una tale disposizione, per la maggior parte della sua corsa entro il cilindro, lo stelo accelera o decelera e solo per una parte poco significativa della sua corsa rimane con una velocità costante. Cosicché esso opera alla sua piena capacità di progetto durante solamente una porzione della sua corsa .
Le pulsazioni della portata (e della pressione) dovute alla sovrapposizione delle singole mandate dei tre stantuffi sono dell'ordine del 30%.
Non sono noti efficaci smorzatori di pulsazioni in mandata di facile utilizzo sulle pompe per miscele cementizie a causa della difficoltà e laboriosità delle operazioni di pulizia necessarie dopo ogni ciclo di operazioni di pompaggio. Se il cemento si indurisce all'interno dello smorzatore di pulsazioni, quest'ultimo chiaramente non funziona più.
US 6,454,542, divulga una pompa per fango avente due cilindri per pompare fango entro scavi e due set di cilindri idraulici ad olio.
US 6,454,542 divulga inoltre una sincronizzazione elettrica tramite finecorsa ed elettrovalvole che permette di riprodurre, simulandolo, l'effetto di una pompa in cui i pistoni si muovono con velocità costante .
Da CA 2.382.668, è nota la costruzione di pompe per fanghi aventi una pluralità di cilindri idraulici tra loro allineati, in cui, per ridurre le pulsazioni di pressione, un gruppo di corpi-pompa sono realizzati in una singola unità di pompaggio, ed in cui ognuno dei corpi-pompa opera fuori fase per provvedere ad un'alimentazione sequenziale costante.
Il controllo della corsa dei pistoni o cilindri idraulici tramite finecorsa è svantaggiosa in quanto non permette di verificare l'andamento delle velocità nei tratti della corsa compresi tra gli estremi della stessa .
In particolare, tramite un controllo con finecorsa, non è possibile verificare se sussistano condizioni (ad esempio un incremento temporaneo della resistenza incontrata dal pistone) per le quali il pistone rallenta la sua corsa.
In questo caso, specie nel caso di pompe i cui pistoni o cilindri idraulici non sono interconnessi rigidamente (ad esempio mediante un albero a gomiti) è possibile che un pistone rallenti mentre tutti gli altri operino in condizioni normali.
In questo caso, quindi, avendo progettato una pompa che minimizza i picchi di pressione in condizioni ideali, tale minimizzazione viene meno, in quanto tali condizioni non sussistono più.
Inoltre, le pompe per miscele cementizie ed i relativi sistemi di controllo di tipo noto non permettono di avere delle aree della corsa dei pistoni in cui la velocità decresca/cresca fino ad arrestarsi in corrispondenza dei punti di fine corsa in modo controllato. Questo può portare a dei malfunzionamenti della pompa, con potenziali danneggiamenti o rotture.
Infine, le pompe per miscele cementizie, nel caso di malfunzionamento dei sensori di fine-corsa, presentano dei gravi rischi di rottura in quanto l'arresto della corsa dei pistoni non può più essere regolato .
Un primo scopo della presente invenzione è quello di realizzare un dispositivo di controllo per pompe cementizie il quale sia esente dagli inconvenienti sopra descritti.
Un secondo scopo della presente invenzione è quello di fornire un metodo di controllo per pompe cementizie il quale sia esente dagli inconvenienti sopra descritti.
Secondo la presente invenzione viene realizzato un dispositivo di controllo per pompe cementizie come descritto nella prima rivendicazione.
Secondo la presente invenzione viene inoltre fornito un metodo di controllo per pompe cementizie come descritto nella rivendicazione XCCFGDF.
L'invenzione verrà ora descritta con riferimento ai disegni annessi, che ne illustrano un esempio di attuazione non limitativo, in cui:
- la figura 1 illustra uno schema di funzionamento di un dispositivo di controllo per pompe cementizie in una sua prima forma di realizzazione preferita;
- le figure 2-4 illustrano rispettivi diagrammi di velocità di uno o più pistoni della pompa cementizia di figura 1.
- le figure 5-6 illustrano rispettivi schemi del dispositivo di controllo connesso ad una pompa cementizia a due pistoni;
- la figura 7 illustra uno schema del dispositivo di controllo connesso ad una pompa cementizia a quattro pistoni.
Con riferimento alla figura 1, con 1 è indicato nel suo complesso un dispositivo di controllo per una pompa cementizia 2 avente una pluralità di cilindri idraulici 2a reciprocamente indipendenti.
In dettaglio i cilindri idraulici 2a possiedono, ognuno, uno stelo in grado di scorrere linearmente lungo un asse tra una prima ed una seconda posizione di fine corsa.
Il dispositivo di controllo 1 comprende:
- dei mezzi di alimentazione 10 di un fluido idraulico alla pompa cementizia 2;
- almeno una unità di elaborazione dati 20; e - dei mezzi 30 di trasduzione continua della corsa di uno stelo dei detti cilindri idraulici 2a.
In dettaglio, i mezzi di alimentazione 10 comprendono preferibilmente una o più pompe a fluido 21, 22, 23 e delle condotte 24a, 24b, 24c di alimentazione del suddetto fluido idraulico ai cilindri 2a; il dispositivo di controllo 1 comprende inoltre uno stadio di alimentazione oleodinamico 25 avente una pluralità di uscite per alimentare le condotte 24a-24c collegate alla pompa cementizia 2 e comprendente inoltre una pluralità di valvole VI, V2, VS3-VS8 di controllo; lo stadio di alimentazione 25 di fluido idraulico comprende inoltre una pluralità di ingressi alimentati dalle pompe a fluido 21, 22, 23.
La pompa a fluido principale 21 è controllata da un rispettivo segnale elettrico di controllo Sjinviato dalla unità di elaborazione dati 20 ad uno stadio di controllo della pompa a fluido principale 21, in modo tale da poterne regolare la cilindrata e la pressione massima raggiungibile.
I mezzi 30 di trasduzione continua della corsa dello stelo dei cilindri idraulici 2a comprendono dei reostati o resistori variabili, preferibilmente a cursore lineare; in questo caso, il cursore è rigidamente connesso con lo stelo del cilindro idraulico 2a, in modo tale che, quando esso si muove, anche il cursore stesso ne sia vincolato nel movimento.
II cursore è dotato di un proprio primo terminale al quale è connessa una prima linea 40a, connessa inoltre con la unità di elaborazione dati 20.
Ognuno dei resistori variabili è inoltre provvisto di un secondo terminale al quale è connessa una seconda linea 40b, anch'essa in comunicazione con la unità di elaborazione dati 20.
Il cursore scorre quindi tra una prima posizione terminale ed una seconda posizione terminale sul resistore variabile 30, determinandone pertanto un valore di resistenza massima R ed un valore di resistenza minima R .
Al suo interno la unità di elaborazione dati 20 comprende uno stadio di lettura 20a del valore di resistenza di ognuno dei resistori variabili ed uno stadio di pilotaggio 20b; quest'ultimo, sulla base della resistenza calcolata dallo stadio di lettura 20a, provvede ad adattare i segnali di controllo si, s2, s3 da inviare allo stadio di controllo della pompa a fluido principale 21 (segnale di controllo si) e ad una coppia di elettrovalvole proporzionali YM1 ed YM2 che regolano il flusso di alimentazione alla pompa cementizia 2 (segnali di controllo s2, s3).
Dei valori di riferimento di resistenza minimo R e massimo R ,, sono memorizzati all'interno della unità di elaborazione dati 20; tali valori permettono di definire due distinti valori della corsa dello stelo a seguito dei quali la velocità dello stesso è rispettivamente fatta diminuire o aumentare fino al raggiungimento di una delle due posizioni di fine corsa dello stelo del cilindro idraulico 2a.
Della pluralità di valvole presenti all'interno dello stadio di alimentazione 25, una prima valvola di comando VI ed una seconda valvola di comando V2 sono controllate dalla coppia di elettrovalvole proporzionali YM1 e, rispettivamente, YM2.
Più in dettaglio, partendo dalla prima posizione di finecorsa nella quale lo stelo del cilindro idraulico 2a è ritratto all'interno dello stesso e considerando la resistenza offerta dal resistore variabile 30 come crescente al crescere dell'estensione dello stelo al di fuori del cilindro idraulico 2a:
- fino a che il valore di resistenza non supera il primo valore di riferimento Rref lfil segnale di controllo s2 (o s3) impone una rampa di apertura della valvola VI (o V2) e quindi un progressivo aumento della portata diretta al rispettivo cilindro idraulico 2a;
- allorché il valore di resistenza si mantiene superiore al primo valore di riferimento Rref 2e inferiore al secondo valore di riferimento R ,, il segnale di riferimento s2 (o s3) impone una portata costante diretta al rispettivo cilindro idraulico 2a;
- allorché il valore di resistenza supera il secondo valore di riferimento Rref 2il segnale di riferimento s2 (o s3) impone una rampa di chiusura della valvola VI (o V2) e quindi una progressiva diminuzione della portata diretta al rispettivo cilindro idraulico 2a, fino al completo annullamento della velocità di spostamento dello stelo al raggiungimento del secondo punto di finecorsa, corrispondente al valore massimo di resistenza R
Al raggiungimento del valore massimo di resistenza R , la pressurizzazione del fluido entro le condotte 24a, 24c viene invertita, in modo tale da permettere il rientro dello stelo entro il rispettivo cilindro idraulico 2a per mezzo del travaso di fluido da una camera lato stelo all'altra con integrazione di fluido da parte della seconda pompa ausiliaria 23.
I segnali di controllo s2 ed s3 sono configurati, attraverso opportuni valori o codici, in modo tale da fare operare i cilindri idraulici 2a della pompa 2 sempre in opposizione. In particolare, allorché ad esempio il impone una rampa di apertura sulla valvola VI, contemporaneamente il segnale s3 impone una rampa di chiusura alla valvola V2; allorché il segnale s2 raggiunge un valore corrispondente alla massima apertura, le rampe di rispettivamente chiusura ed apertura precedentemente menzionate, terminano; allorché inoltre il segnale s2 raggiunge il valore di massima apertura, contemporaneamente il segnale s3 raggiunge un valore di minima apertura.
Per comodità di trattazione si possono considerare i segnali s2 ed s3 come segnali analogici in cui le rampe di apertura e chiusura delle valvole VI, V2 rispettivamente corrispondono a delle rampe (ad esempio, di tensione o di corrente elettrica) dei segnali s2 ed s3; ciò non toglie che tali segnali possano presentare valori codificati - tipici cioè di un segnale numerico - la cui ampiezza di tensione e/o corrente non corrisponda proporzionalmente ad un incremento delle rampe di apertura e chiusura delle valvole VI e V2 stesse.
Per tale ragione, quindi, il diagramma delle velocità V(t) dello stelo di ognuno dei cilindri idraulici 2a, rappresentato in figura 2, assume una forma a onda trapezoidale, nella quale vi è:
- un primo tratto costante VI, compreso tra due valori C4, C2della corsa dello stelo del cilindro idraulico 2a corrispondenti al campo di resistenze tra Rref 2c Rref }c
- rispettivamente, un secondo e terzo tratto V2, V3, entrambi lineari e rispettivamente ascendente e discendente e rispettivamente compresi tra un valore di corsa C, corrispondente alla minima resistenza R e il valore C4e tra il valore di corsa C2e un valore di corsa C4corrispondente alla massima resistenza Rmax. Tra il primo, il secondo ed il terzo tratto V4-V3sono presenti dei punti angolosi, e l'intervallo di corsa definito tra i punti C4, C2è molto maggiore rispetto a quello tra i punti C3e C1e tra C2e C4.
La somma delle velocità V(t) dei singoli pistoni 2a è tale per cui, in ogni punto della loro corsa compreso tra la prima e la seconda posizione di fine corsa, essa rimane costante. In particolare, nel caso di una pompa per miscele cementizie a due pistoni 2a, il diagramma di figura 3 riporta le velocità degli stessi su due linee distinte, una continua ed una tratteggiata. Giacché la somma delle velocità V(t) dei pistoni 2a dev'essere costante, allorché un primo pistone ha il proprio stelo che si estende (velocità positiva) , il secondo ha il proprio stelo che si ritrae (velocità negativa) ; la somma delle velocità è in questo caso sempre uguale a zero.
Alternativamente, come illustrato in figura 4, la unità di elaborazione dati 20 può imporre alle valvole VI e V2 un cambiamento di portata che sia smussato, progressivo e privo di punto angoloso. In tale caso, questo cambiamento di portata si riflette anche sulle velocità degli steli dei cilindri idraulici 2a come illustrato in figura 4.
In questo caso, infatti, tra il primo tratto V1ed il secondo e terzo tratto V2, V3di tipo lineare, sono presenti ulteriori tratti di raccordo V4, V5, i quali concorrono ad avviare una accelerazione ed un rallentamento della corsa degli stantuffi più progressivo, senza discontinuità.
I valori di riferimento R ,, ed R ,, possono essere impostati su valori distinti, in modo tale da permettere di adattare la dimensione dell'area della corsa dello stelo nella quale esso presenta una velocità costante.
La presenza di un resistore variabile per la misurazione della posizione dello stelo 2a di ognuno dei pistoni non dev'essere intesa in modo limitativo. Infatti, è possibile collegare ogni stelo 2a con un diverso trasduttore di posizione, il quale permetta di fornire un'indicazione continua della posizione. Tale tipo di trasduttore di posizione, può ad esempio essere di tipo induttivo. In questo caso, il primo e secondo valore di riferimento R ,, R ,, ed i valori di resistenza massima e minima, rispettivamente R ed R saranno sostituiti corrispondenti valori di grandezza generica M ,, M ,, M ed M il cui significato nei termini del funzionamento del dispositivo oggetto della presente invenzione rimane quello descritto in precedenza .
Ognuno dei cilindri idraulici 2a è un cilindro dotato di una prima, seconda e terza camera, identificate in figura con le lettere di riferimento A, B e C, tra loro indipendenti e configurate per muovere lo stelo del cilindro idraulico 2a con alta velocità e bassa pressione (camera A) o alta pressione e bassa velocità (camere A e C).
In dettaglio, la prima camera A di ognuno dei cilindro idraulico 2a si estende tra un fondello del cilindro idraulico ed un anello di tenuta vincolato allo stelo 2b del cilindro idraulico 2a. Lo stelo 2b, avendo un diametro massimo minore rispetto al diametro interno del cilindro idraulico 2a, definisce la seconda camera B, che è quindi di tipo anulare e disposta tra la testa del cilindro e il suddetto anello di tenuta.
Lo stelo 2b è a sua volta cavo e ospita al suo interno una terza camera C che è delimitata da un lato dall'estremità dello stelo che si protende all'esterno del cilindro idraulico 2a e, dalla parte opposta, da un ulteriore anello di tenuta.
Ognuna delle camere A, B, C presenta rispettivi terminali di alimentazione di fluido idraulico.
Oltre alla pompa a fluido principale 21, la pluralità di pompe a fluido 21-23 comprende inoltre anche una prima ed una seconda pompa ausiliaria 22, 23. Di queste, la prima pompa ausiliaria 22 è una pompa di sovralimentazione ed ha il compito di tenere sempre piene di fluido idraulico le terze camere C allorché la prima camera A del cilindro idraulico 2a è la sola camera attiva per il pompaggio di cemento ad alta portata e bassa pressione.
Viceversa, la seconda pompa ausiliaria 23 ha il compito di alimentare le seconde camere B con una portata minore rispetto alla prima pompa ausiliaria 22, la quale tuttavia può essere regolata attraverso un regolatore di flusso compensato R.
Le camere B dei cilindri idraulici 2a sono collegate assieme a tenuta di liquido, cosicché il travaso di olio dalla camera B del cilindro idraulico 2a in fase di estensione al cilindro idraulico 2a in fase di retrazione, assicura che i cilindri siano in opposizione di fase tra loro. Tuttavia, la portata di fluido idraulico garantita dalla seconda pompa ausiliaria 23 permette che l'aspirazione si concluda prima, ovvero in anticipo, rispetto al termine della pompata; il detto anticipo è regolabile attraverso il regolatore di fluido compensato R.
All'interno dello stadio di alimentazione 25, le valvole VS3 e VS4 sono valvole del tipo on-off e sono comandate da rispettive elettrovalvole YS1 ed YS2; in particolare, le valvole VS3 e VS4 servono per permettere lo scarico o l'alimentazione delle prime camere A dei cilindri idraulici 2a e sono ad esse collegate a tenuta di fluido attraverso rispettivi condotti .
Le valvole VS5 e VS7 sono comandate da una prima elettrovalvola YU1. Le valvole VS6 e VS8 sono invece comandate da una seconda elettrovalvola YU2. Entrambe la prima e la seconda elettrovalvola sono sempre eccitate o diseccitate contemporaneamente.
Allorché la prima, seconda elettrovalvola YU1, YU2 sono diseccitate, la valvola VS7 è chiusa mentre la valvola VS5 è aperta. Contemporaneamente, la valvola VS8 è chiusa e la valvola VS6 è aperta. In questa condizione, e supponendo che la pompa cementizia 2 abbia due cilindri idraulici 2a, attraverso l'apertura della valvola VS5 si mettono in comunicazione la prima camera A di un primo cilindro idraulico 2a della pompa 2 per miscela cementizia con la terza camera di un secondo cilindro idraulico 2a della pompa 2.
L'apertura della valvola VS6 permette inoltre il collegamento della prima camera A del secondo cilindro idraulico 2a della pompa 2 con la terza camera C del primo cilindro idraulico 2a.
Viceversa, allorché le elettrovalvole YU1 ed Yu2 sono eccitate, la valvola VS7 è aperta mentre la valvola VS5 è chiusa. Contemporaneamente, la valvola VS8 è aperta e la valvola VS6 è chiusa. Ciò permette il collegamento tra la prima pompa ausiliaria 22 e la terza camera C del primo cilindro idraulico 2a della pompa 2. Allo stesso modo, l'apertura della valvola VS8 permette il collegamento della prima pompa ausiliaria 22 con la terza camera C del secondo cilindro idraulico 2a. In questo modo la prima pompa ausiliaria 22 sovralimenta le terze camere C, avendo in conseguenza solo le camere A attive per il pompaggio della miscela cementizia .
In una prima modalità di funzionamento, illustrata in figura 5, il dispositivo di controllo 1 può fare funzionare la pompa 2 con i rispettivi cilindri idraulici 2a aventi solamente le rispettive prime camere A attive per il pompaggio della miscela cementizia. Nella figura 5, al pari delle figure 6 e 7 che illustrano una seconda e terza modalità di funzionamento descritte più in dettaglio nella seguente parte della presente descrizione, le condotte di alimentazione dei cilindri 2a messe in attività sono state evidenziate con un tratto spesso. Allorché le pompe ausiliarie sono utilizzate per la sovralimentazione delle camere dei cilindri idraulici 2a, il tratto spesso appare come tratteggiato.
Il primo cilindro idraulico 2a è, nella fase di estensione del proprio stelo, alimentato nella prima camera A dalla pompa principale 21. La sua terza camera C è invece sovralimentata dalla prima pompa ausiliaria 22. La seconda camera B del primo cilindro idraulico 2a travasa fluido idraulico entro la seconda camera B del secondo cilindro idraulico 2a. Il secondo cilindro idraulico 2a nella fase di aspirazione riceve fluido idraulico nella seconda camera B e questo determina di conseguenza il rientro del suo stelo. Contemporaneamente, la sua prima camera A scarica fluido idraulico in quanto non in pressione mentre la camera C può travasare fluido idraulico verso la prima pompa ausiliaria 22. In questa condizione rispettivamente la prima e la terza camera A, C offrono una minima resistenza.
In una seconda modalità di funzionamento, illustrata in figura 6, il dispositivo di controllo 1 può fare funzionare la pompa 2 con i rispettivi cilindri idraulici 2a aventi le rispettive prime camere A e le rispettive terze camere C attive per il pompaggio della miscela cementizia. Questa condizione è schematicamente rappresentata in figura 6.
L'unica differenza rispetto alla schematizzazione di figura 5 consiste nel fatto che le valvole VS5, VS7, e rispettivamente VS6 e VS8 sono attuate in modo diverso dalla prima e dalla seconda elettrovalvola YU1, YU2, le quali sono entrambe diseccitate.
Il primo cilindro idraulico 2a è, nella fase di estensione del proprio stelo, alimentato in entrambe la prima e terza camera A e C dalla pompa principale 21. La seconda camera B del primo cilindro idraulico 2a travasa fluido idraulico nella seconda camera B del secondo cilindro idraulico 2a. Viceversa, il secondo cilindro idraulico 2a, nella fase di aspirazione, riceve fluido idraulico nella rispettiva seconda camera B e questo determina il rientro del suo stelo. Contemporaneamente, la prima e terza camera A, C scaricano fluido idraulico e offrono una minima resistenza .
Giacché, come accennato in precedenza, la fase di aspirazione si conclude sempre prima della fase di pompata, la partenza del secondo cilindro idraulico 2a in pompata viene attivata in modo tale che si sovrapponga alla fase di decelerazione attraverso una rampa di velocità decrescente, precedentemente descritta, alla fine della fase di pompata del primo cilindro idraulico 2a.
Il dispositivo 1 oggetto della presente invenzione, quindi, non interrompe mai il flusso della pompa principale 21, ma solamente lo suddivide sulla base dello stato delle valvole VI e V2 a comando proporzionale e, in particolare, sulla base della luce nelle valvole stesse.
Infine è da rimarcare come la unità di elaborazione dati 20 comandi le pompe 21-23 e lo stadio di alimentazione oleodinamico 25 in modo tale che il rallentamento del primo (o secondo) cilindro idraulico 2a avvenga progressivamente, tramite una chiusura progressiva della valvola VI e con la contemporanea e progressiva apertura della valvola V2.
La figura 7, infine, illustra una pompa cementizia 2a comprendente due moduli di pompaggio (2+2 cilindri idraulici )nella configurazione di alimentazione delle sole camere A e sovralimentazione delle camere C. Il blocco di alimentazione 25 rimane lo stesso rispetto a quanto descritto in precedenza. Le condotte 24a, 24b, 24c si suddividono sulla pluralità di cilindri.
I vantaggi del dispositivo di controllo per pompe per miscele cementizie a pistoni oggetto della presente invenzione sono chiari alla luce della descrizione che precede .
In particolare, infatti, tale dispositivo permette di ottenere che la pompa per miscela cementizia da esso controllata sia quanto più possibile esente da picchi di pressione e/o portata di miscela cementizia, senza vincolare i vari pistoni 2a attraverso mezzi di vincolo meccanico .
Lo stadio di alimentazione 25 non interrompe mai il flusso della pompa principale 21 ed è pertanto uno stadio di alimentazione a flusso continuo che realizza il sincronismo dei pistoni sulla base di segnali continui provenienti dai resistori variabili 30. La portata e la pressione del cemento sono quindi direttamente proporzionali alla portata e pressione della pompa 2, mantenendo nel contempo un valore costante senza picchi o avvallamenti.
In questo modo, i pistoni 2a della pompa 2 per miscela cementizia possono essere disposti a piacimento, permettendo quindi di realizzare pompe più efficienti dal punto di vista dell'ingombro e o delle vibrazioni durante il funzionamento.
Inoltre, il dispositivo oggetto della presente invenzione permette di adattare il tratto della corsa dei pistoni 2a entro il quale essi rallentano o accelerano, permettendo quindi una diminuzione dell'usura degli stessi.
Infine, il dispositivo oggetto della presente invenzione permette di ovviare al malfunzionamento dei tradizionali sensori di fine corsa, in quanto i valori di resistenza massima e minima sono memorizzati all'interno della unità di elaborazione dati.
E' infine chiaro che alla oggetto della presente invenzione possono essere apportate modifiche, aggiunte o miglioramenti ovvi per un tecnico del ramo, senza che per questo si esca dall'ambito di tutela fornito dalle rivendicazioni annesse.
E' altrettanto chiaro che il sistema oggetto della presente invenzione può trovare applicazione anche su una pompa cementizia con pistoni multicamera, nella quale ogni pistone possiede più camere che possono essere alimentate con un fluido proveniente da rispettive condotte di ingresso ed uscita.
In questo caso, in particolare, il pistone può essere azionato, in funzione di quale camera viene alimentata, in modo tale da ottenere una massima portata a discapito della pressione o, al contrario, una minima portata a vantaggio di una maggiore pressione. Una volta determinato il modo in cui ognuna delle camere del pistone viene alimentata, lo stelo si muoverà comunque con una velocità costante o linearmente crescente o decrescente imposta dalla unità di elaborazione dati.

Claims (9)

  1. RIVENDICAZIONI 1) Dispositivo (1) di controllo per pompe (2) cementizie aventi uno o più pistoni (2a), il detto dispositivo di controllo (1) comprendendo: - mezzi di alimentazione (21, 22, 23, 25) di un fluido idraulico alla detta pompa (2); - una unità di elaborazione dati (20), elettricamente connessa con i detti mezzi di alimentazione (21, 22, 23, 25); il detto dispositivo di controllo (1) è caratterizzato dal fatto di comprendere dei mezzi di trasduzione (30) della corsa di uno stelo dei detti pistoni (2a) ed uno stadio di alimentazione (25) a flusso continuo e realizzante un sincronismo dei pistoni (2a) sulla base di segnali continui provenienti dai detti mezzi di trasduzione (30); ognuno dei detti stantuffi dei detti pistoni (2a) avendo almeno uno dei detti mezzi di trasduzione (30) ad esso vincolato.
  2. 2) Dispositivo secondo la rivendicazione 1, in cui i detti mezzi di trasduzione (30) continua della corsa dei detti pistoni sono dei mezzi resistivi.
  3. 3) Dispositivo secondo la rivendicazione 1, in cui i detti mezzi resistivi presentano almeno due terminali, i quali sono connessi con la detta unità di elaborazione dati (20) attraverso rispettivi cavi (40a, 40b) .
  4. 4) Dispositivo secondo la rivendicazione 1, in cui i detti mezzi di alimentazione (21, 22, 23, 25) comprendono uno stadio di alimentazione oleodinamico (25) ed una pluralità di pompe di alimentazione (21, 22, 23) alimentanti il detto stadio di alimentazione oleodinamico (25); il detto stadio di alimentazione oleodinamico (25) avendo inoltre una pluralità di uscite adattate per alimentare la detta pompa (2) per miscela cementizia.
  5. 5) Dispositivo secondo la rivendicazione 4, in cui in cui il detto stadio di alimentazione oleodinamico (25) comprende una pluralità di condotti (23a, 23b) di invio del fluido alla detta pompa (2) per miscela cementizia, ed in cui la detta unità di elaborazione dati (20) è elettricamente connessa alla detta fluido pluralità di pompe (21, 22, 23) e controlla dei parametri di pressione/portata delle dette pompe.
  6. 6) Dispositivo secondo la rivendicazione 4, in cui il detto stadio di alimentazione oleodinamico (25) comprende inoltre una prima ed una seconda elettrovalvola VI, V2 controllate dalla detta unità di elaborazione dati (20) e da essa riceventi un rispettivo segnali di controllo (s2, s3) di mantenimento di una velocità costante del detto pistone (2a ).
  7. 7) Metodo di controllo di una pompa cementizia (2) ad uno o più pistoni (2a), comprendente un passo di alimentazione di un fluido idraulico alla detta pompa (2) attraverso una pluralità di condotte (23a, 23b) di alimentazione del detto fluido idraulico; il detto metodo di controllo è caratterizzato dal fatto di comprendere un passo di rilevazione della posizione della corsa di uno stelo di ognuno dei pistoni (2a) della detta pompa (2), il detto passo di rilevazione essendo effettuato tramite mezzi di trasduzione (30) di posizione vincolati al detto stelo.
  8. 8) Metodo secondo la rivendicazione 7, in cui il detto passo di rilevazione della posizione della corsa del detto stelo comprende uno scambio di segnali elettrici di feedback; i detti segnali elettrici di feedback essendo trasmessi dai detti mezzi di trasduzione (30) ad una unità di elaborazione dati (20) di un dispositivo di controllo (1) della detta pompa (2) .
  9. 9) Metodo secondo la rivendicazione 8, in cui i detti mezzi di trasduzione (30) trasmettono una grandezza misurata con una pluralità di valori tra i quali si individuano almeno un primo ed un secondo valore di riferimento (Mref-1;Mref-2), corrispondenti ad un rispettivo primo e secondo punto della corsa (Cl, C2) dello stelo del detto pistone (2a), ed in cui, allorché il detto stelo si trova tra detto primo (Cl) e detto secondo punto (c2) della detta corsa, il detto stelo viene comandato con una progressione a velocità costante . 11) Metodo secondo la rivendicazione 10, in cui all'esterno di un intervallo di corsa del detto stelo (2a) definito dai detti primo e secondo punto della corsa (Cl, c2), il detto stelo presenta una variazione di velocità fino all'azzeramento in corrispondenza di una coppia di punti di fine corsa. 12) Metodo secondo la rivendicazione 11, in cui la detta variazione di velocità è lineare. 13) Metodo secondo la rivendicazione 10, in cui i il passaggio tra la detta progressione a velocità costante entro i detti primo e secondo punto della corsa (cl, C2) e la detta variazione di velocità della corsa del detto stelo all'esterno dei detti primo e secondo punto della corsa (Cl, C2) è progressivo.
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